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Ogni Volta

Post n°438 pubblicato il 27 Aprile 2017 da gaza64
 

Opera di Elio Vigna

 


Mi innamoro ogni volta,

ed ogni volta innamoro Ogni Volta.

Sono una girandola che dal vento si lascia muovere

e sono io che mi muovo.

Causa ed effetto dello stesso fenomeno e il fenomeno stesso.

Non riesco a sciogliermi dal vincolo di un prima e di un dopo che

non conosce altro tempo che questo.

E mi sembra strano poterlo, e naturale saperlo come se

fosse questo e quello il mio aspetto e ciò che è

fuori è dentro e sono insieme e soli allo stesso tempo.

Ti trovo e ti perdo e non ho mai avuto altro

ed altro non avrei mai voluto,

perché ce l’ho già e sempre l’ho avuto.

Un gioco serio che diverte e commuove,

qualcosa che sta fermo e si muove.

Perciò mi innamoro e innamoro,

perché amandomi amo e

non vincendo mai ho perduto sempre e

mi diverto seriamente.

Lo penso davvero e spiegarlo e spiegarmelo è

quasi superfluo quanto indispensabile come

lo sarebbe se fosse definitivo e non precario.

Per vivere vivo e per amare amo.

E se per vivermi e amarmi non hai bisogno d’altro che

ciò di cui necessiti,

allora ci sono,

e ci siamo.

Amiamoci,

amiamo.

 

 
 
 

Disarmanti parole

Post n°437 pubblicato il 24 Aprile 2017 da gaza64
 

 

- Procurati un silenziatore.

- A cosa devo applicarlo?


- Alla tua bocca.

- Perché?


- Perché quando parli fai male.

- Tanto da uccidere?


- Da morire.

 

 
 
 

Di una croce il dolore

Post n°436 pubblicato il 10 Aprile 2017 da gaza64
 

 

 

Esistono croci pesanti e croci leggere.

 

Più grandi,

più piccole,

di foggia e colore diverso.

 

Croci che puoi accarezzare e cullare ed

altre che hai seppellito ma che

continui a sentirti addosso e a vedere.

 

Esistono croci rimaste impresse sulla pelle e

croci appese dietro un altare.

 

Non esiste una differenza sostanziale tra le

une e le altre se non per il tempo che è trascorso o che

trascorrerà fino al momento in cui le potrai abbandonare.

 

Ed è questo, forse, il peso maggiore da sopportare.

 

Di una croce il dolore che ti sopravvive,

e che non puoi più sostenere.


 

 
 
 

Raramente sempre

Post n°435 pubblicato il 05 Aprile 2017 da gaza64
 

 

 

Oggi mi va di ricordarti, perché alla perfezione si
pensa raramente essendo una presenza discreta che ti
resta sempre accanto.

 E nonostante i tuoi tentativi di renderla meno evidente,
è qui che sei sempre rimasto.

 Non come l’imperfezione, che come un tarlo produce polvere
sotto le
cose che lentamente divora, non come il pezzo di
cibo rimasto incastrato tra un dente e l’altro e ti tormenta la
lingua con la sua presenza affinché tu lo tolga.

 Quella non ti abbandona mai finché non l’hai risolta
ristabilendo l’equilibrio perfetto tra ciò che percepisci in
sua assenza e solo allora diventa perfetta presenza:
proprio quando l’imperfezione manca.

 Tu non mi manchi mai, perché tu sei l’incarnazione del
benessere che non sottende alcuna liberazione, essendo libero di
manifestarti per ciò che sei, anche se non lo sai o fingi di non
saperlo come farebbe chiunque fosse perfetto come te,
e senza alcun dubbio di esserlo.

 Perciò ti ricordo, non perché io abbia dimenticato,
ma per farti sapere che l’ho sempre saputo; e come il tarlo
rivela la sua presenza attraverso l’imperfezione di un

foro in un pezzo di legno prima intatto e perfetto,
anch’io ho bisogno ogni tanto di contarmi i fori dove tu non c’eri,
non sei stato né sarai.

 Perché tu sei a prescindere da me e da qualunque corpo
penetrerai mai se non attraverso il pensiero che diventa
corpo esso stesso,
ma senza polvere addosso.

 Un corpo perfetto.

 

 

 
 
 

Libero arbitrio

Post n°434 pubblicato il 31 Marzo 2017 da gaza64
 
Tag: abisso

 

 

Il primo passo verso l'abisso,

è un tuffo.


 

Sconsiglio la visione del video a chi teme il vuoto,
ma anche a chi lo ama tanto.


 
 
 
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