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Il Gioco del Mondo

Rayuela...un sassolino e la punta di una scarpa

 
 

 

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Il senso della neve

Post n°108 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da IlGiocoDellePerle8
 

Inutilmente ti direi -Neve- partendo dalla fisica dell'atomo

degli elettroni ti direi i corridoi di volo,quota e direzione,che libertà non hanno intorno al nucleo.

Inutilmente

Ancor più dell'ossigeno che sta all'ottavo posto del sistema periodico e di un nucleo composto da 8 protoni ed 8 neutroni ,solo perchè mi piace l'8

Quarantanove e millemila come dell'amore i modi della neve,non solo Qanik


“C’è un freddo straordinario, 18 gradi Celsius sotto zero, e nevica, e nella lingua che non è più la mia la neve è qanik, grossi cristalli quasi senza peso che cadono in grande quantità e coprono la terra con uno strato di bianco gelo polverizzato” : inizia così Smilla e il senso della neve

L'occhio è pronto a inghiottire permanenti ghiacci di solitudine

come l'acqua,cieca,materna, l'hiku,ha appreso i dettagli,i loro morti scrivono il paesaggio

qanik lingua di neve non mia
bianchi cristalli cadono a terra
bianco gelo polverizza alchimia
49 modi di neve,uno solo per guerra


schivi anche i trichechi nel ghiaccio ipersensibili
se c'è un inverno di poco pesce
possono essere imprevedibili
assassini rapidi che il mare cresce


Smilla lo sa del tricheco e di sua madre
faceva l'amore e puliva le pelli
sparava in kayak come suo padre
finì nel killaq,una buca di ghiaccio e coltelli




è idrofoba Smilla ma adora quel ghiaccio
che l'acqua nasconde, la fa solida e percorribile
come tenere il ragazzo Esajas sotto braccio,a legger di Euclide il punto indivisibile

del punto Smilla lo sa,del tratto ogni distanza

che sinik è quel sonno che il viaggio misura             

spazio tempo e movimento in tutta la stanza
    nella nebbia raddoppia,

nel nero di pioggia si fa fessura



la distanza europea è qualcos'altro
è un concetto per riformatori
che trasforma il mondo in un metro
Smilla è una Inuk,possiede altri valori

 

L’anima ha un suo luogo là sotto, piccola
di sassi e sonagli, approda al canto
delle balene all’antro caldo, ai fiati di molte creature

 

 Gli occhi hanno imparato della neve il bianco dove il buio cresce,

dove i ghiacci tagliano ombre,gli eschimesi pellicce,

la bestia che noi lasciamo avvolgere dai gorghi

Ascolta...

C'è una membrana lucente di breve durata che il vento e le onde infrangono presto,è il ghiaccio Frazil,un raffreddore,un piccolo taglio,un troppolieve amore ,un divenire inconsistente,come un fuoco che estingue le realtà improvvise ..un attimo di felicità
-E il grease ice ?- saponosa poltiglia  di ricordi, come spugna s'imbeve e si dilata che se non presti attenzione svirgoli,grumo di saliva nella schiuma
I ghiacci assumono  una spietata mimetica,banchi blu e neri,gli hikuaq e i puktaaq,i più pericolosi,pura acqua di fusione, pesante e profonda,
galleggiano così trasparenti da prendere il colore dell'acqua che li circonda,specchio che più non contiene,sembra invitarti all'essenza,la riconosci per il segno ma cela l'inganno,prende dal desiderio la sua forma e forma gli dà del desiderio,e quando credi di bere  hai ghiacci duri come sassi a chiuderti le vene come dell'ibisco il fiore la fine dell'inverno
Vorrai anche sapere della corrente gli urti..sugli  ivuniq,ci vuole equilibrio,la sua corda è legata al paese dal clima più duro del mondo,il funambolismo della sua razza ai pregiudizi,è la neve che il vento trasforma in barricate a proteggere il puro dalla profanazione,dal loro ricco delirio

Ricorda allora che nella nebbia,gli agiuppiniq, i cumuli di neve si faranno metodo e vedetta per la sua slitta,infallibili come il tocco di un cieco...l'invisibile è quello che non appare a prima vista
-così "interpreti" la neve nella nebbia?dai cumuli??-
Così..risalendoli e poi di nuovo giù,come grani in braille sotto pelle,come dei sentimenti l'odore e la forma che a suo modo li mostra

Del killaq non vorrei dire..  ogni orlo,ogni perdita,le buche nel ghiaccio assassine..ferite aperte,la foca morirà ballerina,la sua idrofobia,una vertigine tridimensionale,una realtà anatomica che la rende statua ,il trauma che accadde con la madre che ancor la tira e la attira nel gesto,fatti rumori eventi in cui era chiamata a quel   kayak,malgrado sè ...
così della neve ha tratto la sua psicologia,il suo fenomeno,la trasformazione di qualcosa che già conosceva..
a ripararsi dalla catastrofe
Gli eschimesi le cacciano nell’oceano
le lance, l’isteria delle reti – le chiamano streghe.
Sanno cosa vedono, occhi notturni, nudi –
nodo vischioso di mari, un sale amaro attorno –
il nervo, la fune tesa al fondo

Al bianco incendiario del ghiacciaio perenne si apre,si dona,senza riserve,libera nel restituire libertà
è il sorriso Inuit,luce che dilaga dalla sua mente bianca,
 di chi sa vedere una persona com'è
************************************
Scende neve nuova....andiamo a lasciar traccia?
a saltare il nostro gioco migliore?
Guarda!La neve turbina quei grossi cristalli d'argento a coprire la terra di bianco polverizzato..

-Andiamo,sì,ma come si fa?-
-si salta così,sulla superficie di neve pulita,Tu aspetti, girato dall’altra parte,
 e dopo ricostruisci  i salti dalle orme lasciate sulla neve nuova-

Lo so,salterai come un sacco di pulci,come delle oche mai estinte avrai l'arguzia!
Mi pare di vederti, un giro e mezzo in aria,atteraggio su un piede solo,
poi torni indietro sulle sue orme,eh?
Ma ogni volta, ogni volta lo sai che t'indovino!!!
 si
  salta
all'Indovino


 

 

 

 
 
 
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