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Esserci

Post n°148 pubblicato il 23 Maggio 2012 da gaza64
 

.

.

.

Nel sogno di questi mille risvegli

è esserci.

.

 

E svegliarsi ogni volta diversi

come se sbattendo le ciglia

degli occhi pettinassero piano

l’azzurro di mille universi.

.

 

Come se nel nascondiglio in cui

giace la voglia

ne prendesse la forma.

.

 

Un guscio,

una foglia accartocciata,

una sfera di vetro tagliata,

l’involucro evanescente del niente

in cui tutto si espande.

.

 

Mille volte scoprirsi diversi

ed esserci sempre ricomposti

e gli stessi.

.

 

Come se le labbra ad ogni risveglio

parlassero senza proferire parola

dove prima solo il verbo

c’era.

.

 

E limpida l’immagine ricostruisce

la sfera,

la foglia,

l’evanescente niente

e nulla sarà più come prima.

.

 

Il primo di quei mille

che ha tagliato la sfera,

e l’ultimo a ricomporla

dove prima il tutto non era.

..

.

 

Grazie

 

 
 
 

Avere coraggio

Post n°147 pubblicato il 16 Maggio 2012 da gaza64
 
Tag: Velluto

.

.

.

..

E’ così facile arrendersi,

tanto da dimenticare come si fa a difendersi.

E non è un caso,

se quando lo fai diventa una scelta,

e mai rinuncia.

.

 

C’è,

nell’atto stesso di arrendersi

una volontà precisa che sceglie,

e nella scelta centra il bersaglio.

Lo colpisce senza ferirlo,

ignorandolo.

.

 

Arrendersi e girare lo sguardo,

distoglierlo dai sentimenti che lo accompagnano e

contribuire a renderlo più piccolo.

Lo stai facendo svanire, ora.

E lui,

piano,

è già diventato polvere.

.

 

Avere coraggio di arrendersi,

avere coraggio.

E nell’intimo ostacolo che hai superato,

il senso di un’esistenza che

dimentica l’attrito e

la tua mano diventa velluto.

.

.

.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Diversi da come siamo, ma uguali.

Post n°146 pubblicato il 11 Maggio 2012 da gaza64

..

..

.

Ramifichi,

senza nemmeno saper dove andare.

Protendi i tuoi rami e lasci le foglie uscire,

seccare,

cadere.

Sembri chiuderti quando ti passa accanto il vento,

che rapido muove e spezza e trascina via i rami più vecchi,

e i più giovani piega al suo volere,

al suo prepotente andare e tornare.

.

 

Di muschio ti lasci avvolgere,

e il verde di quella creatura soffice sul duro legno

che umido lo accoglie,

cresce.

.

 

Come me,

appoggiata alla forza protettiva che rappresenti,

a sentire con l’orecchio la tua linfa

estendersi,

a nutrirmi di un frutto caduto ai miei piedi,

nudi.

.

 

Tenerezza di un momento unico,

quando finalmente ti abbraccio.

E il ruvido della tua esistenza diventa solo per me

morbido.

.

 

E ti apri

e ti stiri

e reagisci nell’intimo delle tue radici.

E sei quell’albero,

quel ramo

quel frutto.

.

 

Ed io sotto di te,

umida e soffice come quel muschio,

ti abbraccio,

ti guardo,

e di tutto ciò che sei,

mi nutro.

.

.

.

.

 

 
 
 

Quando mi sento piccola

Post n°145 pubblicato il 03 Maggio 2012 da gaza64
 

.

.

Non solo per spiegarti,

ma per capire.

.

 

E avverto il limite della tua comprensione,

e mi sento svanire come se fossi inutile,

superflua,

allontanata a forza come se tentassi un’intrusione.

.

 

Non voglio questo,

io vorrei solo restare.

. 

Ma non posso bussare cento volte

perché mi fa male la mano,

amore.

.

 

Non ti accorgi quando soffro,

e mi viene da piangere,

e dentro te rinchiudermi,

e tra le tue braccia sparire?

.

 

Non senti nell’abbraccio il bisogno e

l’intima certezza che solo li potrei

star bene?

.

 

Insieme.

.

 

Non solo per spiegarti,

ma per capire.

.

 

L’istinto che mi fa muovere

e verso qualcun' altro andare,

come se fossi grande,

come se sapessi già dove sia l’altrove.

.

 

E come credere che sia possibile

chiederti

senza avere nulla da offrire?

.

 

Io ce l’ho,

e vorrei che fossi tu ad averlo,

amore.

.

.

 

 
 
 

Isola

Post n°144 pubblicato il 26 Aprile 2012 da gaza64
 
Tag: occhi

.

..

.

Un giorno sommergerai la mia isola,

ed io non avrò più il cielo da guardare.

Il verde che su di me cresceva marcirà nell’acqua,

ed io mi ricoprirò di alghe.

Non avrò più sentieri da seguire,

ma profondi anfratti.

.

 

Nessuno calpesterà più la mia terra,

che si assottiglierà disperdendosi a fondo,

e sarò solo sfiorata come uno scoglio duro

raffreddato o scaldato dalle tue correnti,

e mai più dal sole.

.

 

Un giorno sarai tempesta,

e frusterai con forza i miei ripidi fianchi,

modellandomi come se fossi di creta,

e forse è ciò che io sono.

.

 

Quando sarai calmo,

e il tuo limpido liquido non riuscirà che a spostarmi

i germogli,

esploderò nei colori che mi animeranno e nella

tua trasparenza li lascerò filtrare,

affinché gli occhi di chi ancora si ricorderà di me,

possa vedermi.

.

 

Un giorno sommergerai la mia isola ed io

te lo lascerò fare.

E quel giorno io diventerò qualcos’altro,

mentre tu continuerai ad essere mare.

.

.

 

 

 
 
 
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