Creato da donluisito il 23/10/2008

terrarisonante

sincronicità e risonanza

 

 

dedicato al mio Tempio d'Amore * Agape*

Post n°142 pubblicato il 21 Giugno 2010 da donluisito

 
 
 

Le scelte dell'Anima

Post n°141 pubblicato il 19 Giugno 2010 da donluisito
Foto di donluisito

Umano risonante

La scelta dell'umano essere, in risonanza con le essenze del cielo, scegliere è tracciare rotte e traiettorie per la nostra Anima, questo il viaggio, lasciare solchi e creare forme delle nostre materie, quando cogliamo che in fondo siamo solo umani ed è possibile andare fuori rotta, come è possibile affidarci alle onde ed al vento per risalire dove possiamo essere per il nostro viaggiare, quel vento e quelle onde ci portano senza sforzi, sono nostri alleati, allora ci affidiamo alle forze della natura e del cielo, questo è il risuonare, questa è la materia che si congiunge allo spirito, la forza di sentirsi forza nel tutto e non forza contro, semplicemente sentire e vedere dove si posano i passi.

 
 
 

E poi venne l'Agape

Post n°140 pubblicato il 17 Giugno 2010 da donluisito
Foto di donluisito

Cane intonante

La fedeltà e la lealtà, il prendersi cura, l'attenzione rivolta a noi e agli altri in un unico spazio tempo di unione e di circolazione dello stesso sangue.

Intonare le note dell'armonia dentro i nostri contenitori facendo risuonare la stessa nota dominante, la stessa vibrazione, la stessa onda.

Annusare le fragranze che ci ricordano di noi e ci allineano alle musiche universali diretti ed immessi naturalmente nell'origine ed il divenire, immagine dell'eternità.

 
 
 

Lasciarsi ondeggiare

Post n°139 pubblicato il 16 Giugno 2010 da donluisito
Foto di donluisito

Luna Autoesistente

Le acque purificatrici, prendere le misure del libero fluire

lasciare le cose andare come devono e dove devono, raccolte

e trasportate dalle onde, come una spiaggia investita dalle

onde lascia portare via parti di sè, dare forma così alle cose

di riprendere la loro limpidezza e la loro essenza.

 
 
 

Silenzio... ascolta..

Post n°138 pubblicato il 09 Giugno 2010 da donluisito
Foto di donluisito

Oggi kin Vento con tono planetario.

Lasciare manifestare la comunicazione dello spirito

il comunicare che serve  la manifestazione dell'essenza

cavalcare le proprie parole

Il femminile, l'accoglimento, l'ascolto, che si distende silente

e si lascia penetrare con amore.

 
 
 

Il senso della partecipazione

Post n°137 pubblicato il 06 Giugno 2010 da donluisito

Passaggio da specchio ritmico a tempesta risonante.

In questi ultimi giorni vi sono stati degli avvenimenti che hanno segnato un passaggio importante, nella loro naturalità, o anche innaturalità, dipende dal punto di vista. Stamattina, sempre all'alba, mi è venuto in mente un episodio dei tempi dell'università. Si era il solito gruppetto di amici, e si decise per un cinema, adesso non ricordo quale fosse il film, ma era un film, diciamo impegnato, si aggregarano a noi delle ragazze che io non conoscevo se non di vista, stesso ambiente, ma amiche di amici. C'era questa ragazza molto carina, intelligente nel significato comune del termine, e molto simpatica, oltre che espansiva, al cinema si sedette vicino a me e parlò quasi per tutto il tempo del film, traendo spesso spunto dalle scene del film stesso, cosa che a me in genere disturbava molto, perchè all'epoca mi piaceva seguire i film in silenzio, per entrare dentro le atmosfere dello stesso, infatti dopo quella esperienza, quando mi interessava un film andavo  a vederlo da solo, ora sorrido.. In ogni caso alla fine del film, che ripeto era particolare, tutti rimasero comunque colpiti dal suo significato, anche perchè rompeva un pò gli schemi comuni dell'epoca, quindi uscendo dal cinema vi fu una sorta di condivisione sul suo messaggio, sulla interpretazione ed ognuno disse la sua. Questa ragazza dopo che vi fu appunto uno scambio tra tutti, mi ricordo si era ormai in macchina, espose il suo pensiero sul film, la sua chiave di lettura, mi sarebbe piaciuto ora avere avuto un registratore e ricordare il  titolo del film, perchè il suo intervento, ricordo, mi colpì molto. Non so se fossi più incredulo o più affascinato da quell'intervento, sembrava avesse visto un altro film, mi ricordo anche che uno degli amici mi guardò dallo specchietto e sorrise, evidentemente conoscendola meglio e conoscendo me comprese le mie sensazioni a riguardo, capiì, all'epoca le persone dicevano che a volte ero polemico, ma la mia era solo una naturale pulsione ad avere rapporti sempre chiari e senza equivoci, quindi cercavo sempre di trovare una linea comune di comprensione, ma appunto in quel caso mi arresi e tacqui, certo, siccome capiì anche che vi fosse un interesse da parte sua, mi raffreddai molto all'idea di approfondire un'amicizia più intima, anche se mi intrigava molto approfondire come fosse possibile avere visioni così improbabili, per non dire impossibili, su una stessa cosa, quindi sul senso della vita stessa. Nella mia vita e soprattutto negli ultimi 15 anni, ho sempre avuto risposte sugli avvenimenti attraverso sogni o stati di percezione legati ai linguaggi simbolici quindi dell'anima, ma veniamo ad oggi. la settimana scorsa sul blog Prepariamoci è stato pubblicato un post sulle dichiarazioni ufficiali della scienza in merito agli eventi prossimi futuri concernenti la nostra esistenza, vi è stato anche un certo fermento sul blog riguardo ai commenti di alcuni lettori, ieri ho partecipato per caso ad una condivisione su un altro portale con persone, alcune conoscenti, in merito alle forme di comunicazione del mondo detto spirituale, quindi collegato, almeno per me con il significato e la sostanza di questi eventi riguardanti la terra e naturalmente i suoi abitanti. C'è stata una certa incomunicabilità, per usare un termine comune, ma ovviamente credo vi sia un equivoco di fondo, appunto sul significato della parola spiritualità, e sul suo reale collegamento alla storia del nostro pianeta, del senso e funzionamento del cosmo, e non ultimo sul nostro essere partecipanti in questi eventi quale parte rilevante della terra e dello stesso sistema universo. Da bambino sono sempre stato affascinato, attratto dall'universo, dai misteri, a 10 anni invece di topolino, leggevo Peter Kolosimo, subito dopo ho letto e approfondito ogni libro riguardante il triangolo delle Bermuda, il resto l'ho raccontato in varie occasioni, questo mi ha portato a studiare ed a ricercare il senso delle cose, soprattutto quelle riguardanti lo spazio sopra di noi, e questo sino ad oggi, ogni mia conoscenza, man mano che crescevo è stata sempre mirata a comprendere soggettivamente quelle cose, con il sentire e  anche il ragionare, non ho mai avuto una propensione a seguire qualcuno in particolare, non mi ha mai affascinato il seguacismo o l'ascendenza di maestri e pratiche, ma ho sempre cercato nel tutto e nel collegamento, quindi nell'unione e le corrispondenze una verità, una comprensione, in altre parole ho sempre creduto nel significato di "summa" e per natura sono sempre stato contro le divisioni o coloro che dividono, quindi idiosincratico verso il concetto e la forma dualistica di qualunque natura. Ieri sera, sempre da Alf, ho visto quei video sul salto quantico, a differenza di tante cose che vi sono in giro ultimamente, il messaggio, a parte la chiave divina, nella quale non entro e credo nessuno possa realmente entrarvi, era un messaggio attinente alla realtà delle cose, sia sotto un profilo scientifico, ma soprattutto in termini di messaggio spirituale comprensibile nei suoi significati sostanziali, è chiaro che poi ognuno con le proprie conoscenze e forme di essere lo introietti in maniera diversa, ma almeno non dà adito ad equivoci, perchè sugli equivoci oggi c'è o ci sarebbe ancora tanto da dire o fare, anche in  campo terminologico, dove il linguaggio assume un aspetto importante per essere dentro le cose ed il loro senso, se non altro per l'utilità di una certa centratura, che non è altro che l'allineamento dell'anima e non  della mente.Nel significato metaforico che noi come femminile dobbiamo centrarci ad accogliere il raggio di sincronizzazione galattica, (maschile) lo spirito, che concluderà il suo svolgimento nella data a tutti nota.Non nascondo che mi ha fatto un certo effetto vedere attraverso un video contemporaneo quella che è stata  la ricerca della mia vita, direi anche, la mia vita come viaggiatore, come anima, così ridotto in venticinque minuti, come mi ha fatto effetto leggere i commenti inerenti sia al vecchio post che a questo, ricordando quanto queste mie visioni fossero improponibili, anche in una condivisione con qualche anima più o meno in sintonia, già all'epoca, ma quella memoria dei tempi dell'università, mi ha dato risposta, ed in qualche modo è un simbolo del mio essere sempre fuori dal tempo. Non posso quindi non essere nel mio intimo come sempre e lasciare andare le forme esterne di reciprocità e scambio accettando saggiamente la natura delle cose serenamente con un silenzio anche esteriore oltre che interiore, quel silenzio interiore che mi ha sempre costretto a sforzarmi di partecipare mio malgrado, bastandomi il piacere delle mie ricerche senza sentire l'esigenza di condividerle, il servizio semmai l'ho fatto senza volere d'istinto, e praticamente l'ho conosciuto solo molto tempo dopo nel suo reale significato simbolico e pratico, e da un pò va come và, senza pretese ma solo nel naturale svolgersi della sua funzionalità ed utilità.

 
 
 

Sentire ed essere

Post n°136 pubblicato il 27 Maggio 2010 da donluisito
Foto di donluisito

 

Questa mattina all'alba riflettevo, ancora nel letto, su alcuni aspetti della vita, del mio sentire la vita. Da sempre come ho più volte raccontato

le mie interazioni con l'esterno hanno avuto una loro peculiarità, quella di sentirmi, o essere, distante dalla comune percezione del mondo fenomenico, inteso come sistema di pensiero ordinario, comune. Con qualunque tipo di manifestazione avessi a che fare fosse essa di carattere pratico, sia sotto l'aspetto emozionale che sotto l'aspetto razionale o logico. Le mie sensazioni delle cose e delle circostanze di vita legate a quelle cose non trovavano mai una corrispondenza reale con le sensazioni o l'assenza di sensazioni delle componenti umane collegate a me ed a quelle situazioni. La difficoltà maggiore, che poi è una difficoltà insita nella proposizione stessa, era quella di tradurre con un linguaggio comprensivo, l'espressione fedele o quantomeno comprensibile di quello che quelle sensazioni, quelle percezioni muovessero dentro di me, di comunicare intorno ad un mondo poco visibile, quanto anche, nemmeno sfiorato marginalmente neanche a livello intuitivo. Ognuno di noi ha un rapporto personale con il mondo fenomenico, di qualunque natura esso sia, ma quello che, riflettendo, assume una sua pregnanza, è il fatto che noi ci scambiamo impressioni su quel mondo fenomenico, che la nostra condivisione, dentro quel mondo, generi l'aspetto preminente della vita, il legame univoco di noi in quanto fenomeno interagente altamente differenziato ed il mondo fenomenico con il quale siamo in contatto. Un mondo, questo, che ha delle regole, un ordine naturale, più o meno riconoscibile, manipolazioni a parte.

Di fatto, noi, come fenomeno altamente differenziato, costituiamo anche un'organicità, un collettivo, un 'identità precisa, che viene appunto definita genere umano, intendendo con esso un corpo unico, così come corpo unico viene intesa la natura, nelle sue parti, vita vegetale, vita animale etc. Il punto della mia riflessione è che la nostra naturale tendenza ad unirci, ad affiancarci ai nostri simili, a creare un gruppo o un duplice scambio, come è sempre avvenuto, ha generato tante cose, sicuramente c'è stata un'evoluzione in ambito comunicativo, e specialmente sotto gli aspetti razionali, mentali, logici, cioè intesi come struttura relazionale, in altre parole abbiamo direttamente usufruito

delle componenti sociali, dei modelli, delle forme, della nostra società, abbiamo acquisito quei linguaggi ed anche i simboli di quei linguaggi.

Abbiamo quindi acquisito una formazione, un sistema pensiero in ordine a tutto quello che la nostra conoscenza come civiltà ha trasmesso riguardo ad un'idea di psicologia intesa sotto l'aspetto scientifico e sotto l'aspetto religioso, lo definisco religioso, sebbene si dovrebbe definire spirituale, ma il termine spirituale come tanti altri termini viene usato in riferimento ad aspetti diversi della vita, quindi assume significati contradditori ed incompatibili con il senso originario, generando tuttora confusione. Nella realtà complessiva dell'entità essere umano, tutto quello che riguarda il sentire, il percepire, in altre parole, l'aspetto spirituale, il lato animico del nostro essere, è restato al palo.

L'unica fonte di riferimento evocatoria di queste nostre parti è stata fornita incidentalmente attraverso entità marginali al nostro mondo e per puro spirito di avventura delle nostre parti insoddisfatte e non appagate dai simboli artificiali di quel sistema pensiero. Mi ricordo quando a 18 anni nel pieno del mio disagio e distacco appunto, sia dal mondo ordinario che dalle componenti umane legate a quel mondo, mi è capitato tra le mani un libro di Gurdijeff, quello che prima mi appariva come un mio stato di follia di alienazione causandomi una frattura sempre più insanabile con il mondo, è divenuta di colpo una realtà, ma la cosa straordinaria è che sono bastate, ricordo bene, le prime 4, 5 pagine, non il libro intero, questo da allora mi ha dato la misura che la formazione di una mente non dipenda dalla conoscenza, ma dall'essere. Da quando sono su questa community, io che come ho scritto in un vecchio post ho letto molto poco per i motivi suddetti, ho visto tutto quello che c'era nel mondo, apro una parentesi, si parla di mondo virtuale, di uno spazio parziale, ma in realtà questo spazio racchiude le stesse cose che vi sono nel mondo di fuori, oggi il mondo globale non ha più nicchie, tutto è ovunque e fare distinzioni di questo genere significa non conoscere il mondo di fuori, quindi non riconoscere le cose a prescindere da dove siano contenute, chiusa parentesi; ad esempio, ho notato che tra i nomi più ricorrenti nei blog, vi fosse Osho, all'inizio non sapevo neanche bene se fosse un maestro o una disciplina, solo pochi giorni fa passando sul blog di un'amica, ho letto un'intervista fattagli qualche tempo fa, così come avvenne con Gurdijeff anni fa, ho sentito subito le vibrazioni, si, le vibrazioni, ormai mi è difficile leggere qualunque cosa sotto l'aspetto mentale, per questo non leggo, per vibrazioni intendo la percezione dello stato di consapevolezza di chi scrive, quindi io mi prendo una sostanza, una materia, non la conoscenza, il sapere, da ripetere, ma l'essenza di quella conoscenza. Questo mi lascia colpito, immaginando

l'approccio che si possa avere con gli insegnamenti di Osho o di qualunque altro, quando vengano usati per trasmettere quello che non riusciamo ad esprimere, o a volte lo ripetiamo meccanicamente, di fatto, ognuno di noi, al di là del livello di consapevolezza ha una parte primaria che sente le vibrazioni, cioè sente vibrare Osho o chiunque altro dentro di sè, se analizzassi Osho razionalmente, mi verrebbe di dire tutto qua? mi chiederei come dei messaggi così evidenti possano fare colpo su tante persone, come quelle persone non riescano invece di leggere Osho e metterlo in evidenza, non possano essere come lui, semplicemente, queste sono le insidie della mente, per mia fortuna ho lasciato le analisi nel loro mondo e a coloro che credono di poter comprendere e definire gli esseri umani, in base a qualche studio approfondito di una parzialità, anche perchè con ancora i solchi segnati dalla nostra esperienza ultima, nei simboli del nostro mondo e del sistema pensiero moderno, quell'aspetto psicologico di cui sopra, sia in ambito scientifico che religioso, ha avuto come manifestazione preminente il desiderio conscio ed inconscio di controllo e di potere, attraverso la conoscenza, e non certo la trasmissione

di quell' Amore per la conoscenza, che altrimenti avrebbe concesso maggiore attenzione all'aspetto di quella parte Anima, e di conseguenza

alla crescita, quella si, spirituale, che comporta la vera trasformazione della materia di cui siamo parte e composti, quella materia che comprende anche l'aspetto energetico, quella materia spirituale che non è che il risultato dell'universo, non è più tempo, da tempo ormai

di dividere o stare a dividere concettualmente e praticamente l'uno e l'altro, ma quello di guardarli insieme, di viverli insieme, senza che l'uno venga sentito superiore all'altro, sull'equivoco delle diversità separate si è costruito il nostro mondo attuale, e sulla percezione di quell'unione potremo costruire un nuovo paradigma, questo perchè il vecchio è già morto e lo sanno tutti ormai, ma stranamente la veglia funebre sembra interminabile, non ho personalmente il culto dei morti e credo che la morte di chi abbia partecipato a questa vita, sia che abbia rappresentato una parte positiva o negativa debba essere onorata con la vita seguendo il naturale flusso di trasformazione, quindi evolutivo, onoriamo quel contributo servito per migliorarci, non esiste e non può esistere un qualcosa di inutile a questo mondo in termini di contributo, se non il guardare ancora indietro senza guardare avanti.

 
 
 

La vacuità degli intenti

Post n°135 pubblicato il 14 Maggio 2010 da donluisito

Oggi guerriero planetario

Stamattina a completamento di sensazioni antiche che aleggiano nell'aria, ho letto un post su un blog amico riguardante sempre il tema del momento, anche perchè altri non ve ne sono più. Parlava della visione remota Tibetana, che vede un intervento extraterrestre nel 2012, per fermare il nostro processo autodistruttivo. In altre parole, al di là del fatto che gli extraterrestri tuttora e già da tempo intervengano continuamente sulle nostre cose per tamponare gli effetti creati dalle nostre folli modalità di vita, questo aspetto fa riflettere su un punto. Io da sempre non ho mai amato le mode, le apparenze, ma soprattutto non ho mai amato alcune peculiarità del nostro sistema pensiero, in definitiva mi sono sempre sentito estraneo, e dall'età di 10 anni ho  pensato che qualche forma di vita extraterrestre sarebbe venuta a salvarci o a darci una dritta, che è lo stesso. Sono cresciuto a margine delle mode del momento, sempre scetticamente, una volta c'era la sinistra, un certo modo di essere, di vivere, diciamo un nuovo, tutti conosciamo anche vagamente lo spirito del 68', e molti si sono lanciati in quello spirito critico verso il sistema e ne hanno fatto un mito, quella era una sorta di new age, sotto il profilo politico, ma vi erano presenti anche fenomenologie spiritualistiche che si abbracciavano vicendevolmente, insomma era uno spirito nuovo, molti ci hanno creduto, molti si sono costruiti un immagine, molti attraverso questo sono entrati nel sistema, si sono realizzati, sono stati riconosciuti, in parte fagocitati dal sistema stesso, in parte hanno prodotto un sistema, non molto dissimile negli effetti e nei risultati dal vecchio sistema conservatore, in qualche occasione anche superandolo con azioni e pensieri così distanti dalle origini, che nessuno se ne sia accorto. La mia non vuole essere un indagine politica, ma solo un'osservazione di una fenomenologia. Da diversi anni ad oggi, un altro fenomeno ha preso piede ed è diventato una moda, perchè noi alle mode non sappiamo proprio resistere, la spiritualità. In maniera fenomenica analoga su alcuni aspetti, tipo darsi un immagine, questa è l'attrazione più incisiva delle mode, lo spiritualismo ha attechito in una larga fetta di persone, ed ha generato un movimento, si di pensiero, ma anche di una serie di aspetti tipici appunto del nostro stile di vita, da quello commerciale a quello professionale, qualcuno dice che la conoscenza o le arti guaritive debbano essere donate gratuitamente, ma questo forse è troppo per noi da cogliere, abituati a dare contro valore alle cose, semplicemente con una dazione in denaro, spesso direttamente proporzionale alla sua quantità. Forse sarò strano, ma questa non è una novità, ma per me la spiritualità è un fatto intimo, come la fede e come qualche altra cosa, semmai è un certo modo di vivere, di essere, certo non di apparire. Ho sempre pensato, anzi ho sempre saputo, che l'illusione di aiutare gli altri attraverso essa fosse legata a delle circostanze molto ristrette e comunque collegate a circostanze precise operative, quanto talvolta addirittura occasionali, che non è parlando e mostrandosi saggi o discepoli o maestri che cambia lo stato delle cose, anzi, questo spesso funziona da soporifero, funziona meglio avere a che fare con un bieco materialismo o con circostanze forti di vita, perchè è solo vedendo toccando il buio che possiamo comprendere la luce, a quante crisi mistiche abbiamo assistito. In definitiva tutta questa premessa racchiude il senso  che la spiritualità intesa così non paga, e non cambia di una virgola l'essenza delle nostre cose, tranne le buone intenzioni, e un'estetizzazione del parlare, il risultato è sempre sul campo. Il campo dice, e qui entra il guerriero planetario, cioè l'intelligenza, il porsi domande intelligenti e con il tono della manifestazione, che noi da soli non ce l'abbiamo fatta, non ce la faremo, e che dovrà arrivare qualcuno da fuori a farcelo vedere, a salvarci, questo lo sapevo a 10 anni, e forse non mi piace l'idea che a 48 non sia cambiato nulla, tenendo presente che il significato del tempo è una variabile, non una sequenza aritmetica, ma logaritmica, e la nostra evoluzione degli ultimi 40 anni, vale per circa tre secoli passati, come parametro di riferimento di crescita. questi sono i fatti, poi si può vederla, come sempre, con spirito diverso.

 
 
 

Il Titanic simbolo del nostro viaggio

Post n°134 pubblicato il 23 Aprile 2010 da donluisito
Foto di donluisito

La storia del Titanic è un simbolo molto rappresentativo e in stretta analogia con la storia ed il percorso della nostra civiltà.

dai punti focali appunto della storia è possibile raccogliere il senso del nostro viaggio nell'Universo. Vi sono diversi aspetti simbolici da leggere tra le righe, amando io il mare da sempre questo avvenimento mi ha toccato sin da bambino, ho letto poco a riguardo

ma sicuro ha mosso delle cose dentro di me, soprattutto delle memorie antiche, parlo di memorie di anima ovviamente.

Dopo aver visto il film ricordo di aver seguito o letto qualche altro indizio riguardante la sua storia, ma in linea generale, non so molto,

quello che so riguarda i simboli appunto e le analogie, perchè ogni evento possa essere colto nella sua essenza, non è necessario sapere molto, spesso anzi controproducente, in quanto ci si perde in particolari che non riguardano quei simboli, siano essi prodotti da chi li racconti

o da chi li legga, ma veniamo alle analogie. Il Titanic era in viaggio nel mare , la terra è in viaggio nello spazio, all'epoca questo evento, seppur

nel suo limitato contesto ha suscitato in molti un certo tipo di attenzione sia intellettuale che emozionale, con questo intendo, che ha colpito la fantasia di molti sotto vari aspetti, è stato immesso come prodotto della tecnologia, insomma un simbolo della produzione della nostra idea di evoluzione, quindi della nostra scelta tecnologica ed evolutiva come civiltà. Il Viaggio famoso quindi rappresenta il nostro viaggio come anime, cioè la nostra esistenza, sulla nave vi erano passeggeri trasportati sul mare , sulla terra vi sono anime trasportate nello spazio.

Allora come oggi c'era una forma di propaganda del sistema pensiero legato alle nostre scelte come civiltà, relative all'idea di evoluzione, ad

una certa forma di dominio tecnologico sulla natura o dentro la natura. Non sto parlando e non voglio parlare dell'uso della scienza riguardo all'atomo, non voglio parlare della bomba atomica e del suo significato, sarebbe scontato e già si è detto molto, non voglio parlare della manipolazione che la scienza ha fatto e continua a fare in merito all'uso della materia e dell'energia rispetto ad una utilità ed un benessere

generale. La storia del titanic basta a seguire una linea visibile di quello che ci può servire come simbolo. Il Titanic durante la navigazione

si scontra con un iceberg ed affonda in un tempo molto più veloce di quello preventivato ed immaginabile, ora lasciamo perdere le cause ascoltate o descritte dell'affondamento, tra l'altro cercando una foto da pubblicare per il post ho letto dei titoli sulle pagine di google, dai quali sembra che vi sia ancora molto da svelare a riguardo,ma volutamente non li ho letti per i motivi di cui sopra. Da una parte abbiamo una nave super tecnologica, e dall'altra un iceberg che rappresenta un simbolo interessante, nel suo apparire parziale rispetto alla sua totalità, parti visibili e parti nascoste. Oggi, nel 2009 la Nasa in un comunicato ufficiale riguardante gli effetti prossimi delle macchie solari sulla terra dichiara con una frase che mi ha colpito: " purtroppo l'evoluzione ci rende vulnerabili" questo perchè nel giro di pochi giorni il mondo sarebbe in ginocchio, dipendendo dalla tecnologia. Ora a questo se vogliamo aggiungere qualche altra cosa, possiamo guardarci ricordando il film, tutto quello che avveniva sulla nave, storie comuni, amori, odi, insomma uno spaccato anche quello della nostra realtà ordinaria, nel senso che nessuno dei passeggeri si rendeva conto di cosa accadeva realmente fuori perchè affidato al comandante ed all'equipaggio, alla tecnologia, insomma anche questo risuona forte con il nostro momento storico, vi è anche altro ma lascio ad ognuno di trovarsi i simboli, perchè così facendo si sentano meglio, quando siamo noi a trovarli e coglierli. Immagino che qualcuno potrà toccare ferro o qualcos'altro ma volevo solo passare una metafora, ribadendo quello che ho spesso detto in qualche post, siamo sulla stessa barca e solo sentirlo realmente

ci farebbe vivere con un'altra consapevolezza le nostre cose, ci farebbe abbandonare tutte le inutilità o i riempitivi, che crediamo ancora servire al nostro benessere , e ci aiuterebbe ad avere movimenti più armonici con quello che stiamo vivendo e dovremmo vivere prossimamente. La scelta collettiva come anime della via tecnologica intesa in questi termini è andata, ora tocca a noi prepararci ad essere nel nuovo, spiritualmente e fisicamente parlando.

 
 
 

Il senso e il simbolo

Post n°133 pubblicato il 19 Aprile 2010 da donluisito

Oggi scimmia spettrale

La scimmia rappresenta il bambino divino, il giocare, la separazione facendo saltare gli schemi, cogliendo nel nuovo il senso, lasciando andare verso l'origine il vissuto della coreografia e trattenendo il disegno, il simbolo originato con il quale giocare, il simbolo da integrare, da vivere. Abbiamo scelto di coreografarlo con pensieri emozioni e visioni dense, e quelle visioni ci hanno addensato le nostre materie trattenendo la luce, l'energia .Ci siamo cocreati situazioni di apprendimento difficili e scomode, una scelta, ma ora è giunto il tempo di guardare il simbolo, forse sono bastati duemila anni per uscire da questi schemi, da queste scelte, perchè quel nuovo è già qui,  ribolle e trema sotto i nostri piedi e prendere il simbolo nella sua nudità ci può aiutare a ricevere ed accogliere quel qualcosa che sarà tanto pesante quanto lo siamo diventati noi, per questo la leggerezza non è uno stato dell'animo ma una trasformazione delle nostre densità, perchè possiamo alla fine dopo un lungo giro prenderci o riprenderci quello che avevamo lanciato giù per giocarci e cocrearlo nell'universo, per posizionarci dove naturalmente siamo, cioè lontani da una visione omocentrica. Per questo ho sentito di ripostare sul senso ed il simbolo di questi duemila anni, che non siano trascorsi invano. Il Cristo è espressione di un simbolo, tutto il resto prodotto del nostro omocentrismo.






Simboli invisibili
Post n°119 pubblicato il 21 Gennaio 2010 da donluisito

Foto di donluisito

C'era una volta un uomo che è venuto qui sulla terra ad indicarci il cielo, ma tutti guardavano il suo dito, dopo qualche tempo e dopo tante sofferenze quell'uomo è stato ucciso. Sono passati oltre duemila anni, di quell'uomo ancora se ne parla, ma ancora oggi quando qualcuno indica il cielo si continua a guardare il dito. Quell'uomo era venuto qua a parlare a noi, di noi, non di lui, era evidente che non cercava gloria, come era evidente che quelli che l'abbiano ucciso lo abbiano fatto perchè è sempre più semplice guardare il dito, non guardare il cielo, quanto sia difficile guardare sè stessi in silenzio per il tempo necessario a comprendere le verità. Le azioni non sono state sufficienti, questa è la nostra storia in un paio di millenni ed è ancora attuale praticata e manipolata nelle relazioni di ogni tipo. Quando si riuscirà a guardare il cielo e non il dito saremmo guariti, I simboli contengono millenni di parole ,ma nel silenzio della loro comprensione risonante producono una nuova  vita.

 
 
 

Intervista ad un uomo considerato pazzo

Post n°132 pubblicato il 09 Aprile 2010 da donluisito
Foto di donluisito

Brano tratto da interviste impossibili

Le sono molto grato che abbia accettato di parlare con noi, volevo chiederle subito, Lei si è ritirato da diversi anni in un luogo davvero particolare e non ha più contatti con il mondo,  trovarla non è stato facile,  viene considerato da molti la  una persona folle da qualcuno alquanto strana, ma noi sappiamo che è stato molto vicino per anni ad un  personaggio che seppur considerato strano anche lui, ha lasciato un segno nella storia per la sua idea dell'uomo e quindi del mondo, in altri termini per la sua visione dello stesso. Si conosce la Sua riluttanza nel parlare e per noi non è facile neanche farLe domande, ma ormai siamo qua e dio sa quanto sia stato difficile trovarla, ci dia una mano, così Le toglieremo presto il disturbo. Ci può spiegare perchè non desidera che si faccia il nome della persona con la quale ha condiviso un lungo periodo di vita e che come disse Lei in una rara intervista di molto tempo fa, "mi ha rivoltato il mondo che avevo già provveduto a rivoltare"  -

I nomi non dicono nulla.. anzi dicono troppo.. ricordo quella frase fu un'intervista mal postulata, nonostante l'impegno profuso, era la seconda volta che qualcuno mi contattava per farmi domande,  dopo di allora sono passati 15 anni prima che qualcun'altro ci riprovasse, ma non diedi più l'opportunità di incontrarmi, da quel momento, trattandosi di personaggi che ritenevano di avere una certa influenza nell'establishment incominciarono a girare voci della mia follia, e questo fu per me molto gratificante, non mi sono ritirato per misantropia e poi essere considerato folle mi sembrava un'ottimo modo di vivermi la mia tranquillità. In quanto ai nomi.. l'essere umano, tra le tante peculiarità singolari, ha quella di voler sempre definire tutto, di dare nomi, illudendo sè e gli altri che dando un nome si dia anche la cosa nominata, in più avendo un nome, con la stessa predisposizione mentale, piuttosto che ascoltare cosa si dica, partono già dal presupposto di sapere cosa sia,  io le faccio quel nome, chi lo conosca già piuttosto che seguire me, parte con l'idea che ha di lui, se l'abbia, o con l'idea che qualcuno si sia fatto di lui e abbia trasmesso.. l'essere umano vive in un mondo fastastico, ama fantasticare, si attacca a qualunque cosa lo tenga in vita, sia essa un oggetto materiale, o un'idea, l'attaccamento all'idea è anche più pericolosa, perchè può essere trasformata continuamente senza accorgersene, le parole hanno un potere illimitato, più degli oggetti, sulle parole si è costruito e distrutto tutto, non esiste una disciplina della parola, e dio sa quanto essa sarebbe stata necessaria per la consapevolezza dell'essere umano.

Entriamo subito nel tema, appunto di questo volevo chiederLe.. la consapevolezza, la parola che più ha rappresentato quella persona che ora comprendo perchè non vuole nominare, quanto conta l'assenza di consapevolezza nello sviluppo naturale di una civiltà?

Conta tutto.. ma vede io ora le parlo di consapevolezza, ma di quale consapevolezza? di quella che l'essere umano ritiene di possedere? di quella che l'essere umano ritiene di aver raggiunto o che può raggiungere quando vuole, facendo uno sforzo di attenzione?  anche qui, l'idea che si possa avere sulla parola rivolta i termini di una comprensione, la consapevolezza allo stato delle cose è non solo diversa da persona a persona, ma anche totalmente incomprensibile nel senso letterale, la consapevolezza inizia a manifestarsi in via sperimentale, nell'applicazione della vita, attraverso un'osservazione, ma qui vi è un'altro intoppo, l'osservazione.. quale osservazione? chiunque ritiene possibile l'osservazione di sè, e come per la consapevolezza, ritiene di poter osservare ed osservarsi quando desidera, a comando, a volontà, in realtà anche questo fa parte dell'illusione e del fantastico     mondo con il quale interagiamo, se così fosse, d'altra parte, noi potremmo  e dovremmo vedere esiti ben diversi nella nostra vita, sia nei nostri microcosmi interpersonali, sia anche nel microcosmo terra, quindi negli accadimenti e nelle realtà che ci circondano, ognuno consapevolmente e osservandosi ed osservando, dovrebbe bastare alla produzione di una realtà armonica, ma così non è.. allora cosa produce questa realtà di cose? un'idea, una sensazione, di consapevolezza o inconsapevolezza?

Ecco appunto.. quindi allo stato delle cose, a quasi 40 anni dall'arrivo del terzo millennio e dall'alto della sua esperienza di vita quasi secolare, a proposito, complimenti per la sua veneranda età, che mondo ci aspetta?

Il mondo o quello che definiamo come tale è un sistema, un sistema strutturato meccanicamente, in base a delle leggi precise, leggi che riguardano la meccanica celeste, l'universo, e l'uomo è parte di questo sistema,  con un suo funzionamento ed un suo meccanismo, un meccanismo complesso per la posizione che occupa in quest'universo, ma con la stessa struttura dello stesso.      
La conoscenza del meccanismo è legata a stretto filo con la consapevolezza, e l'applicazione corretta di quella consapevolezza può determinare la conoscenza della sua macchina, lo studio della macchina umana e lo studio dell'universo può produrre lo stesso risultato, quantunque a volte può risultare più semplice ricavarlo dall'uno o dall'altro, ma le due proposizioni sono strettamente collegate, probabilmente, al di fuori di questo, potremmo avere nei prossimi anni un' accentuazione di visioni
legate ad una certa espansione di un linguaggio spirituale e di una certa pratica, questo determinerà un'attenzione nuova, che prenderà le distanze dal mondo razionalista legato ad una visione materialista dell'esistenza, e forse anche una distanza con un certo mondo legato alle  religioni antiche, ma questo resterà comunque in parte irrilevante per una trasformazione interiore, in quanto questa non ha altra possibilità di prodursi che non passi dalla consapevolezza di sè, che non è un'idea, ma una pratica effettiva, un passaggio obbligato.


Ci sta  di fatto dicendo, che la coscienza non sia in fase di espansione come molti dicono e prevedono?

La coscienza e la consapevolezza non sono la stessa cosa, anche se spesso questi due termini vengono usati come analoghi o sinonimi, lo sviluppo della coscienza riguarda l'essere, l'essenza di un uomo, la sua posizione nel mondo relativa alla capacità di essere in grado di fare o non fare, la consapevolezza è lo stato di attenzione che l'uomo può avere in base alla sua essenza, detta così sembra la stessa cosa, se non fosse che mantenere lo stato di attenzione richiede uno sforzo ed un lavoro continuo su di sè.
La coscienza è lo stato effettivo dell'essere, e quello è soggetto anche ad altre influenze esterne, ma resta, che senza una consapevolezza , la coscienza dipenda da influenze esterne a noi, e la consapevolezza è l'unica arma perchè l'uomo non sia influenzato dall'esterno, quindi che sia artefice delle sue possibilità di influire in un possibile sviluppo di sè e del mondo che lo contiene, perchè se c'è un senso in tutto questo, e questo senso è una possibilità della nostra esistenza, nessuno accetterebbe mai di dipendere da influenze esterne a lui, che tutto sia meccanico, che ogni piccola manifestazione agita o subita dipenda dallo stato delle cose, quindi dalla propria inconsapevolezza, tanto è vero che a chiunque si dica questo, riterrà di considerarla pazzo, tanto quanto impazzirebbe chiunque, se potesse vedere che sia proprio così. Ogni manifestazione umana, di qualunque natura e pregio essa sia è compiuta in stato di inconsapevolezza e prodotta da influenze esterne, tutto accade, è sufficiente osservare il tempo che è necessario per cambiare quelle cose che sembrano non funzionare bene, quelle cose che ci fanno del male, quelle cose che reputiamo ingiuste, le guerre, la povertà e tutte le ingiustizie del nostro mondo, anche quelle dei nostri microcosmi personali, la mancanza di amore, insomma tutto quanto rappresentiamo e mettiamo in scena da millenni, senza che sia mutato niente nella sostanza, se non la forma esteriore delle cose, solo la consapevolezza può cambiare tutto ciò, e restando tutto come è e come era è ovvio che la consapevolezza non sia mutata, giusto quel tanto di coscienza per intravedere qualcosa della nostra storia, per parlarne tra noi, con abiti più sobri, tenendo presente che l'arco della nostra esistenza ha avuto inizio con l'ispirare dell'universo e quell'universo ora sta concludendo la sua espirazione, lo stesso tempo che noi inspirando ed espirando naturalmente compiamo in circa tre secondi, l'universo lo fa consapevolmente nei nostri migliaia e migliaia di anni di varie civiltà e trasformazioni, con risultati ancora da vedere e comprendere, ah le parole... i pensieri..


La ringrazio.. molto crudo.. davvero.. ma certo non ci aspettavamo qualcosa di diverso dalle sue parole.. grazie di averci concesso ospitalità.. e complimenti di nuovo per come riesce a gestire i suoi noventasei anni.. da solo..
 

 
 
 

Analisi tecnica della comunicazione essenziale e pregiudizio

Post n°131 pubblicato il 04 Aprile 2010 da donluisito

I parametri relativi ad una descrizione oggettiva di un evento riportato in ambito narrativo hanno una struttura costituita da una linea corta
e priva di diramazioni, in altre parole, essenziale,  legata alla dinamica dell'evento stesso, viene tenuto fuori tutto l'aspetto emozionale, incluso il sentimento ed ogni manifestazione collegata ad un qualunque tipo di sistema pensiero, quindi alla possibilità di essere oggetto di un giudizio, di una valutazione morale in ambito comportamentale. La descrizione dell'avvenimento quindi è ristretta alla semplice azione delle parti in gioco che compongono i termini dello scambio.  ESEMPIO PRATICO raccontato dal signor tal dei tali:
Tizio Caio Sempronio e la signora x un giorno hanno iniziato ad attaccarmi verbalmente dopo che mi sono appartato a leggere.
DOMANDA: Lei perchè si è appartato? --- Sempronio e Tizio nell'arco delle ultime ore trascorse insieme, circa otto, intervallate da una notte,
mi  avevano già attaccato verbalmente dalla sera precedente senza che vi fosse una motivazione precisa, c'era una evidente ostilità  ed un conseguente coalizarsi tanto deciso quanto incomprensibile per me. La mattina successiva l'ostilità si è trasformata in sarcastica indifferenza, simile a quella che si aveva da bambini durante i nostri giochi, durata per l'intera mattinata. Dopo pranzo si sono aggiunti a noi, Caio e la signora x, approfittando di questo allargamento mi sono appunto appartato non interessandomi confliggere su cose che non sapevo, non mi erano dette e nè spiegata l'origine. Ma l'ostilità, inaspettatamente, ha iniziato a manifestarsi anche da parte di Caio e la signora x, la coalizione si è ampliata e gli attacchi sono continuati, non conosco i motivi, le cause che abbiano prodotto tutto questo, ma dalla intensità, dai modi e dalle forme manifestate, devo dedurre di aver fatto qualcosa di grave, ma non mi è stato detto cosa, ed io non è ho un'idea neanche vaga. Dopo alcune ore sono andato via. DOMANDA: Perchè non è andato via subito?--- Le circostanze non mi permettevano questo essendo ospite, lontano da casa e senza la possibilità di spostarmi con mezzi propri.
Questa è la descrizione dell'evento, risulta chiaro che una causa scatenante vi debba essere, come risulta altrettanto chiaro che il problema(causa scatenante) venga messo al centro dell'evento, nel naturale intento di risolverlo o scioglierlo. L'intento di risolvere un problema è la paternità del problema stesso. nella realtà ordinaria, quella solo in parte, consapevole, spesso i problemi reali sono resi occulti e noi possiamo osservare solo i sintomi, gli effetti, come  analogicamente accade nelle malattie psicosomatiche, dove la diagnosi deve estendersi alla ricerca dei simboli del profondo. Ritornando al senso dell'occultamento, vi racconto un aneddoto molto istruttivo al quale ho assistito anni fa.
Eravamo una decina di noi ospiti nella villa di un nostro amico, ad un certo momento si è aggregata a noi la sorella maggiore, che la maggior parte di noi non conosceva, proponendo di sottoporci ad un test psicologico, di quelli dove si disegna su un foglio una serie di simboli, e dopo si interpreta il carattere e via dicendo..iniziamo a disegnare e dopo un pò le consegnamo il foglio, inizia la lettura e relativa interpretazione, nel frattempo però avevo notato di sfuggita uno strano movimento, il nostro amico sotto suggerimento della compagna aveva scambiato il suo foglio con lei, quindi consegnato poi con i nomi invertiti, qualcuno tra noi aveva percepito che vi fosse una certa conflittualità tra sorella e  fratello, tanto quanto una certa considerazione della compagna di lui, in ogni caso al momento della interpretazione leggendo quello di lei (in realtà di lui) iniziò una pomposa descrizione di un carattere forte, intelligente, idee chiare ecc.. insomma tutto bellissimo.. in ultimo è passata a quello di lui,(cioè di lei)  la pomposità è divenuta  austerità, in una descrizione di un carattere debole, insicuro, insensibile e via dicendo..  alla fine senza calcare troppo la mano si è detto dello scambio..e la sorella ha tentato maldestramente di venirne fuori.. ma neanche un mago vi sarebbe riuscito.. Il senso dell'occultamento ha spesso a che fare con un pregiudizio, sul quale pregiudizio si costruisce  un percorso, una linea, un sistema pensiero, in definitiva una proposizione che in assenza di rivelazione, di chiarezza, quindi in assenza di un intento di risoluzione aiuta a manipolare le situazioni quotidiane di vita, dove appunto la motivazione la causa di un azione  viene occultata perchè non consistente in un ambito di una dialettica minimamente logica e consequenziale, in altre parole, molte manifestazioni conflittuali nascono esclusivamente da un complesso d'inferiorità, che pur di mantenere occultato costringe ad arrampicarsi sugli specchi, mi è capitato di leggere alcuni commenti intrinsecamente analoghi nel contenuto su qualche blog di passaggio, e risposte totalmente differenti. La comunicazione è un aspetto molto complesso, non per i concetti o le parole usate, ma per l'intento che ci si mette riguardo a quel comunicare, la comunicazione richiede una linearità, un uso delle parole corretto e non scontato, dove scontato significa usare una definizione comune senza considerare che si possa scrivere un post intero che verta su solo due parole racchiuse in un concetto, dove sia le parole che il concetto possono avere significati diversi quasi per ogni lettore, se ci si pensa attentamente nessuno riuscirebbe più a scrivere una parola. Meglio quindi scrivere di getto, senza riserve, il punto focale della comunicazione resta la risonanza
 e questa esula dall'intelligenza, dalla cultura, dai talenti, è la capacità di entrare nelle frequenze del momento, e chi vi deve entrare vi entra a prescindere dalla complessità o presumibile semplicità, La comunicazione ha una sua matematica e nello specifico una matematica spirituale con la quale è possibile sentire dall'altra parte quale parte di noi si sta esprimendo, quando è l'anima a comunicare o il mentale, ci vuole una certa sensibilità ed anche una conoscenza, ma aiuta molto a tenersi lontano dai conflitti derivati da quell'occultamento, che purtroppo è molto più comune di quanto ci si possa pensare ed anche causa di tanti equivoci, che spesso equivoci non sono.

 
 
 

Intervista ad un alieno

Post n°130 pubblicato il 30 Marzo 2010 da donluisito
Foto di donluisito

Brano tratto da interviste impossibili

La ringrazio innanzitutto di aver accettato di parlare con noi    la prima domanda che volevamo porle è questa: se può risponderci volevamo sapere da quanto tempo si trova qui e dove risiede.

Sono su questo pianeta dal 1999 ma con pause di permanenza, per determinati periodi ritorno alla base, le posso dire il luogo dove mi trovavo prima, Glasgow.

Grazie.. poichè sappiamo di non avere molto tempo le poniamo subito le domande che più ci interessano, ma capirà sono tante le cose che vorremmo sapere.. sembra che siamo in un periodo di grandi cambiamenti a tutti i livelli, si sentono  tante previsioni,  visioni, ci può dire la sua su questo?

L'apparato mente della vostra specie fa distinzioni tra previsioni e visioni, come fa distinzione tra i tanti aspetti, il prospetto è sempre unico ed è già realizzato.

Aspetti.. se Lei ci risponde così noi non comprendiamo.. e neanche chi leggerà, la preghiamo di venirci incontro,visto anche che il tempo è limitato, ci può spiegare il senso? grazie..

La configurazione dell'essere umano, quale struttura, è sottoposta all'idea, da voi chiamata "spazio tempo" ed è su questa idea che si sviluppa il presupposto del vostro cambiamento di stato, una, tra le sequenze evolutive presenti nell'universo.

Con questo vuole dire che nell'universo vi sono varie possibilità di evoluzione e non una sola uguale per tutte le specie?

Nell'universo le diversità degli apparati sono comprese nella struttura del sistema operativo, il DNA, è il sistema operativo che determina i percorsi evolutivi, lo sviluppo e la trasformazione fisico-energetica dipendono esclusivamente dal sistema di base.

Mi scusi.. ma la cosa si fa difficile.. in termini pratici.. come siamo messi alla luce di questo?

Il vostro DNA sta mutando, si stanno per aggiungere delle nuove sequenze, esattamente degli innesti e queste integrazioni sono parte del processo universale, niente muta se non vi sono corrispondenze nei vari stadi dimensionali. Le procedure di sistema sono il fulcro e l'unico sistema operativo che determina la trasformazione. 

Lei comprende che queste sue considerazioni azzerano completamente una parte prevalente delle nostre manifestazioni, ci sta dicendo che tutto quello che osserviamo viviamo, la nostra partecipazione, quella che è la nostra percezione sia praticamente vana in termini di realizzazione collettiva ed anche personale? che le nostre scelte siano relative rispetto alla realizzazione di tutto questo??

Le sto solo mostrando un aspetto universale di quella che viene chiamata realtà, ma esistono altre forme di realtà legate alla struttura delle sostanze, l'essere umano, intendendo i terrestri, hanno relazione con le realtà delle loro sostanze, quindi con l'aspetto del mondo collegato a quel tipo di sostanze, il vostro aspetto caratteristico è determinato, come riferimento principale, alla qualità delle sostanze che interagiscono con il vostro strumento mente. La mente e quelle sostanze determinano la caratterizzazione dell'aspetto realtà percepito, questo non deve essere fatto oggetto di valutazione limitata, è solo un aspetto come un altro.

L'ultima domanda, perchè sento che deve lasciarci... in definitiva noi siamo in uno stato di verosimiglianza? si può porre così la domanda?

Si, nella realtà delle cose, siete ancora nell'aspetto della verosimiglianza e nel passaggio con quella che chiamate verità, quando l'integrazione, o meglio le integrazioni, del sistema andranno verso il completamento, ci sarà una visione univoca e la verosimiglianza non avrà più potere sulla mente.

La ringrazio.. crede sarà possibile parlare ancora con Lei? ci sono tante altre domande alle quali desideremmo avere risposte..

Questo è possibile.. non credo sia possibile con me.. ma ci sono tante altre presenze qui sulla terra, in osservazione del processo in atto, e nei modi previsti in supporto allo stesso..

La ringrazio...





 

 
 
 

Dell'ego e delle altre cose...

Post n°129 pubblicato il 19 Marzo 2010 da donluisito
Foto di donluisito

Questo scritto è collegato al precedente post, e alla  considerazione fatta in prefazione del mantra pubblicato. So che quelle poche righe di introduzione hanno un taglio decisamente netto rispetto alla considerazione che si dà oggi all'ego, ma in qualche modo ho parlato anche di karma e di altri aspetti similari concettualmente adiacenti  e molto trattati in giro come elementi fondamentali per trarre o tradurre un insegnamento, come spesso leggo e sento in giro. Oggi Sole ritmico, in sintesi essere nel tempo di quell'energia, cioè nel suo spirito, perchè il sole rappresenta per noi lo spirito, dall'aspetto più terreno a quello simbolico. Detto questo, entro nel vivo del discorso. Noi siamo ricercatori, tutti, con le naturali differenze che ci contraddistinguono, ma ricercatori di un significato, delle piccole cose e di quelle grandi, ma entrambe appartengono ad una matrice unica originaria. Quindi l'importanza di un segno può essere più incisiva di una disciplina particolare, l'insegnamento ha caratterizzato da sempre in campo spirituale i percorsi di conoscenza di coloro che sentivano attrazione verso il senso della vita, abbiamo avuto, inutile citarli, personaggi di varia natura sin dall'antichità che hanno forgiato con i loro pensieri molte anime, oggi abbiamo l'eco di quei maestri più recenti che hanno contribuito ognuno a suo modo ad indirizzare altrettante anime attraverso quella matrice unica, magari con forme diverse, proprio in virtù del fatto che esistendo forme differenziate in noi, ognuno seguisse quello che più fosse capace di risuonare dentro di lui, e fin qui ci siamo. Oggi nel 2010, nel terzo millennio, ma soprattutto alla luce di dove siamo nel nostro percorso evolutivo come pianeta e in qualità di suoi abitanti, sento che serva un piccolo passo in più, che vada oltre un insegnamento. So che a queste parole qualcuno mugugnerà, e dico sento proprio perchè questo termine è il tema centrale. Noi abbiamo due proposizioni fondamento del nostro essere e del nostro movimento, sto parlando dell'aspetto anima, SENTIRE e SCEGLIERE. Sentire ha a che fare con l'Essenza, nella vecchia distinzione di essenza e personalità. Collegandomi al mantra appunto, quello è un insegnamento, in buona parte strutturato su leggi spirituali e su aspetti che ricadono sulla personalità, quando l'ho letto la prima volta anni fa, avevo dato per scontato delle cose, oggi lo vedo sotto una forma diversa, la forma è che alcuni di quei 46 punti fanno parte dell'essenza di un individuo, cioè di quello che "sente" e seppur possano essere seguiti o messi in pratica ugualmente, saranno un insegnamento per la parte personalità, ma un praticare resta un praticare e richiede un tempo, un'attitudine, un'attenzione giornaliera. Questo permetterà magari a chi fosse attenzionato,  tenendo a mente quei punti, nel momento in cui si trovasse di fronte alle circostanze della vita attinenti ad essi, a scegliere di conseguenza e saggiamente, appunto come essi trasmettono. Tutto questo è possibile, ma non lo trovo decisivo in termini di incisività effettuale, cioè in un ambito realistico di cambiamento di espansione di coscientizzazione di un necessario cambiamento radicale e ampio del nostro modo di condividere di cooperare di unificarci nell'intento dei cambiamenti di cui tanto si parla. Io sento che non c'è molto tempo, che non è più il tempo per questo e provo un certo disagio a partecipare ed a condividere alcune cose, perchè ritengo il condividere  fondamentale, dove per condividere intendo anche lasciare un commento su un blog di persone conosciute o sconosciute, ma anche tutte le manifestazioni umane che ci vedono naturalmente e semplicemente vicini o compagni di percorso. La differenza nel "sentire" sta in questo: quando qualcuno ci tratta male si può essere arrabbiati con lui dispiaciuti per noi o dispiaciuti e arrabbiati perchè "sentiamo" che qualcosa nell'economia dell'universo, nella armonia, nell'Amore è stata ferita. La differenza appunto è tra il sentirsi in un' unica parte o sentirsi nella propria, questo è semplicemente Essenza e Personalità, questo è Amore e potere personale, questo è Anima ed Ego. E' semplicemente visibile e percepibile da ognuno, al di là ripeto del suo livello di coscienza o evolutivo o intellettivo o in qualunque altro modo vogliamo vederlo e definirlo per questo trovo la Via dell'insegnamento oggi anacronistica, e con essa qualunque proposizione dialettica che continui ad incedere sul pensiero, sulla comunicazione, riguardi essa l'ego il karma e qualunque concettualità, che a me sembra spesso funzionare molto bene da alibi per prendere tempo, un compromesso per non rinunciare a qualche vacuo privilegio per essere un pò qua e un pò là, in definitiva un intrattenimento conviviale prolungato, con una nave che da qualche parte sta navigando in un mare che non conosce.  Om mani padme hum

 
 
 

Semplicemente

Post n°128 pubblicato il 17 Marzo 2010 da donluisito
Foto di donluisito

Un'amica ieri mi aveva spedito un sms riguardante il karma, l'ego e significati riguardo l'amore. avevo pensato di  " postarlo" insieme alla mia risposta, ma poichè leggo di ego dovunque e di altri problemi ad esso connesso, credo più saggio concentrarsi su cose attuali, sulle azioni del momento, sull'amare, senza alibi di altre parti, mentali e sovrastrutturali create da  un aspetto di noi, una piccola parte alla quale si dà troppa attenzione. Stasera ho ricevuto questo Mantra da un'altra amica e lo passo all'attenzione di chi passerà di qua.

TOTEM TANTRA NEPALESE

ISTRUZIONI PER LA VITA:

1. mangia molto riso integrale;

2. dai alla gente più di quello che si aspetta e fallo con gusto;

3. memorizza il tuo poema preferito;

4. non credere in tutto quello che ascolti, non spendere tutto quello che

possiedi e non dormire quanto vorresti;

5. quando dici "ti amo", dillo sul serio...;

6. quando dici "mi dispiace", guarda negli occhi la persona;

7. mantieni un fidanzamento di almeno sei mesi prima di sposarti;

8. credi nell'amore a prima vista;

9. non prenderti gioco mai dei sogni degli altri;

10. ama profondamente e appassionatamente. Puoi uscirne ferito, però è l'unico

modo di vivere la vita completamente;

11. in caso di disaccordi, sii leale. Non offendere;

12. non giudicare gli altri per i loro parenti;

13. parla lentamente, ma pensa con rapidità;

14. se qualcuno ti fa una domanda alla quale non vuoi rispondere, sorridi e

chiedigli: "perchè lo vuoi sapere?";

15. ricorda che il più grande amore e i maggiori successi comportano maggiori

rischi;

16. chiama la mamma;

17. dì "salute" quando senti starnutire qualcuno;

18. quando perdi, non perdere la lezione;

19. ricorda le tre R. Rispetto verso te stesso, Rispetto verso gli altri,

Responsabilità per tutte le tue azioni;

20. non permettere che un piccolo disguido danneggi una grande amicizia;

21. quando ti rendi conto che hai commesso un errore, correggilo

immediatamente;

22. sorridi quando rispondi al telefono. Chi ti chiama lo potrà sentire nella

tua voce;

23. sposati con un uomo/donna al quale piaccia conversare. Quando sarete

anziani, la vostra abilità nel conversare sarà più importante di qualsiasi

altra;

24. passa un pò di tempo in solitudine;

25. apri le braccia al cambiamento, però non disfarti dei tuoi valori;

26. ricorda che il silenzio è, a volte, la migliore risposta;

27. leggi più libri e guarda meno la TV;

28. vivi una vita buona e onorabile. Più tardi, quando sarai vecchio e

ricorderai il passato, vedrai come la potrai godere per la seconda volta;

29. abbi fiducia in Dio, ma chiudi bene la tua auto;

30. un'atmosfera amorosa in casa è importante; fai tutto il possibile per

creare un ambiente tranquillo e armonioso;

31. in caso di disaccordi con i tuoi cari, dai importanza alla situazione

presente;

32. non rivangare il passato;

33. leggi fra le righe;

34. condividi le tue conoscenze; è un modo per ottenere l'immortalità;

35. sii gentile con il pianeta;

36. prega; è racchiuso un potere incommensurabile nella preghiera;

37. non interrompere mai qualcuno che ti stia mostrando affetto;

38. fatti i fatti tuoi;

39. non fidarti di un uomo/donna che non chiuda gli occhi quando lo/la baci;

40. una volta all'anno visita un luogo nel quale non sei mai stato;

41. se guadagni molto denaro, mettilo a disposizione per aiutare gli altri

quando sei ancora in vita; questa è la maggiore soddisfazione che la fortuna ti

possa dare;

42. ricorda che non ottenere quello che vuoi è, a volte, un colpo di fortuna;

43. impara tutte le regole e poi, infrangine qualcuna...;

44. ricorda che la miglior relazione è qualla in cui l'amore fra due persone è

più grande della necessità che avete l'uno per l'altra;

45. giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui dovresti rinunciare per

ottenerlo;

46. abborda l'amore e la cucina con un certo temerario abbandono.

 
 
 

Quale Via

Post n°127 pubblicato il 07 Marzo 2010 da donluisito
Foto di donluisito

Riporto in questo post , nell'energia entrante della Stella tono risonante, alcune  proposizioni, per me guida  della mia rotta come anima. Nei vari  scritti pubblicati sul blog ho già avuto modo di parlarne, in maniera non organica, ma quali riferimento dei temi attraverso i quali abbiamo condiviso alcune visioni su alcuni aspetti della nostra vita. Siamo tutti immersi in un mare ampio, in un territorio di scoperte e di ricerca, attraverso le esperienze di vita,  ognuno di noi come parte di un disegno divino e aggiungo, con una funzionalità, sia personale che collettiva. Ad ognuno è dato trovare la sua, nell'ambito del viaggio, nella libertà della sua possibile e naturale emanazione. Quella che viene chiamata spiritualità o anche mondo spirituale è un aspetto dell'esistenza, appunto riguardante lo spirito. Il mondo spirituale ha delle leggi matematiche, simboliche, che prescindono da qualunque forma religiosa in particolare, prescindono dall'appartenenza a gruppi o seguacismo di qualunque natura. Seguire queste leggi,  orientarsi attraverso esse è una scelta di vita, ed ha a che fare con le nostre peculiarità di anime, perchè sono le anime che possono svilupparsi attraverso esse, la mente, l'intelligenza non sono direttamente coinvolte, se non attraverso l'uso corretto delle stesse. Quindi parliamo di anima e non di altro, è l'anima che impara a riconoscere  i simboli, che impara a praticare quelle leggi,  perchè un' anima si evolva è necessario che impari quelle leggi, soprattutto che rinunci ad una serie di cose che impediscono a quelle leggi di essere sperimentate. Una su tutte l'identificazione poi via via l'attaccamento, la considerazione di sè. La consapevolezza sta alla base di tutto questo. Ciò premesso, vengo al tema oggetto del post.  Essendo cresciuto a contatto con le manipolazioni, sia materiali che dialettiche, conosco alcune cose, e quelle cose hanno formato in me una visione chiara di cosa e di come io mi debba muovere nella mia vita, quale sia il contributo da dare e quindi come scegliere di essere qui sulla terra, questo è  appannaggio di chiunque, in piena libertà, perchè ogni piccola cosa che noi facciamo qui, una parola, uno sguardo, un'azione, un rifiuto, una concessione, questa rientra nel computo delle leggi spirituali, ovvio per chi ci creda, anzi, per chi le senta, sta a significare che noi per le leggi spirituali siamo liberi di fare tutto, perchè responsabili matematicamente di ogni cosa, le scusanti e gli alibi non sono previste, se non dalla matematica spirituale come la chiamo io. Questo comporta l'assunzione di responsabilità, l'essere consequenziali, ma comporta anche che il nutrito dualismo del giudizio e del pregiudizio, dell'opinione di me verso l'esterno, cioè la considerazione di sè, tanto cara, voli via come una piuma in una tornado.  La forma di quello che manifesto, scrivo, comunico, può apparire in tanti modi a secondo degli specchi o delle proiezioni, ma resta quello che è, e questo vale per tutti, chiunque impari a muoversi in questo aspetto della vita ha a che fare con questo. Per concludere per me esistono due proposizioni guida, e da queste si determina la mia posizione nelle cose e nelle relazioni della vita. La legge dell'entropia positiva e dell'entropia negativa: fare ed essere nelle cose con amore o fare ed essere nelle cose per potere o controllo, questa è la legge prima che muove le nostre azioni e le nostre parole, è semplice per ognuno chiederselo in ogni circostanza, sia che ne siamo attori o riceventi, la seconda proposizione è quella che chiamo del piacere o del servizio, qualunque cosa anche qui o viene fatta per piacere o perchè serva a qualcosa, in questo caso si possono avere anche entrambi, che è ancora meglio, ma spesso, basta guardarsi attorno, si riesce a non avere nessuna delle due, e questa è la causa di tanta confusione e malessere. Io non posso dire che esista un Dio, ma posso osservare l'esistenza di leggi spirituali, posso osservare l'armonia, l'ordine, l'unione quindi traslatamente un'idea d'amore, posso vedere il caos, la divisione, che impediscono l'idea d'amore, d'unione, di armonia, al momento che scrivo ho appena visto , divisione, ecco, io con la divisione non vado d'accordo, come non vado d'accordo con cose che non so a cosa servano e non sembrano portare piacere a nessuna delle parti, mi scuso, ma a 20 anni ho imparato cosa sono gli "agguati" e non è verosimile che qualcuno mi possa portarmici così, in leggerezza. Rispetto qualunque visione, ma ho imparato che quando si hanno le parole per interlocquire o non si hanno le parole, possiamo scegliere di restare in silenzio. Om namo narayanaya

 
 
 

Sulla Via del ritorno

Post n°126 pubblicato il 28 Febbraio 2010 da donluisito
Foto di donluisito

Le coreografie nella vita e nel sogno dipendono dalla velocità vibratoria, dalle frequenze di colui che le vive, dalla struttura quindi psichica e dalla sensibilità della propria materia, quindi sono caratteristiche personali. Questo significa che c'è una relazione tra la densità della materia e le manifestazioni con le quali viene in contatto, e fino a qua si è nell'attualità delle nuove proposizioni scientifiche, ma questo significa anche una differenziazione tra i contenitori, tra le strutture, beninteso tra gli esseri umani. Questo malgrado abbia sempre considerato i contenitori uguali, ma ovviamente questa era un'eguaglianza potenziale. Allo stato delle cose, per l'annosa questione legata all'identificazione, all'approccio personale e personalizzato nell'ambito di uno scambio dialettico ma non solo, il mio pensiero rivestiva un aspetto puramente pratico. Nella fattispecie esistendo una certa sensibilità riguardo alla considerazione di sè, all'apparire e al come apparire o essere a livello, il mio pensare e dire era praticamente una modalità per non suscitare reazioni dovute al sentirsi inadeguati, quindi a non esplorare o meglio a rinunciare ad esplorare i propri spazi e quelli reali esterni a noi. Questo perchè per storia personale in qualche modo ho sempre indirettamente provocato questo stato di cose nelle relazioni, nonostante nella sostanza e nella forma mi distanziassi sempre da qualunque uso volto ad un presupposto di potere. Ma si sa che lo specchio, il riconoscimento da sempre funziona così, e per di più ultimamente, questo effetto proiettivo è anche aumentato verso quelle anime che non riuscendo a stare al passo con l'aumento delle frequenze, cadono naturalmente nelle grinfie degli specchi con più frequenza, nonostante si parli di continuo di disidentificazione, di ego e di tutto quello che ne consegua. Non è il caso di farne un dramma, ma semmai un'occasione di osservazione privilegiata, un'opportunità di vederci per quello che siamo, ma soprattutto per quello che ancora non siamo, ma potremmo diventare, appunto esulando da tutto questo. Viene da sè che lo svuotamento di cui spesso parlo, sia necessario, proprio per consentire un ascolto più chiaro del nuovo, per non far coesistere vecchie cose, quindi materie inerti e dense, con materie ed energie più sottili. Trovo la metafora del computer spesso molto adatta alla comprensione del sistema. Noi possiamo considerarci come delle macchine, questo è già ben descritto anche nei particolari da G. I. Gurdijeff nei lavori che faceva agli inizi del secolo scorso, ma semplificando possiamo analogicamente servirci del computer per guardare degli aspetti. C'è un disco fisso con dei dati e con un sistema, poi vi sono files e altro che occupano memoria, vi è anche la memoria RAM che è quella operativa, quando io parlo di svuotamento mi riferisco sia alla memoria Ram che a quella che occupa spazio, lo svuotamento quindi serve a far funzionare meglio la nostra macchina, qualunque soggetto che usi il computer per lavoro manutiene l'apparecchio in modo che possa usarlo sempre al pieno delle sue potenzialità, quindi se lo stesso dà problemi si preoccupa di liberarlo dai files temporanei, di eliminare files inutili e di avere memoria Ram sufficiente per l'uso dei programmi importanti, vi sono programmi installati che non vengono mai utilizzati e magari possono essere disinstallati. Qualcuno troverà eccessivo il riferimento, parlerà di emozioni di sentimenti di tanti altri aspetti che questa metafora non solo non considera, ma addirittura ne calpesta la valenza, il significato profondo, ma anche qua è necessario valutare quale significato e quale valenza abbiano realmente nell'economia della nostra esistenza, di quali emozioni e sentimenti si parli, perchè anche questi sono un prodotto della materia, più sottile, ma sempre materia, perchè il tema è proprio quello della densità, e qua sulla terra allo stato delle cose, noi abbiamo a che fare con la materia, ma anche con la sua trasformazione, dietro alla materia c'è energia e la trasformazione della materia dipende dall'energia che le nostre macchine hanno e la loro capacità di trasformare quella materia, e questo dipende dall'uso funzionale della nostra macchina, questo è lo scopo primo della nostra esistenza e seppur aiutati, ripeto, dalle circostanziate trasformazioni a cui la terra viene sempre più sottoposta in questo ultimo tempo, quindi soggetti indirettamente a nuove proposizioni e vedute del mondo reale, una macchina che non si adegui a questi cambiamenti, avrà problemi con la connessione, giusto per restare in tema, così come pare ci saranno appunto problemi di connessione prossimi futuri nel mondo delle comunicazioni dovuti al ciclo solare, questo scientificamente dichiarato ed accertato dalla NASA. Stanotte ho sognato, un sogno molto forte, chiaro, questo mi è arrivato e questo scrivo, vediamo di muoverci, vediamo muoverci, guardiamo la nostra macchina, lasciamo andare le altre macchine, seguiamo la strada, con gli specchietti sistemati bene per guardare le altre macchine ed evitare incidenti, seguiamo la strada i segnali e andiamo dove siamo diretti, anche la guida e il mondo della strada sono una metafora di vita, se vogliamo abbiamo segni e segnali ovunque per comprendere dove siamo ora, e dove sembri dobbiamo andare, basta appunto liberarsi del vecchio stradario dove molte strade sono chiuse o crollate. Om namah Shivaya

 
 
 

Tempeste esteriori

Post n°125 pubblicato il 26 Febbraio 2010 da donluisito
Foto di donluisito

Oggi tempesta spettrale kin 219, nell'onda della luna magnetica, kin 201, raccontava un amico, maestro, portato qui  dal seme risonante, che  Merlino era scivolato sul gradino 208 e aveva dovuto ricominciare da capo la risalita, l'evoluzione, la purificazione per accedere al nuovo mondo, il gradino 208 corrisponde sullo tzolkin alla stella cosmica kin 208, la stella rappresenta la bellezza, il metterla in luce e cosmico è il senso del nostro essere qui come anime cioè quello che l'universo ha prospettato per noi. La luna magnetica,  kin 201, l'inizio della nuova onda rappresenta appunto il cammino attraverso la purificazione, quindi simbolicamente questa onda rappresenta per noi, secondo la sua chiave di lettura, la rappresentazione e i passaggi necessari per questo fine. Premesso ciò, la tempesta è il simbolo dell'energia, e spettrale il tono della dissonanza, a tal riguardo notavo ieri girando per qualche blog, che vi è stato qualche momento di attrito tra alcune parti, in merito agli argomenti trattati nel post, quindi osservavo questa rabbia, in qualche modo sorpreso, anche perchè stesso nella giornata leggendo un post su un altro blog, avevo commentato proprio ironicamente che lo scritto in altri tempi avrebbe suscitato grandi polemiche, e come sempre accade, le polemiche se vogliamo così chiamarle, le ho trovate dopo, appunto. Dicevo la rabbia, la rabbia è un moto interiore, con un aspetto fondamentale, essere il risultato di una attesa negata, è legata all'identificazione, in due modalità, una, più identificata con sè stessi, quando siamo arrabbiati con la vita in genere, e l'altra quando siamo identificati con il tema che la produca, in entrambi i casi, la rabbia resta la negazione di un'aspettativa, di un'aspettativa di qualcosa che secondo i nostri valori sarebbe dovuta andare diversamente, quindi alla fine di una mancanza di comprensione degli esiti, ovviamente su questo aspetto le credenze ed i sistemi pensiero correnti ci vanno a nozze, e attraverso la forma dualistica insita nelle nostre peculiarità umane, si aprono scenari o scenografie immense. Per tutte le manifestazioni umane possiamo però prenderci uno spunto alternativo, attraverso la natura e la naturalità fenomenica, in questo caso, attraverso il simbolo della tempesta, che abbiamo detto rappresenta l'energia, sappiamo che naturalmente una tempesta viene generata sempre da un insieme di fenomeni antitetici in termini fisici, generalmente dalla temperatura, ma anche dall'umidità, quindi dalla presenza di acqua, simbolicamente anche questo ha analogia con le nostre cose psichiche, ma c'è un aspetto della tempesta che raramente percepiamo quello che viene chiamato l'occhio del ciclone, cioè lo spazio dove vi è assenza totale di energia, il centro del fenomeno, dove mai si penserebbe che fuori stia accadendo tutto quello. Questo è il simbolo che noi dobbiamo sperimentare, perchè quell'energia sia un processo naturale e proficuo, quando si dice essere centrati si intende anche questo, il centro della tempesta è la tempesta, ma la tempesta è anche fuori, così come noi abbiamo uno spazio esteriore di manifestazione e uno spazio interiore, il passo è, la realizzazione del nostro interno, è quello che muove realmente l'energia, la direziona e rende utile la stessa, si può essere manifestamente arrabbiati esteriormente ma avere il collegamento con il centro, così come spesso si è arrabbiati esteriormente e quella rabbia rendere invisibile il nostro centro a noi stessi, questo tra l'altro è percepibile anche all'esterno di noi sia consapevolmente che inconsapevolmente, ed è questo che rende inutile la rabbia esteriore, spesso avviene anche che qualcuno proietti          l' inpercettibilità del proprio centro sull'altro, questo crea appunto dissonanza e tanto caos inutile, un pò come quando una tempesta più che servire al bisogno d'acqua della terra, la rende infertile con la sua violenza. A noi serve terra e acqua vento e calore nelle giuste forme e nella giusta armonia per vivere, lo stesso, semplicemente, per convivere. 

 
 
 

Le nostre reali cose

Post n°124 pubblicato il 13 Febbraio 2010 da donluisito
Foto di donluisito

Nella notte tra il serpente planetario e l'allacciatore spettrale, che è il kin del giorno, si sono mosse alcune cose. Premesso che spesso io non sono attenzionato a quale sia l'energia del momento, nel senso che a volte seguo i movimenti guardando a priori il glifo ed il tono, altre volte no, questo perchè quell'energia comunque lavora di per sè, e può capitare che anticiparla, cioè visionarla prima può anche forzare dei significati e quindi non farla espandere a dovere nella sua manifestazione totale. Ovviamente conosco i rischi di un coinvolgimento interpretativo e la mia capacità di prendere le distanze da scontate e pronte visioni offerte istantaneamente e magari comode per qualche ragione o sentimento. In ogni caso, quando avviene il contrario, cioè che prima arrivino le cose e poi scopro quale sia l'energia, le cose appaiano più chiare e più potenti e sempre esplicative, in qualche modo definiscono il senso di una certa speculazione e valutazione del fatto o degli eventi che si sono analizzati e sentiti. Stanotte ha lavorato il sogno a vari livelli di coscienza, e dall'alba man mano che gli  stati si modificavano verso il risveglio  ha lavorato il pensiero logico e analogico. Dopo questa lunga, ma necessaria premessa, veniamo a noi. Il serpente planetario in questa circostanza rappresenta la manifestazione vitale dell'energia, l'attaccamento alla terra, l'allacciatore spettrale è una combinazione doppia, come la chiamo io, cioè quando glifo e tono hanno una configurazione amplificante reciproca, l'allacciatore simboleggia la morte e la rinascita, quindi il distacco da qualcosa, il tono spettrale è quello del lasciare andare, ed anche la dissonanza,ovviamente il senso del tono 11 spettrale nell'economia della sequenza tonale rappresenta simbolicamente il non essere attaccati e di lasciare i nostri processi creativi nell'energia dell'universo. In ogni caso l'energia di oggi parla di fine, di chiusura di uno stato o di qualunque cosa che si stava vivendo o si è vissuta e in qualche modo, pur essendo finita, galleggiava ancora in qualche parte di noi, magari ben nascosta, ma incidente nell'economia delle nostre cose, nel nostro movimento dell'energia. All'atto pratico ci sono sempre avvenimenti della nostra vita nei quali spesso ci perdiamo nella improbabilità di una comprensione, perchè non abbastanza evidenti nella loro manifestazione, o perchè abbiniamo valutazioni logiche a stati emozionali, insomma la nostra capacità di una analisi distaccata resta difficile da operare, al di là del fatto che tutto questo resti una coreografia, cioè l'evento di un mondo manifesto materiale, e vi sia l'aspetto simbolico, quindi spirituale, il disegno divino. In relazione a ciò, è bene valutare dapprima i fatti nudi senza implicazioni emotive o comunque giudicanti, e una volta visti da fuori, magari sostituendo i personaggi, gli attori, le posizioni predefinite, passare al senso generale, cioè energetico, cosa ha realmente prodotto, dopo provare a leggere i segni più alti dell'esito e degli effetti, guardando avanti nel tempo, a cosa può produrre questo nuovo stato di cose, che prima non fosse possibile. Tutto questo perchè si possa non cadere nella polarità, nel dualismo dei ruoli, o dei presunti o reali torti subiti e/o  procurati, tenendo presente che, credo sia saggio valutare sempre. cosa possa significare non lasciare andare le cose come devono,soprattutto quando lo stato delle cose ti porta ad una fine evidente, nel senso che, la nostra presenza e quella di altri nella nostra vita debba sempre servire a qualcosa, debba essere improntata a dei valori di amore e di pace, di armonia, di una condivisione che sia creativa, che ognuno possa lasciare e lanciare i propri semi, insomma che ci sia fertilità, non per ripetere vecchie cose, ma anche qui che vi sia un  maschile ed un femminile operativi, senza dei quali ogni atto creativo risulti impossibile, sterile. In definitiva, ogni evento della nostra vita esiste fin quando produca frutti o almeno getti le basi per compiere il miracolo, ma c'è un tempo che bisogna conoscere, di attesa, la morte e rinascita è il respiro del cosmo, per noi spesso una afasia o una prolungata apnea, questo è uno dei motivi della sofferenza, come sempre, il non scorgere sempre i piani terreni ed i piani alti, e il loro naturale collegamento. Oggi la massa di karma inerte e densa confonde le appartenenze e spesso non dà scampo a visioni ampie, visto che ormai anche la scienza ha mostrato che siamo cocreativi e deterministici nei nostri ambiti mentali, in relazione alle realtà interne ed esterne a noi, resistere ancora attaccati a delle forme, mi fa dire che il karma sia stato graziato, a parte perchè nello stato dei mutamenti in atto, ma anche perchè l'attardarsi in quel sistema diviene sempre più un buon rifugio per non voltare pagina, tristi forse di dover lasciare andare qualche immagine che sentiamo forte solo perchè la sofferenza si attacca meglio della gioia al corpo fisico e ci appaia più reale, ma anche perchè essere collegati ai due piani richiede uno sforzo, un punto di vista ed un posizionamento che oscilla tra la materia e lo spirito, tra il femminile ed il maschile, richiede quella forma creativa nuova, disidentificata, che possa conformarsi ai piani dimensionali prossimi, questa estensione operata con le vecchie strutture mentali pesa molto, e  di fatto risulta impossibile.

 
 
 

Le anime gemelle

Post n°123 pubblicato il 06 Febbraio 2010 da donluisito
Foto di donluisito

Molti conoscono il mito dell'androgino primitivo.. in tempi remoti si narra che sarebbero esistite sulla terra creature di forma sferica che erano allo stesso tempo maschio e femmina, cioè comprendenti oltre che il resto, entrambi gli organi genitali dell'uomo e della donna, e che avessero quindi, un certo potere, tale da sfidare gli Dei, questo determinò in Giove l'idea di dividerli in due, e così fu, rendendo quindi claudicanti le loro manifestazioni. Per questo, ancora oggi viene spiegato in forma leggera il senso che abbia la ricerca spasmodica e vitale nonchè antica, che donne e uomini conseguono per trovarsi o ritrovarsi. Questa idea tra l'altro è riscontrabile in molte tradizioni sia religiose che filosofiche, e riprende l'idea primaria che la creazione sia il risultato della polarizzazione dell'unità, in altre parole che l'1 viene scisso per potersi differenziare e quindi manifestare appunto attraverso la polarità, quindi attraverso le differenze, differenze complementari ovviamente. Ovviamente dico, ma in realtà assistiamo prevalentemente ad una sottolineatura delle differenze e quindi spesso ad una incomprensibilità degli eventi vissuti e quindi del relazionarsi tra quelle differenze. Questo perchè dietro al simbolismo, o meglio, davanti al simbolismo viene ad esserci sovente uno scambio dove i simboli non sono ben letti, a vantaggio di piani bidimensionali, cioè dove le due realtà vengono ad essere viste nette e separate. Distraendoci per un attimo dal quel piano bidimensionale, guardiamo il senso originario ed originale di questo evento. Non è sul piano fisico che si debba realizzare l'unione del maschile e del femminile, almeno all'inizio, ma sul piano psichico e spirituale, cosa significa questo, significa che quella divisione apportata si riferiva alle parti maschile e femminile intese nella loro piena e funzionale complementarità in un'unica sfera, quindi che la sfera fosse un unicum e quindi in grado di manifestare l'atto di creazione in ogni aspetto della sua esistenza, quindi ovviamente un potere illimitato. Il senso della nostra incarnazione ovviamente, non può fare a meno di lavorare sull'integrazione dei due principi, per questo infatti ci incarniamo materialmente in uno dei due, provenendo dall'alto dove siamo possessori di entrambe le polarità.  Veniamo qua ad imparare il bilanciamento, le sequenze, i movimenti dei due principi, perchè questa è la base dell'atto di creazione. Attraverso l'integrazione dei due simboli, che significano soprattutto amore (il femminile)     e saggezza               (il maschile) e ancora.. anima e spirito. A ben guardare, questa perenne ricerca rappresenta anche un'esigenza interiore di riproporre l'atto creativo, certo con forme estreme, snaturate di coazioni a ripetere, ma in maniera velatamente nascosta a ritrovarsi, a reintegrarsi, per questo spesso si è invasi da una profonda solitudine, dal sentire un grande vuoto, ma quel vuoto per quanto verosimile, non sarà mai pienamente riempito da nessuno solo con l'aspetto fisico, seppur coadiuvato da sentimenti sensazioni o emozioni transitorie del momento, perchè la natura simbolica rappresenta anche altro. L'anima gemella è una proposizione, una memoria, di carattere spirituale.  Per trovare l'anima gemella su questo piano, quello materiale, è necessario prima trovarla interiormente, non esteriormente, cioè lavorare e ricercare il principio complementare dentro e sopra di noi, è quell'unione che poi genera l'incontro in questa sede, un incontro che avverrà senza cercare, perchè quando si è pronti e sintonizzati, le altre anime che lavorano e ricercano la loro complementarità si riconoscono tra milioni, perchè c'è una luce che si accende, questo porterà naturalmente a condividere con gli altri, con tutti ,questo tesoro nascosto. La crescita insieme saggia e d'amore comprende la scoperta insieme di quelle parti complementari, nella semplicità dei simboli e del loro potere penetrativo nella materia densa dove ci muoviamo, tenendo presente che le posizioni sono un principio materiale e i valori un principio spirituale, questo significa in una sola parola, che quello che spesso ci fa sbattere la testa sul piano bidimensionale e polare è il confondere i simboli o non vederli nella loro funzionalità, il principio maschile viene prima di quello femminile, perchè così funziona la legge, ma questo non significa che sia più importante, così come entrambi i principi sono contenuti dentro di noi, e non sono legati al sesso che esteriormente manifestiamo qui in questa forma, una donna e un uomo si servono del bilanciamento e della complementarità per creare e cocreare oltre che per procreare a prescindere dall'identificazione che una parte distratta dal simbolo spesso dà a questo movimento vitale.

 
 
 
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