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Frammenti di me stesso  (ovvero Borgonovo Val Tidone)

Post n°110 pubblicato il 24 Maggio 2007 da il_presidente77
 

"Da dove comincio? Dopo tutto quello che è stato scritto..."
James Graham Ballard, Un gioco da bambini

immagineFrammenti
La strada è doppia. Non è un'illusione ottica. Non è un antico vino, il gutturnio. Sto percorrendo la vecchia provinciale, la nuova pista pedonale. Sei chilometri. Un passo dopo l'altro, lento e metodico, quasi ragionato. Voglio prolungare la mia assenza. Voglio gustarmi l'avvicinarmi, un avvicinarmi che ho già vissuto centinaia di volte.
Frammenti.
Ho viaggiato senza direzione. Un treno, uno zaino e poi Lisboa, Parigi, Barcellona e tanti altri luoghi mai segnati dalle cartine. Non importa. Non è mai stato importante. Un luogo sono solo le coordinate, in cui fermarsi a respirare, a vivere. Non è importante il dove, è importante solo la gente e la gente lo sa. Qui loro lo sanno, ma nessuno te lo dirà. É la cosa più giusta.
Frammenti.
Un viaggio in treno come cento altri. Un viaggio di ritorno. Il mio sguardo non oltrepassa il vetro sporco del finestrino. Conosco a memoria tutto il paesaggio, ogni singola collina di questa linea ferroviaria secondaria. Mi concentro sulla musica di Thelonious Monk e osservo la mia strana compagna di viaggio seduta composta sul sedile. Un euro. I compagni di viaggio oggigiorno si possono comprare anche con una moneta. Oggi è Santa Rita. Una rosa benedetta mi scorta a casa.
Frammenti.
Un giorno mi insegnerai a piangere, ti avevo detto. Era una promessa, un impegno solenne. Un dono lo avevi chiamato. Ora sono qui. Ora sono tornato a casa. Come sempre i miei demoni protettori mi hanno accompagnato, ma qui c'è tutto. Ho un castello con fossato, la rocca. Ho un'aquila nera in volo per ricordare i caduti, l'üslon. Ho il grande acquedotto. Ho un ex-convento di francescani. Ho una chiesa in stile gotico-lombardo con un polittico ligneo e una cappella barocca, la collegiata. Ho il disegno delle vecchie mura trasformato in viali. Non devi aver paura per me. Qui ho tutto. Ho anche uno stemma e un motto: "Facta est in arcem ".
Frammenti.
Apro le finestre. Una casa come tante altre con un giardino, un portico e un orto. Una casa che molti chiamerebbero la casa di campagna. Tanta polvere qui. Non ricordo più da quanto tempo manco: tanto, ma forse non sono mai partito. Posso vedere tutto il mio paese dal balcone. Troppo piccolo, dice chi fugge. Troppo piccolo che magari sei costretto ogni giorno a fuggire per un ufficio e ogni sera a tornare. Troppo piccolo, dicono, ma anche troppo grande, se non sei in grado di vivere.
Frammenti.
Non ci sei. È giusto che tu non sia qui, che tu non sia venuta. Non capiresti. Ho già tutto. Ho una rosa benedetta e miei demoni protettori. Ho la mia santità e la mia dannazione. Ho la gente. No, tu non capiresti. Sarebbe la gente a parlarti, a farti capire. Sarebbe la gente a raccontarti le sue storie, ma solo se vuoi comprendere,  ascoltare. A questo punto la tua promessa non sarebbe più troppo importante. Loro lo sanno, e forse lo sai anche tu. Non ci sei e questa è la cosa più giusta.  É la cosa più giusta e tu lo sai, entrambi lo sappiamo.
Frammenti.

 
 
 
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