Creato da card.napellus il 11/04/2008
L'importante è accorgersene

AUGURI

 

 

Crederò in Dio quando lui crederà in me!

 

ADOTTA A DISTANZA IL CARD.

Adotta a distanza il Card.

Questo semplice e relativamente economico gesto ti darà un senso di beatitudine mai provato prima.

Al solo costo di un Negroni al giorno (servito al tavolino del Danieli di Venezia), potrai avere la gioia incomparabile di contribuire alla crescita, alla salute e all'istruzione del tuo Card. prediletto.

Lui ti manderà tutti i mesi una foto, una letterina e se gli telefonerai ti parlerà con voce suadente dei suoi progressi nello studio e nella vita.

Inoltre se sei una donna, puoi contribuire anche in modo più interessante, e coinvolgente, allo sviluppo e alla crescita del tuo Card. 

E ricorda, un Card. è per sempre.

 

Area personale

 

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Questo blog potrebbe sembrare una testata giornalistica visto e considerato il penoso livello della maggior parte dei quotidiani.

Si tratta invece di un contenitore di stronzare ad elevata densità, e come tale è regolato dalla legge n.173 del 29.02.2001 e dai successivi regolamenti attuativi.

Gli argomenti trattati in questo blog dovrebbero offendere pesantemente la sensibilità di tutti quelli che hanno un orientamento politico o religioso preciso. Non escludo che possano anche offendere qualche minoranza, ma il blog non è stato concepito espressamente per questo.

Nel leggere questo blog potreste pensare di essere idioti, o che sia idiota chi ci scrive. Entrambe le ipotesi sono valide e meritano di essere approfondite.

Il tempo perso qui non può esservi in alcun modo rimborsato.

Non ci sono più le mezze stagioni - di questo non può in alcun modo essere considerato responsabile il gestore del blog.

 

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La bella vita degli uomini.

Post n°759 pubblicato il 27 Luglio 2015 da card.napellus

L'uomo delle pubblicità si sveglia quando, a giudicare dalla luminosità, il sole è già ben alto nel cielo.

Si dirige sicuro verso il bagno, che è grandissimo, luminosissimo, pulitissimo e soprattutto mai occupato. La casa del nostro evidentemente è dotata di molti bagni.

Davanti al lavandino futuribile c'è uno specchio grandissimo, lui prende e si stende uno strato incredibilmente perfetto e regolare di schiuma da barba sul volto che probabilmente è stato sbarbato da meno di due ore, passa con movimenti fluidi un rasoietto con mille lame su e giù, al termine dell'operazione si bea per la perfezione della rasatura e si inonda di essenza con un deodorante spray da quattro soldi.

Apparentemente non svuota le proprie viscere, va in cucina dove trova la famiglia al completo ad attenderlo. Si fa la colazione come fosse un pranzo di nozze, in un attimo è vestito con uno stile sportivo ma classico, mette in macchina la prole senza una minima difficoltà e parte per la dura giornata. 

Dopo pochi chilometri scopre che c'è traffico, allora con il navigatore (ma non abita in quella città?) trova una strada alternativa che valica vette e attraversa passi montani che pare debba portare i figli in Pamir. Nell'occasione usa le marce ridotte, la trazione integrale e non si sa quante altre diavolerie. 

Il lavoro è come sempre un gran mistero. Il nostro eroe non è un grande dirigente, ma da come si comporta si capisce che lui fa e disfà a suo piacimento.

Durante le immancabili riunioni al 139° piano di un immaginario grattacielo trova sempre lui la soluzione brillante, ogni volta che incrocia una collega di sesso femminile costei la guarda come per dire "sono tua, fai di me quello che vuoi, te la do subito anche con eventuale conguaglio".

Tornando a casa passa anche a comprare questo o quello al supermercato, anche perché nelle pubblicità la cura dei figli si riduce a portarli a scuola dopo averli nutriti al mattino.

Quando arriva a casa della spesa che aveva saturato il bagagliaio della sua grande auto non c'è più traccia. Adesso con la moglie devono provvedere a un mucchio di cose essenziali per la propria esistenza come decidere di comprare il nuovo divano, fissare una vacanza con internet, ecc. 

Saltuariamente pare che la signora faccia qualcosa in cucina, ma in genere il cibo appare per magia, e sempre grazie alla prerogative delle Fate tutto torna a posto.

Talvolta i nostri sono invitati da amici o riempiono di eleganti signori e signore la loro dimora, che per l'occasione si dilata a dismisura. Sono tutti belli e curati come a una sfilata di moda, come sempre nessuno è sovrappeso, nero, giallo, nano.

Alla sera, dopo aver congedato tutti, la casa è sempre e comunque nel solito stato di immacolata pulizia e a nessuno dei due scappa una frase del tipo "finalmente si sono tolti dalle palle".

Prima di ritirarsi tuttavia notano che un solo cioccolatino è rimasto nella ciotola. Altro apparentemente non c'era, oppure è stato consumato insieme al contenitore: nessun vassoio sporco di briciole, nessun piatto con avanzi di torta.

Mentre decidono con malizioso ammiccare chi sbaferà l'ultima pralina, rientra un invitato che da come è abbigliato si capisce che è di un livello sociale appena inferiore. Il tapino si è dimenticato le chiavi dell'auto: entra, prende le chiavi, frega il cioccolatino lasciando di sale i padroni di casa, e se ne va sbattendo l'uscio.

 
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La bella vita delle donne.

Post n°758 pubblicato il 20 Luglio 2015 da card.napellus

Parlavamo e scrivevamo con Lisa che nelle pubblicità ancora oggi, nel 2015, le donne sono viste con stereotipi che forse riguardano le pubblicitarie o le professioniste del marketing, ma non la gran parte dell'universo rosa.

Insomma, voi donne vi alzate vispe e felici, e trovate una casa linda e perfetta come se durante la notte il folletto Mastrolindo avesse fatto una magia, svegliate vostro marito che è solo appena appena appannato, lui ha un pigiama perfetto, lei una camicina da notte striratissima.

A questo punto i figli si svegliano sorridenti e felici nonostante li attenda una ultrapallosa giornata di scuola (sono sempre due, un maschio e una femmina, biondi e perfetti, più raramente tre) e scattano a fare colazione in una cucina grande come casa mia e inondata dal sole di mezzogiorno (la mattina presto).

Sulla tavola con una tovaglia bianca immacolata come il crismale sull'altare spiccano una serie di alimenti freschissimi, anche le merendine sembrano appena sfornate, non come quelle normali, che hanno passato quattro mesi nel cellophane e tre o quattro magazzini, due camion e un furgone.

Poi tutti felici a scuola, con il padre che accompagna TUTTI i figli con il suo SUV station wagon nuovo di pacca (ma che lavoro fa?), mentre la madre esce nella sua citycar compatta per fare un mucchio di cose interessanti.

Nessuno apparentemente si occupa di sparecchiare o lavare i piatti. Ma puoi giurarci che la sera saranno tutti lavati e a posto.

Comunque possiamo capire dalle varie pubblcità come sarà la giornata materna: arrivo in ufficio lindo e luminoso, saluti e sorrisi, una riunione, uno scambio di battute con colleghe, poi la chiama il capo, ancora una riunione. A pranzo c'è come per magia un bel posticino dove mangiare cibi sapidi mentre si parla con le amiche presenti e lontane, nel tempo che si dilata a dismisura.

Si capisce che il pomeriggio lavorativo è breve, la nostra deve trovare il tempo per la palestra, l'aperitivo, la spesa al supermercato con scambio di battute con cassiere e sconosciute in fila. 

Nel corso di tutte queste situazioni lei sorride sempre, mai che perda l'equilibrio, mai che mandi qualcuno a quel paese. Ha le mestruazioni, ma questo non gli impedisce di avere una vita attiva e felice, anzi, ovviamente ha atteso "quei giorni" per indossare i fuseaux bianchi aderentissimi e quasi trasparenti, sotto ai quali probabilmente porta un micro-perizioma. Se anche avesse un lievissimo mal di testa, prende un candida pastiglia e - istantaneamente - gli passa. Nel suo vagare non incrocia mai un disperato, una zingara e nel supermercato non c'è mai un nero o un cinese, tutto è dolce e tranquillizzante. 

Torna a casa, è tutto perfetto, i bambini sono angeli, il marito è carinissimo, nessuno mai ha un attimo di ineleganza. 

Anche la cena è perfetta, ci sono sempre nuovi cibi sapidi e colorati e i figli mangiano senza storie, non hanno un grammo più del necessario, tutto scorre perfetto a Utopia.

 
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Effetti collaterali.

Post n°757 pubblicato il 13 Luglio 2015 da card.napellus

Niente adoro più delle micro-pubblicità che sono disseminate da G in pratica ovunque. 

Fra tutte quella che dice "lei ha perso trenta chili con  uno strano metodo inventato in Germania negli anni trenta" è quella che mi piace di più.

Verrebbe voglia di chiedere altre informazioni, tipo se ha perso oltre a trenta chili anche qualche parente, ad esempio, con questo metodo tedesco degli anni trenta.

Poi ci sono tutta una serie di prodotti "magici" per perdere peso o superare inconfessabili problemi di salute, c'è l'angosciante "questo sistema per dimagrire fa paura al vostro medico" - cosa questa davvero terribile, pare che usare un sistema che terrorizza un medico sia cosa furba.

Ormai siamo abituati che qualsiasi cosa vediamo su uno schermo abbia un contorno e varie isole con richiami pubblicitari, banner invasivi, inviti a cliccare per ricevere un premio.

A volte mi meraviglio di non essere il millesimo o milionesimo visitatore di una pagina - magari creata ieri - dove si regalano automobili e vacanze da sogno.

Presto questo andazzo creerà un risposta di auto-esclusione per le cornici e le figure che appaiono repentinamente, e così riunceremo a un meccanismo di autodifesa che abbiamo ereditato dal nostro passato animale: la risposta condizionata a un pericolo.

Questo perché tale sistema passa proprio dall'efficienza della visione perimetrale e dall'attenzione che il cervello ha per i cambiamenti repentini dello scenario visivo. Il meccanismo che ci fa schivare un ostacolo improvviso quando guidiamo, per esempio...

 
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La pazienza.

Post n°756 pubblicato il 03 Luglio 2015 da card.napellus

La pazienza.

Ecco una virtù che oggi si fatica a trovare.

Ti chiamano per un lavoro, e va fatto subito, va presa una decisione e non c'è tempo per riflettere, tutto è sempre sul filo dei minuti, nessuno vuole o può più fermarsi ad aspettare.

Ne parlavo stamattina con un cliente, al quale hanno approvato un preventivo di sei mesi fa, e ora ha una settimana di tempo per far tutto, perché il committente "non può aspettare". Speriamo - gli o detto - che la stessa fretta gli resti anche quando sarà il momento di pagare, e che non sia tu a dover sperimentare la pazienza tuo malgrado!

Mi è tornata in mente la storiella di alcuni appassionati italiani che decisero, anni fa, di costruire dei campi da tennis con l'erba come hanno a Wimbledon.

Questi signori seminano l'erba, concimano, tagliano, e annaffiano ancora, concimano, tagliano e via dicendo, ma dopo un anno di cure ancora il campo è ben lontano dall'essere adatto al gioco.

Finalmente si mettono in contatto con i mitici giardinieri di Wimbledon, per sapere se volevano confessargli i loro segreti, o almeno se potevano indirizzarli sulla giusta via.

Dopo aver esposto il problema e la tecnica usata, il capo giardiniere inglese li tranquillizza: siete sulla strada giusta, è lo stesso che facciamo anche noi, annaffiare e tagliare. Da trecento anni.

 
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La Danae del Correggio???

Post n°755 pubblicato il 29 Giugno 2015 da card.napellus

Su Facebook avevo intavolato una conversazione su un libro di D'Annunzio, "Il Piacere", cui è stato fatto un discutibile restyling della veste grafica.

La mia interlocutrice, che vive vendendo libri, quando ho chiesto quanti mai ne vendevano, mi ha fatto notare che quel libro in pratica si vende quasi esclusivamente in questo periodo come "lettura estiva" consigliata (=obbligata) agli studenti dai loro insegnanti.

Giusto per citarne due righe, si parla dell'amante del protagonista che attizza il camino: "Il suo corpo sul tappeto, nell'atto un po' faticoso, per i movimenti de' muscoli e per l'ondeggiar delle ombre pareva sorridere da tutte le giunture, e da tutte le pieghe, da tutti i cavi, soffuso d'un pallor d'ambra che richiamava al pensiero la Danae del Correggio".

La Danae del Correggio???

Ma non si potrebbe consigliare ai nostri ragazzi di leggere Calvino, Manganelli, Benni, Sciascia, insomma almeno qualcuno del dopoguerra?

 

Mi sono fatto un parere personale su questo.

Tralasciando la quasi nulla utilità della lettura di un libro che probabilmente era interessante fino a cent'anni fa, scritto in un italiano ormai fuori dal tempo, uno stile ultra decadente, penso che questa lettura venga data ai ragazzi perché anche i loro insegnanti l'hanno avuta, e certo anche i professori di questi ultimi, in una catena senza fine.

Così per comodità, per non sbagliare, e forse anche per evitare di dover leggere loro stessi qualcosa durante le vacanze, la consuetudine si ripete immutata nei secoli.

 
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Mala tempora...

Post n°754 pubblicato il 23 Giugno 2015 da card.napellus

Ma a leggere in rete o anche i giornali sembra che tutto vada a ramengo.

Io parlo da osservatore e da appassionato collezionista di racconti dei miei vecchi, ma anche da lettore di dati crudi e verificabili.

Nel 1863 abbiamo i primi dati che riguardano la vita media di un italiano. Fa un po' paura, ma scriviamolo lo stesso: 5 anni e mezzo.

Questo a causa della spaventosa mortalità infantile che abbassava di molto la media; facendo invece il conto sulla speranza di vita media, come si fa oggi, depurando la media dai morti con meno di 5 anni, allora si campava meno di 50 anni, mentre oggi siamo appena sotto gli ottanta.

Quando sono morti i genitori di mio padre, 40 anni fa, la gente si meravigliava: entrambi avevano superato gli 85 anni! Roba da matti, anche considerando la vita di fatiche che avevano fatto. Adesso un ottantenne guida l'auto, va in crociera, pratica podismo e ciclismo senza che nessuno si meravigli. 

Quando ero ragazzo un uomo di sessant'anni era un pensionato pieno di acciacchi e una donna della stessa età si vestiva con della roba che una sua coetanea, oggi, non userebbe per dare lo straccio per terra.

Ma se si legge nella rete quello sembra che un tempo si facesse una vita meravigliosa, mentre oggi lo stress e i mille problemi di una frenetica esistenza ci fanno rimpiangere quel dorato passato.

Quando avevo 14 anni la metà dei miei amici aveva finito la scuola media e già lavorava: operaio, meccanico di auto o moto, pellettiere, questi i lavori classici per un ragazzo di Scandicci alla fine degli anni settanta.

Adesso molti arrivano alla soglia dei 25 anni senza avere mai davvero lavorato, ma non muoiono di stenti, mi chiedo se avrebbero accettato di lavorare otto ora alla fustellatrice (quanti amici senza un dito o una falange...) oppure in fabbrica a montare frigoriferi.

Io passavo due mesi d'estate nei cantieri come elettricista, oppure aiutavo un montatore di impianti di allarme, trovavo sempre qualcosa da fare. 

Oggi vedo che nessuno degli amici dei miei figli passa le proprie giornate su un ponteggio alto otto metri a chiodare staffe per canali elettrici o a cablare quadri... lo farebbero? Tutti i giorni, otto ore, spesso lontano da casa?

Nel 1970 a mio padre tolgono un pezzo di stomaco per un'ulcera che oggi si cura con quattro pasticche... siamo sicuri che sia peggio?

La realtà è che in ogni tempo si trova un motivo per lamentarsi del proprio fato. Fra un aperitivo e uno stuzzichino al bar con gli amici.

 
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Come ti chiami???

Post n°753 pubblicato il 19 Giugno 2015 da card.napellus


Ecco un interessante esempio di come si può diffondere la cultura partendo dalle piccole cose.

A Signa, dintorni di Firenze, c'è questa strada dedicata a un grande della musica, L. W. Beethoven. Date le iniziali immagino si tratti di Ludwig Wolfgang Beethoven, oppure di Lud Wig Beethoven.

Mi chiedo come sia possibile scrivere un cartello del genere. A parte che il Van prima di Beethoven è parte del cognome e non andrebbe abbreviato, come De Amicis o Mac Donald, ma il celeberrimo compositore tedesco non si chiama Wan, ma Van, con la V.

Questo grand'uomo già viene bistrattato perché in genere si pronuncia "van betoven" invece che Fan beetHoFen (anche nel doppiaggio di Arancia Meccanica, ma lì viene italianizzato pure il nome, e allora ci può stare: Ludovico Van), tuttavia finora il nome almeno lo si scriveva correttamente.

Strana  sorte il nome dei grandi della musica: Mozart non fu mai battezzato Amadeus, ma Teophilus, e usò spesso la versione tedesca Gottlieb e quella italianizzata Amadé, ma solo raramente Amadeus.

E per finire c'è il caso del fiorentino Giovanni Battista Lulli, che emigrò in Francia da ragazzo per diventare compositore di corte sotto il Re Sole, avendo poi grande influenza su tutta la musica del seicento. Ebbene, quando prese la cittadinanza francese il suo nome fu cambiato in Lully, e le città francesi sono piene di Rue Lully.

 
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Umberto.

Post n°752 pubblicato il 15 Giugno 2015 da card.napellus
 

Insomma, a Umberto è capitata l'occasione di dire la sua, e subito è successo il finimondo! 

Solo perché un signore che ha 39 lauree, che ha insegnato o ha tenuto lezioni in praticamente tutte le università di questo mondo, che ha scritto fra l'altro un romanzo che ha venduto solo 50 milioni di copie nel mondo si è permesso di dire ciò che è sotto agli occhi di tutti, la rete è esplosa.

Ma poverino, ha soltanto detto che in rete legioni di imbecilli (più un ignorante seppur consapevole) scrivono e rendono pubblica qualunque cosa gli passi per la testa spesso con maggior risalto delle splendide elucubrazioni di un premio Nobel.

Non posso pensare che se lo sia lasciato scappare, forse è stato una specie di test, o forse un allarme. In ogni caso non serve a niente, Umberto.

In un mondo dove le persone lavorano come formichine, dove l'obiettivo di chi studia è quello di arrivare presto a un lavoro tranquillo e ben pagato per usare il proprio tempo libero per chattare, farsi l'aperitivo con gli amici, guardare la televisione, questo è solo il minimo sindacale.

Basta andare su Facebook, e guardare indietro quando avete letto un post interessante. 

Ovviamente io sono felice di sapere come stanno e dove sono i miei amici, di avere notizie di questo e quello, di conoscere qualche notizia bizzarra. 

Ma una cosa davvero interessante, sulla quale discutere senza che si leggano i soliti luoghi comuni, io ora non la ricordo.

Poca memoria? Forse dovrei avere quella di Umberto...

 
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Zona Franca

Post n°751 pubblicato il 12 Giugno 2015 da card.napellus

Pare che sabato prossimo ci sarà davanti a un ospedale di Bologna una specie di maratona di preghiera per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema dell'aborto.

La cosa mi stimola per più aspetti.

Consideriamo che io già caccerei a calci quelli che stanno davanti all'ingresso degli ospedali a vendere kit di cerotti, a dare depliant di finanziarie, a chiedere soldi per la ricerca in cambio di fiori arance uova. Secondo me a chi passa da quella porta - nel 95% dei casi - girano già i coglioni, e non ha la minima voglia di confrontarsi con questa gente.

Io intorno agli ospedali farei una zona neutra con divieto assoluto di questua, manifestazioni, vendite, collette.

Poi chi manifesta contro una legge dello stato che ha superato revisioni e referendum non si capisce cosa voglia. La legge non costringe nessuno a abortire, lo permette in certi casi. Se non ti va bene, partorisci e bene così.

Si dirà che per un cristiano non fare qualcosa per proteggere un innocente è contro le proprie convinzioni, ma allora costui dovrebbe attenersi a tutte le prescrizioni evangeliche, dunque praticare una vita estremamente frugale dando agli altri tutto quello che non gli è strettamente indispensabile per sopravvivere.

Fra l'altro la preghiera così concepita è fortemente avversata proprio da Gesù, come si legge in Matteo:

"Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà."

Dulcis in fundo, non sopporto chi perde del tempo. Questa manifestazione si ripete in varie città da anni. Visto che non è cambiato niente, evidenetmente al Padreterno va bene così. Invece che pregare, andate a dare una mano a chi ne ha bisogno. Per i soldi chiedete pure a Francesco!

 
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Da oggi.

Post n°749 pubblicato il 03 Giugno 2015 da card.napellus
 

Sono atterrati gli alieni!

Si.

Padre Pio ha vinto la terza edizione del giro d'Italia correndo in incognito!

Ne ero sicuro.

Sono davvero il fortunato vincitore di un iPhone6 perché milionesimo a cliccare su un banner.

Senza dubbio.

Da oggi crederò a qualsiasi cosa.

Si è dimesso Blatter.

Può accedere qualsiasi cosa.

 
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Rieccolo.

Post n°748 pubblicato il 27 Maggio 2015 da card.napellus

Ripubblico a distanza di anni un raccontino che serve a dare un'idea di cosa intendo io per amicizia - quella vera.

PENA ESEMPLARE

Imputato, avete niente da dire a vostra discolpa?

No, vostro onore. Non so ancora per quale motivo mi sono macchiato di un tale abietto crimine, e se ora ci penso mi sembra impossibile. Tuttavia non posso negarlo.

Questa vostra tardiva sincerità vi fa onore, ma non serve più. Ciò che è fatto è fatto, e non esiste un modo per rimediare. Solo una pena severa ed esemplare potrà mettere la parola fine su questa terribile vicenda.

Ne sono convinto, vostro onore. Non chiedo altro se non di procedere quanto prima, perché mi sarebbe impossibile vivere a contatto dei miei simili sapendo che essi conoscono la mia terribile colpa.

Avvocato della difesa, avete niente da aggiungere?

No, vostro onore. Fino a ieri, quando ancora pensavo sinceramente all’innocenza del mio cliente, ho fatto il possibile perché venisse scagionato, ma adesso voglio evitare che si possa anche solo pensare che io volontariamente coprirei chi ha commesso un simile delitto. La sua è una colpa troppo grande, al punto che nemmeno riesco a pronunciarne il nome, tale da non meritare alcuna forma di clemenza, e io stesso chiedo di applicare la legge con la severità necessaria.

Avvocato dell’accusa, quale è la sua richiesta?

Un crimine come quello di cui si è macchiato l’imputato, che il mio collega della difesa ha giustamente evitato di nominare, cosa che farò anch'io, risparmiandomi così il dolore di pronunciare una simile, orrenda scelleratezza, merita la pena più severa.
Il nostro ordinamento non prevede più la pena di morte, avendo da secoli noi raggiunto la liberazione dalla morte e dalla schiavitù dell’invecchiamento, chiedo perciò che l’imputato sia mandato a vivere una vita mortale mediante il trasferimento della sua coscienza, mentre il suo corpo resterà ibernato. Vostro onore delibererà su quale pianeta, ma in base all’estrema gravità degli addebiti io consiglio che la condanna sia scontata sul pianeta Gramanas.

Capisco, signor avvocato, il suo buon cuore e il desiderio di non calcare la mano, ma quella che lei prospetta è una pena troppo lieve. Verrà invece spedito sul pianeta Terra…

L'imputato che fino ad allora aveva scoltato in silenzio con il capo chino per non incrociare lo sguardo dei presenti, caccio un grido che lacerò l’aria: Nooooooo, la prego, dovunque ma non in quella fogna galattica!

Imputato, contegno, non ho finito… sul pianeta Terra, dicevo, all'inizio del ventunesimo secolo, nel continente Europa, nella nazione Italia.

Noooo… Pietà… Meglio dieci vite mortali nelle miniere di Gramanas, meglio cent'anni nel mare di metano del pianeta Horbax, meglio bonificare le paludi dall’atmosfera solfidrica di Merissa. La prego, pietà!

 

Faccia silenzio e non dia spettacolo. E la prossima volta ci pensi su prima di mentire a un amico, criminale!

 
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Géraldine.

Post n°747 pubblicato il 19 Maggio 2015 da card.napellus

La vidi arrivare dal binario sette, e la riconobbi subito: eppure erano passati sedici anni!

Mi avvicinai cercando di frenare l’impazienza, mi sembrava che le gambe volessero correre e solo con uno sforzo riuscii a mantenere un minimo di contegno. Tuttavia a due passi da lei mi cadde l’ombrello, che nemmeno mi fermai a raccogliere.

- Anna! Quanto tempo è passato! –

Vidi i suoi occhi sbattere, segno che anche lei cercava di ricordare o forse che come me non pensava possibile quell’incredibile, fortuito incontro. Ma passati dieci secondi il volto le si illuminò e la bocca si aprì a un sorriso che mi fece tornare indietro nel tempo in modo repentino e violento.

La spiaggia libera, il grande telo da mare che portavo sempre con me in moto d’estate, lei che offriva la sua pelle al sole, coperta solo da un piccolo slip rosa acceso, un sacco di tela con dentro le sole cose che potevano interessarci in quei giorni spensierati: una birra già imbevibile e una bottiglia di tè freddo anch’esso ormai tiepido, i suoi enormi occhiali da sole, una rivista che fingeva di leggere quando metteva a rosolare la schiena, qualche crema.

Ripresomi dai ricordi l’abbracciai subito. Anche considerando il fatto che era vestita in modo consono al periodo autunnale, notai che aveva preso qualche chilo, e mi parve più alta, certo per colpa dei sandali con il tacco che portava. Ai tempi della spiaggia e delle nostre gite in moto sotto ai suoi piedi non c’era che un centimetro di gomma.

- Ma dimmi, come stai? Vivi sempre a Varese? –

- No, abito da anni a Reggio Emilia. In un piccolo paese tranquillo fuori città, ho un appartamento proprio sopra al negozio di alimentari. Una comodità! –

- Che cosa incredibile, vedersi dopo tanto tempo e riconoscersi subito. Ma cosa hai pensato? Io appena ti ho vista ho detto: guarda l’Anna, è uguale a tanti anni fa! Invece immagino che tu abbia pensato: guarda Enrico, ma come è invecchiato!

- No, ma cosa dici Enrico, anche tu non sei cambiato poi tanto. Subito non ti ho riconosciuto, è vero, ma è stato un attimo. Adesso minuto dopo minuto mi sembra di ricordare tutto di te.

La presi per mano e mi diressi verso il bar fuori dalla stazione. Non so cosa hai da fare, gli dissi, ma almeno per un’ora sarai solo mia come quando avevamo trent’anni.

Lei mi strinse la mano e mi sorrise ancora mentre attraversavamo la strada. Entrò per prima e si sedette a un tavolino.

- Cosa prendi tesoro? Ricordo che adoravi il chinotto. Ma forse ora è ancora troppo freddo. –

- Prendimi un caffè, e se non ti dispiace guarda se hanno un tramezzino commestibile: è da stamattina che non mangio niente, ho sempre paura del mal di treno. -

- Agli ordini Anna. –

Dopo tre minuti ero anch’io al tavolino con lei.

-  Ma ora che lavoro fai, Enrico? –

- Sono sempre in movimento, adesso seguo le vendite in Italia di un grosso produttore di articoli per officine meccaniche. Hai bisogno di un trapano, o di una fresa? -

- Ecco, una fresa in soggiorno ci starebbe bene. Com’è, grande? -

- Si, troppo per un appartamento cittadino! Sei sempre impiegata in banca? –

- Veramente lavoro in campo ospedaliero, assistente anestesista. Mi sono laureata una decina di anni fa, dopo qualche difficoltà… sai, mia madre è stata immobilizzata in un letto per sei anni. –

- Mi spiace… il fatto è che dopo quell’estate meravigliosa non sono più riuscito a rintracciarti. Ora non dovrà più accadere. Dammi subito il tuo telefono, l’indirizzo, una mail, qualcosa! –

- Si, è giusto, non perdiamoci più di vista… scrivi: geraldine.delapage@gmail.com

- Geraldine?

- Si, Géraldine. Géraldine de la Page.

 
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Un sogno!

Post n°746 pubblicato il 08 Maggio 2015 da card.napellus

Insomma, ci sono state le elezioni in Inghilterra - intendiamoci, del risultato mi importa ben poco - e si è subito notato qualcosa che ci fa capire quanto sia lunga la strada per l'Italia per avere finalmente una classe politica all'altezza.

Non si erano nemmeno finiti di lavare i bicchieri dove avevano brindato Cameron e i suoi, che i leader dell'opposizione Nigel Farage (1 solo deputato pur avendo il 13% dei consensi, la legge elettorale inglese è spietata), Ed Milliband (capo dei laburisti) e Nick Clegg (che fino a ieri era al governo, ma da domani tornerà nel nulla visto che i conservatori hanno la maggioranza assoluta) avevano rassegnato le loro dimissioni.

Ecco, un sogno per gli italiani: finisce lo scrutinio, uno vince e gli altri SI TOLGONO DALLE PALLE. Non perché siano degli incapaci, ma perché HANNO PERSO e così tornano a fare quello che facevano prima, o quel che cavolo gli pare. Ma non li vedremo più in televisione a dire cazzate o a dire che se pure non hanno vinto, non hanno nemmeno perso.

Dicevo, un sogno... un luogo dove uno che ha preso pur sempre un voto su sette ottiene un solo seggio, dove un alleato di governo se ne va senza storie perché capisce che adesso la sua presenza non è più necessaria, dove in tre giorni si ha il nuovo governo... 

 
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I piedi per terra.

Post n°745 pubblicato il 29 Aprile 2015 da card.napellus

Ieri sera, tornando a casa alle solite ore assurde, mi ascoltavo "la zanzara" su Radio24.

Parlavano del fatto che, secondo alcuni che ne hanno scritto su facebook, il sisma in Nepal è una specie di castigo per il fatto che durante una festa colà si massacrano migliaia di animali.

Questo fra l'altro spiegherebbe il sisma in Emilia, data l'altissima concentrazione di allevamenti di polli e maiali...

Per farla breve, i conduttori del programma non capivano, e io nemmeno, quale sia il nesso fra uccidere animali e il verificarsi di un terremoto in una zona dove, fra l'altro, questi eventi sono molto frequenti.

Notare che questi che hanno scritto su Facebook sono spesso persone di buona cultura, tanto che il conduttore ha potuto rintracciarne uno di sua conoscenza, che ha tirato in ballo l'equilibrio karmico.

Più passa il tempo e più ho la necessità di stare con i piedi per terra. Sarà la vecchiaia.

 
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I sette re di Roma...

Post n°744 pubblicato il 20 Aprile 2015 da card.napellus

Sul blog di Meninsana e su quello di Shark c'è stata una interessante discussione sui testi che a scuola sono letture obbligatorie, e in ispecie sul classico di Manzoni "I promessi sposi".

Detto che a me quell'opera piace poco, e che oltretutto la trovo ambientata in un periodo storico fra i più tristi e miserandi della storia nostrana, ieri nel parlarne con una mia amica francese - che abita a Firenze da oltre vent'anni - mi diceva che in Francia in genere si fa leggere ai ragazzi "Madame Bovary" di Flaubert.

Si dirà: almeno in questa seconda opera si tromba. Poi c'è il fascino del libro maledetto, per quanto oggi le vicende narrate siano roba da adolescenti.

Tuttavia la lettura obbligatoria è diventato in questo caso lo spunto per una riflessione sui programmi scolastici: possibile che un diplomato conosca bene Manzoni, molto bene Dante, abbia una certa conoscenza dei classici di duemila e rotti anni fa ma ignori gran parte della letteratura contemporanea? 

Non si potrebbe far leggere Kafka, o Proust, Camus, Joyce... gente che ha preso il romanzo e lo ha fatto a pezzi e ricomposto, partendo dalla stessa struttura della forma romanzo?

Lo stesso vale per la storia: è giusto che un neodiplomato sappia chi era Giulio Cesare, Ramsete III, Carlo Martello ma non conosca minimamente Mister Truman, Herr Adenauer, Monsieur De Gaulle? Che non abbia nemmeno un'idea di chi fosse Ho Chi Minh, di cosa accadde in Italia in Piazza della Loggia, come mai nell'ultima guerra l'Italia sia stata alleata e nemica di tutti i paesi del mondo in diversi periodi?

Ma si continua a studiare i sette re di Roma, il nome delle Alpi e in generale un mucchio di nozioni INUTILI.

Ah, che giornataccia!

 
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Il tesoretto.

Post n°743 pubblicato il 14 Aprile 2015 da card.napellus

Periodicamente si sente parlare dell'esistenza di "un tesoretto".

Fa parte della politica italiana, in tutto il resto del mondo esiste "un bilancio" che viene fatto periodicamente, e con gli avanzi del bilancio si compensano le spese del bilancio successivo.

Invece in Italia no. Sarebbe come se a una riunione di un consiglio di amministrazione il capo di una grande azienda dicesse: ci siamo trovati dieci milioni fra le mani, che na facciamo?

Ecco, fino a quando io sentirò o leggerò di queste sciocchezze, l'Italia non sarà cambiata.

In ogni caso mi metto in lista, non sia mai che avanzi un poco di questo "tesoretto".

(Anche la parola "tesoretto" mi fa cagare).

 
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La scatola nera del card.

Post n°742 pubblicato il 07 Aprile 2015 da card.napellus

Sei di partenza?

Si, e sono anche in ritardo, dovevo andare in bagno ma finisce che se mi attardo poi succede un casino.

Ma quale aereo piloti?

Quello che parte fra un'ora per Düsseldorf... mi hanno messo copilota Andreas, il giovane...

Ah si, l'ho avuto anch'io con me un paio di volte, simpatico, preparato, anche se tutti dicono che è mezzo pazzo.

Le solite voci assurde che girano, ma ti pare possibile che nel 2015 con i controlli medici che ci sono lasciano volare un maniaco o un depresso? E poi io mi fido più dei pazzerelli che di quelli troppo misurati, che sono i primi a perdere la testa al minimo inconveniente.

Comunque stai attento, io il ragazzo solo ai comandi non lo lascerei mai.

Mi conosci, lo sai bene che decollo e atterraggio li faccio io sempre. Per il resto, è un'ora o poco più di volo orizzonale, che mai potrà succedere?

Ciao, ci vediamo.

A presto.

 
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Incontro a Milan

Post n°741 pubblicato il 31 Marzo 2015 da card.napellus

Per mettere in un'immagine il succo del nostro incontro a Milano ecco i narcisi con il Duomo sullo sfondo. Sotto ai narcisi c'è - ma non si vede - Alessandra, e intorno una dozzina di attempati blogger.

Clima stupendo, sia quello metereologico che quello fra i partecipanti.

Organizzazione impeccabile, fra l'altro l'oste capito con chi aveva a che fare ci aveva riservato una sala con tavolone gigante in un ambiente separato dalla zona dove ristorava gli esseri umani.

Abbiamo anche mangiato bene, ma va detto che sarebbe stato comunque un piacere anche a pane e acqua.

Già pronta la prossima tappa: France mi lascia libera la Sala Nervi il secondo sabato di Giugno e mi mette a disposizione un paio di dozzine di frati e monache per la manovalanza.

 
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ZAC!

Post n°740 pubblicato il 25 Marzo 2015 da card.napellus

Allora, Angiolina si fa togliere il seno per paura del tumore, e poi anche le ovaie per lo stesso motivo. Oltre ai test anche il fatto di aver avuto in famiglia altri casi, come la madre, hanno convinto la nota attrice.

La solita fortuna dei vips.

Mio padre è morto di tumore ai polmoni, mio zio di tumore al cervello.

Che faccio, taglio?

 
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Auguroni, Dario.

Post n°739 pubblicato il 17 Marzo 2015 da card.napellus

Sabato scorso, a distanza di un mese dal compleanno, qualcuno ha festeggiato i diciotto anni. Auguri, ne hai bisogno non sai quanto.

 
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