Creato da Vasilissaskunk il 16/06/2008

ALIVE IN THE NIGHT

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Madamigella e la pozzanghera di cuor di grattugia

Post n°291 pubblicato il 07 Dicembre 2018 da Vasilissaskunk

VOGLIO TE

Inciampai  in me stessa   e sbracciando furente in cercaidi un improbabile appiglio  finii di faccia  in una pozzanghera non molto profonda…o almeno tanto quanto basta per immergerci la faccia …per consolarmi del dolore della botta presa, una strana manta arrivo’ a schioccarmi un bacio con la sua grande bocca… presentandosi con un battito di ala disse di chiamarsi Gelsomina dal cuore di grattugia…

Li per li’ ho pensai “sarà la botta”  e invece no,  la manta maculata era proprio di fronte a me e agitava soave   le ali e fumando  un’alga verde  attorcigliata …come fa dirvi non so … dalla bianca pancia pompavano  in rilievo  e in ritmica cadenza gli artigli del cuore a grattugia ipnotici … scrshh schrich … l’impressione era che potessero bucare la sua pelle … “ Ebbene piccola agitata cosa cerchi nel regno di cuor di grattugia ?!”

“Vi sono finita per caso” dissi “correndo dietro alla mia immensa voglia di rivedere occhi di Giada, così mentre sospiravo i suoi capelli, ti dico cara cuor di grattugia che urlerei i suoi tanti nomi al vento se fossi sicura che alameno uno gli arrivasse oltre che al ventre dritto al cuore ”

La manta mi guardava con fare dubitativo … “ sei sicura di volerlo rivedere ?   “ Si vorrei sbatterci il muso contro come ho fatto con la vostra pozzanghera “

Sbuffo’ dalla sigaretta di alghe verdi un alito gelido e tagliente dall’odore putrido e potente …. e allo svanire di questo lui apparve e il suo desiderio beh era li …di fronte … forte era l’emozione ma non esito’ un secondo ad aprire le braccia a racchiuderlo in se …. Sentiva nell’abbraccio il fremere dei suoi nervi il pulsare del suo sangue e respirava ansimante il suo odore animale … e sentiva infine su di se il perforare caldo dei suo occhi verdi …. ”

Era passato si e non un decennio del tempo di calcolo umano …un decennio racchiuso in una pozzanghera …

Basto’ staccarsi un attimo perché si inghiottissero di labbra calde in un bacio ridondante .... continua

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Piccole storie e riflessioni ed immagini bucoliche di viaggi di una piccola impiegatina aSburgica che all'occorenza puo anche diventare  ...

 

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(CXX DEL CANZONIERE CINIANO)

Signor, e’ non passò mai peregrino,
o ver d’altra manera viandante,
cogli occhi sì dolenti per cammino,
né così greve di pene cotante,
com’i’ passa’ per lo mont’Appennino,
ove pianger mi fece il bel sembiante,
le trecce biond’e ’l dolce sguardo fino
ch’Amor con l’una man mi pone avante;
e coll’altra nella [mia] mente pinge,
a simil di piacer sì bella foggia,
che l’anima guardando se n’estinge.
Questa dagli occhi mie’ men’ una pioggia,
che ’l valor tutto di mia vita stringe,
s’i’ non ritorno da la nostra loggia.

 

CANZONIERE DI CINO DA PISTOIA

(CXII canto)
Oimè, lasso, quelle trezze bionde
da le quai riluciéno
d’aureo color li poggi d’ogni intorno;
oimè, la bella ciera e le dolci onde,
che nel cor mi fediéno,
di quei begli occhi, al ben segnato giorno;
oimè, ’l fresco ed adorno
e rilucente viso,
oimè, lo dolce riso
per lo qual si vedea la bianca neve
fra le rose vermiglie d’ogni tempo;
oimè, senza meve,
Morte, perché togliesti sì per tempo?
Oimè, caro diporto e bel contegno,
oimè, dolce accoglienza
ed accorto intelletto e cor pensato;
oimè, bell’umìle e bel disdegno,
che mi crescea la intenza
d’odiar lo vile ed amar l’alto stato;
oimè lo disio nato
de sì bell’abondanza,
oimè la speranza
ch’ogn’altra mi facea vedere a dietro
e lieve mi rendea d’amor lo peso,
spezzat’hai come vetro,
Morte, che vivo m’hai morto ed impeso.
Oimè, donna d’ogni vertù donna,
dea per cui d’ogni dea,
sì come volse Amor, feci rifiuto;
oimè, di che pietra qual colonna
in tutto il mondo avea
che fosse degna in aire farti aiuto?
E tu, vasel compiuto
di ben sopra natura,
per volta di ventura
condutta fosti suso gli aspri monti,
dove t’ha chiusa, oimè, fra duri sassi
la Morte, che due fonti
fatt’ha di lagrimar gli occhi miei lassi.
Oimè, Morte, fin che non ti scolpa
di me, almen per li tristi occhi miei,
se tua man non mi colpa,
finir non deggio di chiamar omei.

 

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