Creato da card.napellus il 11/04/2008
L'importante è accorgersene

AUGURI

 

 

Crederò in Dio quando lui crederà in me!

 

ADOTTA A DISTANZA IL CARD.

Adotta a distanza il Card.

Questo semplice e relativamente economico gesto ti darà un senso di beatitudine mai provato prima.

Al solo costo di un Negroni al giorno (servito al tavolino del Danieli di Venezia), potrai avere la gioia incomparabile di contribuire alla crescita, alla salute e all'istruzione del tuo Card. prediletto.

Lui ti manderà tutti i mesi una foto, una letterina e se gli telefonerai ti parlerà con voce suadente dei suoi progressi nello studio e nella vita.

Inoltre se sei una donna, puoi contribuire anche in modo più interessante, e coinvolgente, allo sviluppo e alla crescita del tuo Card. 

E ricorda, un Card. è per sempre.

 

Area personale

 

DISCLAIMER

ATTENZIONE

Questo blog potrebbe sembrare una testata giornalistica visto e considerato il penoso livello della maggior parte dei quotidiani.

Si tratta invece di un contenitore di stronzare ad elevata densità, e come tale è regolato dalla legge n.173 del 29.02.2001 e dai successivi regolamenti attuativi.

Gli argomenti trattati in questo blog dovrebbero offendere pesantemente la sensibilità di tutti quelli che hanno un orientamento politico o religioso preciso. Non escludo che possano anche offendere qualche minoranza, ma il blog non è stato concepito espressamente per questo.

Nel leggere questo blog potreste pensare di essere idioti, o che sia idiota chi ci scrive. Entrambe le ipotesi sono valide e meritano di essere approfondite.

Il tempo perso qui non può esservi in alcun modo rimborsato.

Non ci sono più le mezze stagioni - di questo non può in alcun modo essere considerato responsabile il gestore del blog.

 

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Mi dispiacerebbe morire due volte, è così noioso...

Post n°735 pubblicato il 27 Febbraio 2015 da card.napellus

"Le cose di cui parlerò le insegniamo agli studenti di fisica degli ultimi anni di università: ora, voi pensate che io riuscirò a spiegarle in modo da farvele capire? Ebbene, no, non le capirete. Perché, allora, farvi perdere del tempo? Perché tenervi qui seduti, se non sarete in grado di capire ciò che dirò?

Per convincervi a non andar via solo perché questa conferenza vi risulterà incomprensibile, vi dirò che anche i miei studenti di fisica non capiscono queste cose.

E non le capiscono perché non le capisco nemmeno io. Il fatto è che non le capisce nessuno."

 

Solo un grande genio come Richard Feynman poteva iniziare così una sua conferenza. E non è il solo spunto umoristico:

"Quando le lezioni furono pronte, andai a provarle in Nuova Zelanda, la cui lontananza dal resto del mondo mi tranquillizzava: se avessero fatto fiasco, poco male! Invece ebbero successo, sicché mi sento autorizzato a credere che funzionino (se non altro in Nuova Zelanda!). Eccole dunque raccolte in questo libro."

 

Ci ha lasciati il 15 febbraio del 1988, questo singolare scienziato così amato dai suoi studenti che quando morì unirono dei teli insieme per calarli dal tetto della torre libraria dell'università: sopra questo enorme banner c'era scritto "goodbye Dick".

Suonava il bongo e ballava nelle feste studentesche, girava in un van decorato con i diagrammi da lui scoperti e targato QANTUM, rifiutava lucrosi incarichi se accettandoli doveva rinunciare all'insegnamento.

Collaboratore del progetto Manhattan, vincitore del Nobel a 47 anni, considerato dai suoi colleghi un vero genio, se cercate una foto seria di lui avrete tuttavia una delusione: mentre spiega in maniche di camicia, mascherato su un carro di carnevale, con strane t-shirt decorate con formule o schemi.

Durante la guerra, giovane confinato nei laboratori di Los Alamos fra anziani professori universitari e serissimi ufficiali, si divertiva a scoprire i codici dei lucchetti degli armadi top-secret, riuscendovi spesso con incredibile facilità. 

 

Il titolo di questo post sono le sue ultime parole.

 
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Eppure è facile.

Post n°734 pubblicato il 24 Febbraio 2015 da card.napellus

Continuo a non capire, o a far finta di non capire.

Vandali riducono il centro di una città italiano un immondezzaio danneggiando dei monumenti storici e siamo qui a discutere cosa fare o non fare e se chiedere un risarcimento all'Olanda...

Non mi sembra difficile.

Quando accadono questi episodi si portano in piazza diciamo un cinquecento soldati ben addestrati, si avvertono i presenti che hanno due minuti di tempo per sdraiarsi a terra e farsi portare per mezzo di furgoni chiusi in in un luogo dove poterli identificare con comodo.

Se capiscono, bene, altrimenti prima si usano getti d'acqua gelata, poi proiettili di gomma e infine armi a gas con proiettili a scarica elettrica, o palle di gomma.

Quando sono finalmente in condizione di non nuocere, si portano al sicuro, si lasciano ventiquattr'ore a digiuno per farli liberare degli effetti della sbornia, si identificano e si provvede a rilasciarli previo pagamento di una multa pesante e la presa in carico da parte di una persona che possa garantire personalmente per loro.

Semplice.

Fra l'altro questo basta farlo una sola volta, perché dopo un simile trattamento pochi altri ultras decideranno di venire in Italia a fare casino.

Lo dico perché non sia tacciato di essere contro lo sport: è il trattamento standard che riserverei ai gruppi di ubriachi, anche italiani, e a chi dimostra per qualunque motivo senza rispettare le regole.

 
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Canzoni.

Post n°733 pubblicato il 20 Febbraio 2015 da card.napellus

I grandi successi di un cantautore italiano.

Il conto in una banca.

Sapore di soldi.

Eravamo quattro amici all'UBS.

Scherzi a parte io credo che il sig. Gino Paoli sia fiscalmente a posto, ma a leggere le cifre legate a questa inchiesta capisco una volta di più che dovevo fare il cantante.

...ti lascio una canzone per farti compagnia... ma i soldi li prendo io e li porto via... 

 

 
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Arrivo.

Post n°732 pubblicato il 18 Febbraio 2015 da card.napellus

Arriva in tutte le sale la risposta cardinalizia al film dell'anno.

La Financo Pictures è lieta di presentare per la regia di Shark Van Der Kool, tratto dall'omonimo best seller del Card. Napellus, "Cinquanta sfumature di pigio".

 
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Prima o poi.

Post n°731 pubblicato il 16 Febbraio 2015 da card.napellus
Foto di card.napellus

Prima o poi doveva accadere.

E così un grande uomo se n'è andato.

Michele Ferrero, l'inventore della Nutella (e non solo) è adesso in un posto dove - ne sono certo - è assiso fra i grandi benefattori dell'umanità.

Se fosse nato al tempo degli antichi greci, gli dèi non avrebbero certo voluto saperne dell'ambrosia. Anche Dracula se fosse vissuto ad Alba nella seconda metà dello scorso secolo avrebbe snobbato il caldo sangue di una vergine.

Era stato l'uomo più ricco d'Italia: un patrimonio dolcemente accumulato fra cacao e nocciole. 

Uno studio dell'Università Cardinalizia di Napellia ha dimostrato che la terza guerra mondiale non si è verificata per merito della Nutella, e che se avesse atteso l'anno successivo Lee Harvey Oswald non avrebbe ucciso più Kennedy - nel 64 infatti nasce la Nutella (anch'io sono nato nel 64!).

Solo un disguido ha impedito ai signori scandinavi la consegna del Nobel per la pace a Ferrero, che lo meritava più di Obama o dell'ONU.

Se nel mondo ci fosse giustizia, oggi stesso papabergoglio farebbe santo il sig. Ferrero.

 
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Come faccio a continuare?

Post n°730 pubblicato il 11 Febbraio 2015 da card.napellus

Spesso qualcuno dei miei amici di blog per un periodo va in pausa, o cambia nome, chiude o riapre il blog per i più sariati motivi.

Io da ormai sette anni scrivo con varia regolarità, ma oggi che è il compleanno di mio padre (ci fosse ne compierebbe novantuno) e che aspetto che arrivi mezzanotte per fare gli auguri al mio Dario neo maggiorennne, ecco, oggi mi sono riletto ancora questo post: http://blog.libero.it/APOCRIFO/view.php?reset=1&id=APOCRIFO.

E mi sono chiesto con che coraggio posso continuare a scrivere dopo che una persona ha messo su di un blog una simile, meravigliosa prosa.

Occorre tenere conto che è stata scritta da una donna eccezionale, da una persona speciale di cui forse nemmeno merito l'amicizia, di cui purtuttavia mi vanto.

Cara Badessa, ora che un caro amico di blog (non ne faccio il nome, molti di voi sanno di chi parlo) è in una situazione simile a quella del tuo uomo, il tuo bellissimo racconto mi spinge ancor più a cercare di vivere, vivere con le persone a cui voglio bene, con i miei amici, fino all'ultimo secondo, che potrebbe essere il prossimo.

E cercare fino a quel secondo il senso di questo breve travolgente viaggio che per ciascuno ha un diverso tragitto ma per tutti la medesima ultima stazione.

 

Grazie ancora.

 
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Ieri Sposi!

Post n°729 pubblicato il 10 Febbraio 2015 da card.napellus

Oggi è un lieto giorno (per il vero era ieri...) perché un altro Andrea, un Andrea ben fortunato, ha portato all'altare la cara Greta (silenzio_urlato).

Dopo otto anni e rotti di co-sopportazione, avendo superato la crisi del settimo anno e la grande paura (quando la neo-sposa ha conosciuto il Card.), finalmente hanno convolato con la purpurea benedizione.

Sarà certo una felice unione, in ogni caso la signora sa bene come difendersi!

 
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Jean Michel e il disco unico.

Post n°728 pubblicato il 02 Febbraio 2015 da card.napellus

Visto che siamo a parlare di musica e vinili, è strano che uno dei maggiori artisti degli anni settanta e ottanta, il francese Jean Michel Jarre, abbia un curioso record: quello della più bassa tiratura di un LP.

Nel 1983 realizzò e produsse un LP, "Musique pour Supermarché" in occasione di una mostra d'arte sul tema del supermercato, e in seguito mise all'asta per beneficienza il disco come avevano fatto gli altri artisti per le loro opere.

Per fare in modo che fosse un'opera effettivamente unica Jean Michel distrusse tutto il materiale registrato, compresi demo e master originali.

Fu diffuso via radio una sola volta, e in quell'occasione è immaginabile che qualcuno abbia registrato qualcosa, anche perché l'artista esortò pubblicamente a farlo.

In Italia si ricorda solo Oxygene e qualche brano sparso in colonne sonore per film, ma in Francia è famosissimo e va ricordato come a suo tempo stabilì un record per l'affluenza a un concerto, con tre milioni e mezzo di persone a Mosca.

Una nota per ricordare come lui e altri grandi della musica (Keith Emerson, i Pink Floyd) fossero in qualche modo legati all'Italia è il fatto che usassero tastiere elettroniche italiane - anzi, marchigiane - realizzate dalle mille aziende grandi e piccole che anni prima si erano specializzate in fisarmoniche.

Un mondo ormai scomparso che ci ha lasciato strumenti che ancora oggi vengono usati in sala di registrazione o sui palchi: Elka, Siel, Gem, Farfisa, Logan, Steelphon (ma questa era torinese)...

 
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Musica musica

Post n°727 pubblicato il 29 Gennaio 2015 da card.napellus

Proprio pochi giorni fa parlavamo con Shark di una band a noi molto cara (a me di sicuro): i Blue Oyster Cult.

Ecco direttamente dalla collezione cardinalizia i pregiati vinili scovati dai peggiori rigattieri migliori collezionisti.

E se proprio volete sentire qualcosa... Astronomy, E.T.I., Don't fear the reaper, Godzilla... cercate soprattutto le registrazioni dal vivo! 

L'infinito assolo di chitarra di Buck Dharma di Astronomy nell'LP dal vivo (di quello ho il CD) Some Enchanted Evening è da svenire.

Non vanno ascoltati prima di San Remo, c'è il rischio di prendere a calci il televisore.

 
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Mister Card.

Post n°726 pubblicato il 28 Gennaio 2015 da card.napellus

Ho appena mandato il mio curriculum vitae al Milan FC per ottenere il posto di allenatore della prima squadra e lo stesso Silvio Berlusconi lo sta leggendo con vistosi mugolii di soddisfazione.

In particolare lo stile del Card. come mister è assoltamente inconfondibile: i giocatori non vanno più in giro a fare cazzate non perché sia espressamente proibito, ma perché i turni massacranti di allenamento sul campo e il lavoro di potenziamento muscolare in miniera li sfinisce.

Dunque nemmeno le mille veline e starlette possono minare la loro resistenza fisica.

I premi partita e i premi gol sono annullati. Vincere le partite e segnare gol è il minimo sindacale per un buon giocatore, e per questo viene pagato profumatamente.

Si introducono invece pesanti sanzioni quando non si vince o non si segna: flessioni in mezzo al campo a fine partita, multe salate, sequestro della Ferrari, gogna pubblica.

Non è dimostrato che questi sistemi siano efficaci, ma garantisco un maggior rendimento che nelle partite che la squadra ha giocato dall'inizio del nuovo anno.

E poi costo meno, molto meno, anche perché al posto di uno stuolo di preparatori, massaggiatori, viceallenatori io mi porto dietro solo un collaboratore, uno che ha occhio ed è ancor più spietato di me, se possibile: il dott. Sciarconazzi, CEO della Financo Inc.

 
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La teoria del Nulla.

Post n°725 pubblicato il 25 Gennaio 2015 da card.napellus

E così ieri sera, dopo oltre un anno, siamo tornati al cinema io e Chiara.

Abbiamo scelto un film che interessasse entrambi, una storia d'amore incentrata sul personaggio di Stephen Hawking, uno dei maggiori scienziati viventi, che da anni è  su una sedia a rotelle e che quasi non può più comunicare con l'esterno per gli effetti di una terribile malattia.

La cosa che salta all'occhio dopo aver visto il film è che il titolo non ha niente a che vedere con il film. Intendiamoci, bravo l'attore che interpreta Stephen, ben ambientata la storia, curata la sceneggiatura... ma della teoria del tutto, che per dirla tutta è stata oggetto di studio di molti altri scienziati con maggior profitto, niente.

E non si parla di Stephen quando per anni doveva insegnare con al fianco un suo allievo, uno delle poche persone capaci di intepretare quello che si sforzava di dire e ripeterle, di quando gli fu assegnata la cattedra lucasiana (quella che fu di Newton), del periodo in cui si interruppero del tutto i suoi contatti con il resto del mondo per il peggiorare delle sue condizioni, prima che un gruppo di brillanti scienziati potessero modificare la macchina sintetizzatrice.

Mi vengono i brividi mentre scrivo se penso a quel cervello straordinario che per giorni e giorni pensa senza alcuna interferenza o disturbo dall'esterno, preoccupato solo del fatto che forse non potrà mai comunicare agli altri il prodotto dei suoi sforzi.

Grandissimo teorico della fisica e della cosmologia formatosi in un ambiente e in un periodo eccezionali, avendo come professori e colleghi molti grandi della fisica del dopoguerra (nel film si cita solo Penrose due minuti, per condensare il lavoro di quel singolare fisico-filosofo ci sarebbe voluto un film nel film), dotato di una solidissima preparazione matematica, Stephen dal film ne esce come un bravo scrittore, molto attratto dal sesso, determinato nonostante la malattia, ma tutto sommato niente ci viene detto del suo lavoro.

Niente è citato delle sue battaglie senza quartiere contro altri scienziati (non sempre ha avuto ragione, peraltro), delle critiche a una certa sua tendenza a elaborare teorie molto complesse e di difficilissima dimostrazione.

Come sempre nei film da botteghino occorre che ci sia una storia d'amore ramificata, qualche battuta simpatica, due o tre istanti di suspence.

 
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Convegni a Milano.

Post n°724 pubblicato il 19 Gennaio 2015 da card.napellus

Se ne parla, e anche io ne parlo.

Intendo dire del convegno dal titolo "Difendere la famiglia per difendere la comunità".

Mettendo da parte la questione se sia giusto che un ex prete pedofilo sia in platea (se è libero da restrizioni alla libertà personale e ha fatto i conti con la giustizia, si, è un cittadino) e le solite proteste più o meno comprensibili, io ho notato alcune cose:

1) Si continua a ripetere le stesse cose come un mantra, alcune sono anche condivisibili, altre sono assurde. Il voler continuare a ripetere che il matrimonio è uno solo, ecc. ormai ha stancato. Il punto non è una nuova forma di unione civile, è rendere le persone LIBERE di fare quello che vogliono quando la cosa riuarda solo loro. Basta una legge del piffero che dice: una persona può dicidere a chi lasciare i propri beni, chi vuole vicino in caso di malattia, chi ha diritto a succedergli nei contratti di affitto o simili. Punto.

2) Si insiste nell'immergere tutto in un pentolone religioso. Se continuano così - cerchino di capirlo - alla fine avranno fra i loro sostenitori due soli gruppi di persone: i benestanti, che sono sempre i primi a voler mantenere lo status quo, e i più disgraziati che pur di trovare un sostegno economico sono disposti a tutto.

3) Leggendo il discorso di Massimo Introvigne, Presidente Comitato “Sì alla Famiglia”, ho trovato una verità: "...il primo nemico della famiglia non sono i gay. Sono d'accordo anch'io. È il fisco...". In realtà doveva articolare diversamente, ma era forse troppo crudo. Così i suoi ascoltatori hanno subito annuito pensando alla figlia che gira ancora con la Smart già vecchia di due anni o alla moglie che ormai va dalla parrucchiera solo una volta alla settimana. La realtà è che il nemico della famiglia, regolare o convivente, etero o gay, è la famiglia ricca, che il fisco appena la sfiora. 

Dati aggiornati ci mostrano che in Italia la somma dei patrimoni delle dieci famiglie più ricche (Leonardo Del Vecchio, i Ferrero, i Berlusconi, Giorgio Armani, i Caltagirone) è superiore al patrimonio del 30% (in lettere: trenta per cento) della popolazione meno abbiente. 

Dieci valgono più di venti (milioni).

Ecco cosa rovina le famiglie, toglie risorse ai loro figli, rende impossibile a un mortale comprare casa (ma in questo caso anche il fatto che una parte consistente degli immobili sia di proprietà della Chiesa non facilita le cose).

Il primo nemico della società non è il gay e nemmeno il prete pedofilo: è la spaccatura.

E ormai in Italia la spaccatura fra ricchissimi e, non dico morti di fame,ma "normali" è un baratro, tutto questo in presenza di una società bloccata instrati impermeabili che rendono i paria sempre più isolati.

Peccato.

Non per me, per i miei figli.

 
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Confusion

Post n°723 pubblicato il 16 Gennaio 2015 da card.napellus

Ah, una rarità: un video, e musicale, sull'austero blog del vecchio e rancoroso Card. Napellus.

Una musica che mi ricorda gli amici - alcuni se ne sono già andati - le feste in casa, non nella mia che era insufficiente a contenere una festa, dove del resto non si poteva fare musica ad alto volume e che in ogni caso era priva di una stanza sufficientemente vuota.

Allora in bici andavamo con mio cugino da un suo amico che stava subito fuori Scandicci, in campagna, e di posto ne aveva eccome.

Qualcuno portava i dischi, poi arrivava lo stereo, un altro piatto, un tavolino per posarci le bottiglie di spuma e le scatole di biscotti.

Ascoltavamo la musica, e si parlava tanto, senza l'ausilio di un telefono.

E spesso si parlava di sport, ma anche di politica, di musica, di quello che accadeva e (male) di chi non c'era.

Uno di noi già aveva la 500, e si godeva gli ultimi giorni d'estate prima di partire per la naia, qualcuno aveva il motorino. 

Poche ragazze, poco femminili, già più o meno impegnate con qualcuno dei partecipanti.

I nonni del nostro amico che non capivano, i suoi genitori che nel ricordo mi paiono vecchi, ma probabilmente non avevano la mia età attuale.

E poi la musica degli ELO sfuma, si dissolvono i ricordi, e nella testa mi rimane solo... confusion.

 
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Ecce deus

Post n°722 pubblicato il 15 Gennaio 2015 da card.napellus


Ecco il dio che tutti sono d'accordo nel venerare.

Questo mette d'accordo cristiani, ebrei, musulmani, buddisti, scintoisti... tutti.

Lo trovi nelle grandi abbazie, nelle moschee, lo trovi nei templi e nelle cattedrali.

Nessuno è potente come lui su questa terra e nessuno estende il suo potere tanto avanti e tanto indietro nel tempo.

Martiri che hanno sfidato i leoni in ginocchio e sorriso alla scure del boia, tremano davanti a lui.

Per le religioni se ne sono fatte tante, ma per i soldi si sono fatte tutte le guerre.

Il miscredente su cui si scaglia l'anatema, il reietto che abiura la sua fede, il marrano che si converte, nessuno di loro è esecrabile come il povero.

Homo sine pecunia est imago mortis, come disse - citando una famosa locuzione latina - il cardinale Siri da Genova. 

 
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Ci sono tante cose che non capisco.

Post n°721 pubblicato il 14 Gennaio 2015 da card.napellus

Le vicende di Parigi si sono rapidamente trasformate in un grande calderone dove in un brodo di rispetto per le religioni galleggia di tutto.
Quando ero piccolo provai a chiedere a un sacerdote (Don Piero, che ricordo con affetto) come si conciliava onniscienza divina con il libero arbitrio, ovvero che senso aveva cacciare Adamo dal paradiso perché aveva contravvenuto a una regola, sapendo in principio che l'avrebbe fatto. 

Ricordo che già allora qualcosa di quella spiegazione non la capivo, e purtroppo, grazie alla mia pur consapevole ignoranza, molte cose ancora non capisco.

Non capisco perché chi si sposa debba sostenere una serie di colloqui, il cosiddetto corso pre matrimoniale, con una persona che non è sposata e che non potrà mai esserlo. Come se la scuola guida per la patente automobilistica la facesse una persona che non ha mai guidato e mai potrà farlo per sua scelta.

Non capisco perché dal pulpito si sente sempre dire che la modernità ci allontana dalla fede, che bisogna riscoprire la tradizione e poi papi e vescovi sfruttano ogni aspetto positivo di queste moderne invenzioni volute dal diavolo. Immagino che il compiano Giovanni Paolo II, con la terribile malattia che lo ha colpito, sia stato sottoposto più volte all'analisi chiamata TEP, in cui un elemento chimico creato dall'uomo viene iniettato nel circolo sanguigno dove emetterà antimateria (positroni) che annichilendo la materia ordinaria (il creato) produrrà radiazioni a scopo diagnostico.

Non capisco come molti si dicono cattolici praticanti pur possedendo grandi ricchezze, questo nonostante nei Vangeli sia ben evidenziato che è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli. Un aspetto che anche i vari papi non chiariscono mai quando ricchi e potenti della terra vanno a visitarlo.

Che seccatura voler capire le cose.

 
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Ma quando erano vivi...

Post n°720 pubblicato il 12 Gennaio 2015 da card.napellus

Triste il destino degli uomini, diventare importanti e bravi, insostituibili e geniali solo il giorno delle esequie.

E così ieri alla grande marcia per la pace seguita all'attentato a Charlie Hebdo tutti si sperticano in lodi e innalzano carmi alla libertà di espressione, di critica, di satira.

Ma quando Charb, Wolinski e c. erano vivi, stavano sui coglioni a tutti. Tutti.

 
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Bonjour, je suis Charlie (si pronuncia Sciarlì con l'accento sulla i finale)

Post n°719 pubblicato il 08 Gennaio 2015 da card.napellus

Oggi siamo a lutto.

Un gruppo di criminali che si nascondono dietro a un'idea religiosa è entrato nella sede di Charlie Hebdo, a Parigi, e ha fatto una strage.

Io conosco quel periodico, perché sono uno dei pochi fortunati possessori della versione italiana del suo predecessore, HaraKiri.

Quella rivista in Francia fu chiusa perché prese per il culo il presidente De Gaulle il giorno della sua morte, e fu trasformata in Charlie Hebdo. In Italia ebbe anche meno fortuna, solo nove numeri con il titolo Kara Kiri, poi la chiusura.

Fra i collaboratori di quella storica testata c'era un già maturo Wolinski (ma anche Moebius, fra gli altri), che proprio ieri è stato ucciso ormai ottantenne nella sede del giornale.

Un vecchio con una matita e il suo cervello è così pericoloso che occorre mandargli contro un manipolo di criminali armati fino ai denti... Questo perché con le armi che si usano fra persone civili, la parola e il ragionamento, le idee e l'intelletto, non ne avrebbero avuto mai ragione.

Oggi sono tutti a parlare di quanto siano cattivi i fondamentalisti, ma quando anni fa un giornale satirico danese pubblicò vignette satiriche su Maometto ci fu una serie di violenze con decine di morti nel mondo, e tuti fecero a gara a dare la colpa indiretta di questo al giornale.

Assurdo.

Il problema è uno solo: in Europa, nel 2015, trecento anni dopo Voltaire, ancora non si è risolto il conflitto fra ragione e religione. E si pensa che il fondamentalismo religioso si possa combattere favorendo un'altra religione. 

La religione deve diventare una cosa a se stante rispetto allo stato. Punto.

Altrimenti questi problemi non si risolvono. Le religioni, con i loro più o meno violenti aspetti fodamentalisti, si tengono a bada con uno stato laico e delle leggi laiche.

Au revoir, Georges Wolinski.

 
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Un altro Pino.

Post n°718 pubblicato il 07 Gennaio 2015 da card.napellus

Negli ultimi tempi due grandi Pino della musica italiana sono morti per infarto.

Questo rende ancora più lontano e diluito il ricordo di un altro grande chitarrista italiano, cantante di motivetti che magari non faranno la storia della musica ma che hanno comunque allietato molti miei coetanei, Ivan Graziani, che proprio diciotto anni fa ci ha lasciati.

A volte penso che ormai la gran parte dei cantanti e musicisti che ho apprezzato sono dall'altra parte: Battisti, de André, Gaber, Graziani, Daniele, Mango, Mia Martini e Giuni Russo... 

Anche Dalla, che non mi è mai stato simpatico, ma che tanti anni fa cantava un brano che è nella mia personalissima classifica ai primi posti "Il parco della luna".

A margine, dopo aver accennato al fatto che secondo me in questo momento Pino Donaggio sta in campana, come si dice, fa piacere vedere che anche la morte di un brav'uomo come Pino Daniele immediatamente scatena una gazzarra all'italiana su come e dove fargli il funerale, perché seppellirlo a Talamone, e poi se i soccorsi sono stati rapidi...

Su questo particolare fa impressione che una persona con la sua patologia vivesse spesso in un casolare isolato, appare una pazzia che non avesse una abitazione sia pure tranquilla ma comunque vicina a un ospedale ben attrezzato, e una suprema follia il viaggio notturno in un'auto fino a un ospedale a cento e passa chilometri di distanza.

Ma ormai quel che è stato e stato... 

Napule è mille culure, ma ora sarà più difficile vederli, quei colori.

 
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Le fonti.

Post n°717 pubblicato il 31 Dicembre 2014 da card.napellus

Per curiosità, sapete quali sono le fonti dove è scritto che 5000 animali sono morti a causa dei botti? Lo scrivono dovunque, ma non so da dove viene.

Io ho trovato un'associazione animalista, l'AIDAA, che parla di numeri molto inferiori, anche in questo caso senza troppe precisazioni (ci hanno telefonato che..., un cane di ... è morto di infarto, un gatto è...), poi per il resto non ci sono riferimenti sugli articoli dei giornali.

Ho trovato un articolo del WWF - http://www.geapress.org/ambiente/botti-di-fine-anno-il-wwf-l80-degli-animali-morti-appartengono-alla-fauna-selvatica/58231 - dove si dice che l'80% dei 5000 decessi riguarda la fauna selvatica, anche qui non si sa in base a quali calcoli, anche perché non credo che gli scoppiatori di botti frequentino boschi e paludi.

Ovviamente 5000 morti sono un niente: se anche si considera che ci siano sul territorio italiano duecento milioni di animali selvatici "sensibili" (quattro per ogni essere umano) e che vivano in media dieci anni, ogni giorno ne muioiono oltre 50000 per cause naturali.

Nello stesso articolo fra l'altro si parla di superiore soglia uditiva degli animali, parlando in realtà di capacità di udire gli ultrasuoni, che è altra cosa. Anche perché i botti emettono onde di frequenza molto bassa, anche infrasoniche.

Dalle mie parti - ora meno - un tempo gran parte dei cani erano da caccia, dunque convivevano con botti più o meno intensi (una scarica di fucilate di una squadra di cinghialai, è ben altro che qualche petardo...) ma non ho mai sentito dire che morissero per questo.

Inoltre nemmeno mi pare di aver mai sentito di un regolamento che vieta anche i fuochi d'artificio per la festa patronale o per la fiera del paese...

Tutto questo non per favorire la vendita dei botti, ma solo per capire da dove viene una notizia. 

Auguri.

 
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Auguri.

Post n°716 pubblicato il 30 Dicembre 2014 da card.napellus

Questo giovane e aitante babbo natale da me personalmente prodotto (con l'aiuto della manifattura Chiara, che per fortuna si è attenuta al progetto - Dio solo sa cosa sarebbe accaduto se avesse fatto di testa sua!) è il modo in cui vi faccio gli auguri.

Non è necessario un grande sforzo per immaginare un 2015 migliore del 2014: i margini di peggioramento sono davvero minimi.

Dunque auguri. Io come al solito annegherò i miei dispiaceri nello Champagne, insieme a abbondante caviale e fois gras. 

 
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