pensieri

sono io

 

RITROVARTI

Ritrovarti è stato bello

con te

i tramonti sono più rossi

e tra le nuvole crescono laghi.

Galleggiano nel silenzio

ronzii d’insetti

fruscii magnificati

e noi scopriamo isole

spiagge dorate da invisibili soli

insenature stranamente familiari

e maree di madreperla lambiscono

ignote rive

dove un giorno andremo.

k.g.

 

 

 

  Curiosando nel web ho trovato l'albero cche mi rappresenta ...

 

Secondo l'astrologia Celtica  se_ forse_mai   è

 

L'albero Rowan,

La sensibilità ...

 

 

  

 Piena di allegria e incanto, dà senza aspettative, le piace richiamare l'attenzione, ama la vita, le emozioni, non riposa e le piacciono perfino le complicazioni, è tanto dipendente come indipendente, ama piacere, è una persona artistica, appassionata, emozionale , buona compagna, non dimentica.

 Quasi quasi ... 

 

 

GRAZIE !

delle parole dette e di quelle non dette,

di avermi forzato la mano, quasi costringendomi a mettermi in gioco,

della tua contagiosa spontaneità,

di avermi fatta sentire amica,

di avermi fatta sentire donna,

di avermi dato un pò di serenità.

 

FORSE TORNERANNO...

Citazioni nei Blog Amici: 79
 

IL CUORE CHE RIDE

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.
Ci sono delle uscite.
Da qualche parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce, ma la vince sulle tenebre.
Stai in guardia.
Gli dei ti offriranno delle occasioni.
Riconoscile, afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
La tua vita è la tua vita.
Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei meraviglioso, gli dei aspettano di compiacersi in te.

 C. B.

  

 

LA DISPERAZIONE...

In un giardinetto su una panchina
C'è un tale che vi chiama se passate
Ha un paio d'occhialini un vecchio abito grigio
Fuma un piccolo sigaro è seduto
E vi chiama se passate
O più timidamente vi fa un cenno 
Non bisogna guardarlo
Non bisogna ascoltarlo
Ma tirar dritto
Fingere di non vederlo
Fingere di non averlo neppure sentito
Passare via frettolosi
Perchè se lo guardate
O se gli date retta 
Vi fa un suo cenno e niente nessuno
Vi può impedire di sedergli accanto
Allora vi guarda in faccia vi sorride 
Facendovi soffrire atrocemente
E lui continua il suo sorriso
E voi stessi sorridete esattamente
Di quel sorriso
Più sorridete e più soffrite
Atrocemente
E più soffrite più sorridete
Irrimediabilmente
Restando fissi là
Come congelati
Sorridendo sulla panchina
Bambini giocano a due passi da voi
Passanti passano
Tranquillamente
Uccelli volano
Volano via da un albero
Si posano su un altro
E voi restate là 
Sulla panchina
E già sapete bene
Che non potrete più
Giocare come quei bambini
Sapete che non potrete più
Passare come quei passanti
Tranquillamente
Né che mai più potrete volar via
Lasciando un albero per l'altro
Come quegli uccelli.

Jacques Prévert

 

AREA PERSONALE

 

AMORE CHE VIENI, AMORE CHE VAI

Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque ti ricorderai
amore che fuggi da me tornerai

e tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d'amore
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai

venuto dal sole o da spiagge gelate
venuto in novembre o col vento d'estate
io t'ho amato sempre , non t'ho amato mai
amore che vieni , amore che vai
io t'ho amato sempre , non t'ho amato mai
amore che vieni , amore che vai.

fabrizio de andré

 

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VERRÀ LA MORTE E AVRÀ I TUOI OCCHI

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

Cesare Pavese

 

Per il mio cuore

Per il mio cuore basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla mia bocca arriverà fino al cielo,
ciò ch'era addormentato sulla tua anima.

In te è l'illusione di ogni giorno.
Giungi come la rugiada alle corolle.
Scavi l'orizzonte con la tua assenza.
Eternamente in fuga come l'onda.

Ho detto che cantavi nel vento
come i pini e come gli alberi di nave.
Com'essi sei alta e taciturna.
E ti rattristi d'improvviso, come un viaggio.

Accogliente come una vecchia strada.
Ti popolano echi e voci nostalgiche.
mi son svegliato e a volte emigrano e fuggono
uccelli che dormivano nella tua anima. basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla mia bocca arriverà fino al cielo,
ciò ch'era addormentato sulla tua anima.

In te è l'illusione di ogni giorno.
Giungi come la rugiada alle corolle.
Scavi l'orizzonte con la tua assenza.
Eternamente in fuga come l'onda.

Ho detto che cantavi nel vento
come i pini e come gli alberi di nave.
Com'essi sei alta e taciturna.
E ti rattristi d'improvviso, come un viaggio.

Accogliente come una vecchia strada.
Ti popolano echi e voci nostalgiche.
mi son svegliato e a volte emigrano e fuggono
uccelli che dormivano nella tua anima.

Pablo Neruda

 

 

 

 

.

Post n°547 pubblicato il 30 Giugno 2019 da se_forse_mai

 

Cibo spazzatura?

Forse , ma voglio raccontarvi una piccola storia.

 

 

 

 

Spesso si fermava lì a prendere qualcosa da mangiare dopo il lavoro o dopo la spesa.

Le piaceva l’anonimato in cui poteva immergersi, le piaceva anche quella fila da fare al m.drive che le permetteva di pensare un po' ai fatti suoi senza sentirsi in colpa per i minuti rubati al “dovere”.

E, perché no, anche quel cibo così diverso da quello tradizionale che regnava a casa sua le piaceva, le piaceva tanto.

Una voce senza volto le chiedeva gentilmente cosa voleva ordinare e la faceva avanzare sulla corsia ed erano di nuovo due mani per lei senza volto a portarla fino al suo sacchettino caldo e profumato da cui cominciava a pescare patatine ancor prima di arrivare a casa.

Era abitudinaria, quasi sempre ordinava le stesse cose, la sua coccola preferita.

Ieri follia…cambio di menù…

Arriva allo stop del pagamento e un ragazzo sorridente: “Oggi cambio di menù signora? Ho riconosciuto la voce e mi ha meravigliato… di solito ordina sempre…”

Lei ha sorriso,stupita e al tempo contenta di questa piccola invasione di privacy, ma ancora non eran finite le sorprese.

“Sa signora? Speravo proprio di vederla oggi. È un giorno speciale, l’ultimo giorno che lavoro qui.

Ho trovato qualcosa di meglio e mi sono licenziato, ma mi sarebbe dispiaciuto andarmene senza salutare lei, la mia cliente preferita, sempre così gentile. Le auguro tutto il bene del mondo.”

Avrebbe voluto scendere dalla macchina, buttargli le braccia al collo e ringraziarlo.

Invece gli ha stretto la mano e se ne è andata mentre lacrime brucianti rigavano le sue guance.

Quanto avrebbe voluto che a casa sua qualcuno si fosse accorto di lei come quel ragazzo che la riconosceva dalla voce in mezzo a migliaia di persone.

 

 

 

 

Cibo spazzatura? Forse, ma come ha detto qualcuno, un qualcuno molto speciale, “dal letame nascono i fiori”

 
 
 

.

Post n°546 pubblicato il 13 Maggio 2019 da se_forse_mai

 

Di chi sia il bosco credo di sapere.
Ma la sua casa è in paese: cosi’
Egli non vede che mi fermo qui
A guardare il suo bosco riempirsi di neve.

Troverà strano il mio cavallino
Fermarsi senza una casa vicino
Tra il bosco e il lago gelato
La sera più buia dell’anno.

Dà una scrollata al suo sonaglio
Per domandare se c’è uno sbaglio:
Il solo altro suono è il fruscio
Del vento lieve, dei soffici fiocchi.

 

 

 

 

 

Bello è il bosco, buio e profondo,
Ma io ho promesse da non tradire,
Miglia da fare prima di dormire,
Miglia da fare prima di dormire.

R.F.

 


 
 
 

.

Post n°545 pubblicato il 28 Aprile 2019 da se_forse_mai

 

Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.

Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l’un l’altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l’ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perché

insieme è gioia…

Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.

(P. N.)

 

 

 

 

 

Ancora una giornata di pioggia.

Resto chiusa in casa a piangermi addosso,

a sentirmi persa, inutile, sola.

Ho acceso il camino…la scusa è l’umidità

La verità è che non so rinunciare

a quel falso calore, falso ma unico calore.

La verità è che non siamo fatti

per stare soli

Che senso ha

guardare attraverso i vetri colori stupendi…

aprire la porta e lasciare che la casa

si riempia di profumi… di musica...

se nessuno può condividere

le tue sensazioni

Che senso ha

ascoltare parole… meravigliosi pensieri...

se a parlarti è solo un televisore

Che senso ha continuare a illudersi?

 

Perchè solo "insieme è gioia"

 

 

 
 
 

.

Post n°544 pubblicato il 04 Aprile 2019 da se_forse_mai

 

 

Stare con te

o stare senza di te

è l’unico modo che ho

per misurare il tempo.

 

J. L. B.

 

 

 

 

 

 

 

un altro anno è passato

...

riesco ancora a sorridere

 
 
 

.

Post n°543 pubblicato il 18 Marzo 2019 da se_forse_mai

 

Alcuni dicono che la pioggia è brutta,

 

ma non sanno che permette di girare

a testa alta

 

con il viso coperto dalle lacrime.

 

j.m.

 

 

 

 

C’è chi aspetta la pioggia

per non piangere da solo…

f.d.a.

 

 

 

 
 
 

.

Post n°542 pubblicato il 09 Marzo 2019 da se_forse_mai

 

Nell’aria della stanza
non te
guardo
ma già il ricordo del tuo viso
come mi nascerà
nel vuoto
ed i tuoi occhi
come si fermarono
ora – in lontani istanti–
sul mio volto.

a.p.

 

 

 

 

non c’è mai stato un altro amore


sorrisi, carezze, gocce di emozione

per non affondare, per non perdersi

ma non c’è stato spazio per un altro amore

 

e se oggi mi guardo alle spalle

il mio tempo è ancora pieno di te

dei colori morbidi della tua presenza

dei profumi del tuo tenero esserci

dell’armonia delle parole sussurrate

 

pensieri, dolcezza, attimi di tenerezza

per non arrendersi,per non soffrire

ma non ci sarà spazio per un altro amore

 

e se oggi rincorro un vago domani

il mio tempo è ancora pieno di te

delle ombre sfumate della tua assenza

della profondità del tuo non esserci

del silenzio delle parole non dette

 

non ci sarà mai un altro amore

 
 
 

.

Post n°541 pubblicato il 26 Febbraio 2019 da se_forse_mai

“Tengo ancora il telefono tra le mani

non so se vorrei sentirlo suonare di nuovo

non so cosa vorrei”

 

 

era il sole a scaldarmi in questa mattina

serena di fine febbraio

mi aveva svegliato il profumo delle brioches

lasciate a lievitare nel forno ieri sera

a piedi scalzi sono scesa in cucina

tra le coccole dei miei cuccioli

già le nove… mi sono sentita in colpa

per non averli ancora fatti uscire

ho aperto la porta e l’aria frizzante

ha finito di svegliarmi

macchinetta del caffè… un pizzico di zucchero a velo

sulle brioches… una spremuta… il sole…

sembrava che nulla avrebbe potuto mortificare

quel briciolo di serenità così tanto sudata

progetti per la giornata… dolci-amari in verità

prima il dentista…ma poi una bella passeggiata

in spiaggia a guardare la piccola tuffarsi felice

rincorrendo un gabbiano nell’acqua gelida…

un tagliolino allo scoglio in un piccolo ristorante

nascosto tra le dune e più tardi per cancellare

i sensi di colpa un po' di palestra e infine casa,

camino acceso e un bel libro

 

“Guardavamo il cielo senza trovare i colori

e l'arcobaleno era lì, ai nostri piedi

Un arcobaleno da raccogliere

Un arcobaleno da stringere tra le mani

Un arcobaleno per sempre”

ecco… il telefono comincia a squillare

ed io sono già pronta a prendermela con l’ennesimo

operatore poi l’occhio si ferma sullo schermo,

su un nome che ad ogni istante che passa

sembra ingigantirsi

son passati i mesi... infine rispondo…

anche se non so cosa sto dicendo….

anche se non so cosa sto sperando…

 

“Non c'era nulla che non avrebbe fatto per lui.

Sarebbe bastato che le tendesse la mano

e l'avrebbe seguito, senza rimpianti,

vestita solo del suo cuore.

Non lo capiva a volte, non comprendeva

come potesse dire di amarla,

ma non sapesse condividere i suoi sogni;

dirle sei la mia donna,

ma regalarle solo la sua assenza.

Non era lei che amava.

Era quella sensazione di rinnovata giovinezza

che lei sola sapeva offrirgli,

era l'orgoglio di sentirsi amato,

era la sua rivincita su una vita senza emozioni.”

 

 

“Tengo ancora il telefono tra le mani

non so se vorrei sentirlo suonare di nuovo

non so cosa vorrei”

 
 
 

.

Post n°540 pubblicato il 22 Febbraio 2019 da se_forse_mai

 

E l’amore guardò il tempo e rise.

Un sorriso lieve come un sospiro,

come l’ironia di un batter di ciglio,

come il sussurro di una verità scontata.

Perché sapeva di non averne bisogno.

...

 

 

 

 


Ma poi si addormentò in un angolo di cuore

per un tempo che non esisteva

e il tempo cercò di prevalere,

nel grigio di un’assenza senza musica,

senza colori.

E sbriciolò le ore nell’attesa,

nel tormento per dimenticare il suo viso,

la sua verità.

Ma l’amore negato, offeso,

fuggì senza allontanarsi,

ritornò senza essere partito,

perché la memoria potesse ricordare 

e le parole avessero un senso

e i gesti una vita

e i fiori un profumo

e la luna una magia.

Perché l’emozione bruciasse

il tempo e le delusioni,

perché la danza dei sogni

fosse poesia.

Così mentre il tempo moriva,

restava l’amore.

 A. M. R.

 

 
 
 

.

Post n°539 pubblicato il 11 Febbraio 2019 da se_forse_mai

 

Troppo presto hai spiegato

i tuoi candidi petali al giorno

imbrogliata da un raggio di sole

 

 

 

 

 

 

 

sarà il vento a lasciare ai miei piedi

ciò che resta di una primavera mai nata

 

 
 
 

.

Post n°537 pubblicato il 04 Febbraio 2019 da se_forse_mai

 

 

 

 

 

Ti aspetto
e ogni giorno
mi spengo poco per volta
e ho dimenticato il tuo volto.
Mi chiedo se la mia disperazione
sia pari alla tua assenza...
no, è qualcosa di più:
è un gesto di morte fissa
che non ti so regalare.

a.m.
 
 
 

.

Post n°536 pubblicato il 27 Gennaio 2019 da se_forse_mai

 

 

 

Nascosta dietro vetri appannati

guardo il cancello chiudersi alle tue spalle.

Oggi mi aspetta un silenzio freddo e ostile

una solitudine che non so più accettare.

In una presunzione senza compromessi

ho fatto di vita scelte senza confini

che ora troppo pesano sull’anima persa.

 

 

 

 

 















Sarei forse più sola
senza la mia solitudine.
Sono abituata al mio destino.
Forse l'altra - la pace -

potrebbe spezzare il buio
e riempire la stanza -
troppo stretta per contenere
il suo sacramento.

La speranza non mi è amica -
come un'intrusa potrebbe
profanare questo luogo di dolore -
con la sua dolce corte.

Potrebbe essere più facile
affondare - in vista della terra -
che giungere alla mia limpida penisola
per morire - di piacere.

e.d.

 

 

 
 
 

.

Post n°535 pubblicato il 24 Gennaio 2019 da se_forse_mai

 

 

La neve rallenta, modifica, ti ferma per farsi ammirare meglio.

La neve riporta a altre nevi, a altri sguardi, a altre vite,

a tutti gli inverni, a tutte le età che hai attraversato,

anno per anno.

La neve pesa poco, pesa meno dell’aria limpida,

del sole e della pioggia.

La neve è roba mia.

(Mina)

 

 

 

 

E quando a svegliarti è solo il silenzio


Come raccontarti un cuore che cerca,

nel profumo del mattino, parole sincere?

Come accarezzarti tra candidi cristalli

con la dolcezza serena di un sorriso?

Come accoglierti in un tiepido

raggio di sole verso il tramonto?


E’ neve… solo neve...

 
 
 

.

Post n°534 pubblicato il 17 Gennaio 2019 da se_forse_mai

Ieri è stata una giornata terribile

di quelle che vorresti cancellare

mentre i pensieri come freccette

abilmente e crudelmente lanciate

raggiungono sempre lo stesso bersaglio.


Vecchi post rimasti senza voce

vecchie lacrime che credevo asciugate

momenti mai dimenticati

il gelo di un’assenza cercata


poi il sonno, poi dolcemente il niente.

 


E al risveglio rimane la rabbia

non bastano gli anni inutilmente soli

a cancellare il vuoto di una fuga assurda

di una scelta di lacrime di sangue.

 

 

 

 

 

“Il destino della gente bisogna voltarsi indietro

a guardarlo dopo che è passato…”


H.M.

 
 
 

.

Post n°533 pubblicato il 14 Gennaio 2019 da se_forse_mai

 

 

 

 

 

Pensieri confusi

parole che scivolano.

 

Ho camminato sulla spiaggia

ho raccolto il profumo del mare

Per un attimo ho creduto che un’onda

leggera

potesse raccontarmi un domani da vivere

Ne ho sentito il calore sulla nuda pelle

ma quell’onda che ha solo sfiorato il futuro

è tornata al suo mare ed io con lei

 

Pensieri confusi

che la sabbia nasconde.

 

 

 
 
 

.

Post n°532 pubblicato il 09 Gennaio 2019 da se_forse_mai

 

 

 

"Quando la tempesta sarà finita,

probabilmente non saprai neanche tu

come hai fatto ad attraversarla

e a uscirne vivo.

Anzi,

non sarai neanche sicuro

se sia finita per davvero.

Ma su un punto non c'è dubbio.

Ed è che tu, uscito da quel vento,

non sarai lo stesso che vi è entrato".


h.m.

 

 

 

 
 
 

.

Post n°531 pubblicato il 05 Gennaio 2019 da se_forse_mai

“Incapace di percepire la tua forma,

ti ritrovo ovunque intorno a me.

La tua presenza mi riempie gli occhi

del tuo amore e commuove

il mio cuore, perché sei ovunque”.

 

 

 

 

"il tempo è un fiume

che scorre dal passato"

 
 
 

.

Post n°530 pubblicato il 04 Gennaio 2019 da se_forse_mai

 

“Imparerai a tue spese

che nel lungo tragitto della vita

incontrerai

tante maschere e pochi volti.”

(Luigi Pirandello)

 

 

 

da sempre adoro la mia ingenuità...

e la capacità di sognare che mi regala


da sempre odio la mia ingenuità...

e la capacità di piangere che mi regala

 
 
 

.

Post n°529 pubblicato il 31 Dicembre 2018 da se_forse_mai

Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,

 

 

 

a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,

a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.


E. D.L.

 

 
 
 

.

Post n°528 pubblicato il 29 Dicembre 2018 da se_forse_mai

 

 

È di noi che parleranno

abbracciandosi tra finte lacrime


è come se le vedessi scorrere

su questo foglio bianco


a cancellare parole sincere

ad annullare solitari ricordi


è freddo, tanto freddo

se n'è già andato il calore del sole

e con lui le promesse accennate


è freddo, troppo freddo

e non saranno piccole luci ammiccanti

a riscaldare un cuore deserto

 

 
 
 

.

Post n°527 pubblicato il 27 Dicembre 2018 da se_forse_mai

"Un giardino fatato

è questo amore

che non so cancellare.

Un giardino gelato

è questo cuore

che non so scaldare."




 

Ho cercato di avere il tempo

che oggi non mi appartiene.

Ho cercato di raccogliere

scampoli dei giorni felici.

Ho cercato di ritrovare

una donna senza più storia.


Ho cercato di vivere ancora

giocando contro la vita.


Ho barato.

Ho perso.

 

sono passati 10 anni e ancora rincorro un sogno... ancora rincorro la serenità...

 
 
 
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INFO


Un blog di: se_forse_mai
Data di creazione: 20/01/2008
 

 

 

COPYSCAPE

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Se ho usato testi che provengono da altre fonti ne ho citata la provenienza. Quando ho prelevato foto o immagini dal web l’ho fatto perchè ritenevo in buona fede fossero di pubblico dominio. Se così non era avvisatemi e e le rimuoverò immediatamente

hit counters

i testi di cui non è citato l'autore e quasi tutte le foto pubblicati in questo blog sono nati da me e sono parte di me. se a qualcuno interessano, vorrei che prima di copiarli lo chiedesse e se pubblicati ne venisse citata la provenienza. grazie

 

 Per te amore mio



Sono andato al mercato degli uccelli
E ho comprato uccelli
Per te
amor mio
Sono andato al mercato dei fiori
E ho comprato fiori
Per te amor mio
Sono andato al mercato di ferraglia
E ho comprato catene
Pesanti catene
Per te
amor mio
E poi sono andato al mercato degli schiavi
E t'ho cercata
Ma non ti ho trovata
amore mio.

Jacques Prévert

 

ULTIMI COMMENTI

tu...
Inviato da: se_forse_mai
il 07/07/2019 alle 09:24
 
E quando accade...un piccolo conforto primeggia. Bella mia...
Inviato da: ditantestelle
il 06/07/2019 alle 17:44
 
anche a te cara
Inviato da: se_forse_mai
il 05/07/2019 alle 09:32
 
si, ci si sente rincuorati
Inviato da: se_forse_mai
il 05/07/2019 alle 09:31
 
mi piace questa tua ottica di ciò che ho scritto...confesso...
Inviato da: se_forse_mai
il 05/07/2019 alle 09:31
 
 

POTESSERO LE MIE MANI SFOGLIARE

Pronunzio il tuo nome
nelle notti scure,
quando sorgono gli astri
per bere dalla luna
e dormono le frasche
delle macchie occulte.
E mi sento vuoto
di musica e passione.

Orologio pazzo che suona
antiche ore morte.
Pronunzio il tuo nome
in questa notte scura,
e il tuo nome risuona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della dolce pioggia.

T'amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha mai questo mio cuore?
Se la nebbia svanisce,
quale nuova passione mi attende?
Sarà tranquilla e pura?
Potessero le mie mani
sfogliare la luna!

federico garcia lorca

 

 

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Sogno


Ride ancora il tuo corpo all'acuta carezza
della mano o dell'aria, e ritrova nell'aria
qualche volta altri corpi? Ne ritornano tanti
da un tremore dei sangue, da un nulla. Anche il corpo
che si stese al tuo fianco, ti ricerca in quel nulla.

Era un gioco leggero pensare che un giorno
la carezza dell'aria sarebbe riemersa
improvviso ricordo nel nulla. Il tuo corpo
si sarebbe svegliato un mattino, amoroso
del suo stesso tepore, sotto l'alba deserta.
Un acuto ricordo ti avrebbe percorsa
e un acuto sorriso. Quell'alba non torna?

Si sarebbe premuta al tuo corpo nell'aria
quella fresca carezza, nell'intimo sangue,
e tu avresti saputo che il tiepido istante
rispondeva nell'alba a un tremore diverso,
un tremore dal nulla. L'avresti saputo
come un giorno lontano sapevi che un corpo
era steso al tuo fianco.
Dormivi leggera
sotto un'aria ridente di labili corpi,
amorosa di un nulla. E l'acuto sorriso
ti percorse sbarrandoti gli occhi stupiti.
Non è piú ritornata, dal nulla, quell'alba?

cesare pavese


 

Canzone d'autunno

I singhiozzi lunghi
dei violini d'autunno

mi feriscono il cuore
con languore
monotono.

Ansimante
e smorto, quando

l'ora rintocca,
io mi ricordo

dei giorni antichi
e piango;

e me ne vado
nel vento ostile

che mi trascina
di qua e di là

come la foglia
morta.

Paul Verlaine

 

SARA

Disteso su una duna guardavo verso il cielo,
ai tempi in cui i nostri figli erano piccoli e giocavano sulla
spiaggia.
Arrivasti dietro di me, ti vidi passare
Eri sempre così vicina ed a breve distanza

Sara, Sara,
Cosa mai ti ha fatto cambiare idea?
Sara, Sara
così facile da osservare, così difficile da definire

Mi sembra di vederli ancora giocare con i loro secchielli nella
sabbia,
correre verso l'acqua per riempirli
Mi sembra ancora di vedere le conchiglie cadere dalle loro mani
mentre si seguivano l'uno dietro l'altro sulla collina

Sara, Sara,
dolce e casto angelo, dolce amore della mia vita,
Sara, Sara,
gioiello raggiante, mistica sposa

Dormivamo nei boschi accanto ad un fuoco nella notte,
bevevamo rum bianco in un bar del Portogallo,
loro giocavano alla cavallina ed ascoltavano Biancaneve,
tu andavi nel supermarket a Savanna-la- Mar

Sara, Sara,
E' tutto così chiaro, non potrei mai dimenticarmene,
Sara, Sara,
amarti è la sola cosa che non rimpiangerò mai

Mi sembra ancora di sentire il suono di quelle campane
Metodiste,
mi ero curato e ce l'avevo appena fatta
Restai in piedi per giorni al Chelsea Hotel
per scrivere "Sad-Eyed Lady of the Lowlands" per te

Sara, Sara,
Dovunque andremo non ci separeremo mai
Sara, Sara,
stupenda signora, carissima al mio cuore

Come ti ho incontrato? Non lo so.
Un messaggero mi inviò in una tempesta tropicale.
Eri lì in inverno, luce lunare sulla neve
ed in estate sul Lily Pond Lane

Sara, oh Sara,
Sfinge Scorpione in un vestito di calicò,
Sara, Sara,
ti prego di perdonare la mia indegnità

Adesso la spiaggia è deserta
tranne che per un pezzo di una vecchia nave che giace sulla riva.
Mi hai sempre risposto quando ho avuto bisogno del tuo aiuto
Mi hai dato una mappa ed una chiave per la tua porta

Sara, oh Sara,
affascinante ninfa con un arco ed uno strale
Sara, oh Sara,
Non lasciarmi mai, non andartene mai

Bob Dylan

 

Come pesano

Come pesano queste giornate!
Non c'è fuoco che possa scaldare,
non c'è sole che rida per me,
solo il vuoto c'è,
solo le cose gelide e spietate,
e perfino le chiare
stelle mi guardano sconsolate
da quando ho saputo nel cuore
che anche l'amore muore.

Hermann Hesse

 :::::::::::::::::::::::::::::::

Stanco d'amore

Nei rami s'addormenta cullando
il vento stanco. La mia mano
lascia un fiore rosso sangue
morire lacerato sotto un sole rovente.

Ho già visto fiorire e morire
molti fiori;
vengono e vanno gioie e dolori,
e custodirli nessuno può.

Anch'io ho sparso
nella vita il mio sangue;
non so però, se mi dispiace,
so solo, che sono stanco.

Hermann Hesse

 

Risveglio


Lo ripete anche l'aria che quel giorno non torna.
La fìnestra deserta s'imbeve di freddo
e di cielo. Non serve riaprire la gola
all'antico respiro, come chi si ritrovi
sbigottito ma vivo. E' finita la notte
dei rimpianti e dei sogni. Ma quel giorno non torna.

Torna a vivere l'aria, con vigore inaudito,
l'aria immobile e fredda. La massa di piante
infuocata nell'oro dell'estate trascorsa
sbigottisce alla giovane forza del cielo.
Si dissolve al respiro dell'aria ogni forma
dell'estate e l'orrore notturno è svanito.
Nel ricordo notturno l'estate era un giorno
dolorante. Quel giorno è svanito, per noi.

Torna a vivere l'aria e la gola la beve
nella vaga ansietà di un sapore goduto
che non torna. E nemmeno non torna il rimpianto
ch'era nato stanotte. La breve finestra
beve il freddo sapore che ha dissolta l'estate.
Un vigore ci attende, sotto il cielo deserto.

Cesare Pavese

 

 

Io ti chiesi

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.

Hermann Hesse

 

 

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BARBARA

 

Ricordati Barbara
Pioveva senza tregua quel giorno su Brest
E tu camminavi sorridente
Raggiante rapita grondante, sotto la pioggia
Ricordati Barbara
Pioveva senza tregua su Brest
E t'ho incontrata in rue de Siam
E tu sorridevi, e sorridevo anche io
Ricordati Barbara
Tu che io non conoscevo
Tu che non mi conoscevi
Ricordati, ricordati comunque di quel giorno
Non dimenticare
Un uomo si riparava sotto un portico
E ha gridato il tuo nome
Barbara
E tu sei corsa incontro a lui sotto la pioggia
Grondante rapita raggiante
Gettandoti tra le sue braccia
Ricordati di questo Barbara
E non volermene se ti do del tu
Io do del tu a tutti quelli che amo
Anche se non li ho visti che una sola volta
Io do del tu a tutti quelli che si amano
Anche se non li conosco
Ricordati Barbara, non dimenticare
Questa pioggia buona e felice
Sul tuo viso felice
Su questa città felice
Questa pioggia sul mare, sull'arsenale
Sul battello d' Ouessant
Oh barbara, che cazzata la guerra
E cosa sei diventata adesso
Sotto questa pioggia di ferro
Di fuoco acciaio e sangue
E lui che ti stringeva fra le braccia
Amorosamente
È forse morto disperso o invece vive ancora
Oh Barbara
Piove senza tregua su Brest
Come pioveva prima
Ma non è più cosi e tutto si è guastato
È una pioggia di morte desolata e crudele
Non è nemmeno più bufera
Di ferro acciaio sangue
Ma solamente nuvole
Che schiattano come cani
Come cani che spariscono
Seguendo la corrente su Brest
E scappano lontano a imputridire
Lontano lontano da Brest
Dove non c'è più niente

 Jaques Prévert 

 
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