Creato da Fajr il 30/10/2007

FAJR

... come fiordalisi in un un campo di grano. (D. Bonhoeffer)

Messaggi di Ottobre 2008

fino a quando?

Post n°283 pubblicato il 29 Ottobre 2008 da Fajr
 

Penso che i nonni. genitori e zii dei giovani che in questi giorni occupano scuole ed università piuttosto che sprecare energie per trovare similitudini coi "bei tempi che furono" della loro giovinezza sessantottina e/o settantasettina (si può dire?) dovrebbero interrogarsi su cosa fare per impedire che questa destra, che oggi ci governa, continui impunemente, da quindici anni a questa parte, a distruggere il nostro Paese.

Scendere e rimanere in piazza con i nostri figli e nipoti, perché non vengano pestati a sangue. Come di certo hanno già pianificato e come sappiamo che sanno fare alla perfezione.

Di quali altre prove di regime abbiamo bisogno per svegliarci dal letargo in cui siamo caduti?

Fanculo la raccolta di firme per l'ennesimo referendum!

 
 
 

è tutta una sfumatura

Post n°282 pubblicato il 28 Ottobre 2008 da Fajr

dedicato ad upmarine
(grande esperto di lingue orientali)






 
 
 

a te che attent* sei

Post n°281 pubblicato il 25 Ottobre 2008 da Fajr
 






per una tazza di té, the, teh, tea, te (... ma come si scrive?)

 
 
 

e tu che guardi

Post n°280 pubblicato il 25 Ottobre 2008 da Fajr
 




L'attenzione è la più rara e la più pura forma di generosità.

Simone Weil
1909-1943

 
 
 

volti.. svelati

Post n°279 pubblicato il 23 Ottobre 2008 da Fajr
 

qualcuno ha ancora dubbi sul suo vero volto?

siamo alla vigilia della chiusura del cerchio e
ciò ci appare così incredibile da renderci afoni, se non paralizzati, scomposti

di questo tempo si dirà:
la vittoria degli uni non fu per propria virtù, ma per incapacità degli altri.

 
 
 

mille bolle blu

puzii | **


Photo: Puzii

"I figli di genitori poveri hanno molte meno probabilità di accedere alla ricchezza".

UMV

 
 
 

la città fragile, la città forte... (direi, dura e ottusa)

Post n°277 pubblicato il 19 Ottobre 2008 da Fajr
 


B. Rosso - F. Taricco, "La città fragile", Bollati Boringhieri


La «città fragile» (...) sta tra noi, si accampa nella «città forte» - nella città-organismo produttivo e macchina vertiginosa di consumo - con tutta la plasticità dei suoi corpi: «vita nuda», esistenza ridotta alla dimensione fisiologica, al codice naturale della sopravvivenza, spogliata com'è di ogni protesi formale. Abita il nostro stesso spazio. E tuttavia non lo «condivide». È come se non ci fosse. Le sue figure le incrociamo, le sfioriamo, le scansiamo, le urtiamo, in qualche loro parte le usiamo anche, ma non le «riconosciamo». Anche quando ci toccano, le teniamo a distanza, in uno spazio «altro» che non ammette condivisione. Oltre un confine invisibile ma invalicabile del tutto simile a quello che separa, appunto, gli oggetti dai soggetti.
Stanno nel paesaggio urbano, con una presenza pesante, come quella della pietra o del bronzo, fisicamente percepibili, fin troppo percepibili, forse gli unici corpi percepibili per differenza con l'indifferenza di tutti gli altri: il corpo degradato del barbone steso sui gradini della chiesa del centro o sulla panchina del parco, il corpo materno della zingara con il lattante al seno al semaforo, il corpo ostentato della puttana sul viale urbano. Ma restano all'esterno di ogni relazione. Non ci parlano di sé. Non «fanno racconto» perché non stanno in un racconto, senza un prima né un dopo biografico, né un «essere per» né un «essere con» di cui, e per cui, appunto, «dire».
Le loro storie personali, le vicende del loro esistere, il loro vissuto rimangono irrimediabilmente afoni, inudibili, perché la «città forte» non possiede il codice linguistico capace di decifrare il linguaggio della «vita nuda» (per la verità non possiede neppure il tempo, né la voglia, per ascoltarla). Sa solo decrittare il lessico della «vita vestita», decodificabile secondo la logica lineare delle funzioni d'utilità e dello scambio tra equivalenti generali, in base agli «abiti» professionai e ai simboli dei ruoli. Il resto, quelli che non «funzionano» secondo questo statuto formale, restano corpi senza la parola - e dunque «cose isolate», senza relazione perché manca loro quell'elemento fondante di ogni relazione tra persone che è il «riconoscimento», la materia indispensabile per «essere insieme» in uno spazio condiviso. E il «riconoscimento» altro non è, nel suo nucleo originario, che un «dire» dell'Io sull'Altro. Un accogliere la presenza dell'Altro nel proprio ordine del discorso.
(dalla postfazione di Marco Revelli)

ACTI - Teatri indipendenti >>>
A. Rodin, Les Bourgeois de Calais

 
 
 

delle antiche sane abitudini (2)

Post n°276 pubblicato il 19 Ottobre 2008 da Fajr
 

Il 12,3 % dei bambini delle scuole elementari italiane risulta obeso e il 23,6% in sovrappeso. Complessivamente, 1 bambino su 3 ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere per la sua età. E’ il dato allarmante pubblicato nei giorni scorsi nell’ambito del progetto "Okkio alla SALUTE", un'indagine coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità e condotta nelle scuole italiane dal Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, 18 Regioni italiane e con la partecipazione dell'Istituto Nazionale di Ricerca e Nutrizione. Sono stati misurati e intervistati 45.500 bambini che frequentano la terza elementare e i valori sono stati estesi all’intera popolazione di bambini delle scuole primarie, arrivando a calcolare che 1 milione e centomila bambini tra i 6 e gli 11 anni sono sovrappeso o obesi in tutta Italia. Le differenze tra regioni sono notevoli, con situazioni più gravi al Sud. Anche le abitudini alimentari devono essere corrette: l’11% dei bambini non fa colazione, il 28% la fa in maniera non adeguata e l’82% fa una merenda di metà mattina troppo abbondante. Per quanto riguarda l’attività fisica solo 1 bambino su 10 fa attività fisica in modo adeguato per la sua età e 1 bambino su 4 non ha svolto attività fisica il giorno precedente la ricerca. Inoltre 1 bambino su 2 supera le 2 ore al giorno di televisione e videogiochi, che sono il limite massimo raccomandato. La situazione si aggrava perché spesso il problema non è percepito dai genitori: infatti tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, ben 4 su 10 non ritengono che il proprio figlio abbia un peso eccessivo rispetto alla propria altezza. E molti genitori sembrano sottovalutare la quantità di cibo assunta dai propri figli.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito dell’Istituto Superiore di Sanità

 
 
 

del simbolo e dell'idiozia

Post n°275 pubblicato il 17 Ottobre 2008 da Fajr

Storie così, di solitudine e di insipienza, non sono una novità per il nostro Paese




Si muore generalmente perché si è soli o
perché si è entrati in un gioco troppo grande.
Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze,
perché si è privi di sostegno.
In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che
lo Stato non è riuscito a proteggere.

Giovanni Falcone



Se non complice di certo idiota




 
 
 

torniamo alle antiche sane abitudini

Post n°274 pubblicato il 17 Ottobre 2008 da Fajr
 


12,3
% dei bambini delle scuole elementari italiane
23,6%
Complessivamente, 1 bambino su 3
1 milione e centomila bambini tra i 6 e gli 11 anni in tutta Italia.
Le differenze tra regioni sono notevoli, con situazioni più gravi al Sud.
11%
28%
82%
solo 1 bambino su 10
1 bambino su 4
1 bambino su 2 supera le 2 ore al giorno
4 madri su 10
 

 
 
 

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