Creato da odio_via_col_vento il 03/11/2005

Abbandonare Tara

abbandonare le sicurezze, i luoghi comuni, alla scoperta di cosa c'è fuori di qui

 

Ultimi Commenti

trampolinotonante
trampolinotonante il 22/10/14 alle 12:22 via WEB
devo essere sincero, come al solito(quasi). Pochissimi personaggi di tutta la letteratura mi sono stati antipatici, da non poterli proprio soffrire. Si contano sulle dita di una sola mano. Al primo posto c'è PINOCCHIO, sì, proprio Pinocchio, destinatario di una mia antipatia unica; l'ho vedevo e lo vedo tuttora cattivo, arrogante, menefreghista, volgare, diseducativo, e simili!!Non l'ho mai sopportato! Collodi l'ho conosciuto in 4^ elementare e provenivo dal libro " Cuore" che avevo letto in 3^. Forse per quello: provenivo dalle lacrime di De Amicis. Una persona che stimo moltissimo, decenni addietro, mi disse che il libro di De Amicis , invece , era diseducativo al massimo, proprio al massimo. Ci ho riflettuto su, ma non m'è affatto sembrato fosse così. Anzi!! Nello sceneggiato, Johnny Dorelli alias Maestro Perboni, è stato fantastico! Mi son procurato i tre DVD dello sceneggiato televisivo, a un buonissimo prezzo e ogni tanto me lo riguardo. Un saluto. tt______ps. non ti dico in letteratura, chi c'è al secondo posto dopo Pinocchio. Ma si può immaginare, è facilissimo! Ma lascia perdere! :)
 
odio_via_col_vento
odio_via_col_vento il 21/10/14 alle 17:56 via WEB
quanti se ne potrebbero nominare! I sogni dell'infanzia e della prima adolescenza creati intorno a quei libri
 
arw3n63
arw3n63 il 21/10/14 alle 17:33 via WEB
Interessante, Collodi, chi non l'ha letto la favola di Pinocchio? E Burnett, che ho ancora oggi ed ha letto anche mia figlia da bambina, con " La piccola principessa", Giulio Verne e poi altri.
 
trampolinotonante
trampolinotonante il 20/10/14 alle 07:21 via WEB
sei favolosa quando vuoi dire sempre l'ultima parola :) e anche quando non la vuoi dire...:) Un abbraccio. tt
 
odio_via_col_vento
odio_via_col_vento il 20/10/14 alle 00:53 via WEB
Si può, verosimilmente compensare molto o forse tutto. Nessuno dice che senza certe cose non si diventa adulti ricchi interiormente o altro. Ma certo non puoi sapere quello che hai perso, se non lo hai avuto. Questo è lapalissiano. :)
 
stradanelbosco
stradanelbosco il 19/10/14 alle 21:51 via WEB
quelli che tu incredibilmente chiami "nutrimenti dell'anima" a quell'età non sono tutti uguali, ce ne sono altri e altri ancora. C'è pure sentire il profumo delle zolle di terra mosse dalla vanga del contadino. I migliori comunque sono le carezze della mamma e i giochi " sulla piazzola in frotta". Poi ad assurgere a quel nobilissimo titolo che va sotto il nome di " nutrimento", ce n'è punto, a mio giudizio. Grazie comunque della replica.
 
odio_via_col_vento
odio_via_col_vento il 19/10/14 alle 17:39 via WEB
anche io se li trovo nei mercatini non so resistere!
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
lasanta il 19/10/14 alle 16:54 via WEB
Faccio ammenda. Da ragazzina ho avuto modo di vederne qualcuno, ma oggi mi capita in alcuni mercati antiquari di trovare queste vecchie edizioni. Ma allora come oggi, sono attratta dalle figure. Le copertine, titoli compresi. Più che le parole guardo i caratteri, l'impaginazione e vado ancora a caccia di figure seguendo l'odore particolare che ha la carta. Ciao e grazie
 
odio_via_col_vento
odio_via_col_vento il 19/10/14 alle 16:06 via WEB
Non era mica per offenderti o per sminuire i tuoi talenti. È che questi libri, che infatti, non a caso, il blog chiama "letteratura dimenticata" erano (sono) dei veri capolavori. Solo per essere indirizzati ad un certo tipo di pubblico, solo per questo non significa che non abbiano un valore letterario intrinseco.
Il fatto è che proprio per la loro caratterizzazione ad un adulto, oggi, non viene forse in mente di recuperarli, leggendoli oggi. Si tende a pensare che non abbiano niente da dire al di fuori del'epoca e della fascia d'età per cui furono scritti.
Per questo dico:"hai perso molto". Perché secondo me equivale a non aver letto, serbata distantia, Guerra e Pace o Cent'Anni di Solitudine e non avere praticamente più la possibilità di farlo e di trarne quel nutrimento dell'anima che se ne può trarre all'epoca e al momento giusto
 
trampolinotonante
trampolinotonante il 19/10/14 alle 12:43 via WEB
personalmente non credo d'aver perso nulla, ma proprio nulla di nulla. Cerco di chiarire. Da me, giù , nel mio paese sperduto del Salento , non c'erano tutte ste possibilità di avere sti libretti e ste occasioni di lettura infantile che tu nel tuo contesto familiare e abitando a Firenze, hai avuto la possibilità di avere! E' già tanto aver avuto il libro Cuore e qualche altro libro tipo Salgari. Al Ginnasio e al Liceo si studiava latino e greco e letteratura quella vera, quella fondamentale e basta. Ma la mia affermazione di non aver perso nulla ma proprio nulla deriva dal fatto che mi arrangiavo come potevo imparando da me ,l ripeto da me, a suonare a 7 anni il mandolino, anzi il benjo ( ancora più pesante) di mia madre. Poi a 12 anni sempre da me ho imparato la chitarra e tutti si meravigliavano di questa mia capacità di innata di suonare senza che alcuno mi desse lezioni. E mia madre godeva estasiata ad osservare i miei disegni e a sentire le mie canzoni. Ecco queste erano ( oltre a pochi altri giochi con le pietruzze e i pinoli a Natale) le cose che soddisfacevano in pieno la mia voglia di sentimenti belli, nell'infanzia e nella prima giovinezza. Suonare la chitarra e il mandolino e poi suonare un pò ( per quel che mi era concesso dal sagrestano) l'armonium della Chiesa, bastano e avanzano nella formazione della sensibilità, supplendo in modo più che egregio a leggere sta letteratura dell'infanzia, scritta da altri, mentre io facevo tutto da me!! Suonare due o tre strumenti , imparando da me!!che meraviglia! E potrei dire che hai perso molto pure te :) almeno così a me pare. Li suono anche adesso e capisco ora da adulto quanto sono stato bravo. Un caro saluto.
 
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