Creato da Vasilissaskunk il 16/06/2008

ALIVE IN THE NIGHT

(foto di viaggioMIE)

 

 

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E'quiLIbrio? la

Post n°293 pubblicato il 30 Ottobre 2019 da Vasilissaskunk

 

FolgorataMENTE  un attimo che puo’ durare la visione di   chi puoi soltanto immaginare … chiusa tra le fronde di una foresta emozionale salgono cupe vampe di calore umorale… cerco di farmi spazio… ma soffoco … mi opprime un  senso  di sconfitta e muove una necessità perdente…pulsa  nel remoto passato delle mie viscere  una consapevolezza acquisita chissà in quale  passaggio in questa o in quale forma  … ti ho sempre cercato e mai smettero’ di farlo anche se fossi del tutto convinta che tu non esisterai mai …continuerei a farlo… anche se non sarai mai in mia contemporanea  esistenza anche si, io ti percepiro’  in languida essenza  …caldo  e graffiante mi morsichi dall’interno la mia voglia estrema c di connotarti … non mi basta piu’ talvolta  immaginarti … insorge or dunque una  spietata e malfidata  consapovelezza … maldestraMENTE  mai potro’ abbracciarti perchè TU sei  già parte di me … il varco si abbassa sempre piu’ su di me  …dici “ hai tutto! Sii felice” … grata io ora sono … ma nulla vieta tutto questo macinare di ingranaggi emotivi

Esisti?  vorrei poterti parlare di cio’ che sento e provo, non serve nessuna … terapia serviresti tu per riemergere da questa palude umorale … mi …rimane un immagine da invocare …eppure , avrei voluto essere  li … in quale LI ?  …Li ad abbracciarti con tutte le mie costole  a stringerti  stretto stretto a me vicino al cuore … c’è sempre il pozzo al limitar del bosco ma non ci sei piu’ tu …vorrei poterti consolare in finto altruismo per poter sanare tutto  il tormento che ho dentro …

E allora ho indirizzato inutilmente in questi anni parole a persone nella speranza che potessero capirmi perché pensavo di dirle a te  .. ma così non fù… ma io ti cerchero’ nel mare di una lacrima che rende così immenso il mio languire… vibrero’ nella dimensione che piu’ mi si confà …e non ci sarà piu un LI  ma un noi e un qua ………

Commenti al Post:
naturaseitulamiadea
naturaseitulamiadea il 31/10/19 alle 17:03 via WEB
quel cercare reale, carnale ma solo immaginare, che quel modello non si puote imitare...ma solo naufragare in quella tempesta umorale...immagini surrealiste, potenti e languide, come l'amletico: "se questa questa troppo, troppo solida carne, potesse ad un tratto fondersi, liquefarsi, trasformarsi in rugiada..."e sa il tuo cercare come quello di Orlando per Angelica, furioso e struggente...abbracciato accostolato...potenteMente immaginifico
 
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(CXX DEL CANZONIERE CINIANO)

Signor, e’ non passò mai peregrino,
o ver d’altra manera viandante,
cogli occhi sì dolenti per cammino,
né così greve di pene cotante,
com’i’ passa’ per lo mont’Appennino,
ove pianger mi fece il bel sembiante,
le trecce biond’e ’l dolce sguardo fino
ch’Amor con l’una man mi pone avante;
e coll’altra nella [mia] mente pinge,
a simil di piacer sì bella foggia,
che l’anima guardando se n’estinge.
Questa dagli occhi mie’ men’ una pioggia,
che ’l valor tutto di mia vita stringe,
s’i’ non ritorno da la nostra loggia.

 

CANZONIERE DI CINO DA PISTOIA

(CXII canto)
Oimè, lasso, quelle trezze bionde
da le quai riluciéno
d’aureo color li poggi d’ogni intorno;
oimè, la bella ciera e le dolci onde,
che nel cor mi fediéno,
di quei begli occhi, al ben segnato giorno;
oimè, ’l fresco ed adorno
e rilucente viso,
oimè, lo dolce riso
per lo qual si vedea la bianca neve
fra le rose vermiglie d’ogni tempo;
oimè, senza meve,
Morte, perché togliesti sì per tempo?
Oimè, caro diporto e bel contegno,
oimè, dolce accoglienza
ed accorto intelletto e cor pensato;
oimè, bell’umìle e bel disdegno,
che mi crescea la intenza
d’odiar lo vile ed amar l’alto stato;
oimè lo disio nato
de sì bell’abondanza,
oimè la speranza
ch’ogn’altra mi facea vedere a dietro
e lieve mi rendea d’amor lo peso,
spezzat’hai come vetro,
Morte, che vivo m’hai morto ed impeso.
Oimè, donna d’ogni vertù donna,
dea per cui d’ogni dea,
sì come volse Amor, feci rifiuto;
oimè, di che pietra qual colonna
in tutto il mondo avea
che fosse degna in aire farti aiuto?
E tu, vasel compiuto
di ben sopra natura,
per volta di ventura
condutta fosti suso gli aspri monti,
dove t’ha chiusa, oimè, fra duri sassi
la Morte, che due fonti
fatt’ha di lagrimar gli occhi miei lassi.
Oimè, Morte, fin che non ti scolpa
di me, almen per li tristi occhi miei,
se tua man non mi colpa,
finir non deggio di chiamar omei.

 

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