Machismo, razzismo o omofobia

Share via emailSubmit to redditShare on Tumblr

Disney Princess Look #91 - Beauty and the Beast | Disney Weddings

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quell’unanimità non è più così chiara e di fronte alle dimostrazioni sempre più comuni e spudorate di machismo, razzismo o omofobia (per citarne solo tre – mi rifiuto di continuare a dare importanza al terraplanismo), l’impulso immediato, almeno nei social network, sembra essere quello di confutare, combattere, oltraggiarsi, annullare: che l’opinione dannosa debba essere neutralizzata.

Ho preso molte svolte sul concetto di Non odiare, educare , che diventerebbe una specie di inno alla pedagogia: non trasmettere odio, cerca di insegnare. E, anche se è vero che credo fermamente che l’amore e l’empatia siano armi molto più potenti per generare cambiamenti rispetto all’odio e alla violenza, ho un grande conflitto ideologico riguardo al reale scopo di quella pedagogia: direi, infatti, che

La pedagogia è assolutamente sterile. Siamo nel 2019 e mai prima nella storia dell’umanità abbiamo avuto così tante informazioni a nostra disposizione o la possibilità di comunicare con così tante persone così diverse (e distanti) da noi, quindi se oggi qualcuno è ancora macho, razzista o Homophobe Non ho altra scelta che concludere che è una decisione personale. Lasciando da parte il robot , che sono persone che si dedicano professionalmente a sembrare retrogradi nei social network e la cui presenza su Internet mi sembra assolutamente spregevole (sia statisticamente che letteralmente), l’ignoranza non è più involontaria: è un atto strano e ottuso di ribellione analfabeta. Non ingoio quell’errore del personaggio intransigente ma intrinsecamente buono che ha opinioni scadenti a causa della vita limitata dalla mancanza di opportunità, per essere lasciato indietro nella vita (qualunque cosa significhi).

Chi pensa che le donne siano inferiori, lo fa per scelta. Chi pensa che tutto ciò che è brutto che mi succede nella vita lo meriti per me come una sigaretta,  lo fa con una convinzione profonda e personale. Lì la pedagogia non ha nulla a che fare e, in tal caso, preferisco lasciarla nelle mani di coloro che hanno pazienza ed energia per intraprendere questo compito. Mi manca il desiderio e l’arroganza di pensare che parlando con me, farò capire a un idiota che odiare neri, donne e falsi è profondamente sbagliato: quel ragazzo non vedrà la luce perché io Gliel’ho detto. Quel ragazzo non vedrà la luce perché è orgogliosamente fotofobico.

Con questo panorama, quindi, cosa rimane? Dimettersi? Vivere in un’eco camera di opinioni correlate? Due note a riguardo:

– Continuerò ad essere disposta a parlare e parlare perché, dopo tutto, quell’ipotetico idiota e continuerò ad avere cose in comune. Certo, non sarà la mia iniziativa. La vita è troppo breve per imporre da sola l’obbligo di percorrere la distanza che mi separa dall’impegnativa, soprattutto perché, insisto, quella persona non vive in una bolla di ignoranza, ma in una nuvola tossica di autoaffermazione. Che percorra quella distanza: il peso dell’esemplare non può cadere dalla mia parte; So già che le mie opinioni sono corrette (capisci cosa intendo con serenità di criteri ?)

– Machismo, razzismo e LGTBfobia sono forme di violenza. La violenza ha sempre un emittente e un destinatario. Preferisco iniziare a prendermi cura di coloro che stanno per subire quella violenza, perché tra cercare di convincere un deficiente della cosa sbagliata e dedicare la mia energia a qualsiasi bambino che ha il panico di uscire dall’armadio per quello che potrebbe accadergli mi sento un po ‘meno sola grazie a qualcosa che ho scritto, sono sicura di cosa sceglierò.

Ciò che resta da fare è molto e allo stesso tempo è molto piccolo. Non so se il mio approccio è il migliore per tutti, ma funziona per me. Ci saranno quelli che vogliono continuare, molto legittimamente, a cercare la zuffa e accendersi, anche se l’esperienza mi dice che questa strategia è troppo simile a un oltraggioso oltraggio oltraggioso. Io, che sono una piccola amante dell’epopea nella mia vita quotidiana, preferisco pensare al potere della costanza, dei piccoli cambiamenti, del lungo termine e della pazienza – proprio come una medusa, mi viene in mente, che è sempre in balia della corrente e non per questo motivo smettere di nuotare. Quindi quest’anno, entro le mie umili possibilità (che diventano: scrivere oltre altro), è giunto il momento di essere più consapevoli del mio posto nel mondo, per quanto piccolo, e dell’impatto che potrei avere; prendersi cura dei miei privilegi, siano essi molti o pochi, e usarli in modo da non dimenticare tutti noi che siamo dalla parte assolutamente giusta della storia che siamo, ripeto,in effetti, dalla parte assolutamente giusta della storia.

Machismo, razzismo o omofobiaultima modifica: 2019-12-22T19:51:52+01:00da Extrax

2 pensieri su “Machismo, razzismo o omofobia

  1. Ci saranno quelli che vogliono continuare, molto legittimamente, a cercare la zuffa e accendersi, anche se l’esperienza mi dice che questa strategia è troppo simile a un oltraggioso oltraggio oltraggioso
    QUESTA TUA FRASE LA TROVO PERFETTA PER QUELLO CHE PERSONE FIN TROPPO AVANTI CON L’ETà FANNO DI QUESTA COMUNITà DIMOSTRANDO UNA GRANDE IMMATURITà E CATTIVERIA VERSO CHI NON CONOSCONO GIUDICANDO E AFFERMANDO FATTI ASSURDI INCOLPANDO PERSONE CHE APPENA ENTRATI SONO STATI ASSALITI DA ?

    • LA INA,INA,CHE OFFENDE GRAVEMENTE SCRIVENDO CHE NON SI CAPISCE COSA SCRIVIAMO, MA QUESTI SI LEGGONO?MA POI CHE AZZAROLA GLI FREGA MA CHE CI PAGANO?SIAMO A SCUOLA? OPPURE QUESTA è CASA LORO E PER QUESTO BISOGNA FARE UN ESAME DA QUESTI?

Lascia un commento