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« Commiato a Lino Aldani (...Un mondo invisibile »

Una storia non credibile

Post n°208 pubblicato il 15 Febbraio 2009 da il_presidente77
 

Era una magnifica giornata, tiepida e trasparente. Le montagne formavano un semicerchio di vette innevate e sembravano così vicine da poterle toccare allungando un braccio. Le otto del mattino. Pareva impossibile che avesse potuto rovinarsi in quel modo la sera prima …
Era divenuta un pensiero costante, un ripetersi ciclico nella mente delle stesse frasi. Però la sua storia non era credibile. Suo padre se ne sarebbe accorto subito. Suo padre era bravo. Sapeva ascoltare e capiva l’essenza delle parole. Gli bastava guardarti negli occhi e non eri più tu a parlare a lui, ma lui ad ascoltare te. I suoi occhi ti osservavano, ti scrutavano e giungevano al tuo cuore. Lui ti stregava ascoltandoti e tu cominciavi a balbettare. Sembra facile parlare con il proprio padre, ma con lui si finiva sempre a balbettare, a dimenticarsi le parole.
Era una magnifica giornata, tiepida e trasparente. Le montagne formavano un semicerchio di vette innevate e sembravano così vicine da poterle toccare allungando un braccio. Le otto del mattino. Pareva impossibile che avesse potuto rovinarsi in quel modo la sera prima …
La storia era ben congeniata, non sembravano esserci problemi, però non funzionava. Pensò a modificarla per renderla più efficace, più incisiva, ma non gli venne in mente nulla. Era un giorno che ci pensava. Provò un’altra volta. Forse era la centesima volta. Uscì solo un sospiro. Era troppo lungo per significare solo delusione. Con la mente libera iniziò a raccontare la sua storia, anche se la strada era vuota e polverosa.
Era una magnifica giornata, tiepida e trasparente. Le montagne formavano un semicerchio di vette innevate e sembravano così vicine da poterle toccare allungando un braccio. Le otto del mattino. Pareva impossibile che avesse potuto rovinarsi in quel modo la sera prima …
Provò a migliorarne l’esposizione. Mutò il tono di voce quando necessario. Gesticolò con le mani per accompagnarne le parole e tenne lo sguardo fisso. Infine, immaginò che lì ci fosse suo padre. Gambe conserte, mano quasi immobile sul mento e occhi fissi nei suoi. Niente di nuovo. La storia non era credibile, anche se lì lo stava fissando solo una palma consunta e non suo padre. Immaginò i rimproveri. Una storia non credibile. Non gli sarebbe stato difficile capire che la sua storia non era credibile e avrebbe solo dimostrato che il giorno prima non aveva fatto il proprio dovere. Con rammarico si diresse verso casa.
Era una magnifica giornata, tiepida e trasparente. Le montagne formavano un semicerchio di vette innevate e sembravano così vicine da poterle toccare allungando un braccio. Le otto del mattino. Pareva impossibile che avesse potuto rovinarsi in quel modo la sera prima …

Attraversò la piazza, come sempre piena di uomini. Parlavano, discutevano, qualcuno fumava stanco. Avrebbe potuto fermarsi un attimo. Parlare con qualcuno. Immaginare che fosse suo padre e raccontargli la sua storia. Sarebbe stato solo un ingannarsi. Per loro era un ragazzino di undici anni che aveva abbandonato la scuola. Era uno dei tanti. Conoscevano suo padre, ma lui non era suo padre. Forse gli avrebbe concesso un attimo. Lo avrebbe ascoltato, prima di scuotere la testa e di dargli una moneta per rincuorarlo. Un rimborso per la sua delusione. Un comprare il suo silenzio. Però decise di provare lo stesso.
Era una magnifica giornata, tiepida e trasparente. Le montagne formavano un semicerchio di vette innevate e sembravano così vicine da poterle toccare allungando un braccio. Le otto del mattino. Pareva impossibile che avesse potuto rovinarsi in quel modo la sera prima …

Contò le monete nel cappello. Diversi uomini si erano fermati. Alcuni attenti, altri distratti, alcuni per poco, altri, meno di dieci, per tutta la storia. I loro volti avevano ascoltato. Non li conosceva, ma erano uomini della piazza e si erano fermati per la sua storia. Le monete erano il segno della loro riconoscenza. Quei loro volti erano la vera soddisfazione. Era la prima volta che la piazza lo accettava, che decideva che poteva inseguire il suo sogno. Nessuno dei suoi sei fratelli desiderava essere come loro padre: uno che racconta storie alla piazza. Suo padre raccontava storie alla piazza da quaranta anni. Ripensò alla sua storia. Accettata, ma comunque ancora non bella. A suo padre non sarebbe piaciuta, ma lo avrebbe aiutato. Era lui che gli aveva insegnato a mutare la voce, a gesticolare e a scegliere gli uomini da fissare per stregare tutti gli altri. La sua storia era veramente un pensiero ricorrente e non voleva ignorarla. Non erano frasi ripetute, ma qualcosa di vivo. Ci sarebbero voluti anni per imparare l’arte di raccontare storie, ma era giovane e aveva un ottimo maestro, intanto continuò a rivivere la sua storia.
Era una magnifica giornata, tiepida e trasparente. Le montagne formavano un semicerchio di vette innevate e sembravano così vicine da poterle toccare allungando un braccio. Le otto del mattino. Pareva impossibile che avesse potuto rovinarsi in quel modo la sera prima …

Questo post partecipa al gioco narrativo Incipit indetto da Writer

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Commenti al Post:
relatived
relatived il 15/02/09 alle 15:41 via WEB
bel racconto..un pò enigmatico ma interessante...sarebbe bello conoscerne il seguito se c'è..ma nn credo c sia vero?buona domenica relatived:)
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 15/02/09 alle 16:11 via WEB
Hai colto uno dei problema di questo racconto, la caratterizzazione dell'ambientazione; credo questo renda molto enigmatico questo testo. A mia parziale discolpa c'è che una delle regoel del gioco erano 5000 caratteri spazi inclusi e io ne risparmiati solo 2 (!!!). Credo che una maggior descrizione della cittadina africana avrebbe aiutato il lettore a immedesimarsi di più anche perchè poi la cittadina non è propriamente solo uno sfondo (la piazza interagisce con lui)
 
   
sillylamb
sillylamb il 16/02/09 alle 18:27 via WEB
Cavol, solo 2 in meno dei 5000? Ho letto il tuo racconto di un fiato, mi è sembrato molto più corto!
 
     
il_presidente77
il_presidente77 il 17/02/09 alle 10:24 via WEB
mi sembra di essere Elio che dice a Pippo Baudo a Sanremo "Pippo 53 secondi solo 53" dopo aver eseguito La terra dei cachi
 
vi_di
vi_di il 15/02/09 alle 15:54 via WEB
Un'idea originale per l'uso dell'incipit, che diventa la storia da raccontare alla piazza per stregarla, come fa suo padre, a cui nessuno dei suoi sei fratelli voleva somigliare mentre lui forse sì. Molto, molto particolare ed interessante questo racconto, complimenti!
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 15/02/09 alle 16:19 via WEB
La questione era che l'icipit "imponeva" uno stile che non sentivo mio e cosa che voleva trovassi una soluzione. In primis pensavo ad un racconto molto destrutturato basato su una forma narrativa quasi frammentaria, poi questo personaggio che aleggiava nella mente (che in verità è basato su una storia vera) ha raccolto quell'incipit e lo ha fatto suo. A quel punto il mio problema iniziale era risolto, dovevo solo scrivere una storia credibile.
 
cateviola
cateviola il 15/02/09 alle 19:37 via WEB
Era un po' che non ti leggevo e forse ci voleva un incipit fisso con quella limitazione dei caratteri a sbloccarti... come gli esercizi della riabilitazione: movimenti guidati, regolati, costretti per ritrovare la libertà di muoversi e con quella la voglia?
Se ho sbagliato tutto, perdonami, solo un'impressione
Il tuo testo racconta la storia di chi sceglie di raccontare storie, ne lascia sentire le difficoltà e la bellezza, soprattutto mette in scena gli ascoltatori (o i lettori, in altro contesto). Come chi scrive non scrive mai davvero solo per sé, chi racconta tesse un legame con la voce e i gesti e l'attenzione al suo pubblico ... c'è uno scambio e nessuno riceve senza dare
La frase iniziale (dopo aver letto tutti i racconti per il gioco) inizia a sembrare anche a me un ripetersi ciclico :)
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 16/02/09 alle 10:09 via WEB
Il fatto che non scrivessi era un concausa di molti fattori. Il gioco di W. è stato come uno stimolo in più (e per fortuna che ha messo due settimane di tempo altrimenti non ce l'avrei fatta).
Credo che la scrittura possa nascere come qualcosa di personale, ma poi inevitabilmente si debba evolvere come una sorta di comunicazione verso gli altri. Per quello che riguarda il racconto narra proprio un primo momento in cui inizia ad apparire questo contatto.
 
asia_doro
asia_doro il 15/02/09 alle 20:15 via WEB
ciao, mi è piaciuto questo racconto, perchè mi piacciono le persone che sanno andare contro corrente seguendo il proprio istinto pur dovendo affrontare realtà a volte più grandi di loro, bravo! ciao ciao
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 16/02/09 alle 09:24 via WEB
grazie
 
LadyAileen
LadyAileen il 15/02/09 alle 20:26 via WEB
Bello davvero. ^_^
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 16/02/09 alle 09:36 via WEB
grazie
 
springfreesia
springfreesia il 15/02/09 alle 22:15 via WEB
(...)la sua storia non era credibile (...) La storia era ben congeniata, non sembravano esserci problemi, però non funzionava(...) Una storia non credibile(...) Sarebbe stato solo un ingannarsi (...) Ripensò alla sua storia. Accettata, ma comunque ancora non bella. A suo padre non sarebbe piaciuta (...)" Nel tuo racconto io vedo un bambino ricercare con forza l'approvazione di un padre in cui si è talmente identificato da pensare già di "scegliere" anche per sé il mestiere di cantastorie. E il timore di non essere abbastanza all'altezza per poterlo fare dignitosamente. Poi, all'improvviso, una consapevolezza nuova e forse molto adulta: "(...) intanto continuò a rivivere la sua storia.", pensandola, arricchendola, facendola propria. Un po' quello che ti è capitato scegliendo, dopo tutto e nonostante un incipit che non sentivi tuo, di partecipare al gioco letterario. Notte serena:-))
 
maryrose6
maryrose6 il 15/02/09 alle 23:22 via WEB
Si veramente geniale. E poi lui, il padre, una figura ben descritta che prende il lettore...Bravo, complimenti, mary
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 16/02/09 alle 10:11 via WEB
Purtroppo ho dovuto fare delle scelte dato lo spazio e ho deciso di focalizzarmi su alcuni personaggi (non c'èera più spazio per la piazza e per in genrale l'ambientazione). Sono contento che quelli su cui ho cercato di focalizzarmi siano risultati credibili.
 
odio_via_col_vento
odio_via_col_vento il 15/02/09 alle 23:35 via WEB
è quell'incipit che proprio stona. non so immaginare che possa essere l'inizio di una affabulazione e un incanto come quello che il ragazzo (e prima ancora suo padre) devono saper mettere in atto.
poi, chissà perché, io mi sono immaginata una piazza mediorientale e un racconto con uno sfondo "torinese".....:).
comunque hai trovato un grande escamotage, complimenti! e la tua parte mi piace molto.:)
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 16/02/09 alle 12:10 via WEB
Ti rispondo per punti.
In primis, sei stata brava ad individuare la piazza mediorientale come collacazione, dto che gli elementi ambientali sono molto minimali (la palma consunta, la piazza, la via polverosa, i sei fratelli).
Il fatto che tu idenfichi come "torinese" lo sfondo secondo me è molto orientato dalla provenineza sia dell'autore dellincipit sia di chi ha steso queste qauttro frasi, di sicuro il contrasto è forte.
Inizio a rispondere a te sulla storia del novello raccontatore di storie: probabilmente (dato che nelal mia mente l'ho sola abbozzata no chiedendo troppo dettagli al ragazzino) si tratta di una storia basata sulla mitologia araba. Nello specifico l'incanto creato è molto limitato poche persone si fermano completamente, per molte è solo curiosità: passsano, guardano e se ne vanno.
 
minimi20
minimi20 il 15/02/09 alle 23:49 via WEB
Ho letto troppo in fretta. Sono troppo stanca e qualcosa che non mi convince c'è. Ma non ho la forza di rileggere nè di commentare oltre. Lo farò con calma un'altra volta. Ma c'è stato un momento che mi pareva di legger Pollicino. Ma scusami, son veramente alla frutta...
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 16/02/09 alle 16:45 via WEB
non ti preoccupare, che ci siano difetti non solo è possibile, anzi plausibile, anche perchè (a parte i miei limiti) dalla prima bozza ho dovuto tagliare ampiamente per rientrare nello spazio e ho anche aggiunto particolari. Quindi alcune cose potrebbero essere pasticciate.
 
Eva_8
Eva_8 il 16/02/09 alle 00:14 via WEB
Un ragazzo che sta imparando a fare il cantastorie come il suo papà ed è sulla buona strada... Originale e fantasioso, complimenti. Eva
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 16/02/09 alle 12:27 via WEB
E' un personaggio che ho incontrato per caso in un documentario o in un racconto di viaggio o in un qualcosa di simile che mi aveva colpito, ho solo cercato non solo di descriverlo, ma anche di renderlo vivo, spero di esserci riuscito.
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 16/02/09 alle 06:44 via WEB
Bravo! Mi è piaciuto come hai usato l'incipit per raccontare una "non storia", nel senso qualcosa di non conseguente a quelle parole come abbiamo fatto in parecchi. E poi c'è tanto l'atmosfera dei miei paesi del Sud qui, gli uomini della piazza e chi ancora racconta storie. Ciao.
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 16/02/09 alle 12:55 via WEB
Una scelta fatta in modo "inconsapevole", portata avanti più per mancanza di tempo rispetto alal scadenza che per iniziale convinzione - mi sembrava proprio prima di scriverla che la storia non potesse funzionare (coincidenze?). Poi alcune cose si sono sistemate, alcune cose si sono aggiunte, la ripetizione della storia non era programmata, ma subito nell'immaginare il ragazzino non ho potuto non pensare che si ripetesse la storia; per l'ambientazione si punta fortemtente verso sud e non solo per la palma, però come detto rimane molto abbozzata e lascia spazio alla fantasia del lettore.
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Stefano Santarsiere il 16/02/09 alle 09:35 via WEB
Però la storia da qualche parte ci deve essere... e mi piacerebbe ascoltarla. Interessante per le emozioni di attesa che suscita. Un abbraccio. Stefano.
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 16/02/09 alle 12:56 via WEB
Quella a tengo per un'altra volta per il sequel, no scherzo ;-)
 
Tesi89
Tesi89 il 16/02/09 alle 10:08 via WEB
A me è piaciuto molto, forse perchè sono attratta dalle storie originali e il tuo modo insolito di usare l'incipit ripetendolo ciclicamente per cercare di dare vita ad un racconto dentro il racconto è davvero interessante.
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 16/02/09 alle 12:58 via WEB
Ti ringrazio, in verità leggendo molte storie partendo da questo incipit mi sono accorto che è usata molta originalità. Personalmente ho fatto una scelta, forse ci sono riuscito, forse no, l'importante è averci provato
 
pinguina_felice
pinguina_felice il 16/02/09 alle 10:31 via WEB
La paura di non essere giudicato valido dalla persona da cui si vorrebbe sempre approvazione...interessante e attuale!Un sempreverde, direi!
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 16/02/09 alle 16:16 via WEB
credo che essere accettati da chi ci sta intorno sia un sempreverde perchè un "problema" costante, quotidiano di tutti .
 
charliebrowna
charliebrowna il 16/02/09 alle 11:07 via WEB
Mi piace molto il richiamo continuato dell'incipit intervallato da quel profumo e quell'atmosfera della gente di piazza di una volta. Come altri, mi e' rimasta la curiosita' di saper il resto della storia. Bello.
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 16/02/09 alle 16:03 via WEB
la storia, come ho detto, non ci ho mai pensato seraimente, dato che era la storia creata da un altro; per quello che mi è dato sapere era una storia in cui erano presenti vari jinn
 
azzeta2007
azzeta2007 il 16/02/09 alle 11:16 via WEB
per un attimo ho temuto che ripetessi l'incipit anche nei commenti ahahaha
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 16/02/09 alle 12:59 via WEB
azz... non ci avevo ancora pensato, ma sai che era una magnifica giornata, tiepida e trasparente. Le montagne formavano un semicerchio di vette innevate e sembravano così vicine da poterle toccare allungando un braccio. Le otto del mattino. Pareva impossibile che avesse potuto rovinarsi in quel modo la sera prima …
 
Basta_una_scintilla
Basta_una_scintilla il 16/02/09 alle 12:48 via WEB
Mi sono immaginata una piazza Peruviana, dove, nonostante la sabbia e le palme, riesci a vedere quei vulcani innevati tutto intorno e tanti uomini fumano e chicchierano e tu ti domandi inevitabilmente le donne dove siano andate a finire. Mi sono immaginata un cappello colorato, a ricevere le monete che non regalano tuttavia soddisfazione. Mi sono immaginata un uomo anziano, dai tanti racconti e dai tanti figli e la paura del confronto frammisto ad ammirazione smisurata di quell'unico che vuole seguire le sue orme. Un racconto originale, un bel modo di usare l'incip...forse la storia del protagonista non è ancora credibile ma a me sembra che tu sia bravo a raccontare stori. Un sorriso. Micky
 
 
Basta_una_scintilla
Basta_una_scintilla il 16/02/09 alle 12:49 via WEB
P.S. ho letto che tu hai scritto africana...ma io me la sono immaginata così...
 
   
il_presidente77
il_presidente77 il 16/02/09 alle 17:06 via WEB
come ho già detto l'interpretazione del luogo è molto libero, quasi lasciata al lettore, dato che i frammenti descrittivi su esso sono molto limitati ; quindi non vedo troppo campata per aria la tua interpretazione peruviana, sempre che là ci possa essere una palma
 
releardgl
releardgl il 16/02/09 alle 13:15 via WEB
sinceramente e`uno dei racconti che piu`mi e`piaciuto...scritto con maestria...veramente bravo...
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 16/02/09 alle 16:53 via WEB
ti ringrazio
 
alpha_437
alpha_437 il 16/02/09 alle 14:05 via WEB
questo figlio è come me ho imparato tutto dal grande saggio dall'occhio che scruta dentro l'anima da colui che guarda l'incedere non giudicando ma osservandone i progressi.....la paura del giudizio era solo mia lui il grande saggio non ha mai dubitato....lui mio padre
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 17/02/09 alle 10:31 via WEB
la tua disanima dice molte cose in più del padre del mio protagonista che non ho detto/ che non sono risucito a dire
 
alpha_437
alpha_437 il 16/02/09 alle 14:06 via WEB
bravo m'ha colpita
 
rinnegata
rinnegata il 16/02/09 alle 14:26 via WEB
Forte!!!!anche tu hai giocato sull'incipit!!!!bravo davvero originale!!:)
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 16/02/09 alle 16:14 via WEB
era un possbilità forse non così recondita visto che siamo in diversi (non solo noi due) ad averla colta
 
dreaming_cri
dreaming_cri il 16/02/09 alle 14:29 via WEB
non avevo colto che era ambientata in una città africana, per fortuna che leggo anche tutti i commenti ... :-)
per quanto riguarda il racconto, l'ho trovato trascinante, fino alla fine io non ho capito che tipo di storie dovesse raccontare, mi immaginavo un bambino che avesse combinato una marachella e che doveva inventarsi una storia per giustificarsi con il padre...invece voleva solo seguirne le orme....
saper raccontare è una dote naturale, che solo con la pratica raggiunge grandi risultati
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 16/02/09 alle 16:13 via WEB
non è un problema tuo, è una considerazione generale vera che l'ambientazione è solo molto abbozzata e quindi lascia molto spazio a qualunque interpretazione; l'idea era proprio far credre quello una storia per coprire una marachella e solo alal fine lentametne cambiare le carte in tavola verso il lettore; niente di così sconvolgente o improvviso, ma qualcosa che portasse a "rileggere" il tutto in maniera un po' diversa.
 
acetosella5
acetosella5 il 16/02/09 alle 14:37 via WEB
Ho sempre trovato che la figura del "cantastorie" fosse bellissima. Quelle storie che si tramandavano a voce di padre in figlio ed erano piene del sentimento della socialità, sono così lontane da quello che succede oggi che è stato veramente originale da parte tua ricordarcene una nel momento della sua formazione.
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 16/02/09 alle 16:53 via WEB
Ho incontrato il protagonista per caso in uni dei miei rari usi televisivi e lui e il padre mi hanno non dico affascinato, ma sicuramente colpito e come tutte le cose che mi colpiscono tendo a riutilizzarle, magari reinterpretandole un po'.
 
quadernorosso
quadernorosso il 16/02/09 alle 17:46 via WEB
originale e intrigante. mi e' piaciuto. anche se io ci vedo il salento... :-)
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 17/02/09 alle 10:31 via WEB
posssibile anche se conosco poco il salento
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Writer il 16/02/09 alle 17:56 via WEB
il pregio principale del tuo testo è come ti sei rapportato con l'incipit, un incipit che probabilmente non ti aveva convinto e che percepivi un po' come una gabbia. L'ambientazione, pur accennata, è ben resa e lo stile di scrittura mi è parso terso e pulito. La ripetizione dell'incipit suggerisce efficacemente il ritmo e l'espressività del cantastorie, che decice di ambientare la sua vicenda in un contesto molto distante del suo contesto di vita (e forse anche per questo considera la storia non credibile). Mi è piaciuto. W.
 
Guerrino35
Guerrino35 il 16/02/09 alle 19:01 via WEB
La curiosità per la storia l'hai accesa. Quando ce la racconterai?
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 17/02/09 alle 11:03 via WEB
in verità la mia idea era mai, perchè non la storia non è mai stata accontata a m; quello che avrei in mente è utilizzare il protagonista non più ragazzino, ma oramai cantastorie. Il racconto che si basa su questo personaggio al momento è ancora un po' confuso vuoi per la maggior complessità delal trama vuoi perchè un po' più lungo e ambizioso.
 
friz59
friz59 il 16/02/09 alle 20:50 via WEB
E' una storia credibile, una storia sospesa e che affascina perchè il progagonista seppur giovane è ormai "samliziato" raccontastorie, mi è piaciuta. Complimenti, Fiorenzo
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 17/02/09 alle 11:13 via WEB
E' in crescita, ha i rudimenti, ma come si dice s’adda fà.
 
E.v.a_K.a.n.t
E.v.a_K.a.n.t il 16/02/09 alle 21:47 via WEB
Un girotondo di luci e di colori., istintivo e giocoso come una filastrocca, che conduce il ritmo col suo ritornello e incanta... Ecco, se chiudo gli occhi questa è l’immagine che resta impressa: un girotondo... ma è tutto un altro mondo. Se li riapro vedo uno stile di scrittura decisamente credibile, lineare e sincero, teso verso la ricerca di un equilibrio emozionale in bilico tra nostalgia e desiderio di libertà.
 
The.Watchman
The.Watchman il 16/02/09 alle 21:56 via WEB
Giuro: sono troppo stanco per leggerlo. Ma mi riprometto di farlo domani. Giurin giuretta.
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 17/02/09 alle 11:14 via WEB
Guarda che ci credo, ieri a quell'ora era nel letto che stavo meditando se spegnere o meno la luce.
 
Tapiroulant
Tapiroulant il 17/02/09 alle 07:35 via WEB
Ottimo espediente per quell'incipit, davvero :D Però, non so perché, io fin dalle prime righe avevo pensato che il bambino portasse avanti un'attività di inventa-storie (magari, di scrittore); attività che dovesse passare il vaglio di un padre più esperto.
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 17/02/09 alle 11:22 via WEB
Tu non fi testo sei un lettore troppo smaliziato. Se avvessi avuto ancora qualche centinaia di caratteri per fregarti avrei potututo aggiungere uan frase che ribaltava ancora tutto che quella era la storia di come era nata la vocazione di un cantastorie che poi si scopriva essere il cantastorie narrante, ma questo forse avrebbe rovinato in parte tutto in quanto aavrebbe aggiunto troppe sovrastruttutte.
 
   
Tapiroulant
Tapiroulant il 21/02/09 alle 12:31 via WEB
Mannò mannò che non avrebbe rovinato niente, e te lo dico io che sono un fan di Borges... xD Anzi, molti racconti brevi a 'suspence' devono la loro fortuna a un parossismo delle sovrastrutturazioni.
 
biking
biking il 17/02/09 alle 09:07 via WEB
:)))) che racconto simpatico!!! E non si finisce mai di imparare… mai. Dai commenti che ho letto qua e la si capisce che sei un grande appasionato. Bello, grazie.
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 17/02/09 alle 11:23 via WEB
appassionato lettore di sicuro
 
quotidiana_mente
quotidiana_mente il 17/02/09 alle 09:56 via WEB
Hanno già commentato in tanti. Mi limito ad un semplice "bravo". Verrebbe voglia di conoscere il seguito, ma è perfetto anche così. Bravo.
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 17/02/09 alle 11:18 via WEB
Faccio una facita divalo per stare in un solo post e in 5000 caratteri (la prima bozza era di circa 6300) e tutti a chieder un sequel? Non bastano già le opere masodontiche e seriali, sequenziali che si possono trovare in libreria? Scherzi a parte, non ho mai pesnato al sequel pensato come sequel, ad un riutilizzo (o altro uso) del protagonista sì.
Perfetto è una parola grossa.
 
   
quotidiana_mente
quotidiana_mente il 17/02/09 alle 22:04 via WEB
Non così grossa, in fondo sono solo 8 lettere :)
 
     
il_presidente77
il_presidente77 il 20/02/09 alle 16:38 via WEB
parli di otto caratteri a uno che si vanta di avanzarne 2
 
sabrina_ergo_sum
sabrina_ergo_sum il 17/02/09 alle 11:52 via WEB
Ho respirato profondamente,la mia mente è andata altrove, ho atteso qualche istante per uscire sia mentalmente che fisicamente.. Un pugno diretto allo stomaco, sensazioni fisiche che ti rimangono addosso, una rabbia profonda che ti monta dentro e ti attanaglia, istanti di felicità che ti liberano dalla morsa. Ho pensato ad Hosseini, alle situazioni e i personaggi ritratti nei sui racconti, sono vivissimi, percepisci colori e profumi di una terra che non è tua, gli avvenimenti della Storia irrompono stravolgendo e mescolando le vite degli uomini soprattutto delle donne, ricollocandole all’interno di un disegno imprevedibile, e a questa irruzione le persone reagiscono prendendo via via consapevolezza della propria forza e delle proprie potenzialità. Ho ripensato leggendoti all'ultimo libro che ho letto“Mille splendidi soli” è un’opera che celebra la potenza dell’amicizia che spiana e supera ogni asperità, nel leggerla sono stata catapultata fisicamente in mezzo ai protagonisti, e mi sono ritrovata a respirare la loro polvere e la loro angoscia, a cercare con loro una via d’uscita, a scorgere una luce che illumina e rafforza la speranza, a gioire dei piccoli immensi momenti di serenità, ad abitare le loro attese, a percepire la rabbiosa impotenza di non poterli aiutare, a combattere e schivare la follia di un integralismo che soffoca anche le più piccole aspirazioni, fino alla riscossa sofferta e definitiva, ma solo parziale, per i molti personaggi che hai amato e con cui hai camminato fianco a fianco, e che poi, ad un tratto, senza aver raggiunto la loro terra promessa, se ne sono andati per sempre... Concludo con puntini di sospensione anche se ti hanno infastidito nel mio scritto, il mio racconto non è un racconto, è l'espressione della mia anima, un rimescolio impressionista tra ricordi e presente che si intersecano.Può il presente disturbare il passato? Si, è scritto in questa specie di racconto.Il tuo racconto non racconto mi ha evocato altre storie non storie , non è la bellezza del racconto che bisogna giudicare, ma quello che riesce a trasmetterti e tu hai fatto spaziare la mia mente che già spazia di suo...Un caro saluto Sabrina
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 17/02/09 alle 14:46 via WEB
I tre puntini non mi avevano infastidito, solo distratto. Per il resto sono alquanto lusingato da quello che dici e sicuramente devo ringraziare Hosseini per quello che mi hai detto (spero che si accontenti dei ringraziamenti, perchè se vuole una parte di idritti d'autore non so se gli converrebbe)
 
onice0
onice0 il 17/02/09 alle 11:55 via WEB
Molto originale e ben condotto, io non capisco molto di scrittura ma il testo mi ha preso tanto. Complimenti per la scelta della narrazione. un sorriso
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 17/02/09 alle 13:21 via WEB
sono sincero neppure io ne capisco molto di scrittura
 
bluewillow
bluewillow il 17/02/09 alle 12:50 via WEB
E' un inizio molto interessante, crea suspence ma...ma...e il resto della storia? Guarda che come idea è davvero bella secondo me dovresti continuare il racconto!:) Buona giornata :)
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 17/02/09 alle 13:27 via WEB
pensavo di riutilizzare il protagonista, non proprio in un sequel
 
Kappa_A
Kappa_A il 17/02/09 alle 18:36 via WEB
Bella la storia del cantastorie che non crede nella storia che racconta in piazza...mi piace... ciao
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 20/02/09 alle 16:16 via WEB
grazie ciao
 
unadonnaperAMICAdgl
unadonnaperAMICAdgl il 17/02/09 alle 22:04 via WEB
Sai...una magia...mi hai presa e trasportata in un viaggio nel tempo. Ero a Rabat...Ramadam...di notte...uomini vestiti di bianco, tanti uomini...profumi..e lui, lui che fumava l'hascis e poi raccontava storie. E i bambini accovacciati lo ascoltavano, le donne vestite di bianco col volto coperto lo ascoltavano, gli uomini fumavano..."Le vostre telenevolas" ci disse la guida...avevo nascosto questo ricordo da qualche parte...sono contenta che tu me lo abbia riporato alla luce....magari non è quello che intendevi tu, ma è questo che io vedo quando leggo. Un sorriso
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 20/02/09 alle 16:18 via WEB
Quello che descrivi tu è grosso odo quello che volevo descrivere io, poi specifici particolare posso cambiare da luogo a luogo. Saluti
 
sottoilsette
sottoilsette il 18/02/09 alle 22:12 via WEB
Si mente fin dal titolo... di storia "non credibile"... non so se involontariamente, ma è bello l'idea del "dietro le quinte di una storia" che diventa storia a sua volta... mi ha patto pensare a Ecco la storia di Pennac. Se eri in difficoltà, non l'hai davvero dato a "sentire".
 
 
il_presidente77
il_presidente77 il 20/02/09 alle 16:20 via WEB
I narratori sono mentitori per definizione e se non è così si dovrebbe modificare la definzione, lameno la penso in questo modo.
Per il resto più che una vera difficoltà, l'ho vista come uno stimolo; una possibilità per trovare una mia personale strada.
 
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