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Creato da DONNADISTRADA il 10/09/2008

Andando Per Via

visioni e immagini del mondo.. Quasi sempre la fotografia parla più delle parole.Un buon viaggiatore è colui che non sa dove sta andando. Lin Yu-t'ang

 

CARTOLINA: Saluti da Beijing

Post n°418 pubblicato il 07 Marzo 2014 da DONNADISTRADA
 

Miei cari, questo è l'ultimo giorno di viaggio in Cina. Le tre settimane sono volate in un baleno e domani iniziano i voli di ritorno.

Il viaggio non doveva arrivare fino a Beijing, il mio compagno prima di acquistare il biglietto aveva detto che la Cina andava benissimo, ma la Cina dove io non ero stata nei miei precedenti viaggi in solitario.

All'inizio avevo tenuto fuori quindi la capitale, ma prima di ripartire da Guangzhou alla volta ancora di Hong Kong, ho insistito per andare a Beijing. L'ho convinto che non poteva mancare una città dove tutto è immenso e bello nello stesso tempo. A me avrebbe fatto grande piacere rivedere la capitale della Cina dopo dieci anni e per lui sarebbe stato importante vederla per la prima volta.

Eccoci allora a prenotare un volo da Guangzhou a Beijing e un altro volo da Beijing a HK da dove poi ripartire per Monaco e poi per l'Italia.

In ogni caso ne è valsa davvero la pena perché Beijing conserva intatti i capolavori dell'antico splendore. I templi e il Palazzo Imperiale chiamato da noi La città proibita sono spettacoli che lasciano senza fiato.

Mi ha stupito che dopo dieci anni avessero completamente blindato la Piazza Tienan'men e per percorrerla bisogna essere perquisiti dalla polizia che presidia tutta la piazza.

Ho scoperto la mattina dopo il nostro arrivo che c'è un congresso del popolo che riunisce a Beijing circa tremila persone che alloggiano tutti o in buona parte al Beijing Hotel che si trova a dieci metri dal nostro nella piazza Tienam. Anche usufruire della metropolitana è difficoltoso e bisogna essere perquisiti, passare attraverso il metal detector e passare ai raggi x le borse portaoggetti anche di piccolissime dimensioni. Anche la piazza è completamente transennata quindi per entrare nel Palazzo Imperiale bisogna subire questo trattamento. Il problema si complica nelle ore di maggior accesso perché si forma una lunghissima coda e bisogna perdere un sacco di tempo incolonnati. 

A parte questo per me rappresenta una vittoria personale in quanto nel mio precedente viaggio era accaduto qualcosa di particolarmente brutto e per questo ho aspettato l'ultimissimo giorno per scrivere questo post.

Non è ancora andata del tutto, c'è ancora domani, Ne avevo parlato in precedenti blog che ho chiuso. Aspetto per raccontare nuovamente quell'episodio da casa la settimana prossima.

Per adesso questo è l'ultimo post dalla Cina e, abbracciandovi tutti, vi do appuntamento a lunedì prossimo dall'Italia.

sempre vostra

                                     angela

 
 
 

CARTOLINA: Saluti da Guangzhou!

Post n°417 pubblicato il 02 Marzo 2014 da DONNADISTRADA
 

Il viaggio a Canton ovvero Guangzhou (leggi GUANGIU') era una sorpresa, Canton non l'avrei mai immaginata così grande, così estesa, ma soprattutto non l'avrei immaginata così vivace, ricca, entusiasmante, piena di grattacieli fantastici.

Dopo Hong Kong, bella ma prevedibile, forse alcuni grattacieli sono opere d'arte di per sé, vedi il grattacielo della Bank of China, che dopo l'annessione alla Cina ha costruito un gioiello minimal con luci lineari che per qualche ora poco prima del crepuscolo disegnano linee appena visibili ma di grande effetto e  dopo le sale da gioco di Macao, anch'esse spettacolari e tante ma tante, tutte collegate ai grandi hotels, alcuni con spettacoli di ballerine che quasi sembra di essere a Las Vegas, Guangzhou lascia senza fiato perché la modernità e la bellezza qui è come al solito cinese. Enorme. A perdita d'occhio. 

Non è facile girare in autobus, a dire il vero non è facile neanche girare in taxi, tranne che non si abbia un indirizzo molto preciso scritto in cantonese, lingua diversa dal mandarino e un numero di telefono dove il tassista possa telefonare per raggiungere il luogo desiderato. E' più facile girare in metropolitana, tante linee e alcune ancora in costruzione che mettono in contatto  punti della città molto distanti tra loro. Modernissimi treni super tecnologici dove si illumina in rosso il percorso già fatto, lampeggia in rosso la stazione dove si sta per arrivare ed è illuminata in verde nella zona ancora da percorrere. Luci avvisano da quale lato si aprirà la porta. Scritte in ideogrammi e in inglese. Dopo dieci anni dal primo viaggio in Cina, già impressionante per l'immensità del tutto, adesso a Guangzhou rimango senza fiato. Ogni parola che potrei dire è poco significativa nei confronti della realtà. Sviluppo senza uguali per noi poveri occidentali che al massimo abbiamo letto della Cina di Marco Polo.

Una torre, la Canton Tower, con spettacoli in ognuno dei piani e le persone, cinesi, fanno la coda per aggiudicarsi i posti per divertirsi con i loro bambini, i loro partners o gli amici.

Una biblioteca super e ipermediatica a dieci piani che addirittura sterilizza i libri prima chie siano consegnati.

Un viale pedonale con giardini orientali, laghetti e luci e musica e negozi sotterranei appena visibili da scalinate che si aprono ogni duecento metri circa. Tra grattacieli che svettano ai lati e la tranquilla bellezza del luogo.

Armonia, grandezza e modernità.

L'antico tra cortili con case piccolissime e tempi completano la meraviglia.

Chi ci andrà tra qualche anno la troverà ancora più ricca, ancora più maestosa. Oggi domenica sera i grattacieli ancora in costruzione avevano le gru in movimento per portare avanti più in fretta possibile le opere iniziate. Gli operai faranno i turni come in una fabbrica o in qualsiasi altro posto dove bisogna esserci sempre e comunque.

Andate a Guangzhou, se potete. Merita.

E come al solito, un saluto e un abbraccio da quest'altra Cina.

sempre  vostra angela 

 

 
 
 

CARTOLINA: SALUTI DA MACAO.

Post n°416 pubblicato il 24 Febbraio 2014 da DONNADISTRADA
 

 

Viaggio. Non vacanze.
La differenza sta nel tempo di passeggiare perdendosi per via o meglio per le strade, senza tempo e senza meta.
A Macao, enclave oggi appartenente alla repubblica popolare cinese, ma che conserva come Hong Kong, anzi più di Hong Kong vecchie concessioni su tasse che sono più basse e possibilità di entrare per molti paesi senza visto. 
Non riesco a comprendere quelli che la vedono in poche ore. Forse si possono vedere i monumenti in poche ore, forse si può mangiare in un ristorante, rigorosamente per stranieri, forse si può fare shopping, visto che è a buon mercato. Ma, a mio giudizio, non ci si può confondere per le vie della città. Non si può mangiare nei locali rigorosamente per cinesi o per abitanti di Macao (non so come si chiamano in lingua italiana gli abitanti di questa città) non si può sentire gli odori che provengono dalle cucine agli angoli della strada, dove gli avventori si seggono e bevono un brodo con tagliolini e carne e fanno sentire il risucchio mentre tirano su con la bocca gli spaghetti di riso. Non si può guardare con ammirazione e meraviglia la "patacca" (moneta di Macao) che dànno come resto quando compri del cibo. 
Mi domando che senso ha se non ci si sa perdere? Che senso ha viaggiare se in dieci giorni si vuol vedere tutta quanta la Cina. Ho passato due mesi in Cina. Questo è il mio terzo viaggio in quella che è altra Cina. Non ho capito molto, se non che è enormemente grande e si sentono talmente più grandi di noi da saper essere davvero gentili e generosi. Nei miei precedenti viaggi che avevo fatto da sola, per treni cadenti tra cuccette, fumo di sigarette e sputi, mi hanno offerto arance, uova e generi di conforto che, rifiutare sarebbe stato offendere quelli che in viaggio amano offrire quello che hanno con orgoglio misto a umiltà. Si può essere generosi anche se si ha poco. Si può anche offrire un complimento se non si ha nulla. Poi si scende dal treno, dall'autobus. Sono altre le ragioni per cui si può essere contro tutto e tutti. Su un treno e con compagni di viaggio occasionali si può essere soltanto generosi.

 

 

 
 
 

sogni e sogni

Post n°415 pubblicato il 06 Febbraio 2014 da DONNADISTRADA
 

 

Il mio progetto di viaggio alla ricerca di Dioniso procede per ora soltanto come idea tra prese in giro e incredulità varie. Per ora solo un'idea, un sogno, forse desiderato da quando ero ragazzina. Poi temporaneamente messo da parte in cambio di una vita molto più borghese, che però non mi ha mai entusiasmato. Non vi ho mai fatto parte. Ma non si può continuare ad andare a lavorare per milletrecento euro al mese per accontentarsi solo di mezza giornata libera al giorno e un mese e mezzo di ferie l'anno. Si può vivere con molto meno o quasi niente e avere in cambio tutto il tempo.

 

 Non ho chiesto a nessuno di venire con me e non lo chiederò. Ho chiesto a qualcuno, se vorrà, di venirmi a trovare. E con piacere vedrò qualsiasi persona che abbia voglia di raggiungermi.

E' il mio viaggio, non condivisibile con nessuno se non per qualche breve tratto.

 

Ci vuole coraggio per intraprendere questa avventura?

A mio parere, forse no. Ci vuole solo tanta incoscienza e, fatalisticamente, che accada quel che deve accadere.

 

foto angela NY 2013

 

Le Voyage
(Charles Baudelaire)

I

Pour l’enfant, amoureux de cartes et d’estampes,
L’univers est égal à son vaste appétit.
Ah ! que le monde est grand à la clarté des lampes !
Aux yeux du souvenir que le monde est petit !

Un matin nous partons, le cerveau plein de flamme,
Le cœur gros de rancune et de désirs amers,
Et nous allons, suivant le rythme de la lame,
Berçant notre infini sur le fini des mers :

Les uns, joyeux de fuir une patrie infâme ;
D’autres, l’horreur de leurs berceaux, et quelques-uns,
Astrologues noyés dans les yeux d’une femme,
La Circé tyrannique aux dangereux parfums.

Pour n’être pas changés en bêtes, ils s’enivrent
D’espace et de lumière et de cieux embrasés ;
La glace qui les mord, les soleils qui les cuivrent,
Effacent lentement la marque des baisers.

Mais les vrais voyageurs sont ceux-là seuls qui partent
Pour partir ; cœurs légers, semblables aux ballons,
De leur fatalité jamais ils ne s’écartent,
Et sans savoir pourquoi, disent toujours : Allons !

Ceux-là, dont les désirs ont la forme des nues,
Et qui rêvent, ainsi qu’un conscrit le canon,
De vastes voluptés, changeantes, inconnues,
Et dont l’esprit humain n’a jamais su le nom !

 
 


 

 
 
 

Intrecci

Post n°414 pubblicato il 03 Febbraio 2014 da DONNADISTRADA
 

Nessun buio viene a dire  che è ora di dormire.
Il sonno o la veglia non si distinguono. Non portano ristoro.
Solo i pensieri a farmi compagnia. Solo i pensieri escono dal corpo come incantatori di serpenti.
Levitano. Esterni. Estranei.
E' la mente fuori dal corpo che li produce. Potenti.
Pregni di tutti i minuti, di tutte le ore,dei giorni.
Si fanno compagnia i pensieri intrecciandosi tra loro.
Sostano qualche minuto soltanto alla fame, qualche minuto davanti al sonno.Riprendono.

Altro da me   risulta il corpo.
Altrove da me passa il tempo.

la solitudine di P. P. Pasolini

 
 
 
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NY 1997 foto angela

 

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