Creato da Fayaway il 22/02/2005

MARMOTTA

non abita più qui. Ha cambiato pelliccia e si è trasferita in una nuova tana (sempre rosa).

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PALLINI

Bazinga

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Ah! Allora hai letto anche tu "La Rosa e il Plutonio" di Futogi Kazuyo?! sorpresa

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« L'OCCULTO POTERE DELLA MARMOTTATERZA PUNTATA: L'INTIMO... »

CIN CIN!

Post n°194 pubblicato il 18 Gennaio 2007 da Fayaway
 
Foto di Fayaway

Ricordo precisamente come avvenne che cominciai a leggere le opere Edgar Allan Poe. Al supermercato una famosa marca di formaggio faceva una promozione: ogni 250 grammi di formaggio acquistati dava in regalo un libro tascabile a scelta, tra i quali c'era anche "Racconti del Mistero" di Poe. Avevo 8 anni.
Il formaggio non fu affatto male immagine ma ancor più succulenti si rivelarono i racconti. "Il gatto nero" mi agghiacciò, la saga della Rue Morgue mi sorprese, "William Wilson" mi avvinse, "Il Cuore Rivelatore" mi caricò di adrenalina, e "Il Pozzo e il Pendolo" a momenti non mi fece venire un infarto! immagine
Non sapevo ancora se il motivo per cui quei racconti mi attraevano tanto fosse da imputare al genere che trattavano o alla vita da artista maledetto che conduceva il loro autore, ma ormai il patto tra me e Poe era stato siglato: prima ancora di finire le elementari ero diventata una EAP-addicted! E, visto l'argomento della mia tesi di laurea, temo di esserlo tutt'ora immagine

Se ci penso, capisco che probabilmente, più di tutto, ad affascinarmi sono due cose. Innanzitutto la maestria narrativa di Edgar Allan Poe. I suoi racconti sono abbastanza brevi da non annoiarmi e abbastanza lunghi per non lasciarmi "insoddisfatta". Lo stile abbastanza diretto ed evocativo da centrare subito il bersaglio, ma anche greve e teatrale, con qualche termine pomposo che fiorisce qua e là. E il peculiare ritmo della narrazione: un incipit coeso e veloce come un pugno nello stomaco immagine un rapido susseguirsi di alternanze di momenti di tensione e distensione, e un finale a effetto che giunge perfetto e ineluttabile come la morte. Che folgorazione: è così che ho sempre desiderato scrivere!
L'altra cosa che mi affascina è il fatto che, dai racconti, traspare il fatto che Poe si sentisse speciale. Era orfano, bassino, gracilino col capoccione, mammone, alcolizzato, perennemente povero, paranoico e pure impotente, ma possedeva uno straordinario amor proprio, una incrollabile fiducia in se stesso e nelle proprie capacità, e amava essere al centro dell'attenzione per far in modo che il suo talento fosse riconosciuto. Insomma, era un megalomane! immagine E il pensiero che uno sfigato totale come lui fosse pure megalomane mi ha sempre riempita di speranza immagine

Da più di un secolo, ogni anno all'alba del 19 gennaio la tomba di Poe viene visitata da qualcuno che deposita sul marmo della lapide 3 rose rosse e una mezza bottiglia di brandy francese. Solo mezza perché l'altra metà se la beve il misterioso visitatore, come a voler simbolegiare l'esistenza di un legame umano che lega il defunto scrittore ai suoi lettori viventi che, nel giorno del suo compleanno, vogliono brindare in suo onore.

E oggi mi sa che un goccetto me lo scolo anch'io immagine

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