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giocatta7
giocatta7 il 29/05/12 alle 09:35 via WEB
Ciao Dino, su queste abitudini e con il contatto con la natura siamo proprio sulla stessa lunghezza d'onda. A questo proposito ti posso scrivere quì di seguito le mie sensazioni. ( E chi mi ferma più?) IN GIARDINO - La pioggia è cessata. Dopo un noioso pomeriggio passato ad osservare attraverso la vetrata, le bizze del temporale che sferzava le piante e i cespugli, flagellava le foglie e disperdeva i petali, ora posso uscire a passeggiare in giardino. Dal terreno bagnato sale un vapore tiepido. Guardo i fiori ricurvi e gocciolanti, alcuni rotti, rassegnati, altri invece che incominciano a rialzare la testa come voler dire: "siamo ancora quì, il temporale non ha vinto". I colori sono più vivi: il giallo è oro, il rosso è fiamma, il bianco è splendore, il verde delle foglie è lucente. Gli effluvi sono più intensi. Potrei camminare ad occhi chiusi e riconoscere il fiore che avvicino: tenero e dolciatro è il profumo dei ciuffi di violette che fanno capolino tra le crepe dei muri, speziato e caldo quello dei garofani, soave e delicato quello dei gelsomini, carezzevole e puro quello delle rose e poi il caprifoglio dolce e penetrante e il lauro amaro e intenso. Uno dei gatti randagi che ultimamente ha trovato casa da me, vincendo l'avversione per l'erba bagnata, mi segue e strofina il muso e il dorso contro le mie gambe: miagola e fà le fusa cercando le mie carezze. Ogni tanto si distrae e osserva con troppo interesse gli uccelli tornati festosi. Io cerco di spiegargli che non si fà, ma dubito che i miei insegnamenti possano prevalere sul suo istinto di cacciatore. Mi soffermo a guardare il campanile della chiesa del mio paese che si erge piccolo e indistinto in lontananza contro il profilo nitidissimo delle colline blu cobalto. Se qualcuno mi vedesse potrebbe confondermi con una donna annoiata che non sa cosa fare di se stessa; ma la realtà è che io non posso fare a meno di questi momenti di raccoglimento. Lo so che, rispetto a questo modo di vivere impetuoso e passionale sempre alla rincorsa dell'attimo che fugge, sono considerata un'anacronistica romantica e sentimentale. Ma sono proprio i momenti come questi, senza desideri e perfettamente tranquilli, che mi fanno amare questo pazzo, pazzo mondo.

 
dinobarili
dinobarili il 29/05/12 alle 08:26 via WEB
Ciao Stefano - hai ragione. Parecchi anni fa, si diventava adulti molto presto. Il contatto con la realtà era forte e immediato. Ricordi il giorno in cui si uccideva il maiale allevato con cura per un anno intero? Eppure per le famiglie di allora... MORS TUA, VITA MEA... Altro che (vedere giovani)stare in casa dei genitori fino a quarant'anni! Dino

 
franzkline
franzkline il 28/05/12 alle 22:32 via WEB
E' un racconto profondo perché la mamma di Martina, ancora praticamente bambina ha conosciuto il lato brutto della vita, senza aver potuto gongolarsi del tutto nella spensieratezza fanciullesca. Buona serata a tutti Stefano

 
vice450
vice450 il 28/05/12 alle 21:18 via WEB
Ciao Dino, domani la Chiesa celebra SANTA BONA, nome insolito, ma non del tutto in disuso, per essere stato portato addirittura da principesse della casa di Savoia. Bona nacque a Pisa verso il 1155/1156 nella parrocchia di San Martino di Guazzolongo nel quartiere di Kinzica. Mamma Berta era di origine corsa e dopo essersi stabilita a Pisa conobbe un mercante, Bernardo. Bona fu l'unico frutto di quel matrimonio: Bernardo si imbarcò quando Bona aveva solo tre anni e non fece più ritorno, lasciando così Berta in grandissime difficoltà economiche in quanto straniera e unica responsabile della famiglia. All'età di sette anni, Bona, ebbe un primo incontro con Gesù e grazie a padre Giovanni dell'Ordine dei Canonici Regolari di San Agostino entrò in convento. Bona scelse di martoriare il suo corpo con prove sempre più dure e giunse ad indossare il cilicio dopo una nuova visione di Gesù. All'età di dieci anni ebbe una nuova visione che la segnerà per la vita: insieme con Gesù e Maria incontra San Giacomo. Preparata da padre Giovanni, all'età di dieci anni si presenta al Priore che la consacrerà al Signore. Dopo tre anni di raccoglimento ed aspre penitenze (durante le quali continua a punire il suo corpo), nel 1170, a seguito di una nuova visione di Gesù, parte per Gerusalemme, dove il Signore le rivela che vive suo padre Bernardo. Avvertita ancora da Gesù sfugge al suo tentativo di impedirle di scendere dalla nave e si rifugia da un eremita di nome Ubaldo, che diventa il suo padre spirituale. Nel tentativo di ritornare a Pisa con alcune sue compagne di viaggio viene ferita al costato e catturata dai saraceni. Riscattata da alcuni mercanti pisani, ripara finalmente verso il 1175 nella sua stanzetta di San Martino. Qui avviene una nuova visione: con Gesù si presenta San Giacomo che la invita ad unirsi a dei pellegrini in viaggio per Santiago de Compostela. Il pellegrinaggio era un'autentica avventura che durava circa nove mesi, i pellegrini sapevano di rischiare anche la morte: ragione per la quale era prassi normale stendere il testamento. Bona, così esile e continuamente sottoposta a prove fisiche che lei stessa si procurava, non esita, partecipa a quel primo pellegrinaggio, al quale seguiranno molti altri. Il suo compito è di sorreggere nelle difficoltà, incoraggiare nei momenti più difficili, prestare soccorso sanitario ed invitare tutti i pellegrini alla preghiera e alla penitenza, avrebbe operato numerosi prodigi, come la guarigione di un viandante ferito, la conversione di un brigante, il miracoloso passaggio di un fiume dopo che il ponte era stato distrutto. Raggiungerà ben nove volte Santiago ed altrettante volte ritornerà a Pisa! Ma guidò anche i pellegrini a Roma e raggiunse anche San Michele Arcangelo sul Monte Gargano. All'età di 48 anni è costretta ad interrompere i pellegrinaggi e il 29 maggio 1207 raggiungerà il suo Sposo in cielo. Ora riposa nella Chiesa di San Martino a Pisa. Il 2 marzo 1962, Giovanni XXIII la dichiarò ufficialmente patrona delle hostesses di Italia…….Vice

 
dinobarili
dinobarili il 28/05/12 alle 18:33 via WEB
Ciao Carlo - ci stiamo dando da fare come ... AMARE PAVIA Dino

 
dinobarili
dinobarili il 28/05/12 alle 18:32 via WEB
Ciao Giovanna... bel racconto. Dino Ciao Vice... oggi ci facciamo meraviglia di troppe cose. Oggi, c'è "il tutto e il di più"... quando però c'era la fame... quella vera, allora, c'era una "sola" legge: NECESSITA'... NON VUOL LEGGE. Dino

 
carlo.senna50
carlo.senna50 il 28/05/12 alle 18:27 via WEB
Bene, abbiamo trovato una brava affabulatrice (chiaramente nuova per noi; magari è già nota a tanti altri): perchè ti sei nascosta? Vogliamo altri tuoi racconti brevi. In questa forma sono molto godibili. Carlo

 
dinobarili
dinobarili il 28/05/12 alle 18:22 via WEB
Ciao Carlo ... non confondiamo i Santi ... con i Fanti (io). Buona serata. Dino

 
dinobarili
dinobarili il 28/05/12 alle 18:21 via WEB
Ciao Vice, Ciao Giovanna - ecco, così bisogna vivere... UN GIORNO ALLA VOLTA. Dino

 
carlo.senna50
carlo.senna50 il 28/05/12 alle 18:20 via WEB
Quindi Giovanna, stai dando del Dalai Lama a Dino? Scherzo... bellissimo quel concetto. Ciao Carlo
 
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