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Rivista di approfondimento culturale e politico dell'Associazione SocialismoeSinistra
 

 

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SOCIALISMO E LIBERTA'

Post n°252 pubblicato il 04 Agosto 2009 da socialismoesinistra

Compagni, l’estate incalza ma il socialismo non va in vacanza, continua a vivere nelle speranze e nelle azioni concrete di ciascuno di noi, e soprattutto continua ad essere fiduciosamente incamminato verso il suo futuro.
Sappiamo che in queste settimane, in questi mesi e in questi giorni, molte sono state le vicende e le occasioni in cui tanti di noi si sono confrontati sul destino non tanto di un partito che appare sempre più piccino, nelle sue strategie e nei suoi apparati interni, ma sul senso stesso della nostra identità e su come farla risaltare e renderla concreta nel tessuto politico, civile e culturale del nostro Paese.
Precedentemente notavo che il dibattito è sempre utile e importante, se naturalmente non travalica i limiti della decenza.
Noto purtroppo però che questi limiti sono stati, in vari casi, abbondantemente superati, ed in maniera del tutto sterile e convulsiva.
Dai tentativi di delegittimazione di chi riflette anche in maniera accesa nel web, dall’attacco gratuito rivolto a chi semplicemente esercita un diritto di parola negato in ambito congressuale e definito per questo “Catone o Solone” incapace di partecipare attivamente alla vita del partito (come se non vi fosse altro modo dato che altre vie sono negate a priori), all’apertura di gruppi appositi specializzati sulla guerra o sulla “grulleria”. Tutto questo appare francamente ridicolo e anche un po’ infantile.
Ci sembra anche decisamente inutile arroccarsi sulle proprie posizioni ed essere disponibili solo “telefonicamente” a spiegarle meglio solo a chi avrà la fortuna di trovare la linea non occupata. E lasciando intendere dunque, con ciò, che la questione resta discutibile solo tra “pochi intimi” Perché è del tutto evidente che chi avrà la possibilità di parlare direttamente col segretario del PS non sarà la maggioranza, ma solo un’èlite di fortunati o di predestinati. La forza di un partito socialista è nella sua democrazia e se non ritrova quella, al suo interno, come asse portante, se non supera di slancio un certo passato non tanto remoto, fatto di fiducie in bianco e di acclamazioni, la sua vita resta segnata da una perenne, arrogante debolezza e condannato ad essere tenuto in piedi solo dalla benevolenza altrui, di chi è più forte, ha più mezzi e li fornisce in cambio di allineamento ed obbedienza. Questa evidentemente, compagni, non è né la via del Socialismo e nemmeno quella della Libertà.
Sono ormai la maggioranza dei socialisti della base che ancora resta, in Italia, coloro che ancora credono al Socialismo dei fatti e della condivisione, più che a quello delle parole e dei proclami, e che si mettono in viaggio anche con la calura per ritrovarsi con affetto. Sono coloro che auspicano che Sinistra e Libertà diventi presto un soggetto politico dotato non solo di piena autonomia, ma anche tale da agire con un suo statuto, con i suoi organi direttivi e con le sue ramificazioni in tutto il territorio, presto e bene, per creare le basi di una sana ed autentica alternativa al governo di un Paese che sta mostrando il suo volto peggiore ormai in tutto il mondo e che si tiene in piedi, non per dignità propria, ma solo per la tolleranza altrui.
Questi compagni che vorrebbero dare un contributo per accelerare un processo vitale per la stessa democrazia italiana, sono contrastati da altri che invece ritengono di valutare concretamente la possibilità di restare socialisti solo per accomodarsi in spazi di libertà che risultano dalle strategie di altri, da altri compromessi, da decisioni che non loro, non noi siamo destinati a prendere, ma chi è molto diverso da noi, specialmente nel Partito Democratico, e di cui noi poi dovremmo solo prendere atto per regolarci di conseguenza. E’ del tutto evidente che ciò non è congruente né con la specificità del socialismo italiano né con la sua necessaria libertà.
Ci criticano perché ritengono che in Sinistra e Libertà il socialismo sia condannato a priori senza avere alcuna possibilità di affermarsi, pur non considerando le aperture, la disponibilità e la stessa difesa dei valori socialisti che altri esponenti di Sinistra e Libertà fecero nella precedente campagna elettorale.
Ritengono ipocritamente che tale soggetto non possa avere alcuna possibilità, lo hanno accettato solo per pura convenienza elettorale, pur sabotandolo nella stessa tornata elettorale, perché non lo hanno votato.
Io credo di potere affermare quasi con certezza che alcuni esponenti del gruppo direttivo del PS che furono in piazza il 21 marzo quando nacque Sinistra e Libertà, poi, nell’urna elettorale, hanno votato radicale.
Non è una certezza matematica, ma sicuramente se ognuno di loro guarda nella sua coscienza, lo è più di quanto si possa dubitare o credere.
Allora è tempo di finirla con queste ipocrisie, che danneggiano tutti e trascinano molti di noi in un gorgo inquinato e malsano.
Io credo che i socialisti che vogliono seriamente contribuire il prima possibile alla nascita di un gruppo socialista che, in piena autonomia, ma anche con la massima lealtà e fedeltà, si propone di animare di valori socialisti Sinistra e Libertà, che crede ad essa come soggetto politico indipendente dalle logiche di altri partiti, debbano agire nell’immediato.
Essi devono riunire tutti i loro gruppi, sigle ed associazioni, che sono varie e numerose ma che ci sono e non rinunciano ad esserci, non tanto per attendere una resa dei conti congressuale in un PS ormai rappresentato solo da vertici autoreferenziali tesi più ad esercitare il controllo sul territorio e a mantenere i loro interessi specifici, ma per rappresentare una forza unitaria destinata a farsi valere e ad interloquire con gli altri che credono che Sinistra e Libertà sia un soggetto possibile e necessario.
La mia proposta è che nasca un gruppo socialista attraverso una riunione, un convegno, da svolgersi entro settembre, e che tale gruppo debba chiamarsi SOCIALISMO E LIBERTA’
Non è necessariamente una proposta scissionista perché il PS e i suoi vertici avranno la possibilità di valutare se e come confrontarsi con esso e conseguentemente, convocare un Congresso per definire la linea politica del partito, oppure se ignorarne le istanze e gli intenti.
E’ però una concreta azione costruttiva a cui invito tutti quelli che condividono questa linea politica, per passare dal movimentismo, dalle guerre, guerricciole e guerriglie del web, ad una vera campagna politica dalla quale emergano azioni e personaggi costruttivi.
Perché SOCIALISMO E LIBERTA’? Perché noi non crediamo, come Formica, che il Socialismo sia necessariamente libertà. Il socialismo non è libertà, per chi non ci crede e per chi ritiene che né il socialismo e né la libertà siano un dato acquisito una volte per tutte, ma che debbano essere piuttosto un percorso da condividere e nel quale confrontarsi con tutti, anche con chi socialista non è e non vuole essere.
Socialismo dunque, dei fatti, della partecipazione, della base democratica, del territorio libero dalle infinite ed eterne lottizzazioni autoreferenziali, libero di riscoprire in piena autonomia le sue antiche radici, di discuterle, di attualizzarle, libero da chi vuole ingabbiarlo in una logica di partito meschinamente protesa verso opportunismi, equilibrismi e bizantinismi che ne snaturano l’identità e lo rendono di fatto, un valvassino in casa altrui, quando, se non peggio, “in cosa” o “cosca” altrui.
Socialismo che ritrova la sua base umanistica, che dialoga e si confronta, che non rinuncia a combattere e ad una dialettica accesa, ma che tuttavia sa che non c’è e non ci sarà mai nulla di più importante che salvaguardare la dignità della persona umana, ogni persona umana ed il suo diritto di pensare, parlare ed agire.
Lo so, compagni, molti di noi sono scontenti, delusi e tentati seriamente di mollare, di sedersi magari sulla riva sinistra del fiume ed aspettare (e dunque lo dico anche a me stesso), perciò ricordiamo Stuart Mill quando diceva:
"È meglio essere un uomo malcontento che un maiale soddisfatto, essere Socrate infelice piuttosto che un imbecille contento, e se l'imbecille e il maiale sono d'altro avviso ciò dipende dal fatto che vedono solo un lato della questione".

Cerchiamo di esserci, di esserci tutti, e di vedere sempre meglio, affinché gli occhi di ciascuno siano l’orizzonte dello sguardo dell’altro compagno di viaggio.
Fraterni saluti
Carlo Felici

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