Cieli immensi e immenso amore

Oggi c’è un timido sole. Decido di prendere un’ora tutta per me e mi metto alla finestra. Mi sistemo in una posizione comoda, riesco a dondolarmi e a guardare il cielo, a seguire il lento camminare delle nuvole. Chissà dove vanno, chissà cosa racconteranno altrove.
Fino a poco tempo fa, in un’ora come questa, tutta per me, avrei fumato tanto, e l’avrei fatto perché convinta di avere bisogno di fumare. Ma oggi so che era solo uno dei tanti bisogni creati ad arte dalla mia fervida immaginazione, perché adesso, a pensarci, quel bisogno non ce l’ho, e non è che sia cambiato tanto tra allora e oggi. Il fumo della sigaretta mi ha fatto capire quanto ancora io sia poco matura nel saper distinguere i bisogni veri da quelli inventati, a credere di aver bisogno di tutto e a sprecare tante energie inutilmente.

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Cieli immensi e immenso amoreultima modifica: 2024-01-08T13:00:16+01:00da lisa.dagli_occhi_blu

35 pensieri riguardo “Cieli immensi e immenso amore”

    1. Festeggi il mio addio al fumo, lo so 🙂 E io festeggio assaggiando questo Calvados che costa come un rene, e che chissà che sapore ha! (… mi hai fatto ricordare di quella volta in cui assaggiai per la prima volta lo champagne… io che non bevo niente, nemmeno una birra…)

  1. La citazione battistiana posso solo apprezzarla, in particolare questa specifica.
    Riguardo i vizi, che come tu dici, forse sono solo bisogni artificiosi che ci creiamo, il fumo in effetti è preferibile toglierlo di mezzo, quanto meno per i rischi che implica. La salute a volte ci impone di rinunciare a cose che ci piacciono, quindi è altamente preferibile riuscire nella rinuncia quando ancora è una “scelta” e non un “obbligo” certificato dalla diagnosi di un medico 😉

    1. Sante verità. Non è così facile, sia iniziare che smettere… poi, però, penso che la nostra mente faccia davvero quasi tutto il lavoro. E noi ne siamo davvero raramente consapevoli. Un bacione! – Ps. Battisti è Battisti 🙂

      1. Distinguere i bisogni veri da quelli inventati non è sempre facile. I bisogni veri sono quelli che sono essenziali per la nostra sopravvivenza e il nostro benessere, come il cibo, l’acqua, il riparo, il vestiario e l’amore. I bisogni inventati, invece, sono quelli che non sono essenziali, ma che ci vengono inculcati dalla società o dalla pubblicità.
        È facile cedere alla tentazione di credere di aver bisogno di tutto ciò che ci viene proposto. La società ci bombarda costantemente con messaggi che ci spingono a comprare, a consumare, a essere sempre alla moda. La pubblicità ci fa credere che saremo più felici, più belli, più realizzati se avremo un nuovo smartphone, una nuova macchina, una nuova casa.
        Tuttavia, questi bisogni inventati possono portarci a sprecare tante energie inutilmente. Possono farci sentire insoddisfatti e infelici, anche se abbiamo tutto quello che ci serve per vivere bene.
        Per distinguere i bisogni veri da quelli inventati, possiamo chiederci:
        È necessario per la mia sopravvivenza o il mio benessere?
        Se non lo avessi, sarei in una situazione di disagio o pericolo?
        È qualcosa che mi fa davvero felice o mi rende più soddisfatto?
        Se la risposta a queste domande è sì, allora si tratta di un bisogno vero. Se la risposta è no, allora si tratta di un bisogno inventato.
        Per evitare di sprecare energie inutilmente, possiamo:
        Essere consapevoli dei nostri bisogni reali.
        Imparare a dire di no alle tentazioni.
        Concentrarci su ciò che è importante per noi.
        Se impariamo a distinguere i bisogni veri da quelli inventati, possiamo vivere una vita più semplice, più serena e più appagante.

  2. Correva l’anno 1992 quando smisi di fumare per una costipazione opprimente e mal di gola. Contavo dopo aver ripreso la mia buona salute, di riprendre a fumare, ma non lo feci. Ebbi la forza di respingerle, non mi era mai accaduto prima, eppure fumavo dall’età di dodici anni. Passarono un paio di mesi e cominciai a sentire la mancanza di fumare, in verità avvertivo, la mancanza di tirare boccate avide alla sigaretta. Mi feci foza e fui fermo sulla mia decisione: niente più sigarette! E così passai al sigaro, al mezzo toscano classico: uno la mattina subito dopo il caffè delle 9.30/10 e l’altro il pomeriggio dopo il caffè delle 16.30/17. Non ho mai aspirato, mi limito a tirare la boccata avidamente a cacciar via il fumo! Intendiamoci, questa non è la formula per sostenere che il fumo, basta non ingerirlo, non fa male. Anche così fa male ma almeno, soddisfo quella perversa voglia di tirare boccate…dispersive nell’immediato! Se posso: brava, tieni fede alla tua scelta e non ricadere nella trappola.
    Bella serata mia cara LisaR.

    1. Grazie della tua testimonianza 🙂 Diciamo che quello che più mi premeva era diminuire le dosi, che avevano raggiunto livelli davvero troppo alti… ed è successo così, all’improvviso e spontaneamente. So che molti non approvano l’idea che si possa fumare poco, perché il vizio potrebbe ritornare… al momento non mi faccio troppi pensieri, ma quello su cui rifletto è “il bisogno” che spesso non è reale… ma lo tiriamo in ballo per proteggere qualcosa di cui, per tanti motivi, pensiamo di non riuscire a fare a meno. Un bacione 🙂

  3. Piaceva molto anche a me fumare. Mi prendevo quel tempo e mi gustavo quei gesti in silenzio. Poi ho smesso. Ma di tanto in tanto sarei ritentata. Ma così tanto vizi che questo preferisco davvero lasciarlo perdere…:-)

  4. Ah Lisa! Di quanto poco ha bisogno l’essere umano per sentirsi in pace! Eppure oggi abbiamo così tanti falsi bisogni da non riuscire più a distinguere l’essenziale…
    Buon 2024.

  5. Torno appena adesso dall’aver fumato una sigaretta, l’ultima per oggi. Ormai sono tantissimi anni che va così. Certo, potrei decidere di smettere del tutto. Ma è troppo grande il piacere di fumare una sigaretta quando esco fuori di casa (in casa non si fuma).
    In tutto sono 5 sigarette al giorno e la soddisfazione di fumare, senza che siano le sigarette a fumare me: odio essere dipendente dal vizio. Infatti non ho altro vizio che quello di vivere eheheheheheh! Dunque sono felice che anche tu abbia intrapreso questa strada.
    Un abbraccio di coltri calde per dei sogni felici
    ….w…

    1. Hai trovato il giusto compromesso, e da un vizio, l’hai trasformato in un piacere 🙂 Hai scritto una cosa che mi ha colpita: “non sono le sigarette a fumare me”… è proprio così, quando diventiamo noi stessi quello che io chiamo “bisogno inventato”, non c’è più distinzione e anzi, ne siamo assorbiti. Procede bene, procede che a volte il pensiero bussa, ma non si apre 🙂 Un abbraccio e una serena giornata a te

    1. Bisogna rincorrerla per poterla raggiungere….perché è troppo lontana, oppure semplicemente è troppo vicina che non riesci nemmeno a vederla. Questione di prospettive!

  6. ciaoo carissima. Il Calvados mi piace anche a me, lo bevevo spesso guidando e soggiornando in Bretagna e Normandia. Cose necessarie e cose futili ? mica si vuol diventare dei robot. Ce ne sono di cose che facciamo e che ci fan star bene e che alla fine sono dei vizi, o delle abitudini da poco. CI sta. Basta non esagerare. Se stai bene con te stessa ora che hai smesso, va bene cosi, direi.
    Un abbraccio

  7. Adoro guardare le nuvole! *_* Vanno, vengono… 😀

    Riuscire a smettere una cattiva abitudine rende fieri di sé perché fa sentire più forti di lei che, molto spesso, è , oltre che cattiva, una ‘stupida’ abitudine.

    Spero che il nuovo anno ti porti tante cose belle! *_*

  8. Non sono un fumatore, so che è difficilissimo smettere e ancor di più mettere in discussione la propria scala dei valori e se stessi . Per questo hai tutta la mia ammirazione e il mio sostegno. Ciao:)

  9. La cosa davvero triste è che per ‘goderci l’attimo’ abbiamo sempre bisogno di un additivo, che sia fumo, alcol o altro. Una delle tante falsità che ci raccontiamo. Buona domenica sera

  10. Questo è un bellissimo momento di introspezione e consapevolezza. La tua capacità di cogliere la bellezza del momento presente, prendendoti del tempo per te e riflettendo sulle tue abitudini passate, dimostra una profonda crescita personale. È un grande passo riconoscere che certi bisogni erano solo frutto della tua immaginazione o abitudini create artificialmente, e il fatto che ora riesci a distinguere tra bisogni veri e bisogni inventati è un segno di maturità e consapevolezza. Continua su questa strada di autoconsapevolezza e crescita personale, e vedrai che sarai sempre più in grado di vivere la vita in modo autentico e soddisfacente.

    1. Ti ringrazio per l’incoraggiamento. Ci vuole sempre (forse oserei dire costantemente). Credo che distinguere sia il primo passo. Non è sempre facile accettare, ma confido nel tempo e nella crescita… si 🙂 Un abbraccio

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