Creato da occhi_digatta il 06/02/2010

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Il ritorno dagli abissi Angelo

Post n°426 pubblicato il 09 Maggio 2016 da occhi_digatta
 

Miei cari amici, eccomi qui a dare la sveglia alla nostra dormiente Serenella.

Certo dopo tanto tempo sfiderei chiunque a ricordare cosa sia accaduto nella puntata precedente, ovviamente parliamo del nostro amato Angelo.Ritengo opportuno ricordare alcuni punti fondamentali del racconto. Siete pronti a fare un passo indietro?

Desidero che questa storia abbia il suo seguito, è una storia che parte da molto lontano fino ad arrivare ai giorni nostri.

Nell’ultima puntata Serenella sceglie come tema l’“amicizia” !meravigliosa parola vero? Infatti, decide di farla sbocciare fra il nostro protagonista e un delfino: tuttavia bisogna credere più di ogni altra cosa che, questo sentimento possa esistere nella sua purezza cristallina.

Sapete, a volte questa gentilezza d’animo è sminuita, anzi direi che spesso è usata in modo improprio: ricordatevi miei cari, ha vita solo se è basata su profondi valori reali, generandola magnificamente diventa un legame indissolubile.

Ora rivediamo velocemente alcuni frammenti della puntata precedente:

Vi ricordate che il delfino gettò in mare Angelo trascinandolo giù negli abissi?

Bene, questo gesto fu compiuto proprio per dare ad Angelo uno scossone di vita, per fargli comprendere che un amore può aver la sua fine! Quindi separarsi da Stefania era probabilmente la cosa più giusta da fare, anche se dolorosa.

Nella scena successiva invece vediamo che:

Mentre un peschereccio navigava per mare in cerca di prede, tutto a un tratto scorse in lontananza questo delfino, ovviamente fu colpito da una lancia e ahimè il ferimento fu inevitabile.

Il giovane oramai esamine giaceva sul fondale, indubbiamente la mancanza d’ossigeno ne limitava ogni capacità. Nonostante ciò Angelo ebbe un momento di lucidità, tanto da indurlo a non scoraggiarsi dinanzi alla gravità della situazione, anzi al contrario riuscì a sfilarlo dal dorso e spingere il delfino a riva.

Sapete a volte gli eventi sono intrecciati: fra azioni e pensieri per un motivo ben preciso, eppure prive di spiegazione logica. Come possiamo non meravigliarci al cospetto di tali avvenimenti? Paragonare la grandezza del mare all’immenso universo, spesso ci conduce in viaggi colmi di misteri che inconsapevolmente ci avvolgono trascinandoci al loro volere.

Arrivati a questo punto, la nostra autrice crea la figura di un nuovo personaggio: un uomo che casualmente sostava in una roulotte nel completo isolamento! Adesso  provate immaginate Angelo sulla battigia che a malapena si risolleva, e vicino a lui il delfino sanguinante.

Naturalmente qualunque persona sarebbe colta dal panico, tutto ciò, però non impedì al giovane di reagire e guardarsi intorno, tanto da scorgere in lontananza del fumo.

Che dire miei cari, il grido fu talmente potente e la corsa fulminea che lasciò da parte ogni sorta di sofferenza. Una volta raggiunto il posto, egli farfuglio qualcosa d’incomprensibile più che parole apparvero suoni strozzati e sbracci. Ovviamente l’uomo pur brontolando non poté esimersi dal prestare aiuto al giovane, così prese con sé un borsone e si avviarono verso la riva.

La preziosità del suo intervento salvò la vita al delfino, chiaramente l’esultanza fu straordinariamente gioiosa e insieme con la forza delle loro braccia lo spinse in mare. Che magnifica sensazione donare la libertà è indubbiamente il regalo più bello.

Considerando gli eventi accaduti, l’uomo chiese al giovane di presentarsi, Angelo tese prontamente la mano sorridendogli ma nel momento in cui stava per pronunciare il suo nome, fu colto da un grande vuoto di memoria: un fermo temporale, un’identità svanita negli abissi.

Ora oserei dire che Serenella può riprendere a scrivere e insieme scopriremo la nuova identità di Angelo, qualcuno disse che “Il tempo fa l’uomo”.

(Dialogo fra il narratore e Serenella)

-Buon pomeriggio Serenella vuoi anticiparci qualcosa prima che tu cada nuovamente in letargo? Permettimi questa battuta mia cara ma i tuoi amici si aspettano da te nuove emozioni.

-Buon pomeriggio Signor simpaticone, è proprio vero che il tempo vola, intanto chiedo scusa per la lunga assenza, ovviamente cercherò di porvi rimedio quanto prima. In verità non è facile spiegare perché un delfino parla a un umano, come non lo è spiegare la presenza di questo nuovo personaggio.

Facciamo un passo per volta.

Signore e Signore è con grande gioia che riprendo a scrivere la nuova avventura di Angelo. Vi aspetto in settimana per la pubblicazione. Vi auguro una serena serata colma di splendide stelle.

-Serenella aspetta un attimo non puoi andar via così. Dai un piccolo cenno grande quanto una nocciolina senza guscio.

- Va bene solo un piccolo cenno, ricordati che tu sei il narratore cerchiamo di non invertire i ruoli. Ti leggo i miei appunti.

 

Angelo senza identità. I parte.

Quella sera il giovane fu pervaso da uno strano senso inquietudine, si allontanò dalla roulotte e decise di avviarsi verso il mare in cerca del delfino. Le ore trascorsero inutilmente e nulla apparve al suo orizzonte. Fino a quando una timida alba fece dono della propria luce e come per magia dalle acque, spuntò il delfino, il suo canto ruppe il silenzio.

Angelo gli andò incontro nuotando energicamente, raggiunto lo scoglio fatidico, si rivolse al suo amico dicendo:

-Non ricordo il mio nome, non so chi sia aiutami.

Il delfino fece cenno con il muso esprimendo il suo tacito pensiero.

-Già come faccio a capire ciò che vuoi dirmi, che stupido! Ribadì a stesso.

Sconsolato si sedette sullo scoglio mentre il sole lentamente si levava per raggiungere l’apice del ciel.

Tutto a un tratto il giovane udì dei suoni provenire dal muso e nello sporgersi cadde in acqua ma questa volta il delfino lo spinse verso riva con fare molto deciso. Angelo infastidito dal suo modo di comportarsi si rivolse a quel pesciolone ringraziandolo ironicamente.

Ecco che quel suono divenne parola:

-Angelo il tuo nome è Angelo, sappi tu dispiegherai le ali per volare in alto, solo in questo modo potrai ritrovare ciò che hai perso. Il tuo animo è inchiostro farai dono a chi non ha parola, da qui in poi ovunque andrai scriverai storie che diventeranno un patrimonio. Le poserai su occhi increduli, farai un viaggio nel passato che ben presto si farà presente. Tu stesso ti meraviglierai vivendo la storia, ma si prudente nulla è realmente ciò che appare.

Il delfino s’inabissò in mare e sparì. Il giovane rimase fermo e immobile quelle parole riecheggiavano in lui come un tarlo, un vortice di pensieri ne confuse la mente. A quel punto non poté che tornare indietro ma nel momento in cui stava per voltarsi, fu colpito in testa e cadde sulla sabbia.

 

E sulla scia di questo avvio vi aspetto per la nuova avventura.

Grazie di cuore

Serenella

 
 
 

Angelo ed il delfino

Post n°425 pubblicato il 28 Novembre 2015 da occhi_digatta

 

Heilà Serenella hai dimenticato Angelo che fluttua in acque saline?

-Non urlare ho finito ora di scrivere, siediti e leggi per favore guarda spiritello si alza il sipario.

 

 

Le bolle di aria che circondavano Angelo specchiavano brevi frammenti di vita del passato: istanti indelebili galleggianti in un mare pieno di misteri.

L’acqua conquistava dolcemente ogni spazio nei polmoni, tanto da privargli la respirazione e il suo volto diveniva inesorabilmente cianotico. Chissà per quanto tempo avrebbe posto resistenza al lasciarsi andare definitivamente?

Ogni secondo che passava la forza veniva meno, tuttavia il suo ultimo desiderio fu di aprire gli occhi per osservare la vita che con lentezza sfuggiva alla sua. Indubbiamente lo scenario non poteva che essere straordinario: queste meravigliose alghe sul fondale magicamente seguivano un dondolio sincronizzato, un effetto acustico straordinario ne accompagnava delicatamente l’ondeggio!

Inoltre i suoni sibillini diffondevano carezze melodiose, come campanelle cristalline ovattate nel profondo silenzio degli abissi.

La speranza era ben poca che il nostro Angelo potesse salvarsi, nonostante ciò che stesse accadendo a osservarlo attentamente il delfino!

A un certo punto finalmente decise di intervenire, oramai stufo della situazione! Così con un balzo si avvicinò al giovane guardandolo fisso negli occhi emise quel “suono messaggero”.

-“Angelo puoi scegliere se vivere o morire? La tua vita è importante non puoi lasciarla andar via, sei testardo peggio di un mulo terreno”.

Già un mulo terreno e uno marino che avrebbe mai fatto? Un testardo fluttuante?

Così con fare presuntuoso il delfino si accostò a lui e dal suo muso incredibilmente fuoriuscì un soffio, donando in questo modo al giovane miracolosamente dell’aria.

Egli rinsavì e notò che con altrettanta prepotenza che l’enorme pesce iniziò a spingerlo con decisione verso la superficie. Poteva non accadere nulla?

Eh no! Infatti, improvvisamente una lancia veloce come una serpe marina sbucò dall’alto, colpendolo e ferendolo!

Seguirono momenti di gran confusione, Angelo fu pervaso da un grande senso di colpa. Per grazia concessa e folgorato dal lume della ragione egli la afferrò sfilandola velocemente dal dorso del salvatore spirituale.

Che cosa poteva mai fare?

Di sicuro sott’acqua ben poco! Con le poche forze rimaste egli si aggrappò all’amo e tirandolo ripetutamente catturò l’attenzione dei pescatori, in maniera tale da velocizzare la sua salita in superficie.

Grande fu il loro stupore poiché la pesca era del genere umano, ovviamente gli lanciarono in ogni caso un salvagente e lo tirarono su. I primi soccorsi furono imminenti e decisivi per il nostro giovane, tuttavia con grande sorpresa dei suoi soccorritori, Angelo ebbe una reazione anomala infatti, non pensò due volte a scagliarsi contro.

Poche erano le forze ma non poca la volontà di far valere la giustizia, colpì con rabbia uno di essi che cadde in mare. Nacque una colluttazione direi abbastanza vigorosa, nonostante le condizioni del nostro giovane.

Invece l’altro pescatore prese la scialuppa e abbandonò velocemente il peschereccio, tirando a bordo il suo complice e si dileguarono a velocità sostenuta verso il mare aperto.

Infatti, erano dei cacciatori illegali in cerca di delfini, detto questo ora secondo voi come avrebbe agito Angelo?

Di sicuro non poteva lasciarlo agonizzante, la chiazza di sangue assumeva una circonferenza sempre più ampia e sicuramente la situazione non era fra le migliori! Si munì di una maschera e della bombola d’ossigeno e prontamente si tuffò in cerca del suo amico!

Ebbene sì, proprio in questi casi nascono legami, che non sono né cercati né voluti, ma inviati da chi designa il destino.

Gli eventi accadono senza un motivo apparente, ovviamente questa circostanza aveva un significato non lampante nell’immediato, ma con il tempo dovuto Angelo avrebbe maturato l’essenza del valore.

In realtà la sua indole lo condusse nella giusta scelta spinto da un gesto estremo e istintivo. A volte siamo salvati e non ci rendiamo conto di quanto sia importante dare ascolto a un amico sconosciuto, non importa chi sia ma la parola che ci giunge dentro il nostro animo e cambia l’oscurità in luce.

Cieca è la furia ma onesta l’amicizia, quella vera non inganna: Non è scelta bensì designata. In fondo in fondo Angelo ripensò per qualche secondo al muso del delfino, e si accorse che il suo aspetto era sempre sorridente, un’anima venuta dagli abissi per donare a lui tale possibilità.

Ovviamente la vita è di chi appartiene quindi è senza un fine, se non a se stesso. Pur sempre ricca di valori che, per quanto si possa essere ottusi l’inclinazione al bene non svanisce, anzi è proprio la diversità di pensiero e di aspetto che ci rende speciali.

Proprio per questo motivo il delfino nulla aveva chiesto in cambio, direi che con grande allegria tentò di frantumare l’oscuro pensiero del giovane, per questo motivo e in virtù di tal gesto il suo intento era di ritrovare l’amico scomparso. Non vi nascondo che, a un certo punto Angelo pensò se fosse veramente reale ciò che stesse vivendo e nuotando in silenzio nel meraviglioso fondale disse a se stesso:

“ perche il mio sogno diventa realtà devo crederci, impegno il mio cuore che non paventa la ragione”.

In quel momento dinanzi a lui apparve come per incanto il delfino smanioso, Angelo cercò con tutte le sue forze di spingerlo verso la riva. Una volta raggiunta urlò con tutte le sue forze invocando aiuto, purtroppo in quel momento nessuno udì il disperato grido. Rivolgendosi a quella meravigliosa creatura disse:

-“Ascolta signor delfino ora sei tu che devi dare retta alle mie parole, resisti vado in cerca di qualcuno che possa aiutarti.”

Provate ad immaginate il suono del delfino, fra un lamento di dolore e un sorriso di speranza. Liberatosi dell’attrezzatura, il giovane iniziò la sua corsa a piedi nudi, ma in quale direzione doveva dirigersi?

In lontananza vide una scia di fumo dal piacevole odore, sicuramente qualcuno si apprestava a preparare un arrosto. Senza pensarci due volte iniziò a correre più veloce di un lampo, secondi interminabili per ogni sorta di pensiero.

Arrivò a destinazione e lì seduto vicino a un falò un signore.

–“ Signore aiuto, delfino ferito spiaggia”Disse ansimando.

L’uomo lo scrutò e rispose:

-“quando dirai una cosa sensata, avrai una risposta intelligente”

Beh forse aveva dimenticato di aggiungere qualcosa ma in fondo si capiva che non era un invito a una serata fra amici.

Prese fiato e ricompose il suo pensiero.

-“Signore ho bisogno di aiuto il mio amico delfino è stato ferito, ora è sulla spiaggia e non può stare molto tempo, mi può aiutare per favore?.

L’uomo mugugnò, ciò nonostante si alzò, raggiunse la sua roulotte e prese con sé una borsa, a passo veloce arrivano in spiaggia. Che scena straziante il sangue era ovunque, all’apparenza sembrava una ferita innocua invece la lama era rimasta nel dorso del delfino.

L’uomo si rivolse al giovane spiegandogli che doveva aiutarlo a compiere l’operazione, poiché egli non professava più da qualche tempo. Ebbene si era un medico in pensione, Angelo deglutì e annuì con la testa.

Durante l’intervento il nostro amico delfino era sempre spruzzato dal giovane che con amorevoli gesti cercava di rincuorarlo e nel frattempo reggeva gli arnesi medici. Che fortuna pensò fra sé!

Miei cari amici mi rivolgo a voi e vi dico che:

Questa è la storia dell’episodio e voi miei cari, siete le persone con cui ho condiviso il racconto, ho conosciuto il vostro pensiero nella tranquilla speranza che tutto potesse realizzarsi in serenità. Se potessi, direi cosa riserva il futuro ad Angelo, parlerei dei tradimenti e delle sofferenze che lo attendono! No, non posso ora vedo così chiaramente la strada, tanto da capire come bisogna percorrerla. La soluzione è continuare a procedere e lasciare andare le paure e i rimpianti che non solo ci rallentano il cammino, ma ci impediscono di goderci un “viaggio” che potrebbe finire anche troppo presto. Sì, ci saranno svolte inaspettate lungo il cammino di Angelo, sorprese scioccanti che non avevamo previsto, ma è proprio questo il bello, non credete?

Hops dimenticavo ancora un secondo è vi lascio liberi.

L’uomo a fine operazione si rivolse al suo aiutante provetto e disse: -“Bel lavoro giovanotto, mettiamo il tuo amico in mare e dimmi un po’ come ti chiami? Sorridendo spinse il delfino in mare. -“Mi chiamo, mi chiamo” seguì un silenzio. Non ricordava più chi fosse! Angelo aveva perso la memoria non ricordava il suo nome.

In attesa della prossima puntata vi auguro di fare un viaggio nella vostra memoria.

Un abbraccio stellare

Serenella

 
 
 

Angelo e l'ira

Post n°424 pubblicato il 10 Novembre 2015 da occhi_digatta
 

Buonasera miei cari amici, piccolo ritardo nella puntualità. Eccomi qui vi racconterò cosa è accaduto ad Angelo dopo che Stefania è andata via.

Buona lettura a dopo.



Angelo prese lo zainetto e senza voltarsi lasciò quel luogo, il sole era ancora alto e alla vista della costa marina s’incamminò verso il mare.

Si sedette su di uno scoglio: fermo e immobile fissava l’orizzonte, solo la sua mente vagava ben oltre l’immensa distesa di acqua.

Piccole onde oscillavano dolcemente fra loro sembrava una vera danza del mare, tra un pensiero e una parola soffocata le ore trascorse velocemente.

Il calar del sole offriva uno spettacolo straordinario, una luce fievole esaltava i magnifici colori del cielo tanto da farlo apparire un tutt’uno con la costa: un effetto al quanto irreale! Si sfilò dalla tasca un biglietto scritto da Stefania e guardandolo con rammarico lo sfiorò con le labbra! Riuscì a coglierne il profumo nonostante il tempo stesse per disperderne l’essenza, inebriando nuovamente i sensi dei ricordi.

Prese a leggerlo a voce alta, come se volesse che il mare udisse le parole scritte.

Testo citava così:

“Ciao mio dolce cavaliere Temerario, sono tre mesi e 23 giorni ,che sei entrato nel mio cuore. Sei entrato dolcemente, ma allo stesso tempo con la potenza di un uragano. Ogni secondo che passa, diventa sempre più importante. “Oltre “ è il nostro tempo, oggi è un giorno speciale che ti rende unico al mio cuore. Il tuo amore Stefania.”

Il giovane si alzò di scatto mostrando al cielo quel foglietto, tacita fu l’implorazione! Chissà forse attendeva veramente una risposta?

Che fosse dal mare o dal cielo?

Il cielo dispone il mare accoglie solo se l’essere ascolta: non sempre gli accordi donano armoniosi pensieri, ovviamente nella nostra anima si annida una grande cassa armonica e come spesso accade, lo spirito non abbraccia la ragione e il non allineamento fa sì che gli accordi sono dissonanti fra loro.

Proprio in quel momento apparve dal mare un delfino enorme, che pinneggiando con vigore sulla superficie delle acque, raggiunse in un batti baleno gli scogli ed emise dei suoni allegri. Esibendosi con grazia, diede sfoggio della sua bravura eseguì un tuffo a dir poco straordinario, tanto da inzuppare il giovane rimasto lì impietrito dalla scena.

Tuttavia egli ebbe una strana sensazione pensò che si stesse burlando di lui.

-“Hei, ti pare il modo di comportarsi? Disse al delfino con voce stizzita.

Il nostro nuovo amico continuava a cavalcare le onde e i suoi ultrasuoni echeggiavano nel silenzio del tramonto, indubbiamente stava cercando di “parlare” all’umano che ahimè non comprendeva il messaggio venuto dagli abissi.

Che cosa voleva trasmettere ad Angelo? Pensateci!

Questo gioco continuò per alcuni minuti, fino a quando il giovane non emise un grido venuto dal suo profondo, tanto da immobilizzare il delfino: che cessò ovviamente di botto l’esibizione.

Il viso del giovane si trasformò, il suo sguardo s’infuocò e serrò i denti.

L’ira s’impadronì della sua anima e la disubbidienza non conobbe ostacoli, qualcosa dentro doveva sfociare in una ribellione.

Si udì nuovamente una voce provenire dal delfino:

-“ Sappi che la voce degli dei non trafigge il tuo pensiero, bensì elevano consapevolezza. Tu umano, fai emergere la tua coscienza! Sei solo un piccolo eroe caduto in una blanda tragedia d’amore: una voce solitaria ti guiderà, ascoltala! Solo cosi sarai in grado d’intravedere un faro, altrimenti percorrerai una strada oscura nella ceca negata verità”.

Angelo seccato si sedette e prese a scrivere su quel foglietto bianco, ignorando del tutto quella voce: ebbene sì il nostro giovane era indemoniato!

Scrisse:

“ Mi pento di averti amata, mi pento di averti donato il mio amore, mi pento di essere stato il tuo cavaliere. Adagiata nel giardino del mio cuore ti scritto parole dell’incanto dell’amore, la vera essenza della rosa : ho creduto in te. Tu, sei entrata nella mia vita per ammaliarmi a occhi chiusi ti ho seguito e ora il dolore che provo non conosce pace. Che tu sia dannata! hai trafitto il mio cuore”.

Tutto qui! Angelo non riuscì più a scrivere più niente. Si alzò dallo scoglio fissò per un istante il foglio e senza pensarci due volte li prese entrambi gettandoli in mare con un gesto di rabbia.

Mare che forse un giorno porterà le sue parole a chi le leggerà, destinatari ignoti!

La voce del delfino cercò di addentrarsi nuovamente in un varco temporale per raggiungere la mente del giovane ottuso.

-“Angelo vuoi veramente contrariare te stesso? Non farti preda dell’ira domala, non invocare i fuochi delle terre centrali, brucerai con essi. Lascia alle spalle quei segreti, che tali dovranno restare, scoprirli non farà altro che alimentare la tua pazzia. Se ti lasci andare le parole non fluiranno, sarai come un fiume in piena e l’esondazione è disperazione, innalzi gli argini! Lotta Angelo tu sei goccia nel mare immenso. Se andrai controvento capirai la tua forza”

In pochi attimi accade l’inimmaginabile, il delfino capì che il giovane era confuso e non riusciva a scindere la ragione dall’ira. Con una grande acrobazia s’innalzò e con la pinna gettò Angelo nel mare, afferrando la sua maglietta lo trascinò giù negli abissi a una velocità fulminea, il giovane dopo essersi dimenato per qualche istante, si arrese! 

Arrivati a questo punto del racconto, vi lascio al vostro pensiero e vi chiedo se vale la pena lottare per un amore finto che brucia come l’inferno. Buttarsi tutto dietro dimenticando un passo di vita? È la soluzione giusta?

Che sbadata dimenticavo di dirvi che dopo qualche istante dalla bocca di Angelo fuoriuscivano bolle d'aria....smise di respirare. Chi lo salverà?



Alla prssima puntata, grazie infinite.

Serenella

 

 
 
 

Chi è Angelo?

Post n°423 pubblicato il 04 Novembre 2015 da occhi_digatta

-Ciao Serenella sei pronta a ricordare ai tuoi amici chi sono? disse Angelo

-Ciao Angelo si sono pronta per questo piccolo riassunto.

-Come vuoi iniziare?

-Aspetta e lo scoprirai, mi raccomando preparati a sognare la tua vita.

-Grazie Serenella

-Grazie a te Angelo. Accomodati.

Miei cari amici sono passati diversi mesi dalla mia ultima pubblicazione del racconto, ahimè a parte l’estate rovente, il tempo ha giocato veramente un grande black out mentale. In questi giorni è stato mio desiderio dare spazio - tempo all’animo, quindi rimettermi in carreggiata con la scrittura.

Ovviamente la puntata, che era in fase di rielaborazione, mutava volta per volta e di conseguenza il ritardo prendeva il sopravvento: motivo ignoto.

Vi assicuro che in buona sostanza il contenuto del racconto è rimasto fedele al corso della storia quindi, avrei piacere di proporvi una piccola ripresentazione del nostro amico Angelo e in seguito continuare la storia dal punto d’interruzione (2 post precedenti).

Un passo indietro

La vera storia di Angelo.

Quest’avventura ebbe inizio anni or sono, quando un bambino di nome Angelo scoprì la vita, una creatura meravigliosa dagli occhi cerulei, con tanti riccioli biondi e un sorriso disarmante!

Alla decima primavera egli avrebbe fatto conoscenza delle varie insidie del mondo, tra cui gioie e sofferenze. Indubbiamente elementi considerati fondamentali per una crescita interiore che, ben presto gli concesse un’ampia visione e condivisione contrapposte alla normalità.

Ciò che lo caratterizzava maggiormente erano i “cosiddetti” viaggi liberatori, essi si svolgevano in luoghi con scenari incantevoli, tuttavia la cosa fu considerata “incredibile” perché egli aveva la capacità di attraversare mentalmente i grandi mondi paralleli, e con estrema naturalezza si addentrava in dimensioni che sfioravano l’oltre dell’immaginario collettivo.

L’apice di questo racconto, fu quando divenne “AUTORE SCENOGRAFO” ebbene sì, questa è una storia a ritroso fino ai giorni nostri.

In questo percorso Angelo conobbe l’amicizia, la venerazione per mamma Iole e l’amore per Rosabella, che fu talmente profonda tanto da farne elevare il centro del sé, ma la cosa particolare fu scoprirsi cavaliere alla corte della vita, un ruolo di ampio potere nei destini del mondo! Un vero esploratore dell’avventura che lo condusse a grandi ambizioni, pur essendo un giovane era sempre pronto a porgere la mano al suo prossimo.

Presto però a prevalere furono più i dolori che le gioie, imparò così a convivere con il dolore della perdita di Mamma Iole e il tradimento di un amico nel furto dell’amore che nutriva per Rosabella!

Nonostante tutte queste disavventure, fu ben motivato ad andar via per strade sconosciute, abbandonando così quel meraviglioso sogno nel cassetto di essere ancora Autore Scenografo.

Ciò che la vita gli riservava d’ora in poi erano dure prove, vette da scalare e precipizi da guardare con occhi impauriti.

A un certo punto la storia ebbe una svolta decisiva, durante un viaggio terreno Angelo conobbe un signore di nome Totò e fin qui nulla di sconvolgente! La loro conoscenza in quel periodo fu rivelatrice e poiché Angelo essendo all’oscuro della vera identità, percepiva comunque un forte senso di agiatezza nei suoi confronti a tal punto da fargli comprendere che Totò era suo padre: un uomo venuto da lontano per conoscerlo e in seguito riprendere il suo viaggio nell’infinito mistero.

Miei cari amici a volte gli spiriti possiedono corpi estranei, divengono messaggeri della loro stessa anima e quando essa si desta danno origine a una reale fisicità. La perseguono con grande forza di volontà per poi completare l’anello del cerchio della vita e una volta terminata tale missione, si disuniscono e vanno incontro a una forte luce bianca fino a dissolversi in mille frammenti luminosi.

Tuttavia Angelo non era ancora totalmente a conoscenza dei poteri del cielo legati ed eventi inspiegabili, probabilmente in lui non vi era paura: bensì un grande senso di consapevolezza a voler scoprire questa forza celeste, come un sorgere del tramonto.

Ma cosa ci rende forti, cosa ci alimenta l’anima, chi fa sorridere il cuore?

                                                                       L’AMORE

Ecco miei cari amici, in Angelo questi valori erano predominanti! Naturalmente non sempre le stelle luccicano e la luna brilla, il nostro amico sperava che non fosse un’avventura ma una storia infinita con Stefania invece la sorte fu avversa, questo sarà un segreto che mai nessuno scoprirà.

Detto ciò miei cari amici vi aspetto per la prossima puntata  che sarà pubblicata lunedì 9 novembre. Vi ringrazio per la grande pazienza.

Un abbraccio stellare Serenella

 
 
 

heila' c'è qualcuno?

Post n°422 pubblicato il 03 Settembre 2015 da occhi_digatta
 

Buonasera amici miei con grande dispiacere vi annuncio  che non essendo in possesso della mia postazione e, quindi parlo di quell'oggetto che compie piccoli miracoli,non solo di scrittura ma di grande conoscenza, vi chiedo di attendere con pazienza la prossima puntata di Angelo.  Hops ma quanti di voi portano in memoria l'ultima puntata?  Clemenza o reminiscenze?  Lo scopriremo vivendo. Un abbraccio stellare . Serenella

 
 
 
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