Community
 
black_rose_...
   
 
Creato da black_rose_and_moon il 21/07/2011

Astral Night Reverie

Stargazers ride through virgin oceans...

 

 

Tango

Post n°85 pubblicato il 23 Luglio 2014 da oltre_ogni_suono
 

Sorridendo e scuotendo la testa rassegnato, allargai leggermente le gambe come se volessi piantarmi al pavimento, un matador pronto a sfidare il toro.

Con un gesto deciso e teatrale, mi tolsi la giacca, lanciandola verso la sposa che, stupita, la afferrò al volo e giocò a fare la fan-in-delirio mimando gli urli isterici delle adolescenti ai concerti, tutti risero. Poi allungai una mano verso Francesca, come presentandola alla "platea" come fa il mago con la sua assistente.

Lei mosse qualche passo nella mia direzione, teneva una mano sul fianco e l'altra a portarsi indietro i capelli, mimando di proposito qualche gesto sensuale esagerato. Tutti risero ancora.

Arrivò a pochi passi da me, allungò un braccio e mi prese la mano, sorridemmo e i nostri occhi si colmarono di decisione e semi-serietà. Entrambi avevamo un profondo rispetto per il tango.

***

Francesca aveva circa 12 anni, io ero quasi maggiorenne, quando iniziammo a frequentare una scuola di ballo.

Sin dalla prima lezione, eravamo rimasti affascinati dal mondo del tango: per anni avevamo partecipato, anche vincendo, ad alcuni tornei a livelli agonistici e non. Avevamo abbandonato quell'attività quando ci eravamo separati per andar via dalla patria natia, io a New York e lei a Londra, e cambiare drasticamente vita.

Le coppe e le medaglie vinte, troneggiavano su una mensola del salotto tra nostre foto sorridenti in abiti scintillanti, a casa dei nostri genitori.

***

Al matrimonio, l'amore verso quella danza riprese vita.

Le sfioravo la pelle scoperta delle spalle e della braccia, sentivo il fruscio della sua gonna e il lieve sfioramento delle sue gambe contro le mie e suoi capelli soffici che sferzavano me e l'aria.

Riuscivo a sentire i suoi fianchi caldi e flessuosi sotto le mie mani, attraverso la stoffa del corpetto, mentre sulle spalle e sul torace le sue dita mi accarezzavano lievi e decise. Sentivo la sua energia passarmi nelle mani quando la facevo vorticare. Comunicavamo senza usare la voce, solo guardandoci negli occhi, sorpresi della naturalezza con la quale ci muovevamo, come se non avessimo mai smesso di ballare, come se ogni passo fosse memorizzato nei nostri muscoli e non prevedeva errori o indecisioni.

La sua pelle emanava l'odore fresco del mio bagnoschiuma al cocco, che puntualmente usava perché le piaceva tanto, e la fragranza delicata del suo profumo alla vaniglia.

Avevo caldo. Appena ebbi libera una mano, allentai il nodo della cravatta e sbottonai il primo bottone della camicia, liberando dalla stoffa un lieve sentore del mio dopobarba muschiato.

I nostri piedi disegnavano, sul parquet del patio, degli 8 stretti, ipnotizzando gli ospiti che, forse, si stavano chiedendo come facevamo ad intrecciare così le gambe senza mai intralciarci l'un l'altra e inciampare.

***

Il tango volgeva al termine, entrambi avevamo le tempie imperlate di minuscole goccioline e il fiato corto, l'ultima nota si avvicinava, la mia presa sulla schiena di Francesca aumentò d'intensità, ci rivolgemmo un segno d'assenso e le feci fare un casqué proprio quando quell'ultima nota venne suonata: io, inginocchiato come per una dichiarazione d'amore, la tenevo sospesa a mezz'aria appoggiata al mio ginocchio, la testa all'indietro,  i suoi capelli "distanti" un centimetro dal pavimento, mentre la mia fronte le sfiorava quasi il ventre.

Ci fu un silenzio improvviso, come se il tempo si fosse fermato per riprendere a scorrere un attimo dopo, con uno scroscio di applausi.

Mi alzai risollevando mia sorella e le nostre orecchie non udirono più nulla.
Ci guardammo negli occhi per quell'attimo che il tempo, per noi, tramutava in eternità.
Una goccia di sudore si raccolse al centro dell'incavo tra il collo e il torace di Francesca e si tuffò tra i suoi seni, scomparendo dalla vista.
Entrambi ansimavamo. Un brivido ci percorse la schiena fino in fondo all'anima.

 
 
 

Sposi

Post n°84 pubblicato il 21 Luglio 2014 da oltre_ogni_suono
 

Mary sorrideva nel suo abito bianco di seta e organza, da principessa: la parte superiore decorata con linee dorate, la gonna vaporosa costellata di piccoli boccioli di rosa dello stesso colore dei decori lineari; in una mano guantata stringeva nervosamente un bouquet di rose bianche; il lungo strascico del velo semitrasparente era sorretto da due bambine che chiudevano la fila.
Mary percosse la passerella cremisi sempre sorridendo, guardando solo davanti a se, puntando gli occhi sul suo sposo nello smoking gessato blu notte; Billy ricambiava quello sguardo, come ipnotizzato da così tanta bellezza che aveva attirato gli sguardi di tutti, come solo le spose sanno fare.

Quando lei arrivò all'arco, si fermò e si girò verso il padre che, con mani un po' tremanti, le sollevò il velo dal volto e posò le labbra sulla sua fronte per baciarla, come se fosse una benedizione ancora più solenne di quella che il prete avrebbe dato alla coppia di lì a poco.
Il padre si separò dalla figlia e raggiunse la moglie in prima fila che già aveva tra le mani un fazzoletto candido.
Billy allungò la mano verso la sua compagna e la aiutò a salire i pochi gradini, lei si sfilò i guanti e li porse a una damigella; entrambi gli sposi guardarono il prete; il trio d'archi smise di suonare.

***

La cerimonia, piena di canti, precedette brevemente le promesse che gli sposi si scambiarono; quelle parole furono pronunciate con voci emozionate, mentre qualcuno degli ospiti si commuoveva, quasi tutti avevamo gli occhi lucidi di felicità o un sorriso dolce sulle labbra.
Ma il momento in cui l'emozione toccò l'apice, fu, ovviamente, quello dei "Sì" e dello scambio degli anelli.

Ho sempre pensato che, al di là del credere o no in una cerimonia del genere, quello fosse un momento importante in cui si lega la vita ad un'altra persona, un momento magico ed etereo. Un rituale che dura da secoli, solenne.

Il bacio degli sposi fece esplodere un applauso, dando il via ai festeggiamenti. La musica ricominciò allegra e la nuova coppia percorse la passerella verso il gazebo del buffet, tra una pioggia di riso e petali colorati, tenendosi forte per mano, quasi scappando via da quella bufera.
I bambini, ormai liberi dall'immobilità che i genitori avevano loro imposto durante la celebrazione, corsero verso il pezzo di prato con le giostrine per loro.
L'euforia generale era tangibile, io e mia sorella eravamo rimasti indietro ad osservare il tutto, per non farci "bagnare" da quella pioggia dedicata solo agli sposi. Poco dopo ci avviammo anche noi verso il gazebo per brindare con loro e con gli invitati.

***

Al trio d'archi si era aggiunta una cantante e un coro formato da due donne e un uomo. Ad aprire le danze erano stati gli sposi mentre, tra tartine e vini, gli invitati banchettavano ai bordi della pista da ballo prima di unirsi a loro.

***

Ero con Francesca, stavamo chiacchierando con Mr Honney e sua moglie, quando Mary mi prese per il braccio e mi "costrinse" a ballare con lei al centro della pista, mentre Billy fece lo stesso con mia sorella. La canzone era veloce e, tra mille risate, fu tutto un vortice di giravolte. Poi, sulla fine del brano, Mary fece un cenno alla cantante: risuonarono le note iniziali di un tango; gli sposi lasciarono me e Francesca al centro della pista che, disorientati, stavamo per lasciarla, ma loro giunsero le mani per pregarci di ballare.

 
 
 

Ingressi

Post n°83 pubblicato il 18 Luglio 2014 da oltre_ogni_suono
 

Quei mesi vorticarono tra abiti, cambi di idee repentini e ritorni ad alcuni piani originari: dopo quasi un anno di preparativi, era finalmente giunto il giorno del matrimonio della mia migliore amica.
Quel mattino, quando mi svegliai, vidi Francesca scappare via con un beauty-case e il suo abito per la cerimonia chiuso in un rivestimento nero, si sarebbe vestita e truccata a casa della sposa dopo averla aiutata a prepararsi.

Nel silenzio del mio appartamento, in solitudine, sorrisi: avevo una vita tranquilla, un lavoro che mi soddisfaceva e che, finalmente, girava bel verso giusto; mia sorella viveva con me, serena, aveva trovato un lavoro che amava; avevo una migliore amica che condividevamo e che si sarebbe sposata tra poche ore.

Dopo la rasatura, canticchiai felice sotto la doccia; asciugandomi, guardai la città riflettere il sole che illuminava quella giornata; continuai a cantare mentre indossavo lo smoking e annodavo la cravatta azzurrina e, in quel momento, mi venne in mente mio padre quando mi insegnò a fare il nodo simbolo dell'uomo.

***

A casa dei genitori di Mary tutto era perfetto: al mattino, l'ombra della casa si proiettava sulla parte del giardino dove sarebbe avvenuto lo scambio delle fedi; mentre il ricevimento si sarebbe tenuto sotto un immenso gazebo bianco in modo che, quando il sole avrebbe illuminato il giardino, nessuno avrebbe sofferto il caldo.
Sopra un piccolo palchetto troneggiava un arco d'edera e fiori, un tappeto rosso lo collegava alla porta-finestra del salotto della casa, il punto in cui sarebbe comparsa Mary.

Ero ai piedi del palchetto con Billy, al quale avevo appena applicato un bocciolo di rosa bianco all'occhiello, e pensavo al momento in cui quella passerella sarebbe stata percorsa da Mary che, in quell'istante, nella sua camera da ragazza nella grande villa di famiglia, stava finendo i suoi preparativi da sposa.

Me la immaginai circondata dalla madre, da Francesca e altre amiche, dalle zie e cugine, tutte che si prendevano cura di lei come ancelle servizievoli, che le ripetevano quanto fosse bella e quanto fossero felici per lei. Immaginai suo padre in attesa, ansioso ma felice, fuori dalla porta, in compagnia dei paggetti e dei altri suoi figli, tutti maschi.
Arrivò Mr Honney con la sua signora, una donna bellissima ed estremamente elegante nonostante il suo abito semplice, presero posto in fondo ad una delle file di sedie infiocchettate.

***

Poi, sulla porta della cucina che dava sul giardino, apparvero alcune ragazze, tra cui le damigelle d'onore di violetto vestite, le zie, i fratelli e la madre di Mary, poco dopo apparve Francesca.

Mia sorella indossava un abito verde acqua con la gonna a campana, che le arrivava al ginocchio, e un bustino dello stesso colore, senza spalline che le modellava alla perfezione il punto vita e il seno; aveva lasciato sciolti e mossi i capelli che ondeggiavano morbidi e definiti sulla schiena; a completare il tutto c'erano un paio di sandali con il tacco a spillo neri e una piccola pochette dello stesso colore delle calzature stretta in una mano; il suo make-up era naturale e delicato, gli occhi leggermente contornati e le labbra lucide.
La squadrai dalla testa ai piedi lanciandole un sorriso che ricambiò arrossendo leggermente. Si avvicinò all'arco e Billy la guardò negli occhi, lei gli sorrise rassicurandolo che la sua donna stava per scendere, poi venne a darmi un bacio sulla guancia prima di posizionarsi al lato opposto al mio ai piedi dell'altare.

***

Ci fu un silenzio improvviso, sulla porta-finestra del salotto apparvero due bambini, il maschietto reggeva un cuscino bianco con le fedi e la femminuccia lo affiancava con un cestino di petali di rosa bianchi; i piccoli scesero i gradini e cominciarono a percorrere il tappeto rosso; un trio d'archi attaccò a suonare la marcia nuziale; la bimba iniziò a spargere i petali; sulla soglia del salotto apparve Mary al braccetto del padre.

 
 
 

Asce di guerra

Post n°82 pubblicato il 16 Luglio 2014 da oltre_ogni_suono
 

Tornato a New York, Francesca mi accolse a casa scuotendo la testa, l'avevo tenuta aggiornata dall'Italia e non era affatto d'accordo per la storia dell'eredità. Iniziai a elencarle cosa avrebbe potuto fare con tutta la sua eredità e ridemmo quasi fino a farci venire mal di stomaco. Si rasserenò.

***

Mary ci invitò a trascorrere il sabato successivo in campagna dai suoi genitori, voleva comunicarci una cosa importante.

Dopo il pranzo, sotto il porticato che si affacciava sul prato, restammo in quattro, io e Francesca, Mary e Billy; gli altri si erano allontanati, capimmo che era giunto il momento della grande rivelazione: volevano me e mia sorella come testimoni di nozze.
Accettammo subito, onorati e felicissimi. Abbracciai la mia migliore amica e mi resi conto che, finalmente, lei e Billy avevano sotterrato l'ascia di guerra, che avevano smesso di mollarsi dopo ogni litigio, anche per cose futili.

***

Durante i preparativi per il grande giorno, Mary rapì più volte mia sorella: erano diventate complici sin dal primo sguardo quando mesi prima le avevo presentate l'un l'altra; Mary l'aveva conquistata proprio come aveva fatto con me appena approdato a New York, ma, con il matrimonio in vista, avevano infittito le loro uscite insieme per organizzare il tutto al meglio, dai fiori sui tavoli al tappeto per l'altare, nulla doveva sfuggire; proprio come si fidavano tutti del mio "buon gusto da italiano", anche mia sorella era una grande risorsa, italiana e donna, quindi ancora più sensibile ed esperta.
Sparpagliati per il mio appartamento, troneggiavano dunque album di tessuti per tovaglie, di foto di composizioni floreali e liste su liste di menu, giornali di pettinature ed abiti da sposa e da damigella. Francesca li studiava alla ricerca di idee speciali da sottoporre all'attenzione di Mary, fallendo poche volte. Con me, entrambe, tennero un gran segreto sui vestiti delle damigelle, su quello della sposa e, addirittura, su quello di mia sorella.

Come testimone, fui "costretto" a passare più tempo con Billy perché, se le donne si occupavano delle questioni estetiche, noi uomini dovevamo pensare a quelle pratiche, come saldare i conti. Inoltre, il futuro sposo aveva bisogno del mio aiuto per fare qualche sorpresa a Mary, solo io la conoscevo bene quasi quanto lui.

***

Ero con Billy, avevamo appena finito di accordarci con il catering, quando lui mi propose di andare a bere qualcosa.

Alla luce soffusa del bar, Billy mi sorrise dopo il primo sorso al suo drink "Alex, sono stato uno stupido ad essere geloso di te"
"Tranquillo, ti capisco perfettamente, non sempre l'amicizia uomo-donna è vista di buon occhio. La cosa importante è che ti sia ricreduto"
Aveva voglia di confessarmi i suoi pensieri più nascosti su di me e lo fece "All'inizio ho pensato molte volte che tu fossi interessato ad andare a letto con la mia Mary, non lo so, il fatto che potevate rinchiudervi in un albergo in pausa pranzo mi faceva impazzire"
Sorrisi "Addirittura un pensiero del genere?"
Billy arrossì "Sì e mi vergogno a dirtelo, con il tempo ho capito che era un'idea stupida... però ti percepivo sempre come una minaccia, passavi comunque tanto tempo con lei lavorando sullo stesso piano; infatti, quando ho saputo che avevano spostato il tuo ufficio, ho quasi fatto i cosiddetti "salti di gioia"... Ma ora è tutto ok, non sono più preoccupato che tu minacci il mio territorio", mi disse quella parola, "territorio", ridendo. Questo fare scherzoso era parte di lui, lo usava con gli amici, quando era a suo agio, e l'avevo scoperto da poco, da quando avevamo cominciato ad essere amici sul serio.
Risi con lui "Cosa ti ha fatto cambiare idea su di me?"
"Mary mi parla spesso di te, ho provato a guardare ciò che mi diceva sotto un'altra luce e mi sono reso conto che ti considera come un fratello. Quando mi parla dei suoi fratelli e di te, ha la stessa luce negli occhi, la stessa stima e ammirazione, molto diversa di quando parla di me"
Alzai il mio cocktail, proponendo un brindisi "Io ti consideravo un'idiota per la visibile gelosia verso di me che ti faceva sembrare un bambino, una persona che non aveva la maturità di stare con Mary... Ma, conoscendoti meglio, ho cambiato totalmente idea e non sei male... Quindi, ascia sotterrata?"
Billy alzò il suo bicchiere facendolo tintinnare contro il mio "Sì, puoi dirlo forte!"

 

 
 
 

Nessuno

Post n°81 pubblicato il 14 Luglio 2014 da oltre_ogni_suono
 

Il direttore guardò fuori dalla finestra, giunse le mani, sospirò e mi fissò per pochi attimi, poi si rivolse ai miei genitori "L'associazione che era qui prima non era registrata come orfanotrofio, quindi non poteva ricevere i bambini e darli in adozione. E' stata una truffa durata tantissimi anni, di cui siamo venuti a capo recentemente: i soldi che i genitori versavano, per tutte le pratiche di adozione, venivano divisi tra i gestori di questo falso orfanotrofio e l'impiegato del falso ufficio di registrazione"
Il direttore fece una pausa, osservò la nostra immobilità trasformarsi in visi corrucciati, come se fossimo grandi punti interrogativi, inspirò ancora e riprese "Quando avete adottato Alessandro, nonostante abbiate potuto dargli il vostro cognome e lui abbia potuto usarlo regolarmente, nonostante l'abbiate cresciuto, gli abbiate dato una vita dignitosa, un'istruzione e un futuro... non è mai stato registrato come vostro figlio né come persona... E' come se lui non esistesse..."

Mia madre sbiancò di colpo, mio padre la prese per mano. Era una notizia strana. Immaginai la mente di mia madre vagare verso un'ipotesi che il destino aveva voluto che, per fortuna, non si verificasse: se quella truffa fosse saltata fuori quando ancora ero piccolo, mi avrebbero strappato via dalla sue braccia. Ma scoprire che legalmente non facevo parte della loro famiglia, fu comunque un colpo per tutti.

Mi sentivo come in un limbo, dove tutto attorno a me era ovattato... Non esistevo... Mi crollò il mondo addosso, capii che tutti i miei documenti erano un falso. Come ne "Il fu Mattia Pascal" ero un fantasma in carne e ossa, senza nome, senza patria, senza vita...

Anche mio padre aveva colto il pensiero della moglie e il mio, ma era l'unico ancora capace di parlare "Cosa accadrà ora?"
"Signore, non accadrà nulla, Alessandro è ormai maggiorenne e si è costruito una vita"
Tutti ci riprendemmo un po', allora c'era un modo per esistere! Mio padre, pratico, espose ancora i suoi dubbi "E tutti i suoi documenti?"
"Dovrà mettere una firma su alcune certificazioni e sarà tutto a posto, potrà anche decidere di cambiare cognome oppure entrare a tutti gli effetti nella vostra famiglia, per questioni legate all'eredità"
Sorrisi "Il cognome voglio tenerlo, ma non mi interessa l'eredità"

Andammo via dopo la promessa del direttore di farmi firmare entro pochi giorni tutta la documentazione necessaria.

Quando, alle nostre spalle, il portone dell'orfanotrofio si chiuse, abbracciai i miei genitori. Mio padre strinse me e mia madre, mentre lei mi ricopriva il viso di baci.
Ma giunti a casa, la tensione salì alle stelle, discutemmo, ma ne uscii vincitore e la calma ritornò a regnare sovrana.

***

La decisione di rinunciare ad essere legalmente parte della famiglia Neri, diede ai miei genitori un certo nervosismo: non volevano che un domani avessi problemi per l'eredità (anzi, mancanza di eredità), ma sapevano benissimo che i soldi per me non significavano niente nei legami affettivi.
Nonostante tutto, mi conoscevano e si aspettavano una scelta del genere, rientrare nell'eredità della famiglia Neri grazie ad una firma mi sembrava una cosa sporca e con interessi. Quindi, non volevo, punto e basta, dovevano farsene una ragione.
Ai miei brillarono gli occhi quando esposi le mie ragioni, erano comunque orgogliosi del mio totale disinteressamento patrimoniale, ma insistettero volendo proteggere i miei discendenti. Difesi la mia posizione dicendo che avrei avuto sempre le spalle forti per loro e, se mai il destino ci avesse riservato brutte sorprese, l'amore che ci legava (al di là di una firma sulle carte), ci avrebbe reso sempre una famiglia unita e pronta ad aiutarsi reciprocamente.

 
 
 
Successivi »
 

DALLE NOSTRE PENNE....

"Te Quiero"
(fading_of_the_day)

By Chance:
"Meet"
"Princess Tower"
"Broken Love"
"Dangerous Joke"
"Sunset"
(oltre_ogni_suono)

"Beyond Belief"
(fading_of_the_day)

"Sueños Baratos"
(fading_of_the_day)

"Nyota wa Maisha"
(oltre_ogni_suono)

"Angel's Punishment"
(fading_of_the_day)

"Promesse Da Marinaio"
(oltre_ogni_suono)

Magic Desire:
"Blackberries And Flute"
"Start"

"The First Oracle"
"Abyss"
(oltre_ogni_suono)

"The Drowning Age"
(fading_of_the_day)

"The Ghost Woman And The Hunter"
(fading_of_the_day)

Waterlily In The Soul:
"Storm"

"Mosaic Of Life"

(oltre_ogni_suono)

Attracted By Her Laughter:
"Wrong Love"
"Thanks"

(oltre_ogni_suono)

 

DALLE NOSTRE PENNE III...

Passion:
"Starting Fires"
(fading_of_the_day)

"Gazza Ladra"
(oltre_ogni_suono)

Passion:
"Celtic Dreams"
(fading_of_the_day)

Tell Me About The Ocean:
"Decision"
"Beginning"
"Fears"
"Ending"
(oltre_ogni_suono)

Passion:
"Tides Of Time"
(fading_of_the_day)

War:
"La Nebbia Purificatrice"
(oltre_ogni_suono) 

 

AREA PERSONALE

 

TAG

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Luglio 2014 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 
Citazioni nei Blog Amici: 25
 

ULTIME VISITE AL BLOG

Sol0.Marc0margherita.22oltre_ogni_suonoBrimbrilla88via_dei_sognipsicologiaforensecarloreomeo0daunfiorevaniloquiorioga651965Lefe.dyCherryslfading_of_the_dayalphabethaaannare38
 

CHI PU SCRIVERE SUL BLOG

Solo i membri di questo Blog possono pubblicare messaggi e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

Gli scritti presenti in questo blog sono frutto dell'immaginazione e del lavoro mentale degli autori. Qualsiasi riferimento a persone, cose, eventi realmente esistiti o esistenti, è puramente casuale.
Le immagini presenti in questo blog sono state rinvenute nel web quindi ritenute di dominio pubblico.
Gli autori provvederanno alla romozione delle immagini e dei link musicali, qualora sarà fatta richiesta dal proprietario dei diritti di autore degli stessi.