Creato da Fajr il 30/10/2007

FAJR

... come fiordalisi in un un campo di grano. (D. Bonhoeffer)

 

la saggezza del mondo

La libertà senza limiti rischia di tramutarsi nel più oscuro dei desideri:
quello di adesione totale a una verità rassicurante.
E. Levinas

Reclaiming-the-Mountain-Ali_Arkadi

Photo: Ali Arkadi, Reclaiming-the-Mountain

 

L’Ungheria ha annunciato che costruirà un muro al confine con la Serbia per impedire ai migranti di entrare nel paese. La recinzione, che sarà lunga 175 chilometri, è solo l’ultima in ordine di tempo di una serie di barriere che sono state costruite in diversi paesi.

Ecco una mappa di tutti questi muri.

 
 
 

amare il mare è da stupidi

Post n°730 pubblicato il 07 Giugno 2015 da Fajr
 

La navigazione è quindi in sé una fonte di suspense, non a causa di ciò che succederà in futuro, ma a causa del momento, dell’attesa spasmodica di una boa, di una linea della costa intravista nella nebbia, di un cambio di colore nell’acqua.

 

Viaggi per mare e letteratura: due strumenti per conoscere il mondo. Ma in quanti modi si può raccontare il mare? E soprattutto, esiste un legame tra l’ispirazione letteraria e la vita sull’oceano?

I grandi scrittori di mare hanno raggiunto alcune tra le vette più alte della storia letteraria. I nomi di Herman Melville, Joseph Conrad, Robert Louis Stevenson e Jack London sono tra i più pesanti della narrativa mondiale.

Çiğdem Aslan
il 21 giugno a Genova - Suq Festival 

Per ognuno di loro il viaggio per mare ha avuto un significato diverso. Per Melville il mare è la ricerca del sacro, per Conrad la risposta alla malinconia, per Stevenson il mistero, per London l’avventura pura.

Accanto a questi fari che ci orientano tra scritti e relazioni di viaggi, molti autori hanno dato vita all’ininterrotto racconto di ciò che sta dietro l’orizzonte, dei limiti della geografia, di epiche sfide alla morte.

Una storia che va da Omero ai pirati contemporanei, passando per esploratori, marinai, pellegrini, migranti, viaggiatori, capitani.

continua >>>

 
 
 

non c'è scritto nel cielo

Post n°729 pubblicato il 19 Maggio 2015 da Fajr
 

Si faccia avanti chi sa fare il pane.
Si faccia avanti chi sa crescere il grano.
Cominciamo da qui. 


Ciò che non muta
io canto
la nuvola la cima il gambo
l'offerta il dono la rovina
apparente d'acqua che tracima
di tempesta e di onde.

Io canto il semplice del grano
e del pane la stessa festa che si tiene
fra le rose a maggio, la corsa
della rondine e il coraggio
dell'animale nella tana
quando gli esce il nato fra le zampe.

Mariangela Gualtieri
Bestia di gioia, Einaudi 2010

 

 
 
 

l'altra faccia del lusso

Post n°728 pubblicato il 04 Maggio 2015 da Fajr
 

Quando i siriani servono...

Beirut. 2014. Haddad

Beirut - 2015

photo: George Haddad

 
 
 

il mediterraneo

Post n°727 pubblicato il 19 Aprile 2015 da Fajr
 

19 aprile 2015
oggi oltre 700 giovani vite sono state inghiottite nelle profondità del Mediterraneo per l'indifferenza e la malvagità dei popoli che vivono al di là del mare.

A futura memoria 

«Che cosa è il Mediterraneo? Mille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre. Viaggiare nel Mediterraneo significa incontrare il mondo romano in Libano, la preistoria in Sardegna, le città greche in Sicilia, la presenza araba in Spagna, l’Islam turco in Iugoslavia. Significa sprofondare nell’abisso dei secoli, fino alle costruzioni megalitiche di Malta o alle piramidi d’Egitto. Significa incontrare realtà antichissime, ancora vive, a fianco dell’ultramoderno: accanto a Venezia, nella sua falsa immobilità, l’imponente agglomerato industriale di Mestre; accanto alla barca del pescatore, che è ancora quella di Ulisse, il peschereccio devastatore dei fondi marini o le enormi petroliere. Significa immergersi nell’arcaismo dei mondi insulari e nello stesso tempo stupire di fronte all’estrema giovinezza di città molto antiche, aperte a tutti i venti della cultura e del profitto, e che da secoli sorvegliano e consumano il mare.»

Fernand Braudel

 
 
 

la bellezza del ciliegio

Post n°726 pubblicato il 04 Aprile 2015 da Fajr
 

"La fragilità dei fiori accresce la bellezza del ciliegio”
S. Weil 

Cheery Blooming

«Oggi nelle scuole si è soliti mostrare ai bambini un filmato che descrive lo sviluppo di un fiore partendo dal suo seme. La metamorfosi si dipana lentamente sotto gli occhi dei bambini. Ma il prodigio non consiste nella crescita del fiore davanti a noi, bensì nella sua presenza, nel fatto che il fiore è talmente presente come se non fosse mai divenuto, poiché in realtà il suo sviluppo è risolto nella sua esistenza presente. Questo è il miracolo, il fatto che il fiore sia qui come se mai fosse divenuto».

[MAX PICARD, Die Atomisierung der Person, Loco Verlag, Schaffhausen 2005, p. 12, (1° ediz. 1958)]

Buona Pasqua 2015

 
 
 

strano come il rombo degli aerei

Post n°725 pubblicato il 29 Marzo 2015 da Fajr
 

E sulle biciclette verso casa,
la vita ci sfiorò

 

Il re del mondo

 

"Pedalavamo sulla via di Marina con tanta più foga man mano che, avvicinandoci al mare, il vento si opponeva di più. Ma quando sbucammo dall'ombra degli ultimi platani nella luce accecante della foce ci fermammo tutti insieme. Cielo, mare, fiume palpitavano di bianco. Bianca era la spiaggia deserta sull'altra sponda, bianchi nel baluginio di schiuma e di schizzi i due puntoni di scogli che si allungano nell'acqua, per un tratto, oltre la foce. Issate, laggiù, su gambe da trampoliere, due vecchie bilance alzavano in quel momento, con le braccia adunche contro il cielo, le reti luccicanti, in un vortice di gabbiani. Se penso all'attimo in cui colsi tutto questo, in un grande respiro di speranza, di libertà, e rivedo tutti noi sulle biciclette ferme, un piede in terra e uno sul pedale, le teste volte dalla stessa parte, i vestiti mossi, le camicie gonfie di vento, ho una pena improvvisa delle nostre giovinezze. Era la mattina del 10 giugno 1940."

(Da "Le dorate stanze" di Luisa Adorno Sellerio Editore, 1985)

 
 
 

aspettando newroz

Post n°724 pubblicato il 03 Marzo 2015 da Fajr
 

E' primavera, sbocciano i fiori
Dolci gli odori, caldi i colori
Radici forti nei nostri cuori
Dure le spine per gli oppressori
Newroz

 

Lo stato islamico. Mappa Limes

Dentro Kobane

 
 
 

se i profeti irrompessero

Post n°723 pubblicato il 11 Febbraio 2015 da Fajr
 

Beirut - Yohan storm, 11.02.2015

Beirut. Storm

 

Se i profeti irrompessero

Nelly SACHS
da” Le stelle si oscurano”, 1944-46
traduzione di Ida Porena

 

Se i profeti irrompessero
per le porte della notte,
lo zodiaco dei dèmoni
come orrida ghirlanda
intorno al capo,
soppesando con le spalle i misteri
dei cicli cadenti e risorgenti,
per quelli che da tempo lasciarono l’orrore.

Se i profeti irrompessero
per le porte della notte,
accendendo di una luce d’oro
le vie stellari impresse nelle loro mani,
per quelli che da tempo affondarono nel sonno.

Se i profeti irrompessero
per le porte della notte,
incidendo ferite di parole
nei campi della consuetudine,
riportando qualcosa di remoto
per il bracciante
che da tempo a sera ha smesso di aspettare.

Se i profeti irrompessero
per le porte della notte
e cercassero un orecchio come patria.
Orecchio degli uomini
ostruito d’ortica
sapresti ascoltare?

Se la voce dei profeti soffiasse
nei flauti-ossa dei bambini uccisi,
espirasse l’aria bruciata da grida di martirio,
se costruisse un ponte
con gli spenti sospiri dei vecchi.
Orecchio degli uomini
attento alle piccolezze,
sapresti ascoltare?

Se i profeti entrassero sulle ali turbinose dell’eternità
se ti lacerassero l’udito con le parole:
chi di voi vuole far guerra a un mistero,
chi vuole inventare la morte stellare?

Se i profeti si levassero
nella notte degli uomini
come amanti in cerca del cuore dell’amato,
notte degli uomini
avresti un cuore da donare?

Photo: M. Azakir, Daily Star

 
 
 

non è dipeso da me scherzare col mare

Post n°722 pubblicato il 10 Febbraio 2015 da Fajr
 

... there is no tomorrow

The Dice Player

Il giocatore d’azzardo
Mahmoud Darwish
(1941-2008) 
tit. orig. Lā‘ib al-nard
dalla raccolta Lā ’urīdu li-haḏihi al-qaṣīda an tantahī
(Non voglio che questa poesia finisca, 2009)

Chi sono io per dirvi
quel che vi dico?
Non una pietra levigata dalle acque
per diventare volto,
né una canna forata dai venti
per diventare flauto.
Io sono un giocatore d’azzardo,
a volte vinco, a volte perdo,
sono come voi
o poco meno. Sono nato di fianco al pozzo
e a tre alberi solitari come monache,
sono nato senza fanfare né levatrice.
Mi hanno dato questo nome per caso,
ho fatto parte di una famiglia
per caso,
ereditandone fattezze, caratteri e malattie:
primo: problemi arteriosi e ipertensione
secondo: soggezione verso la madre, il padre, la nonnaalbero
terzo: illusione di guarire dall’influenza con una tazza di
camomilla bollente
quarto: pigrizia nell’evocare l’antilope e l’allodola
quinto: noia nelle notti d’inverno
sesto: inettitudine eclatante al canto.
Non è affatto dipeso da me quel che ero,
è stato un caso che fossi maschio,
un caso aver visto una luna,
pallida come un limone, stuzzicare donne ancora in veglia,
né ho dovuto sforzarmi
per trovare un neo nelle mie parti intime.

Avrei potuto non esserci,
mio padre ha sposato mia madre per caso,
avrebbe potuto non essere lui mio padre,
o avrei potuto essere
come mia sorella che ha urlato poi è morta
senza conoscere la madre
senza accorgersi
di essere nata per un’ora soltanto.
O avrei potuto essere come l’uovo di un piccione
frantumato prima di schiudersi.

Per caso, sono sopravvissuto
all’incidente d’autobus,
facendo tardi alla gita scolastica.
La notte prima, sprofondato nella lettura di una storia d’amore,
avevo vestito il ruolo dello scrittore
e quello dell’amante-vittima,
dimenticandomi dell’esistenza e delle sue vicissitudini.
Eccomi, dunque, martire d’amore nel romanzo,
e superstite nell’incidente di percorso.

Non è dipeso da me scherzare col mare,
ma ero un bambino sventato,
di quelli attratti dal magnetico
richiamo dell’acqua.
Non è dipesa da me la salvezza,
un gabbiano umano mi ha salvato
dopo aver visto l’onda darmi la caccia e paralizzarmi le braccia.

Avrei potuto non impazzire
per le Mu‘allaqat preislamiche,
se il portone di casa fosse stato a nord
e non avesse guardato il mare,
se la pattuglia non avesse avvistato il fuoco dei paesini
cucinare la notte,
se quindici martiri
fossero tornati a costruire ancora barricate,
se questa fattoria non fosse stata distrutta,
forse, sarei diventato un ulivo
o un professore di geografia
o un esperto del regno delle formiche
o un guardiano dell’eco!

Chi sono io per dirvi
quel che vi dico
presso la porta della chiesa?
Nient’altro che un lancio di dadi
tra preda e predatore.
Ho vinto in lucidità,
non per godermi la notte al chiaro di luna, no,
ma per essere testimone del massacro.

Mi sono salvato per caso: ero più piccolo di un obiettivo militare
e più grande di un’ape che svolazza tra i fiori della siepe,
ho avuto molta paura per i miei fratelli e per mio padre
ho avuto paura per un tempo di vetro
ho avuto paura per la mia gatta e il mio coniglio
per una luna ammaliatrice sopra l’alto minareto,
ho avuto paura per i grappoli della vigna
penduli come le mammelle della nostra cagna.
La paura ha camminato in me e io in lei,
scalzo, dimenticando quel poco che desideravo allora
dal futuro – non c’è tempo per il futuro.

Cammino / mi affretto / corro / salgo / scendo / grido / abbaio / guaisco / chiamo / gemo / accelero / rallento / crollo / divento leggero / divento secco / vado / volo / vedo / non vedo / balbetto / divento giallo / divento verde / divento azzurro / mi spacco / scoppio a piangere / ho sete / sono stanco / sono affamato / cado / mi alzo / corro / dimentico / vedo / non vedo / ricordo / sento / guardo / deliro / vaneggio / bisbiglio / grido / non posso / piagnucolo / impazzisco / mi perdo / diminuisco / e aumento / cado / mi alzo / e ricado / sanguino / e svengo [...]

 

 
 
 

SUPER VEDETTA

Now Syria

old link >>>

 

TWITTER

AREA PERSONALE

 

DIARIO DI BORDO

Fajr, in arabo, significa alba.
È così chiamata la prima delle cinque preghiere giornaliere del musulmano praticante.
È considerata la più accetta a Dio perchè recitata al sorgere del sole mentre tutti gli altri ancora dormono.
°Clicca°

del nostro navigare
del leggere dal basso
 

VEDETTA

Mani Tese logodai il tuo 5xmille a Mani Tese
metti la tua firma nel riquadro Onlus
e il CODICE FISCALE 02343800153




Emergency
 

ULTIME VISITE AL BLOG

asia1958aFajrdaunfiorebekycalesinimiro.oceaninavighetortempoziryabbossimoraunafatastregasabbia_nel_ventoRoberta_dgl8marinastaccioliil_pablostreet.hassle
 

ULTIMI COMMENTI

 
Citazioni nei Blog Amici: 34
 

ARCHIVIO DEI POST

 '07'08'09
gen   x x
feb   x x
mar   x x
apr   x x
mag   x x
giu   x x
lug   x x
ago   x x
set   x x
ott x x x
nov x x x
dic x x x
 
 '10'11'12
gen x x x
feb x x x
mar x x x
apr x x x
mag x x x
giu x x x
lug x x x
ago x x x
set x x x
ott x x x
nov x x x
dic x x x
 
 '13'14'15
gen x x x
feb x x x
mar x x x
apr x x x
mag x x x
giu x x x
lug x x x
ago x x x
set x x x
ott x x x
nov x x x
dic x x x
 
 '16'17'18
gen x x -
feb x x -
mar x x -
apr x x -
mag x x -
giu x x -
lug x x -
ago x - -
set x - -
ott x - -
nov x - -
dic x - -
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo i membri di questo Blog possono pubblicare messaggi e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

miglior sito

In classifica