Cronache di Toki

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Creato da GiuseppeToki il 03/05/2009

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Review

Post n°73 pubblicato il 19 Febbraio 2011 da GiuseppeToki
 

The Shock Labyrint Extreme 3d (Takashi Shimizu, 2011)

Appena fatto ritorno nella sua città, un giovane ventenne ha l'occasione per un confronto con gli amici d'infanzia. Subito però cominciano ad accadere fatti strani: una vecchia amica creduta morta quando erano piccoli torna dal nulla, facendo riaffiorare traumi e ricordi. Il mistero che la circonda sarà l'occasione per tutti di rimettere piede nel labirinto di un parco giochi, attrazione abbandonata da moltissimo tempo, nel quale era successo il fattaccio. Shimizu è il capostipite di quello che nel 2000 fu un vero e proprio movimento stilistico aperto da piccoli capolavori come Ju-On (The grudge) o Marebito, piccole perle horror in grado di incudere ansia senza l'utilizzo del sangue, come negli anni a seguire hanno dimostrato maestri anche più anziani come Takashi Miike. Purtroppo The Shock Labyrint extreme risulta appena interessante solo dal punto di vista dell'intreccio, peraltro non entusiasmante. Di problemi il film ne ha in quantità, a cominciare da un 3d che invece di dare profondità e spessore orrorifico concede momenti di ridicola messa in scena dello spavento, provocando risate involontarie, proseguendo con un cast capitanato da attori che vanno dal mediocre all'appena discreto, finendo con una regia ben al di sotto degli standard del giovane regista. Non c'è niente da fare, il meccanismo alla The grudge fatto di spiriti di ragazzi defunti, angoli di corridoi bui e artifizi sonori volti ad accrescere l'ansia lentamente non funziona più, serve decisamente un nuovo innovatore (magari lo stile di I Saw The Devil di Woon-kim?) qualcosa che permetta al genere di tornare a spaventare per davvero, magari facendo a meno di questo oggetto del mistero che è la tecnologia 3d. Delusione.

Voto : 4.5

.

Il Padre e lo Straniero (Ricky Tognazzi, 2011)



Una storia furbamente sociale raccontata fortunatamente con delicatezza, quella tra due padri con in comune un figlio disabile che si scoprono amici nonostante le diverse usanze-costumi. Un italiano (Alessandro Gassman) ed un marocchino (Amr Waked), ben presto troveranno sulla loro strada un'intoppo enorme che graverà sulle loro vite, intoppo riconducibile alla vita "segreta" di Walid, apparentemente conducente di un'esistenza ferma e responsabile.
Luoghi comuni in abbondanza nella prima parte (del genere siamo diversi ma ci vogliamo bbene) sorretti dalle buone interpretazioni dei due protagonisti e dal buon senso della misura nei confronti del problema della disabilità infantile, seguiti da una struttura thriller che emerge nella seconda metà del film, che grazie ad un paio di colpi di scena mette pepe e mistero alla vicenda, a partire dall'ingresso in scena di Leo Gullotta peraltro sorprendentemente azzeccato nella parte di capo dei servizi di sicurezza, diciamo che poteva evitare quel porcaio del bagaglino concentrandosi sul cinema e sul teatro, ecco.
Ad ogni modo, è proprio questa differenza marcata fra due anime (commedia e thriller)a non rendere come dovrebbe, diciamo che manca la fluidità necessaria nell'amalgamarne i nodi principali. Il risultato finale è un film che si lascia guardare ma privo di momenti da ricordare il giorno successivo.

Voto : 6

 
Rispondi al commento:
GiuseppeToki
GiuseppeToki il 21/02/11 alle 13:07 via WEB
Addirittura? Beh, tre dei film più attesi sono usciti in questo inizio anno,il periodo marzo-giugno di solito è meno fondamentale. Ti ho tirato un po' su? bada, potrei mentire a fin di bene.
 
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