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Un blog creato da IlGiocoDellePerle8 il 31/08/2011

Il Gioco del Mondo

Rayuela...un sassolino e la punta di una scarpa

 
 

 

« Solitudine, serena condannaFidati,la trovi nel ballo »

Condanna del pianto è la pena,fidati!

Post n°34 pubblicato il 02 Ottobre 2011 da IlGiocoDellePerle8
 

Condanna del pianto....è la pena , senza destino del pianto

“Sei Tu il Tutto e io l’Uno che s’arrende e si rivolta?

 O non sono io invece il Tutto universale quando piango e Tu l’Uno che ascolta?”

Quel destino di pianto è la cifra che ci separa,lo strappo,lo scollo,

la necessaria ricerca di ciò che si desidera,

è invocare ciò che manca

 una preghiera

non quando allarga le spalle

non quando si gonfia nel petto

-l'uomo è uomo-

ma quando inginocchia  e prega

la risposta a sè stesso sta  solo alla fine, non a meTà,questo ora sà.

Eterogenesi dei fini,condanna del peccato originale?

La condanna è dimenticare il proprio destino di pianto,

è allora che il  pianto diviene condanna,schiavitù di quella  gassosa felicità artificiale,

che struscia sghemba alla gamba,

-condanna-

C'è qualcuno che batte alla porta-

 arriva grave la voce ,la loro voce è bassa laggiù

Aspettano! Ma cosa?

Nell’attesa di qualcosa c’è un piano di vita superiore,

 c’è un ramo superiore, un raggio semplice.

Ognuno metà santo, ognuno metà imperdonabile.

Qui il buio d’una colpa non commessa e la luce d’un vivere spirituale vanno insieme,

arrivano alla stessa cella.

C’è un minimo movimento, come una corsa frenata all’interno di una miniatura.

 Ci sono dei vuoti poggiati sul battito d’una vecchia pendola, su un cuore che si riavvia.

Questi esseri umani si sdraiano, si rialzano. Si rivestono sommariamente.

S’affacciano allo spioncino. Ci mostrano l’occhio.

 Aspettano la parola che risveglia, lo scatto. Ma intanto…

-Clik-


Questo luogo si chiama Tà. È crudele come un orologio al muro.


Tà, come tavolo, talamo, tasca. Tà come fine d’eternità… realtà, libertà… volontà… verità,

 vanità, carità, carità, carità!… Voci spente gettate sul nostro sonno…

 Eppure, nel bel mezzo del sogno, il corpo si sveglierà, sarà nuovo.


Dunque c’è un passaggio là fuori. C’è una breccia in casa…

il suo sguardo è la fine del tramonto,lei canta e sogna,

muta in pianto la pena...

sentirai centomila condanne risuonare tra le fronde

-Vieni ora, non ti voltare fino a quel lume-

sento la musica della tua parlata

-io ti seguo unavoltapersempre-fidati!

 

  *F  i  d  a  t  i  *

é la nuova Rayuela che salta

 
 
 
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