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Lo sfregio di maggio : LIBERATELE!!!!

Post n°217 pubblicato il 15 Maggio 2014 da woodenship

Mese dalle rose rosse nelle nari

sulle labbra di velluto è maggio

di giovinette rapite alla scuola

petali dal profumo forte ma sottile

le loro vite/ ostaggio in sfregio alla vita

filo inebriante/  l'integralismo arrischia

pagina dopo pagina/ rigo dopo rigo

come funamboli in quota

dove starebbe un dio/ se così non volesse

che prede innocenti fossero del fanatismo

perse nell'indaco terso d'Africa

gli anni sfuggendo vittime

già che nube sconfina assassina

in un lampo s'espande malata

nel ventre condensando smerigli

Grossi di grandine i chicchi

non lasciano scampo

non dando ragione del perchè

del nascondersi dietro un dio:

se si ha da sbranare/ che si sbrani

 violenti cadendo pure di maggio

Picchiettano anime fitte sui timpani

crome d'ebano dallo spartito sul leggìo

sinfonia crudele sfuggente negli anni


 

 
Rispondi al commento:
swala_simba
swala_simba il 18/05/14 alle 08:22 via WEB
E’ vero: la scuola è fondamentale e ben lo sanno coloro che ne vogliono tenere lontano proprio le bambine.
Cambiando paese, mi viene in mente Greg Mortenson, l’americano rispettato dai capi tribù di una delle zone più pericolose al mondo.
Mortensen è un ex alpinista. Del Montana. Nel 1993 sua sorella era morta. In suo onore egli aveva deciso di scalare quello che gli inglesi chiamano il K2. Una montagna che, per i tibetani, si chiama Chomolunga, la regina del mondo. Si trovava a soli 600 metri dalla vetta, nel Karakoram pakistano, quando fu costretto a ridiscendere a valle. Durante la discesa incontrò un paese non segnato sulle mappe, Korphe. Disidratato e smagrito, fu accolto nella casa del capo villaggio.
A Korphe vide i bambini che studiavano all’aperto, nel vento gelido, tracciando le addizioni per terra, in silenzio. Pochi, perché il villaggio era piccolo. Soprattutto soli. Mancava il maestro. Il dollaro quotidiano che costituiva la sua paga, non si era riusciti a raccoglierlo.
Negli Stati Uniti, Mortenson lavorava saltuariamente come infermiere. Non aveva denaro, in certi periodi dormiva in macchina. Tuttavia, decise che avrebbe costruito una scuola a Korphe e poi nei villaggi vicini.
La storia di come ci sia riuscito, fondando 58 scuole tra il Pakistan e l’Afganistan e garantendo l’istruzione a 24mila bambini e bambine, è al centro della sua autobiografia Tre tazze di tè.
Mi piace pensare che anche quando sembra che tutto crolli c’è sempre una candela accesa da cui farsi scaldare…
che la giornata ti scorra lieve...
 
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