Creato da neopensionata il 10/03/2009

PENSIERI LIBERI

Il mio Io in piena sintonia con me stessa

Messaggi di Gennaio 2019

I giorni della Merla !!!

Post n°640 pubblicato il 29 Gennaio 2019 da neopensionata



Quando fa freddo, 

nei giorni della Merla, 

non chiuderti nel guscio come una perla. 

Già viene San Valentino, 

basta stringersi un pochettino; 

per disfarsi di tutto quel gran ghiaccio, 

non c'è niente di più caldo di un abbraccio.

Jolanda@

 

 
 
 

°❦⊱•✿•⊰❦° °❦⊱•✿•⊰❦° °❦⊱•✿•⊰❦°

Post n°639 pubblicato il 28 Gennaio 2019 da neopensionata

Ci sono baci 


che valgono più di mille,

ci sono persone 

che valgono più di milioni

e ci sono momenti 

che valgono più di miliardi.

(Amhareff Walid)



 

 
 
 

La Shoah delle donne, incubo senza fine

Post n°638 pubblicato il 27 Gennaio 2019 da neopensionata

La Shoah delle donne, incubo senza fine

La Shoa delle donne, incubo senza fine

Un bordello ad Auschwitz per i prigionieri più produttivi, con tanto di turni, tariffe e orari di ingresso. Quella che al primo impatto suona come un’idea assurda rappresenta una triste realtà: nel campo di concentramento simbolo dell’orrore nazista le SS crearono una casa chiusa destinata a particolari categorie di internati.

E non solo ad Auschwitz: simili baracche, ribattezzate Sonderbauten («edifici speciali»), erano attive anche in altri Lager. Atti sessuali forzati a pochi metri da montagne di cadaveri ammonticchiati l’uno sull’altro: un capitolo poco noto nella storia del nazismo riportato ora alla luce da Robert Sommer in Das KZ-Bordell («Il bordello nel campo di concentramento»), un libro presentato al parlamento della città-Stato di Berlino.

A partorire l’idea fu, nel 1942, il capo delle SS Heinrich Himmler, che puntava in tal modo ad aumentare la produttività degli internati, tutto con la fredda regolamentazione tedesca, a cominciare dalla scelta delle donne: si trattava soprattutto di giovani sotto i 25 anni, provenienti da Germania, Polonia o Ucraina («non c’erano italiane») e reclutate per lo più tra quelle internate come «asociali». Rigorosamente escluse per principio, invece, le ragazze ebree.

Ma chi frequentava simili bordelli? Non si trattava né di ebrei, né di prigionieri di guerra sovietici, cui l’ingresso era vietato, né tanto meno di internati «semplici», bensì di cosiddetti Funktionshäftlinge («detenuti-funzionari»), internati che svolgevano compiti di sorveglianza all’interno del Lager, come ad esempio decani o kapò. Gli unici a poter pagare i due Reichsmark richiesti dalle SS.

La visita era disciplinata in modo meticoloso: i prigionieri dovevano presentare domanda, farsi inserire in un’apposita lista, sottoporsi a una visita medica e infine attendere di essere convocati a un appello. Lo stesso rapporto - sorvegliato da alcune SS attraverso degli spioncini - era rigidamente organizzato: 15 minuti per internato.

I casi di gravidanze furono pochi (e accompagnati sempre dall’aborto), dato che le ragazze venivano sterilizzate prima del loro arrivo nel campo di concentramento, oppure le condizioni estreme della loro prigionia le rendeva incapaci di avere figli.

Quando erano malate o sfinite dalla frequenza delle prestazioni richieste venivano rispedite ai lager di origine per diventare cavie degli esperimenti medici o inviate direttamente a Auschwitz per essere uccise con il gas e eliminate nei forni crematori. Alla fine del 1945 molte donne che riuscirono a sopravvivere allo sterminio nazista e tornarono nelle loro case non ebbero il coraggio di raccontare le atrocità subite.


 
 
 

Donne con le ali

Post n°637 pubblicato il 26 Gennaio 2019 da neopensionata

Era convinta di non piacere
e di non piacersi,
ma a volte accadeva l’incanto
e si sentiva bella, dentro e fuori.
Si piaceva veramente.
Sarà stata la magia di quell’istante
e il viso si illuminava all’improvviso,
il suo sorriso diveniva contagioso.
Capitava raramente, ma quando avveniva,
il suo sguardo splendeva come un’alba.
E in quel momento nei suoi occhi
c’erano mare, foreste, vento, sole.
Si sentiva parte del Tutto.
Sorrideva e si sentiva bella.
Sicura di sé, avvolta dai suoi incanti.
Tutto le sembrava possibile,
quando le porte dell’anima si spalancavano.
Avrebbe potuto volare,
se avesse saputo di avere le ali.




 
 
 

Emozioni

Post n°636 pubblicato il 25 Gennaio 2019 da neopensionata

“Quando


indirizziamo 

correttamente 

i nostri pensieri, 

possiamo controllare

le nostre emozioni.”

( William Clement Stone)






 

 
 
 

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