Creato da Vasilissaskunk il 16/06/2008

ALIVE IN THE NIGHT

(foto di viaggioMIE)

 

 

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BUBAMARA_primaVERA

Post n°336 pubblicato il 25 Febbraio 2021 da Vasilissaskunk
Foto di Vasilissaskunk

 

Avvolge ingannevolMENTE questo lieve preannunciare di primavera .. ed è così che colta dall'entusiamo, uscita dal bunker asburgico ho deciso di sedermi nel prato  gia' di denti di leone e di quei piccoli fiorellini blu, che credo si chiamin occhi della madonna,  ornato...vestite le gambe da zebra chiudo gli occhi e volo nel calore del raggio di sole che mi trafigge languido il cuore trasformandomi il busto  in coccinella ..e per quanto strana io possa sembrare con le lunghe gambe zebrate continuo a svolazzare ... penzoloni sono le gambe e furenti sbatton le alette mentra la testolina nera cerca di avvicinarsi al tepor della fonte di calor .... un sospiro e ritrovo  la profondità del mare , il sapore del sale ...lo sbuffo nell'aria come l'onda mi riporta lontana sui monti innevati tra i sentieri da me così tanto adorati ...o nei laghi gelati dove godo nel nuotar ... e poi una gran folata, forse di nostalgia, mi riporta ai colli dove mi sono incarnata ... tra i boschi selvaggi e ancor spogli dell'appenino... e batte forte forte della coccinella il cuoricino complicato ... vola tra i rami complessi intersecati come i  sentieri della vita da varcare o già varcati ... e poi repira e vola rasa la terreno umido e profumato di decomposizione ...e poi  ...respira e ...

Respira ancora ..e  arriva anche lei, la  luna profumata a ricordar che sotto il suo pianeta io son  nata .... Poi dall'oltre il suono di una campana  ricorda severaMENTE all'asburgica impiegatina  che deve tornar nella sua tana ..

Percossa dal reale la visione svanisce e ma oggi è il cuor contento seppur nel tempo dello sgretolamento

Bubamara - Black Cat White Cat - Emir Kusturica - YouTube

Đinđi-rinđi, Bubamaro

C'knije, šužije,

Ajde mori, goj romesta

 

 

 
 
 
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ICH BIN EIN GOTTESANBETERIN

Piccole storie e riflessioni ed immagini bucoliche di viaggi di una piccola impiegatina aSburgica che all'occorenza puo anche diventare  ...

 

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(CXX DEL CANZONIERE CINIANO)

Signor, e’ non passò mai peregrino,
o ver d’altra manera viandante,
cogli occhi sì dolenti per cammino,
né così greve di pene cotante,
com’i’ passa’ per lo mont’Appennino,
ove pianger mi fece il bel sembiante,
le trecce biond’e ’l dolce sguardo fino
ch’Amor con l’una man mi pone avante;
e coll’altra nella [mia] mente pinge,
a simil di piacer sì bella foggia,
che l’anima guardando se n’estinge.
Questa dagli occhi mie’ men’ una pioggia,
che ’l valor tutto di mia vita stringe,
s’i’ non ritorno da la nostra loggia.

 

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CANZONIERE DI CINO DA PISTOIA

(CXII canto)
Oimè, lasso, quelle trezze bionde
da le quai riluciéno
d’aureo color li poggi d’ogni intorno;
oimè, la bella ciera e le dolci onde,
che nel cor mi fediéno,
di quei begli occhi, al ben segnato giorno;
oimè, ’l fresco ed adorno
e rilucente viso,
oimè, lo dolce riso
per lo qual si vedea la bianca neve
fra le rose vermiglie d’ogni tempo;
oimè, senza meve,
Morte, perché togliesti sì per tempo?
Oimè, caro diporto e bel contegno,
oimè, dolce accoglienza
ed accorto intelletto e cor pensato;
oimè, bell’umìle e bel disdegno,
che mi crescea la intenza
d’odiar lo vile ed amar l’alto stato;
oimè lo disio nato
de sì bell’abondanza,
oimè la speranza
ch’ogn’altra mi facea vedere a dietro
e lieve mi rendea d’amor lo peso,
spezzat’hai come vetro,
Morte, che vivo m’hai morto ed impeso.
Oimè, donna d’ogni vertù donna,
dea per cui d’ogni dea,
sì come volse Amor, feci rifiuto;
oimè, di che pietra qual colonna
in tutto il mondo avea
che fosse degna in aire farti aiuto?
E tu, vasel compiuto
di ben sopra natura,
per volta di ventura
condutta fosti suso gli aspri monti,
dove t’ha chiusa, oimè, fra duri sassi
la Morte, che due fonti
fatt’ha di lagrimar gli occhi miei lassi.
Oimè, Morte, fin che non ti scolpa
di me, almen per li tristi occhi miei,
se tua man non mi colpa,
finir non deggio di chiamar omei.

 

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