Creato da woodenship il 23/08/2010

delirio

una spirale

 

Così van le cose al mondo

Post n°419 pubblicato il 10 Dicembre 2017 da woodenship
 

Non si può, certo

che non si può darsene

sempre le stesse cose:

sgusci di qua e di là

che poi scopri sì che dici

ma sempre le stesse cose

nell'identico modo

alle medesime persone

che no, non si può

nel dato giorno di gennaio

averci la memoria arrangiata

per date, più non attecchisce.

Nemmeno a pedate ci si crede più

che renda giustizia. 

Rimarrà che le stavo osservando

quando ho sbroccato

e non lo meritavano: in cielo

vittime, spiragliavano umbratili

funambole su filo verde fiele

a disdoro dei vivi, residue nel pallore

che col fumo involve in parole

poi solo nuvole color caramello...

Che non se ne abbiano a male

s'è tragica ironia: loro di ieri

alibi dei carnefici dell'oggi

pur fregiantesi di segni divine patrie

usi a trar profitto dalla memoria

al pari di coloro che reclamano martiri

scorniciandoli a renderli affini

ideologicamente fruibili

... Non se ne abbiano a male le vittime

così van le cose al mondo.

 

 

 

 

 
 
 

Rosso mal_verso

Post n°418 pubblicato il 03 Dicembre 2017 da woodenship
 

Sul mento la barba, a darci retta

sventola di qua e di là, bandiera

di cui andar fieri tra le teste intorno

tutte sorrette da un sorriso a pilastro

appoggiato disgusto al tetto, nel vederselo

sfilare prepotente sotto il naso che si è

in fila alla cassa, così basso e tozzo

lui, come solo una tinozza rollante

che del maglio tema il cozzo. Dunque

meglio far finta di niente: lui lo sa

che manco lo si vede, se non ha almeno

rubato qualcosa, ci conta. Ancor più

ch'è riccia la barba inanellantesi

rossiccia fin sul petto, cadente grappolo

di peli da faccia di melone; così

incede miracolo dell'apparire irrilevante

e restarci, dedicandosi alle bottiglie:

quella dal genio sfrattato; quella

che non s'è ancora scolato; oppure

l'altra dal messaggio mai giunto

perchè non c'è spiaggia nei paraggi.

Annottante

barcolla come lui

soltanto il filo d'acqua dalla fontana

tuffandosi nell'oscurità

a picco.

 
 
 

Onirica

Post n°417 pubblicato il 26 Novembre 2017 da woodenship
 

Eran solo sbuffi di vento

ai denti sfuggenti di pioggia.
                 Uno schiarirsi di gola

tossicchiando nudo imbarazzo
scroscio appena velato da nivee
venature ampie e pulsanti: trame marine
sospese nel nontempo ceruleo
di bastimenti salpanti eterei
… a perderci nello spazio d’un sogno
anime notturne noi.

 
 
 

Lunatico l'assassino

Post n°416 pubblicato il 18 Novembre 2017 da woodenship
 

Gelida e distaccata icona in cielo

così malmostosa non ti ho mai vista

eppure non ti ho giurato eterno amore

mai: non ho che me stesso ti dissi

a pallina ferma sul rosso e pari

che mi stavi addosso umbratile

palpito di brezza, alle nari profumo

di muschio bianco a sera

che chiamarla sera assurge a immaginario

distopico con quel vorticare di luci

prima afflosciantesi sudario, poi

sprigionantesi stroboscopici aculei

dolorosi fasci agli occhi questuanti oblio.

Te lo dissi, che di senno non mi era

uscito ancora un verso: ogni scheggia

folle s'inerpicava per l'erta del colle

ignoto, senza venirmene nulla

indietro, a parte di una flebile

appena percettibile eco. Ora che i versi

sono tanti, un labirinto indecifrabile

che non mi ci raccapezzo più, sempre

non ho altro che me stesso, balbettante

piombo di tra i denti, una poesia

sul ponte tra morte e morte, da scrivere

dalla finestra in alto e mirando in basso

bene nel mucchio: a che non ci sia

nessuno che insegua le mie ceneri

dicendo di loro che non sanno di piombo

anch'esse letali, negando altro motivo

se non l'assurdo ai tuoi occhi

distanti.

 
 
 

Novembrite***

Post n°415 pubblicato il 12 Novembre 2017 da woodenship
 

raggio di sole alla nebbia

sfuggito: d'alterati segnali

focolaio, magnetico

vibra sanguigni rubini

in risonanza

... poi che si fa vespro

in ruggini sparse

di viticci cerebrali

dissolvenza

 

25/11/2013 woodenship

 

eheheheh!!!Vada per il poeta(seppur scalcagnato)ma per il sadico...Insomma:appartengo a quella categoria che non considerano mai un lavoro davvero concluso.Spesso finisco per rimetterci mano,sempre ricercando una forma migliore per esprimermi al meglio. Così capita che mi finisca tra le mani una vecchia poesia e mi venga il ghiribizzo di cambiarla.Poi,siccome non sono più in grado di risalire all'originale, poichè mi è faticoso risalire alla pubblicazione prima,finisco per pubblicare solo l'ultima versione...Però, per te voglio provare a fare uno strappo, immolandomi nella ricerca di qualcosa di particolare:

questa ne è un'ulteriore versione che ne dà un'amica:

"raggio di sole alla nebbia

sfuggito: d’alterni segnali

focolaio. Vibrano-magnetici

sanguigni rubini in risonanza


si fa vespro di viticci

in ruggini sparse

Cerebrali-cupe-dissolvenze"


E questa è la mia ulteriore risposta:


sguscio d’abbaglio la nebbia

sfuggente, d’alterni dinieghi

focolaio: Vibra elettrica

sfavillando vermiglie dissonanze


si che a vespro di viticci

non rifrange che un rintocco

in lanuggini sparse

cerebralmente cupe rimembranze


Grazie di cuore, nella speranza che possa esserti cosa gradita, sono per giunta riuscito nell'impresa di recuperare l'originale: miracolo!!!!!!!!!!!!

"Alterazioni novembrine"

Raggio di sole

alla nebbia sfuggito

alterato segnale

in  gocce si fa sospeso nitore

luccichii novembrini focolaio.

Vibra sanguigni rubini

poi che si fa vespro

di ruggini sparse

 evanescenza. 

***rivista

 
 
 

Dicono gli altri di loro due:

Post n°414 pubblicato il 05 Novembre 2017 da woodenship
 

Ci vengono già plasmati i giorni
inchiavardati per immagini
cementati con l'incuria
ingiuria del già visto:
banalità d'una cicca
bruciata come fosse ritualità
la magia dello starsene barricati
ad un naso dalla follia
a raso
in posa fumosa.

 
 
 

Immemori dei muri scrostati

Post n°413 pubblicato il 29 Ottobre 2017 da woodenship
 

Tra margherite e roselline bianche
svaporante d'incensi è l'altare
ligneo a mollo di lacrime perniciose
e già destinato alla fonda del rito.
In sonno ci si sta ai piedi
immemori celebrati sognatori
enigmatici all'apparenza sereni
subito dopo il varo con il mare
in fronte.
Leggera increspatura il sorriso
alle labbra: di goderselo giocosi
sembra suggerire di questo giorno
raggiante di roghi nell'indaco
in cielo per ogni dove radiosi
ravvivanti persino le rughe
sui muri della vecchia casa
scrostati perchè mondati di sangue
e sudore.

 
 
 

Dice lei di lui

Post n°412 pubblicato il 23 Ottobre 2017 da woodenship
 

Ne era convinto che non vedere
non significasse non sentire.
Così, tra i molti non so
s'ingegnava di sentirmi
stella alle sue spalle
sulla testa elettrizzata vegliante
sommesso sciorinare di brezza al cuore
melodia d'una nenia in verde
a che mi percepisse non vanescente
carezza
nella sera
sfumare di passione
fino a notte fonda: lui errante rosso
ad un semaforo affisso
ed io stella
buona e bella amante.

 
 
 

a ragione

Post n°411 pubblicato il 15 Ottobre 2017 da woodenship

hai voglia ad incantare la fiera

con quel fare di pura ciarla

provandoci con ruffianeria

a spogliarla

lasciandola visibile e urlante

muta di vesti sul piedistallo

additata

ch'è fatica vana direbbe qualcuno

avveduto che tra uomo e bestia

si discerne appena lo scarto

compresso fraseggio di ciglia

in una manciata d'istanti in tutto

feroci d'inaudita violenza gratuita

prima che l'uno umano inabissi l'altra

disumana nella stanza insonorizzata

priva di finestre tra un polmone e l'altro

nel mediastino mettendola a tacere

ch'è consuetudine conformarsi

quando irraggia a giorno ragione

dai neuroni superstiti a mente

e non c'è ruggito che non si voglia

dalla quiete proverbiale d'un cimitero

silenziato

 
 
 

Dice lui di lei:

Post n°410 pubblicato il 10 Ottobre 2017 da woodenship
 

Bellezza chiama bellezza
vorrei tanto dirti studiandoti
per gli occhi entrandoti nell’anima
così da ritrovarci quelle morbidezze
che di te mi dicono nei sogni

parole tatuate nell'inconscio simboliche…

Si può essere geloso delle mere parole?
Delle nuvole che ci cingono le spalle
quando ci arrampichiamo in cielo
cercando di spremerne un verso
che una lacrima o un sorriso estorca
al viso che tanto si vorrebbe intriso di noi?
Ecco, allora: se tu sei poesia e poesia di te
sento, allora non avrò bisogno di chiamarti per nome.

Perchè nei miei versi eri, sei e sarai

ossessione seducente e passionale
amore in poche parole

di cui non esser gelosi ma solo parte in causa

poesia…

 
 
 

a saperci prendere il buono

Post n°409 pubblicato il 02 Ottobre 2017 da woodenship
 

Bisognerebbe saperci prendere il buono
dalle cose, lo so: molte volte l'hai detto.
Magari che si stava sulla soletta, pronta
armata in ferro per la gettata. Ricordo
del mio terrore per il vuoto tra le assi
sotto di noi seduti su quel vuoto. Anche
la paura prendeva sostanza, appesantendo
il fiato ed ammollando le ginocchia.
Ecco perchè la testa si rifiutava di pensare:
uno sternuto e sarei finito a volare. Cosa
non buona, diceva una vocina dal fondo:
non si vuol più sapere dei rami spinosi
d'arance o del profumo delle zagare?
Così ci si rimaneva lì, su quelle assi
inchiodate ad armare un solaio
che ci permettesse di ripartire
magari al riparo d'un tetto o fuori
sul balcone, pronti a decollare.
Ma sai che angoscia ti dà il fatto
che davvero non riesci più a tornarci
al punto di partenza? Ogni volta parti
vai con la certezza che ce la farai.
Allora giri e rigiri tra sagome metalliche.
Una volta stanco pensi a ciò che ti aspetta
lì, in quel medesimo punto in cui
l'hai lasciato. Credi di poterci arrivare.
Ne sei sicuro. E non hai capito che
tutto con te si muove: quando vai
ogni cosa ti segue come ombra
standoti appresso.

 

 
 
 

Schiocchi d'alghe***

... ad atterrarci sulle tue labbra, anche

per scommessa, come gabbiano rapace

rubarti bacio nel risucchio di sabbia

d'onda di risacca. Sconnessa bramosia

bocca a bocca respirarti sacerdotessa

d'amore celebrante orgasmo: roteando

i fianchi, di volta in volta d'un mezzo

tono più a fondo, concorrerei soffice

di piume a strapparti gemiti, tra gli schiocchi

d'alghe sui fondali bassi nel ventre

scossi dai tremiti di voglie

... Così, l'uno dentro l'altra, calarti

all'orizzonte come fossi sole nel mare...

vibrando di raggi guizzanti, lascerei

che imbruniscano con i seni pure

i sospiri: disegnate sagome di noi

aggrovigliantisi in abbracci sazi di luna

occhieggianti perle sulla rena annerita

che senti desiderio

cogente

... Ad ammararci sulle tue labbra, anche

per scommessa, ritrovandomi in te

laguna che mi schiaffi in volto i tuoi

flutti...

 

***Di come, da un gioco, possano nascere spunti molto interessanti: gioco da blogger a blogger, rispecchiando ruoli, messaggisticamente parlando.

Grazie di cuore a tutti voi ed in particolare all'amica e blogger ispiratrice.

......................W...........

 

 

 
 
 

Promesse

Post n°407 pubblicato il 21 Settembre 2017 da woodenship
 

Promesse al sole sbiadite

sfumano vele

fantasma all'orizzonte...


Promesse al tempo rimesse

e dal vento compromesse

le labbra screpolano di sale


Promesse che solo la notte

sa del loro essere

negli occhi stelle riflesse

 
 
 

Ad un incollo dalla scollatura

Post n°406 pubblicato il 16 Settembre 2017 da woodenship
 

Qualcosa sembra sfuggirti non meno
non alle labbra e nemmeno agli occhiali

forse quello sfarfallio sul reggiseno

sfacciato di segno

O, magari, ciò che esso a fatica contiene
e con ali imbarazzate raddrizzi di stoffa

intorno ai seni sfuggenti:

reggiseno di parole dette e sorrise
non meno.

 
 
 

L'albero dei morti

Post n°405 pubblicato il 09 Settembre 2017 da woodenship
 

Luna
luna bella
dove mi porti tu
colombella?
La cenere nell'urna
scaldando, al mese
risorgi; del bilancio
ignorando i saldi
nel mondo degenere
torni piena su moncherino
a stazionarci.
Eppure sai ch'è di poco conto
l'albero dei morti: morenti
stillano sudore estremo
dal vivere, su per la schiena
alla nuca: fluviale clamore
di voci fino alla vastità
delle tempie, depauperata
intelligenza
... Che prenderci dalle parole
cosa vuoi che ci prenda?
Le chiacchiere scorrono in gola
fanno male e sanno di fiele
come una birra di poco prezzo
o una pizza di poco prezzo
che, se ogni cosa ha un prezzo
ben poca cosa ha da essere quello
umano. Un'altra cosa alla buona
forse l'ultima, me l'hai
insegnata: è per la testa
che ci se ne vien fuori
... Ora che ti allontani algida
luna
luna bella
dove vai tu
colombella: perchè
tanto strepito, rantolo
soffocato
dal fondo dell'abbraccio
già che brilli infine appena fuori
dal cranio?

 
 
 
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Video lettura della poesia"Dimmi"

da parte di Klara Rubino,

poetessa

https://youtu.be/l2BZnGiKHk0

 

SO FAR

I'm so far

too far

i'm going more far

like a comet

living the solar sistem

 

 

LADY DAY

 

 

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Per favore, copia e incolla questo post ed inseriscilo in un tuo box. Grazie di cuore._A®

 

 

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