Giornata mondiale del panino italiano

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Oggi 21 novembre si celebra la giornata mondiale del panino italiano.
Un meritato riconoscimento alle molteplici ricette e versioni del panino.
Da quello semplice, casereccio, rustico, vegetariano e gourmet e molto altro.
Personalmente fin da bambina ho sempre mangiato volentieri un bel panino.
Dai ricordi dell’infanzia per merenda, con formaggino o marmellata o il mio preferito con il tonno.
Nelle gite in famiglia era una festa di panini, con prosciutto, mortadella, con frittata e il mitico con la cotoletta.
Anche durante le pause pranzo al lavoro, spesso ho mangiato un buon panino.
Versatile con ogni ingrediente e preferenza ma quando è buono è un’eccellenza per il palato.

Telepatia

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Che bello quando capita, scoprire un’intesa con una persona al punto da comunicare mentalmente.
Questa intesa c’è l’ho molto forte con mia mamma.
Spesso pensiamo la stessa cosa nello stesso momento, altre volte pensavo qualcosa senza averla avvisata per telefono e lei l’aveva già preparato o viceversa.
Mi è capitato anche abbastanza spesso, con un collega, sentivamo un’intesa telepatica. Non c’erano altri sentimenti ma solo amicizia tra noi.
Quello che ricordo e ce lo eravamo detti subito, appena ci hanno presentato abbiamo sentito questa sensazione di buona comunicazione tra noi.
Credo che poche persone abbiano sperimentato questo tipo di telepatia.

Il momento giusto

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Banana Yoshimoto - Amrita

A proposito di momento giusto, mi sono capitate spesso situazioni di scelte che non ho potuto fare perché non sono arrivate al momento giusto.
Quando lavoravo avrei voluto partecipare a qualche corso o convegno di mio interesse, potendo anche pagare l’iscrizione, ma non riuscivo a combinare con gli orari e gli impegni di lavoro.
Pensavo, quando andrò in pensione potrò fare questo e quello…..
Ma non si sa mai cosa riserva il futuro e i programmi sono andati in fumo.
Probabilmente il momento giusto è proprio quando non si ha programmato niente e all’improvviso arriva.
Invece quando si vuole veramente qualcosa si passa sopra a tutto e lo si fa e basta.
Dipende dalle situazioni, oppure si cercano scuse per rimandare perché non siamo sicuri, perché è davvero così importante? E si rimanda.
Ok ci penserò.
Intanto cominciando da me, devo iniziare a dire meno No.

Com’è andata…..

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Tutto sommato è andata bene, saluti, abbracci, chiacchiere e aggiornamenti.
Come al solito al commiato, ciao ci sentiamo….. dobbiamo vederci presto….. e poi passano gli anni.
Ma questo lo sapevo già, e si va avanti fino al prossimo evento famigliare.
Dopo due ore di viaggio all’andata e altrettante al ritorno, e buona parte della giornata fuori casa, sono tornata che ero molto stanca.
Mi sono resa conto che gli anni avanzano e il mio fisico non regge più come prima, la confusione, il viaggio, e stare in giro tutto il giorno.
Tornata a casa, dolce casa, mi sono sentita abbracciare dal mio nido.

Com’è strana la vita

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Com’è strana la vita, a volte difficile da capire, ma ti riporta dove dovresti essere.
Domani dovrò partecipare al funerale di un mio parente.
Dove ci saranno tutti i parenti che da alcuni anni non vedo.
Ecco, riflettevo su questo.
Certe circostanze rimettono le carte in tavola.
Ti trovi di fronte a questa situazione che bene o male devi affrontare .
Ci si riunisce e di fronte a questo evento così importante, tutti gli screzi, i malesseri, le discordie passano in secondo piano.
Ci sentiamo vulnerabili, e in quei momenti siamo fuori dal tempo, e capiamo, almeno in quegli istanti quanto la pace e un abbraccio, il conforto sia importante.

Quando fuori piove

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Quando fuori piove. In proposito sono state scritte canzoni e libri.
Dipende da quale punto di vista si guarda la giornata di pioggia, ma ha il suo fascino.
Oggi avevo un altro programma e ho rimandato proprio per la pioggia. Non ho mai amato uscire quando piove, lo facevo solo per cause di forza maggiore, come si dice.
Stranamente nella tarda mattinata mi è presa una strana sensazione, un’insofferenza, così ho indossato jeans, maglietta un golfino preso l’ombrello e via a fare una bella camminata sotto la poggia.
A conferma di quanto ne avevo bisogno e quanto mi faceva bene è stato il profumo delle piante, della terra, e le mie gambe di solito stanche e pesanti andavano a una velocità che da tempo non raggiungevo. Sono riuscita a fare una camminata di un’ora a passo spedito.
Mi ha fatto bene, mi sono sentita davvero meglio, anche se i jeans erano bagnati.
Più tardi mentre smanettavo sul cellulare leggo un articolo, cosa fare nelle giornate di pioggia.
A parte i soliti consigli tisana, lettura, scrittura, visite ai musei, e ….. andare a un caffè letterario.
A Milano ce ne sono alcuni, di cui non ero a conoscenza.
È una tipologia di libreria che mi è sempre piaciuta.
Alcuni anni fa avevo anche scritto un racconto che appunto iniziava con la scoperta e la conoscenza di un bar pasticceria e zona libreria e relax.
Insomma avevo descritto un mio sogno.
Ora che so di questi caffè letterari anche a Milano, magari in un giorno di pioggia ci andrò e renderò piacevole anche una giornata grigia.
Con caffè, letture e profumi che fanno bene, e sicuramente tornerò a casa con un sorriso, come oggi.

Usato, scambio

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Una volta non si buttava via niente, quello che era guasto o logorato si riparava, si aggiustava.
Mentre all’epoca del benessere e consumismo, quando qualcosa non piaceva più o era appena consumato si buttava via, voglia di cambiare o di spendere e si acquistava nuovo.
Di questi tempi è tornata l’epoca dell’usato, di seconda mano anche detto vintage, ci sono siti on line e negozi in proposito.
Alcune persone la considerano una moda, per altri è per motivi economici.
Anch’io quando lavoravo mi potevo permettere qualche capriccio in più, e ogni tanto facevo ordine nelle mie cose.

Ho regalato a persone che conoscevo i miei capi, non particolarmente logori anzi alcuni come nuovi.
Oggi mi trovavo alla fermata dell’autobus, vicino c’era un contenitore dei rifiuti, dove per terra era stato posto un sacchetto, contenente delle scarpe sportive usate.
Una signora che si trovava anch’essa alla fermata, si avvicina curiosando e poi mettendoci proprio le mani per guardare meglio di cosa si trattasse e sembrava di suo interesse, quindi raccolse il sacchetto e se lo portò via, per esaminarlo meglio a casa o per poterne usufruire.
Comunque mi piace questa idea di scambio, e lasciare cose che non ci servono più per chi ne ha bisogno.

Il granchio blu

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Da diverso tempo si sente parlare del granchio blu, crostaceo arrivato nel Delta del Po.
Incentivata la pesca soprattutto per i danni che provoca, trovata subito l’opportunità di profitto, dato che è commestibile.
Alcuni ristoranti hanno già provato alcune ricette per proporlo sulla tavola.
In particolare nei primi piatti.
Mi incuriosisce abbastanza, lo proverei appunto in un buon sugo per la pasta.
Chissà, se non avrà un prezzo stellare magari lo provo.
Voi lo provereste?

Chi paga il conto al Ristorante?

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Capita di andare al Ristorante con una nuova conoscenza,  amico/a, fidanzato/a, o ricevere un invito.
All’arrivo del conto però, arriva anche l’imbarazzo.
Chi paga il conto?
Personalmente preferisco dividere e alla maggior parte ha fatto piacere.
Anche con il mio ex fidanzato si divideva.
Tempo fa avevo ricevuto un invito, però mi è stato subito specificato “ognuno paga il suo”. La delicatezza non mi è piaciuta, essendo stato un invito, quindi avevo declinato.
Penso che sia una questione di educazione e condivisione, a parer mio, sarebbe bene dividere il conto.
Se poi qualcuno insiste per pagare va bene ma sia un bene anche ricambiare.
Nel caso di invito la mia opinione è che dovrebbe pagare chi invita.

Ferragosto

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Anche quest’anno Ferragosto se n’è andato.
Ma partiamo dall’inizio.
Premesso che la prospettiva che avevo era tra stare a casa e andare fuori con mia mamma e i miei zii anziani, oltre mio cugino che ha qualche difficoltà, avrei preferito stare a casa.
Mia mamma voleva assolutamente fare qualcosa, così d’accordo con mio zio pensano di andare a Salsomaggiore Terme.
Quindi si prenota un ristorante del luogo.
Passa a prenderci alle 8,30.
Arrivati nelle vicinanze propone di fare un giro a Castel d’Arquata, che era veramente caratteristica e come definita città d’arte.
Difficoltà nelle manovre nelle strette viuzze dove se c’erano due macchine non si passava.
Non essendo lo zio, un guidatore provetto ho avuto molta paura per non usare un altro termine.
Quindi si torna verso Salsomaggiore.
Finalmente arriviamo alle 11.30!
Scesi dalla macchina speravo di fare un giro per sgranchirmi e per vedere qualcosa.
Vana speranza, mia zia scende e stava già cercando una panchina per sedersi.
Avvilimento!
All’orario della prenotazione finalmente ci rechiamo al ristorante.
Piuttosto carino.
Dopo aver scelto dal menù, e dopo una lunga attesa finalmente iniziamo a portarci piattini per ciascuno.
Ricordando i casi di ristoratori che hanno fatto pagare il piattino in più, pensavo di trovarne il costo nel servizio.
In conclusione abbiamo mangiato molto bene.
Purtroppo l’attesa tra le varie portate troppa lunga.
Il conto alla fine è stato giusto e onesto.
Il rientro a Milano un po’ difficoltoso ma ce l’abbiamo fatta.
Mamma e zii molto contenti della bella gita.
Io meno, comunque più che festa diciamo che ho fatto una buona azione.