Creato da: pa.oletta il 31/05/2010
ed è la vita che seduce...

Area personale

 
 

a mio figlio - 12 marzo

Io li proteggo ancora
i ricordi che ho di te,
io ti proteggo ancora
e non importa dove sei tu,
io ti penso sempre.

 

 

 

 

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Tu non sei i tuoi anni,
nè la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.
Sei fatta di così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.

         Ernest Hemingway

 
Citazioni nei Blog Amici: 162
 
 

Un concentrato d'amore, Kira, nata il 06/05/2015

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Una parola chiamata...insofferenza

Non ho più la "pazienza" verso alcune cose, non perché sia diventata arrogante, semplicemente perché sono arrivata ad un punto della mia vita, in cui non mi piace più perdere tempo con ciò che mi dispiace o ferisce.

Non ho pazienza per il cinismo, critiche eccessive e richieste di qualsiasi natura.

Ho perso la voglia di compiacere chi non mi aggrada, di amare chi non mi ama e di sorridere a chi non mi sorride.

Non dedico più un minuto a chi mente e vuole manipolare.

Ho deciso di non convivere più con la presunzione, l’ipocrisia, la disonestà e le lodi a buon mercato.

Non sopporto conflitti e confronti.

Credo in un mondo di opposti per questo evito le persone rigide e inflessibili. Nell’amicizia non mi piace la mancanza di lealtà e il tradimento.

Non mi accompagno con chi non sappia elogiare o incoraggiare e soprattutto non ho pazienza per chi non merita la mia pazienza.

 
 

Ultimi commenti

Si...verissimo ciò che esprimi. serena estate Lab.. ;-)
Inviato da: pa.oletta
il 30/07/2016 alle 08:20
 
L'amore più vero infine è quello che si è concluso,...
Inviato da: lab79
il 30/07/2016 alle 05:02
 
Prima o poi.... ;-) baci
Inviato da: pa.oletta
il 27/07/2016 alle 12:02
 
L'amore?... Racchiude tutto, forse...troppo
Inviato da: pa.oletta
il 27/07/2016 alle 12:01
 
Ciao Carlo... condividiamo... ;-)
Inviato da: pa.oletta
il 27/07/2016 alle 12:01
 
 

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Il quadro mai dipinto

Post n°343 pubblicato il 18 Luglio 2016 da pa.oletta
 

 

 

 

 

 

Ti fermerai sempre a ripensare alle tue strade alternative, soprattutto dopo un dolore.

A tutto ciò che hai abbandonato per scegliere altro, a tutto ciò che ti ha abbandonato per scegliere qualcos'altro.

Avrai fino alla fine la stupida certezza che ti mancherà sempre qualcosa, tranne in rari, felici e preziosi momenti che ricorderai per sempre, quelli in cui per nessuna ragione avresti voluto essere altrove.

Sai perché li ricorderai per sempre? Perché è questo l'amore.

Alla fine, in mezzo a milioni di scelte e rinunce, tutto si riduce a quelle poche cose fragili ma purissime che non siamo disposti a perdere.

Il resto è perso in partenza. Il resto è finito già prima di iniziare.

 

 

 

 


 
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Solstizio d'estate

Post n°342 pubblicato il 27 Giugno 2016 da pa.oletta
 

 

 

Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell'anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.

Pablo Neruda

 


Se una notte di giugno potesse parlare, probabilmente si vanterebbe di aver inventato il romanticismo. Di notte il cielo si avvicina alla terra e senti l erba solleticare le stelle e note musicali pendono da ogni albero; le risate sono così numerose che vorresti avere tasche dove metterle.

 


 
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In cerca di miracoli

Post n°341 pubblicato il 23 Maggio 2016 da pa.oletta
 
Tag: Vita

 

Santa è la mano di chi coglie il frutto,
seminando rose sui cigli dell’inferno.

Sotto alle lacrime del salice
nasceranno fra le zolle abbandonate,
nuovi giardini.

diranno
Siete pazzi, voi che ci credete!

Raccoglieremo foglie di glicine
intrecciando alle dita
fiori di campo nella polvere della terra
come fossero promesse, pensieri,
o solo le ombre delle stelle

e sarà di tutto quello che ci manca
senza distanze col paradiso,

quello il letto del cielo.

diebouleversant

 

 

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Ultimamente mi mancano le parole, vorrei dire tante cose, ma poi fallisco.

 

Ancora più difficile è esprimere sensazioni e sentimenti.

Anch’io sono in cerca di miracoli ma i miracoli non piovono dal cielo, così.

Se non si prepara il campo perchè avvengano e se quando arrivano non ci si fa trovare pronti è inutile lamentarsi con chissà chi o che cosa.

Bisogna cominciare a preparare il campo, arare il terreno.

 

Si raccoglie sempre ciò che si semina.

Venti quattro anni fa lo Stato creò disagio e questo disagio lo si sente più forte che mai anche oggi.

Quando il nemico attacca, colpisce coloro che ami e chi è nel giusto.

Falcone aveva già visto e capito tutto.

Borsellino fece un ultimo intervento alla Biblioteca comunale di Palermo il 25 giugno 1992, un atto d'accusa sofferto e violento contro alcuni magistrati, definiti Giuda in una sala piena e pietrificata.

Due magistrati diventati il simbolo dell’Italia onesta ed io voglio pensare che ci sia una

dolce verità in questa assenza di suono, l'ascolto e mi si scioglie dentro come un onda…

 


 


 

 
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Solitudini in piena

Post n°340 pubblicato il 14 Maggio 2016 da pa.oletta
 

 

Tra lui e lei c’era sempre stata la tecnologia di mezzo.
Si erano annusati tramite chat, avevano socializzato grazie ai rispettivi computer, si erano organizzati con dei pvt, poi erano arrivati gli sms.

Il loro primo vero incontro avvenne sul foglio bianco di una e mail.

Dopo numerose mail una sera decisero di scambiarsi i numeri del cellulare.

Un repentino scambio di battute, un paio di invii e scivolarono verso la decisione di potersi conoscere davvero.

Fu così che la loro storia cominciò.
Grazie alla tecnologia.
Vedi? Lei si domandava, la tecnologia funziona laddove il caso non basta o non arriva.

E funzionava anche per lui che usava la tastiera del computer così come lei usava i trucchi quando voleva tirarsi a lucido.

Ognuno i propri metodi.

Fu così che la tecnologia li unì.

Tra lui e lei c’’era sempre stata una finestra aperta sullo schermo dei loro reciproci mondi.

Sempre collegati l’uno all’altro grazie ai computer in wi-fi o il cellulare.

Il loro rapporto sembrava sempre più un “meraviglioso rapporto a distanza”.

Presto capirono che le loro insicurezze trovavano caldo rifugio tra le applicazioni più usate in rete: la chat, la mailing list, i blog.

E altrettanto presto capirono che però il loro alfabeto relazionale stava cambiando.
Arrivarono a sentirsi sempre di meno.

Addio telefono, addio discussioni tête a tête, addio parole al vento che spesso si dimenticano: tra di loro era tutto rigorosamente scritto su una piccola tastiera.

O quasi.
Vuoi salvare? No.
Ma le cose non funzionavano bene, le onde elettromagnetiche stavano interferendo troppo nella loro storia di amanti silenziosi.

"Parliamone”, lei chiese più volte.

Ma lui, lontano da quell’immagine con cui si era proposto durante i loro primi incontri in rete, sembrava quasi irritato dal confronto reale propostogli.

La loro storia cominciò e finì così: lei, faccia allo schermo del suo computer e lui, sul suo portatile.

Available.

"Come stai?" lei.
"Insomma", risponde lui.
"Sono giorni, forse mesi, che ti sento strano, ne vuoi parlare?"
"Si, sai è che io..."


Non erano lontani, ma lei lo sentii per la prima volta lontanissimo.

La tecnologia, si sa, è funzionale. E funzionò anche questa volta.

"Mi dispiace"
"Doveva andare così"

"Resteremo amici, vero?"
"Certo, amici di tastiera"
"OK!" Invio.
"OK!" Invio.

Click.
Esci.

Sei sicuro di voler chiudere l’applicazione?


Chiudi.

Annulla.

Chiudi.

(trovato in rete)

 

 

 

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Un click per arginare solitudini reali.

Nascosti in una stanza in cerca di scorciatoie; troppo penetrante aprire la porta. Piccole fughe.

Liberazione di parole che scivolano sotto le dita e si compongono su un monitor, già distanti dai nostri stessi pensieri.

Convinti di aver detto, appianato, chiarito.

Apriamo la bocca a noi stessi. Il mondo, in fondo, resta fuori.

Aprire la porta, invece, vuol dire rischiare.

 

Dicono che internet sia diventato una fucina per maniaci e pervertiti che passano le loro giornate a creare falsi account e profili sui social network più frequentati per adescare ignare ragazzine che in preda all’ingenuità amorosa ed idealistica del principe azzurro senza cavallo, così fuori moda; ora l’uomo dei sogni arriva a bordo di una Lamborghini.

Ciò non toglie, che se usata con moderazione, la chat può essere uno strumento di interazione molto potente. Si parte sempre dal presupposto che colui che effettua il login, abbia degli strumenti intellettivi minimi, tali da consentirgli una netta e concreta distinzione tra la realtà effettiva e quella virtuale.

Non si tratta di due mondi paralleli, ma di due visioni confinanti della vita.

Era anche facilmente prevedibile che sia psicologi che sociologi si sarebbero sbizzarriti a trovare spiegazioni legate al fenomeno degli incontri nelle chat.

Si gioca con la propria personalità innalzando un regno fatato prettamente immaginario dove siamo noi a comandare e ciò comporta anche dei rischi.


Uscire allo scoperto, per esempio. 
Usare la chat equivale per molte persone ad acquistare un biglietto del cinema: è necessario poi arrivare al "sodo" che sarebbe la proiezione, detta anche “incontro”.

E questo, per molti, diventa il "reale" problema.

 


 
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Mostrami il giardino...

Post n°339 pubblicato il 04 Aprile 2016 da pa.oletta
 
Tag: Vita

 

Mostrami il giardino, dove esplode la vita...

 

Lo vorrei proprio vedere quel giardino, dove esplode la vita.

Strana scelta questa parola … “esplodere”.

Noi invece, stiamo sempre a pensare alla "fine", una parola che ci portiamo dentro sin dalla nascita.

Non pensiamo mai all’esplosione, all’evolversi. Pensiamo invece alla conclusione di ogni cosa.

Siamo o non siamo figli dell’immensità?

E’ così bello scoprire che c’è il continuo movimento, occhi riflessi a trovare l’attimo.

L’eterno è tutto li. Nell’attimo “in cui”.

E non è triste o fonte di chissà quale sofferenza.

E’ qualcosa che se riesci a percepire e attraversare vale tanto quanto un’intera vita passata a cercare.

Come la grazia del fare l’amore, esistendo.

Ai quei passi silenziosi che non lasciano traccia, eppure ci sono, io non rinuncio.

Che sia un amabile e gradevole primavera …

 

 

 

Se me ne stessi qua sdraiato

se proprio stessi qua

staresti con me

e ti dimenticheresti del mondo?

Dimentica quello che ci hanno detto

prima che invecchiamo troppo.

Mostrami il giardino

dove sta esplodendo la vita.

Perché perdiamo tempo

facendoci viaggi mentali.

Ho bisogno della tua grazia

per ricordarmi

di trovare la mia...


 


 
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Ti meriti

Post n°338 pubblicato il 11 Febbraio 2016 da pa.oletta
 

 

 

Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.


Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.


Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le tue espressioni.


Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai il ridicolo,
che rispetti il tuo essere libero,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.


Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie
che ti porti l’illusione,
il caffè
e la poesia.

 

 

Frida Kahlo

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La vita insiste per essere mia amica e il destino mio nemico.

 


 
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Toco tu boca

Post n°337 pubblicato il 02 Febbraio 2016 da pa.oletta
 

 

Tocco la tua bocca.

Con un dito tocco il contorno della tua bocca.

La disegno come se uscisse dalla mia mano, come se per la prima volta la tua bocca si schiudesse e mi basta chiudere gli occhi per disfare tutto e ricominciare.

Faccio nascere ogni volta la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna sul viso, una bocca scelta tra tutte, con sovrana libertà scelta da me per disegnarla con la mia mano sul tuo viso e che per un caso che non arrivo a comprendere coincide esattamente con la tua bocca che sorride sotto quella che la mia mano ti disegna.

Mi guardi, da vicino mi guardi, sempre più da vicino e allora giochiamo al ciclope, ci guardiamo man mano sempre più da vicino e i nostri occhi si fanno grandi, si avvicinano, si sovrappongono e i ciclopi si guardano respirando confusi.

Le bocche si incontrano e lottano tiepidamente, mordendosi con le labbra, appoggiando appena la lingua sui denti, giocando nel loro recinto dove un'aria pesante va e viene con un profumo vecchio e un silenzio.

Allora le mie mani cercano di affondare nei tuoi capelli, di accarezzare lentamente la profondità dei tuoi capelli mentre ci baciamo come se avessimo la bocca piena di fiori o di pesci, di movimenti vivi, di fragranze oscure.

E se ci mordiamo il dolore è dolce  e se affoghiamo in un breve e terribile assorbersi simultaneo del fiato, questa istantanea morte è bella.

E c'è una sola saliva e un solo sapore di frutta matura e io ti sento tremare contro di me, come una luna nell'acqua.

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Risveglio

Post n°336 pubblicato il 24 Gennaio 2016 da pa.oletta
 
Tag: Vita

 

Il mio risveglio stamani è un groviglio di fili e di pensieri in questa casa con stanze e corridoi dove ci sono tante vetrate.

Entra una luce bianca in questo inverno insolito.

Cammino scalza sul pavimento di legno e cerco di individuarne uno o due, di quei grovigli.

Li scelgo con determinazione per iniziare a ritrovare il respiro regolare.

Guardo una di quelle vetrate e vedo riflessa una donna che dice “Io sono”.

Lei esiste ed è fatta di testa, di corpo e di frammenti d’anima.

Va incontro al mondo mescolando il desiderio al dolore di molte ferite.

Colpa dei luoghi, degli oggetti, degli eventi, di troppe camicie da stirare e di molto altro.

Ma c’è un sempreverde mistero che la tiene in piedi.

Una serena disperazione, un qualcosa che palpita.

Cos è? Cos è che palpita in lei?

Semplice. La vita.

E’ la vita che palpita.

Palpita di sorrisi, di coccole, di lacrime, di violini gitani, di malinconia, di solitudine, di passione, di sesso e forse d’amore.

Apre una vetrata e respira l’aria, l’annusa.

Sente che c’è qualcosa. E’ un bisogno.

Un bisogno di baci allungati …

 



 

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Se esisti

Post n°335 pubblicato il 08 Gennaio 2016 da pa.oletta
 
Tag: Vita

 

 

 

Sei nudo in piedi nella penombra, ti giro intorno e mi fermo dietro te. Non c’è bisogno di parole dopo che ho slacciato le tue preoccupazioni.

Tu ora avverti il mio sguardo e il mio respiro silenzioso.

Teso.

Il mio imbarazzo ti appartiene.

Ti annuso ovunque e il tuo odore mutevole mi esplode dentro, incancellabile.

Mi porterai via dal mio vivere appena ti toccherò.

Le tue mani forti e delicate si occuperanno di me ed io non capirò da dove arrivano e quante sono.

Non potrò che lasciarle fare.

Mi scriverai addosso, mi sfoglierai lentamente fino ad arrivare a un lungo orgasmo e alla fine non ricorderò nemmeno se ero io, la donna di sempre.

In un orgasmo c'è tutto l'universo.

Stelle, pianeti, costellazioni, apostoli, discepoli, santi, peccatori e persino un coro d'angeli.

Poi, alla fine, ma solo alla fine di noi, ti lascerò andare via.

Ti resterà fra le mani il mio odore, il mio profumo e i sensi, senza tempo.

E se mi vorrai ancora dovrai cercare il mio sguardo tra i molti.

Ma se sei tu, mi troverai.



 

 

 
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E mi attacco alle stelle, altrimenti si cade...

Post n°334 pubblicato il 18 Dicembre 2015 da pa.oletta
 

 

 

Dicembre è l’ultimo mese dell’anno, il mese in cui si tirano le somme di ciò che si è fatto o non fatto.

E’ il mese delle luci ad intermittenza esposte nelle vie delle città a ricordarti l’arrivo del bambino Gesù.

E’ il mese dove improvvisamente diventiamo tutti più buoni, più tolleranti, più dolci e forse più sinceri.

Ed è il mese dove arriva il freddo, arriva la neve e dove si spera, guardando con il nasino all’insù, che scendano francobolli dal cielo soffici ed impalpabili magari proprio la notte di Natale.

In tutto questo frastuono di fretta e di emozioni mi ci metto dentro anch’io.

Sono in un periodo in cui scrivo poco anche se la mia mente è sempre in movimento. Preferisco leggere.

pa.oletta sta facendo il bilancio del suo anno e dei suoi innumerevoli stati d’animo.

L’avete capito, vero?

Leggo e pensando scrivo.

Modello i miei pensieri come li avessi letti da qualche parte, con la loro sintassi, la loro punteggiatura.

Leggere mi porta in altri mondi. Scrivere mi porta a spasso dentro la “mia io”. La scrittura filtra con la mia testa tutta la realtà, tutte le mie emozioni.

Leggere è sommare vita alla propria.
Scrivere è fare e disfare un’immensa tela e lo faccio per necessità, per timidezza, forse per chiusura.

Spesso è l'unico modo che ho per far uscire la mia voce anche se tanto, troppo, rimane  nascosto dentro me.

Ascolto e sento.

Scrivo di volti, di persone passate nella mia vita chi per un soffio chi per molto e anche se scrivo pensando di essere qualcun altro sono sempre io che opero queste trasformazioni.

Leggere è succhiare altra energia, come un vampiro. Scrivo perché non so disegnare e avrei voluto e perché non ho voglia e tempo di imparare a fotografare.

E' il mio desiderio verso le immagini la mia forza analitica, la mia tentazione di uscire allo scoperto che di persona mi fa arrossire. Scrivere è il modo di sciogliere il groviglio di parole che ho dentro.

La parola seduce e mi fa organizzare il pensiero come fosse una voce a raccontarlo al posto dei colori e delle forme.

Sono il filo che unisce realtà e fantasia, la porta dei sogni, un modo per dire “io c'ero”,  è un modo per farmi amare come una bella donna quando indossa un vestito e una collana di perle.

Si guarda allo specchio, si mette i tacchi e si strofina gli occhi di un colore intenso.
E' anche il mio modo di andare in giro nuda, di ondeggiare sulle anche, di sentirmi addosso un bel corpo anche se non lo sento bello.

Scrivere è la mia voce e non m'importa di pubblicare, di avere un qualche successo, di scrivere una vera storia, mi abbandono solo a quello che sento dentro.

Come un passatempo all'infinito, un contenitore dove all'interno c'è sempre una scatolina più piccola e dai colori più sgargianti, una piccola bambolina, una matrioska.


Io, puttana della parola.

 



E mi attacco alle stelle che altrimenti si cade

e poi alzo il volume di questo silenzio che fa stare bene

e mi sa che sei quella che fa luce pian piano

 

 


 
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