Creato da woodenship il 23/08/2010

delirio

una spirale

 

Perseidi(stelle cadenti)***

Post n°402 pubblicato il 12 Agosto 2017 da woodenship
 

...i predoni in suv sfrecciano

vecchia la strada, nuovo il totem

a rotelle, da riasfaltare

come sandali bucati:

 

Perseidi sono granelli d'universo

a contatto con l'atmosfera

s'incendiano pulviscolo

stelle cadendo

 

...i desideri espressi inseguono

paralleli

 

... non si consumasse si sarebbe più poveri

e poveri fa brutti sporchi e cattivi:

 

"ricchi fa belli"

 

direbbe l'Odisseo del Volturno all'Iro di turno

prime d'infilzarlo con dardo di rimessa

... tanti i fantasmi d'intorno

consistenti di nebbia

 

ad essi di tanto in tanto

un baluginio sfugge

sull'acqua concorrendo:

 

gioca di riflessi

sul mare reso rancido

glauco miraggio

 

... ed è al confine che ci s'incrocia

fantasmatica imprenditorialità al semaforo

giusto a lavarci il parabrezza per un euro

(ad andar bene alla volta che ci si sta).

 

Piovono stelle anche di giorno:

all'incrocio ci sta il vigile

per indirizzarle su Marte

 

ma noi alla zattera

già diretti al confine, sappiamo

che è lì che ci si incrocia

sul confine

 

... funesta che rimorda sotto traccia

a tratti remota impercettibile

e che poi riviva improvvisa

inaspettata sete di sangue

 

rigurgito sbotta vapori

sfuggente follia purpurea

sul campo svuotati

lascia perdenti:

 

che all'infinito non ci si incroci

restando paralleli?

 

***Ogni anno gli sciami di corpuscoli celesti ritornano, in questo periodo in particolare. Così mi piace far tornare a cadere certi pensieri...

 
 
 

Gocce in_volute***

Post n°401 pubblicato il 06 Agosto 2017 da woodenship
 

Tra cielo e cielo ci sta la cornice

limitare pesante d'intagli di nuvole

A cascata infiorescenze ne scrosciano fuori

esseri annacquate essenze

dalle molecole a tratti mutanti: d'acqua

Creature alate volubili

migranti e confuse alle correnti

verso un dove che non è terra


woodenship 08/04/2013

***Riveduta

 
 
 

Festa e festa

Post n°400 pubblicato il 31 Luglio 2017 da woodenship
 

Come ad una festa

io ci andavo incontro

Chè ognuno si diverte

come può e crede meglio:

per me era infuocata

esaltante movida

quel tramonto.


 
 
 

Ci ripensi

Post n°399 pubblicato il 23 Luglio 2017 da woodenship
 
Tag: Incubi

Ci ripensi ch'è forse poca cosa

che non varrebbe nemmeno la pena

starci su un momento di più

giusto il lampo di una spia

rossa non già di pericolo, ti dici

bensì di vergogna per lo spreco:

tempo sottratto al sonno delizia

l'inezia d'un sogno

del noceto dalle piante brumose

folte le fronde fumose di frutti

ovali nequizie esiziali da percuotere

malli da spezzare brunite corazze

una volta frante liberanti blatte

non gheriglio, a frotte nere ed infestanti

incubo disperso ritornante broglio.

Frantumìo senza costrutto, ci ripensi

pullulescente da guscio marcio

ti convinci.

 
 
 

Alla fermata del bus

Post n°398 pubblicato il 16 Luglio 2017 da woodenship
 

Come darne colore dell'aria tersa
imbrunescente tra costole di gru
bascullanti su palazzi dalle luci
moltiplicantesi nell'accendersi contagio?
Tanto si carica di tonalità
da opacizzare anche i sensi
con quella stanchezza di testa
ottundente a sottintendere il perdersi
nel correrle sempre appresso
magari mescolandone sfumature
col gracchiare oscuro di corvidi
chè, alla notte, essa resta legata
pur con ali di latta annerita
faccia inchiodata alle radici
indecifrabile tinta da discernere.
... Così, se doveste vedermi intento
alla fermata del bus ch'è 'l vespro
seduto che scrivo: non tediatemi
con cosa o chi mai arriva
sto solo cercando di mescere terre
dandoci un volto e linguaggio
ad un colore primo sfuggente 


 
 
 

Asimmetrie

 

 Esalati dalle nari paura ed odio

nel fango si resta afflosciati

deprivati del sangue d'un botto

verità oscena manifesta si è

cavata dalle orbite oscure cavità

realtà esplosa da occhi fuggiaschi

ramazzati per le strade

nei campi ammucchiati

autobomba dopo autobomba

rappresaglia dopo rappresaglia

in scomposte pose impietriti

pedine d'asimmetriche strategie .

Negative l'una dell'altra

in fotocopie sbiadite, dimenticate

a loro volta dimentiche del sermone

della sura, del dollaro, dello struscio

sul corso, dei profili sul web

di testa martiri arruolati

allucinate e perse

ancorchè la chiamassero

"Guerra infinita"

la verità

e le vittime civili

effetti collaterali

... Ma il bello è che alla fine si perde

 il motivo si perde: amici o nemici

 ci si perde restando lì

 ognuno nel proprio angolo

 sepolti e basta.


 
 
 

La barba che ti arrossa la pelle

Post n°396 pubblicato il 01 Luglio 2017 da woodenship
 

 

Lasciami essere in vino

gli occhi che ti fanno l'amore

le labbra a suggello dell'imbarazzo

le dita che ti slacciano il reggiseno

la barba che ti arrossa la pelle...

lasciami essere schizzi solari

liquorosa verve annotante 

un dipinto: di te le guance

diafane discinte di nubi

di te Venere, Puttana divina sorgente

virginea dal mare inguainata d'umori

marini di noi diluiti amanti

in veritas.

 
 
 

...A suo tempo

 

... e chissà cosa mai ci dice lo specchio

al mattino, quando lo si interroga

con occhi che non ammettono bugie.

Se poi, durante l'arco della giornata

è un atteggiarsi, un incapricciarsi

di una giovinezza che fu

ingannando lo specchio, noi stessi

e pure gli sguardi invidiosi di chi non sa

che, a suo tempo, si ritroverà anch'esso

a vivere giocando d'illusionismi e trucchi 

se non proprio da baro

magari meditando di fuggirsene...

come i grani di sabbia

di una clessidra dal vetro infranto:

fuggirsene senza tempo per le spiagge

di un mondo fuori da ogni tempo.

 

 
 
 

Sei, siete...

Post n°394 pubblicato il 17 Giugno 2017 da woodenship
 

Siete nel verso d'un gabbiano

che dalla costa voli fino a me;

nelle foglie d'ulivo mi siete

che la corrente blanda

a pelo d'acqua culla,

incantandomi coll'essermi voi

terra promessa: ci penserete

mi penserete alata, fremente

donandomi tremiti sulla coffa

che mi danzate intorno riflesso

d'un sole auspicato lucore

... Come si fa che vorrei darti del"tu"

ed invece mi ritrovo a darti del"voi"?

Sprofondato nell'abisso, romantico

distacco, costretto ad impormelo

mi vedo quel "tu" non sentito

ch'è notte di plenilunio e sapere vorrei

cosa vorrebbe sentirsi dire da me

che già truccioli di plancton

carboni sfavillanti sull'oceano

sdrucciolante lumescenza, non le dicano

fino a lei volando, luna in cielo rossa

rugata di nubi narcisa.

Forse, anche tu querula, vorresti

estorcermi quelle due parole due

messe in croce e portate a spalla

per mille vite: via crucis sempiterno

pur di non pronunciarle

se non nel segreto d'una lacrima

per quanto arrotato a dura ammissione

di una resa inammissibile per bocca

che sappia d'acqua salata

dell'annegare d'ogni giorno

... Ma tu non sei la luna, vero?

Anzi d'un gabbiano mi sei nel verso

che dalla costa voli fino a me:

nelle foglie d'ulivo mi sei

l'argento novello librante su mare

a pelle incanto d'essermi tu

terra promessa. Ci penserai

mi penserai, con ali sfarfallante

clamore intorno, riflesso

d'un faro agognato nitore.

 
 
 

Di circostanza


Di circostanza i sorrisi

smorfie di visi sprecate

formalità/ criticità dell' oggi

estivo: passi pesanti d'afa

vestiti appiccicati francobolli

filatelia succinta

sudata stampa del sè carnale.

Oltre non c'è nulla di cui parlare

di cosa pensare.

E così lontani si è
dal render l'anima alla Terra

... con alle spalle il buio

senza contare i passi

il disco lanciando allumato

di salti, di giravolte eclissanti

dalle prese d'atto: d'istinto un dì.

 

Domani

chissà se riusciranno a non risaltare

mera circostanza

ancora.

 
 
 

Poesia

Post n°392 pubblicato il 03 Giugno 2017 da woodenship
 

... d'un attimo

istillandone sul foglio

vaga la grafia allucinata

che sappia di visione

il profumo inebriante

assorbito prima che

appassito

dolce d'uva passa

quasi come fosse

amore

 

 

 

 
 
 

Ci giochi

Post n°391 pubblicato il 27 Maggio 2017 da woodenship
 

Ne hai brividi perchè

ti sfidi ad averne

immagine. E, come

i bambini, ci giochi

con la paura: ti vedi

che più non ci sei.

Ma quando veramente

non ci sarai più

quando davvero

le palpebre saranno

calate sipario e per

sempre, allora non ci

sarà più specchio

a rifletterti. Nemmeno

gli occhi allumati

di lacrime ancor vivi

avranno per te riflessi.

Ridotto in cenere, opaco

nel vento ti allontanerai

consunta passione.

Ecco perchè non proverai

brividi ne' dispiaceri

tantomeno dolore o gioia;

di tutto ciò avrai lasciato

perle ai viventi. Ogni cosa

rimandando fuori dal tuo

ambito rinsecchito

a tal punto ristretto

da esser più simile

al seno di molecola spersa

vagabonda.

 
 
 

Smottante sassi

Post n°390 pubblicato il 20 Maggio 2017 da woodenship
 

Apice ne è una pietra

cuore lavico levigato da stenti

del cumulo che ostruisce la linea

frana di ogni veridico sbocco:

non è come schiacciare bottiglie

plastica da riciclo, rimuoverla.

Occorre tatto per farlo, ripartendo

con i prossimi fiocchi a favore

che c'è da ricordarlo sempre

che questa non è che una pausa

un battito cardiaco arreso

sistole epifanico frame.

Poi si ricomincia

complice lussuria d'uno sguardo

supplice che sa dell'anice di bacio

fresco, aromatico, estorcente un sorriso

sbalzante

da un sedile all'altro

in treno, ch'è giorno cupo

smottante sassi

sui binari.

 
 
 

Ridotti a talpe

Post n°389 pubblicato il 13 Maggio 2017 da woodenship
 


D'appena sopra lo spigolo
degli scuri, lo zigomo
sfiorando, ingiuria
filtra raggio/ sputo
di sole. Stordisce

che pure decapitati
dello spunto, ci si stia
storti nella tana: mille
e mille volte svuotata
di crucci e radici

come vassoio dalle
cibarie; ma da Helios
sempre rimpiazzate
con vermi e lo sgarbo
d'un mancato colpo

di grazia. Marchiati
lasciando, per ogni
dove feriti: negletti
visionari prede d'ombre
ridotti a talpe

sfioriti stretti all'angolo
ch'è con i forti il sole.
Ingiusto con i deboli
per contrafforti balugina
accecandone verità.

 
 
 

Ci manca...


Ci manca sempre qualcosa se ci fai caso
quando pur ponendosi in posa ombre
si sorride umbratili che si mima un cane
in caccia di una lepre fuggitiva
per interstizi ed intercapedini
irraggiungibile perciò inafferrabile
infine disegnantesi sul muro cigno
d'ombre cinesi fantasia.
Facci caso allora alla bizzarria di certi stili
architettonicamente slanciati
sferzati dalle correnti, nell'equilibrio efficienti
sembrano celare intenti assassini
nel costringere a torcere il collo
all'incauto che provasse, sedotto dall'idea
di sfuggire con lo sguardo verso l'alto
seguendo profili zigrinati da balconi
di grattacieli zavorrati al cielo.
Dovessi farci caso dal basso dei cespugli
da sotto le terrazze decollanti di sempreverdi
nota bene che ci manca sempre qualcosa
fosse pure uno scatto d'ali nello slargo tra nubi;
che poi, quando si va a vedere la foto:
l'antenne lampeggianti in cima
lungi dall'apparire candeline su torta
s'arcignano selva d'aghi infissi maligni
volontà pungenti le mucose d'orizzonte arrossate

dal vespro nell'incistarsi d'ignava gravità
di una realtà fattasi tempio del culto del nontempo.
In essa, se ci fai caso, si fa dramma
non riuscire a dire cosa ci manchi.


 
 
 
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Video lettura della poesia"Dimmi"

da parte di Klara Rubino,

poetessa

https://youtu.be/l2BZnGiKHk0

 

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