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Creato da fernandez1983 il 03/02/2006
..del vecchio pazzo..
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Politica
In un'era dove la politica somiglia più allo sport, coi partiti sempre più squadre e i cittadini sempre più tifosi, non possiamo restare con gli occhi chiusi continuando a disinteressarci dei problemi che affliggono il nostro Paese, affidandoci solo al pensiero dell'amico/a di turno. Dobbiamo prendere noi le retini di un'Italia che non è più nostra, ma che è di una Casta. Per il nostro bene, e per il bene collettivo, c'è bisogno che ognuno di noi tiri fuori la propria maturità, e non quella degli altri, c'è bisogno che si crei tra di noi cittadini e comuni mortali il dialogo che manca dentro quel bar quale è il Parlamento, dove a frequentarlo ci sono Dei immortali venerati dai classici lecchini nelle ultime legislature neanche eletti da noi cittadini, ma scelti da apparati di partito. C'è bisogno di distinguere la differenza tra sportivo e politico: la squadra o l'atleta restano o resta sempre dentro di noi, è un qualcosa di unico. Ma con la politica non deve essere così: bisogna distaccarci dai colori o dalle bandiere politiche e riprenderci la nostra obiettività, dobbiamo riprenderci quel sapere giudicare che non ci appartiene più, perché se una cosa buona non viene fatta dal politico da noi votato ma dal politico dell'altro schieramento noi la facciamo passare per brutta. Un classico esempio è l'Alitalia con Air France, ma se vogliamo non essere di parte bilanciamo le sorti con l'indulto (occhio a chi l'ha votato, anche l'allora FI lo votò compatta). Scelte sbagliate, ma che quando vengono associate alle bandiere di cui noi ci sentiamo rappresentati diventan giuste. Se volete un esempio dal quale capire che i nostri rappresentanti se ne fregan di me e di Voi, chiedetevi perché ancora né di qua né di là si son abbassati gli stipendi, e ragionate. Certamente se volevano difendere i Vostri interessi l'avrebbero fatto, ma Loro non sono come noi, sono immortali, e si dimentican subito che devon tener fede ad un mandato datogli da Noi. Chiedetevi perché al Sud non c'è lotta all'evasione, e allo stesso tempo vengono fornite tabelle ministeriali col tasso di evasione calabrese che supera il 90%. Bene, questi soldi, grazie a chi ci governa (sia di là che di qua), non rientrano più in circolo, e chi ci rimette siamo noi. Invece di dire che il Sud evade, perché non iniziamo a dire che nessuno manda controlli? Ecco, ho fatto qualche piccolo esempio, non l'ho fatto per una questione politica, ma per una questione morale. Tutti noi dobbiamo prender coscienza che la politica non è uno sport, e non dobbiamo vergognarci a protestare o a criticare scelte fatte dal rappresentante da noi votato, ma dobbiamo tirare fuori gli attributi, perché altrimenti il peggio è sempre nostro. E ammettere gli errori è sintomo di maturità, ricordandoci che le critiche, se fatte nel modo giusto, non possono esser altro che costruttive.
Alessandro Marcianò, autore del blog Osteria..del vecchio pazzo, ex Prodi vs SilvioB 3-0
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Alessandro Marcianò
Membro Coordinamento Cittadino Italia dei Valori Reggio Calabria, Delegato Italia dei Valori Congresso Nazionale, Membro della Presidenza del Forum del Quartiere di Gallico, inviato giornalistico e radiofonico, addetto stampa APD Gallicese, studente in Ingegneria delle Telecomunicazioni presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria, candidato all'Assemblea Costituente Nazionale alle Primarie 2007 del Partito Democratico con I Democratici per LETTA.
Questa è la Madonna delle Grazie,venerata da sempre dal popolo gallicese..
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Post n°2278 pubblicato il 01 Febbraio 2012 da fernandez1983
Non ci sono parole per esprimere la mia gioia nel rivedere il caro Emiliano Mondonico di nuovo in panchina dopo aver vinto la sua personale Coppa Campioni, contro un avversario dieci, cento, mille volte più duro di Manchester United, Barcellona, Real o Milan.. Non ci sono parole per esprimere la mia gioia nel rivedere di nuovo con noi quello che per me è stato uno dei miti della mia infanzia e giovinezza sportiva. Magari non ha mai allenato squadre per le quali facessi il tifo, ma questo poco conta. E se lui adesso torna ad allenare e lo fa a Novara, io d'ora in poi conservo le vecchie bandiere per tifare il Suo Novara. E così, semplicemente, con le lacrime agli occhi, ti dò il mio più affettuoso bentornato, EMILIANO Alessandro Marcianò, autore del blog "Osteria... del vecchio pazzo" |
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Post n°2277 pubblicato il 31 Gennaio 2012 da fernandez1983
Quella domanda è diventata il mio incubo. Una domanda che non m’ha preso alla sprovvista ma che, assieme ad altre domande, è diventata il mio incubo. Che succede? Non lo so, ma credo d’immaginare qualcosa. Ad un certo punto il mondo ha iniziato a girare più velocemente, così con lui pure io. Non so se ero pronto, ma Alessandro Marcianò, autore del blog "Osteria... del vecchio pazzo" |
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10' tempo di un caffè torna e lo fa per la prima volta in questo 2012. In questo piccolo lasso di tempo mi domando assieme a voi: senza accise, quanto sarebbe costata adesso la benzina al distributore? E’ stato il Regime Fascista ad introdurre, per la prima volta, una tassa aggiuntiva sul costo della benzina: bisognava invadere l’Etiopia e, per far fronte alle sanzioni comminate per questo atto dalla Società delle Nazioni, il Governo decise di introdurre una tassa di 1,9 lire per ogni litro di carburante acquistato. Correva il 1935 e, a quanto pare, quest’accisa non è stata rimossa. D’allora, altre motivazioni hanno spinto i vari governi a gonfiare il prezzo della benzina, fino alla situazione attuale. Io ricordo di aver fatto dei calcoli a novembre, tenendo conto anche dell’IVA al 21%: il prezzo alla pompa era di 1,65 euro/litro, togliendo la somma delle accise che era pari a 0,6221 euro per ogni litro di benzina, togliendo quindi il 21% di IVA si arrivava a soli 0,733 euro/litro. Credo che la situazione attuale sia la stessa più o meno, ovvero quella del prezzo di 0,733 euro/litro, prezzo pulito da ogni intervento dello Stato. A mio avviso la vera ribellione dovrebbe essere improntata proprio su questo, ovvero sulla rimozione delle accise che, da sole, gonfiano più del 60% il prezzo finale della benzina, ovvero quello che noi andiamo a pagare dal benzinaio. Qui la vera riflessione: senza troppi giri di parole o lecchinaggi, dovremmo pretendere al leader politico del partito da noi votato una spiegazione su tutto ciò. Due le possibilità, e faccio l’esempio sul Presidente del mio partito, onde evitare di essere preso per lecchino o altro: ma Antonio, ma spiegami na cosa, perché non gli vai a rompere i maroni chiedendo la rimozione delle accise? Se questo non succede, ovviamente ci deve essere una spiegazione, che noi comuni mortali o noi impegnati solo in piccoli territori non conosciamo. Qual è questa motivazione? Perché si sta zitti senza chiedere quest’abolizione? Voglio saperlo, pretendo di sapere tutto in merito questa vicenda, perché poi il prezzo della benzina cammina a braccetto con tutto il mondo consumistico. Se compri il pane, acqua, vestito, macchina, qualsiasi cosa noi compriamo comprende nel suo prezzo una piccola aliquota dovuta al trasporto. E così, aumenta la benzina, aumenta tutto il resto, ovviamente non aumentano gli stipendi. Prima di chiudere vi riporto qualche piccolo esempio di accise introdotte e mai rimosse:
Questo quadro completa quello già accennato in precedenza, ma non bisogna trascurare l’ulteriore tassa sui carburanti che ha rincarato di circa 10 centesimi/litro del prezzo della benzina (12 centesimi per il diesel), innalzando questo a circa 1,80 euro/litro ad inizio 2012 e dopo l'ulteriore aumento dell'iva a circa 1,86 euro/litro. E voi che fate? Sareste disposti a chiedere spiegazioni al vostro leader di partito? Alessandro Marcianò, autore del blog "Osteria... del vecchio pazzo"
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Post n°2275 pubblicato il 24 Gennaio 2012 da fernandez1983
Io protesterei finché non tolgono le accise sulla benzina, sulle quali mi sembra ci sia calcolata pure l'iva.. Protestare senza chiedere questo non ha senso.. Forse mi sbaglio io, forse non sono informato, ma onestamente chi ha capito na cippa? L'unica cosa che ho capito è che siamo senza benzina, allora chiederei ad ognuno di voi di mandare una mail al vostro parlamentare di riferimento, chiedendogli di agire a favore dell'abolizione delle accise, in caso contrario strappare la tessera di partito.. Non credo vi risponderanno in molti.. I più, sono convinto, cercheranno di farvi il lavaggio del cervello.. Alessandro Marcianò, autore del blog "Osteria... del vecchio pazzo" |
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Post n°2274 pubblicato il 20 Gennaio 2012 da fernandez1983
Le frasi
Se aspettavamo Obama..
Adesso le foto sono di dominio pubblico
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Post n°2272 pubblicato il 09 Gennaio 2012 da fernandez1983
E' il primo post dell'anno ma, onestamente, non so che scrivere. E' un bel pò di tempo che provo ad abbozzare un post, ma non c'è verso. Scrivo e cancello, scrivo, salvo ed elimino il file. C'è qualcosa che non quadra. Cosa? Non so. Non lo so. Forse è un periodo di stanca, forse non ho smaltito l'influenza natalizia, non capisco cosa sia. Diverse cose non girano come vorrei, altre cose non girano proprio nel verso giusto. Periodo no? Sarà la fine del mondo? Bah.. Quando vedo o sento alcune cose resto un pò così, è un pò come un boccone amaro che scende giù a forza, che poi fai fatica a digerire e ti giri e ti rigiri cercando di non pensarci. E' un bel pò che mi giro e che mi rigirò, prima o poi andrà giù. Volevo dire al mondo e a tutti gli amici in ascolto che in queste ore dramatiche stamo Alessandro Marcianò, autore del blog "Osteria... del vecchio pazzo" |
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Post n°2271 pubblicato il 28 Dicembre 2011 da fernandez1983
Non ho mai guardato in faccia nessuno. Mai, anzi ho preferito essere sempre considerato l’ultima ruota del carro per poter ribaltare il tutto, a tempo dovuto, a mio favore. Diabolico? Forse. Questa è una parte di me che non conoscete, e credo in pochi sanno. Beh, meglio così. Quest’anno può ancora regalare sorprese, belle o brutte, non è ancora finito, e mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco. Però analizzando il mio 2011 posso dire che è stato un anno curioso, strano, dettato da poche leggi. Tra le novità il mio rapporto con la famiglia: a maggio l’incontro con un Alessandro Marcianò, autore del blog “Osteria… del vecchio pazzo”
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Post n°2270 pubblicato il 22 Dicembre 2011 da fernandez1983
AHHHH.. da quant'è che non entravo qui nell'Osteria del vecchio pazzo.. Oh mio Dio, saranno due settimane ad occhio e croce.. Oh come voi state? No, non ho bevuto niente stasera, son proprio così.. E' che a parole è difficile vare i versi, cambiare tonalità o fare facce buffe come nella vita, e dunque vi viene difficile vedermi effettivamente per come sono. Oddio mio, ho riletto questo primo pezzo, che cretino che sono.. Però ve lo lascio, avrei potuto cancellarlo ed invece no, ognuno si prende le sue responsabilità.. Torno serio. Sono stato scoperto. Già. Però è stato tutto così.. boh, indescrivibile, tornato a casa facevo ancora fatica a crederci.. Torniamo indietro nel tempo, torniamo ad un anno fa, vi è mai capitato di vedere una persona e dire a primo impatto: "Emmadonna mia.. Cioè assurdo.." Uagliò, parliamoci chiaro: fare strambare me non è facile eh.. E non nascondiamoci neanche dietro falsi miti, qui nesciun è santo, ai ragazzi piacciono le ragazze e alle ragazze piacciono i ragazzi, e "amme" piacciono le ragazze. Però mi è capitato un momento nella vita in cui mi son detto: "Sandro, fermati un attimo, c'è qualcosa che non va", della serie "Houston abbiamo un problema". Se ad ogni volta che questo problema si è presentato davanti a me avessi dovuto fare una telefonata a Houston, avrei fatto prima a farne una e non mettere mai giù.. Uno dei problemi più belli, più misteriosi e affascinanti della mia vita, che ha tirato fuori il meglio di me. Alla fine, tra le altre cose derivanti da ciò, mi sono misurato con me stesso, ho saputo capire, scovare limiti, pregi e difetti. Combattere coi nervi, capire intanto qual è il mio valore, a prescindere da come andrà a finire. Io sono sicuro di quel che ho dentro, ma non so il destino cosa mi può regalare, non dipende più da me. Ad esempio, me lo potevo mai aspettare quanto successo diversi giorni fa? Ma neanche per sogno!!! Quindi col destino preferisco non scherzare. Anche perché già in passato ho visto quanto questo stesso destino ami prendersi gioco di me. Anche il vedere tornare diverse ragazze sui loro passi descrive chi sono e cosa sono stato. Mi son visto persone sotto casa per tornare sui loro passi, una ragazza diventata mamma (non da me sia ben chiaro!) correre verso di me dicendomi cose, o per ultimo sapere di esser stato lasciato ma non dimenticato. Prendo in positivo anche quella persona che ha riesumato una storia di quasi dieci anni fa per mettermi in cattiva luce, ma credo che si metta in cattiva luce soltanto quella persona di cui si ha davvero paura, anche perché che senso ha mettere in cattiva luce una persona già debole quanto insignificante? Il parlare male ho sempre sostenuto sia un chiaro segnale positivo verso la persona citata. Alessandro Marcianò, autore del blog "Osteria... del vecchio pazzo" |
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Post n°2269 pubblicato il 09 Dicembre 2011 da fernandez1983
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Post n°2268 pubblicato il 06 Dicembre 2011 da fernandez1983
Tag: attualità, Berlusconi, Camera dei Deputati, Crisi, cronaca, Governo, maggioranza, Monti, Pdl, Politica, spread
Da molti mesi, ormai, abbiamo fatto conoscenza con questo termine, lo spread, e come spesso accade, non sono molte le persone che sanno spiegare esattamente di cosa si tratta. In un nostro personale sondaggio ci siamo resi conto che le persone sanno che è qualcosa che ha a che fare con la finanza, oppure che è qualcosa che influenza la politica, ma il vero significato sfugge ai più. Tecnicamente lo spread è la differenza tra il rendimento dei titoli di Stato di due determinati Paesi, espresso in punti base, e non in punti percentuali. In questi mesi si è sempre fatto riferimento allo spread con la Germania. Ecco, per esempio, se il rendimento dei titoli di Stato tedeschi è del 2 %, ovvero 200 punti base, mentre il rendimento dei titoli di Stato italiani è del 7 %, ovvero 700 punti base, ecco che lo spread verso la Germania è di 500 punti base (700 meno 200). Perché si fa riferimento alla Germania? Semplice, perché le condizioni economiche e finanziarie di questo Paese determinano una assoluta solidità e sicurezza dei titoli di Stato tedeschi. Bisognerebbe capire, allora, perché in Germania il rendimento si posiziona al 2 % mentre in Italia il rendimento si posiziona al 7%. Intanto per una precisa legge di Matematica Finanziaria, per la quale il valore di un titolo di Stato è inversamente proporzionale al suo rendimento. Quindi più un titolo ha valore, meno rende in termini di interesse. Ma il tasso di interesse, sui mercati finanziari, è determinato anche dal rischio dell’investimento. Ora, è evidente che in questo periodo sui mercati internazionali è più rischioso investire sull’Italia rispetto alla Germania. Ne derivano due tassi medi di rendimento la cui differenza è intorno ai 500 punti base. E’ una elementare legge dell’Economia: più rischio, più guadagno. Per comprendere ancora meglio il meccanismo basta immaginare un individuo che abbia due amici: uno di questi è una persona seria, affidabile, precisa, puntuale; l’altro è uno scapestrato, che non sa utilizzare bene i propri soldi, non rispetta gli impegni e vive alla giornata. Se questi due amici dovessero chiedere in prestito soldi all’amico comune, quest’ultimo li presterà con un interesse basso a quello preciso, perché è certo della loro restituzione, e ad un interesse alto allo scapestrato perché non sa se e quando glieli restituirà.
In questi giorni non si parla altro che dei mercati , quasi fossero entità sovrannaturali capaci di indirizzare la politica italiana. Quando si usa questa espressione, ci si riferisce, evidentemente, alle principali Borse internazionali, quali Tokyo, Londra e New York, dove operano società finanziarie che acquistano e vendono azioni, obbligazioni e titoli di Stato. Ora, a fronte di una situazione italiana che mostra un rapporto Debito Pubblico/PIL pari a 120 %, gli operatori finanziari internazionali valutano se continuare ad accordare fiducia al Tesoro italiano, oppure se pretendere alti tassi di interesse. Ecco che lo spread con la Germania diventa un importante indicatore del grado di affidabilità finanziaria dell’Italia nel mondo finanziario. Prof. Giuseppe Cantarella - Il Metropolitano
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Post n°2267 pubblicato il 29 Novembre 2011 da fernandez1983
Così come Gaudenzi, anche a me vien voglia di lanciare la racchetta. Già, anch’io sono umano, anch’io ho i miei alti e bassi, ma sicuramente non sono mai andato in tilt come adesso. Mi dicono “Non mollare”, ma qualcosa mi sta mangiando dentro. Avete Alessandro Marcianò, autore del blog “Osteria… del vecchio pazzo”
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Post n°2266 pubblicato il 24 Novembre 2011 da fernandez1983
Hanno attaccato Monti senza che la notizia trovasse fondamento, hanno messo paura nel web solo fidandosi di un misterioso mitomane che, forse, non vede di buon occhio il nuovo Premier. Finché l'Italia sarà questa, finché gli italiani non apriranno gli occhi andando a verificare ogni notizia, siamo persi. Si è rischiato un crollo di fiducia solo perché Tizio ha messo in giro una notizia fasulla e i Caio della situazione gli han creduto senza batter ciglio. Non è così che si fa. "CI MANCAVA SOLO QUESTA: Il governo Monti sta emanando nuove leggi da approvare, una tra le quali la legge sugli animali domestici. Ogni famiglia dovrà pagare una tassa su ogni animale domestico in quanto il signor Monti li definisce BENI DI LUSSO, non beni affettivi. La ringraziamo, professor Monti, perche in questo modo, lei sarà complice dell'aumento degli abbandoni, delle uccisioni, e della sofferenza di tante povere bestie, che o saranno abbandonati da chi non puo permettersi ulteriori spese, o che non verranno mai e poi mai adottati da un canile. COPIA E INCOLLA"
Alessandro Marcianò, autore del blog "Osteria... del vecchio pazzo" Questo è un esempio del testo della nuova catena di Sant'Antonio che sta invadendo la Rete perché viene inoltrata da chi non si ferma a verificare o a chiedersi se ha senso inoltrare un appello, vero o falso che sia, che non riporta alcuna fonte o alcun riferimento credibile. Se il governo italiano mettesse una tassa sull'inettitudine nell'uso di Internet raccoglierebbe miliardi. Il disinformatico |
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Post n°2265 pubblicato il 22 Novembre 2011 da fernandez1983
Oggi mi prendo 10’, tempo di un caffè, per elogiare un allenatore, conosciuto lo scorso anno sui campi di pallavolo, col quale si è instaurato uno splendido rapporto di collaborazione. Perché? Perché ritengo avermi dato un insegnamento che credo Alessandro Marcianò, autore del blog “Osteria… del vecchio pazzo” ps: i contenuti presenti nella foto sono leggibili al link |
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Post n°2263 pubblicato il 19 Novembre 2011 da fernandez1983
Senza fare di tutta l’erba un fascio, però desidero esprimere un mio pensiero su tutti coloro che passano troppo tempo ad inseguire i propri successi. L’occasione di riaprire l’argomento me l’ha data un mio omonimo, caro amico conosciuto all’università: citerò Alessandro Marcianò, autore del blog “Osteria… del vecchio pazzo”
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Post n°2262 pubblicato il 18 Novembre 2011 da fernandez1983
La lettera è del febbraio 1993. Sette mesi dopo le stragi di Capaci e di via d'Amelio nel mirino di Cosa nostra c'era il neoeletto presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. A lui, con toni pesantissimi dall'inequivocabile sapore di avvertimento, si rivolsero i familiari di alcuni detenuti di mafia che da mesi, nelle supercarceri di Pianosa e dell'Asinara, subivano i rigori del 41 bis, il regime di carcere duro che - come si sarebbe appreso solo molti anni dopo - costituiva uno dei temi più caldi della trattativa tra Stato e Cosa nostra. Che la lettera fosse stata inviata al presidente della Repubblica e per conoscenza anche a diverse altre cariche dello Stato e ad alcuni personaggi come ad esempio Vittorio Sgarbi, era cosa nota da anni. Quello che è inedito è il suo contenuto e soprattutto i toni estremamente minacciosi con i quali i familiari dei detenuti, che non si firmano, si rivolgono a Scalfaro. Circostanza che, letta alla luce delle nuova acquisizioni processuali, potrebbe costituire un prezioso retroscena per spiegare alcuni provvedimenti clamorosi, come la revoca del carcere duro per circa trecento mafiosi che l'allora guardasigilli Conso dice di aver adottato in assoluta solitudine. Una versione questa - recentemente fornita ai pm di Palermo che indagano sulla trattativa - che non ha mai convinto e che è stata incrinata da altre acquisizioni documentali e testimoniali. La lettera, della quale "Repubblica" è entrata in possesso, è venuta fuori solo ora dagli atti del processo di Firenze ed è stata consegnata dal magistrato del Dap Sebastiano Ardita ai pm di Palermo Di Matteo e Ingroia, che l'hanno depositata al processo contro il prefetto Mario Mori, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. E ora anche ufficialmente anche di aver avuto un ruolo nella trattativa con lo Stato. Alessandra Ziniti |
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Post n°2261 pubblicato il 16 Novembre 2011 da fernandez1983
Il presidente del Consiglio Mario Monti, ha annunciato la nuova squadra di governo composta esclusivamente da esponenti tecnici. Questa la lista dei nuovi ministri: Monti, che mantiene la delega all'Economia e alle Finanze, ha nominato anche cinque ministri senza portafoglio: Enzo Moavero Milanesi (Affari Europei), Piero Gnudi (Turismo e Sport), Fabrizio Barca (Coesione territoriale), Piero Giarda (Rapporti con il Parlamento), Andrea Riccardi (Cooperazione internazionale). Monti proporrà al Cdm la nomina di Antonio Catricalà, attuale presidente dell'Antitrust, a sottosegretario della Presidenza del Consiglio. Il Governo Monti ha 16 ministri più l'interim dell'Economia. Il Governo Berlusconi IV aveva 23 ministri. Le differenze sono: Passera ha le deleghe di Sviluppo e Infrastrutture (Romani e Matteoli); Fornero ha le deleghe di Lavoro e Pari opportunità (Sacconi e Carfagna). Scompaiono i ministri per l'Attuazione del programma di Governo (Rotondi), Pubblica amministrazione (Brunetta), Riforme per il federalismo (Bossi), Gioventù (Meloni), Semplificazione normativa (Calderoli). Nasce invece il ministro per la coopreazione internazionale e l'integrazione (Riccardi).(AGI)
Tra gli effetti di un governo fatto solo di tecnici ce n'è uno che sicuramente Mario Monti non ha valutato: l'Aula della Camera è diventata troppo piccola per ospitare tutti i deputati. Con i banchi del governo impegnati, sarà ora necessario trovare una collocazione a ministri e sottosegretari uscenti perchè nell'emiciclo ci sono solo 623 scranni |
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Post n°2260 pubblicato il 16 Novembre 2011 da fernandez1983
Tag: attualità, Berlusconi, Camera dei Deputati, Crisi, cronaca, Governo, maggioranza, Padoa Schioppa, Pdl, Politica, Prodi, spreed Il 2008 non è un secolo fa, c'era già la crisi e a primavera inoltrata, quando si concluse la breve esperienza del secondo governo Prodi, già si vociferava del crac di una grande banca americana, che poi si rivelò essere la Lehman Brothers che andò gambe all'aria nel settembre successivo. L'8 maggio il Professore e il suo ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa facevano «i pacchi», come racconta Prodi, si preparavano a uscire da Palazzo Chigi con i loro scatoloni pieni di libri e di impegni ancora da terminare. «Ricordo quello che mi diceva Tommaso quell'8 maggio del 2008, lasciando il governo: "Romano lo spread tra Btp e Bund tedeschi a 37 punti base, lasciamo una eredità solida a chi viene dopo di noi, possiamo esserne orgogliosi"». Ecco, forse potrebbero bastare questo dato, uno differenziale a 37 contro i quasi 600 punti visti in questi giorni, e queste parole da ministro «per ricordare la statura di Padoa-Schioppa». Ma c'è molto ancora da dire sull'economista morto quasi un anno fa e al quale la Fondazione Corriere della Sera ha dedica venerdì sera questo colloquio sulle regole e la finanza tra Romano Prodi e il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, moderati dal presidente della Rcs, Piergaetano Marchetti.
PRODI: LA CORSA DELLO SPREAD TUTTA DI ORIGINE POLITICA - «Non c'è ragione economica al mondo, se non la debolezza politica, che spiega la penalizzazione dell'Italia: noi non siamo un Paese da buttare, il debito è alto ma è cresciuto poco e molto meno che altrove. Ritroviamo il senso di uno slancio in avanti», esorta l'ex presidente del Consiglio e della Commissione europea che a margine dell'incontro riconosce che i mercati hanno visto subito in Mario Monti «un uomo fedele e coerenre» FINE DELL'EURO, NON LA VUOLE NESSUNO - L'idea che nell' Eurozona si possa andare ognuno per i fatti propri, mors tua vita mea, «è dir poco folle» per Prodi, «o si vive tutti assieme o si muore tutti assieme». Ma la caduta dell' euro non la vuole nessuno, spiega il Professore, «i tedeschi stanno benissimo e la Germania nell'ultimo anno ha avuto un surplus commerciale di 200 miliardi di euro. È solo demagogia politica, perchè in Germania sanno anche benissimo che noi non abbiamo disimparato a svalutare». VEGAS, VOGLIAMO INDIETRO L'EUROPA DELLA CASA COMUNE - E se per Prodi una «riforma internazionale del sistema della finanza oggi appare come un'impresa impossibile» Vegas vorrebbe un'Europa che rispolvera l'ideale delle «regole condivise». Gli europei si trovano in questo momento nelle «stesse condizioni degli ateniesi prima della guerra del Peloponneso» dice il presidente della Consob citando il quesito dello storico Tucidide che chiese agli ateniesi se si aspettassero di «cadere stando divisi». «Una riflessione di questo tipo - aggiunge - ci porta a parafrasare Margaret Thatcher quando disse "rivogliamo i nostri soldi" e a dire «we want our Europe back», vogliamo indietro la nostra Europa, la casa comune in cui la convivenza si basi su regole condivise da tutti». Paola Pica |
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Post n°2259 pubblicato il 16 Novembre 2011 da fernandez1983
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qualcosa doveva cambiare in quel ritmo, questo è vero. Un cambiamento che da solo forse non sarei mai riuscito a mettere in pratica, e così il destino m’ha teso la sfida. Non ho mai rifiutato le sfide, non sono il classico tipo senza palle ma, come Fiorello, ho bisogno di una spalla. E finché la spalla non si realizza, io non entro in scena. E’ pur vero che bisogna stare attenti a chi fa da spalla. Il destino m’ha teso la sfida, quello stesso destino che mi ha portato fin qui. Mi ero arreso, ho passato notti insonni, alla fine ho deciso che quella sfida andava persa, anche se è stato più un momento di crisi che una decisione presa, e di questo ne sono sicuro, ho le prove: non sono passate ventiquattro ore, e il destino mi ha ridato la racchetta in mano: “Torna a giocare, cretino”. Lì mi son reso conto che forse mi sbagliavo, avevo bisogno di un qualcosa che mi mettesse alla prova, e quindi ho capito del mio passaggio a vuoto, facendomi na risata e prendendomi in giro da solo. Dotato di santa pazienza, ero abituato a menare contro una porta per cercare di aprirla. Di colpo si è aperta, ma prima che mi avvicinassi con la spalla. Da allora giro a vuoto, quasi come su una barca col mare in tempesta. Quella che Danilo m’ha fatto è una domanda alla quale non so dare più una risposta. Ho aspettato tanto certi momenti, osservato in questo tempo ogni minima sua parte, avuto pazienza, cosa che mai ho fatto prima. Mi vien da ridere quando il solito cretino della facoltà, della serie basta che respirano, mi trovò sul suo profilo. Un complimento fece, gli risposi: “Stai attento a come parli che per la prima volta potrei pestare a sangue qualcuno”. Mi guardò stupito, in quel momento ho capito che ero geloso. Già, di lei, mai il mio fiato rimase dentro di me così a lungo prima d’incrociare il Suo sguardo. E così, smentisco le persone che dicono che gli uomini non son più quelli di una volta, perché più di cinquecento notti già mi sono innamorato di una bocca appena aperta, di un respiro senza fiato. Ti cherzo donare su sambene, ti cherzo leare, oh… Ti cherzo donare su sambene, Ti cherzo ninnare, oh… E magari prima di portarla in Georgia, vorrei chiederle veramente qual è il nome che pronunci piano prima di dormire, o chiederle se sente questo canto, o forse dorme già. Già, può darsi, mentre il mio telefono canta “Tuborg solo tu..”, ma non è lei, bensì una ragazza che troppo tardi si è resa conto del mio valore, ammesso valga qualcosa. Sembra una moda questa, ma del passato a me non interessa nulla. E così approfitto per dare delle informazioni ad altre ragazze, che magari fanno battutine del tipo: “Ah, i maschi, tutti uguali. Appena vedono qualcosa che non va cambiano discorso, non hanno le palle per affrontare la realtà”. La colpa non è dell’essere maschile, la colpa è di quella poverina che, in tutto questo tempo, non si è resa conto che aveva a che fare con una femminuccia. I veri uomini ci stanno ancora, se non li avete trovati è colpa vostra.





passando na gross crisi, c'è molto egoismo, c'è molt violenza, qua non sappiamo più quando stiamo andanto su questa tera, quanto stiamo facento, ti chiedi come mai, ti chiedi quasi quasi.. dov'è la risposta? la risposta non la devi cercare fuori, la risposta è dentro di te.. eh però, è sbagliata.. è sbagliata..
mio zio, il suo compleanno e per lui un regalo speciale, ovvero il mio ritorno dopo tre anni dai nonni, riunendo così l’intera famiglia. Già, più di tre anni. Le incomprensioni ci possono stare, e sono pure troppo buono certe volte, ma occhio a prendersi gioco di me, a non sentire la mia campana, chi è passato dalla cassa ha sempre pagato caro. Ho esordito proprio con la frase “non ho mai guardato in faccia nessuno”, ma ovviamente non è che alla prima prendi e te ne vai, assolutamente. Ho sempre salutato per primo, ma se alla prima puoi essere distratto, alla seconda incazzato, alla terza sei lontano, alla quarta non saluto più, ovvero ce ne vuole per farmi girare l’elica. Certo è che se mi accorgo di qualcosa di grave difficilmente do una seconda opportunità. Non era riuscito nessuno e con nessuna scusa a riportarmi dai miei nonni, quindi quello è stato un evento eccezionale. La famiglia si è riunita anche a Natale, ma già si vedono gli effetti di quella che è stata la mia assenza, adesso è mio nonno che non fa sedere nessuno di lato a lui perché vuole mi sieda io. Diciamo che la musica è cambiata, con dei sacrifici, indubbiamente. Ma guai a non stare attenti al bastone e alla carota, a volte il bastone deve essere usato anche con le persone a te vicine, “e se piangono non muoiono, non ti preoccupare”. Questa è una frase non mia, ma che la ritengo mia. Vale soprattutto per i bambini, e lo sto toccando con mano con mio cuginetto: se ogni volta che piange gli faccio passare tutto, ecco che crescerà viziato; se io posso fare o dargli una cosa perché no? Ma non bisogna abusare, ci vuole bastone e carota anche con loro, è per il loro bene. E così, dunque, non ho risparmiato faccia a faccia anche con gli zii, come successo ultimamente. Ieri mi son ritrovato a dover spiegare ad una mia zia che certi comportamenti non sono da tenere. Voce bassa, se tu la alzi chi ti sta davanti farà automaticamente l’opposto di quel che dici tu. Voce bassa, sintomo di sicurezza. Calma, tanta calma. Bene, mi sono ritrovato senza neanche accorgermene ad essere l’unico ad essere sentito da alcune persone. Certo, questo mi fa onore, ma non è un vanto, mi dispiace che altre persone a me vicine non riescano nell’intento. Non è un essere superiore, per carità, io non sono Dio sceso sulla Terra e faccio più peccati di voi messi insieme, sia ben chiaro. Però la freddezza che si nasconde dietro un mio sorriso, dietro un mio volere bene, ha fatto si che persone a me vicine abbiano capito effettivamente il mio valore, con pregi e soprattutto difetti, e si guardano bene dal mancare di rispetto a me o ad un estraneo a me (parlare male “a gratis” anche di chi non conosco per me è un qualcosa di inaccettabile), perché sanno che subito dopo per me sarà come se non esisteranno più. Molte persone stanno toccando proprio in questo periodo tale situazione, e me ne dispiace, ma non sono stato io a scegliere tali misure: che vengano a parlarmi in faccia prima di sparlare in giro, non sono esempi né per me e né per chi ci sta davanti. Me ne dispiace anche per chi ci crede senza sentire l’altra campana. Io non ho mai guardato in faccia nessuno.
presente quell’esempio del carcerato? Una volta sto carcerato si mise d’accordo col compagno: “Sai che facciamo?”, gli chiese, “Proviamo ad evadere, ci aspetta la libertà!”. Raggiunta l’intesa, partirono, e scavalcarono il primo, il secondo, il terzo dei muri che circondavano il carcere. Piccolo problema, i muri erano sempre più alti, così da non poter vedere cosa c’era dopo. Al terzo muro, il compagno si ritirò: “Ho paura, e se poi ci riprendono?”, chiese prima di tornare indietro. Ma il nostro carcerato continuò, fino al decimo, al ventesimo, cinquantesimo, centesimo cancello. Andò oltre, a caccia della felicità. Continuò imperterrito fino al duecentesimo cancello, poi si fermò: “Sono stanco, non ce la posso fare, non finiscono più questi muri”, e tornò indietro, si arrese proprio davanti l’ultimo muro che c’era da scavalcare, si arrese proprio ad un soffio dalla felicità. Noi siamo qui, a commentare un esempio, ma sapete cosa voglia dire continuare ad insistere, a crederci, a perdere le speranze e ritrovarle, a non mollare mai per tutto questo tempo? Non è facile, non è da tutti, e la cosa ti mangia dentro, piano piano, cova dentro di te fino a che esplodi di rabbia, perché ci credevi davvero, ci speravi, desideravi più di ogni altra cosa un esito positivo. E la rabbia ti assale, e lanci la racchetta, non sai quel che fare, ti vien voglia di esplodere prima di tornare in te stesso. Lo stato d’animo viene subito notato dagli amici, col quale diventi piano piano sempre più acido, tra lo stupore di chi ti conosce. Mi succede proprio questo, non mi so spiegare il perché di certe cose. Non so spiegarmi cosa le succeda, non so quello che ha, e mi sento le mani legate. Color ghiaccio fuoco, di un’ipotesi ho paura, che l’invidia di qualcuno abbia messo i bastoni tra le ruote. Quel qualcuno o quella qualcuna che non merita neanche di essere annoverato o annoverata tra i miei conoscenti. E non si rende conto del bene che già voglio a determinate persone. Ma io sono sicuro di me e dei miei sentimenti, il tempo mi sta dando ragione, ed il fatto di essere ancora qui ne è la prova. Ma lottare con chi mette zizzania no, non lo sopporto.

porterò sempre con me. Vi spiego: domenica scorsa ero, come tutte le domeniche, alla palestra comunale di Reggio Calabria, meglio nota come “Palloncino”. Da quest’anno, seguo per il giornale l’intero campionato di Serie C maschile e di Serie C femminile, si tratta di tornei regionali come l’Eccellenza del calcio. Il lunedì facciamo uscire tutti i risultati, con piccoli commenti basati sui risultati delle partite. Un articoletto a partita. Ovviamente c’è a chi può piacere come a chi non piacere, sono punti di vista normali quando in gioco vi sono due squadre, c’è sempre chi vuole maggior risalto alla propria. Detto questo, sono andato a salutare il mister e a porgli i miei complimenti dopo la vittoria, il quale molto garbatamente e molto tranquillamente mi ha fatto poi notare come la sua squadra lo scorso lunedì ha avuto poco spazio a dispetto di un’altra che, pur non disputando un grosso campionato, ne ha avuto di più. Ragazzi, si tratta di domande lecite, di curiosità, e per giunta poste con garbo ed educazione. Io ho dato la mia risposta, spero altrettanto con garbo, e ci siam fatti na risata, l’intesa è stata istantanea. Perché è da esempio? Perché il gesto è stato fatto con educazione, garbo e nel massimo rispetto dei ruoli, addirittura da meritare un post in questo che è un blog finito più volte nella homepage di libero (
parcheggio. Fino a metà dello scorso anno, le due “vasche” riservate ai parcheggi erano aperte a tutti, già da qualche mese però sono funzionanti le sbarre che consentono l’accesso ai soli dipendenti dei vari uffici. Questo, ovviamente, a danno degli studenti, costretti da allora in poi, a parcheggiare fuori dall’area riservata al plesso, e quindi obbligati a lasciare il loro mezzo di trasporto lontano dagli edifici: chi arriva per primo nella zona ha la fortuna di trovare parcheggio nelle stradine vicine, chi invece ha lezione in tarda mattinata, se non arriva con largo anticipo, è spesso costretto a parcheggiare ben lontano, magari nelle vicinanze del Palazzo della Regione o sul Ponte della Libertà. La considerazione più importante riguarda però chi, vicino ai plessi, vi abita: spesso i cittadini di quella zona han dovuto fare i conti con del parcheggio selvaggio, magari proprio davanti all’uscita dei parcheggi condominiali, e questo poteva creare problemi in caso di emergenza, così come più e più volte questo modo di parcheggiare ha impedito ai vari autobus ATAM il corretto svolgimento della corsa. Dato il protrarsi di questi inconvenienti, credo sia giusto garantire agli abitanti del luogo almeno un vigile, in modo da assicurare un monitoraggio continuo alla zona. Questa misura va letta attentamente se si considerano i numerosi furti di automobili avvenuti, in passato, nelle vasche basse dei parcheggi riservate agli studenti di Ingegneria, e co
lo studio, ma desidero far capire che questo mio discorso può abbracciare ogni tematica che porta ad una chiusura verso l’esterno. A me non interessa la ragazza che studia, studia, studia. O meglio, il mio ideale di ragazza non deve avere il libretto pieno di trenta, mi farebbe paura, ma non per invidia (è il mio lavoro mettere voti, dunque so che non tutti sono obiettivi e molti regalati) ma perché la mia ragazza ideale deve essere capace di sapersi confrontare con la società. Sappiate, io adoro le ragazze, le belle ragazze, corteggiarle, sono un ragazzo come tutti gli altri. Però, se voglio crescere, devo avere come obiettivo una ragazza che sappia farmi crescere, quindi allo stesso tempo deve valere il contrario, ovvero che devo anche essere capace di farla crescere. La superficialità non mi appartiene, soprattutto coi sentimenti. Non ha senso che una ragazza venga a dirmi continuamente “no, devo studiare” se vuole condividere con me un cammino. Appena si capisce che non è cosa si chiude la storia, punto e basta, ognuno prende la sua strada, che senso ha tenersi un partner solo per non definirsi single? Tenersi, non l’ho usato a sproposito: in coppia si è in due, si deve saper gestire il proprio tempo per potersi dedicare anche all’altro o all’altra. I momenti in cui serve più concentrazione verso un progetto, un lavoro, un qualcosa, è normale che ci siano, ma bisogna saper distinguere e far conciliare i due aspetti della vita, lavoro e affetti. O meglio, a mio avviso, per crescere in due, la ricetta è questa. La presunzione la si lascia ai presuntuosi, qui si deve essere forti, perché poi, certe scelte, si pagano caro, e a volte si pagano con la felicità.


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il 26/01/2012 alle 21:10
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