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Yaris167
   
 
Creato da Yaris167 il 19/10/2006
Relazione, crescita, sviluppo del nostro potenziale più autentico
 

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Perchè Yaris?

                                Vi immagineRicordate come la Toyota, definì la Yaris alla sua immissione sul mercato? Il piccolo genio

Ora vi chiederete che centra tutto questo con te?
Si dia il caso che feci la mia prima entrata in chat, proprio il giorno che arrivò la mia macchina..una yaris nera...

Si dia il caso che, nella famosa fiaba di Aladino, la lampada, nel cui interno è racchiusa una potenza senza limiti, il Genio...appunto...è custodita nella caverna delle meraviglie...
Decisi che Yaris sarebbe stato il simbolo del mio viaggio nella rete, senza lontanamente presupporre, quanto realmente, questo viaggio mi avrebbe permesso proprio l'entrata nella caverna...

Ora , sempre la pubblicità recita: " il piccolo genio " è diventato adulto...ed io mi son detta: " perchè non trasmettere anche la mia adultità, integrando ciò che io sono e ciò che Yaris rappresenta?"
...fantasia e realtà si sono mescolate...
...ne è uscito il Blog...immagineimmagineimmagineimmagineimmagine
...a voi i commenti...

 

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Person Effectiveness Training

Persone Efficaci


Percorso formativo per la crescita individuale e relazionale.

Il corso Persone Efficaci si prefigge di sviluppare o migliorare la sensibilità e le competenze necessarie per affrontare con successo i complessi e molteplici aspetti della relazione tra persone: la qualità del rapporto, le competenze interpersonali e le abilità comunicative in ogni ambito.
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- pedagogici del terzo settore, insegnanti di scuola elementare, media inferiore e superiore che intendano migliorare la relazione educativa e formativa nella quale sono quotidianamente impegnati. 

 
Se sei interessato al corso o a consulenze private contatta l'autore del Blog formatore autorizzato IACP:

yaris167@hotmail.com 

avrai tutte le informazioni necessarie e, se vuoi, usufruire delle giornate gratuite di presentazione dei corsi.

 

 
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Fierezza e orgoglio

Post n°729 pubblicato il 24 Maggio 2012 da Yaris167
 

« Quelli che voi chiamate figli e figlie non sono i vostri figli.
Essi sono figli e figlie di una vita che ha fame di sé
medesima. Voi potete possedere i loro corpi, ma non le loro anime,
poiché queste dimorano nella casa del domani, che voi mai
visiterete, neppure nei vostri sogni».



Quel giorno ormai lontano che Vi strinsi tra le braccia, per la prima volta, la gioia e la preoccupazione afferravano il mio cuore in egual modo.

Preoccupazioni che non riuscivo ad esternare e che non potevo comunicare se non con quel pianto misto alla gioia, alla tenerezza che mi riempiva l'anima, mentre la fierezza lentamente si impossessava di me. La realtà del divenire madre si compiva con Voi e realizzava il mio essere donna: la mia unica ambizione.

Il tempo è passato in fretta e  troppo velocemente. Siete diventati grandi, avete preso la vostra vita tra le mani e, a me madre, resta immutata l'Emozione di quei momenti che si rinnova ad ogni nuovo passo della Vostra Vita....e non senza una punta di orgoglio... 

 

 
 
 

Il Valore del Denaro

Post n°728 pubblicato il 20 Maggio 2012 da Yaris167
 

E' indubbio che il valore del denaro, nella sua accezione più  utilitaristica, sia strettamente legato al potere di acquisto di un bene. Beni di consumo certo, ma, soprattutto,  l'acquisto di beni materiali che possono produrre una certa soddisfazione nell'acquisirli come propri e, in virtù di questa acquisizione, rappresentare l'espressione di un potere personale: io posso permettermelo ( ...ancora!?).

Ma se volessimo analizzare il rapporto che ogni individuo ha con il denaro dovremmo provare ad analizzare anche il bisogno che c'è dietro la domanda:" Cosa faremmo se vincessimo improvvisamente al totocalcio?"

E' probabile che dietro la ricerca di agguantare un'improvvisa vincita capace di tradurre, in realtà, i sogni  ( ...miraggi!?) che ognuno possiede, venga fuori un estremo bisogno di acquistare qualcosa che poco ha a che vedere con il denaro: la Libertà.
E non intendo una libertà avulsa dalle leggi di mercato, piuttosto una "libertà libera" dai condizionamenti e dalle responsabilità delle scelte perseguite che limitano o hanno limitato, nel tempo, gli interessi personali.

Nella  società attuale e soprattutto in questi tempi duri, di crisi economica, di carenza di posti di lavoro ( ..sembra quasi un eufemismo), di diminuzione del potere di acquisto, di stipendi subissati da tasse, l’affannarsi degli economisti  e dei tecnici, a cercare soluzioni ai fattori oggettivi della Crisi, corre il rischio di coprire  "i fattori soggettivi"; gli unici, secondo il mio personale parere, a giocare  un ruolo predominante inquanto strettamente legati ai reali bisogni/interessi di ogni individuo.

Il  rapporto fra povertà e ricchezza e anche il rapporto tra risparmio e consumi è impropriamente  legato al vissuto di ogni individuo e alla rappresentazione  che ha del  denaro, spesso legata a rinunce o ad un mancato apprendimento del significato stesso della moneta come fattore di scambio, creando un impoverimento maggiore. Le relazioni affettive, i doni ricevuti, le dinamiche che si sono instaurate nell'ambiente familiare, fanno presupporre che l'oggettività delle Leggi economiche sia soltanto un tentativo di controllare l'esistenza di un potere che sovrasta e vincola anche i ricchi e gli pseudo tali.

E non sto a sottilizzare su freudiane letture psicoanalitiche o junghiane esistenze, nè tanto più su maslowiani significati di bisogni ( con tutto il rispetto per Freud, Jung e Maslow), nè è mia intenzione addentrarmi nelle teorie economiche motivazionali e comportamentali; semplicemente penso che la soddisfazione sia un appagamento che poco ha a che vedere con il Denaro e molto con il Valore ad esso attribuito...del resto "Una briciola d'oro non può comprare una briciola di tempo" ( proverbio cinese)

 
 
 

La nuova leadership

Post n°727 pubblicato il 28 Aprile 2012 da Yaris167
 

Dunque comandare è atto della volontà.
Come spetta ai sottoposti essere comandati
, così spetta a chi è sommamente libero comandare.
Ma la radice della libertà è soprattutto nella volontà.

 



A quanti si domanderanno cosa centra la  " Summa teologica" di San Tommaso d'Aquino con le teorie delle organizzazioni  e a quanti potrebbe apparirne,   ancor più bizzarra e velleitaria,  l'applicazione  alla psicologia delle organizzazioni gerarchiche e alle  tecniche di controllo e valutazione, rispondo che è nella natura delle relazioni, rapportarsi agli altri con la stessa misura con cui ci rapportiamo a noi stessi, motivo per cui nessuno può considerarsi libero, se l'espressione della sua libertà è cmq condizionata dal giudizio.

 Volontà, quindi,  come espressione della libertà individuale e della motivazione alla crescita personale e collettiva. Volontà che esterna Piacere (soddisfazione) nel lavorare per il bene comune, che trova di Utilità (scopo) nel rapportarsi con gli altri e collaborare con Trasparenza e Responsabilità (onestà) elementi imprescindibili di un processo di cambiamento.

Il cambiamento è un processo complesso che può portare opportunità di crescita  oppure, per contro, rendere fallimentare ogni azione, incontrando resistenza. La leadership si inserisce e si autodetermina in tale processo, creando convergenza verso un obiettivo condiviso.

Ed è qui che calzante, per me,  è quanto estratto dallo scritto di San tommaso D'Aquino: La Radice della Libertà è la Volontà.

Quando si ha paura, quando si è sottosposti ( o ci si lascia soggiacere) alle dinamiche del potere, si annulla ogni volontà e, per dirla, teologicamente, ogni libero arbitrio, salvo avere " azioni reattive" che poco o nulla hanno a che vedere con la Volontà e molto con l'impulso e l'istinto; con risultati il più delle volte contrari alle aspettative e, soprattutto, alle intenzioni, se non coinvolge " il lato umano" della persona. Il lato più debole, più dignitoso. Il lato che ha pudore, riserbo dei propri sentimenti, delle emozioni, che esterna nella misura in cui comprende i propri bisogni, le proprie necessità e percepisce l'urgenza del rappresentarli per relazionarsi in modo autentico.

Ed è allora che la Volontà si fa libera da impedimenti, pur se disciplinata,  ed acquista carattere fuoriuscendo dai meccanismi di difesa e dagli pseudocondizionamenti che la dominavano. Dinamismo, convinzione, assertività diventano le basi della comunicazione e della relazione;  l'Io si fa Tu e il Tu diventa Noi,  suscitando  motivazione ed interesse, prefigurando una Nuova Leadership.

 
 
 

Vocabolario dell'anima

Post n°726 pubblicato il 27 Aprile 2012 da Yaris167
 

 

 

 

At-tendere

Senza un prima e senza un poi.

In-tendere

Volgere l’animo e la mente.


Pro-tendere

 

Quasi che il tendere sia (in Sé) realizzazione di eventi.

 

 

 
 
 

Storia

Post n°725 pubblicato il 25 Aprile 2012 da Yaris167
 

E tutto il tempo che il cuore non percepisce è perduto, come i colori dell'arcobaleno per un cieco o il canto dell'usignolo per un sordo.



 

 

Si chiama nostalgia, quel filo sottile e invisibile che lega ad ogni passato, nostalgia che rende la profondità del tempo trascorso a fronte dei cambiamenti e delle trasformazioni del tempo presente.

Anche la Storia non fa eccezioni. La Storia che cerca nelle  sue proprie radici, che si nutre di speranze  e tenta di riscoprire romantici sentimenti. 

Come la storia di un Amore puro, incontaminato dal tempo, la Storia raccontata da chi " quella storia" ha vissuto, diventa leggenda e la leggenda diventa Mito.

Il tempo del Mito è un tempo Sacro, rappresenta il Logos dove la Storia trova il suo compimento; dove l'escatologia del pensiero è il risultato della consumazione della crisi. Quella stessa crisi che, al momento, è difficile  consumare eppure apre spiragli di nuova radicalità.

 





 
 
 
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