Lugano addio

In un giorno qualunque, lui morì.
La malattia era stata lenta e dolorosa, ma alla fine tutto svanì in pochi istanti.
Aveva smesso di respirare e il mondo aveva smesso di avere un senso.

Lei faticò non poco a comprendere quel corpo morto, perché non voleva credere che fosse il suo (il suo di lui, certo). Soffriva ogni volta che lo chiamava senza ricevere risposta, continuava senza sosta a provare in ogni modo: a scuoterlo con forza, poi a sussurrargli parole dolci all’orecchio. Non voleva crederci che fosse morto.
La sua agonia fu lenta e dolorosa, ma alla fine tutto svanì in pochi istanti.
La puzza di quel corpo ormai deformato dal tempo si faceva sentire fin dentro alle ossa e non era più possibile, per lei, credere che fosse ancora vivo.
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Così lui piano piano tornava alla terra e diventava altro e fu come se non fosse mai esistito.
Lei ricompose i suoi abiti sfatti dal lungo penare, si pettinò i capelli ormai lunghi, e se ne andò.

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lugano addio
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Lugano addioultima modifica: 2024-01-27T12:40:00+01:00da lisa.dagli_occhi_blu

23 pensieri riguardo “Lugano addio”

  1. L’arte vivrà anche senza di noi.
    Superba e immortale come la poesia,come la natura, sorriderà sempre sulle nostre rovine.
    Noi che viviamo questi giorni nefasti dovremmo cercare di essere uomini.
    Abbiamo ben altro da deplorare che il silenzio delle muse.

        1. Mi rendo conto che nel precedente commento sono stato forse un po’ troppo sintetico!
          Volevo chiarire che mi ha fatto sorridere (in realtà ho “sghignazzato” ma non voglio sembrare irrispettoso!) la tua risposta a cassetta2.
          Il fatto è che dopo “commento interessante” mi aspettavo tutto tranne che “non capito”: questo perché io per giudicare “interessante” devo “capire” altrimenti lo definirei “confuso/misterioso/etc.”.
          Al tuo posto, per esempio, avrei scritto qualcosa del tipo “Commento interessante ma non sono sicuro di averlo capito” intendendo che mi ero fatto delle ipotesi sul suo significato ma senza essere certo di aver interpretato correttamente il pensiero originale.

          Il fatto è che io sono Ti come funzione primaria: quindi devo astrarre e legare insieme in un filo conduttore i concetti di ciò che leggo: se non ci riesco allora tendo a “buttare via” tutto.
          Chi invece si basa su F riesce ad apprezzare i singoli concetti, colori, immagini mentre legarli insieme diviene secondario nel loro giudizio. In altre parole chi si basa su F può ritenere interessante anche senza bisogno di comprendere completamente…

          Ormai devo darti un parere anche sul racconto.
          Mi è piaciuto: alcune immagini sono molto forti, le parole che scegli sono belle. Ho apprezzato il finale.
          Poi, chiaramente, essendo Ti mi sono lasciato confondere da particolari che cerco di interpretare. Come unico esempio il titolo: mi chiedevo il significato di “Lugano” che poi non sembra rilevante nel testo… Comunque, essendo un racconto che si fonde con la poesia, non mi preoccupo più di tanto e attribuisco ciò che non capisco a “scelta poetica/esperienza o significato personale/etc.”

          Scusami per il commento lungo: forse era meglio se lasciavo quello super sintetico e basta!

          1. Sorrido lunghissimamente e dolcemente. Parto con ordine… la mia risposta a cassetta2 immagino sia incomprensibile per chi non conosce cassetta2 🙂 In effetti il commento non l’ho mica capito, ma era interessante l’uso ricercato e altisonante delle sue parole (magari scritte anche a caso e senza nesso col post – nota personale). Poi un po’ conosco anche te, che sei molto più logico di me, e quindi (sorrido di nuovo) comprendo la non logica del mio commento ai tuoi occhi 😉 Il post beh… è una metafora di un’esperienza, la morte non è certamente reale, ma quando qualcuno sparisce in fondo è un po’ come se morisse nella tua quotidianità, nel tuo mondo. E per quanto ci si ostini a non volerlo credere, arriva il momento in cui devi cedere all’evidenza: come quando vedi un cadavere che lentamente diventa polvere… cos’altro puoi fare se non dire “ok, non c è più”? Lugano, sì, non ha alcun significato, ma oltre alla bellezza della canzone in sé, ci sono frasi che invece bene si adattano all’esperienza vera. Come il lago, che era un altro, certo. Ma esisteva ed era reale, come il suo sorriso e i suoi capelli…
            E invece no, hai fatto benissimo a scrivere questo commento lungo! Mi ha fatto piacere riceverlo e mi ha fatto piacere scrivere 🙂

    1. Difficile, hai usato il termine più giusto. Quando qualcuno se ne va, si fa presto a dire “ciao”. Nella realtà non è così. Siamo esseri umani con tutte le nostre fragilità, i nostri desideri, i nostri bisogni. Siamo noi che “restiamo” a soffrire di più. E si fa anche presto a dire “hai un’età” quando poi vorresti spaccare solo tutto, pur sapendo che spaccare tutto non si può 🙂

  2. Sembra strano , la morte ha un profumo dolciastro ..che penetra nelle narici e ti rende estraneo il corpo di chi ami. Se l’hai conosciuto non lo dimentichi,e se lo senti il tuo cuore sanguina..nella consapevolezza che tutto ciò che è stato non sarà più e chi ora giace non è più l’amato… ma un’involucro ……
    Oh Lisa che pensieri tetri a quest’ora*_* T’abbraccio forte..e non t’invio al muretto per fumare perché mi pare d’aver capito che hai smesso.Brava*_*

    1. Simo! Dai che ogni tanto una ci sta! Poche, ma buone 🙂 E si, hai ragione. Non si dimentica. Ma vivere di ricordi che senso ha? Soprattutto se fanno male… soprattutto se ti impediscono di cogliere quanto di bello c è ancora al mondo! Come scrivevo poco fa, si tratta di una semplice metafora. La morte vera ha un altro sapore ancora, ma anche quella “obbligata” necessita di tempo per essere compresa. Quando poi le domande sono ancora tante, ma le risposte non ci sono, l’unica via possibile e’ andarsene. Rifarsi il trucco, i capelli, sistemarsi i vestiti, ricomporsi e riprendersi un po’ di vita. Di fiato. Di serenità. Sì fiducia. Di bellezza. Un bacio grande!

  3. Non ridevo di Lugano addio,non ridevo su Lugano addio, non ridevo per Lugano addio in sé, né per Lugano addio in quanto tale. Non ridevo mica! Non era una risata!

  4. Il tragico è che non c’è mai più di tanto da capire, quando ci si ritrova davanti alla dipartita di un affetto. Che sia breve o infinita l’agonia, il risultato è tutto lì: un corpo immobile e senza vita che inizia a decomporsi. Certo, vien da pensare a quanto tempo ci sia voluto per arrivare lì. E quanto poco ci vorrà per degradare del tutto. Ma, la cosa ancor più stupefacente, è la metafora che può ben rappresentare la dipartita di un amore: anche qui, non c’è poi da capire più di tanto. Le cose nascono, crescono e infine si disfano. Perché è nella loro essenza naturale d’esser così. È nella nostra più intima e profonda essenza naturale esser così.
    Un bacio scintillante di stelle
    ….w…

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