Creato da Vasilissaskunk il 16/06/2008

ALIVE IN THE NIGHT

(foto di viaggioMIE)

 

 

« NOCE GHERIGLIASpielhur_in_dem_GEIST »

Schrulle in dem Kopf

Post n°331 pubblicato il 16 Febbraio 2021 da Vasilissaskunk
Foto di Vasilissaskunk

PerPLESSA

PER esempio oggi non è che io sia poi triste ...sto un po' li così ...

con i violini di Paganini nella  testa

seduta sui gradini della grande casa coloniale contadina del nonno Narciso .,.piedi storti indentro e ginocchia  che si toccano su cui poggiano i mie gomito appuntiti ... mani strette in pungno sotto il mento e boccuccia corruccia ...

SGUARDO AL  campo di grano e subito dopo olte  al grande prato.. e poi  e

poi olte gli ulivi e su verso l'alto della Collina e mi sembra estate di quelle dove il vento caldo ti accarezza le lacrime ...di quelle  dove senti che qualcosa di bello ha da venire... eppure senti solo le cicale frinire ... 

boccuccia mia corrucccia con labbra avanti e indientro come a dimostrae questa gran perplessità anche se effettivamente non sai bene che cosa è che nun vuole andare  ... e così a sopsirare tra gli strali dell'azzurro cielo sulle note dei violini su e ancor piu' su ... 

ma tutto va come deve andare  ... l'immagine di quella bambina  mi rende un inguaribile melanconica malandrina .... il vento non è caldo ed è inverno e la bimba c'è sempre ma con quache ruga nel cuore in piu'... che il tanto affanarsi nel voler esser felice,  sia quello anche un allenamento per il muscolo piu' importante che c'è ... solo che 

solo che di idee mi sembra quasi e talvolta di non pomparne piu' ...oh dio che mai accadrà forse nulla e invece chissà...

violini oh violini suonate nella mia testa ... presto presto maladrina vai nella foresta mettiti al riparo ! Non temere mai la disccesa del tuo sipario ...

pensieri e di cuor contaccolpi ...

 

Tutto ritorna in quell'aia tanto tempo fa .. l'espressione sempre quella ...il sogno si arrovella e io mi accendo in fiammella....

Niccolò Paganini - Caprice 24 - YouTube

 
 
 
Vai alla Home Page del blog

ICH BIN EIN GOTTESANBETERIN

Piccole storie e riflessioni ed immagini bucoliche di viaggi di una piccola impiegatina aSburgica che all'occorenza puo anche diventare  ...

 

AREA PERSONALE

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Luglio 2021 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31  
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 23
 

ULTIME VISITE AL BLOG

je_est_un_autrenurse01ossimoradaunfioreaaltopiiritempestadamore_1967lisa.dagli_occhi_bluSignorina_GolightlyVasilissaskunkmisteropaganoFLORESDEUSTADStellagemella740streghetta03Narcysse
 

(CXX DEL CANZONIERE CINIANO)

Signor, e’ non passò mai peregrino,
o ver d’altra manera viandante,
cogli occhi sì dolenti per cammino,
né così greve di pene cotante,
com’i’ passa’ per lo mont’Appennino,
ove pianger mi fece il bel sembiante,
le trecce biond’e ’l dolce sguardo fino
ch’Amor con l’una man mi pone avante;
e coll’altra nella [mia] mente pinge,
a simil di piacer sì bella foggia,
che l’anima guardando se n’estinge.
Questa dagli occhi mie’ men’ una pioggia,
che ’l valor tutto di mia vita stringe,
s’i’ non ritorno da la nostra loggia.

 

ULTIMI COMMENTI

CANZONIERE DI CINO DA PISTOIA

(CXII canto)
Oimè, lasso, quelle trezze bionde
da le quai riluciéno
d’aureo color li poggi d’ogni intorno;
oimè, la bella ciera e le dolci onde,
che nel cor mi fediéno,
di quei begli occhi, al ben segnato giorno;
oimè, ’l fresco ed adorno
e rilucente viso,
oimè, lo dolce riso
per lo qual si vedea la bianca neve
fra le rose vermiglie d’ogni tempo;
oimè, senza meve,
Morte, perché togliesti sì per tempo?
Oimè, caro diporto e bel contegno,
oimè, dolce accoglienza
ed accorto intelletto e cor pensato;
oimè, bell’umìle e bel disdegno,
che mi crescea la intenza
d’odiar lo vile ed amar l’alto stato;
oimè lo disio nato
de sì bell’abondanza,
oimè la speranza
ch’ogn’altra mi facea vedere a dietro
e lieve mi rendea d’amor lo peso,
spezzat’hai come vetro,
Morte, che vivo m’hai morto ed impeso.
Oimè, donna d’ogni vertù donna,
dea per cui d’ogni dea,
sì come volse Amor, feci rifiuto;
oimè, di che pietra qual colonna
in tutto il mondo avea
che fosse degna in aire farti aiuto?
E tu, vasel compiuto
di ben sopra natura,
per volta di ventura
condutta fosti suso gli aspri monti,
dove t’ha chiusa, oimè, fra duri sassi
la Morte, che due fonti
fatt’ha di lagrimar gli occhi miei lassi.
Oimè, Morte, fin che non ti scolpa
di me, almen per li tristi occhi miei,
se tua man non mi colpa,
finir non deggio di chiamar omei.

 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom