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Un blog creato da gaza64 il 10/04/2010

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Mai una sola

Post n°302 pubblicato il 19 Dicembre 2014 da gaza64
 

 

Amo le cose pensate,
e la misura.

 

Gli ambienti allegri quando l'allegria è condivisa,
e la serietà,
quando è richiesta da una parola sola.

 

Amo la compagnia discreta dei bambini più
dell'indiscrezione degli adulti.

 

L'occhio,
quando è assente dal luogo in cui si trova,
perché altrove non ha paura.

 

Amo la vita quando ti abbraccia ed anche quando,
dopo averti abbracciato,
ti lascia.

 

L'ultima volta più della prima,
perché il ricordo non è ancora un ricordo vero,
se non hai bisogno di chiudere gli occhi,
per vederlo di nuovo.

 

Amo amare e sorridere e piangere al pensiero di saperlo fare.

 

Il famelico impulso a distruggere il niente,
a vederlo apparire mentre disegno ignorandone la storia,
il motivo, e la destinazione.

 

Di fatto amo anche ciò che non riesco ad odiare.
Una scatola piena di oggetti inanimati che,
a toccarli,
mi sembra di riuscire a vivere.

 

Le cose speciali e quelle comuni.

 

Quelli che corrono,
e quelli che non riescono a stare in piedi da soli.

 

Non l'avevo mai detto,
ma ho amato profondamente averlo fatto adesso
senza distinzione né volontà di distinguermi.

 

Perché amare,
di fatto,
non è frammentazione di un insieme,
ma integrazione.

 

Si annulla nella somma che produce
senza scomparire mai se non nell'individualità che la compone.

 

Amo le cose pensate e la misura:
quelle per l'estensione infinita e l'altra per il tentativo di definirla
senza mai renderla unica.

 

Né sola.

 

 
 
 

Oggi

Post n°301 pubblicato il 16 Dicembre 2014 da gaza64
 

 

Oggi un petalo ha baciato una foglia,
che è diventata rossa.

La piuma di un'ala è volata più
lontano di una farfalla.

La cornice del quadro si è appesa al suo fianco
lasciandolo solo.

La gamba del tavolo si è rotta 
ed è stata ingessata.

Il filo d'erba ingiallita si è tinto.

Il vecchio credeva di essere morto e
invece è invecchiato.

L'anello più bello è un disegno.

Il sentiero di collina è battuto dal vento
e accarezzato dal fango.

La bambina è una bambola che
non parla come una bambina.

La prima è sempre l'ultima
rispetto alla successiva.

Il pensiero non è mai solo un pensiero.

Ciò che è falso non è sempre vero.

La casa ha una porta sola.

Il meglio del meglio del meglio
è, di tre, un gemello.


 
 
 

Festa a sorpresa

Post n°300 pubblicato il 12 Dicembre 2014 da gaza64
 

 

Di tristezza mi vesto a festa.

Eufemismo elegante a simulare la situazione.

Inizia con un inno alla gioia
e proprio in quel momento sorrido ed alzo gli occhi alla
navata malamente affrescata.

Povera vita,
attesa ad una festa a sorpresa alla quale,
però,
non è intervenuta.

Chiamata altrove,
come l'incenso che, asperso, già sale.
E la sua nuvola è il mistero che puoi inseguire con gli
occhi solo dopo averli truccati con un colore scuro,
e dopo averlo perduto.

Resta la fiamma che l'ha sprigionato.

L'odore mischiato alla folla di fiori incartati
di plastica bianca: anch'essi deceduti e ricomposti come
una salma.

L'ultima nota di un canto di gioia
che stride con la tristezza di un vestito
nero indossato a festa.

L'ultimo viaggio dentro a una scatola vuota.
Ché il resto se n'è già andato seguendo l'incenso,
oltre la navata malamente affrescata.

Mentre l'acqua santa precipita a terra seguita
dalla nota e dalla lacrima.

E lì resta,
inchiodata alla vita. 

 

 
 
 

Considerazione

Post n°299 pubblicato il 09 Dicembre 2014 da gaza64
 

 

Sorridi pure di me,

ma sorridimi.

 

 
 
 

Con gli occhi

Post n°298 pubblicato il 05 Dicembre 2014 da gaza64
 
Tag: Uomo

 

 

 

Ad essere uomini

bisogna provarlo.

 

Allora indosso i tuoi pantaloni,

metto una delle tue camicie,

lo stesso profumo.

 

Raccolgo i capelli e mi osservo diversamente

da come sono.

 

Sono un uomo?

 

Infilo le mani in tasca ed attraverso la stoffa

cerco il mio sesso.

 

Ma è lo stesso.

 

Allora distrattamente accarezzo l'idea di diventarlo.

Sciolgo, tra quelle pieghe, i nodi che m'impediscono

di esserlo.

 

Una metà recisa e germogliata altrove che

svela il segreto di essere ciò che non sono.

 

Basta guardarmi come mi guarderebbe un uomo.

 

E torno chi ero.

E so come sono.

Con gli occhi di un uomo.

 

 
 
 
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