Creato da odio_via_col_vento il 03/11/2005

Abbandonare Tara

abbandonare le sicurezze, i luoghi comuni, alla scoperta di cosa c'è fuori di qui

 

 

prove tecniche di matrimonio - 4

Post n°834 pubblicato il 01 Agosto 2015 da odio_via_col_vento
 

 

 

 

La sposa ha un ascesso a un dente.
La suocera (io), un herpes sul labbro.
Lo sposo ha un orecchio tappato (almeno potrà sempre invocare a sua discolpa il fatto di non aver capito bene la domanda).
Il suocero (mio marito) non ha dormito stanotte (si rischia l'abbiocco durante l'omelia in chiesa).
I cugini siciliani sono arrivati a tarda notte e sono un po' sbattutelli (ma questo non impedirà loro di mangiare, ne sono certa).
Il testimone piccolo, alias figlio numero QUATTRO, lavora anche sabato mattina (le gioie dei precariato).

Insomma: siamo tutti pronti, prontissimi.

 

 
 
 

prove tecniche di matrimonio - 3

Post n°833 pubblicato il 31 Luglio 2015 da odio_via_col_vento
 


Norman Rockwell

 

in casa, affermazioni maschili radom

 

Figlio TRE: Ma smettila di farmi venire le ansie. Tanto il matrimonio è sabato alle 4, no?
Posso comprarmi la cintura dei pantaloni anche sabato subito dopo pranzo....

 

Marito (mio): Lavare la macchina? E perché mai? Tanto non hai detto che piove?

 

Cognato (mio): Ma io non la capisco la tua sorella: farmi l'orlo ai pantaloni....e se poi ritirano quando si lavano? Tanto chi se ne accorge?

 

Figlio DUE (in arrivo da Milano): Sì, ma sì, ma stai tranquilla. Ma ti ho detto che le cravatte ai fratelli piccoli gliele regaliamo noi. Di gran marca, stai tranquilla. No, niente decori di manga o di zombie. Ma no! 
Faranno una figurona.
Quando gliele porto? Be', non saprei, non so a che ora arrivo......Forse potrei dargliele in chiesa, che ne dici?

 

 
 
 

prove tecniche di matrimonio 2

Post n°832 pubblicato il 30 Luglio 2015 da odio_via_col_vento
 

 

 

 

quasi-nuora QUATTRO: ...perché io ho le unghie un po' a righe.
io: ????
quasi-nuora QUATTRO: insomma, sì, lo smalto chiaro accentua questo difetto. Soprattutto le unghie dei piedi.
io: capisco, forse con un colore scuro e non lucido si nota meno.....(altrimenti sai che figura, tutti che ti guardano le unghie dei piedi e scuotono la testa con disapprovazione)
quasi-nuora QUATTRO: ma questo chiaro e perlato sarebbe in tono con l'abito
io: eh, certo, sono scelte difficili

 

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nipote ex-adolescente: con questo caldo ci vorrebbe un make-up artist ed un trucco permanente. Costa solo 70 euro.
io: potresti fartelo tatuare direttamente per quel prezzo, almeno è permanente davvero. Sai, stile maori.
nipote ex-adolescente (ma sempre incazzosetta): certo che sei proprio simpatica, zia!

 

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quasi-nuora DUE: ma secondo te se mi vesto color avorio, la sposa si offende?
io: lo sai che aveva detto né bianco né nero.
quasi-nuora DUE: ma è avorio, non proprio bianco-bianco. E poi io sono la fidanzata del testimone, in fondo sono quanto di più vicino c'è ad una sposa, no?

(!!!)

 

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(ringrazio la provvidenza divina per avermi circondata di maschi)


 
 
 

Prove tecniche di matrimonio - 1

Post n°831 pubblicato il 29 Luglio 2015 da odio_via_col_vento
 

 

J.C. Leyendecker 


io: Ma che belle scarpe eleganti!
figlio TRE: Stai zitta: fanno un male....e poi che cavolo ci fanno questi buchini sopra.....per farci entrare le formiche?

(????)

ioOra che ci penso, ma li avete i calzettoni adatti?
figlio QUATTRO: Cosa vuoi dire con "adatti"?
ioNeri...
figlio QUATTRO: eccome: una cassettata piena!

(e mostra una selva arruffata di calzettoni da sport in spugna)

ioNo, aspetta: ci vogliono quelli in filo di Scozia.
figlio QUATTRO: Scozia? ma che sono? da pastori?

ioHo capito, ve li compro io..... 


 
 
 

riti di passaggio

Post n°830 pubblicato il 25 Luglio 2015 da odio_via_col_vento
 

 

Hazel Soan

 

Così passa la vita.
Le stagioni sono forse il ritmo più ampio che il mio cuore sappia contemplare. E l'estate sta al centro di questo svolgersi.
L'estate in cui nascesti, le pesche succose di cui mi nutrivo nelle ultime pesantissime settimane di caldo e di pancione che cresceva a dismisura. Quelle pesche gialle che mi ricordano sempre te, le gocce di zuccherosa dolcezza che mi scendevano lungo le braccia, il sapore di frutta che pian piano si faceva sapore e odore di bambino appena nato, un sapore ed un odore che tu mi hai insegnato.
L'estate in cui ti insegnavo a camminare, in cui mi travolgevi e mi trascinavi nella tua voglia prepotente di prima indipendenza, di conquista del mondo, le braccina protese in avanti, ma non a proteggersi e a difendersi, piuttosto a ghermire e conquistare.
Le lunghe e ombrose estati del mare, dei pesciolini e dei granchietti, dei castelli di sabbia, delle biglie e dei pinoli, delle altalene e dei tricicli.
Le estati col fratellino da forgiare e plasmare, da guidare e da spingere avanti: tu piccolo leader e lui docile e adorante.
Le estati degli amici e dei parchi gioco, dei gelati impiastricciati ovunque, delle partite di calcio sulla sabbia, a sfinirsi, delle prime piccole fughe, dei gatti e delle gare di nuoto. Le estati delle prime cotte, della pelle sempre abbronzatissima, tu, piccolo principe arabo tanto eri scuro e profondo. Le estati a contare le stelle cadenti, il rito dei desideri, le lucciole e le lunghe gare a chi sapeva più poesie a memoria.

Poi vennero le estati in cui crescevi a vista d'occhio, in cui per esserci c'eri poco; studiavi, perdevi un treno, poi perdevi una borsa, poi perdevi la testa. Primi amori, prime confidenze quasi da pari a pari; le estati in cui cominciavi ad essere protettivo, a portare e condividere i pesi (materiali e immateriali); in cui costruivi il tuo preziosissimo ruolo intermedio, tra genitore e fratello, dei tuoi fratelli più piccoli. 
Le estati in cui telefonavi da lontano, ti facevi vedere all'orizzonte: ed era una gioia per tutti averti. Le estati in cui anche i nostri amici chiedevano di te: ed era già il chiedere di un altro adulto, desiderare una conversazione, bere una birra, prendere l'auto e andare.

Poi sono venute le estati in cui arrivavi in compagnia: una ragazza bellissima, dagli occhi di cerbiatta. Accoglierla ed amarla, studiare cosa poteva farle piacere, cucinare per lei, guardare la felicità nascente.
Tu che dicevi: "Mamma, non fare come al solito, non affezionarti troppo, non so ancora se..."

E oggi un'altra estate. Tanti anni dopo: un sospiro dopo.
La stessa estate di sempre, sei tu: e ti sposi.
L'estate è sempre stata la tua stagione. E la mia. 

 

 
 
 
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