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1° maggio

Post n°3635 pubblicato il 29 Aprile 2026 da jigendaisuke

"Va tutto ben, Madama la marchesa" il ritornello di questa vecchia 
canzone si adatta bene alla situazione economica e lavorativa italiana, 
visto che per qualcuno non è vero che c'è la crisi

Mancano conducenti di bus, infermieri e medici. O meglio, viste le
condizioni di lavoro, le retribuzioni e le aggresioni, sempre più 
lavoratori si dimettono per andare a fare le stesse professioni nel 
privato o all'estero, quando proprio non cambiano radicalmente
lavoro.

57 morti solo fino al 25 aprile

E l'italiano medio che fa? S'inca..a con chi sciopera contro tutto 
ciò. Ma vota per chi taglia i servizi pubblici.

 

Sicurezza sul lavoro, usato solo il 13% dei fondi a disposizione. Ecco perché

Ora tutto è risolto col "giusto salario" e "i contratti collettivi di qualità".
Ma vada via al cu

 

E come di consueto, il Concertone

 
 
 

Chernobyl

Post n°3634 pubblicato il 27 Aprile 2026 da jigendaisuke

Era il 26 aprile 1986.
Un dirigente della centrale, burocrate fedele al partito più che tecnico esperto, 
ricevette l'ordine di far andare alla massima potenza il reattore numero 4 della vecchia centrale nucleare di Chernobyl, nella Ucraina ancora sottomessa a Mosca, per testare la capacità dell'impianto. Nonostante l'entrata in funzione degli allarmi, lo zelante dirigente disse di continuare il test.
Due esplosioni. L'inferno

Il resto è noto. 

Oggi l'immenso sarcofago che copre il reattore numero 2 mostra segni di 
cedimento ed è stato oggetto di attacchi da parte dei russi durante la guerra 
di aggressione voluta da Putin.

Ci fu anche una vittima italiana. La giornalista Marcella De Palma
 

 

Ricordando Chernobyl - RaiPlay

Chernobyl: l'incubo sospeso nel tempo - RaiPlay

Samosely - I residenti illegali di Chernobyl - RaiPlay


 

 
 
 

Buon 25 aprile con cover

Post n°3633 pubblicato il 25 Aprile 2026 da jigendaisuke

Uno dei canti più coverizzati. Lo cantano le
ragazze ed i ragazzi iraniani contro il regime,
lo cantano i palestinesi, i curdi, gli ucraini, gli europei che non vogliono un'Europa sovranista (ovvero fascista).

Molte cover di questo canto che è esso stesso
una cover. A mio insindacabile giudizio ho scelto
queste:

della cover

 

dell'originale ucraina

PS l'originale è un canto della comunità
ebraica ucraina. Insomma, fumo negli occhi
per molti.

Bella Ciao - Per la libertà - RaiPlay

 

 
 
 

La Resistenza e gli Alleati

Post n°3632 pubblicato il 24 Aprile 2026 da jigendaisuke

C'è chi dice che gli Alleati odiavano i partigiani, c'è chi
dice che hanno fatto tutto gli Alleati  in realtà.

Invece, gli Anglo-americani rispettavano la Resistenza.

In un documentario RAI del 1965, il Generale Clark che nel
1944, a capo della Va armata statunitense, guidò la campagna
militare che portò alla liberazione di Roma, disse chiaramente 
che senza l'azione dei 100.000 partigiani gli Alleati avrebbero 
impiegato più tempo (e perso più uomini) nella campagna 
d'Italia.

Ma lo scorso anno fu, inaspettatamente forse, addirittura Carlo III,
a pronunciare un sincero omaggio alla Resistenza italiana, sia nel discorso 
al Parlamento italiano che, poi, al Quirinale, durante la cena offerta dal Presidente della Repubblica, e ancora il giorno dopo, a Ravenna,
(facendo venire un travaso di bile ai membri dei due maggiori partiti di maggioranza e al presidente del Senato), ricordando anche una 
coraggiosissima donna.

Due brigate partigiane furono aggregate dalla VII
armata britannica, ovvero la Brigata Maiella e
la 28ª Brigata Garibaldi "Mario Gordini" guidata da
Arrigo Boldrini, il mitico comandante Bulow (su
suggerimento del comandante dell'armata, il
generale britannico McCreery, ottenne la medaglia d'oro al valor militare. Il primo partigiano a riceverla)

 

Il rapporto fra britannici e partigiani, di ogni
orientamento politico, produsse una delle
operazioni più decisive per scardindare la
resistenza tedesca nel nord Italia:
l'operazione Tombola

Due dei comandanti partigiani che parteciparono all'operazione
 furono invitati alla cerimonia d'incoronazione della
regina Elisabetta II.

Per saperne di più

 

Quella strana operazione io l'ho conosciuta grazie
al libro "Il bracciale di sterline", ma prima ancora
grazie ad un cofanetto dei Modena City Ramblers:
Battaglione alleato

Carlo III ha ricordato anche una straordinaria
donna, una delle circa 70.000 che parteciparono
anche in combattimento (se non sbaglio qualcuna
anche al comando di formazioni partigiane),
completamente rimosse dalla memoria nazionale.
In quanto partigiane e in quanto donne, che si
mischiavano con gli uomini, attendando alla dignità
femminile.

Questa donna è Paola Del Din.
Io l'ho conosciuta uno o due anni fa grazie a
questo podcast

25 Aprile - Dietro le linee nemiche

 

 
 
 

Genova, medaglia d'oro al valor militare

Post n°3631 pubblicato il 22 Aprile 2026 da jigendaisuke

"A wonderful job" (un lavoro meraviglioso) disse il Generale 
americano Edward Almond ai rappresentanti del CLN genovese, complimentandosi per l'ottimo lavoro fatto con l'insurrezione 
genovese del 23 aprile 1945, che portò alla resa dell'intero 
contigente tedesco di stanza fra Genova e Savignone (12.000 uomini circa). Alle 19.30 a villa Migone, nel quartiere di San Fruttuoso, residenza
provvisoria del Cardinale Boetto (vescovo di Genova), il generale Günther
Meinhold, un austriaco non proprio acceso nazista, firma la dichiarazione di resa, 
nelle mani dell'operaio Remo Scappini, presidente del CLN Liguria
e, poi, sindaco di Genova fino alle elezioni del 46.



I primi contigenti americani arrivarono a Nervi, estremo
levante genovese, solo la mattina del 26. Si stupirono
nel vedere una città in cui tutto funzionava, e i tram
circolavano normalmente.

Non dovettero nemmeno combattere più di tanto, una
volta resi inoffensivi gli irriducibili della Marina tedesca
che continuavano a sparare dalla postazione del monte
Fasce e i franchi tiratori repubblichini.

Genova fu l'unica città europea che
si liberò da sola, anzi l'unica in cui
un esercito nemico si arrese ai
Partigiani
.



Ho conosciuto 3 partigiani: mio nonno materno
che combattè nella Resistenza greca insieme
ad altri italiani ed agli inglesi, dopo la fuga dal
campo di concentramento sull'isola di Rodi; il
presidente della sezione ANPI di Sampierdarena
che era anche nostro vicino di casa in campagna;
Don Bartolomeo Ferrari, nome di battaglia "Don
Berto", parroco della chiesa di Santa Maria della
Cella qui a Genova Sampierdarena, spesso ospite
della persona di cui ho scritto più sopra (oltre ad
aver celebrato il matrimonio dei miei, il mio
battesimo, il funerale di mio nonno materno e
della mia bisnonna materna).
Un tipo che fra il 25 luglio 1943 e l'8 settembre
teneva comizi, nella piazza accanto alla chiesa
di Genova Bolzaneto di cui era parroco, in cui
tuonava (rubo la battuta a Guareschi) contro
i fascisti ma al tempo stesso teneva a freno la
rabbia popolare, anche per aiutare un po' il
povero maresciallo dei carabinieri che proprio
non aveva voglia di eseguire gli ordini e sparare
sulla folla (oltre ad avvisare don Berto quando
la questura voleva mandare qualcuno da lui).
Gli fu data la medaglia d'oro al valor militare
E non fu nemmeno l'unico religioso (fra frati,
monache e sacerdoti) ad ottenerla. Certo, per
molti fu una medaglia alla memoria, e qualche
sacerdote fu anche comandante di formazioni
partigiane.
Lo potete vedere nel documentario RAI
"I giorni dell'insurrezione"
oppure qui (dal minuto 11)

 

 

 
 
 
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Un blog di: jigendaisuke
Data di creazione: 05/11/2006
 
 

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