Creato da Filottete3 il 16/11/2005
Echi di mercanti, frutti che secernono secreti, crepe di profumi, rotture e bisbigli origliati, specchi di liquidi e materie in zattere traghettanti, "cancarineddj" piccanti come cuori vulnerabili non esposti
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QUESTA OPERA GODE DI UNA LICENZA CREATIVE COMMONS

Queste sono le mie volontà sui diritti d'autore! 

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

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Questo è un blog di terrazze di arrosti e tempeste cerebrali di stagioni

DIPINTI DI CASA MIA - PROGETTO SOCIEDADE

DIPINTI DI CASA MIA - PITTORE CHE NON IMBIANCA

 
 

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       Simboli come smorfie

 

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ORIGINI DEL MONDO NASCOSTE NELLE STAGIONI

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Per i non minorenni cliccare qui sotto:

campagna permanente ed augurale di pił patata per tutti.

 

Segnali essoterici, come a cercar tartufi o far pipì vagando nella notte, rilievi archeologici di vecchie monete. Cornice di un blog dove vivono fantasmi di pugili cinefili in scandalosi vecchi tempi anteguerra.

Queste sono le porte di chi non è colui che si crede, come il metafisico dell'uomo cieco che in una stanza buia cerca un cappello nero. E il cappello non c'è.

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Prospettive espressioniste e citazioni geometriche di sguardi

 

SPECCHI RIFLESSI DI MIE EMOZIONI

I poeti sono brutte creature, sognatori. Ogni volta che parlano, è una truffa. Per questo non voglio che mi si descriva come sembra. Non sono colui che mi si crede.

Gli sguardi inascoltati e i silenzi visti sono sul nostro volto. In questo blog vi auguro di domandarvi e rispondervi sui misteri di frutti proibiti e della verità, che stà in quale tipo di anfratti vulvari? Nessuno lo sa.

"Svennero ad uno ad uno, svanirono nel fondo

pallide secche tranciate dalla poppa

e gli occhi perle, e le labbra coralli

e sale macinato al fondo le loro ossa.

Lui le piangeva, smemorando i volti

e mi pregò, mi nominò per loro,

e io, bianca spuma, per lui ruppi lo specchio:

sillabò i loro nomi uno per uno,

e al capo dell'elenco trovò il suo,

per lo spirito divino che gli avevo infuso,

che è animo, e memoria pietosa,

e il cuore pompò brezza nuova alle tempie,

e due sorgenti sciolsero il sale degli occhi.

A nulla valsero Circe, Calipso, altre maghe,

effimere come sogni o secche sottoprua.

Il mare, lei controluce, al tramonto,

e poi, nel sonno, lui seduto accanto,

-Tu non dissolverti, non morire,

non fare tutto finto di nuovo e per sempre-.

Il buio, le lacrime e il singhiozzo trattenuto,

fiume che nutre il mare per non svegliarla."(R.M.)

 

COME SI MIMA LA QUINTA STAGIONE?

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Dove vado

Post n°270 pubblicato il 16 Novembre 2009 da Filottete3

Avrei voluto finire a 300. Perché suonava fico, ma poi mi sono chiesto meglio a 270: la somma delle prime due cifre fa 9, un multiplo di 3 numero perfetto. Poi mi sono dato altri motivi: perché finire? Rimango qui, nelle varie community, ma il blog ha terminato qui la sua funzione: dopo 4 anni (anche qui numero come le stagioni) deve rinnovarsi. Ma a questo punto su un’altra piattaforma.

E tutto ciò mi porta a Zeno Cosini, il personaggio de La coscienza di Zeno di Italo Svevo quando decide di smettere di fumare: “…le date sulle pareti della mia stanza erano impresse coi colori più varii ed anche ad olio…certe date erano da me preferite per la concordanza delle cifre. Del secolo passato ricordo una data che mi parve dovesse sigillare per sempre la bara in cui volevo mettere il mio vizio: . Significativa nevvero? Il secolo nuovo m’apportò delle date ben altrimenti musicali: . Ancora mi pare che se quella data potesse ripetersi, io saprei iniziare una nuova vita. Ma nel calendario non mancano le date e con un po’ d’immaginazione ognuna di esse potrebbe adattarsi ad un buono proponimento. Ricordo, perché mi parve contenesse un imperativo supremamente categorico, la seguente: . Suona come se ogni cifra raddoppiasse la posta….oppure il terzo giorno del secondo mese del 1905 ore 6! Ha un suo ritmo quando ci si pensa, perché ogni singola cifra nega la precedente…”.

E cosi via discorrendo.

Ma i miei proponimenti di rendere il blog meno ermetico e meno personale non hanno qui senso, perché ha una sua funzione anche il suo essere in questa maniera. Laboratorio. Seppur voce solitaria nell'agone della stampa. Ed anche la mia seconda metà Manfredi.E ha deciso anche lui tempo fa di chiudere l'altra parte dell'esperimento, quello comunicativo, pur vagando nella blogosfera liberiana sottoforma di link e trafficante di contenuti, aiutandomi a creare quello che da tempo volevo creare qui e che poi ho fondato altrove: meno Emanuele e più “cittadinanza cinematografica”, in pratica uno SPREMIACUME

I Fatti secretati dunque ci saranno ancora.

 

 
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Il mestiere di dire le cose che uno non direbbe

Post n°269 pubblicato il 26 Ottobre 2009 da Filottete3

OVVERO COME I GIORNALISTI DIARISTI HANNO INVIDIA DEI CITIZEN JOURNALIST”

(Ora vi faccio vedere come trasmigra un blogger)

Clicca

Spesso ci chiediamo perché scriviamo. Per difendere la nostra battaglia? Ignoranti di quanto sia spesso più nobile, persino opportuno, che il mestiere delle armi si eserciti anche per casta o per denaro. Com’era prima che le rivoluzioni e la perniciosa epoca moderna inventassero la coercizione dell’esercito di massa obbligatorio per tutti. Mutando un mestiere che può essere solo per pochi e che non dovrebbe riguardare tutti, in un obbligo civile, peggio ancora in una qualche mania ideologica. Napoleone, Hitler o Stalin: non c’è despota che negli ultimi due secoli non abbia preteso di mettere in armi il popolo. Una catena di montaggio col pretesto di un ideale.

Il mestiere del soldato sottratto alle sue regole di casta, rendere quindi ancora più selvaggia la guerra.

La guerra come nel mondo dell’informazione dei blog? Ora il cittadino si fa da solo la notizia, come nel sito FAI LA NOTIZIA di Radio Radicale o in vari link di giornalismo partecipativo o open source. Ma il giornalista professionista oggi potrebbe anche trasgredire alla linea editoriale e diventare mercenario. Nel senso bello della parola che voglio ammorbidire.

Per fare una metafora cruda, un povero Quattrocchi che disse “ora vi faccio vedere come muore un Italiano” fucilato dai Talebani, fa scandalo a quelli che hanno la maglietta di Che Guevara, il quale sudamericano era devoto a imprese militari fallite.Ecco dunque un "senza mestiere", un mercenario! Perché ignobile?

Il problema non è se la guerra sia cosa buona o cattiva. Ovvio che non può esistere una guerra giusta per l’umanità. Ma se fossimo in stato di belligeranza con qualche popolo extraterrestre, con quale linguaggio delle armi punteremmo la nostra lingua? Avanti, citizen journalist free e open source web partecipativi! Unitevi!

 

 
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SONO UN OLD BOY...della liberta'. Quella vera.

Post n°268 pubblicato il 19 Ottobre 2009 da Filottete3
 

Luci di vita libera

 

Un moderno palazzone di Dongcheng, Pechino. Qui gli stranieri devono bussare per ottenere un permesso di protestare. Un’autorizzazione necessaria, pena l’espulsione o, peggio, il carcere. Un interrogatorio, tra una bottiglia di acqua minerale come gesto di cortese di uomini in divisa e le intimidazioni.

10.30 del mattino. Ufficio Informazioni. Sportello 12.

Vogliamo organizzare una manifestazione di protesta in una delle tre aree designate dalle autorità cinesi. L’agente chiede di aspettare ma pochi minuti e tre funzionari in divisa azzurra e blu ci indicano di seguirli. Uno di loro impugna una piccola videocamera e comincia a riprendere la scena. Scendiamo le scale e usciamo dal palazzo. Svoltiamo a destra, verso il retro dell’edificio. Qui veniamo fatti accomodare in una stanza dove l’unico mobile è un tavolo con una tovaglia bianca e otto sedie. Attendiamo.

Consegniamo visti e passaporto che vengono portati via, controllati e fotocopiati. Poi all’improvviso un rumore secco e ripetuto emerge dal fondo della sala: un primo scatto, un secondo, un terzo. Solo adesso ci accorgiamo che un altro agente ci fotografa. Continuerà ronzare attorno, davanti, di lato, di dietro, foto a ripetizione, forse un centinaio, nelle due ore di interrogatorio.  L’altro indugia con la camera sul volto e i suoi movimenti. Chiediamo perché tanto impegno. “Per i nostri archivi”. Un agente redige il verbale. Chiede nome e cognome dell’albergo e il numero della stanza. Poi, il numero del cellulare cinese che utilizziamo. Domanda il motivo della protesta.

Raccontiamo che vogliamo manifestare in favore della parità tra uomo e donna ma lui chiede di spiegare meglio e di specificare qual è la nostra opinione sul tema. Gli diciamo che le donne nei posti di potere sono ancora poche e che non sappiamo bene come funziona in Cina. La tensione si smorza, i volti fanno su e giu in un gesto di approvazione. “Condividiamo la sua preoccupazione, questo è un problema importante e ci fa piacere che si sottolinei, se vuole possiamo metterla in contatto con organizzazioni che potranno spiegarle qual è la situazione in Cina”.

Sorprendente. In Italia non si è mai visto un funzionario della Digos che si preoccupa di organizzare per un attivista del Tibet un incontro con un esperto di politica internazione o un colloquio con un giurista per qualcuno contrario alla pena di morte. “Se vuole può incontrare il nostro esperto e dopo decidere se manifestare ugualmente”. Accettiamo l’invito per un meeting ma decliniamo l’invito: vogliamo andare aventi. Il poliziotto legge allora un libricino di poche pagine ed elenca le procedure. Nel frattempo le foto continuano, incessanti, peggio che ad una star di Hollywood. Bisogna preparare una lettera in cinese da consegnare cinque giorni prima della data della manifestazione. Dobbiamo spiegare perché vogliamo protestare, indicare luogo e giorno, dettagliare gli slogan che vorremmo urlare e quelli da scrivere su manifesti e striscioni. La frase deve essere approvata dall’ufficio di polizia. Il consiglio è di scrivere due o tre slogan alternativi e saranno loro a stabilire quale quello più appropriato. Va specificato se intendiamo utilizzare registratori e megafoni e di che tipo di manifestazione di tratti: un corteo o un presidio. Va indicato il percorso, va scelto poi un responsabile…e se c’è un cittadino cinese nel gruppo dovrà poi recarsi personalmente dalla polizia a effettuare la registrazione. Percorso e luogo della protesta saranno soggetti a cambiamenti che la polizia riterrà opportuno.

“Abbiamo imparato molto da voi sulla sicurezza a Torino durante le Olimpiadi…” dice chiarissimo una voce in italiano. All’improvviso. Il verbale ci viene fatto leggere: se non aspetteremo l’autorizzazione a protestare avremo violato le leggi cinesi. Si sta dai 3 ai 5 anni dentro.

Fuori l’aria è calda e inquinata.

 

(Questa e' la testimonianza di Angelo Micuzzi per IL SOLE24ORE)

 

Luce di un Est

 

 
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Vacanze spirituali 2

Post n°267 pubblicato il 01 Luglio 2009 da Filottete3
 

Aperta un'indagine del Vaticano sulle suore statunitensi. Presunta omosessualità e mancanza di vocazione.

Se il Papa dice che i gay sono malati, ha ragione. Ognuno porta la sua croce.

(Perché a Roma, i romani chiamano il tedesco bianco col nomignolo "Papessa"?)

 
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Vacanze spirituali

Post n°266 pubblicato il 01 Luglio 2009 da Filottete3
 

Il Catechismo della Chiesa Cattolica non dice categoricamente che la pena di morte è inammissibile. Essa anzi non si può escludere "quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente da un aggressore iniquo la vita di esseri umani".

Come quando venne dato il Thé mortale della mezzanotte al Papa Luciani?

 

IL PATIBOLO DI UNA CANZONE QUANDO LA LETTERATURA IMMAGINAVA GLI AFFARI DEI SEGUACI DI PIETRO

 
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L'usura non del tempo

Post n°265 pubblicato il 18 Maggio 2009 da Filottete3
 

PROLOGO

La pecora non “sa” di produrre lana. L’uomo non si accorge di creare valori monetari. Come il pastore tosa la lana, così le banche centrali tosano il gregge umano della sua moneta: della sua “lana monetaria”.

LA SITUAZIONE

La moneta di metallo o di carta o di altro ha valore solo per il fatto che ci è messi d’accordo: solo perché esiste una convenzione sociale della sua accettazione e per il convenire dei cittadini nell’accettarla in cambio di bene. Questo mezzo incorpora sé stesso e conferisce a chi se ne serve (al suo portatore) il potere di acquisire beni: cioè poter cedere o ricevere beni in cambio di simboli monetari proporzionati, ossia il potere d’acquisto.

LA CRESCITA DEL RACCONTO

Accettare, codificare e disciplinare da una legge dello Stato e convenire tra i cittadini di questa prescrizione, dà origine al valore, il significato, l’utilità di questi segni, diventano una convenzione fatta materia al portatore. Creato dalla comunità nazionale, il valore monetario è proprietà originaria e patrimonio comune dell’insieme dei cittadini che lo causano in radice.

IL DISCORSO DEL DOTT. GIACINTO AURITI

Lo Stato è solo il custode e l’amministratore di questo patrimonio comune. Solo in quanto tale lo Stato può disciplinare le condizioni dell’emissione, della circolazione e della distribuzione dei concreti e parziali mezzi monetari per il bene comune. Chi volesse indurre o pretendesse di costringere una comunità nazionale o lo Stato che ne incarna la rappresentanza ad accettare in prestito la moneta stessa della nazione, ossia ad accettare di ricevere come prestito ciò che già le è dovuto, che già è originariamente SUO e che le è vitalmente necessario, affermerebbe  falsamente di potersi porre come PROPRIETARIO di ciò che presta. Affermerebbe inoltre di poter asservire alla condizione esplicita di DEBITORE la comunità nazionale così derubata. Affermerebbe ancora di potersi porre come sovranità reale che subordina a sé la sovranità fittizia della comunità nazionale in questione, che sarebbe così non soltanto derubata e asservita, ma anche INDEBITATA in misura equivalente al furto subìto; e tenuta oltre che a restituire al ladro il PRESTITO che ne ha ricevuto, anche a versargli gli interessi su ciò di cui è stata derubata e indebitata di ciò che non soltanto è già suo ma di cui essa stessa è a far sorgere il valore monetario.

 

IL CLIMAX

La comunità nazionale, mentre da un lato accetta di riconoscere un determinato segno o supporto materiale come moneta e per ciò stesso la causa del valore monetario (anche se ignora di farlo), dall’altro essa ne accetta il valore stesso come prestito da parte di chi gliene trasmette o emette i segni materiali.

L’INGANNO

Nell’accettare della sua stessa moneta come prestito, la comunità nazionale pone allora una falsa asserzione esplicita: l’ovvio riconoscimento di essere debitrice di quanto le è stato prestato. E debitrice non certo e non solo del costo di produzione del supporto materiale (che può essere infimo) ma dello stesso valore più gli interessi. Accettandolo contraddittoriamente come prestito da parte della banca centrale, la comunità nazionale riconosce implicitamente e falsamente alla banca la PROPRIETA’ della moneta e di fatto autorizza la banca a prestargliela. Ma il prestare è prerogativa di chi è proprietario di ciò che viene prestato.

EPILOGO

La banca tosa quindi due volte la comunità nazionale della sua “lana”, del suo valore monetario: la prima perché la espropria di tutto il suo ammontare, “prestandoglielo”; la seconda perché la INDEBITA stabilmente della sua somma e dei suoi interessi.

 

 
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6 maggio al Viper Theatre di Firenze - Calderon di Pier Paolo Pasolini

Post n°264 pubblicato il 26 Aprile 2009 da Filottete3

 



È triste. La polemica contro
il PCI andava fatta nella prima metà
del decennio passato. Siete in ritardo, figli.
E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati...
Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
quelli delle televisioni)
vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio
delle Università) il culo. Io no, amici.
Avete facce di figli di papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete paurosi, incerti, disperati
(benissimo) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori e sicuri:
prerogative piccoloborghesi, amici.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti!
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità.
La madre incallita come un facchino, o tenera,
per qualche malattia, come un uccellino;
i tanti fratelli, la casupola
tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
altrui, lottizzati); i bassi
sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
caseggiati popolari, ecc. ecc.
E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
con quella stoffa ruvida che puzza di rancio
fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,
e lo stato psicologico cui sono ridotti
(per una quarantina di mille lire al mese):
senza più sorriso,
senza più amicizia col mondo,
separati,
esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
umiliati dalla perdita della qualità di uomini
per quella di poliziotti (l'essere odiati fa odiare).
Hanno vent'anni, la vostra età, cari e care.
Siamo ovviamente d'accordo contro l'istituzione della polizia.
Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!
I ragazzi poliziotti
che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
risorgimentale)
di figli di papà, avete bastonato,
appartengono all'altra classe sociale.
A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento
di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte
della ragione) eravate i ricchi,
mentre i poliziotti (che erano dalla parte
del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,
la vostra! In questi casi,
ai poliziotti si danno i fiori, amici.

Pier Paolo Pasolini
 
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Terza parte o terzieta' di idee politiche o terza eta' di un'idea che rinasce.

Post n°263 pubblicato il 30 Marzo 2009 da Filottete3

Questa non e' la storia di chi ha detto che i gay hanno rotto i coglioni. Per colpa del bacio osceno in luogo pubblico. Nemmeno di chi crede nell'importanza storica del Colosseo, che non dove essere un luogo per le passeggiate romantiche dei froci, auspicando ad un ritorno di un posto dove i cristiani vengono buttati in pasto ai leoni. Sarebbe straordinario per il turismo, non c'e' che dire.

Negli anni 70 le mamme di Gianfranco e Gianni andavano da Teodoro allora capo dei giovani missini romani dicendogli "Lasci stare mio figlio, lo lasci studiare".

Oggi il Presidente della Camera e' un laico, l'unica differenza invece e' che io ho la tastiera americana e digito gli apostrofi al posto degli accenti.

PER ORA SI RIPARTE DA QUI. E COSI' FU.

 
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2°parte della trilogia

Post n°262 pubblicato il 19 Marzo 2009 da Filottete3
 

C'era una volta un vortice. O forse la storia inizia quando la fiamma cominciò ad andar sotto terra come un vulcano spento. O forse la storia dura 12 anni. Una fiamma nata per ingrandirsi. Da quando un imprenditore appoggiò un Sindaco. Un esperimento nato da un cronista finito poi tra le accuse per aver approfittato del suo ruolo per ottenere favori sessuali, poi la notizia che il fatto non solo non costituiva reato ma non era stato commesso. La storia è quella di un uomo che non aveva niente di particolarmente lussuoso. Un salotto elegante, sempre ordinato. Dove per giorni non riusciva a comprendere le ragioni di quel terribile accanimento dei magistrati nei suoi confronti. Cosa aveva fatto di tanto grave? Quali erano le sue colpe? Aveva scambiato soltanto qualche battuta nel corso di alcune telefonate. Poi scompare per dimagrire e farsi dimenticare da amici, e scrive libri per solitudine.

La ragazza invece non capisce che il mondo del potere, quello che frequentava era molto più ambiguo di quanto lei pensasse. Si trova davanti a un enigma che non sa percepire, e non sa capire neppure mentre scrive le sue memorie: qual'è la verità kieslowskiana? Devi stare vicino tuo marito, le aveva detto quell'uomo di potere che tranquillizza ma non chiarisce. Poi: si tratta di una donna. Lei disse che tutti gli altri sapevano, o che lei sentiva che sapevano più di quel che le dicevano. L'unica zattera che possiede è l'amore per quell'uomo, poi il tradimento.

Ingenue fanciulle che sognano il principe azzurro, finti principi azzurri che sognano vallette. Le luci ora saranno accese 24 ore su 24. L'ombra è solo memoria.

 

 
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Prima puntata di trilogia: Bonsai della Grande Destra

Post n°261 pubblicato il 01 Marzo 2009 da Filottete3
 

Un fascio di giornali e atti parlamentari che svolazzano…e i francesi che ci rispettano. E tu mi fai…dobbiamo andare al cine ma al cine vacci tu. Ma lui potrebbe essere Aigor di Frankenstein Junior, gli occhi un po’ a palla ma con la capacità di stare un po’ qua e un po’ là. Ipercinetico Maurizio, impossibile inchiodarlo ad una sedia per un’ora. Lui tanto amico di Ignazio, quando era animatore di Radio University a Milano. La futura moglie Amina ne curava il notiziario. Si conobbero ai campi Hobbit e tre anni dopo si sposarono. Ma Ignazio era già sposato. Aveva un cane di nome Schranz e quando fecero una riunione ad Imola, Ignazio si presentò da Milano con Schranz, perché aveva detto alla moglie che usciva un attimo.

Maurizio non ha mai avuto la camicia nera ma un impermeabile bianco, anche quando fecero lo scherzo a Teodoro simulando una veglia funebre circondandolo di lumini a morto quando si addormentò sulla scrivania; lui si mise a urlare svegliandosi ma erano anni che quando i cortei dei comunisti passavano nei pressi di via Sommacampagna Teodoro comprava mezzo chilo di pizza per cento persone.

Per Maurizio, oggi Berlusconi è un incrocio tra una rock star e Madre Teresa, è un personaggio che va al di là della politica. Gianfranco sembra più equilibrato e meno estroso, se lo ricorda Maurizio quando Gianfranco tanti anni fa non aveva la macchina e veniva con l’autobus da Monteverde. Poi comprò una 126 bianca. Gianni invece aveva il motorino, un Corsarino. Ora è sindaco di Roma.

 

Auguri, ragazzi. Per il vostro 26 marzo. O giù di lì.

 

ECCO COSA SI DICE IN AMERICA SU QUALCUNO DI VOI

 

 
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GIORNATA DEL RICORDO

Post n°260 pubblicato il 07 Febbraio 2009 da Filottete3
 
Tag: Foibe

 


Diciamoci la verita': della giornata del ricordo importa poco. Alcune Universita' trattano la giornata delle foibe come una bibita global e con l'ipocrisia che la politica deve starsene fuori dalle scuole. Ma la legge che la istitui' fu una legge voluta e votata come una tardiva rivincita e un riconoscimento quasi postumo a tanti italiani lasciati ai margini, per tanti anni. Ma il popolo italiano non sa che farsene del ricordo delle foibe. Purtroppo.

In qualche modo gli esuli per decenni hanno trovato appoggio nella pubblicistica di destra, gli e' rimasto appiccicato qualcosa di nostalgico.

Le bande di Tito fecero i conti con gli ustascia croati, con gli sloveni bianchi, con i musulmani di Bosnia che si erano scavati una nicchia all'ombra del Reich.
Le ferocia delle foibe ebbe, ai loro occhi, non solo il sapore di una vendetta slava nei confronti dei fascisti italiani, anche quando fascisti non erano, e quando, pur essendolo, non si erano macchiati di nessuna colpa. Ebbe l'impronta della giustizia popolare, del verdetto della storia, dell'arroganza che consente il diritto di disporre della vita e della morte altrui, perche' rappresenti il futuro, la Giustizia ultima.

Che interessa all'assassino ragazzo kamikaze e ai sequestratori di volontari e giornalisti occidentali che costoro siano degli individui che portano su di se' la sola responsabilita' di quello che  fanno e dicono e non di quel che fanno gli altri, o i loro governi? Che cosa vale l'individualita' del singolo e la sacralita' della singola vita, se ognuno di noi vale solo in ragione dell'appartenenza? Ragionano cosi' gli islamismi, i mafiosi, e i no global: vale il sogno di un atleta, e perfino il business che gli sta dietro, e non l'assalto alla fiaccola olimpionica per "protestare" contro i simboli collettivi. Ci si puo' ammantare di bandiere arcobaleno, mostrarsi preoccupati dell'ambiente e per gli immigrati, e si puo' essere molto devoti e sottomessi a Dio anche se poi si odia e si sgozzano innocenti esibendone l'odio e il sangue o avallandone il gesto?

 
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CELEBRAZIONI D'AMORE E DI GUERRILLA MARKETING

Post n°259 pubblicato il 05 Febbraio 2009 da Filottete3
Foto di Filottete3

 

 

 

Se grattando la buccia di un agrume...

si mescolasse di castagne la farina...

una bostoniana collina ne prenderebbe il nome...

solo per spalmarne d'amor l'acume...

e di nocciole pestate in pietra...

cosi' colpiti dalla faretra...

ne amerebbero quel piatto zuccheroso di brina.

CLICCA QUI

 
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Il cibo e lo scarto

Post n°258 pubblicato il 02 Febbraio 2009 da Filottete3
 

Un camion si accosta sul retro di un Burger King in California. Scende un uomo armato di un tubo di gomma e una grossa tanica. Dopo aver rovistato un po' nei rifiuti, trova un bidone puzzolente, ci immerge il tubo e cominciare a riempire la tanica. Parecchi viaggi fino al camion, ma alla fine l'uomo è ripartito con un migliaio di litri di olio fritto. Il camion era già semipieno prima della sosta al noto ristorante di fast food. Il ladro è stato preso, ma non succede spesso.

 

C'è chi ruba per fare il biodiesel da mettere nel serbatoio della macchina. C'è chi scarica da internet il kit e le istruzioni per ricavare il biodiesel dall'olio vegetale. In America ci sono più tasse sull'olio del supermercato che sulla benzina, in Italia è vero il contrario. L'olio di colza può costare intorno ai 0,60 euro al litro, un terzo del gasolio alla pompa. Ma buona parte della differenza è data dalle tasse statali sui carburanti. E mettere nel serbatoio carburante che non abbia pagato le apposite tasse è illegale e costoso: la multa non è meno di 7500 euro. Per accorgersene basta che il poliziotto della stradale che vi ha fermato abbia un naso normale: la vostra macchina non ha la normale puzza dal tubo di scarico. Al contrario, sembra che, nel cofano, abbiano fatto i popcorn.

 

Un po' l'ebbrezza della sfida ai signori del petrolio, un po' l'illusione per il carburante fatto in casa.

 

Gli esperti dicono che il carburante fatto in casa alla lunga è un rischio. Funziona meglio coi motori a diesel (quelli super inquinanti) che con quelli nuovi. Bisognerebbe usare gli appositi kit, hce però sono costosi. O attrezzarsi con un secondo serbatoio in cui l'olio di colza venga scaldato a 60-80 gradi, altrimenti è troppo viscoso. Il punto è che l'olio di colza diventa vero biodiesel dopo un processo chimico che, ad esempio, elimini la glicerina che c'è nella lattina del supermercato. Se ci limitassimo a miscelare la lattina e una tanica di gasolio, i relativi residui presto compromettono gli iniettori e la pompa avrà vita breve. E, alla fine di tutto, la garanzia, in caso di uso di carburante fatto in casa, non vale. Anche i risparmi sono dubbi. La rivista Altroconsumo ha calcolato che un risparmio di 2-300 euro (con una miscela di olio di colza al 70 per cento) su 20 mila chilometri di percorrenza non valga neanche il costo della manutenzione, fra pulizie e smontaggio, dal meccanico.

 

Haimo Staffler da vent'anni - da 6 con Alpengas piccola azienda di Bolzano - fa il biogas con la cacca di polli e galline. Scaldata e vaporizzata, i contadini la usano per illuminare e riscaldare la casa. Basta un compressore per iniettare il gas nel bocchettone dell'auto a metano e il contadino diventa petroliere. Collabora col centro ricerche Fiat e se ne intende di scarti puzzolenti: ma garantisce che se fermentati in ambienti chiusi con altri di origine organica, perdono l'odore. Puzza poco il biogas che sale in alto ed è raccolto nelle sacche. Ma bruciato nell'auto non fa odore.

 

E grazie agli investimenti fatti nelle proprietà di Carlo d'Inghilterra, invece, per renderle più ecosostenibili, spendendo solo 160 mila sterline (circa 200 mila euro), Carlo approfitta delle norme che agevolano chi adotta misure in favore dell'ambiente e nel 2007, pur guadagnando di più (8,2 milioni di sternine contro 7,9 dell'anno prima), ha pagato meno tasse (3,42 milioni contro i 3,43). Però Carlo va a vino e cacio con la sua Aston Martin che la regina gli regalò per i 21 anni. Custodita dal '70 nel garage nella residenza di campagna, l'impeccabile spider percorre sui 300 km all'anno, ma i consumi non erano compatibili con la svolta verde del principe. Qualche ritocco al sistema di alimentazione ha consentito di rifornirla con biocarburante, che Carlo ricava dai vigneti costretti dalle norme UE a limitare la produzione del loro bianco. I grappoli in eccesso, invece di essere distrutti, finiscono nel serbatoio dell'Aston Martin dopo un passaggio alla distilleria. Stesso trattamento per le altre auto, che però vanno con l'olio fritto in cucina o con i grassi vegetali di scarto. Il biocarburante non è molto più conveniente del petrolio, ma emette l'85% in meno di biossido di carbonio.

 

Gli unici problemi sono venuti da William e Harry, ma si sa che quando i figli crescono le spese aumentano, in questo caso per lo Stato. I cinque voli di addestramento o scampagnate mondane compiuti da William su elicotteri militari sono costati circa 64mila euro ai contribuenti. Pilotando un Chinook, l'aviatore William Windsor è andato al matrimonio atterrando nel giardino di casa dei suoi genitori, ha sorvolato la tenuta della nonna a Norfolk e ha portato gli amici nell'isola di Wight per una festa di addio al celibato. Ma Carlo e i suoi familiari è stato calcolato che, Camilla compresa, costano a ogni suddito britannico solo 1 penny all'anno, 1.3 centesimi di euro. Chi non lo pagherebbe per averli?

 

 

 

 
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NOTE A MARGINE

Post n°257 pubblicato il 15 Gennaio 2009 da Filottete3
 

Una volta, quando anche la generazione degli anni Settanta era piccola piccola, la fantascienza raccontava di un futuro pulito, navi spaziali, spazio 1999, tute azzimatissime, scafandri, esplorazioni, megalopoli immaginate come sterminati incroci tra Hollywood e Disneyland, colonizzazioni di pianeti, marziani tanto simpatici da imbastirci una bella sinfonia per gli incontri ravvicinati del terzo tipo, tanto ottimismo che è il sale della vita e, per gli scrittori di tendenza asimoviana, anche del futuro. E, scendendo dalle astronavi sulla terra, si trovava anche qualche urbanista disposto a scommettere che il nuovo millennio ci avrebbe regalato città tanto enormi quanto pulite ed ecocompatibili. Oggi, se volete misurare il cambio di passo del nostro immaginario globale, comprate un libro qualsiasi di fantascienza, di science fiction: i più speranzosi profetizzano che, suvvia, non lamentiamoci troppo, la catastrofe non è all’orizzonte, almeno non per i nostri figli. Spostate il Giorno del giudizio un po’ più in là e campate in pace. Quelli che invece si autodefiniscono i “realisti” anticipano di parecchio il momento in cui qualche asteroide piomberà sul Colosseo, una malattia inguaribile si impadronirà di noi zombizzandoci tutti, la sovrappopolazione trasformerà il pianeta in un pollaio da batteria, le riserve di materie prime scompariranno e torneremo a sfregare pietre focaie, o al contrario diventeremo tutti grigi come i vecchi omini inquinati dei cartoni di Barbapapà o, per arrivare all’horror puro, il campionato di Serie A sarà sospeso causando suicidi di massa davanti agli schermi che al posto del derby trasmetteranno qualche fiction pedagogica per tutta la famiglia. I realisti autoproclamati quasi ci godono a terrorizzarci, e noi godiamo a farci terrorizzare. È come se il nostro pensiero avesse eliminato qualsiasi possibilità di cambiamento migliorativo della nostra vita collettiva. Può solo andare peggio. Sfogliate un romanzo come si deve, Cinacittà di Tommaso Pincio (Einaudi), in cui di qui a poco si immagina una Roma surriscaldata svuotata di romani e completamente in mano ai cinesi. Non ci resta che metterci a studiare gli ideogrammi in tutta fretta, arriva il futurschifo.

(Angelo Mellone)

 

IMMAGINI DA FANTASYLANDIA


Giugno 1940. Mussolini sceglie la neutralità e non entra in guerra a fianco di Hitler. Il 28 aprile 1945, nove mesi dopo la caduta del nazismo, scoppia un nuovo, terribile conflitto. L’Armata Rossa sconfina oltre il fiume Oder, ma, grazie all’intervento delle truppe italiane, viene fermata e respinta. E’ la Terza Guerra Mondiale.

Gli eserciti dei paesi occidentali dilagano attraverso le steppe russe. I Battaglioni delle "Camicie Nere" di Mussolini entrano per primi a Mosca dopo la vittoriosa battaglia di Smolensk. L’Unione Sovietica si dissolve.

Ottobre 1972. Dopo mezzo secolo di potere incontrastato, Mussolini, quasi novantenne, sta per celebrare il Cinquantenario dell’Era Fascista. L’Italia è padrona di un territorio immenso che va dalla Somalia alle steppe della Russia.

Forze occulte e palesi, complottano però con lo scopo di annientare l’Impero che Mussolini ha modellato sull’immagine di quello di Roma. Qual è l’enigmatico tesoro donato al Duce da Pio XI nel 1928? Perché il giovane re d’Italia Carlo Alberto II vuole impadronirsene? Per quale motivo un misterioso scienziato nazista gli dà la caccia da quasi trent’anni? Cercherà d’indagare un agente dell’OVRA, il tribuno Romano Tebaldi, cui Mussolini affida un pericoloso incarico.

 
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Lettera da un precario alla principessa del Giappone

Post n°256 pubblicato il 09 Novembre 2008 da Filottete3

Cara principessa triste, che nel 1993 avevi 30 anni. Tu che sei bella e laureata in Economia ad Harvard ed in Legge alla Tokyo Daigaku, che hai conseguito un master in relazioni internazionali ad Oxford, che sei diplomatica di carriera, e che avevi un successo professionale garantito in un paese tenacemente maschilista come il Giappone. Tu che da nel giugno dei tuoi 30 anni hai sposato il principe ereditario Naruhito. E' romanticissimo il fatto che tu lo abbia conosciuto all'Universita' e il corteggiamento duro' sei anni. Tu che hai portato aria nuova al protocollo del Palazzo, e il popolo ha amato la tua modernizzazione. Sono molto dispiaciuto dell'ingiustizia che la legge imperiale impone, che solo un maschio puo' accedere al Trono del Crisantemo. Mi dispiace per i tuoi aborti spontanei. Della nascita di una bambina, femmina. Mi dispiace per la pressione dei media. Posso fare qualcosa? Innescare su Facebook un gruppo che favorisca i legislatori illuminati che propongono di modificare la Costituzione e di consentire l'ascesa al treno delle femmine? Ma il fratello cadetto di Naruhito ti ha fregato: ha avuto un figlio maschio. Sono ormai 6 anni che non esci pero' dalla tua reggia, e il tuo sposo per i suoi viaggi di rappresentanza viaggia da solo. Cosa posso consigliarti?

 
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