Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

OTTOBRE

 
 Lieve offerta
 Vorrei che la mia anima ti fosse 
leggera
come le estreme foglie
dei pioppi, che s’accendono di sole
in cima ai tronchi fasciati
di nebbia -

Vorrei condurti con le mie parole
per un deserto viale, segnato
d’esili ombre -
fino a una valle d’erboso silenzio,
al lago -
ove tinnisce per un fiato d’aria
il canneto
e le libellule si trastullano
con l’acqua non profonda -

Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera,
che la mia poesia ti fosse un ponte,
sottile e saldo,
bianco -
sulle oscure voragini
della terra.
(Antonia Pozzi)
 

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PRIMA GITA

Post n°1443 pubblicato il 16 Giugno 2017 da atapo
 

RITORNO  AL  CASTELLO

 

Parma. il castello di Torrechiara

Dicevo di aver voglia di vacanza…
Ho cominciato con l'organizzare qualcosa, anche se piccolo, un giorno solo di “fuga”
Un'amica di Bologna voleva acquistare alcuni piatti dell'eredità dei miei suoceri… ci dicevamo che prima o poi ci saremmo incontrate, intanto glieli avevo messi da parte.
Lo stesso per la mia amica che lavora al castello vicino Parma. Ora quest'ultima si è rotta una gamba: faccenda spiacevole, ma questo mese in cui non lavora ed è a riposo ha giocato a favore di un incontro a tre, con allegata consegna di stoviglie vintage.
Così ieri mattina sono partita di buon'ora con le stoviglie ben imballate nel carrello della spesa e ho preso il treno per Bologna: per fortuna non erano troppo pesanti, ma fragili sì e trattavo questo prezioso bagaglio con i guanti. Del resto mi bastava che arrivassero indenni a Bologna, dopo le abbiamo messe nel bagagliaio dell'auto dell'amica bolognese e siamo partite per le colline di Parma. Altre due ore di viaggio, senza navigatore, ma avevo stampato la carta di Google con le indicazioni stradali e mi sono ritrovata a fare io da navigatore, come quando andavamo in camper con mio marito: la sorte ci ha assistito e non abbiamo sbagliato strada nemmeno una volta.

Dopo un caldo soffocante a Bologna e lungo la strada, speravo che almeno sulla collina del castello ci sarebbe stata tregua e una temperatura più sopportabile. Macche! Caldo atroce anche lassù! Facendo corrente con varie finestre aperte, nonostante i muri spessi, si migliorava di poco. Impensabile anche soffermarsi nel bel camminamento sulle mura dove la nostra amica castellana coltiva nei vasi i fiori e le piante aromatiche: tanto profumo, ma anche un sole implacabile.
Comunque l'incontro di tre amiche che da tanto non si rivedono fa dimenticare ogni disagio e così abbiamo passato qualche ora piacevole a raccontarci di tutto e di più… di vita… di lavoro… di mariti, figli e nipoti…
Ne sentivo la necessità di un tempo così, ora che non si organizzano più le giornate tra “le dame della Montagnola”: sono i cambiamenti e le trasformazioni delle vite di tutti, allora è una gioia se si riesce a rinnovare in modi diversi le occasioni di stare insieme.
Io e l'amica castellana ci conosciamo ormai bene, con l'amica bolognese finora avevo avuto meno occasioni di rapporti e confidenze: ieri, in quattro ore di viaggio insieme fra andata e ritorno, direi che abbiamo recuperato. Anche lei è stata insegnante, ora è in pensione da due anni, anche lei ha lavorato in scuole e situazioni di frontiera, come è stato per me.

Non sapevo esattamente quanti anni avesse, ho scoperto che ha solo due anni meno di me, aveva frequentato a Bologna il mio stesso Istituto Magistrale e, senza conoscerci, per due anni vi abbiamo “coabitato”, io fra le più grandi, lei nelle classi inferiori. Era attorno al 1968, l'inizio del periodo “caldo” della contestazione a cui per diversi mesi partecipai anch'io, abbiamo ricordato nomi dei compagni più attivi e qualcuno lo conoscevamo entrambe: ieri sera tornata a casa sono andata a ricercarne tracce in internet… ho ritrovato vecchie foto che mi ricordavano la mia adolescenza contestatrice, ho identificato anche qualcuno che conoscevo, che era in classe con me… Chissà come sono ora, cosa gli ha riservato la vita?
Avevo una leggerissima nostalgia, quella che viene quando ci si immerge nei ricordi della propria gioventù e si sente che appartiene ad un periodo lontanissimo...


 
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