Creato da socialismoesinistra il 28/06/2008
Rivista di approfondimento culturale e politico dell'Associazione SocialismoeSinistra
 

 

« Partito e/o Sindacato del Sud. »

Economia e secessionismo

Post n°256 pubblicato il 09 Agosto 2009 da socialismoesinistra

 

Ci sono cose molto condivisibili nell’articolo di Vincenzo Russo a proposito della nuova presa di posizione leghista sul costo della vita nel Sud e sull’auspicato ritorno alle gabbie salariali.

            Come al solito l’approccio leghista è gretto e perentorio; il declino culturale del nostro Paese ha le sue radici nel rifiuto dell’analisi e nelle soluzioni cieche, pronte ed assolute. Il gusto del ragionamento, del convincere e farsi convincere, dello sviscerare problemi e questioni, nell’evidenziare contraddizioni e anomalie è un piacere che si è perso, travolto dal volgare “marketing elettorale” che ha contagiato e  distrutto il tessuto democratico di questo Paese.

            Se Bossi a Pontida dichiara che “La vita al nord è più cara che al Sud. Questa estate la Lega si batterà per i salari legati al costo della vita. Abbiamo preso il federalismo e ora è questa la battaglia che vogliamo fare” occorre analizzare uno per uno questi elementi.

            “La vita al nord è più cara che al Sud” è un’affermazione testimoniata da una recente rilevazione fatta dall’Istat che ha calcolato nel 16% il differenziale tra i due indici. Ciò che Bossi non fa è di chiedersi il perché di ciò e cosa può fare lui, che è ministro della Repubblica per ridurre questo gap, posto che lo voglia fare. Ma poiché questo non pare il suo obiettivo c’è da pensare che il suo scopo, antico e mai accantonato, sia quello di evidenziare ancora di più le differenze per puntare alla secessione del Nord. Bossi infatti ed intelligentemente non auspica una riduzione dei salari al Sud (cosa che Confindustria si è precipitata a proporre) ma un aumento dei salari al Nord! Proposta che nel “marketing elettorale” vale parecchi voti.

 Andando però a scavare tra i dati pubblicati, si scopre che la maggior componente di questo differenziale è dovuto al costo della casa. Le cause di questo differenziale sono tante (qualità dell’abitazione, abusivismo e speculazione, morfologia dei centri abitati, servizi pubblici connessi, affollamento abitativo etc).  Non su tutte può intervenire l’azione del governo, ma su alcune cause la politica può e dovrebbe fare molto.

 Un primo punto è quello dell’edilizia economico- popolare, abbandonata da un ventennio e solo di recente ripresa dal governo Prodi e che il governo Berlusconi ha ridotto di un fattore da 5 a 3. Nel passato, vedasi l’esempio di Roma, l’alleanza tra governo locale e palazzinari ha privilegiato l’edilizia privata rispetto a “fanfaniani” piani di edilizia pubblica.

Un secondo punto consiste nel rendersi conto che il costo casa è enormemente influenzato dalla rendita ricardiana. Non è vero che il prezzo di mercato è indiscutibile. Adam Smith stesso parlava di un prezzo basato sul valore-lavoro (ivi incluso il lavoro dell’imprenditore) più un giusto compenso per il capitale. Tutti i superprofitti speculativi non guadagnati ma frutto dell’”income by appropriation” sono errori del mercato e cause prime delle bolle speculative e della fragilità dell’iperliberismo. L’ossimoro della definizione di bolla (quando il prezzo di mercato è più alto del prezzo vero, ma il prezzo vero è quello di mercato)  è lì a testimoniare la necessità di un ritorno alla teoria valore-lavoro, o a logiche diverse da quelle del pensiero unico che ha egemonizzato la cultura economica negli ultimi anni.  Ci pensò, anni fa, Fiorentino Sullo, ci hanno pensato le grandi cooperative tedesche, i grandi piani di edilizia popolare. Tutti tentativi di un pensiero “anticapitalistico” sbaragliati dal ventennio turbocapitalistico, ma che potrebbero e dovrebbero tornare a riavere una loro legittimità dopo il fallimento dei “subprimes”.

Ma Bossi non è uno che guarda a queste sottigliezze, gli preme di più lanciare il messaggio che l’attuazione del federalismo fiscale farà cessare ogni velleità perequativa, ma sarà l’occasione di una revanche dei nordisti.

Ecco quindi che il “teorico” del governo Berlusconi fa una affermazione storica “Questa estate la Lega si batterà per i salari legati al costo della vita”.  Questo sarebbe un ritorno inatteso alla “scala mobile”. Ricordo la battaglia di Craxi con il decreto di san Valentino, il referendum proposto e perso dal PCI in difesa della “contingenza” (e per il PCI fu l’inizio di una involuzione anche se in verità il PCI si batteva contro l’ingerenza del governo in fatti sindacali, ma nella sostanza era un arroccamento corporativo). Ora che anche la sinistra si è convinta che il metro del salario non è il costo della vita ma la produttività, il senatore padano ribalta tutto.

Non ribalta però l’idea che debba essere l’esecutivo a determinare per legge, o comunque autoritariamente, i livelli delle retribuzioni, disconoscendo quindi ogni valore non solo alle libertà sindacali ma al meccanismo stesso del mercato. La proposta di Bossi richiama alla mente il “salario di sussistenza” di marxiana memoria e non ci sarà da stupirsi se l’imprenditoria provinciale e familistica che rappresenta buona parte dell’imprenditoria del nostro paese, comincerà a cavalcare questa battaglia. Il poujadismo della Lega è la forza di questo partito ed è la causa prima del declino progressivo del nostro Paese.

Bene quindi, come fa Vincenzo Russo, auspicare che i sindacati, accantonata una sterile divisione, si muovano per una strategia comune che non riguarda solo il problema del Mezzogiorno, ma riguarda soprattutto il problema della produttività, bandiera del riformismo socialista e strumento di emancipazione protagonista del mondo del lavoro.

Bossi non dice che già ora il costo del lavoro nel Mezzogiorno è circa l’81% del costo del lavoro del Centro-Nord; parametro che non a caso è lo stesso relativo alla produttività (con l’eccezione del lavoro pubblico che ha costo omogeneo al Sud come al Nord). L’abbaglio, strumentale, che Bossi cavalca ignora il tema della produttività, che è l’elemento cardine e dove il nostro paese continua ad essere maglia nera.

Travolti dal populismo, dal pressappochismo e dalla superficialità strumentale, ci avviamo ad una lenta eutanasia di valori, di pensiero, di vita democratica all’insegna dello sfascio.

 

Renato Gatti

 
 
 
Vai alla Home Page del blog

SOCIALISMO E ANTIFASCISMO

Rodolfo Morandi


 Il Socialismo dei fratelli Rosselli  di Carlo Felici

 Da un'antica ferita ad una prossima resurrezione           di       Carlo Felici

 L'assassinio dei fratelli Rosselli   di Carlo Felici

 Un appello di Carlo Rosselli ai comunisti che sembra scritto ieri   di             Carlo Felici

Non una somma di etichette ma un insieme di valori    di Carlo Felici

Sull'attualità del 25 Aprile di Luca Fantò

La Festa d'Aprile  di Nicolino Corrado

 Sembra scritta da poco, anzi, pochissimo  di Carlo Felici

Il Centro socialista interno (1934-1939)- appunti per un dibattito su antifascismo e unità di classe                         di  Marco Zanier

parte prima
parte seconda
parte terza
parte quarta
parte quinta

 

 

MARXIANA


Karl  Marx

 

Costituzione, neoliberismo, nuove povertà  di Marco Foroni

Sulle teorie del valore  di Renato Gatti

Le crisi   di Renato Gatti
parte prima
parte seconda


Globalizzazione i compiti della Sinistra   di  Franco Bartolomei

note del Coordinamento del Forum di SocialismoeSinistra

parte prima

parte seconda


La crisi e i suoi rimedi   di Renato Gatti

Al papa sarebbe necessario un poco di marxismo   di Leonardo Boff

Note e riflessioni su socialismo, comunismo e capitalismo  di Giuseppe Giudice

L’anticipazione del nostro tempo. Marx, la sinistra e il recupero delle solidità  di Marco Foroni


 

________________________________

 

I TEMI DEL SOCIALISMO ITALIANO

Francesco De Martino


La risorgiva socialista   di Carlo Felici

Eppure il vento soffia ancora  di Carlo Felici

.

 

 

I TEMI DEL SOCIALISMO INTERNAZIONALE

Oskar Lafontaine

 

La sconfitta dei socialisti  di Renato Gatti

 

 

 

________________________

 


 

PER COSTRUIRE SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'

 

I Nuclei Aziendali di Sinistra e Libertà   di Marco Zanier

 Avrà successo "Sinistra e Libertà"?   di Gioacchino Assogna

I doveri della sinistra italiana  di Franco Bartolomei

prima parte

seconda parte

 Io su Sinistra e Libertà la penso così   di Luca Fantò

"Sinistra e libertà" il fuituro del Socialismo italiano    di Franco Bartolomei

Socialismo e Libertà  di Carlo Felici

Le tre fasi del socialismo
di Renato Gatti

Libertà, e non solo per uno   di Carlo Felici

 Le elezioni europee   di Gioacchino Assogna

 Il grano e il loglio della Sinistra   documento scritto da socialisti iscritti o senza tessera e da elettori si Sinistra e Libertà

 Un nuovo sole contro l'arsenico e i vecchi merletti   di Carlo Felici

Una nuova Sinistra per l'Italia è un sogno realizzabile?    di Michele Ferro


 

Ultime visite al Blog

geom.magnani0pierluigi20102010roscatibonesso.carluccioberluczoppeangelofillofillogenova1892franci.torrevivereinvaldisievematrone.francescoilleraminarossi82cicciomannasexydamilleeunanotte
 
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 

Area personale

 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 1
 

socialismoesinistra@libero.it

  

Hai da proporre un articolo o un testo che ritieni interessante

da pubblicare con noi?  contribuisci a far crescere la rivista e ne parleremo insieme. 



 

ATTENZIONE NON E' UNA TESTATA GIORNALISTICA

.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. Le foto contenute in questo blog sono da intendersi a puro carattere rappresentativo, divulgativo e senza alcun fine di lucro. Sono © dei rispettivi autori, persone, agenzie o editori detenenti i diritti. Tutto il materiale letterario/fotografico che esula dalle suddette specifiche è invece di proprietà © del curatore del presente blog e soggetto alle leggi sul diritto d'autore. Se ne vieta espressamente l'utilizzo in qualsiasi sede e con qualsiasi modalità di riproduzione globale o parziale esso possa essere rappresentato, salvo precedenti specifici accordi presi ed approvati con l'autore stesso e scrivente del blog medesimo, e alle condizoni Creative Commons.© Copyright - Tutti i diritti riservati.
 

POLITICA LAVORO E SINDACATI

Gino Giugni

 

Partito e/o Sindacato del Sud di Vincenzo Russo

Un punto chiaro sulla globalizzazione di Renato Gatti

Lo Statuto dei lavoratori di Giacomo Brodolini                     di Marco Foroni

L'adesione della CGIL alla manifestazione nazionale antirazzista del 17 Ottobre 2009

_____________________________

 

ECONOMIA E SOCIETA'

John Maynard Keynes


Convegno sulla crisi finan- ziaria   di Renato Gatti

parte prima

parte seconda


 I provvedimenti contro la crisi  di Renato Gatti

Governanti allo sbaraglio di Gioacchino Assogna

 A proposito di pensioni  di Gioacchino Assogna

Perché la crisi attuale è una crisi “di sistema” di Franco Bartolomei

Economia ferragostana  di Renato Gatti

Un circolo vizioso mortale di Leonardo Boff

La crisi è finita? 
di Renato Gatti

parte prima
parte seconda

Economia e secessionismo di Renato Gatti

 

EMANCIPAZIONE FEMMINILE

Lina Merlin

 

Contro la congiura del silenzio  di Anna Falcone


 

 

ECONOMIA E SOCIETA'

Rosa Luxembourg


"Il Socialismo europeo  e la crisi del Capitalismo"    di Franco Bartolomei  e Renato Gatti

parte prima 
parte seconda 


 Riflessioni sul sistema fiscale italiano   di                   Roberto Cefalo

Il documento di Sociali- smoeSinistra per la commissione economica del partito

Uscire dal tunnel  di    Renato Gatti


I caratteri della crisi ed il compito dei Socialisti di Franco Bartolomei

Tutto come prima? Una riflessione sul "general intellect"  di Renato Gatti

 

Lettura politica della crisi economica attuale  di Alberto Ferrari

parte prima

parte seconda

 

CULTURA E SOCIETA'

Democrazia e cultura. Rapporto tra intellettuali e opinione pubblica nella democrazia dei mezzi di comunicazione di massa- Evoluzione della figura dell'intellettuale nella società italianaRelazione al Primo Convegno Nazionale dell'Associazione Culturale"Consequenze"    di  Franco Bartolomei

parte prima

parte seconda


Relazione introduttiva al Primo Convegno Nazionale dell'Associazione Culturale"Consequenze"    di  Stefano Pierpaoli

parte prima

parte seconda

 

Il pensiero laico   di Renato Gatti

 

 

CULTURA E SOCIETA'


 

Il male cremastico globale ovvero la droga del profitto di Carlo Felici

  Democrito: un libertario non materialista  di Carlo Felici 

  Cattivi pensieri sul mondo degli intellettuali italiani  di Stefano Pierpaoli

 Nasce il popolo della libertà - Alcune considerazioni in fatto di egemonia  culturale                                             di Renato Gatti

 Stato, Chiesa , Massoneria, e Sinistra  di Franco Bartolomei

 La Teologia della Liberazione  di Carlo Felici

L'egemonia culturale di Renato Gatti

Il ruolo sociale dell’arte  di Stefano Pierpaoli


 

PRINCIPI ISPIRATORI E PROGRAMMA D'AZIONE

L'Associazione SocialismoeSinistra, ispirandosi ai principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana, persegue la promozione dei valori di libertà, di solidarietà e di eguaglianza nella vita politica, sociale e culturale del Paese.
L’Associazione considera il principio della laicità dello Stato e della libertà nelle professioni religiose, affermato dalla Costituzione, un valore di riferimento a cui ispirare la propria azione politica, ed intende perseguire la  effettiva affermazione del principio di legalità, nel quadro dei valori costituzionali, quale elemento fondamentale di una riforma democratica dello Stato che restituisca ai cittadini della Repubblica la certezza nella legittimità, nella imparzialità, e nella correttezza della sua attività amministrativa ad ogni livello.
L'Associazione SocialismoeSinistra fonda la propria azione politica sulla convinzione che la crisi delle economie dei paesi sviluppati abbia assunto i caratteri di una crisi di sistema, tale da incrinare la fiducia collettiva in un futuro caratterizzato dai livelli di garanzia sociale finora conosciuti, e cancellare l’egemonia delle idee-forza liberiste, neoconservatrici e tecnocratiche attorno a cui l’Occidente ha consolidato gli equilibri di potere responsabili dei processi economici, finanziari e sociali oggi entrati in crisi.
L'Associazione SocialismoeSinistra ritiene che la Sinistra italiana debba necessariamente ripensare la propria impostazione culturale e programmatica rispetto alla profondità della crisi che sta coinvolgendo il capitalismo a livello globale, recuperando appieno una concezione del riformismo socialista fondata sulla affermazione della superiorità del momento della decisione politica rispetto alla centralità degli interessi del mercato, nuovamente proiettata a perseguire una trasformazione strutturale degli assetti economici e sociali, ed in grado di individuare un diverso modello di sviluppo, diversi parametri di riferimento della qualità della vita della società, e nuove regole di controllo sociale delle variabili economiche.
L'Associazione SocialismoeSinistra ritiene quindi che questo nuovo percorso politico passi attraverso una ristrutturazione di tutta la Sinistra essendo evidente che la straordinarietà della crisi implica il superamento della distinzione tra coloro che provengono dalle file del socialismo europeo e chi si è finora riconosciuto in esperienze politiche nominalmente più radicali.
L'Associazione SocialismoeSinistra si costituisce al fine di rendere possibile questo grande progetto di ricostruzione della Sinistra italiana,  di rinnovamento democratico della società e di riforma dello Stato. (Art. 2   dello Statuto dell'Asso- ciazione SocialismoeSinistra )

Clicca e leggi per intero lo Statuto dell'Associazione SocialismoeSinistra