Creato da Fajr il 30/10/2007

FAJR

... come fiordalisi in un un campo di grano. (D. Bonhoeffer)

Messaggi di Giugno 2009

aspettando il golpe

Post n°407 pubblicato il 25 Giugno 2009 da Fajr
 

Quel corvo che volò
Sopra di noi
E s’inabissò nel pensiero agitato di una nuvola vagabonda,
Il cui grido, come una corta lancia, percorse tutto l’orizzonte,
Porterà la notizia di noi in città.

Forugh Farrokhzad (>)
La conquista del giardino

 

A quasi due settimane dalle contestatissime elezioni del 12 giugno, non sembra calare la tensione in Iran. Quanto sappiamo oggi lo dobbiamo a un sistema di comunicazione “misto”, solo in parte filtrato dai tradizionali mezzi di comunicazione. Ciò che arriva direttamente dagli amici iraniani (via internet, soprattutto) è un misto di tensione e attesa. Le grandi manifestazioni dei primissimi giorni, filmate e raccontate dai reporter internazionali poi costretti a lasciare il Paese, sono state sostituite da assembramenti più piccoli e più drammatici. È difficile avere certezze su quanto stia davvero accadendo in Iran. Di certo la polizia spara, i pasdaran picchiano e molte persone vengono arrestate senza un’accusa chiara. La repressione colpisce probabilmente più fuori Teheran. Si parla di decine di arresti a Tabriz a Isfahan, grandi città spesso ignorate dalle cronache dei media.

E c’è paura, grande paura.

continua >>>

(Antonello Sacchetti - "Non chiamatela rivoluzione")

 

per approfondire >>>

 
 
 

del declino periglioso

Post n°406 pubblicato il 24 Giugno 2009 da Fajr
 

perché si ha bisogno di bellezza


Handel
Water music

 

meglio tardi che mai >>>

 
 
 

uomini di stato... già

Dicono che il peggio deve ancora arrivare (ne sono certa), qualcuno si chiede se il nostro PdC è "blackmailable"... (sorrido)

Provo strane sensazioni mentre leggo, sull'ultimo numero de "L'Europeo" dedicato al muro di Berlino, l'intervista rilasciata nel 1973 da Willy Brandt ad Oriana Fallaci.
E mi appunto questo passaggio.

**********

OF: Ma allora... penso alla sua visita nel ghetto di Varsavia... fino a che punto grava su di lei il senso di colpa della sua generazione?

WB: Faccio una differenza tra colpa e responsabilità. Non mi sento colpevole e trovo non sia giusto, né corretto, attribuire quel senso di colpa al mio popolo o alla mia generazione. La colpa va attribuita a un individuo. La responsabilità è diversa. (...) sebbene non sia mai stato un sostenitore di Hitler, non posso escludere me stesso da una certa responsabilità. O corresponsabilità. (...) Bisogna chiederci: perché prese il potere? Non solo perché milioni furono abbastanza stupidi da seguirlo ma perché altri non furono capaci di fermarlo. (...) Nella vita di un popolo, il momento cruciale si verifica quando il popolo lascia che il potere finisca nelle mani di criminali. E anche quando un popolo, avendone l'opportunità, non lo usa per mantenere le condizioni necessarie a un governo responsabile. Perché dopo non si può fare più nulla. Dopo, diventa sempre più difficile cacciare i criminali che hanno preso il potere. Nella mia interpretazione, insomma, la corresponsabilità incomincia prima e finisce dopo. E tale corresponsabilità, sfortunatamente, se la trovano addosso anche i giovani. Non nella misura dei loro padri ma...

**********

Over and under and through the Wall they came,
parched with a thirst they couldn't quench.
Tunneling, flying, leaping, crawling, hidden
in car seats and carts, determined to wrench
themselves free from tyranny's stench.

Oppressed, tortured, imprisoned, shot—
still the thirsty would not could not be denied.
The spring of freedom beckoned, so close, so far;
yards, feet, nay inches away they died—
and friends and loved ones cried.

Some made it! a baby hidden in a bag in a cart;
desperate men who leapt on a moving train;
a hollow car seat, tunnels, boats,
a makeshift glider, balloon and plane;
putting an end to the thirst and pain.

And then one day, one wonderful day,
they hammered and shattered and tore down the Wall!
Thirsting, singing, shouting, laughing, hugging,
chunk by chunk they watched it fall—
and the terrible thirst was quenched for all

Alan Cook
Berlin wall (1961-1989)

 
 
 

the green wave in iran

Post n°404 pubblicato il 16 Giugno 2009 da Fajr
 

le rivoluzioni ai tempi di:

twitter >>>

flickr >>>

youtube >>>

Green wave

Limes >>>

BBC news >>>

 
 
 

donne incarognite dalla vita e dal successo

Post n°403 pubblicato il 10 Giugno 2009 da Fajr
 

no, no... non è un post dedicato alla Brambilla
(eheheheheh)

Sherman e le sue 15 ladies

Cindy Sherman e le sue 15 ladies

dal 7 giugno alla Gagosian Gallery di Roma

 

un posto dove lavora una mia compaesana (classe 1982...)
la riflessione su "Foto di classe" di M. Desiati continua
:o)

 

 
 
 

io non respingo e tu, europa, che fai?

proviamo a tracciare una prima agenda di lavoro per il nuovo Parlamento europeo
e per il centro-sinistra italiano che dice di voler essere alternativo alla destra.

 

Dice don Roberto Davanzo, direttore della Caritas Ambrosiana, nel suo ultimo editoriale:

«Quando si parla di immigrazione clandestina si dimentica spesso che questa, nel nostro Paese, ha raggiunto il numero di 650.000 persone, non solo per la elevata pressione migratoria, ma soprattutto per l’irrazionalità dell’attuale sistema di regolazione che - come sappiamo - prevede che un datore di lavoro assuma un immigrato quando questo è ancora nel suo Paese, senza neppure averlo mai visto in faccia! Ci piacerebbe allora assistere ad un diverso protagonismo delle diplomazie dell’Unione Europea verso un governo più efficace e rispettoso del fenomeno migratorio, piuttosto che ad accordi con Stati dittatoriali del nord Africa che poco hanno a che fare col rispetto dei diritti umani.»


Bene, non sarebbe male, come cittadin* europe*, "approfittare" della imminente visita del signor Gheddafi in Italia per capire e agire aderendo alla Campagna nazionale
"IO NON RESPINGO!"

e chiedere ai neo-eletti al Parlamento europeo cosa intendono fare in concreto.

 

Mi fan quasi tenerezza gli amici del PD, che esultano per essere diventati il partito di centro-sinistra più votato in Europa. Peccato non si siano accorti che è stato possibile a seguito dello sfacelo laburista in GB, lo squagliamento dei socialisti in Francia, la bacchettata data a Zapatero in Spagna, il blocco socialdemocratico dovuto alla Grosse coalition in Germania.
Mentre sull'altro fronte avanza l'ondata razzista e xenofoba nella "tollerante" Olanda, e si confermano i partiti nazionalisti (e un po' corrotti!) ad Est...
Che ci vuoi fa', loro (gli amici del PD) son fatti così!

 
 
 

(con)vincere

Post n°401 pubblicato il 05 Giugno 2009 da Fajr
 

 

Sabato e domenica si vota: per le europee e per molte province e comuni. Forse può tornare utile, al momento di decidere se e chi andare a votare, una citazione di Franco Basaglia, lo psichiatra che chiuse i manicomi, citata dal filosofo Umberto Galimberti nella rubrica che tiene ogni settimana su «D La Repubblica delle donne»: «Noi, nella nostra debolezza, in questa minoranza che siamo – scriveva Basaglia in «Conferenze brasiliane» – non possiamo vincere, perché è il potere che vince sempre. Noi possiamo al massimo convincere. Nel momento in cui convinciamo, vinciamo, perché determiniamo una situazione di trasformazione difficile da recuperare».
Può essere che le sinistre, e i movimenti sociali del Novecento, abbiano troppo affidato le loro speranze alla vittoria – elettorale o rivoluzionaria – e invece trascurato di cercare i modi per convincere. Il potere vince sempre, dice Basaglia: anche nel senso che andare al potere vuol dire trasformarsi in potere, e l’esperienza sciagurata dell’ultimo governo Prodi sta lì a dimostrarlo. E viceversa, la grande ondata che in Italia fu provocata dal Sessantotto ha sì perso, nel confronto con il potere, ma ha cambiato tanto profondamente questo paese da spingere il potere – come sostiene Guido Viale nel suo ultimo libro, «Prove di un mondo diverso» – a mutuarne le forme per rovesciarne il senso.
Ecco, di fronte alla domanda se e chi votare credo in tutta modestia che bisognerebbe chiedersi se abbiamo fatto abbastanza – noi che amiamo le «città africane» e pensiamo che la democrazia sia una relazione concreta tra le persone – per convincere, o se per caso non ci siamo mimetizzati, liste tra liste e candidati tra candidati, con chiunque altro.

Pierluigi Sullo (direttore di Carta)


 
 
 

alla vigilia del voto europeo

Post n°400 pubblicato il 04 Giugno 2009 da Fajr
 

da Presseurop.eu

Candidato europeo

L'Europa non esiste. Esiste solo l'Unione europea - un insieme di leggi utili per i cittadini. Lo afferma il filosofo Hermand de Regt. Legare lo sviluppo dell'Unione europea alla riflessione sull'identità dell'Europa potrebbe rivelarsi un errore catastrofico. continua >>>

 

 
 
 

piccoli italiani crescono...

 

All'indomani della Festa della Repubblica con tutto ciò che si è detto e scritto e visto... (bleath...).

Mentre qualcuno si sveglia dal letargico sonno, lanciando allarmati appelli a sostegno della democrazia in pericolo (ma va?!), in questo nostro sciagurato Paese...

E mentre continua la sferzante azione giudicatrice degli osservatori esteri sui vizi e le ipocrisie di noi (noi, chi?) popolo alla deriva...

... a me piace segnalare questo piccolo uomo italiano che poco fa mi ha mandato una mail da Ramallah segnalandomi il link al suo blog appena creato. Ci ha messo quasi un anno da quando è partito dal mio paesello per raccontare quel che in questi mesi è stato il suo impegno quotidiano. Succede, quando si lavora sul serio...

Ecco, penso che a rappresentarmi all'estero ci siano tante altre persone come lui... se solo ce lo ricordassimo e ce lo dicessimo, penso avremmo la forza di mandare via a calci nel sedere chi - oggi - indegnamente ci governa.

 

 
 
 

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