Angolo nascosto

Uno spazio mio dove ricevere pochi amici sinceri e chi passerà di qui.

Creato da surfinia60 il 31/12/2005

 

Camminare

Post n°1741 pubblicato il 20 Aprile 2020 da surfinia60

E andiamo avanti a parlare di questo periodaccio va!

Oggi pomeriggio mi ero ripromessa, visto che era prevista pioggia, di tentare un'uscita.

Sono pazza lo so! Dopo tante giornate primaverili scegliere la pioggia per uscire dopo un mese e mezzo di reclusione fa dubitare della mia sanità mentale.

Ma il motivo c'è, ovviamente. La pioggia scoraggia le persone ad uscire ed io confidavo in questo per non fare incontri. 

Rispettato il canonico raggio di 200 mt circa intorno alla mia abitazione, mi sono armata di indumenti impermeabili, giacca munita di cappuccio e guanti leggeri. Niente mascherina, visto che qui non è obbligatoria e, francamente, usarla all'aperto e in solitudine mi sembra ridicolo.

Con l' immancabile musica in cuffia, ho imboccato il vialetto dietro casa e mi sono avventurata in un raid esplorativo tra i condomini. Ho incrociato, a distanza, due donne, una che rientrava da qualche commissione e l'altra col cane.
Io senza ombrello e a passo veloce, occhiali bagnati e mani in tasca, sono riuscita a mettere insieme 1 km circa. 

Bottino ridicolo se si pensa che, in tempi non sospetti, non mi muovo per meno di 5 km. 
Ma almeno è un inizio.

Domani è prevista ancora pioggia. Magari si replica!

Ho sentito le mie gambe che scalpitavano, come cavalli tenuti chiusi nella stalla per troppo tempo, e che mi chiedevano di continuare. 

Come ci siamo ridotti!

 
 
 

Tutto andrà bene?

Post n°1740 pubblicato il 17 Aprile 2020 da surfinia60

Riempire le giornate non è facile per nessuno, in queste circostanze.

Le settimane si susseguono, lente, tediose e vuote.

I riferimenti temporali cui siamo abituati perdono significato.
Diventa superfluo chiedersi quanti ne abbiamo , se è lunedì o è festa.
Talvolta anche che ora è.

L’inquietudine serpeggia, in certi momenti, con i suoi lunghi tentacoli, e all’improvviso abbandoni quella languida malinconia che ti accompagna costantemente.
Cominci a guardare al futuro, a porti domande. E quando le risposte che arrivano non fanno ben sperare, l’ansia monta, lo sguardo si perde. Le pareti delle stanze diventano viscide, anche i pensieri faticano ad arrampicarsi e ad andare oltre.

Finirà. Certo. Prima o poi.

Il carcerato conosce la durata della sua pena. Sa che se si comporterà bene avrà uno sconto e magari uscirà prima. Dipende solo da lui. Potrà riprendere in mano la sua vita. Impegnandosi, sa che ne verrà fuori, magari addirittura migliorato.

Noi dove stiamo andando? Scivoleremo fuori da questa galera lentamente, a passi piccoli.
Ma saremo sempre a rischio ricaduta. Continueremo a guardarci intorno, pavidi, diffidenti, consapevoli che - nostro malgrado - tutto potrebbe ricominciare da capo, e senza scampo, stavolta.

Già. Nostro malgrado.
Siamo elementi della stessa cordata, partner di sventura, nel bene e nel male.

Sei consapevole che se qualcuno fa un passo falso tirerà tutti giù, nell’abisso.

Ingegnati, uomo, per trovare il modo di tornare al mare, al cinema o a fare shopping.
Studia nuove soluzioni, immagina nuovi scenari.  Sogna.

Saprai accettare una vita di distanze, senza baci, senza abbracci e carezze?
Finirà questa agonia. Chi dice tra un mese, chi tra un anno o più. E poi?

Sotto la tua pelle porterai radicato questo timore di scivolare, e il tuo amico, il tuo vicino, il tuo caro, potrebbe essere colui che, inconsapevolmente, ti tirerà giù, di nuovo.

 

Non importa in quanti ti ripeteranno che “Tutto andrà bene”.

 

 
 
 

Pasqua

Post n°1738 pubblicato il 10 Aprile 2020 da surfinia60

Chi mi conosce sa che non amo le feste comandate.

Essendo oltretutto distaccata da qualsivoglia religione o chiesa.
Questa sarà una Pasqua inedita, resterà come macchia indelebile nella memoria di tutti.
Chi ha la fortuna di avere una numerosa famiglia convivente, noterà poco la differenza. 
Il mio pensiero va a chi invece è solo, costretto alla reclusione, senza neppure un videotelefono per vedere un volto caro e chi, magari, un volto caro non ce l'ha neppure lontano.
Per me sarà una giornata come le altre.
Ho un compagno nella protezione civile che nei giorni di festa avrà il suo bel da fare, per cui trascorrerò il tempo in casa, senza neppure il lavoro agile.

Sì. Sarà una Pasqua diversa, anche per chi dovrà fare un superlavoro per correre dietro ai furbi, quelli che  pensano "tanto una passeggiata al sole non puo' fare male a nessuno", oppure per cercare di salvare la vita a chi non ha capito che invece stare a casa, o non starci, fa una bella differenza.
Ci stanno dando ad intendere che la pandemia sta rallentando, ma chissà perchè le misure restrittive saranno prorogate di quasi un altro mese e nella regione in cui vivo, l'Abruzzo, anche oggi si sono registrati 83 nuovi casi. Più di ieri.

Che dire? Passate la festa al meglio che potete e STATE A CASA!

 
 
 

Cambiando argomento

Post n°1737 pubblicato il 09 Aprile 2020 da surfinia60

Metto in pausa il Coronavirus per affrontare un problema che si ripresenta periodicamente: le richieste di amicizia da parte di profili fake. A questo proposito ho inserito sul mio profilo (sì, perchè il blog non interessa a questi signori poco attratti dai contenuti)
un box che recita come segue:


AI SIGNORI AMBOSESSI CHE MI MANDANO RICHIESTE DI CONTATTO IN PRIVATO, DICENDOMI CHE AVETE "QUALCOSA DI IMPORTANTE DA DIRMI". ---- NON SONO INTERESSATA! ------ RISPARMIATEMI LA FATICA DI CANCELLARE E BLOCCARE I VOSTRI PROFILI PALESEMENTE "FAKE


Non servirà, ma ci provo.
 
 
 

Riflessioni da quarantena

Post n°1736 pubblicato il 07 Aprile 2020 da surfinia60


Mi tornano in mente certe mie considerazioni passate, quando lo stress da lavoro e il disinteresse delle persone erano oggetto dei miei pensieri più cupi.

Ecco perché, tutto sommato, questa vita sospesa mi pesa meno che ad altri.

O almeno, così credo.

La quarantena, per le persone che osservavo da lontano, significa uscite ridotte all’essenziale, niente abbracci e risate con gli amici, serate al pub o a teatro, in pizzeria o al cinema, nelle piazze ai concerti….

Che mi fa a me la quarantena!?

Sì, qualche camminata in meno, meno scelta su quale supermercato fare la spesa, su quale negozio entrare (e spesso non prendere niente ed uscirne delusa).

Non dover prendere l’auto per andare a lavoro (dove anche lì mi sentivo spesso inadeguata) e fare ‘smart working’!

Cosa rimane? Forse l’apparente libertà di poter pensare ”non faccio o non vado perchè lo scelgo e non perché non posso’. Invece poi dovrò ricominciare a raccontarmi bugie sul perché resto a casa invece di uscire.

Adesso almeno ci pensa l’ultimo DPCM a trovare scuse per me.

Ho fatto un pout-pourri di frasi sconnesse, ma non ho voglia di studiare più di tanto la sintassi, tanto sto già pensando di cancellare tutto, e forse lo farò, alla fine.

E’ il momento dell’autocommiserazione, a quanto pare, e mi do la nausea da sola.

E quando qualcuno comincia a pensare al ‘dopo’ quarantena, io mi chiedo: “Come sarà il mio ‘ritorno’?” Graduale come per tutti, certo.

Ma graduale come dopo una convalescenza oppure graduale come dopo la permanenza in un centro di riabilitazione per tossici?
Dovr
ò fare anch’io i 12 passi? (l’ho visto solo nei film, non so di preciso quanti siano).
Avr
ò paura di indossare di nuovo la “normalità”? Sarò in grado di tornare a respirare normalmente, ad avvicinarmi e toccare?

Cos’è questa  ‘normalità’ tanto anelata se non un compromesso di vita necessario anche se non del tutto gradito?

Come le scarpe strette al momento dell’acquisto, alle quali dopo un po’ non fai più caso anche se continuano ad essere scomode.


Sì. Credo che dovrà essere parecchio graduale la mia fase 2.

 
 
 

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Robre. Nel mio cuore,
per sempre.

 

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