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« Sognare e vivereDiscutere di sculture »

Parigi città di mare

Post n°69 pubblicato il 04 Dicembre 2006 da il_presidente77
 

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Mi hanno detto che Parigi è una città di mare, in cui il profumo salmastro non si sente solamente perché la Senna confonde la vista. É un gioco a chi fa più illusioni. Si cimentano in questa gara anche i boulevard con le loro luci e la torre Eiffel. Tutti intenti a farti credere che i parigini non esistano affatto. I buolevard non sono in verità boulevard, ma solo scenografie scartate dai fratelli Lumière che li abbandonarono preferendo a loro un treno. Ci si appendono su tante luci, perché è comodo. Non possono, infatti, esistere tante lampadine e non sapere dove metterle. C'è anche chi  crede che i boulevard siano stati creati apposta per le lampadine un po' come la cattedrale di Notre Dame fu costruita, perché bisognava sistemare una grossa quantità di sculture gotiche. La torre Eiffel è lei stessa un'illusione. Non si sa cosa sia e forse è meglio non saperlo, anche l'ingegnere, che si dice l'abbia progettata, l'ha dimenticato. Anzi afferma che Eiffel non è il suo vero cognome e che, in verità, Eiffel è il nome di quell'animale che si mimetizza sotto l'apparente forma di torre metallica. Forse in questo caso bisogna credere a chi afferma che l'abuso di cognac, anche se finemente invecchiato, possa nuocere gravemente.
Una cosa è certa di pirati a Parigi non se non sono mai visti o almeno se sono giunti lì si sono persi. Infatti, se Parigi è città di mare, deve avere pure un porto e in ogni porto di mare che si rispetti prima o poi arrivano i pirati. Forse in questo gioco di illusioni è capitato che li abbiano assunti per costruire le gallerie delle metropolitane o forse sono stati scelti per fare i custodi al Louvre e per schiacciare l'occhiolino a Monna Lisa, affinché non perda il proprio sorriso, perché anche se non è molto loquace, ha paura di sentirsi sola e dimenticata. Purtroppo ai pirati piace l'odore salmastro del mare e quindi litigano spesso con la Senna che lo nasconde e che vuole essere l'unica divinità marina di Parigi.
I pirati sono astuti, ma anche incomprensibili. In una città basata sulle illusioni si sono messi anche a loro a costruire illusioni come se ciò fosse una vendetta contro la città che gli nascondeva la via del mare. Hanno iniziato a trasformare musei in stazioni del treno e stazioni del treno in musei. Non essendo però i pirati esperti in magia, questo ha comportato alcuni inconvenienti. Alcuni ferrovieri non guidano più i treni, ma gli ascensori della presunta torre Eiffel, il loro posto è stato preso dai fantini di corse di cavalli sostituiti prima con scarso successo da ferrovieri, poi da custodi dei musei, che sui treni si trovavano a disagio, e infine dagli allibratori stessi, perché se bisogna perdere dei soldi tanto meglio farlo con le proprie mani e poi se si è tutti allibratori una corsa di cavalli la si può truccare meglio, magari anche all'ultima curva. L'Olandese volante che era giunto per caso ha abbandonato la sua nave fantasma e ancora un po' confuso si ostina con scarso successo a tentare di far girare un treno fantasma nei musei. Inoltre alcuni alberghi non trovano più i propri lenzuoli, anzi al loro posto sono costretti ad usare quelle per le cuccette marchiate con il simbolo delle ferrovie di stato.
L'ultima illusione è quella più diabolica quella dell'arte ovvero della pittura, dei caffè letterari e del jazz. Ecco tu arrivi a Parigi e credi di poter incontrare pittori, scrittori, poeti, musicisti, artisti in generale. Credi nel grande mito della cultura che ti può affascinare. Così si inizia la ricerca. Si entra nel primo caffè e delusi si prende qualcosa da bere. Si esce e ci si dirige al successivo. Fatto il giro di tutti i locali del quartiere ci si dirige alla più vicina fermata della metropolitana convinti di aver sbagliato quartiere ricominciando invano nel nuovo quartiere il giro dei bar e dei caffè. E vai avanti fino a quando riesci a capire la diabolica macchinazione ordita dai proprietari dei bar e dei caffè, che sono anche in parte proprietari della metropolitana. Hanno creato un grandissima campagna pubblicitaria a basso costo: gli è bastato offrire da bere a pochi clienti squattrinati che occupavano i tavoli e non consumavano mai per avere una pubblicità perpetua.
Mi sa che mi tocca andare a Parigi per investigare su questi misteri e su queste illusioni.

Però ora ho un grosso dubbio, ma il biglietto del treno sarà valido o devo cercare un aliscafo?

 
 
 
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