Creato da odio_via_col_vento il 03/11/2005

Abbandonare Tara

abbandonare le sicurezze, i luoghi comuni, alla scoperta di cosa c'è fuori di qui

 

 

Pensatemi.....

Post n°892 pubblicato il 18 Agosto 2016 da odio_via_col_vento
 

 

Elizabeth Gorek, Lost in Summer


 
 
 

prima o poi

Post n°891 pubblicato il 07 Agosto 2016 da odio_via_col_vento
 

 

Daryl Gortner, Preserving my Marbles

 

Giocavamo con le biglie sulla spiaggia.

Anzi, era più che altro un gioco da maschi e le biglie di quando ero bambina io erano già quelle di plastica, con dentro le foto dei giocatori di calcio o dei ciclisti, che non conoscevo, di cui non mi importava niente, che sbiadivano rapidamente al sole o si scolorivano, bagnate nell'acqua di mare.

Però mi piaceva il gioco, le piste nella sabbia, costruire muretti e ponti e piccoli laghetti per aggiungere difficoltà alle corse.

Mi piaceva; e piaceva a mio padre, privo di figli maschi, che io ci giocassi. Mi aiutava, mi insegnava.

Un giorno scoprii le biglie di vetro. Erano già antiquate, pesavano, nei sacchetti di rete, ma camminando facevano un nitido rumore: come di acqua sugli scogli. E poi i colori, quegli arcobaleni rimandati e franti dallo spessore del vetro. Ed erano un po' più costose, più ricercate, fragili, da non perdere nella sabbia.

Sognavo di farne un bracciale: che non ho mai avuto.

Una volta erano un gioco, un sogno, un caleidoscopio immaginario per i sogni di crescita.

Oggi stanno in un vasetto, su una mensola, in cucina. Fanno parte di un panorama distratto, non mi evocano più nient'altro che un briciolo di allegria se un raggio di luce le colpisce. L'allegria che danno i colori. Come il rosso intenso del pomodoro, il verde del basilico, il melone arancio e le pesche scherziate dell'estate.

Così passano le stagioni.

 

 

 
 
 

San'Anna (o del non capire)

Post n°890 pubblicato il 27 Luglio 2016 da odio_via_col_vento
 

 

Albrecht Dürer, Sant'Anna

 

Era solo ieri, la tua festa, ma la tua figura si erge alta e dominante nella mia mente ancora oggi.
Una santa difficile, così ti ho sempre percepita.
Una santa relegata a fare la nonna, o, meglio che potesse andare, la madre vecchia, fuori tempo e fuori misura.
Una donna sterile per lunghi anni: con tutta la durezza che deve esserti servita per non farti piegare dal disprezzo di chi ti circondava e ti giudicava per non aver "saputo" essere madre.

Una moglie rifiutata, poi, che forse ha capito che l'unico amore di cui era fatta oggetto era quello come premio per essere quello che ci si aspettava fosse, quello che ci si aspettava facesse: e non per se stessa.

Una madre, poi, che ha presto rinunciato alla faglia, mai veramente "sua". Una figlia nata per uno scopo, con un progetto in mente, non ben comprensibile.

la madre dell'impossibile, la madre del miracolo.
L'antico Testamento è pieno di queste madri che sfidano le leggi della natura, il tempo, la sterilità: Sara, Rachele, Anna madre di Samuele, Elisabetta, Anna di Maria.

Che uno dei possibili significati sia la difficoltà a comprendere il figlio avuto tardi?
Figli che vengono tutti, in maniere diverse, abbandonati al Signore e ai suoi misteriosi piani?
Isacco sul monte Moriah, Giuseppe in Egitto, Giovanni Battista nel deserto, Samuele e Maria nel tempio?
Figli che seguono strade incomprensibili per queste vecchie madri?

 

 
 
 

Bentornata, felicità

Post n°889 pubblicato il 11 Luglio 2016 da odio_via_col_vento
 

 

Eric Fischl, Saint Barts Ralph’s 70th

 


Perché l'este è per tutti.
La rima farebbe "belli e brutti". Ma anche "giovani e vecchi" va bene.
"Magri e grassi", per continuare sulle opposizioni di questa società giovanilistica e anoressizzante.
Ma ancora di più, è di tutti coloro che la amano e se ne lasciano, ineluttabilmente, conquistare.
Amanti del caldo e amanti del fresco; quelli che si lamentano e quelli che si lasciano andare; chi ama e chi fugge l'amore; chi è sano e chi spera di farsi sanare dal sole e dal riposo; chi va in vacanza e chi può solo sognare sulle vacanze altrui.

L'estate è per tutti ed è di tutti: godetevela.

Le lunghe serate, la luce blu del nord, i tramonti, la polvere e il sudore, le zanzare e il profumo di citronella, la frutta più buona di madre natura, il tempo ritrovato per gli amici, le cene con pomodoro e mozzarella, i romanzi accumulati di inverno e abbandonati in attesa di questa stagione, i vestiti leggeri, i colori vivaci, il bianco accecante del mezzogiorno, lo scorrere del tempo che sembra rallentare, la lontananza da chi parte e la speranza del ritorno.

Bentornata.

 

 

 
 
 

La polvere del tempo - strane dimore 9

Post n°888 pubblicato il 30 Giugno 2016 da odio_via_col_vento
 

 

Istvan Sandorfi, Apparition

 

Era una vecchia signora di 101 anni, così vecchia da essersi ritirata, quasi mummificata, incartapecorita come una tartaruga, piccolissima e se possibile ancora più piccola perché incurvata nella sua nicchia, camera, letto e poltrona, da cui non usciva più.

Vedeva soltanto di lato, in tralice, e dovevi metterti accanto a lei per lasciare che la luce pallida del suo residuo visivo ti inquadrasse e la memoria potesse partire alla ricerca di un brandello, all'interno di quella lunga vita, di cui avevi fatto parte, in un certo momento.

Sentiva poco, ma amava raccontare tante storie, storie di tempi lontanissimi, strade polverose e assolate, lei che guidava un'auto aperta e rumorosa, la prima donna siciliana che avesse mai guidato. O almeno così raccontava: sono primati difficili a contestarsi o ad accertarsi, ma importanti ad affermarsi, nel costruire la propria storia come la storia di un mito.

Non raccontava mai niente di amori passati: ma c'era stato un marito, le carte di famiglia lo attestavano. Un uomo più anziano di lei, un matrimonio combinato, un facoltoso possidente che l'aveva accontentata in tutto, ma che era finito presto nella dimenticanza di quella polvere, di quelle strade bianche, di quel passato troppo lungo.

Incontrarla era un rito, non spiacevole, ma un po' imbarazzante. Come sentirsi sotto esame, nonostante la quasi totale cecità e la sordità. Dietro gli occhi vuoti percepivi il fantasma di una mente acuta e di una ferrea consapevolezza di stirpe.

Adesso in quelle stanze, talvolta, nei controluce estivi e tra il pulviscolo opalescente, sembra di intravedere una figuretta lenta, che si sofferma. A scrutare il vuoto, trafiggendomi e oltrepassandomi. Il fantasma di una antica giovinezza, quell'orgoglio proprio di una certa terra, il sole e la polvere che si fanno alone di luce.

Gli occhi vuoti.

 

 

 
 
 
Successivi »
 

AGGIUNTE AL BLOG

Spesso qui non c'è posto per il mio personale rapporto tra pensiero e immagine.
E allora ho deciso di aprire un FOTOLOG: 

DALLE STELLE ALLE STALLE


Mi faranno piacere le vostre visite

 

AREA PERSONALE

 

HUMAN CALENDAR.COM

 

TAG

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Agosto 2016 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31        
 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

odio_via_col_ventonena86efatapompt2003annaincantoFanny_Wilmotthesunshiine0francy_62arw3n63trampolinotonanteGiuseppeLivioL2the_coming_whitepsicologiaforenseLolieMiudeteriora_sequor
 

LA FATICA È SEDERSI SENZA FARSI NOTARE

Tutto il resto poi vien da sé.
(Cesare Pavese)

web tracker
 
Citazioni nei Blog Amici: 155
 

HIC SUNT LEONES (OVVERO EXTRA-CONFINI)

Non solo mamma (lo spassosissimo diario di una madre di 3 maschi)

Ciurmamom (una madre indaffarata di 6)

Buba (una foto-e una poesia al giorno)
Prima o poi l'amore arriva (come sopravvivere ironicamente ad una separazione)
Ho sposato un beduino (una mamma alternativa, in esilio a Pisa)
Vesnuccia (da Torino una vita quotidiana con amore)
La casa sull'albero (ex-Sandali al sole)
Prendo appunti (la Profe, sempre Profe ma non commentabile)
Advanced Style (la moda delle bellissime "vecchie babbione" che hanno coraggio)
La Santa Furiosa (credevate di conoscere l'Orlando furioso, vero? questa ne è un'ottima alternativa)
Vita da museo (ora su Wordpress)


 
 

ULTIMI COMMENTI

RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

PAPERBLOG