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Baci & abbracci & morsi

Post n°914 pubblicato il 26 Maggio 2012 da kremuzio
 
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Notizia troppo ghiotta per lasciarla senza un seguito. Ok è sciocchina, ma dopotutto basta così poco per sorridere un po’. La notizia rilanciata dalle agenzie ci racconta di un fattaccio che ha avuto come protagonista Roberto Adago, che sarebbe l’imprenditore 44enne della rinomata ditta “Baci&Abbracci”, marchio casual italiano famoso in tutto il mondo, o almeno così dicono, che non sono esperto. Questo signore avrebbe letteralmente strappato il naso a morsi ad un conoscente durante una rissa avvenuta nella mattinata del 23 ultimo scorso nel suo appartamento milanese.

Ma non l’ha mangiato, come uno ci si aspetterebbe da una persona che compie questi atti (o almeno io me lo aspetterei, non essendo aduso a masticare cartilagini altrui), e dopo averlo sputato in terra, è stato recuperato dal personale del 118 accorso prontamente insieme alla polizia. Probabilmente quest’appendice tanto utile sia per annusare che per fermare gli occhiali, è stata raccolta e riattaccata dopo un intervento chirurgico che non so sia difficile o meno. Di sicuro penso che per un po’ di tempo, la vittima non potrà starnutire o soffiarsi il naso, pena antipatiche conseguenze.

E veniamo a conoscenza che il reo ha già, nel passato, dato un morso sul ben più conosciuto naso di Bobo Vieri, anche lui socio e testimonial. Non so se qualche psicologo che sta leggendo potrà spiegare questo vezzo non troppo urbano, ma sono certo che una motivazione importante ci sia. Forse è stato turbato dalla storia di Pinocchio e, come per impedire che gli vengano dette bugie, cerca di amputare quel visibile segnale di attività menzognera. E questo per chi è nel mondo degli affari e della finanza, non è per niente bello.

Vorrei vedere voi se mentre state parlando con qualcuno di fronte a voi, questi vi dica una cosa e contemporaneamente gli cominci a crescere il naso. Capite subito che sta mentendo e la cosa non va. Allora perché non eliminare subito l’eventualità di sentirsi presi in giro,  meglio presi per il naso?  Zac, o gnam, un bel morso e via, ora il vostro interlocutore non vi prenderà in giro. Ah, poi aggiungono le cronache che il nostro masticatore di nasi, dopo l’assalto cannibale all’ex calciatore, a Formentera, abbia tentato il suicidio al cospetto dei carabineros intervenuti. Non ci è dato sapere come. Forse tentando di impiccarsi. Per il naso.

Mi sembra quasi di scrivere un pezzo su Cyrano, che del suo naso fece un orgoglioso fardello al quale nessuno poteva avvicinarsi con una frasetta irriguardosa. …ed al fin della licenza io mordo… E sono certo che col naso di Cyrano ci si mangi parecchio! Vedrei bene un incontro tra l’Adago e Mike Tyson, a mozzichi, ma non sul ring, bensì in cucina.

 
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Bill Clinton e le pornostar

Post n°913 pubblicato il 25 Maggio 2012 da kremuzio
 
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Si tratta in effetti di una notizia sensazionale, quella che rileva che il presidente americano di qualche anno fa, è stato immortalato “a sua insaputa” come un qualunque politico italiano, in mezzo a famose attrici del cinema hard.

Ricordiamo tutti come siano andate le cose, l’impeachment e lo scandalo quando si venne a sapere, per la solita “gola profonda”, ovvero tramite gente che parla troppo, dell’abboccamento con la mitica stagista Monica Lewinsky. Innanzitutto chiedo scusa per le frasi a doppio senso che mi stanno uscendo dalla punta delle dita, me ne accorgo solo ora delle possibili accezioni boccaccesche del mio scritto. Che ci posso fare? Mi vengono così…

Dunque, a causa del solito evento benefico nel principato di Monaco, il bianco zazzeruto non più potentissimo si è fatto fotografare, oltre ai regnanti del luogo, nobiluomini e riccastri semplici, anche con delle avvenenti cavallone bionde missionarie del silicone nella nostra società. Per la precisione due di esse, Brooklyn Lee e Tasha Reign, che già dai nomi si dovrebbe capire che attività svolgano, sono star di film a luce rossa. La prima ha postato in seguito, su Twitter, la foto incriminata, cosa che l’ha portata agli onori delle cronache fuori dagli studi di ripresa.

Innanzitutto mi chiedo cosa stessero facendo quelle due in mezzo all’evento benefico. Che tipo di beneficenza stavano regalando? A chi? Agli orfanelli o ai benefattori degli orfanelli? Benefattrici di benefattori dunque? E chi era la terza presente in foto? E quali sono le pornostar tra quelle? E Clinton parteciperà a qualche film del genere? Lo pagheranno o pagherà lui?    

Mi sono interessato, per la precisione dei miei scritti, a capire chi fossero le due, almeno esteticamente.

Brooklyn è questa (e non sapete quanto è stato difficile trovare una sua foto non “in action”)

E quest’altra è Tasha, ancora più difficile da scovare con qualcosa addosso che non sia carne estranea…

La terza mi è ignota. Se qualche gentile lettore la conosce perché cinefilo, me lo faccia sapere per la completezza dell’informazione. Un collega mi dice che potrebbe essere Jennifer Taule...

Ma cosa penseranno di lui, Bill, negli Usa? Cosa penseremmo noi se Carlo Azeglio Ciampi si fosse trovato nelle stesse situazioni? Non ci è dato saperlo. Certe conoscenze pare siano limitate ad un particolare entourage politico.

Ad ogni modo, ecco la faccia che ha fatto la moglie Hillary quando l’ha saputo

Possiamo darle torto?

 

 
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Una volta le leccavano solamente…

Post n°912 pubblicato il 24 Maggio 2012 da kremuzio
 
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Parlo delle rane, o meglio dei rospi, ma solo quelli che avevano una pelle che trasudava un liquido tossico e provocava strani effetti collaterali

Un insegnante indiano di yoga, Yogesh Chavan qualche anno fa sosteneva di poter insegnare ai bambini come poter superare la paura e continuare a meditare, proprio come faceva lui stesso, che si era specializzato nel farlo tenendo rane, scarafaggi o serpentelli in bocca. Chavan ci teneva a precisare che “prima di ogni meditazione si devono pulire bene gli animali… Le rane, infatti, sono creature a sangue freddo e, a contatto con una superficie calda, urinano. Quanto ai serpenti scelgo sempre quelli non velenosi. La paura è una condizione psicologica che si può cercare di superare meditando”

Resta da vedere se le paure dei bambini si sono davvero ridotte vedendo le imprese del loro maestro… Comunque la cosa è interessante. Se trovo una rana, ci provo.

Poi ci sono quelli un po’ più occidentali che lo fanno per i loro cinque minuti di celebrità e per aumentare gli incassi del loro ristorante.

Però così mi spiego il perché dicono che in Italia si mangi meglio, anche se sono molti i piatti a base di rane. Ma non è questo il punto…

È che tornando alla prima notizia, non capisco cosa c’entri la paura con il mettersi un animale vivo in bocca. Forse è lo schifo da combattere, specie in una civiltà in cui i bambini sono schizzinosi per natura riguardo i cibi. Costoro vorrebbero solo mangiare patatine fritte e merendine, e sono attirati da questo o quel cibo solo per le sorpresine che contengono, vedi il successo di quelle lucertoline che vanno tanto di moda, quel Carletto dei sofficini, che però sono le madri a mangiare (i sofficini, non Carletto)…

Mi immagino un bel ranocchietto nel piatto, e la mamma che gentile ed amorevole dice al pargolo “su, bello di mamma, metti in bocca la rana, che l’ho lavata bene bene, e poi vedrai quanto saranno buoni i broccoletti ripassati in padella…”. Vedrei male i serpentelli non velenosi, che quelli hanno la brutta abitudine di svicolare, mentre gli scarafaggi, hai voglia a lavarli, non li vedo come un incentivo, vista la brutta vita che fanno, anche se lucidi loro l’esoscheletro con la cera d’api o lo ungi con l’olio d’oliva per dargli un aspetto più sano.

Meglio la rana, lo ammetto, ma non quella dei tortellini, che è troppo facile… 

 
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Quel magnifico Moog dei miei sogni

Post n°911 pubblicato il 23 Maggio 2012 da kremuzio
 
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Bella sorpresa oggi su Google! C’è un Doodle, ovvero quell’intestazione animata del motore di ricerca, che commemora i 78 anni della nascita di Robert Moog. Che con quel cognome non poteva che inventare qualcosa di strano, ovvero il sintetizzatore musicale a portata di quasi tutti. http://www.google.com/doodles/robert-moogs-78th-birthday

E me lo sognavo di notte! Non tanto per comporci chissà quali musiche celestiali, una nota per volta, neanche fossi un virtuoso della tastiera, ma per strimpellarci sopra e sperimentare i vari filtri per far uscir fuori dalle casse un suono strano, sporco, futuristico, che magari ricordasse film di fantascienza o grandi pezzi pop progressive.

Ad esempio il mitico Tarkus di Emerson, Lake & Palmer. Fatto sta che ogni volta che conoscevo qualcuno, ad esempio un amico ricco, che avesse una simile tastiera (anche non proprio quella originale) ma una piena di manopoline, cercavo di simulare il ripido attack ed il breve sustain per ascoltare quel suono simile al verso di una papera (qua-qua-quaquaaaa qua qua qua qua qua quaaaaaa qua quaraquaqua … etc) confrontate qua se non è lo stesso (a partire dal minuto 16:55):

Vabbè, reminiscenze adolescenziali che mi avevano preso nel DNA al punto tale da recuperare un progetto di sintetizzatore monofonico da una rivista tecnica. Era la metà degli anni 70. E mi ero messo di buzzo buono, al punto tale da costruire i circuiti stampati, mettere da parte i circuiti integrati necessari ed una manciata di componenti. Troppo arduo per uno studentello del liceo che viveva di paghette… Ho ancora tutti gli incartamenti, le fotocopie che puzzano ancora di quella chimica delle fotocopiatrici IBM di una volta (sempre meglio del ciclostile, però), e qualche integrato lineare op-amp… Ma oltre a masturbarmi mentalmente sugli schemi e sognare note fantascientifiche, di più non potevo sperare.

Ma un giorno vedo un annuncio e rimango folgorato. 50mila lire per un sintetizzatore un po’ arrugginito, non proprio quello originale, ma uno fatto in Italia. Aveva un sacco di manopole colorate, proprio come piaceva a me, una tastiera con tre ottave ed una base di legno. Artigianale ma funzionante.

Ormai saranno 30 anni che ogni tanto prendo dalla cantina quel fardello sempre più arrugginito, ma mi metto in testa la cuffia, e nella penombra della mia stanzetta spingo tasti cercando di azzeccare scale musicali che ricordino pezzi famosi, con le variazioni timbriche che solo una sapiente combinazione di smanopolamenti dei vari inviluppi riesce a placare la mia sete di suoni strani.

Certo che se sapessi suonare sarebbe meglio!  

 
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Ufo o Madonna? L'interrogativo di Toro

Post n°910 pubblicato il 22 Maggio 2012 da kremuzio
 
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Sarà stato merito o conseguenza del fatto che il Torino è tornato in serie A, ma al convento di Toro, nel Molise, hanno visto una luce misteriosa dai contorni non definiti, sulla punta del cipresso secolare nel giardino. I dubbi che hanno assalito i testimoni in relazione alla causa, si sono limitati a due: Madonna o Ufo?

Dopo poco, la notizia dell’apparizione si è diffusa nel paese, a partire dal 13 maggio scorso, data dell’apparizione. In pratica, le voci dicono che un dipendente di una società che ha la sede di fronte al giardino, in preda a problemi famigliari, ma fiducioso nel loro buon esito per l’intercessione di Maria, osserva dalla finestra un’immagine luminosa proprio sopra il cipresso secolare. Altri accorrono e riferiscono di aver visto una veste azzurra sopra la figura. che si avvicinava ed allontanava nella notte, all’altezza del cipresso, per una quarantina di minuti.

Non si conoscono molti particolari, ma il 16 maggio una testata molisana mette la notizia in prima pagina, e si scatena la curiosità.  Giornalisti ed altri si sono recati al convento torese, dove risiedono i frati minori francescani, che però non confermano, per smorzare i toni. Infatti, mentre al paese si grida al miracolo, i saggi frati invitano i curiosi a lasciar perdere, in quanto non si tratta di manifestazioni decisive per la fede.

In paese, già nel 1985, ci fu l’apparizione di Cristo sulla nicchia della Cappella di San Rocco. Terreno fertile quindi per il viavai dal Paradiso.

Perché proprio la Madonna? Il 13 maggio è la ricorrenza della Madonna di Fatima, apparizione tanto cara a Giovanni Paolo II, e proprio per questo ogni cosa di strano che accade in queste date viene subito correlato a Lei. 

Da notare come, sulla stampa, si fa riferimento all’apparizione come un avvistamento di Ufo. Unire in sacro ed il profano è sempre stato un vizio dei giornalisti, ma non è di questo che voglio discutere. Solo che fin dalla prima apparizione di Fatima nel 1917, sono stati raccontati particolari che in seguito hanno fatto pensare al fatto che invece della Madonna, ci sia stato un vero e proprio incontro ravvicinato. Spulciando tra le testimonianze, si legge che il sole è in pratica un disco argenteo scuro che si può osservare, e che compie movimenti repentini ed inaspettati dopo essere sbucato da nuvoloni neri. La Madonna, da altri viene descritta come un essere ricoperto di una specie di tuta grigiastra, e tra i testimoni si svolgono fenomeni di carattere parapsicologico abbastanza diffusi durante gli avvistamenti di entità definite “aliene”.

 

Ovviamente ci sono stati molti studi da una parte e dall’altra, e considerando che la Chiesa crede in quell’apparizione come un miracolo vero e proprio, ci si scontra con qualsiasi altra spiegazione, a priori.

Ci sono comunque molti punti in contatto tra la religione cristiana e l’ufologia. A partire dai giorni degli avvistamenti classici, come il 24 giugno, data dl primo avvistamento classico, giorno della festa di San Giovanni, e giorno dedicato alle streghe. Un gran calderone insomma. E tutto questo dovrebbe spingerci a pensare come, da un fatto di cui non conosciamo la causa, dobbiamo spiegarlo a seconda della nostra cultura e società, di volta in volta come un fatto religioso, magico o scientifico, e questo dipende da chi cerca di approfondirlo. Ad esempio, se si tratta di una figura luminosa, perché non pensano ad un fenomeno luminoso dovuto all’elettrostatica?

Un cipresso è fatto in un modo particolare, ovvero termina a punta, e se dovesse esserci una scarica elettrostatica, magari dovuta all’atmosfera secca ed asciutta, al vento ed a molte altre cause, potrebbe crearsi una specie di fuoco di sant’Elmo, una luce provocata proprio dall’elettricità statica. Magari un fisico potrebbe spiegarlo meglio di me, ma sui giornali si deve parlare solo di Madonna ed alieni. E’ tassativo, altrimenti chi li legge?   

 
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Il terremoto, i Maya e tutto il resto (Red Ronnie compreso)

Post n°909 pubblicato il 21 Maggio 2012 da kremuzio
 
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Non c’è pace, comunque la mettiate. Il continuo succedere di scosse in Emilia, segue quella che è stata la grande nevicata di pochissimo tempo fa. E magari c’è anche una correlazione tra questi fatti, considerando che i cambiamento tra caldo e freddo provoca il muoversi delle rocce, che si assestano e che se stai sopra una faglia, questa provoca il terremoto. Cosa c’è di più brutto di un terremoto di notte? Quelle scosse che ti costringono a svegliarti con il cuore in gola, il respiro affannoso e non pensi ad altro che ad acuire i sensi per ascoltare gli scricchiolii delle mura, e del letto e dei mobili. Ed il panico arriva. Non sai cosa fare, se schizzare in piedi, specie se hai figli, per prenderli e scappare in strada così come ci si trova, o rimanere paralizzato, e non sapere cosa fare se non sperare che finisca presto. C’è anche gente che dorme ormai con una bottiglia piena d’acqua messa sottosopra, in equilibrio sul pavimento, così che una minima oscillazione la faccia cadere. Altri hanno costruito quel mio misero rilevatore di terremoti che avevo descritto qui: http://blog.libero.it/Kremuzio/6893400.html?ssonc=1034976740

Ma ha fatto scalpore quella frase di Red Ronnie sull’ennesima profezia Maya. Ho fatto un giro per capire di cosa si parlasse. Solita sciocchezza… Allora pare che il 20 maggio 2012 era stata prevista una congiunzione assurda, tra Sole, Luna e la costellazione delle Pleiadi, per la precisione con Alcione, la stella più luminosa dell'ammasso stellare. In pratica un eclisse con l’aggiunta esotica di uno spruzzo di stelline luminose poste ad una tale distanza da noi da metterci a ridere. Magari domani toccherà ad un’altra lontana costellazione neanche visibile con i telescopi: così tanto per parlare. E questa di ieri dicono accada ogni 26000 anni. Ni mi va neanche di verificare. Ma non è tanto l’eclissi vera e propria, ovvero il punto in cui il sole scompare dietro la Luna, bensì per impressionare ed allargare le maglie geografiche del possibile, ecco entrare in ballo l’eclisse anulare, quando un po’ di luce (tantissima) passa. La regione implicata ora diventa di migliaia di chilometri di larghezza.

E pensate che la cosa ci tocchi? Per niente, ma eccola uscire fuori fresca fresca per il terremoto italiano. Ma da dove esce fuori questa storia dei Maya? Solo perché c’è una loro piramide in Messico allineata con quell’ammasso stellare. Però non si metto mica a dire che questo provocherà terremoti. Mica erano così stupidi come i nostri contemporanei esperti vogliono darci a bere, infatti parlano di riscontri spirituali, basati sulla loro religione e sul loro modo di vedere noi e l’universo strettamente connessi. Magari una tale spiegazione la vedrei più come appiccicabile a quel pazzo assassino che ha messo la bomba a Brindisi, astrologicamente parlando… 

Vale la pena vedere un po’ questa leggenda. La piramide a Teotihuacan (come si vede in figura) nella zona di Chichen Itza, allinea la coda del serpente Quetzalcoatl verso le Pleiadi. La testa ha già sceso le scale, stilizzando il tutto. La cosa è affascinante dal punto di vista archeologico, ma se ci ragionate un po’ sopra, possiamo farci sopra speculazioni su praticamente tutto. Anche la finale per la Coppa Italia. Forse che non si riconosce nello zigzagare del corpo del rettile piumato una serpentina di un attaccante subito fuori dell’area di rigore? Ma il risultato dovrebbe essere un aumento della saggezza mondiale. Così non mi sembra, altro che terremoto…

 Ovviamente anche gli egizi dicevano quasi le stese cose, in quanto pare che, tra l’altro, venerassero le Pleiadi, come una dea denominata Neith, madre divina oppure Hathor, mucca che porta i semi della vita. In pratica nulla che ci possa impressionare o impaurire, e nulla che, con un po’ di sale in zucca, possiamo correlare a catastrofi naturali. Facciamo finta che faccia bene, come dicevano i Maya, alla saggezza, ed accendiamo il cervello, almeno.

 
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Considerazioni sull'attentato di Brindisi

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Scrivo queste righe ancora a freddo, pensando a quell’orrendo attentato di questa mattina a Brindisi dove è morta una ragazza. C’erano tante ragazze che stavano andando a scuola ed è fuor di dubbio che si è cercata la strage. Però c’è qualcosa che non quadra. Subito si sono correlati tutti quei punti di contatto tra una vendetta o una dimostrazione mafiosa. Sono luoghi in cui c’è la sacra corona unita, e chissà se ci sono anche unioni o patti scellerati tra le organizzazioni criminali pugliesi e quelle del resto del meridione? Però non è un modus operandi mafioso quello che si è visto oggi.

I criminali hanno i soldi per fare molto di peggio. Usano esplosivi al plastico militari, oppure usano dinamite rubata o comprata, o anche fanno miscugli con oli e fertilizzanti, quello che si chiama Anfo. Sono più potenti e garantiscono risultati oscenamente più precisi.

No, le bombole di gpl no, è roba da dilettanti. E’ anche vero che i vari detector canini o elettronici che siano sanno riconoscere gli esplosivi più potenti, ed è difficile nasconderli, mentre le bombole di gas si possono tenere in casa, caricare dal benzinaio e giustificarle come uso domestico.

Ricordate qualche anno fa quell’uomo che si fece esplodere in un’auto piena di queste bombole? Era un islamico, ma le notizie che seguirono dissero che non era un tentativo di attentato terroristico, ma era accaduto per motivi passionali. Anche oggi ho sentito parlare di motivi passionali. Fatto sta che nessuno crede sia stata la mafia. Ma anche nessuno ha fatto ipotesi di attenati terroristici. Fateci caso. Come allora, il nostro paese è impegnato in almeno due fronti caldissimi: L’Iraq e l’Afghanistan. Ce lo siamo dimenticato?

Possibile che la nostra intelligence sia così potente da aver, finora, sventato sempre possibili minacce sul nostro suolo patrio nonostante le minacce continue che negli anni scorsi sono piovute sulle nostre teste?Sì, può essere, non posso negarlo a priori, come anche il fatto che non si sono mai accaniti verso di noi durante i terribili attacchi avvenuti in America, in Inghilterra ed in Spagna.

C’è questo tranquillizzarci continuo, ridurre le paure, giustamente, per non scatenare il panico. Meglio limitare la paura al sud, dove hanno imparato a convivere con le organizzazioni militari da ormai troppo tempo?

Nei prossimi giorni, forse ci spiegheranno come è stato fatto l’attentato, quali timer o telecomandi usati, quali inneschi, e così, via, i particolari tecnici che di solito sono la firma degli assassini. O forse no, trincerandosi dietro i segreti istruttori.

Vedremo nei prossimi giorni, ma per me si potrebbe trattare di un attentato da parte di una cellula combattente filo-islamica, per come si è svolto, per i tanti punti in comune con quello che accade in quelle zone lontane da noi, martoriate da anni di guerra civile.

E aggiungo con la mente un po' più calda, che potrebbe anche trattarsi di una bomba messa da un ragazzo della stessa scuola, come è accaduto tante volte negli Usa, a partire da Columbine. Con la differenza che da noi non si possono acquistare allegramente armi da guerra come negli Stati Uniti. Il solito ragazzo frustrato? Disadattato e violento. Certo che sarebbe la prima volta da noi. 

Speriamo non sia così… Ma per il momento, comunque, una ragazza che si chiamava Melissa Bassi, non c'è più.

Aggiornamento 20/5: Pare che il colpevole sia un anziano con gravi turbe psichiche... Strano che, quando non ci sono interessi politici in mezzo, si scopra subito l'attentatore... E se fosse una specie di unabomber? Uno che mette bombe per una sua lotta contro le istituzioni? 

 
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La fine dell'Estate

Post n°907 pubblicato il 18 Maggio 2012 da kremuzio
 
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Si diceva fosse stata la regina incontrastata della Disco Music, e probabilmente era vero, e siamo in molti a rimpiangerla, ora che è stata portata via da un cancro, a 63 anni. Si chiamava Ladonna Andre Gaines, poi trasformata nel nome d'arte che tutti conosciamo ed abbiamo imparato ad apprezzare. Era strana, però, a partire da quel nasino abbastanza avulso dalla sua razza, così trasformato era un po' diventato la sua icona. Per non parlare degli occhi e della bocca. Sembrava un pescione, a volte, ma un po' tutti preferivano chiamarla "sirena".

Chi ha vissuto negli anni '70 non può dimenticare quei ritmi, quella musica e quella voce. 

Cominciò a nascere artisticamente alla fine degli anni 60, quando incontrò Giorgio Moroder, il produttore tedesco, che la volle in Germania, dove incontrò e sposò Helmut Sommer, da cui ebbe una figlia, ma l'unione andò a finire male, e trasformando il nome dal tedesco, eccola trasformata in Summer, estate. E da cantante rock e Soul diventa, con The Hostage il suo primo successo, famosa ovunque. E' pronta per la fama, dopo essere tornata negli Usa nel 1974, nei 17 minuti di sospiri di Love to love you baby, epica performance, ritorno di quella musica sussurrata che non faceva scalpore dai tempi di Je t'aime, moi non plus

In Italia sfonda in seguito con I remember yesterday senza sospiri ma con grandi ritmi. E via tutti nelle discoteche. E' il 1977. e ci regala, anzi vende, il mitico I feel love. E la disco music ha inizio ufficialmente!

E tutti in discoteca... Ricordo benissimo la vera febbre del sabato sera, quando tutti o quasi (io non ero tra loro) passavano la notte dentro quelle enormi sale con le palle rotanti ricoperte di specchietti come un richiamo per uccelli, con i vestiti attillati ed ipantaloni a zampa d'elefante, i capelli lunghi e le grandi catene al collo. In un mare di sudore illuminato dalle luci stroboscopiche e da quelle psichedeliche. Sudare e bere e sudare, senza gli antiodoranti di oggi. Al massimo qualche stick dall'odore incredibile e tanto profumo e dopobarba.

Quella musica mi piaceva abbastanza ma non lo davo a vedere, dato che ero misantropo già a quei tempi, e preferivo Genesis e Deep Purple ed ELP, Yes e Pink Floyd, dandomi anche delle arie con il progressive italiano. Ma lasciamo perdere... In cuffia stereo, di nascosto ascoltavo le radio private. Che nessuno sapesse, per non vergognarmi!

Once upon a time basato sulla storia di Cenerentola ebbe un ulteriore successo, al quale segue il singolo Hot stuff che le frutta un Grammy.

Ma non son qui per ricordare la discografia. La storia ora ha decretato la sua uscita da questo mondo dopo aver lasciato rimpianti. Magari non per tutti i suoi lavori, ma solo per quei pochi che se li sentiamo cominciamo ad agitarci dentro. Non proprio a ballare, visto che i tempi sono cambiati e quel tipo di assembramenti sono cambiati molto, a sentire i giovani che vanno in discoteca oggi, ad ubriacarsi, impasticcarsi e fare sesso. Ok, niente scontri generazionali, dato che sono uno che non può assolutamente fare confronti se nonper sentito dire visto che non ho mai messo piede su quelle piste.

Però ancora oggi quando sento una canzone di Donna Summer, mi fermo. chiudo gli occhi e mi lascio andare con la memoria a quei tempi al liceo, al giradischi ed ai pomeriggi passati facendo finta di studiare, sul terrazzo, con la radio a basso volume e l'odore di glicine. Ed anche alla ragazza con la quale ballavo solo i lenti... 

So, come on baby, dance that dance
Come on baby, dance that dance
Come on baby, let's dance tonight

 
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37mila anni fa, il sesso

Post n°906 pubblicato il 17 Maggio 2012 da kremuzio
 
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Non so come fossero stati i genitali femminili 37mila anni fa, ma di certo qualche cosa di diverso dovevano avere, se è vero che i disegni rupestri ritrovati rappresentano proprio questo. Antica pornografia o immagini sacre? Diciamo che il dubbio è tanto, ed anche al giorno d’oggi non si capisce se, dietro all’immagine della donna, c’è l’icona della vita o meri istinti sessuali che non sono niente di buono, nella nostra civiltà, ma anzi un segno della perdita di rispetto verso il corpo femminile. Ritrovate ad Abri Castenet, in Francia.

http://www.repubblica.it/scienze/2012/05/16/foto/genitali_femminili_e_animali_nei_graffiti_pi_antichi-35276669/1/?ref=FRAG-1

C’era la bella musica del Banco del Mutuo Soccorso che ricordava una scena “romantica” troglodita nel loro album “Darwin” esageratamente ambientata molto ma molto prima:

Però mi sono messo a studiare quelle foto di segni scolpiti nella roccia, ben diversi dalle scene di caccia con animali, stilizzati e riconoscibili, trovate in alter grotte, come quella di Altamira in Spagna o di Lascaux, ben più nitidi di questi ed antecedenti di circa 3000 anni. Comunque siamo sempre nella parte finale del Paleolitico

E che differenza con le bellissime statuette della Dea Madre a metà strada tra l’immagine votiva e l’icona sessuale, che mostra una donna con tutta la sua cellulite, grasso e caratteri sessuali primari in bella mostra, opulenta e morbida, icona della fertilità, top model, immagine adorata e probabilmente presente nella mente degli uomini quando si accoppiavano con le loro compagne. Praticamente una Belen ante-litteram…  Un po’ diversa anche da come era Senta Berger nel film “quando le donne avevano la coda” (un fotogramma si vede nella foto a fianco al titolo).

Vi presento la Venere di Willendorf, austriaca:

Però torniamo alle immagini iniziali. C’è una bella differenza con le capacità artistiche delle nuove figure che sinceramente non riesco a capire da che parte si debbano guardare, e che mente debba aver avuto l’artista. Che rappresentazione del sesso femminile (anzi a me sembra perlopiù abbastanza maschilmente fallico) voleva tramandarci in quel guazzabuglio di martellate nella roccia? Possibile che fare un paio di buchi nella pietra voglia dire “genitali femminili”? E poi l’archeologo o chi per lui dice anche che ci sono animali raffigurati in quelle immagini. Azzardo un’ipotesi. Potrebbe essere la traccia di un antichissimo appendiabiti dell’uomo delle caverne? Se era vero che vestivano di pelli , dovrebbero essere state scomode dentro casa, vicino al fuoco, allora facevano un buco sulla parete, ci infilavano un ramo o un tronchetto e ci appendevano la pelliccia. Non vedo alternative, che se dovessi pensare che le donne tanti anni fa erano così, non mi spiegherei come non si siano estinti i nostri antenati! Aiutatemi voi se ci vedete qualcosa di eccitante… Io ci rinuncio!

Meglio comunque la bella Dea Madre che anche di profilo non è niente male. Basta però non invitarla a cena, che mi sa che non sta proprio a dieta…

 
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Italo, il treno

Post n°905 pubblicato il 16 Maggio 2012 da kremuzio
 
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Lo specifico per non confondermi con Italo, quel mio compagno di scuola che mi sono portato appresso dalle elementari, di origini velletrane, grande amico e grande pornografo fin dalla più tenera età. Lui, in terza elementare, ci portava foto con signorine in pose interessanti che trovava chissà dove, e quando ebbe l’età per il piacere solitario non si vergognava di acquistare quelle riviste esplicite direttamente all’edicola. Naturalmente si è sposato ancora minorenne ed ora è un bravo nonno, ma questa è un’altra storia.

Invece volevo dirne quattro su Italo, il treno di Montezemolo che dovrebbe fare concorrenza alle Ferrovie dello Stato, per bellezza, velocità e prezzo, almeno questo si sperava. A me che piace viaggiare sulle rotaie, ho subito controllato i prezzi. Wow, ben 4 euro di risparmio su una tratta tipo Roma-Milano! Fantastico! Magari c’è il problema che parte ed arriva non dalle stazione centrali, per cui potresti metterci di più per raggiungere altre città se dovessii cambiare, ma quello non è importante per quei signori. Ma allora ce n’era bisogno di un TAV caro come al solito? Che razza di concorrenza sarebbe? Un altro cartello, ce n'era proprio bisogno, che buffoni... E se si rispolverassero treni un poco più lenti, non sarebbe meglio? Ci starei volentieri un’oretta in più, di media, che tanto mi metto a vedere un film e neanche me ne accorgerei della differenza. Però mi accorgo eccome dei prezzi alti. Fammi uno sconto del 25-30% e salgo più contento, specie se, come al solito, devo pagare anticipatamente l’andata-ritorno.

Ed è ormai qualche mese che le FFSS oggi Trenitalia strombazzano la nuova rivoluzione delle classi! Niente prima e seconda, ma ben quattro! La seconda e tre prime che si differenziano da quanto vuoi fare lo “sborone”. C’è anche spazio per i piedi, che li puoi allungare senza darti calci da solo o fare piedino a chi ti trovi di fronte, che a volte per la troppa vicinanza, si trasforma quasi in rapporti completi, specie se stai dalla parte del finestrino e devi andare in bagno. Un’orgia. Uno pensa: “beh, quattro classi, ti pare che non si risparmia?”. La risposta è no, sono semplicemente più care le ultime due per ricchi. Se vuoi incontrare gente normale, devi avventurarti sui regionali. Dove sono quelle belle famigliole che si tirano fuori il portapranzo con le fettuccine al ragù ed i tovaglioli di stoffa? Non beve più nessuno la Peroni famigliare o il vino rosso direttamente dal fiasco o da un bicchiere di vetro?

Al massimo vedi tracannare con parsimonia acqua naturale pagata a caro prezzo, da quelle bottigliette di plastica da mezzo litro. Con classe, ovvio, uomini o donne che siano, la guardano in controluce, svitano il tappino e ci si bagnano le labbra portando la bottiglia alle labbra per un microsecondo, e richiudono riavvitando impiegandoci un paio di minuti. Subito dopo però riviene loro sete e ricominciano da capo. Specie quando non hanno da leggere o da telefonare, lo fanno compulsivamente, a ripetizione.

Sarà colpa del fatto che non ci sono più gli scompartimenti, ma non ci sono più quei bei discorsi sulla famiglia, la nipote che si deve sposare e quel parroco di paese che è tanto bravo con i giovani ma che ha il vizio dell’alcool e delle auto sportive. Troppa gente che può ascoltare, anche se fa finta di ascoltare musica con l’ipod. E chi li conosce? Chi si fida?

Già, bei tempi quando c’erano gli scompartimenti, quando faceva buio e si entrava nelle gallerie, e chiudevi la porta quando non c’era nessuno nei corridoi, e tiravi le tendine, e se stavi solo con la tua ragazza ti davi da fare e il controllore capiva e non entrava a chiederti il biglietto, considerato che chissà quante volte lo aveva fatto anche lui, su quelle poltroncine in finta pelle… 

 
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Orlandi-De Pedis... ancora niente?

Post n°904 pubblicato il 15 Maggio 2012 da kremuzio
 
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Ricordo abbastanza bene quei giorni, il clamore, le attese e la mancanza di chiarezza. Per me che ho vissuto attorno alla zona del Vaticano, quando comparvero quei manifesti con la foto di Emanuela Orlandi, capii subito che c’era qualcosa di strano. Non c’erano motivi, all’apparenza, solo una ridda di ipotesi campate su chiacchiere, divenute quasi leggenda, e nel tempo montate fino a diventare un mistero. E dalle chiacchiere si capiva ben poco, anzi, probabilmente erano state diffuse a bella posta per confondere le idee. Tempi duri, in quegli anni ’80, e si capiva bene, quando perfino ci fu quell’attentato al Papa, in quel giorno in cui si festeggiava la Madonna di Fatima, sembrava quasi ci fosse la mano di profezie, del destino, di qualcosa di intangibile che doveva portare ad un cambiamento negli scenari politici mondiali.

Il primo tassello di sviluppi storici al quale seguì quel rapimento. Rapimento o fuga? E perché? C’entravano davvero i “lupi grigi” di Agca, che rapirono la ragazza per uno scambio di prigionieri, o non era vero niente? E bastava scavare nella vita della famiglia per trovare chissà quali inconfessabili segreti e misteri correlati al Vaticano? Sembra quasi un thriller ambientato dietro la frontiera controllata dalle guardie svizzere, con gli investigatori che cercavano di miscelare tutte le cose strane che venivano loro in mente, con i fatti di cronaca. E non è che il Vaticano avesse poi smentito con chiarezza tutte le illazioni fatte nel tempo.

Conoscevo bene quei palazzi proprio di fronte al colonnato, la loro vita, il loro essere quasi una zona franca, abitata da chi lavorava oltre porta S.Anna, un mondo conosciuto bene dai propri condomini, con i portieri che sanno tutto e non vedono niente, con quel viavai di alti e bassi prelati, dove ricevevano pezzi grossi ed anche un famoso esorcista, proprio dietro i negozi di souvenir e di benedizioni apostoliche con lo sconto.

Ed il mistero, quando è importante e tenuto bene, si conserva a lungo e trascorre quasi inalterato il corso dei decenni. Ci siamo domandato tutti, da tempo, il perché in quella chiesa monumentale ci fosse il corpo di quel De Pedis della banda della Magliana. E perché le voci dicevano che in quella tomba ci sarebbero stati i resti della Orlandi? Chi aveva scritto quella sceneggiatura così strana? E perché ci è voluto tutto quel tempo per controllare? Probabilmente si aveva tutto l’interesse per mantenere la storia sotto uno strato di cenere, a mantenere un po’ di brace per riaccendere il fuoco prima o poi.  Ieri hanno controllato. C’erano altre ossa, dicono più antiche, e non specificano se si tratti di uomo o donna, cosa che gli specialisti in tv, specie nei serials, capiscono al volo guardando il bacino o le ossa del braccio. Dobbiamo aspettare l’esame del DNA. Aspettiamo, che lo abbiamo fatto per tanto tempo per cercare di capirci qualcosa, che ancora qualche giorno non ci farà male…

E probabilmente la confusione continuerà. Hanno aperto tutte e tre le bare che contenevano i resti del fu boss. Come sarebbe a dire? Era ben conservato e diviso in tre parti o era una cassa dalla triplice sigillatura? E le altre ossa che hanno trovato erano in altre cassette accantonate o all’interno della stessa? Non è che gli articoli ci aiutino a capire, e non riusciamo a capire proprio, per ora.

In quella Chiesa di Sant’Apollinare, in pieno centro di Roma, c’è davvero l’epilogo della storia o ne ricomincerà un’altra, se non si troveranno i resti della ragazza scomparsa?   

 
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Carta perde

Post n°903 pubblicato il 14 Maggio 2012 da kremuzio
 
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Improvvisamente capisci che c’è qualcosa che non va. Basta poco, una mossa fatta male, magari non troppo aggraziata mentre scendi le scale. E’ mattina, stai andando in ufficio e chissà dove hai la testa, ma dato che ti sei ricordato all’ultimo momento che devi controllare quanti soldi ti sono rimasti in tasca (importantissimo saperlo mentre ti trovi a due piani dal mezzanino), ecco il patatrac.

Non sai come è potuto accadere, ma tutto d’un tratto il portafogli si apre scattando come se avesse contenuto una molla, e con un fruscio simile ai demoni che escono urlando dal vaso di Pandora, volano giù per gli scalini un numero di schede plasticate che non sapevi di possedere o di aver mai posseduto in tutta la tua vita.

Ecco perché la tua ombra di profilo sembra quella di un viados brasileiro. Se insisti a tenere nella tasca posteriore dei jeans il portafogli gonfio (magari lo fosse di banconote), la chiappa ti sporge e neanche poco. Ma gonfio di che? Di plastica! Neanche fosse siliconato… Ma poi mi sono effettivamente necessarie? Provo a capirci mentre ora, come un mazzo di carte sono bene incolonnate, qui sulla mia scrivania… Ma quante sono? Comincio con la tessera sanitaria, che una volta si chiamava codice fiscale, la chiedono sempre ormai, anche quando prendi l’ascensore; la patente di guida, che ha un orrendo colorino rosa che da quando è cambiata e non ha più quella consistenza moscia telata che si strappava e consumava e che potevi lavare in lavatrice quando la dimenticavi nelle tasche, non mi piace più! Quindi abbiamo la tessera della biblioteca nazionale, quelle delle altre biblioteche comunali, di centri che neanche ricordo più se esistono ancora, ed il badge per entrare in ufficio. 

Passiamo al bancomat, con il chip e la banda magnetica che si smagnetizza se la osservi con gli occhi troppo aperti e che se ti serve in momenti gravi della tua vita ti accorgi che il dispenser di banconote è fuori servizio. Ma niente paura che di tessere con denaro elettronico ce ne sono altre, quelle che si ricaricano e che purtroppo si scaricano, la tesserina dell’assicurazione di casa che ora porto dietro da quella volta che sono rimasto con la porta blindata vandalizzata e non sapevo a chi telefonare. Quella dell’assicurazione dell’auto che se rimani in mezzo alla strada in panne non sai mai a chi telefonare, seppure è vero che se ti accade veramente, stai tranquillo che non c’è campo ed i piccioni che ti osservano affamati non sono del tipo “viaggiatore”. Poi arrivano le tessere di socio, di quella e quell’altra associazione che mi daranno diritto a sconti e cotillons, se solo mi ricordassi di averle quando effettivamente servirebbero! Che poi cosa ci faccio con tutti questi sconti, visto che non sono un grande spendaccione, più per necessità che per virtù. Quindi ci sono le tesserine telefoniche che raccolgo abbandonate sui telefoni pubblici e tanta altra roba plasticata stranamente colorata. E se uno mi controllasse bene, vedrebbe un sacco di altre tessere sconto, per i vari supermercati, ma nessuna a mio nome! Tra le mie collezioni stupide c’è anche quella delle tessere che trovo in terra, che le brave massaie si perdono e che contengono punti premio, tipo quelli che danno ogni 10 euro e per farti “regalare” una padella devi spendere almeno tra i 1500 e gli 8000 euro, dipende se la vuoi antiaderente o che si appiccichi tutto, anche le dita sul manico che ustiona. Non sono a nome mio, mica sono fesso a dare i miei dati sensibili e permettere che mi telefonino durante la pennichella per dirmi che c'è la carta ignenica in offerta!

Quando mi chiedono se ho una carta sconti alla cassa, ci devo pensare un attimo. Apro il portafogli e le scorro tipo “ce l’ho mi manca” poi dico alla cassiera di sceglierne una che mi guarda e giudica che non mi posso chiamare Matilde come scritto sulla carta. Spiego che sono in incognito, in missione, ed oltre allo sconto canonico mi regala anche uno shopper e 5 punti extra. Merito del fascino dell’agente segreto…

 
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La gente è come il colesterolo (replica)

Post n°902 pubblicato il 12 Maggio 2012 da kremuzio
 
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Fateci caso, si ferma a parlare dove non dovrebbe, parcheggia dove la strada si restringe, meno c'è spazio e più si coagulano tra loro, fitti, a stringere patti ed alleanze. A fumare sigarette puzzolenti ed a ridere di qualcun che non c’è. Io ci faccio caso. Sotto l’ufficio c’è un marciapiedi, non troppo stretto, diciamo che si può camminare anche di buon passo ed anche leggendo, come mi accade spesso quando torno dalla libreria, puoi anche non pensare agli ostacoli. Ci sono automobili parcheggiate comodamente e sapientemente lungo tutto il marciapiedi, e qualcuna che accenna a montarci sopra, per sbieco con una ruotina che mascalzoncella si arrampica e prende quell’angoletto in più che se camminassi rasente il bordo la prenderei in pieno sbattendo con un ginocchio l’angolo del paraurti o del parafango o il faro. Poi ci sono alberelli ogni 3-4 metri, regolari all’interno del percorso pedonale rialzato (per non ripetere la parola marciapiedi, ma ora mi accorgo che l’ho fatto). Dalla parte opposta del lastricato pedonale (vedi parentesi precedente) c’è il muro del palazzo, o portoni e qualche vaso di fiori bello grande messo lì dal guardiano per bellezza. Ora si creano alcuni piccoli restringimenti qua e là, e se aggiungete qualche immancabile motorino di tanto in tanto, spesso in corrispondenza opposta dei vasi, sopra il passaggio, allora si è creata la condizione giusta per i casi che vado ad elencare.

Se due o più escono da uno dei portoni e decidono di attendere o parlottare, pensate che si vadano a mettere nei punti più agevoli per il passaggio altrui? Manco per la capa. Sfiorano il motorino da una parte e la pianta dall’altra, oppure si poggiano all’albero o si piegano per scrivere qualcosa sul cofano dell’auto parcheggiata peggio, lasciano liberi come autostrade a tre corsie il percorso rimanente per un pedone camminante. Se due dei sostanti parlano, allora è la fine. Non si passa, poiché così presi dalle parole non si accorgeranno che tu hai magari in mano uno scatolone che non è troppo leggero e non ci passi. Anche se chiedi permesso, non si tolgono. Se poi siete sfortunatissimi, allora almeno uno di quelli starà al cellulare, e gli altri lo staranno ad ascoltare, fissandolo, mentre quello in comunicazione elettromagnetica avrà lo sguardo perso nel vuoto in un raro esercizio di vuoto mentale a cui nessun mantra arriverà a raggiungere la sua perfezione. L'unico antidoto per sturare lo sgorgo è quello di attendere una comitiva di giapponesi muniti di ombrellini aperti e sguardo meravigliato, che sfonderanno il tappo trascinando nella loro foga i chiacchieroni, liberando il passaggio come una medicina d'urgenza o una scarica di adrenalina fa con il sangue grasso.

Nei corridoi dell’ufficio? Stessa cosa, se ci sono delle sedie che restringono il passaggio, potete essere sicuri che si siederanno due uno di fronte all’altro e per finire l’opera allungheranno le gambe per bloccare completamente il transito come castori che abbiano costruita la diga di rami. Beh, ci sono le sedie, penserete. Sì, ma ce ne sono anche dove i corridoi sono più larghi, ma magari meno intimi di quelli più stretti.

E mi vengono in mente innanzitutto i 300 spartani delle termopili, poi quell'eroe romano che da solo sul ponte Sublicio si frappose agli etruschi di Porsenna, quindi quei cristalli di colesterolo, quelle placche che si attaccano alle arterie proprio dove c’è un più che minimo restringimento, e non si staccano, anzi attirano pericolosamente altre placche dello stesso tipo e con la stesso potere adesivo, e rallentano gli operosi globuli rossi. Ma perché? Bisogno di ricreare una nicchia? Un posto dove sentirsi protetti? Una tana riscaldata? Un territorio da marcare? Una terra da colonizzare? O solo una rottura di scatole quando vai di fretta e li vedi con una faccia ebete e ti guardano senza vederti e pensano in automatico ”maledizione eccone un altro che cammina. Ma dove andrà?” 

 
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Il misterioso blob medusoide svelato!

Post n°901 pubblicato il 11 Maggio 2012 da kremuzio
 
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Nei giorni scorsi un bel mistero ha tenuto impegnato le menti di molti ricercatori delle stranezze di questa terra. In rete è circolato un filmato, ripreso da più parti, in cui si vedeva una cosa molto particolare, subacquea, ripresa a circa 1600 metri di profondità (almeno così se ne deduce dal profondimetro). Ecco il filmato:

Roba da tenere come salvaschermo! Ci sono rimasto ipnotizzato…

Si sono aperti subito i dibattiti su cosa potesse essere. Qualcuno diceva si sia trattato di una enorme medusa, mentre altri di una placenta di balena. I movimenti di quella specie di sacca sembravano simili ad una bustona leggerissima in balia della corrente. Però era anche vero che sembrava scendere più in basso, come se sfuggisse alla luce della telecamera. E alla fine quella specie di peduncolo che a me sembrava una specie di cordone ombelicale staccato. Sì, per me era una placenta di cetaceo, grande staccata e fluttuante nel buio degli abissi. Invece molti altri dicevano che era una medusa, una grande medusa, senza tentacoli, di una razza particolare, leggerissima, atta a vivere alle enormi pressioni delle fosse oceaniche. Impressionante comunque, il dibattito tra curiosi si snoda, fino a raggiungere gli esperti, che ovviamente sanno la loro, ed il mistero si dipana.

Era una medusa. Il nome è tutto un programma: Deepstaria Enigmatica. E cosa più strana, da cosa si riconosce meglio? Dal fatto che quella specie di tubo o cordone ombelicale non era nulla di tutto ciò, ma le gonadi, ovvero le ghiandole sessuali. Non si capisce bene se si tratti di maschio o femmina, o magari è un ermafrodita, che con certi animali con forme cangianti non si è mai sicuri. Per approfondire la questione vi rimando ad una interessante pagina, in inglese:

http://deepseanews.com/2012/05/solving-the-mystery-of-the-placental-jellyfish/

Però il mondo delle meduse è affascinante! Specie quando sono giganti e senza tentacoli, fin dalla loro nascita. Poi se pensiamo ai movimenti che sembrano fatti a casaccio ed al fatto che la loro vita si svolge in un modo così aggraziato e peno di soddisfazioni… Ci pensate che si muovono con spasmi peristaltici, come le nostre budella, inghiottendo quel poco che si incontra, senza fare la spesa e senza pagare affitti o tasse. Pensate se fossimo così. Camminiamo a bocca aperta e ci nutriamo di aria, liberiamo uova a casaccio che si depositano a terra o si appiccicano chissà dove, senza problemi. Magari ogni tanto passa una balena o uno squalo o qualche altro essere che ci inghiotte a sorpresa, ma sai che soddisfazione? Sembrerebbe un volo continuo, come un uccello instancabile, ma invece di volare nell’aria tersa a becco aperto, ci si sposta a pressioni altissime, nel buio liquido mossi dalla propria pancia. Con quelle gonadi svolazzanti, oltretutto, che se si va a sbattere addosso ad un sottomarino, sai che dolore!

Viste queste medusone qui sopra? Ed ora immaginate per un attimo di trovarvele davanti quando state facendovi una nuotata a rana appena dove non si tocca… 

 
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Asia Argento si masturba, mentre in Egitto…

Post n°900 pubblicato il 10 Maggio 2012 da kremuzio
 
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(ATTENZIONE, post con contenuti che possono risultare sgradevoli)

... E lo fa con cognizione di causa, da vera professionista, quando il tempo glielo permette. Mica si tratta di sveltine come farebbe un qualsiasi mortale in un cespuglio di rovi o in un bagno pubblico. Si prende anche due-tre giorni di ferie. Uno per la preparazione, uno per l’atto e l’ultimo per riprendersi nel postorgasmo.

I titoli a caratteri cubitali ci hanno fatto capire quanto sia importante per il popolo italiano sapere queste cose e conoscere le abitudine autoerotiche di questa donna non più giovanissima. Ma purtroppo non ci è dato sapere come lo fa. E questo è una carenza di informazione che va a tutto discapito del corretto giornalismo.

Mica stiamo parlando di un adolescente pedicelloso qualsiasi, no dico proprio della figlia del grande regista Dario Argento. Quello che ha ovviato al sesso con le scene cruente quasi horror. Con cotanto padre penserei anche ad attività necrofile, ma capisco che essendo comunque di origine italiane e non egiziane, questo non va a toccare la sfera sessuale tombale. Per cui non immaginiamoci scene cruenti, ma semplici attività onanistiche da brava signora, anche se magari, vissute con gioia e rivoluzione, come cantavano gli Area. Asia è comunque una donna che mi è sempre piaciuta, per il suo modo di essere ed anche fisicamente, e neanche poco. Faccio quest’outing così per dire, non mi aspetto mica che mi chiami per ringraziarmi o per un aiutino per il raggiungimento dell’acme! ;)

Comunque, lasciamo perdere questo discorso, benché interessantissimo e pregno di sfaccettature socioculturali di cui non son degno di trattare, in quanto cresciuto nell’adolescenza con quei film in cui Gloria Guida liceale si faceva la doccia in continuazione insistendo con sapone e getto doccino su una parte del corpo in particolare. Oppure se ricordate quel grande film di Walerian Borowkzyz “la bestia” avrete in mente, scolpita col martello pneumatico, la scena della rosa rossa!

Ma cambiamo completamente argomento… E lo tengo in fondo in quanto terribile, almeno per la nostra cultura, ovvero quello della legge per la quale un uomo può far sesso con il corpo della moglie morta entro 6 ore dalla sua dipartita. In Egitto. Non capisco come questo sia possibile. Mi vengono in mente orride battute maschiliste, ma per pudore le tengo per me. Gli interrogativi di carattere legale e religioso, specie in un paese islamico, mi salgono alla mente, ma se è così, si vede che ci sono cavilli di ambedue le situazioni che rispondono ad una strana esigenza degli uomini di quella nazione.

E’ pur vero che il culto dei morti di quella cultura plurimillenaria, a partire dalle piramidi, alla mummificazione, al pantheon costituito da quella pletora di divinità metà uomo e metà animale, a stretto contatto con l’aldilà ed il Nilo, che molti spiegavano con assurdi accoppiamenti uomo-animale, cielo e terra (ok, anche per i greci gli dei si accoppiavano con gli umani generando i semidei, ma a parte alcune mutazioni come il Minotauro, Polifemo o Medusa, per fare alcuni esempi, erano generalmente di gradevole aspetto!). Il mito di Osiride, fatto a pezzi dal fratello Thot, racconta come gli dei si prendessero cura del cadavere, col dio Ra che gli sostiene la testa ed esclama in un rituale di imbalsamazione “non imputridire, non marcire, non sia cattivo il tuo odore”, con Iside (moglie di Osiride) che si tramuta in falco e lo ventila con le ali. Subito ecco il segno di vita nei genitali. Iside si accoppia e nascerà il dio Horus con corpo umano e testa di falco.

Se fossimo ancora in quella civiltà, capirei anche questa nuova legge egiziana, ma oggi proprio no, e non mi viene in mente neanche di farci battute, visto l’argomento tabù, per noi (però in effetti avrei in testa un paio di battutine che ritengo esilaranti, ma non le dico… :) )...

 
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