Angolo nascosto

Uno spazio mio dove ricevere pochi amici sinceri e chi passerà di qui.

Creato da surfinia60 il 31/12/2005

 

Il guardiano del faro

Post n°1744 pubblicato il 05 Maggio 2020 da surfinia60

Ed è alla fine arrivato il tanto agognato "aprite le gabbie".

Se devo dirla tutta la cosa mi solleva in minima parte.
Si era già capito dal mio scrivere precedente che amo il silenzio, l'assenza di traffico di rumore e di assembramenti.
E me lo conferma questa vaga inquietudine che avverto anche solo vedendo al tg come la massa umana si sta riversando all'esterno, esplosa fuori dai propri luoghi di reclusione, come una marea straripante che rompe gli argini.
Tutti che si fiondano a bere il caffè al bar, per quanto da asporto, a cercare qualsiasi cosa giusto per uscire e stare all'aperto.
Tutti ansiosi di riappropriarsi di abitudini precedenti e disposti a tutto pur di affermare la propria determinazione a riavere indietro la propria vita.
Io sono molto combattuta. Essendo orsa per natura sento già la nostalgia della strada a scorrimento veloce silenziosa durante il lockdown e che ha ripreso prepotentemente a ruggire, con auto e tir lanciati ben oltre il limite dei 50 orari.
E mi giungono ovattate le voci che attraversano i muri dei vari 'congiunti' che tornano in visita ai vicini di casa.
Io non ho congiunti in regione, per cui poco cambia.
Adesso mi si ripresenta il problema di prima:
"Non hai scuse per stare chiusa in casa!
Esci dal guscio e dai un senso al tuo abitare questo pianeta, che non sia fare la spesa o andare a lavorare 'in presenza' una volta a settimana".

Ho letto su google della "Sindrome del guardiano del faro". 
Mi hanno saputo ritrarre a perfezione.



 
 
 

Aspirazioni

Post n°1743 pubblicato il 01 Maggio 2020 da surfinia60

Tutti aspiriamo a qualcosa.

E' ciò che ci rende vivi.

Che sia uscire di casa, vedere un film,

abbracciare qualcuno, adottare un animale.

O, semplicemente, alzarsi dal letto.

Mai come ora risulta evidente questa necessità.

Io vorrei che il silenzio dei primi giorni continuasse ancora per un po',

per potermi ascoltare,

per sentire il suono della terra

senza il rumore dell'uomo.

Ma è già finita.

E ho capito che mi mancherà...



 
 
 

Fase 2

Post n°1742 pubblicato il 27 Aprile 2020 da surfinia60

Domani, in base alla turnazione stabilita circa un mese fa, tocca a me andare in ufficio.

Saremo in 3 in una grande scuola vuota e fredda.

Dopo più di un mese che lavoro esclusivamente da casa, non sono affatto ansiosa di tornare ‘sul posto’.

All’indomani delle anticipazioni sulla fase 2, l’unica cosa chiara è che non c’è niente di chiaro.

Spazio alle interpretazioni.
E sono convinta che prima del 4 maggio fioccheranno gli emendamenti.

La cosa che mi interessava di più, ossia la possibilità di spostarsi in altri comuni, almeno per fare la spesa, non è contemplata.

Sono felice di poter allungare le mie passeggiate oltre i 200 mt da casa e non mancherò di farlo.

Per il resto vivo nell’apatia più totale.
Finché non riapriranno i confini verso altre regioni, così che possa viaggiare e rivedere mio figlio, non ho altre aspirazioni che non possano attendere.

Tutto ciò non mi piace, ma capisco che non è ancora tempo di sentirsi al sicuro (o come si dice ‘abbassare la guardia).

Sento parlare soprattutto di riaprire delle attività, che c’è bisogno di tornare a lavorare, di far ripartire l’economia.

Sembra quasi che il problema principale che ci ha portato al lock down sia finito nel dimenticatoio: la salute.

Sento addosso l’esasperazione, lo sgomento e la scarsa voglia di interagire con i miei simili.

La folla, il traffico, gli spintoni e gli assembramenti sono cose di cui non sento la mancanza.


Anzi, il silenzio mi mancherà.

 
 
 

Camminare

Post n°1741 pubblicato il 20 Aprile 2020 da surfinia60

E andiamo avanti a parlare di questo periodaccio va!

Oggi pomeriggio mi ero ripromessa, visto che era prevista pioggia, di tentare un'uscita.

Sono pazza lo so! Dopo tante giornate primaverili scegliere la pioggia per uscire dopo un mese e mezzo di reclusione fa dubitare della mia sanità mentale.

Ma il motivo c'è, ovviamente. La pioggia scoraggia le persone ad uscire ed io confidavo in questo per non fare incontri. 

Rispettato il canonico raggio di 200 mt circa intorno alla mia abitazione, mi sono armata di indumenti impermeabili, giacca munita di cappuccio e guanti leggeri. Niente mascherina, visto che qui non è obbligatoria e, francamente, usarla all'aperto e in solitudine mi sembra ridicolo.

Con l' immancabile musica in cuffia, ho imboccato il vialetto dietro casa e mi sono avventurata in un raid esplorativo tra i condomini. Ho incrociato, a distanza, due donne, una che rientrava da qualche commissione e l'altra col cane.
Io senza ombrello e a passo veloce, occhiali bagnati e mani in tasca, sono riuscita a mettere insieme 1 km circa. 

Bottino ridicolo se si pensa che, in tempi non sospetti, non mi muovo per meno di 5 km. 
Ma almeno è un inizio.

Domani è prevista ancora pioggia. Magari si replica!

Ho sentito le mie gambe che scalpitavano, come cavalli tenuti chiusi nella stalla per troppo tempo, e che mi chiedevano di continuare. 

Come ci siamo ridotti!

 
 
 

Tutto andrà bene?

Post n°1740 pubblicato il 17 Aprile 2020 da surfinia60

Riempire le giornate non è facile per nessuno, in queste circostanze.

Le settimane si susseguono, lente, tediose e vuote.

I riferimenti temporali cui siamo abituati perdono significato.
Diventa superfluo chiedersi quanti ne abbiamo , se è lunedì o è festa.
Talvolta anche che ora è.

L’inquietudine serpeggia, in certi momenti, con i suoi lunghi tentacoli, e all’improvviso abbandoni quella languida malinconia che ti accompagna costantemente.
Cominci a guardare al futuro, a porti domande. E quando le risposte che arrivano non fanno ben sperare, l’ansia monta, lo sguardo si perde. Le pareti delle stanze diventano viscide, anche i pensieri faticano ad arrampicarsi e ad andare oltre.

Finirà. Certo. Prima o poi.

Il carcerato conosce la durata della sua pena. Sa che se si comporterà bene avrà uno sconto e magari uscirà prima. Dipende solo da lui. Potrà riprendere in mano la sua vita. Impegnandosi, sa che ne verrà fuori, magari addirittura migliorato.

Noi dove stiamo andando? Scivoleremo fuori da questa galera lentamente, a passi piccoli.
Ma saremo sempre a rischio ricaduta. Continueremo a guardarci intorno, pavidi, diffidenti, consapevoli che - nostro malgrado - tutto potrebbe ricominciare da capo, e senza scampo, stavolta.

Già. Nostro malgrado.
Siamo elementi della stessa cordata, partner di sventura, nel bene e nel male.

Sei consapevole che se qualcuno fa un passo falso tirerà tutti giù, nell’abisso.

Ingegnati, uomo, per trovare il modo di tornare al mare, al cinema o a fare shopping.
Studia nuove soluzioni, immagina nuovi scenari.  Sogna.

Saprai accettare una vita di distanze, senza baci, senza abbracci e carezze?
Finirà questa agonia. Chi dice tra un mese, chi tra un anno o più. E poi?

Sotto la tua pelle porterai radicato questo timore di scivolare, e il tuo amico, il tuo vicino, il tuo caro, potrebbe essere colui che, inconsapevolmente, ti tirerà giù, di nuovo.

 

Non importa in quanti ti ripeteranno che “Tutto andrà bene”.

 

 
 
 

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