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Yaris167
   
 
Creato da Yaris167 il 19/10/2006
Relazione, crescita, sviluppo del nostro potenziale più autentico
 

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Perchè Yaris?

                                Vi immagineRicordate come la Toyota, definì la Yaris alla sua immissione sul mercato? Il piccolo genio

Ora vi chiederete che centra tutto questo con te?
Si dia il caso che feci la mia prima entrata in chat, proprio il giorno che arrivò la mia macchina..una yaris nera...

Si dia il caso che, nella famosa fiaba di Aladino, la lampada, nel cui interno è racchiusa una potenza senza limiti, il Genio...appunto...è custodita nella caverna delle meraviglie...
Decisi che Yaris sarebbe stato il simbolo del mio viaggio nella rete, senza lontanamente presupporre, quanto realmente, questo viaggio mi avrebbe permesso proprio l'entrata nella caverna...

Ora , sempre la pubblicità recita: " il piccolo genio " è diventato adulto...ed io mi son detta: " perchè non trasmettere anche la mia adultità, integrando ciò che io sono e ciò che Yaris rappresenta?"
...fantasia e realtà si sono mescolate...
...ne è uscito il Blog...immagineimmagineimmagineimmagineimmagine
...a voi i commenti...

 

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Persone Efficaci


Percorso formativo per la crescita individuale e relazionale.

Il corso Persone Efficaci si prefigge di sviluppare o migliorare la sensibilità e le competenze necessarie per affrontare con successo i complessi e molteplici aspetti della relazione tra persone: la qualità del rapporto, le competenze interpersonali e le abilità comunicative in ogni ambito.
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Se sei interessato al corso o a consulenze private contatta l'autore del Blog formatore autorizzato IACP:

yaris167@hotmail.com 

avrai tutte le informazioni necessarie e, se vuoi, usufruire delle giornate gratuite di presentazione dei corsi.

 

 
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Ultimi Commenti

Yaris167
Yaris167 il 12/02/12 alle 09:54 via WEB
eh già, la realtà può rivelarsi una grande commedia. Peccato che gli "attori" non sempre ne sono consapevoli. Ciao Pino un caro saluto a te.
 
pino.dibenedetto
pino.dibenedetto il 11/02/12 alle 14:00 via WEB
Roba da matti!:-) Se non fosse così triste ci sarebbe veramente da ridere! Un caro saluto.
 
belmoro_45
belmoro_45 il 18/01/12 alle 22:53 via WEB
..ciaooo ti auguro una felice serata un caro abbraccio con affetto..Steff
 
Yaris167
Yaris167 il 28/11/11 alle 16:31 via WEB
Certo! :) Al riguardo, potrebbe anche essere utile un confronto...
 
archetypon
archetypon il 28/11/11 alle 10:08 via WEB
Heidegger, l'uomo senza inconscio (diceva Jung). :) e non sono andato fuori tema...
 
Yaris167
Yaris167 il 27/11/11 alle 10:25 via WEB
Cara Bruna, ho atteso un po' prima di risponderti perchè se condivido con te, la bellezza di questo testo, il senso profondo dell'amore e anche la difficoltà di una coppia a muoversi in questa direzione, pure la frase che tu hai evidenziato "Perdere il meglio di sè, non come dono all'altro, bensì come esautorazione di una richiesta inespressa" per me stava a significare proprio l'opposto dell'amore o comunque un amore che si chiude nel proprio bisogno dell'altro e non come dono di sè all'altro. Amori spesso definiti "malati" che possono portare a compiere gesti di violenza verso " l'oggetto" d'amore. E le pagine di cronaca ne sono piene. Tu stessa temi il termine " passione" come qualcosa che va oltre un limite e forse è anche così, ma prova a pensarla come il " movimento dell'Anima". Come una spinta, una tensione a "raggiungere" non per bossedere bensì per "avvicinare"...appassionarsi, in tal senso è una spinta ad amare, nel senso pieno del termine, perchè rende l'anima leggera. Grazie per il tuo commento.:)
 
brunaverdone
brunaverdone il 26/11/11 alle 19:56 via WEB
Questo bellissimo testo,che ruberò, racchiude davvero il senso profondo dell'amore. Ma quante coppie oggi sanno compiere i passi gusti in quella direzione? "Perdere il meglio di sè, non come dono all'altro, bensì come esautorazione di una richiesta inespressa."
 
Yaris167
Yaris167 il 07/10/11 alle 07:52 via WEB
Ho imparato molto presto cosa vuol dire "morte" e l'ho imparato talmente bene da rimanerne condizionata. Pure, quella stessa "morte", nell'atto più significativo della mia vita, mi ha restituito la " Libertà ". È nel momento che il mio corpo era intrappolato in una gabbia che il mio "Spirito" ha preso a volare. É quando mio figlio doveva accudirmi che la mia fragilità veniva fuori. Ed è nel momento del bisogno, quando altri i fuggivano che " Lu"i restava.La Verità è sempre in sempre in mezzo a noi: Chi ha Orecchie per intendere intenda. R
 
Yaris167
Yaris167 il 17/08/11 alle 17:35 via WEB
Cara Chanty, conosco il problema in tutte le sue sfaccettature e so per esperienza che chi sta vicino ad un malato necessita di sostegno spesso più del malato stesso. Anche io ho curato mio padre per sette lunghi anni. Non soffriva di alzheimer ma di vasculopatia cerebrale degenerativa. Il suo cervello in quei sette anni, è diventato tipo una rete, sorprendendomi sempre per come, nonostante tutto, mantenesse "una coscienza". A quella Coscienza mi sono aggrappata nei momenti più duri, e ce ne sono stati tanti, come ben sai. La mia famiglia, ne ha risentito in modo inevitabile e i miei figli allora piccoli, sono cresciuti con una madre iperattiva che cercava in ogni modo di far vivere loro ciò che era difficile: una vita normale. La mia, allora, fu una scelta difficile non avrei sopportato l'idea di rinchiuderlo in qualche ospedale psichiatrico o per lungo degenti, nè di trattarlo come un pacco postale dividendolo, per mesi, con mio fratello. Pure di quel periodo conservo molti momenti belli e soprattutto il recupero, per quanto possibile, di un rapporto con mio padre. A lui, in fondo, devo ciò che sono, più degli studi che ho fatto. Da lui, dal lui di allora, ho imparato che dietro ogni malato, c'è una "Persona" che subisce la violenza maggiore: quella della malattia. Se vuoi scrivimi in privato, ti risponderò. Un abbraccio. Rossella
 
chanty71
chanty71 il 16/08/11 alle 21:34 via WEB
Salve, vedo che in libero non vengono mai affrontati le difficoltà cui incombono coloro che curano i malati di alzheimar. E' dal mio 2005 che assisto in casa mio padre con questa malattia E NON HO MAI RICEVUTO UN AIUTO! Ora sono sul punto se buttarmi da un ponte ora o dopo il suo decesso. Grazie per l'ascolto.
 
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