Creato da woodenship il 23/08/2010

delirio

una spirale

 

Casa č parola

Post n°729 pubblicato il 17 Febbraio 2024 da woodenship
 

Casa è parola di due sillabe e piana,

lettere accusate d'essersi accasate

le sillabe: fonemi che fanno linguaggio

domestico, tanto in cucina ai fornelli

che sul divano in tinello dinanzi alla tv.

Dicasi muri portanti, tramezzi, pavimenti...

e travi: vene in cui ci scorre armato il cemento,

perchè dovrebbe cementarci individui sotto il tetto,

come pure in camera da letto tra i guanciali;

vita dalle geometrie imaginate nel disegno del progetto.

L'architetto ha solidificato il sangue in calce,

pensandolo forma stabile dai balconi sul mondo:

condivisibile di sentimenti e apprezzabile,

nelle ragionate finestre aperte e negli angoli in squadra

per muratori consci della necessaria compattezza

di mattoni linguistici, come per i pilastri la logica...

La poesia è amore per quella parola 

che si fa casa di un sentimento

intanto che il cuore la distilla.

 
 
 

Par mare l'inverno

Post n°728 pubblicato il 13 Febbraio 2024 da woodenship
 

Par mare l'inverno! Lo sento

così algido nella sua danza

che s'avanza fosca movenza

volteggiando bassa di nubi. 

È brezza che s'avvita e sprizza

onde d'aria che esonda e frange 

distratta, risucchiando foglie, 

sterpaglie e orme stinte da zolle.

Anche quando t'abbaglia freddo

ch' è viscido il sole tra nebbie

e i merli sgusciano via lesti,

ha un senso l'inverno a esser mare:

chiedi ai rapaci che, di becco, 

si tuffano dai rami nudi

alti, sognandosi gabbiani.

 
 
 

Tra me e la notte(epilogo)

Post n°727 pubblicato il 04 Febbraio 2024 da woodenship
 

 

… se è per quello: con fetta di limone,

presa di sale e di tequila un sorso,

sono già partito: sto scrivendoti

da Playa del Carmen, steso sull’amaca

in quel che fui ombra nascosta nel tempo.

Quintana Roo è lo stato sul Caribe

messicano, è da qui che si va al largo.

Ci son le palme fruscianti alla brezza

notturna danza; c’è pallida spiaggia

striscia che si allunga arco di brillanti;

c’è il mare che scintilla onde di luna

schiumando argenteo sul bagnasciuga.

Ed ho un fuocherello febbrile che arde

scoppiettando insonne tra me e la notte. 

Lì dove sei hai pronto il flauto alle labbra?

Allora accordiamoci sulle note

salpiamo su melodia di risacca:

c’è un galeone ricolmo di tesori

laggiù che bordeggia scuro e ci aspetta.

 

 
 
 

Con d'intorno l'ignoto

Post n°726 pubblicato il 28 Gennaio 2024 da woodenship
 

È pieno di gente che non conosco

il mondo: ci cammino tutti i giorni

e me ne do di conto molto spesso

che non c'è nessuno ch'io possa dire

a me noto. Hanno tutti facce ignote

coloro che mi incrociano per strada.

Certamente lo sono anch'io per loro

pur quando mi aggiro alieno per casa:

oggi, volevo darci fuoco al mondo,

tanto mi era sì estraneo e distante

avvolto in polveri che luccicano

d'un dicembre che s'intona male,

come abito scuro gessato liso  

indossato al cenone di fine anno.

 

 
 
 

Digiti panico

Post n°724 pubblicato il 17 Gennaio 2024 da woodenship
 

Il cielo stellato è un friggere d'astri

infinito: ti schizza fuori in feedback 

dalle pagine web, si che di pace

digiti nel panico l'utopia,

dando la stura al frizzar di faville

lassù, nell'universo virtuale

ove un tappeto si fa firmamento, sul quale appellarsi senza tempo: ti sfuggono fuori, dalle mani giunte, galassie vorticanti d'intenti, infiammando volute di scintille sui palmi.

Vola celeste, unico e al tempo stesso

molteplice: ti scorre fuori in vampe

dai polpastrelli, intanto che strisciando

s'allunga scintillando il vorticare

di onde lassù, tra i fiochi echi flottanti

dell'imbrunire d'astri in buchi neri.

 

 

 
 
 

L'anno che va

Post n°723 pubblicato il 08 Gennaio 2024 da woodenship
 

 già gli alberi si stremano  di loro

tra richiami e voli di ramo in ramo

che poi è col vento che si stordiscono,

ed ancora è piacevole sentirli.

 

Il loro si fa grido quando sorda 

ne morde il tronco la sega o ne scheggia

il legno l'accetta. Oppure ne incide

corteccia mano d'amante che non ama

 

e ha un cuore che neanche bomba sbreccia

tanto si è perso tra ruderi e ceppi

che pare di granito persino ora

che il solstizio ridonda di mestizia

 

... ne ho sentito tante grida di alberi.

Come anche di uno stormire sui tetti

all'aria che sapeva di neve e fumo

crepitio di tronchi nel camino arsi. 

 
 
 

... un verso altro, per non dir nuovo***

Post n°722 pubblicato il 30 Dicembre 2023 da woodenship
 

Il passato è una parola sfuggita

stupida aria data ai denti e rimpianta.

Talvolta occasione perduta resta

come marchio d'infamia impresso a fuoco.

 

Il presente è  parola che non trovo.

Mi dilania perché ce l'ho nel cuore

 che fuma, sfuma e offusca senza uscirne

a conforto per quel che tanto duole.

 

Il futuro è parola ancor non detta:

nel buio dell'altrove giace non vista

inaudita perché ignoto fonema

d'un verso che si suppone diverso.

 

Forgiato chissà dove a guisa d'ali

lo si vorrebbe tanto per viaggiare

per oscuri flutti di un mondo nuovo

senz'altro migliore per un verso altro.

 

***Un augurio per una fine scoppiettante ed un inizio dei migliori.

Di cuore

E che serenità sia ancor più per l'anno che s'avvicina nuovo: possa essa calar le ali sui nostri cuori, acquietandone travagli e dolori.

                                   ......w......

 
 

 
 
 

Era di giugno***

Post n°720 pubblicato il 23 Dicembre 2023 da woodenship
 

Erano questi gli arbusti, sicuro

ne sono: sapevan tanto di morte,

così vizze le foglie sui rami stecchiti,

avvolti in sudario candido e denso

di ragnatele. Poco più in là stava

l'uomo in pietra sotto il ginko biloba:

stanco e sordo agli schiamazzi di fine

scuola, in quell'andare di gavettoni

nel viavai di sole e luna di giugno.

Ora, che il solstizio s'appressa inverno

e le pupille tornano a spandersi,

verdi li trovo che brillan radiosi

come non fossero mai morti invero.

 

Mi direte: che c'entra giugno con dicembre e le festività in divenire? Nulla all'apparenza, ma se si tiene conto della circolarità delle stagioni, ecco che può sembrare fulmineo andare da giugno a dicembre in un batter di ciglia, ritrovandosi a farsi gli auguri di buone feste.

Auguri tanti e di cuore: possano queste festività essere occasione di rinascita e serenità.

Un abbraccio a stretto giro d'orizzonte

........w..... 

 

 
 
 

Dimmi ch'č ancor giovane la notte***

Post n°719 pubblicato il 11 Dicembre 2023 da woodenship
 

Grazie mia cara, or che ch'è avvento e ghiaccia

a poco dal solstizio, per avermi

rimboccato le coperte ieri notte:

ho dormito davvero bene in terra

madre. Tanto che non intendevo storie,

per uscirne fuori da quelle coltri.

Si che il giorno fosse ormai fatto pieno.

Per il resto non ho le competenze,

ma nemmeno gli strumenti che vorrei

per dar vita ad un simile connubio.

Il lavoro di scrittura richiede

solitudine,  riflessione, amore,

silente esaltazione: sofferenza!

Il dolore dell'esistenza ti apre

a sentire tutto, il rantolo pure;

come anche dir d'adrenalina, prima

che ci si schianti contro il muro vero.

Spesso la scrittura è questo: lavoro,

note oscure che, nell'inconscio a fondo

rimangono a pender dalle palpebre,

come sipari rei d'obliare, calati

sulla tragedia dell'esserci...forse

potremmo partire da qui: raddoppia

verdi i miei occhi con i tuoi. Lavoriamo

come tu dici a quattro occhi: dimmelo

se possiamo trarne versi da questo

grezzo scriver dello stato dell'arte.

Dimmi che ancora è giovane la notte!

 

***Di quando, dialogare per commenti, permette di accedere in altra dimensione che ci avvicina alla poesia. Grazie Divina creatura.

 
 
 

Se di altro o di nulla

Post n°718 pubblicato il 04 Dicembre 2023 da woodenship
 

I luoghi riesco a fermarli in memoria,

sempre. Si che ci arrivo a primo colpo

senza attardarmi per vie tortuose.

 

Come tornarci, è il rebus che mi assilla:

finisce che prendo strade mai viste 

prima, perdendomi in giri viziosi. 

 

Tutto perché ho labile nella mente

il tragitto già vissuto e sofferto

tanto d'assomigliare a un cimitero.

 

Da ragazzino andavo al cimitero.

Dicevano che c'erano le tombe

dei miei nonni da quelle parti. Sotto

 

i cipressi cercai a lungo e senza esito

I miei nonni al cimitero. Una sera

che ci fui in processione, a messa

 

vespro di maggio e calda era la sera,

scoprii piuttosto l'ossario. Mi chiesi

tra un rosario e l'altro, tra ombre di fede

 

e fiammelle di ceri penitenti

cosa ci facessero lì tante ossa

confuse: un bailamme di crani in sonno;

 

toraci deprivati di costole

cuori e speranze; trincee di tibie

dai clamori azzittiti di mascelle

 

cadenti e rotule tremanti; sterni

scarniti  d'amori in dimenar d'anche

pur gravanti femori opachi e rotti.

 

Domicilio ultimo, ove tutto torna

fonte d'origine e sospesa meta

luogo ch'è caos  d'indistinti resti.

 

Eppur convinto d'esserci già stato,

sono, sebbene della strada fatta

ormai senza averne contezza

 

alcuna, tale che mi permetta ora

e sempre, d'andare e venire integro

per dirne a voi se è luogo di altro o nulla.

 

 

 

 

 
 
 

non lo sanno gli stolti

Post n°717 pubblicato il 27 Novembre 2023 da woodenship
 

Anche l'acqua quest'anno è virtuale

immateriale coscienza selvaggia

s'acquatta nel web rifonda e rimuove:

per certi luoghi ha cascate di pixel

 

; per altri, diverse contrade, si enfia,

correndo sui marciapiedi e, sbattendo

contro porte, s'infila in letti e sogni,

fangosi incubi esondando reali...

 

che grandini, grossi chicchi impietosi,

sui gradini del sagrato del tempio

all'accidia, non lo sanno gli stolti

ch'è  segno dalla fonte delle nubi:

 

ove arde regno dei venti perversi 

a parte di un cielo senza ritegno

volontà non si rassegna che, a terra

si specchino individui indigenti.

 

 
 
 

A venir, saranno ancor tali

Post n°716 pubblicato il 15 Novembre 2023 da woodenship
 

Son da conservare gelosi i carmi

ci vengono ariosi incensi celesti

dallo scrigno in fondo all'arcobaleno.

 

Non lasciamo che si disperdano odio

se ora altro non sono che cinerei

voli. Ma,a venir, saranno ancor tali:

 

così li colgo, ossianiche epopee;

così mi riveston del tuo profumo;

così li leggo con le mani a tentoni

 

sul tuo petto, indiscrete tra le gambe.

Le guida ansimo, il tuo, intenso di pelle

tremito ch'è nudità del desìo.

 
 
 

Indietro non si torna

Post n°715 pubblicato il 06 Novembre 2023 da woodenship
 

Segni del degrado sono le gocce

gialle di piscio sul bordo del cesso:

non c'erano mai state prima d'ora

su tazza incrostazioni di calcare;

 

nemmeno cacche di uccelli sull'orlo

del parapetto del balcone stinto

che guarda pozzanghere tra gli alberi

nel prato ammollo. D'un mare di fango 

 

ne osservi apatico chiazze tra rose

intanto che altri ci annegano ignavi.

Scorrono vittime in questo degrado

inarrestabile or ch' è tratto il dado.

 

 
 
 

Cieca e sorda

Post n°714 pubblicato il 26 Ottobre 2023 da woodenship
 

Delizian d'hallowen le zucche accese

ghignano da filari di finestre

viticci usando a guisa di capelli

ricci su teste contenenti lumi.

Brillan per l'ironia in sintonia algida

con scheletri che digrignano denti 

tinnanti al buio porose ossa vuote

tra risate di santi a crepapelle.

Non so se la festa, nel grande libro

dei morti, sia scritta come scherzetto

oppure dolcetto. Però so spuria

ogni maschera che celebri strage

nel segno di vendetta cieca e sorda.


 
 
 

Valentino di rosso tessuto***

Post n°713 pubblicato il 15 Ottobre 2023 da woodenship
 

Olimpiche ci filano le Parche,

sai, Valentino di rosso tessuto: 

da sempre torcendo vite col fuso,

il filo intendono che sia contorto.

 

Al nuovo tiro tra denti rimasti

in bocca che solo amaro mastica

sarà in premio un bacio intessuto fine

impreziosito di corteccia a scaglie

velluto di muschio e perle di fiume.

 

A loro discrezione lungo quanto

basti, si da stirarlo con dovizia

a ogni tiro, sia filo che saetti

a bocca aperta, per cavità orale

intrecciando palato con olfatto:

 

salma a futura memoria in sfilacci

una volta reciso, epiche, il filo

oh Valentino di rosso la barba.

 

Insettivore discussioni opache,

troppe le sigarette a stender carte

moschicide di fumo nella stanza

oh Valentino di rosso le guance!

 

Pensieri d'intellettuale son mosche

tu grafico che gratis le disegni

oh Valentino che ti rassegni aria.

Le sigarette ai denti fanno male

ingialliti li vedi certe sere;

 

l'ignori, altre, perché non li distingui 

straniato da sintassi e periodi.

Delle mosche è di ronzii il linguaggio

oh Valentino vibrante d'accenti 

perchè dei verbi non si trova il tempo!

 

Analisi è impazzire del soggetto

in matassa aperta a garbuglio serio

d'imbroglio dal piglio dell'arroganza:

non saper legger senso nel groviglio

è come non veder vittime in spoglie; 

 

è come non sentirne le ragioni

Valentino che ragioni non vedi.

 

Mondo ansioso che rivaleggia ratto

frustrata ha anima messa in trama al telaio

dalle Parche: annodata, ordita folle

confusa, tradotta in tela sdrucita

a che ceda a scomporsi nell'inedia.

 

(Come fu la tua, Valentino, vero?           

Fu lisa prima del tempo, dismessa

che restò con capo e coda di vento.)

16/01/2013 (dedicata)

*** riletta 

 
 
 
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