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TATUAGGI E PIERCING

Post n°184 pubblicato il 02 Giugno 2013 da cielostellepianeti
Foto di cielostellepianeti

Un tatuaggio si ottiene in poco tempo, e quasi sempre è una scelta definitiva, perché cancellarlo non è tanto semplice né veloce.

Poiché nella vita si cambia spesso idea, bisognerebbe chiedersi, prima di farsi un tatuaggio se si è veramente sicuri di voler portare per sempre un disegno, o un nome, sulla pelle. Da valutare anche con consapevolezza i rischi e le conseguenze, insieme agli effetti collaterali di una pratica che, anche se fatta con tutte le precauzioni igienico-sanitarie e da professionisti seri, non sempre è esente da conseguenze indesiderate.

Tra le patologie che si possono attivare nelle aree sottoposte a traumi, (e un tatuaggio o un piercing lo sono), ci sono le psoriasi, il lichen e la sacoidosi, eventi noti ai tatuatori, che dovrebbero informare i clienti di tali eventualità.

Le allergie da contatto possono svilupparsi anche a distanza di mesi dall’esecuzione, come possono verificarsi formazioni di granulomi, lesioni fastidiose difficili da rimuovere, oltre  che sgradevoli sul piano estetico.

Anche la conformazione del nostro corpo cambia con il passare del tempo, e un delizioso disegno sul decolté a vent’anni, potrebbe, in più tarda età, divenire qualcosa d’inguardabile con i tessuti rilassati.

Dunque, se per vari motivi non ci si sentisse più a proprio agio con un tatuaggio che abbia assunto caratteristiche diverse,  ricordarsi che la rimozione non si fa con un colpo di spugna. Qualunque tecnica si usi per la rimozione lascia  segni, ossia tracce di pigmento oppure zone di atrofia cutanea.

 

Per i piercing stessa oculatezza prima di decidere se farsi bucare naso, lobi delle orecchie, sopracciglia, ombelico, lingua, o che altro.

La pratica ha origini antichissime, con connotazioni rituali e religiose, mentre ai nostri giorni è solamente diffusa a scopo estetico.

I rischi sono perlopiù simili a quelli dei tatuaggi, spiegano gli specialisti in materia, specificatamente legati alle infezioni e ai granulomi. Di frequente si sviluppano disturbi locali da ipersensibilità al metallo che solitamente si esauriscono nell’arco di qualche settimana.  Tra gli effetti collaterali del piercing c’è il rischio di pigmentazioni, cioè l’area interessata diventa più scura, specie con gli ornamenti d’argento.

Non si escludono inoltre dermatiti da contatto, derivate soprattutto dal nikel.

Occhio dunque, li vogliamo veramente fare tatuaggi e piercing?    

 
 
 
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