Creato da Vasilissaskunk il 16/06/2008

ALIVE IN THE NIGHT

(foto di viaggioMIE)

 

 

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Bilancino MONamour

Post n°329 pubblicato il 10 Febbraio 2021 da Vasilissaskunk

OGGI GIRA ...

gira come in una canzone dei Metallica.... Immobile in postazione asburgica con dentr o una gran voglia di movimento di vomitare in alto  al cielo alto  imburrascato la mia tempesta imperfetta ... che essa si aòui si congiunga e veloce mi porti oltre il passo della Futa fino al "mio lago "  ....

E

Nonostante la potenza del frastuono  ... sovvengono ed emergono in bolle  ricordi

Ho sbracciato in lungo e largo per le sue acque ... tra banchi di grossi persici astuti che sfuggivano alle facili e lusinganti esche  proposte  dai pescatori ... mi sono infilata nelle baie nascoste ed in quelle e piu' fangose dove  ho visto i pesci gatto mentre grandi uccelli bianchi mi osservavano curiosamente stupefatti da riva ....io con la mia boa rosa ... ho nuotato   tra gli alberi semi sommersi  nel momento di piena ... e che bello vedere i pesciolini tutti vicini al tronco a pararsi dai raggi del sole .." Chissà che  pensano dei  rami che sono fuori dall'acqua"  mi sono chiesta  ....

Controcorrente,  controvento e con l'acqua mossa ... talvolta chiara cristallina e talvolta opaca ed inquieta proprio come me ... e ho visto il mio braccio accompagnare un raggio di sole a sparire verso un fondo sconosciuto ... ho temuto come in mare che qualcosa da esso  potesse insorgere e farmi affondare .... Ma poi ...ecco la comunione con l'acqua mi ha sciolto in mille molecole di felicità  e in esse ho visto il re Luccio e le grandi Carpe ...

ogni bracciata: come volare ....

come accarezzare ampliamente  la vita che fu nel grembo materno ... e mi spiace davvero che la gretta umanità che dei suo benvoli effetti beneficia  lo insozzi di rifiuti e ne turbi le acque ....non capendone il grande valore .... ed è così che spesso mentre nuoto mi commuovo e piango così a voler contribuire alla sua abbondanza

....mentre la vita scorre e io non sono che uno sfondo in lontananza...

https://www.youtube.com/watch?v=DU_ggFovJNo

 

Blackened is the end
Winter it will send
Throwing all you see
Into obscurity

Death of Mother Earth
Never a rebirth
Evolution's End
Never will it mend
Never

 

 

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ICH BIN EIN GOTTESANBETERIN

Piccole storie e riflessioni ed immagini bucoliche di viaggi di una piccola impiegatina aSburgica che all'occorenza puo anche diventare  ...

 

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(CXX DEL CANZONIERE CINIANO)

Signor, e’ non passò mai peregrino,
o ver d’altra manera viandante,
cogli occhi sì dolenti per cammino,
né così greve di pene cotante,
com’i’ passa’ per lo mont’Appennino,
ove pianger mi fece il bel sembiante,
le trecce biond’e ’l dolce sguardo fino
ch’Amor con l’una man mi pone avante;
e coll’altra nella [mia] mente pinge,
a simil di piacer sì bella foggia,
che l’anima guardando se n’estinge.
Questa dagli occhi mie’ men’ una pioggia,
che ’l valor tutto di mia vita stringe,
s’i’ non ritorno da la nostra loggia.

 

ULTIMI COMMENTI

CANZONIERE DI CINO DA PISTOIA

(CXII canto)
Oimè, lasso, quelle trezze bionde
da le quai riluciéno
d’aureo color li poggi d’ogni intorno;
oimè, la bella ciera e le dolci onde,
che nel cor mi fediéno,
di quei begli occhi, al ben segnato giorno;
oimè, ’l fresco ed adorno
e rilucente viso,
oimè, lo dolce riso
per lo qual si vedea la bianca neve
fra le rose vermiglie d’ogni tempo;
oimè, senza meve,
Morte, perché togliesti sì per tempo?
Oimè, caro diporto e bel contegno,
oimè, dolce accoglienza
ed accorto intelletto e cor pensato;
oimè, bell’umìle e bel disdegno,
che mi crescea la intenza
d’odiar lo vile ed amar l’alto stato;
oimè lo disio nato
de sì bell’abondanza,
oimè la speranza
ch’ogn’altra mi facea vedere a dietro
e lieve mi rendea d’amor lo peso,
spezzat’hai come vetro,
Morte, che vivo m’hai morto ed impeso.
Oimè, donna d’ogni vertù donna,
dea per cui d’ogni dea,
sì come volse Amor, feci rifiuto;
oimè, di che pietra qual colonna
in tutto il mondo avea
che fosse degna in aire farti aiuto?
E tu, vasel compiuto
di ben sopra natura,
per volta di ventura
condutta fosti suso gli aspri monti,
dove t’ha chiusa, oimè, fra duri sassi
la Morte, che due fonti
fatt’ha di lagrimar gli occhi miei lassi.
Oimè, Morte, fin che non ti scolpa
di me, almen per li tristi occhi miei,
se tua man non mi colpa,
finir non deggio di chiamar omei.

 

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