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«Ogni uomo confonde i limiti del suo campo visivo con i confini del mondo.» (Arthur Schopenhauer)

PERIMETRI è  una rassegna fotografica ed artistica iniziata ad aprile 2019 all’ANTIGALLERY di ROMA rione  Monti, condotta e curata da Barbara Martusciello.

L’#8 artista è FERDINANDO GATTA. Il vernissage di Perimetri è 15 gennaio, 18:30 Piazza degli Zingari Roma. Scrive di lui la curatrice: Ferdinando Gatta, con Perimetri propone una serie di opere minimali, in essenziale bianco e nero in cui la Fotografia scardina letteralmente il suo perimetro per uscire sulla parete, prendendo spazio fisico, occupando territori altri.

I soggetti, essenzialmente femminili, di cui sono spesso le mani, certi gesti ad essere protagonisti, sono importanti nell’immagine così come lo è il linguaggio fotografico praticato dall’autore; ma stavolta, proprio questo si fa meticcio e la presunta purezza del suo specifico deroga in funzione di una evidente contaminazione linguistica, oltre che tecnica. Le opere di Ferdinando Gatta, quindi, forzano e oltrepassano la soglia della riquadratura dell’immagine, dialogano tra interno fotografico e lo spazio fuori e reale; si fanno installazioni. Si potenziano grazie al contesto esterno: su una parete più neutra – cemento armato, muro grezzo – e sull’altra più caratterizzata, ogni singolo quadro acquista una sua estetica peculiare e una forza diversa. Si chiarisce subito, di fronte a questa produzione, la sua appartenenza a una sfera simbolica: il significato del perimetro per Ferdinando Gatta è anche quello dell’essere umano, un confine fisico ma soprattutto interiore, che egli si auspica di riuscire ad aprire, a rendere fluido. Una barriera è spesso una convenzione; non sempre protegge, più spesso isola, rinchiude, è un’implosione: sia che si tratti di un perimetro ideologico, architettonico, geografico, del potere, sociale, culturale, sia psicologico.

Una serie fotografica dell’autore, esposta più volte in questi ultimi anni – parte del progetto Torture – raffigura emblematiche, alte inferriate: anche in quel caso il tema, pur diversamente affrontato, evocava proprio una recinzione, appunto, entro la quale gli accadimenti potevano immaginarsi oscuri, prevaricanti, taciuti, alienanti, come segreti indicibili. Ecco, anche in questa nuova mostra si suggerisce la necessità di andare oltre i limiti imposti e/o autoimposti e si attua una concreta dislocazione oltre, aperta, condotta, abbiamo detto, al di là di una soglia – in questo caso della superficie e del riquadro fotografici – che visualizzi in modo plastico quanto sostenuto da Arthur Schopenhauer, ovvero che «Ogni uomo confonde i limiti del suo campo visivo con i confini del mondo.». Come dar torto al filosofo?

B. M.

Questa 8a tappa fa parte della rassegna FotograficaMONTI, che dal 2019 propone mostre a cadenza mensile in cui la curatrice, coinvolgendo fotografi e artisti che si esprimono con la fotografia, ha messo e mette in campo un’ideale, ampia panoramica nel segno del linguaggio fotografico, intendendo, anche, fare di AntiGallery un informale ma dedicato luogo del confronto sulla produzione fotografica.

PERIMETRI ANTIGALLERY #8ultima modifica: 2020-01-14T10:24:46+01:00da Dizzly