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Un blog creato da gaza64 il 10/04/2010

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Campo minato

Post n°296 pubblicato il 28 Novembre 2014 da gaza64
 

 

Abbassava sempre lo sguardo,
perché di certi sguardi aveva paura.

Solo quando correva
non aveva bisogno di farlo.

Perché un bersaglio mobile difficilmente
può essere colpito.
Anche da uno sguardo.

Voleva crescere senza più portarsi dietro
quella croce.
Ma era lei la sua croce ed anche la croce,
con lei,
sarebbe cresciuta.

A meno di non essere abbattuta.

Ma tra l'abbattimento fisico e morale,
si diceva,
non c'è alcuna differenza.

Solo tra correre e restare immobile
ce n'era.

Una croce che corre potrebbe anche volare.
Anche ad occhi chiusi.
Anche prima di morire.

Da un campo minato di sguardi.
Ognuno dei quali
con i suoi bersagli,
le sue croci
e i suoi inganni.


 
 
 

Giochi di ruolo

Post n°295 pubblicato il 24 Novembre 2014 da gaza64
 

 

- Cosa vuoi da me?
- Cosa vuoi da me?

 

- Perché hai ripetuto la mia stessa domanda?
- Perché è ciò che avresti voluto che io ti chiedessi.

 

- Voglio te.
- Voglio te.

 

- Perché hai ripetuto la mia stessa affermazione?
- Perché è ciò che avresti voluto che io affermassi.

 

- Perché è ciò che avrei voluto che tu affermassi?
- Perché avevi bisogno di una conferma.

 

- Ed ora ce l'ho?
- No.

 

- Perché?
- Perché io non ho risposto per me, ma per te.

 

- E' molto diverso?
- Potrebbe anche non esserlo.

 

- Diverso allora cos'è?
- Il ruolo.

 

- Il tuo qual è?
- Rispondere a te.

 

- E il mio?
- Domandare di me.

 

- Secondo te perché?
- Perché io non sono te.

 

- E tu chi sei?
- Non domandarmelo mai.

 

 

 
 
 

Mondi

Post n°294 pubblicato il 20 Novembre 2014 da gaza64
 

 

Disegno di Antonine De Saint-Exupéry



Ognuno ha il suo mondo

disegnato su un pezzo di carta che spesso smarrisce.

 

A volte è circoscritto da una riga,

altre volte è solo un punto sospeso su un foglio

trasportato dal vento che,

seppur muovendosi,

lo fa restare fermo.

 

Qualcuno aggiunge personaggi tracciandoli

ciascuno con le proprie caratteristiche:

in piedi, seduti, prostrati, forti, indifesi.

 

Servono a riempire lo spazio vuoto del foglio.

 

Spesso sono essi stessi a chiudere il cerchio.

 

A volte restano fuori.

Altre volte imprigionati dentro.

 

 

 
 
 

Corpi

Post n°293 pubblicato il 14 Novembre 2014 da gaza64
 

 

Aderirai al suo corpo con la stessa

delicatezza e forza e smisurata invadenza.

 

Lo farai pensando e modulando la voce che quel

pensiero tradurrà per lei soltanto.

Coniugato in ogni tempo come

è giusto che sia,

quando il verbo esprime l'eterno.

 

Prosciugherai la sua mente succhiandola

lentamente.

Ne carpirai i segreti rivelandone altri in quel

vicendevole scambio di liquidi e spazi

riservati agli amanti.

 

Lo farai con gli occhi chiusi e gli occhi aperti,

perché è così che l'amore si manifesta.

Nel buio e nella luce di ciò che lo riguarda

e in tutto ciò che essere amati contempla.

 

Tornerai per amare ed essere amato

ricordando il momento futuro e quello passato

come quando si crede d'aver veduto

ciò che ancora non si è visto,

eppure ricordato.

 

E lo farai senza tener conto del tempo.

Lo farai a prescindere da ciò che è stato o sarà.

Perché cosi ti è stato insegnato.

Perché è per quello che sei nato.

 

Di amore in amore vissuto.

Di eterno amare e amato.

Tornato ora.

Mai andato.

 

 

 
 
 

Mistero

Post n°292 pubblicato il 10 Novembre 2014 da gaza64
 

 

- Torneranno di nuovo le parole?

- Dagli prima il tempo di andare.

 

- Per quanto tempo, ancora, viaggeranno?

- Dipenderà dalla lontananza che le separa.

 

- Le separa da cosa?

- Dalla comprensione di chi le leggerà.

 

- Chiunque saprà comprenderle?

- Non tutti, e non sempre.

 

- Da cosa dipende?

- In parte da ciò che tu hai scritto.

 

- Ma io non l'ho fatto.

- Allora è diverso.

 

- Perché?

- Perché la parola, espressa attraverso il solo pensiero, è un mistero.

 

- E un mistero cos'è?

- L'incertezza di non sapere mai cosa è stato o sarà compreso.

 

- Io lo so.

- Come fai a saperlo?

 

- Lo so perché è quello che avevo pensato.

- Cosa?

 

- Che saresti tornato.

 

  

 
 
 
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