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. . Nel sogno di questi mille risvegli è esserci. .
E svegliarsi ogni volta diversi come se sbattendo le ciglia degli occhi pettinassero piano l’azzurro di mille universi. .
Come se nel nascondiglio in cui giace la voglia ne prendesse la forma. .
Un guscio, una foglia accartocciata, una sfera di vetro tagliata, l’involucro evanescente del niente in cui tutto si espande. .
Mille volte scoprirsi diversi ed esserci sempre ricomposti e gli stessi. .
Come se le labbra ad ogni risveglio parlassero senza proferire parola dove prima solo il verbo c’era. .
E limpida l’immagine ricostruisce la sfera, la foglia, l’evanescente niente e nulla sarà più come prima. .
Il primo di quei mille che ha tagliato la sfera, e l’ultimo a ricomporla dove prima il tutto non era. .. .
Grazie
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. . .. E’ così facile arrendersi, tanto da dimenticare come si fa a difendersi. E non è un caso, se quando lo fai diventa una scelta, e mai rinuncia. .
C’è, nell’atto stesso di arrendersi una volontà precisa che sceglie, e nella scelta centra il bersaglio. Lo colpisce senza ferirlo, ignorandolo. .
Arrendersi e girare lo sguardo, distoglierlo dai sentimenti che lo accompagnano e contribuire a renderlo più piccolo. Lo stai facendo svanire, ora. E lui, piano, è già diventato polvere. .
Avere coraggio di arrendersi, avere coraggio. E nell’intimo ostacolo che hai superato, il senso di un’esistenza che dimentica l’attrito e la tua mano diventa velluto. . . .
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Post n°146 pubblicato il 11 Maggio 2012 da gaza64
.. .. . Ramifichi, senza nemmeno saper dove andare. Protendi i tuoi rami e lasci le foglie uscire, seccare, cadere. Sembri chiuderti quando ti passa accanto il vento, che rapido muove e spezza e trascina via i rami più vecchi, e i più giovani piega al suo volere, al suo prepotente andare e tornare. .
Di muschio ti lasci avvolgere, e il verde di quella creatura soffice sul duro legno che umido lo accoglie, cresce. .
Come me, appoggiata alla forza protettiva che rappresenti, a sentire con l’orecchio la tua linfa estendersi, a nutrirmi di un frutto caduto ai miei piedi, nudi. .
Tenerezza di un momento unico, quando finalmente ti abbraccio. E il ruvido della tua esistenza diventa solo per me morbido. .
E ti apri e ti stiri e reagisci nell’intimo delle tue radici. E sei quell’albero, quel ramo quel frutto. .
Ed io sotto di te, umida e soffice come quel muschio, ti abbraccio, ti guardo, e di tutto ciò che sei, mi nutro. . . . .
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. . Non solo per spiegarti, ma per capire. .
E avverto il limite della tua comprensione, e mi sento svanire come se fossi inutile, superflua, allontanata a forza come se tentassi un’intrusione. .
Non voglio questo, io vorrei solo restare. . Ma non posso bussare cento volte perché mi fa male la mano, amore. .
Non ti accorgi quando soffro, e mi viene da piangere, e dentro te rinchiudermi, e tra le tue braccia sparire? .
Non senti nell’abbraccio il bisogno e l’intima certezza che solo li potrei star bene? .
Insieme. .
Non solo per spiegarti, ma per capire. .
L’istinto che mi fa muovere e verso qualcun' altro andare, come se fossi grande, come se sapessi già dove sia l’altrove. .
E come credere che sia possibile chiederti senza avere nulla da offrire? .
Io ce l’ho, e vorrei che fossi tu ad averlo, amore. . .
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. .. . Un giorno sommergerai la mia isola, ed io non avrò più il cielo da guardare. Il verde che su di me cresceva marcirà nell’acqua, ed io mi ricoprirò di alghe. Non avrò più sentieri da seguire, ma profondi anfratti. .
Nessuno calpesterà più la mia terra, che si assottiglierà disperdendosi a fondo, e sarò solo sfiorata come uno scoglio duro raffreddato o scaldato dalle tue correnti, e mai più dal sole. .
Un giorno sarai tempesta, e frusterai con forza i miei ripidi fianchi, modellandomi come se fossi di creta, e forse è ciò che io sono. .
Quando sarai calmo, e il tuo limpido liquido non riuscirà che a spostarmi i germogli, esploderò nei colori che mi animeranno e nella tua trasparenza li lascerò filtrare, affinché gli occhi di chi ancora si ricorderà di me, possa vedermi. .
Un giorno sommergerai la mia isola ed io te lo lascerò fare. E quel giorno io diventerò qualcos’altro, mentre tu continuerai ad essere mare. . .
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Inviato da: selvaggia69_2
il 24/05/2012 alle 10:28
Inviato da: gaza64
il 24/05/2012 alle 10:18
Inviato da: gaza64
il 24/05/2012 alle 10:01
Inviato da: gaza64
il 24/05/2012 alle 09:56
Inviato da: gaza64
il 24/05/2012 alle 09:45