Creato da woodenship il 23/08/2010

delirio

una spirale

 

Sottintende***

Sottintende ciò che si perde del verde
il mormorio d'arbusti fruscianti nell'incombere della sera
L'allontanarsi, sfumando tra le rughe d'alberi dalle fonde arterie
aprentesi in fronde capillari
D'istinto  suscita un bisogno forte
impellente
più che un flash da endovenosa
incessante desiderio di consolazione
ogni ragione in esso si svela lampo
vanesia fibrillazione di un momento
... Poi la brezza finalmente
a confondere
col soffio che frastaglia a capriccio
anime arcobaleno fosforescenze evanescenti...
Eppure sta tutto lì: scritto sui corpi travagliati
cangiando pulsa di specchi infranti
ci si può leggere della morte impietosa
ma anche che ci sarà un'altra emozione
paesaggio immacolato sul piano inclinato
Lo dice persino la scaglia messaggera d'azzurri
dolorosa infissa nella cute
riverbera lettere per l'ampiezza d'un palmo e più

tutte esperienze sofferte
intensi frastornanti addii

 

****Vorrei tanto dedicarla a nonnagemma e mapì(alias nefertiti704): qualcosa le accomuna, oltre alla morte. E'lo spirito di profonda e indomita umanità con cui hanno saputo affrontarla...

 
 
 

Buon viaggio Mapì

Post n°282 pubblicato il 02 Luglio 2015 da woodenship

Penso che già saprai: è in un punto ben preciso che ci si incontra in questo viaggio che chiamiamo vita.

Un punto in cui, condividendo la ricchezza di ognuno, si arricchisce la consapevolezza di tutti.

E'un punto solo anche la morte, nella vita.

Un punto in cui ci si cambia d'abito,

partendo per un nuovo viaggio......

Buona continuazione dal tuo pur sempre umile scriba mia dolce Mapì...

 
 
 

Mi piacerebbe

Post n°281 pubblicato il 29 Giugno 2015 da woodenship

Mi piacerebbe che lo si dicesse: stanotte si vola

e, seppure distesi, sul letto aggomitolati

si lievitasse al proferire di parola

si voli senz'ali!

Nell'aria inebriante di profumi si volteggiasse lievi

sarebbe bello

se, come di fronde

le sarabande di tende alle finestre

nel vento di giugno

d'intorno si profondessero in sussurri ammirati

e dalle serrande di cielo

discendessero sensorialità diffuse

nel chiacchiericcio di grilli ubriachi tra tigli

...Mi piacerebbe

il nostro avventarci tra nuvole

pieni l'uno dell'altra

divoratori di spazi... Mi piacerebbe

che si volasse stanotte

 
 
 

Racconto

Post n°280 pubblicato il 22 Giugno 2015 da woodenship

Sciorinarti un racconto

amo

conto di quanti sbuffi riducono la notte

rupe grondante in stizze

i miei occhi la seguono insonni per linee sinuose

dai tuoi fianchi flessuosi a sotto l'incanto

gonna di prato dall'inguine per i raggi delle gambe

giù per cavigliere tinnanti

alle unghie

petali di papaveri

ai confini dei tuoi piedi sul ponte del mio cuore:

non saprai mai

come non saprò mai quante stille

l'umidità avrà impiegato per riscriverci echi sonori

dal nostro amarci

in un punto nella storia della favola musicale:


irrompente melodia diffusa col soffice tocco

tra le cosce e sul ventre dalle lingue d'ardesia

narra per immagini delle  fusa feline tra fronde

la metamorfosi


infine del tragico ronfare di tigre dal morso crudele

nel discanto profuso

...tutto sa del rimorso  come del masso

lo schianto improvviso

 
 
 

Randagio e ginestra

Post n°279 pubblicato il 15 Giugno 2015 da woodenship

Lassa sta' la luna pelagia lassa sta'

ch'è alta troppo e le nubi plagia

sfilaccia, orla, arrasa ch'è digrazia

lassa sta' l'elegia alla sera lassa sta'

che l'ombra dal colle plana veloce a valle

silente divora con bocca vorace la gramigna

lassa sta' brezza e fragranze lassa sta'

che col naso all'aria si fanno forti assai

timo, salvia e rosmarino

lassa sta' la salsedine che sono già vecchia

la strada che stravolge lassa sta'

inebriante malia tortuosa di curve

lassa sta' che ad ogni svolta è una stretta

talvolta una casa

un muretto a secco

un prato alle volte

più spesso uno strapiombo

ma lassa sta' che non è storia

lassa sta' che per le ginestre è scelta obbligata

starsene qua abbarbicate ripide

che più giù c'è il mare in verticale

lassa sta' che a te randagio non si richiede frenate

solo tuffi come stelle cadenti

lassa sta' che a me ginestra poco mi resta

 

 
 
 

Macchia

Post n°278 pubblicato il 08 Giugno 2015 da woodenship

macchia come di plenilunia notte velata d'organza

che lattea si riversi liquida in spiaggia

come che qualcuno l'avesse scagliata macchia

per poi darci la caccia bianca sulla battigia nuda

che d'onda carezza non ne dilava  freschezza

così libera corre scostumata dai fiorellini rosa in mano

così come che qualcuno  stesse impiastricciandole i seni

sversando liquore posticcio appresso al bacio appiccicaticcio

membra immacolate macchiando con libidine

 

così sembrava correndo macchia sorridente

impregnando l'aria con profumo di sesso e frutto di mare

tanto forte il desiderio di macchia che l'onda non intacca

perlacea veloce sfugge macchia di luce per le ascelle tra scogli

addosso appiccicandosi sudaticcia ventosa al collo

arrossata in volto fino alle labbra accese

di macchia lattiginosa in cielo sorella

e sulla pelle d'orgasmo il gusto alla bava

seme disperso macchia di speme

del pene d'ombra macchia di piacere...


amor mio macchia rovente garbuglio

 

goderti quaggiù bene in vista e senza spocchia

in postura plastica bianchiccia

collosa macchia interrogativa

gomma nella mente mai ti potrà cancellare

vita e morte nel tuo candore convergono

macchia

 
 
 

Quintessenza della finzione

Post n°276 pubblicato il 25 Maggio 2015 da woodenship



E' finto il fuoco incandescenza di lampada

fissa con cunei di fiamme artificiali

tentacoli cartacei ventilati

nel caminetto dalla consistenza di carta pesta

 

I riflessi sul viso sono pura finzione

quell'emozione sul tuo viso un'esagerazione:

il truccatore è accorso e le tue guance ritocca attento

il tecnico ci sta provvedendo alle luci...

...ma perchè fosse vera

quanto pagherei!

Ti confesserei i segreti del mappamondo

quell'ardere di soli nel giorno australe

il profondersi d'azzurri tra cielo e mare

l'ardere di magma pure negli abissi più stranianti...

 

Domanda il vento in certi momenti

struscia e  comanda in punta di lingua

s'impone tagliente di raffiche

svolazzi impossibili da dimenticare

fruscii da vene aperte rispondono:

chi è fatto di sole

e di brezza respira

nell'ombra sempre risplende


...nelle tue pupille amami

odiami con misura senza finzioni

rigando l'orizzonte di piacere sul proscenio

seppure buio saprò farmi d'aurora

al canto del gallo che si leva sipario

 
 
 

Empatie

Post n°275 pubblicato il 18 Maggio 2015 da woodenship

 

...al mercato ti ho incontrata ch'eri smarrita e sapevi di lavanda

zenzero e cannella/ di seta al mercato era la tua pelle

t'ho comprata che non c'eri/ lo sguardo avevi assente

prezzo un crampo di spirito e di muscolo
che c'è gente che non ci arriva all'alba

gli occhi avevi in mano

occhiali a coprire le occhiaie orbite profonde

e non ci pensavo ai sassolini nelle scarpe

che di pietra erano le scarpe

di paglia i piedi strascicanti per la fatica

 

Cieca e sorda ti ho condotta per la via

fino all'angolo/ alla confluenza di ogni destino

sogno al guinzaglio mi hai seguita docile

illusorio amore

 
 
 

Un tanto al chilo

Post n°274 pubblicato il 11 Maggio 2015 da woodenship

 

...denudate delle vesti ed esposte al banco

un tanto al chilo/ tanto si può arrivare a valere

Schiene d'amanti inarcantisi al volo s'incartano

nel tendone del salice sospirante

spoglie mortali alla pubblica scelta

 

Alterità regna tra le cosce ostentate di raso:

le angosce si lascino oltre la porta degli ori

che qua si gioca col filo del piacere

sottile stringa di tanga

sorregge sull'incudine il maglio

 

... tra il dolore e le corregge arriva lo strappo

il gemito ed il reggiseno che scivola spiccio

 

...ed il mantice che non dà requie esagitando

incandescenze

diffusi

rossori

 

...mai ci si fosse tappati le orecchie con cera

e all'albero della nave legati con funi...

 
 
 

Un frustolo d'amore sfuggito

Post n°273 pubblicato il 04 Maggio 2015 da woodenship

 

...e adesso che ancora non si è nessuno

è l'aria viziata ad ammorbare nella stanza

intanto che  si stampino elfi e fate sulla retina

abiti impegnano spogliati e gettati con foga sulla sedia

pensieri abitati fino ad un battito di ciglia prima

A frugare mi ci ritrovo insonne e nudo

ricercando l'impressione di un frustolo dal petto

di tessuto sottratto con un sorriso iniettato di sole

aspirazione per biopsia esistenziale:

cornice di capelli ribelli al cappellino

una mantella sfuggita nella pioggia

gli occhi sfuggenti al bavero

un attimo sfuggito rigagnolo...

poca cosa

per dire che sia amore


 

 
 
 

Lampo di fede

Post n°272 pubblicato il 27 Aprile 2015 da woodenship
 

Premeditata

ma approssimativa

al mercato

indiscriminata


...che ad altro s'è intenti

fosse solo per il pane....


colpisce che non ti aspetti

con la morte ch'è già nel cuore


ora in brandelli

non più in astratto

sanguini concreta



 

 

 

 
 
 

A mezza costa

Post n°270 pubblicato il 13 Aprile 2015 da woodenship

A mezza costa sulla collina noi
cespugli tra cespugli/ intreccio di steli
... mai primavera fu più luminosa
mai sorriso rivaleggiò tanto col sole
come quello tuo amor mio apollineo
Noi si era sulla collina tra tarassaco e viole
a mezzacosta galleggianti macchie d'indaco
un sole il tuo sorriso in cielo
tra margherite di nuvole tu emblema di grazia
Ricordo che ci passava il treno sotto i piedi
sferragliante millepiedi pareva rotolare:
ricordi proprio sotto il nostro precipitare di sguardi
che ci passava il treno?
Noi sulla collina/ sulla balza a mezzacosta
un sole il tuo sorridermi invitante
raggi smeraldini/  volteggianti architravi d'arcobaleni
... fatuità...
gialle corolle intinte di pesco e ciliegio
poco più in là il biancospino anch'esso fiorito:
ci sfilava il treno camuffato da ronzii d'api
nel tunnel in basso s'infilava sparendo bruco
Fu uno di quei passaggi
inopinato convoglio dal fischio breve
lancinante zagaglia nel conficcarsi impietosa
a rubarci alla festa di primavera
portandoci via l'uno all'altra

 
 
 

Verità è

 

...verità è

vivido fascio di luce viscida

animatrice d'ogni sorta di pagliacci

vesce laide più che abili giocolieri

 

verità è

di rinnegare prima che il gallo canti

tre volte gettando il sasso

quattro volte guardando in basso l'inferno

 

verità è

inafferrabilità di un sentimento

tradimento di una pugnalata

di un momento l'indifferibilità del gesto

 

verità è

mani sui comandi rilassate

occhi fissi oltre lo schianto

alito ancora presente alla decisione


verità è

che in fondo al tunnel ci sia la luce

che all'ombra succeda la luce

che la luce si dissolva nell'oblìo



 verità è

di prima che il gelo ghiacci la zolla 

rotto il  cilindro delle tortore bianche

il volo di farfalle cineree


 

 
 
 

Lacrima ultima

Post n°265 pubblicato il 17 Marzo 2015 da woodenship

 

Di soppiatto

di sopra i tetti

discreta m'accompagni

resinando il cielo sereno

d'aroma d'abete spandendo effluvio

già che all'iride lucida ti stampi

tracimando con angolatura sghemba

...anche Tu

 

 ancorchè strabuzzando l' occhio

discendi viluppo d'intenti e patemi

umilianti doglianze

sulla guancia sfuggendo anelito sferico

 

ansito di disincanto

rotolando sul labbro screpolato

sai farti ostica

tensione dell'accentuazione

 

asterisco brillante

infine di nuovo in cielo

 

preda che rifulge siderea

sopravvivi libera

districata perla

alle valve ribelle

 

...eri l'ultima

non ne rimangono altre

 

 

 

 

 
 
 

Il vuoto nella scelta

Post n°264 pubblicato il 09 Marzo 2015 da woodenship


Pensa che sofferenza le rose/ caotici cespugli in natura
potati spiccano filiformi/ ridotte espressioni floreali
impettiti steli/ petali dalla fiera appartenenza/ all'apparenza
...già ...

senso di appartenenza mi dici/ di grande importanza per te
vitale
ti mantiene ad un soffio dal salto/ tuffo tra uno scoglio e l'altro.
Di te
dita di piedi

/ ultimi che puntano sul solido: l'oceano sulfureo è sotto

reclama avido
la flessuosità della tua figura pregusta disciolta nell'onda.

Solo per un ciuffo di capelli/ a trattenerti per la coda
è il demone delle rocce

/ giunto d'imperio con braccio fermo:
"Nessun volo ch'io non voglia"
impongono i muscoli tesi
"Nessun fiato ch'io non determini".

Volo spento sul nascere il tuo
tu possibilità che tale rimanga
carne all'abisso offerta e sottratta
Ma dove langue la libertà dell'appartenenza
nell'incendio dello zolfo dei tuoi occhi
nel corrusco della volontà padrona
serpentina da te non così discosta...
Oppure giace nell'abbandono
nudo offrirsi in spoglie devote?
In bilico rimani ad un nulla dall'essere scissa
tu fiore dei più belli d'oblio
certezza di non essere più tua.

 
 
 
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Per favore, copia e incolla questo post ed inseriscilo in un tuo box. Grazie di cuore._A®

 

 

GRAZIE DI CUORE DIVINA MISTY

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