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GODIAMOCELA

Post n°1887 pubblicato il 30 Settembre 2023 da atapo
 

LIBERA !!!




E’ passata la prima settimana completamente senza fisioterapia: mi sembra un’altra vita!

Sistemo e organizzo le giornate come voglio, ho arretrati da smaltire, ma si farà, con calma…

Sono tornata in piscina, quando ne esco mi sento più in forma, magari riuscissi ad andarci più spesso. Anche mio marito si è iscritto ora, il medico gli ha detto che per i suoi problemi è l’unica attività fisica che non ha controindicazioni, anzi!

Le parole del medico l’hanno convinto, io, che glielo dicevo da anni, ero sempre rimasta inascoltata. Per ora, comunque, ha solo preparato la borsa con l’occorrente, non ha ancora trovato un momento per andarci, ha sempre motivi di impegni più impellenti… Mah, non me ne voglio mettere per lui!

Cerco di godermi questi giorni così, tranquillamente, prima che si concretizzino gli impegni per i prossimi mesi e riempiano l’agenda. Il bel tempo aiuta.

Un giro al mercato, una passeggiata in centro a rivendere i libri letti durante l’estate, l'inizio della lettura di uno nuovo, preparare una buona crostata con la ricotta e la nostra marmellata di mele, fare i bucati accumulati, raccoglierli asciugati velocemente con questo sole, piegare i capi e metterli via senza lasciarli giorni ammucchiati ad aspettare: giornate serene.

Ancora non sono riuscita a sbloccare la scrittura, ma arriverà anche questo, spero.

Mi infastidiscono soltanto gli sciami di zanzare che mi assalgono quando sto in giardino: abbiamo raccolto e mangiato tutte le pere, fra poco cominceranno le melagrane.

 

 
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FISIOTERAPIA

Post n°1886 pubblicato il 19 Settembre 2023 da atapo
 
Tag: cronaca

SETTEMBRE DI FUOCO



La conclusione dei controlli alla mia caviglia per le continue distorsioni è stato un ciclo di 10 sedute di fisioterapia richiesto dalla fisiatra, dopo avermi esaminato, manipolato e fatto camminare nel corridoio dell'ambulatorio.

Con la pazienza di vari tentativi sono riuscita a trovare posto in tempi ragionevoli in un centro di riabilitazione, privato e convenzionato, a Fiesole, il più raggiungibile da casa mia, considerando che gli altri centri disponibili erano in paesi confinanti con Firenze, ma dalla parte opposta della città!

L'inizio è stato fissato per il 30 agosto. Bene, mi dicevo, in due settimane me la cavo e ormai il caldo estivo sarà diminuito, si potrebbe tornare in montagna o fare un altro giretto in camper...

Invece non è andata così.

Alcuni giorni prima dell'inizio, dal centro mi hanno chiamato per avere informazioni sul mio problema, spiegarmi l'abbigliamento e dirmi che le sedute sarebbero state a giorni alterni, io ero nel turno lunedì/mercoledì/venerdì. Da rivedere la tempistica, praticamente se ne andavano due terzi del mese e per quei giorni non si poteva pensare alla montagna o altro. Mi sentivo già fortunata a non avere l'altro turno, quello col sabato...

Ho scoperto che per arrivare lassù, a Fiesole, cittadina bellissima adorata dai turisti, dovevo prendere TRE mezzi di trasporto: autobus, tramvia, autobus e far combinare tutti gli orari, che in estate sono meno frequenti. Tre all'andata e tre al ritorno.

Quindi parto alle 9 di mattina per arrivare in loco alle 11, faccio 15 minuti di elettrostimolazioni poi entro in palestra per tre quarti d'ora di esercizi, che non sono continuativi, il tempo si prolunga a seconda della numerosità dei pazienti che i terapisti devono seguire e delle loro necessità. Finisco attorno alle 12,40 e mi rimetto alla caccia degli autobus, cercando di sfruttare le combinazioni dei percorsi e delle fermate e subendo le conseguenze dei ritardi. Non arrivo mai a casa prima delle 14, una volta addirittura alle 15 e sono stravolta dalla stanchezza. Quando salgo sull'ultimo bus avviso mio marito che inizia a preparare qualcosa da mangiare, che sia rapido e leggero, perchè in quelle condizioni non ho più fame. Così la sera prima penso cosa fare e gli lascio il biglietto con le istruzioni. Dopo pranzo vado a letto e dormo... dormo... fino a un'ora e mezza (e ciò non mi toglie il sonno notturno). Quando mi sveglio ormai la giornata sta per concludersi, dal 30 agosto ho un giorno sì e uno no per la vita normale.

E la metereologia ha pensato bene di far arrivare l'ennesima ondata di calore proprio in queste settimane, i miei rientri a casa "godevano" dai 32 ai 35 gradi, altrochè il rinfrescarsi settembrino!

Il piede per lo meno mi pare abbia acquistato più forza e stabilità, spero duri poi nel tempo.

Se Dio vuole, domani faccio l'ultima seduta e sento l'avvicinarsi della liberazione! Nei giorni scorsi scrivevo man mano una lista di cose da fare, di posti in cui andare, di telefonate che stanno aspettando, la lista  si è allungata...

Da giovedì spero di riuscire finalmente a cancellare qualcosa, per riscattare un po' questo mese di settembre.

 

 
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E COSI'...

Post n°1885 pubblicato il 03 Settembre 2023 da atapo
 

SILENZIO

Balthus, Ragazza alla finestra

Silenzio, lungo silenzio qui, perché non c’è molto da raccontare.

In agosto siamo riusciti a stare in montagna di più, due lunghi periodi, ci hanno consentito di sfuggire l’ondata di calore in città, anche se pure lassù si arrivava sui 30-32 gradi nelle ore centrali della giornata. Internet in quel luogo di montagna fa pena, è lentissimo e discontinuo; abbiamo installato un solo computer che naturalmente viene usato dal marito, per quel che riesce, solo l’indispensabile vista la connessione ballerina. Io, dal cellulare, mi accontento di leggere la posta, seguire per quanto è possibile gli amici e i gruppi di facebook, ma con tanta pazienza nei video che si interrompono continuamente e nei link ai siti che si aprono con difficoltà. Così sono solo spettatrice, o almeno tento. A farmi cartelle provvisorie per scaricare o scrivere, poi pubblicare, ho rinunciato per non innervosirmi troppo.

In montagna ho molto tempo per pensare e non è sempre un bene: in questi mesi mi sono sentita stanca, rattristata, penso anche a causa dei problemi di salute che si sono affacciati sia a me che al marito e che ci hanno fatto tornare periodicamente dal medico, poi esami clinici, poi lotte per prenotare visite specialistiche in tempi ragionevoli, poi ritorno dal medico con gli esiti, ecc, di conseguenza ogni altro tipo di impegno viene sospeso, tutto dipende da quelli sanitari.

E’ mio marito che ora è in fase di “decadimento” fisico più accentuato, si ripercuote anche nel suo stato d’animo generale e aumentano anche in me ansia e depressione. Ancora dai giorni della Puglia gli è peggiorato un dolore a un piede, rivelatosi tendinite, che in pratica non lo fa più camminare: già si muoveva poco prima, figuriamoci adesso! Solo per uscite essenziali, in auto o scooter, che cammini il meno possibile. Sta tutto il giorno in salotto davanti alla televisione a seguire, uno dietro l’altro, telefilms di qualsiasi tipo, anche vecchissimi passati e ripassati in TV ormai centinaia di volte, legge il giornale on line dalla prima all’ultima pagina, ogni tanto fa qualche lavoretto tipo bricolage o riparazioni essenziali e i giorni passano così. Anche in montagna era uguale. In tutto il tempo che siamo stati lassù siamo andati, in auto, solo un pomeriggio in un paese vicino dove una mia conoscente presentava un suo libro, e una sera, sempre in auto, in un altro paese a cena fuori perché insieme a noi c’erano mio figlio e la sua compagna. Tutto ciò che sarebbe ancora da sistemare nelle camere, affinché potesse venire in montagna anche mia figlia con la sua famiglia, è fermo e anche per quest’anno non se ne fa niente.

Si dice che per passare una buona vecchiaia bisogna mantenersi attivi, con una vivacità di interessi, coltivando rapporti sociali: noi, soprattutto lui, ci stiamo adagiando, addormentando, stiamo quasi sempre da soli chiusi in casa, soprattutto d’estate, non incontriamo nessuno, non organizziamo niente insieme ad altri.

Questo tipo di vita ultimamente mi sta parecchio intristendo e demotivando, mi passa l’interesse anche per cose che di solito mi piacevano: leggere, cucinare, scrivere, studiare i copioni, progettare. Niente mi fa sentire soddisfatta, mi pare sia tutto inutile e non riesco nemmeno a pensare. In montagna mi affaccio alla finestra, guardo il panorama verde, respiro più a fondo e… basta, passa il tempo e non me ne accorgo. Oppure mi immergo nella lettura: almeno lì c’è una storia, delle vicende in cui entrare, qualcosa di vivo anche solo sulla carta. Ultimamente ho letto alcuni miei libri in attesa sullo scaffale, che raccontano di conflitti familiari e di coppia (L’arminuta, Lacci, Nessuno si salva da solo), è la tematica su cui sta lavorando il mio amico psicologo di Bologna, per preparare delle conferenze, e mi aveva chiesto di dargli una mano con qualche suggerimento, volentieri mi sono prestata, ma mi accorgo che questo tipo di letture “smuovono” ricordi poco piacevoli e situazioni vissute, per cui forse non sono state il massimo per me in questi attuali stati d’animo.

Come è faticoso anche scrivere… se manca o non si sente una vita interiore non si riesce a mettere nulla sulla carta, rimane tutto a frullare nel cervello.

Mi fermo per ora. A scrivere questo ci ho messo due sere, figuriamoci!

Vorrei prendere l’impegno di essere più costante, mi capirei forse meglio mettendo nero su bianco, ma… chissà...

 

 
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IL PUNTO A INIZIO AGOSTO

Post n°1884 pubblicato il 03 Agosto 2023 da atapo
 
Tag: cronaca

E L'ESTATE STA PASSANDO



 

Passano le settimane navigando a vista: andare al fresco in montagna dipende dalle visite mediche e dalle analisi che stiamo facendo mio marito ed io in questo periodo. E ringraziamo se, con l'aiuto del farmacista che riesce a barcamenarsi bene on line nel CUP, riusciamo a fissare la maggior parte delle prenotazioni necessarie in tempi ragionevoli e in luoghi raggiungibili. Le altre... alle calende greche, non ci sono mai date disponibili, occorre ritentare ogni tanto, finchè non siamo più fortunati! Ma ormai la sanità pubblica va così, prima di arrenderci al privato le stiamo tentando tutte.

Ogni tanto siamo riusciti ad andare in montagna, per non più di tre-quattro giorni prima del successivo impegno sanitario, ho respirato aria più fresca, non oltre i 30 gradi, ho gustato dall'orto insalata e zucchine. Di lamponi quest'anno ce ne sono pochi, sono piccolissimi e "concentrati", hanno un sapore molto intenso, pare di mangiare una caramella non un frutto: il caldo eccessivo li ha resi così, almeno un po' meglio dell'anno scorso, quando bruciarono tutti sulle piante, dal verde passavano direttamente al secco marrone, non ne mangiammo neppure uno.

Una volta in cui potevamo salire in montagna abbiamo rinunciato, per stare coi nipoti: mia figlia e suo marito erano stati invitati ad una serata importante e avrebbero dovuto chiamare la babysitter. Ci chiesero se avevamo piacere di stare noi coi bambini, ora solo tre perchè Martino è al mare con gli altri nonni. Era da tanto che non stavamo insieme a loro...

Volevo che fosse una bella serata, qualcosa che poi avrebbero ricordato volentieri: li avremmo portati in pizzeria! Abbiamo scoperto che in un paese vicino si svolgeva una sagra, con anche la pizza, e proprio in quella serata ci sarebbero stare le osservazioni al telescopio del cielo notturno, un'ottima combinazione.

E' stato tutto molto bello, oltre la pizza hanno mangiato crostini e gelato, si sono comportati bene e ce li siamo proprio goduti. Poi, calato il buio, per la prima volta hanno osservato al telescopio la Luna, visto la sonda spaziale passare nel cielo, riconosciuto stelle e costellazioni dalle spiegazioni degli astronomi che puntavano il cielo coi sottili raggi laser. Rientro a casa verso mezzanotte. I resoconti del mattino dopo ai loro genitori erano entusiasti.

Poi qualche giorno dopo li abbiamo avuti a pranzo da noi, stavolta con anche la mamma. Ne hanno approfittato, dopo mangiato, per prendere e passare in rassegna certe scatole di vecchie foto, in cui la loro mamma era bambina e noi nonni eravamo giovani in un tempo ormai così lontano...

Quanti ricordi sono tornati fuori! Mi è passata davanti una gran parte della vita, sensazioni contrastanti di momenti più e meno felici... E' meglio non soffermarsi troppo su quelle foto, tutto va avanti, anche troppo in fretta...

Ho fatto notare a mio marito che nella casa in montagna mancherebbero solo poche sistemazioni per poter ospitare qualche giorno con noi i nipoti, si alleggerirebbe un po' l'impegno dei genitori: lui sta bene anche senza, dice che non sarà certo lui a fare questa proposta alla figlia, perchè si stancherebbe troppo ad avere tre bambini in giro giorno e notte, se lei ce lo chiedesse e ne avesse la necessità allora magari...

...Magari so come finirebbe: direbbe di sì, poi il massimo del lavoro e dell'intrattenimento toccherebbe a me...

Mi dispiace il suo atteggiamento, su quella casa avevo sperato diversamente.

Ormai loro partono in ferie, anche per quest'anno il discorso si ferma qui.

Insomma, tutto questo insieme di cose mi sta deprimendo, mi sento un po' avvilita e svuotata, sono settimane noiose e sottotono.

 
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VIAGGI

Post n°1883 pubblicato il 13 Luglio 2023 da atapo
 
Tag: viaggi

QUANDO? DOVE?


il mare del Salento

Un lungo silenzio, quasi un mese… E faccio qui solo un rapido salto, giusto per informare che sono ancora viva (o quasi).

Partimmo, col camper, il 21 giugno, ma ora non mi dilungherò con questa vacanza ormai finita, tornerò a parlarne con più calma, anzi so già il titolo: “Viaggio con sorpresa”, una bella sorpresa…

Siamo tornati ieri l’altro, ho ancora i bagagli disfatti a metà e varie lavatrici da fare, però domani si riparte. Il mare, il Salento erano bellissimi, ma il caldo stava aumentando troppo, come temevo, e pure l’affollamento. Qui a Firenze è ancora peggio e non c’è nemmeno il mare, per fortuna noi abbiamo ad aspettarci la casa in montagna.

Comincerà l’anda e rianda, perché qui ci sono impegni vari, ben scaglionati nei giorni, che non siamo riusciti ad eliminare o rimandare e “restauri” medici che non si sa dove porteranno. Così non si può programmare su lungo periodo, si decide quasi giorno per giorno: intanto saliamo domattina e domenica di nuovo saremo a Firenze, perché lunedì c’è un appuntamento sanitario, ho due giorni per rinfrescarmi.

E io faccio e disfaccio borse e valigie, non so nemmeno per quanti giorni fare la spesa alimentare… è un po’ stressante, mi ripeto come un mantra “almeno lassù starò un po’ al fresco”. Però tempi distesi per scrivere non li avrò, lassù non avrò neppure il computer.

Mi rifarò viva… non so quando.

 
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PARTENZA ?

Post n°1882 pubblicato il 21 Giugno 2023 da atapo

Partiamo oggi, dice. DICE.

Il camper è pronto, ma siamo ancora in casa, coi pacchi e borse quasi pronti da trasportare sul camper e lui che deve ancora sistemare...

Si ostina con quel maledetto impianto di irrigazione che trova sempre motivi per funzionare male, non credo sia bene farlo partire col rischio di allagamenti, verrà mia figlia a innaffiare ogni tanto. Ma lui ci prova, ci riprova...

Insomma, la giornata ha 24 ore, partiamo oggi forse vuol dire stasera, o stanotte, o...

Mah! Io aspetto.

 

 
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FIORITURE

Post n°1881 pubblicato il 19 Giugno 2023 da atapo
 

LA GIUNGLA IN GIUGNO


 

La giungla è il mio giardino, quando mio marito non taglia mai l’erba; la settimana scorsa l’ha fatto, abbastanza sommariamente, ma ora almeno si vedono un po’ meglio le piante. Così si possono godere i colori: giugno per me è il mese più bello, gli acquazzoni delle settimane passate hanno dato una spinta ed ora ci sono molte fioriture e molti colori.

Appena prima erano gli iris che trionfavano, ormai tutti sfioriti. Adesso l’albero di melograno è strapieno di fiori rosso chiaro, si preannuncia, se non verranno tempeste, un altro autunno ricco di frutti. Di fronte c’è l’oleandro, che è diventato enorme, dopo l’estate sarà da potare, intanto mi godo i suoi abbondanti fiori rosso brillante. Anche i geranei nei vasi si stanno aprendo e hanno molte tonalità, sul rosa, rosso, lillà.

Le novità di quest’anno sono un piccolo rovo e un fico d’India: li volle portare mio marito da due vacanze nel sud, qualche anno fa, ora per la prima volta sono fioriti, il primo ha fiorellini rosati (potremmo sperare in qualche mora, prossimamente?), il secondo sta facendo bellissimi fiori gialli, peccato che ogni fiore duri poco più di un giorno poi appassisce e non pare che si formi il frutto, ma io le abitudini dei fichi d’India non le conosco per niente.

Quello che mi piace di più è il grande cespuglio di lavanda, fa fiori color viola acceso, molto vivaci, mi pare che quest’anno sia fiorito un po’ in anticipo. E’ sempre pieno di insetti, l’avevo piantato proprio per questo e quando esco mi incanto a guardare le loro attività su e giù per le lunghe spighe.

Ho scoperto così che ci sono tanti tipi di api, vespe, calabroni e simili, dall’aspetto molto diverso uno dall’altro, mi tengo a distanza di prudenza, ma loro sono interessati solo alla lavanda. Più di tutto ammiro la bellezza delle farfalle, la maggior parte sono cavolaie, ma arrivano anche altre razze, varie per colori e grandezze: a volte si capisce che sono in coppia o per lo meno si relazionano tra loro, con voli una attorno all’altra e chissà con quali altri sistemi di comunicazione. Le farfalle sono curiose: quando mi fermo per un po’ davanti al cespuglio è facile che poco dopo qualcuna venga ad esplorarmi, mi svolazza attorno e magari mi si posa anche addosso.

Ammirare il cespuglio di lavanda e il “traffico” lì attorno, sentire il leggerissimo ronzio, annusare il profumo delicato della pianta, mi rilassa e mi mette allegria, dimentico le seccature della giornata. A proposito, ancora non si sa se il camper è riparabile per adoperarlo a breve, ma con un giardino così bello ora riesco a prenderla con filosofia...

 
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CAMBIO PROGRAMMA

Post n°1880 pubblicato il 15 Giugno 2023 da atapo
 
Tag: viaggi

SIAMO ANCORA QUI


Castrocaro Terme

Già, siamo ancora qui... a Firenze!

"Se andrà tutto liscio" dicevo e, naturalmente, non è stato così. Ma andiamo con ordine.

Il giorno successivo al mio ultimo post c'era la revisione del camper: è andata male, sono venuti fuori problemi che devono essere risolti dal meccanico, non si può viaggiare!!! Tutto saltato!

E due giorni dopo c'erano le premiazioni a Bologna e a Castrocaro! In fretta e furia la ricerca dell'hotel per dormire almeno la notte tra sabato e domenica... e all'ultimo le soluzioni più economiche erano sparite.

Definito anche questo, il giorno successivo però Booking ci ha comunicato che l'albergo fissato era inagibile per un grosso guasto e ce ne proponeva uno alternativo, per qualche euro in più: rifai tutta la procedura... appena poche ore prima della partenza!

Cominciavo a pensare che ci fosse un malocchio su queste ultime premiazioni.

Sabato mattina, nonostante avessi ricordato al marito che nei fine settimana il traffico è da urlo, non siamo partiti tanto presto, così da arrivare alla villa di Bologna in ritardo, ostacolati anche da una manifestazione che bloccava la tangenziale, da farmi fiondare all'interno nella ricerca furiosa del teatro in cui si svolgeva la premiazione-spettacolo, mentre il marito vagava alla ricerca del parcheggio.

Un piacevole tempo questa manifestazione, tra letture e musiche, poi un buon pranzo bolognese in trattoria, l'incontro e qualche chiacchiera con un'amica che mi aveva chiesto una copia del mio libro, infine partenza per Castrocaro, dove siamo arrivati quasi sommersi da violentissimi temporali in zona romagnola.

Per fortuna l'albergo era una chicca, si stava benissimo e le padrone "coccolavano" gli ospiti, soprattutto a colazione, piena di dolci fatti in casa, uno più squisito dell'altro.

Anche la seconda premiazione è stata simpatica; era un'associazione di donne, direi femminista, anche qui musica, letture e un gioco di scrittura che ha coinvolto i presenti, per riflettere sulla condizione femminile.

Intanto era tornato il bel tempo, ci invitava a restare qualche giorno in più... ma abbiamo resistito alla seduzione e siamo partiti per il ritorno. Dalla radio arrivavano notizie quasi apocalittiche sulle code in autostrada, così abbiamo deciso di fare fino a Bologna la via Emilia, tranquillamente, gustando i panorami, purtroppo ancora in certe zone con tracce evidenti e tristi dell'alluvione.

Dopo Bologna pensavamo che il peggio del traffico fosse passato e siamo entrati in autostrada... giusto in tempo per venire coinvolti in una coda dovuta ad un grave incidente: un autotreno e un'auto si sono scontrati e incendiati, traffico bloccato. Siamo rimasti lì oltre due ore, fermi, avevano chiuso il tratto dell'autostrada, era la situazione tragicomica da manuale, tutti fermi, si scendeva dalle auto a fare chiacchiere e amicizia coi vicini; intanto si era fatto buio, qualcuno si divertiva a riconoscere le costellazioni, eravamo già sull'Appennino e il cielo era limpido.

Poi la polizia ha avvertito che ci si doveva girare e ci facevano uscire dall'ultimo casello aperto: caos! Tutti tentavano di girarsi insieme, è un miracolo che non ci siano stati altri incidenti! C'è voluta un'altra ora, poi un bel pezzo su strada normale, la ripresa dell'autostrada al primo ingresso aperto, finalmente a casa all'una di notte!

A questo punto c'è da prendere gli appuntamenti in officina, poi da rifissare la revisione del camper...

Mio marito dice che entro lunedì riesce a fare tutto, ma io sono MOLTO scettica.

Dice che così si partirebbe subito dopo, ma io sono molto... non so che dire, incavolata? Demotivata? Coi suoi tempi di guida si arriverebbe in Puglia ormai a fine mese, prezzi che lievitano, caldo che aumenta, camper affollati nelle località di mare: praticamente quando nel progetto iniziale avevamo previsto ormai di tornare indietro e rifugiarci al fresco nella casa in montagna.

Abbiamo già litigato per questi tempi saltati e ora così incerti, io riprenderò in mano le attività di tour operator e di preparazione valigie SOLO se e quando il camper sarà ritornato perfetto e agibile. Può anche darsi che se ne riparlerà solo a fine agosto, o l'anno prossimo: il caldo lo voglio sfuggire in montagna.

 
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UNA BELLA VACANZA

Post n°1879 pubblicato il 07 Giugno 2023 da atapo
 
Tag: viaggi

AL SUD SI STA BENE



 

Ennesimo viaggetto, ennesima premiazione, ancora in bed&breakfast, sempre a causa del ginocchio non “sicuro” del marito.

Stavolta volevamo prendercela comoda, così siamo partiti giovedì 1 giugno e la premiazione era il 3 a Gragnano, in Campania; avevamo trovato l’alloggio a Angri, visto che, come al solito, il marito ha deciso all’ultimo momento di convertirsi all’hotel. Comunque la distanza era irrisoria, da quelle parti è tutto un agglomerato di paesi abbarbicati attorno al Vesuvio.

Tutto pareva a posto, ma il viaggio di andata è stato infame: code su code in autostrada, diluvi improvvisi, poi, verso Frosinone, un segnale lampeggiante sul cruscotto: CAMBIO NON FUNZIONANTE! Cosa sarebbe accaduto? Col cuore in gola abbiamo proseguito, senza spegnere mai il motore, senza cambiare le marce: l’auto è vecchiotta, problemi al cambio ne ha già avuti, ora la rottameremo prima possibile. Intanto però nelle successive ore pensavamo a come sarebbe continuato (o no?) il viaggio: auto a noleggio? Taxi per prendere il treno a Napoli? A me stava già venendo mal di pancia…

Però il giorno dopo quel segnale è sparito, così pian piano ci siamo tranquillizzati, l’apprensione è calata fino a non farci più pensare a quei momenti incresciosi. L’auto si è poi sempre comportata benissimo.

Si stava così bene laggiù che abbiamo deciso di restare un giorno in più, tornando lunedì. Tutto perfetto, tutto a posto: un alloggio funzionale e tranquillo, non ha mai piovuto, il venerdì passato al mare a Castellammare di Stabia, il sabato a Gragnano, famoso per i suoi pastifici, molti suoi edifici antichi sono ancora strutturati per la produzione della pasta, con grandi finestroni per l’essiccazione. Ed è veramente ottima: abbiamo mangiato nel ristorante annesso al pastificio più famoso, Cuomo, che bontà! Ma in realtà abbiamo mangiato benissimo sempre e dappertutto.

Al pomeriggio di sabato c’è stata la premiazione, sapevo di essere finalista, ma stavolta è andata ancora meglio: la mia poesia si è classificata seconda! Non me lo aspettavo e la gioia è stata grande; ho conosciuto la pittrice che aveva dipinto il quadro al quale mi ero ispirata, perché l’originalità del concorso “Versi sotto gli irmici” stava proprio in questo, che venivano proposti vari quadri ai quali, volendo, ci si poteva ispirare per le composizioni poetiche.

Anche il tempo successivo è trascorso liscio e piacevole: la domenica siamo andati sui monti Lattari, passando per vari paesi e dappertutto c’erano grandi festeggiamenti per il Napoli campione d’Italia. Il lunedì, prima del ritorno, l’abbiamo dedicato agli acquisti e siamo tornati a Firenze (stavolta il viaggio è stato più decente) carichi di mozzarelle, pasta di Gragnano, sfogliatelle e pasticcini vari che, oltre ad essere enormi e squisiti, là costano pochissimo: abbiamo pensato, oltre che a noi, anche ai nostri figli e siamo sicuri che gradiscono souvenirs di questo tipo.

Ma non è finita, sabato e domenica prossimi avrò altri eventi letterari: a Bologna la presentazione di un’antologia in cui è inserito un mio racconto, domenica a Castrocaro una menzione d’onore. Stavolta si andrà col camper e, se tutto filerà liscio, da Castrocaro partiremo per una vacanza più lunga, al mare. Ancora non abbiamo ben definito i dettagli, c’è davvero poco tempo ed io sono indaffaratissima a fare il tour operator e a fare le valigie.

Qui non so se riuscirò a passare prima della partenza. Ritorneremo… ancora non so quando.

 
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CHE MAGGIO AFFOLLATO !

Post n°1878 pubblicato il 31 Maggio 2023 da atapo
 
Tag: cronaca

DI VIAGGI, PREMI, TEATRO, MERCATI ecc.

 

Trento

Di questo maggio frenetico e già finito mi rimane molto, nella mente, perché il tempo volato non mi ha lasciato scrivere qui.

Altro viaggio per una premiazione, a Trento. Con un po’ di turismo, in quella città non ero mai stata, ci ho messo una tappa a Riva, neppure sul lago di Garda ero mai stata.

Poi sono arrivati gli ultimi preparativi e le ultime prove per lo spettacolo con “I ragazzi over 65”, stavolta abbiamo fatto un Cyrano raccontato in modo moderno, siamo riusciti ugualmente ad emozionare il pubblico.

Ed è arrivato l’unico mercato svuotacantine che faccio durante l’anno, quello del quartiere, così partecipa anche mia figlia con i bambini, che stavolta tra le mie carabattole si sono aggiudicati delle magliette e dei braccialetti. Anche mio genero è stato contento: ha messo le mani su dei bicchieri da brandy che stavo per buttare via: li avevo da tanto e nessuno me li comprava! Si è svolto in una bellissima giornata di sole, con tanta gente, piacevoli incontri con persone che non vedevo da anni e… molte vendite!

Sto rifacendo i bagagli, perchè domani si riparte, verso sud: altra premiazione a Gragnano, vicino a Napoli, stavolta. Andiamo in albergo: mio marito ha un ginocchio che gli fa male, teme che guidare il camper gli sia faticoso, mi dispiace per lui, ma un po’ di agiatezza me la voglio proprio godere! Spero di trovarmi bene come nei bad&breakfast precedenti (anche a Trento).

Ci risentiremo in giugno. Vorrei proprio trovare il modo di parlare, qui, di questi miei viaggi… che non sono finiti!

 
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L'ULTIMO SOLE

Post n°1877 pubblicato il 18 Maggio 2023 da atapo
 
Tag: viaggi

QUALCOSA HO VINTO

reggia di Caserta

Ormai sono passati 15 giorni, tutti di pioggia, di alluvioni, di disastri...

L'ultimo fine settimana bello me lo ero goduto proprio tanto: ero in viaggio, a Caserta e a Nola.

C'era di mezzo un altro premio, per un racconto stavolta; una "menzione di merito", ma tutto va bene se diventa l'occasione per uno spostamento. A Nola era la cerimonia, vicino c'è la reggia di Caserta che da molti anni volevamo visitare, quale occasione migliore?

Stavolta eravamo in camper, abbiamo trovato un'area di sosta comodissima a Caserta, in dieci minuti a piedi si va alla reggia, in dieci minuti a piedi si è nel centro città, Caserta non è certo una metropoli!

Tutto ben programmato e filato liscio: arrivo giovedì pomeriggio, giro serale esplorativo a Caserta, primo buon ristorante; venerdì a Nola, esplorazione della cittadina, pizza a pranzo, nel pomeriggio la premiazione e insieme a questa l'offerta di una visita gratuita guidata al museo archeologico e alle sale che illustrano la tradizione della festa dei gigli a Nola, che non sono fiori, ma... torri alte 25 metri che vengono portate a spalla, in gara, per un percorso lungo le viuzze del centro.

Cena a mozzarella.

Il sabato tutto dedicato alla reggia di Caserta, una magnificenza che all'inizio mi ha fatto girare la testa, per la grandiosità dell'insieme. Insieme alla reggia ci sarebbe stato il giardino, ugualmente immenso, 3 chilometri è la sua lunghezza. Era già pomeriggio e i piedi già brontolavano per il percorso all'interno della reggia: abbiamo optato per il percorso col pulmino fino all'estremità del parco, così da avere una veduta dell'insieme, poi una passeggiatina dentro la parte detta "Giardino inglese", che sembra piccolo, se si confronta al tutto, ma in realtà è grande pure lui.

Poi... era ora di chiusura, ci è rimasta la voglia di tornare per il giardino e per il teatro, che non siamo riusciti a vedere: era aperto solo al mattino e questo orario ridotto ci era sfuggito, incantati da tutte le stanze e le altre meraviglie del palazzo. Peccato, ci avrei proprio tenuto, da commediante avevo già pensato di mandarne subito una foto ai gruppi dei miei amici di teatro.

Alla domenica, dopo un altro giro per il centro di Caserta, l'ultimo pasto in una trattoria tipica e l'acquisto di un sontuoso vassoio di paste enormi nella pasticceria migliore, consigliata dal gestore dell'area di sosta, rientro a Firenze.

Fine del viaggio, fine del bel tempo.

Che dire di questa escursione al sud? Ho ritrovato le luci e ombre conosciute: il sole e il caldo ci hanno fatto sempre compagnia, la gente è splendida, tutti gentili, il cibo... neanche parlarne! Un attentato continuo alle diete!

I contrasti: angoli ed edifici bellissimi, dimore cadenti, super centri commerciali, ruderi transennati da chissà quanto tempo...

Il museo di Nola è stata una notevole scoperta, per la ricchezza dei reperti, la cura delle esposizioni, la chiarezza dei pannelli esplicativi: dovrebbero prendere esempio certi altri musei ben più famosi! E' un peccato che non sia maggiormente conosciuto, merita davvero una visita.

Sono tornata a Firenze con il diploma, l'ennesima antologia contenente il mio racconto e stavolta anche un simpatico quadretto con la targa del premio e la riproduzione di una scultura di uno scultore locale, una rondine stilizzata.

Ma, soprattutto, con gli occhi e l'animo pieni di sole e delle bellezze di quei pochi giorni. E fra poco si riparte.

 
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COMPLEANNO

Post n°1876 pubblicato il 08 Maggio 2023 da atapo
 

72



Sono questi gli anni a cui sono arrivata oggi. Nei giorni scorsi ero in viaggio (poi ne dovrò parlare, è stato un bel viaggio), però sono voluta rientrare per oggi e passare il giorno del compleanno a casa mia.

Mi piace che sia così, non so esattamente perché, forse l’ambiente familiare, le mie cose, la mia quotidianità normale mi pare che accompagnino meglio la ricorrenza. L’ho sentito le poche volte in cui non ero a casa: capitò negli scambi di classi in Francia, una volta ero a Dunkerque, l’altra a Parigi, due bei compleanni lo stesso, però… in quel giorno casa mia mi mancava.

Oggi non è stato niente di speciale, eravamo rientrati all’una di notte per cui ero anche parecchio stanca, stamattina il giardino mi ha fatto un bel regalo: sono sbocciati gli iris viola scuro, grandi e dai bellissimi petali arricciati; sono nati anche piccoli iris selvatici, meno appariscenti, dal colore giallino un po’ rosato. Questi ultimi non li abbiamo piantati noi, erano già lì quando abbiamo preso la casa, però è solo da due anni che fioriscono. Anche il caprifoglio è in piena fioritura profumata.

Pure il giardino della casa accanto alla mia mi fa un dono: anche lui è un po’ giungla, poco curato, però ha dei cespugli di rose che, mai tagliati, ogni anno sono sempre più giganteschi. Ce ne sono di bianche, di rosate e, meraviglia delle meraviglie, una pianta enorme di rose tea, con fioritura abbondante e di varie sfumature, tra giallo, arancione, rosa carico. Io amo moltissimo questa pianta, è come quella che avevo nella casa della mia infanzia, dagli stessi colori, ugualmente bella e imponente, mi perdo ad ammirarla, mi tornano ricordi e la nostalgia di quei tempi, insieme si fa più acuto il rammarico del tempo che passa.

Accompagnati e adornati dalle rose tea i primi e gli ultimi compleanni della mia vita…

Perché ora il compleanno mi mette più malinconia, che accompagna la consapevolezza dei traguardi tutto sommato raggiunti, penso che devo scegliere cosa privilegiare nei giorni a venire, che pian piano devo anche abituarmi a lasciar andare, a cercare e valorizzare l’essenziale… il tempo che mi resta deve essere pieno e vuoto contemporaneamente.

Così, pian piano, ammirando fiori, pensando, meditando, tra serenità e malinconia è arrivata la sera anche di questo giorno, con un anno di più.

 
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AMBIZIONI LETTERARIE

Post n°1875 pubblicato il 01 Maggio 2023 da atapo
 

SCRIVERE MOLTO e LEGGERE POCO



 

Io scrivo. Il solo fatto che esista questo blog, da molti anni e con alterne fortune, mostra che mi piace scrivere. Chi mi conosce da tempo sa che ho “seminato” poesie, racconti, un libretto per bambini, un romanzo(?) autobiografico autopubblicato. Mi diverte mandare queste mie cose a concorsi, talvolta vinco premi o menzioni d’onore.

Ho cominciato così pian piano a interessarmi del mondo dell’editoria: avevo sogni all’inizio, un editore si sarebbe accorto delle mie fatiche, mi avrebbe pubblicato qualcosa? Avrei avuto successo? Avrei guadagnato dalle vendite?

Il libro per bambini “Neretta” in effetti è stato pubblicato da un piccolo editore che mi è parso abbastanza serio, per lo meno non mi ha chiesto soldi. In queste mie ricerche ho scoperto il mondo dell’editoria a pagamento, sotto varie forme e con vari “trucchi”; ho scoperto che per vendere e farsi pubblicità bisognerebbe conoscere gente, riuscire a organizzare presentazioni qua e là… insomma, i miei sogni si sono ridimensionati, anzi, direi che mi sono proprio svegliata.

E’ un mondaccio, i grandi editori vanno sul sicuro, pubblicano chi solo dal nome garantisce popolarità e guadagni perché è già conosciuto anche non come scrittore, ma magari come sportivo o come cuoco. Tra i piccoli editori scovare quelli seri è una fortuna e la diffusione dei loro titoli è limitata.

Ma c'è un altro problema enorme attualmente: gli scrittori sono più dei lettori! In Italia i lettori sono pochi, mentre pare che in tanti abbiano voglia e velleità di fare gli scrittori.

Si pubblica e autopubblica un numero spropositato di libri, della maggior parte verranno distribuite e vendute solo poche copie, c’è un’inflazione di volumi che per la maggior parte resteranno intonsi. Anche testi bellissimi, autori esordienti molto bravi, meglio di grossi nomi, molto difficilmente nella marea di titoli verranno presi in considerazione e potranno emergere. Ho letto a volte, nei gruppi facebook di lettori appassionati, dei commenti molto positivi su sconosciuti che quasi di sicuro rimarranno tali. In più, bisogna avere una fortuna enorme, incontrare e saper cogliere l’occasione giusta.

Adesso se continuo a scrivere non mi illudo più, lo faccio perché mi piace, amo le parole quando diventano storie, sono contenta se riesco a vendere qualche copia dei miei libri attraverso il passaparola o incontri e conversazioni casuali. Se ai concorsi ottengo piccoli riconoscimenti ne gioisco, la mia soddisfazione più grande è quando a questi concorsi ci è concesso di leggere una parte, o tutto, delle nostre opere presentate. Così le storie, in versi o in prosa, riescono a passare ad altri, per qualche minuto fanno sorridere, pensare e sognare

Il Nobel per la letteratura non lo vincerò di certo.

 
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IN UMBRIA

Post n°1874 pubblicato il 25 Aprile 2023 da atapo
 
Tag: viaggi

NON HO VINTO, MA...

 

Amelia, la città più antica d'Italia

Da venerdì a ieri sera siamo stati in Umbria.

Prima meta, Terni e principalmente la basilica di San Valentino. Perchè proprio là?

Negli anni più rigidi della pandemia avevo partecipato ad alcuni concorsi di poesie, indetti da un'associazione "valentiniana" di Terni, poesie sull'amore: mi ero sempre classificata tra le "menzioni d'onore", ma le premiazioni erano state on-line e il mio desiderio di vedere questa basilica e di approfittarne per un giro in Umbria era rimasto nei sogni.

Quest'anno il concorso era affidato a un'altra associazione, con regole diverse, i vincitori li avrebbero detti il giorno stesso della premiazione, cioè sabato scorso. Che fare? Andare o no? Io difficilmente vinco, a volte qualche "menzione", rischiavo, per così dire, di fare un viaggio a vuoto.

Però di un'uscita ne avevo proprio voglia, concorso o non concorso; anche a mio marito faceva piacere e così siamo andati. E pure in albergo, perchè nel camper è in sistemazione l'impianto di condizionamento dell'aria.

Abbiamo trovato un agriturismo tranquillissimo sulle colline vicino a Orte, "La locanda di San Lorenzo", avevamo un appartamentino tra uliveti e boschi, con un panorama spettacolare sulla val Tiberina, i monti, il paese antico di Orte; per la colazione ogni mattina il padrone ci portava dalla pasticceria un vassoio di brioches e paste appena sfornate da far resuscitare i morti, oltre alle bevande e ai prodotti confezionati da forno di cui ci manteneva piena la dispensa...

Una delizia, ci siamo sentiti proprio coccolati.

Stavolta al concorso non ho vinto niente, solo il diploma di partecipazione, graficamente molto bello comunque; mi sono detta che il giro valeva per le classifiche migliori degli anni precedenti.

Ho vinto però lo stesso qualcosa di importante: alcuni giorni di piena e riposante vacanza!

Ho voluto anche staccare il più possibile: la posta e facebook controllati solo ogni tanto, niente copioni da studiare, nessun libro da leggere, solo la lettura curiosa delle guide turistiche relative ai luoghi visti.

Abbiamo fatto dei giri molto tranquilli, scegliendo tra le cittadine attorno. I tempi sono stati lenti, mio marito vive in vacanza con i ritmi e gli orari di casa, si stanca presto, stavolta non ho voluto spingerlo, affrettarlo, diciamo che ho lasciato che fosse lui a... dare il ritmo. Ormai non spero di cambiarlo, ormai a questa età mi sono rassegnata: per tutto ciò che vorrei vedere il tempo non ci sarà più, ogni meta raggiunta è qualcosa di prezioso e di cui devo accontentarmi.

C'era anche l'incognita della mia caviglia, che ho dovuto tenere in considerazione, si è sforzata nelle stradine medievali in salita. Ora me la ritrovo gonfia... mi riposerò di più nei prossimi giorni.

Abbiamo visitato Terni, città che mi è parsa disordinata, mi ha messo tristezza: i palazzi moderni brutti, frutto della ricostruzione affrettata dopo i bombardamenti distruttivi della guerra, qua e là spunta qualcosa di antico, di storico, ma spesso da restaurare, oppure restaurato o riadattato in modo sgradevole. Molto più belle le cittadine antiche, arroccate sui colli: abbiamo visitato e apprezzato Orte, Narni e Amelia, quest'ultima quella che ho preferito, anche se le stradine del suo centro storico sono state le più impervie. Però ha diverse case antiche restaurate bene, nonostante i cartelli VENDESI dà l'idea di un paese vivo e vivace, anche abbastanza pieno di giovani.

Ecco, se fossimo stati col camper avremmo dovuto parcheggiare più all'esterno, certi paesi sui cocuzzoli col camper sono irraggiungibili da chi, come noi, ha difficoltà a fare lunghe camminate.

Dappertutto pienone di turisti, la maggior parte italiani: il ponte, il bel tempo, la gran voglia di distrarsi, di vedere cose belle, come stava accadendo a me; comunque erano abbastanza ordinati ed educati, chi sceglie questi luoghi credo abbia un certo grado di cultura ed educazione.

Dulcis in fundo: mangiate spettacolari! La cucina umbra e laziale per me ha qualche difficoltà: non mi piace il tartufo, nè certe verdure amare, gradisco poco il piccante, in quei giorni c'era la sagra del carciofo che io non sopporto, ma di cui mio marito va matto. Ma ho trovato lo stesso dei piatti squisiti nei vari ristoranti, ho apprezzato anche un carciofo, che però era ... un dolce di pasta lievitata con cioccolata e amarene, tipico della sagra!

Spero che questa vacanza sia stata una buona cura ricostituente, oggi qui a Firenze ha piovuto a dirotto, siamo tornati appena in tempo. E nel giardino c'è una sorpresa: mentre eravamo via sono sbocciati i primi iris, azzurri, ho fatto appena in tempo a vederli, poi il diluvio, spero che la pioggia non li abbia distrutti.

 
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CERCANDO PRIMAVERA

Post n°1873 pubblicato il 17 Aprile 2023 da atapo
 
Tag: cronaca

NUVOLE, RONDINI E… PENSIERI SPARSI

 


 

Quando non piove, in questi giorni ci sono nel cielo nuvole di panna montata. La zona in cui abito è in pianura, la maggior parte dei giri che facciamo in auto, per commissioni o per i nipoti, è attraverso la Piana Fiorentina, da un paese all’altro: tutto pianeggiante e si vedono i primi monti che la incorniciano.

Fuori città il cielo si stende amplissimo e le nuvole ci corrono, a me questo paesaggio piace immensamente, mi illudo di attraversare le pianure del Far West sotto i suoi cieli che non finiscono più, tra residui di boschi, grandi campi, ogni tanto canali e stagni. Se si passa su un ponte che valica un canale la visione si fa ancora più ampia, quasi aerea, e mi piace ancora di più. Il cielo è una meraviglia quando le nuvole, montagne di panna, si allineano e si muovono, esercito candido della primavera.

E’ uno spettacolo che mi godo qui a Firenze, merito proprio della zona periferica in cui abito, se fossi in centro o in quartieri moderni di palazzi alti, vedrei fette di cielo sereno, brandelli di nuvole, ma non potrei godere dello spettacolo completo. Nemmeno da piccola, quando abitavo a Bologna, di solito potevo vederlo: abitavo in un quartiere ancora cittadino, soltanto quando io e le mie amiche salivamo in cima alla collina detta “polveriera” sopra di noi si apriva il cielo e a volte ci sdraiavamo sull’erba a guardare le nuvole e a dare un nome alle loro forme. Era bello, ma era diverso: ora la pianura e le montagne lontane danno un senso più di grandiosità, di apertura, viene voglia di volare, aprire le braccia, correre fortissimo fino a riuscire a sollevarsi da terra, come quegli aerei lontani che decollano dall’aeroporto di Peretola, un volo personale che si riesce a fare solo nei sogni notturni, a volte, senza paura di precipitare.

Poi ci sono le rondini: già da tempo sono arrivate, verso il 20 di marzo ho visto le prime proprio davanti casa mia, forse sono le solite degli anni passati, sfrecciano nella strada, tra le case, si fermano a riposarsi su un filo della luce che attraversa la strada, lì fanno “conversazione” un po’ tra loro, poi ripartono. Sono stata contenta di vederle arrivare così presto quest’anno, non si sono spaventate dal freddo. Le seguo con lo sguardo, tento di capire dove hanno il nido, guardo sotto i tetti delle case vicine, ma finora non l’ho scoperto. Mi piacerebbe che ne facessero uno sotto il nostro tetto, anche se poi in terra ci sarebbe da togliere lo sporco. Nella casa in cui abitavamo prima, molti anni fa lo abbiamo avuto e dalle finestre del piano più alto eravamo in prima fila per osservare la loro vita, degli adulti e dei piccoli. E’ rimasto diversi anni, tornavano sempre, poi durante le ristrutturazioni fu tolto e non vennero più.. Che peccato!

In giardino si sono rivisti i merli, spariti durante l’inverno, e tornano alla porta finestra per mangiare le briciole che scrolliamo dalla tovaglia; l’autunno scorso tra i rami del pero avevamo collocato una casetta-nido di legno, chissà se qualche uccellino la userà come nido… forse l’anno prossimo, so che ci vuole molto tempo perché arrivino a fidarsi e temo che il pero non abbia i rami abbastanza fitti per un riparo sicuro .

Il giardino è sempre una giungla: le spiree sono enormi, stanno facendo un’invasione di fiori bianchi, sono belli, ma sono troppi, andavano potate, soffocano i corbezzoli. Si vede già spuntare qualche bocciolo di iris: di che colore saranno i primi a fiorire?

Ma fa freddo, freddo invernale, c’è un vento gelido che spazza tutto e io devo stare ben attenta a coprirmi per non avere le mie dolorose nevralgie.

E’ una primavera ancora molto a rischio.

 
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PASQUA AFFOLLATA

Post n°1872 pubblicato il 11 Aprile 2023 da atapo
 

15 + IL CANE

(ma senza gatte)

 

identico a Ubaldo

Stavolta hanno organizzato gli uomini, cioè mio marito e mio figlio. Per forza, io col piede malandato, mia figlia con gli attuali suoi problemi di salute, non avevamo proprio voglia di darci da fare; avevo preavvisato che non ci sarebbero stati i miei biscotti fatti in casa a forma di colombina, concedevo solo la preparazione della torta pasqualina, meno impegnativa, ma sempre della nostra tradizione familiare. Mia figlia aveva detto che i biscotti li avrebbe fatti lei, cioè i suoi figli, ecco il vantaggio di averne quattro e ben contenti di pasticciare in cucina. La carne da fare alla brace sul barbecue di pietra in giardino è da sempre compito di mio figlio e di Riccardo, a cui piace cucinare.

Mio marito ha telefonato ai suoi fratelli: uno di loro tempo fa ci aveva detto: - E’ da anni che non vedo i vostri figli e nipoti, se fate un raduno verrei volentieri. -

La Pasqua era il primo raduno, così l’abbiamo invitato. Per par condicio ha invitato anche l’altro fratello, il quale ha accettato, sarebbe venuto con la moglie.

Ed eravamo a quota quattordici.

Poco dopo ci ha richiamati: si univano anche la figlia e il suo fidanzato. Evvai! Sedici.

Però doveva venire anche il loro cane: non riesce a stare lontano dai suoi padroni, deve sempre vederli, altrimenti soffre e piange. Prendiamo pure anche il cane! Io ero allibita: un animale così appiccicoso non lo terrei mai!

Insieme al cane ci avrebbero portato 2 chili di tortellini fatti a mano dalle sfogline bolognesi e lo direi un ottimo regalo. Così anche il primo piatto era sistemato, a quel punto ho preparato il brodo di carne per i tortellini, in famiglia dicono che il mio brodo è buonissimo. Ogni famiglia ha raccattato più sedie possibili e anche qualche tavolo pieghevole; i piatti bastavano tutti quelli di mio figlio, c’era di riserva un pacco di piatti di plastica monouso, per la colomba e le uova di cioccolata a merenda.

Poi, il mattino di Pasqua, proprio il cognato single che aveva più voglia di incontrarci si sentiva male per qualcosa mangiato la sera prima al ristorante con tracce di latte (è leggermente allergico), così non è venuto: saremmo stati SOLO quindici, più il cane.

Il quale, un grosso coker nero di nome Ubaldo, è effettivamente appiccicoso come descritto e dovevamo stabilire dove metterlo, in modo che riuscisse a vedere sempre i movimenti della sua padrona: una bella pizza! La sua presenza aveva obbligato a rinchiudere in una stanza al piano superiore le due gatte della compagna di mio figlio, che ora convive con lui (insieme alle gatte). Diceva che sono abituate a restare nella stanza, sul davanzale della finestra (chiusa), dove arriva il sole a scaldarle: magari la confusione nostra le metteva a disagio, lì chiuse da sole, chissà.

Abbiamo fatto una passeggiata per i prati intorno, prima di pranzo, così da stimolare l’appetito, c’era il sole e il vento proprio di primavera, una giornata tipica di stagione.

Con ottimismo abbiamo deciso di apparecchiare fuori, nel giardino, anche se le nuvole si addensavano. Io a sorpresa ho sparso sulla tovaglia bianca tanti ovetti confettati dai gusci colorati, li avevo trovati all’Eurospin, hanno formato una graziosa decorazione pasquale e sono finiti velocemente perché erano buoni, mangiati come antipasto!

Ma dopo i tortellini ha cominciato a piovere, allora ecco il trasloco, ognuno col suo coperto, via ad apparecchiare all’interno, a ridistribuire i posti negli spazi più ristretti… e sempre col cane fra i piedi! Cesare a tavola ha voluto stare tra me e il nonno, io ne ho avuto un piacere enorme, è l’ultimo nipotino, il più piccolo, me lo sto godendo il più possibile.

Al momento del dolce, fuori era tornato il sole, così abbiamo traslocato di nuovo all’aperto, tanto per i biscotti, il cheese cake e la colomba abbiamo fatto una specie di self service, ognuno prendeva da solo ciò che voleva, i ragazzini giocavano a palla tra un boccone e l’altro, noi adulti ci perdevamo in chiacchiere. Ultimo momento di raduno per l’apertura delle uova di cioccolato e gli assaggi: i giovani ne avevano portati di tutti i tipi: al latte, fondente, bianco, bigusto, rocher, kinder… quel tavolo sembrava una pasticceria.

Insomma, è stato un bell’incontro allegro, anche il mio piede non mi ha fatto troppo soffrire.

Alle 17 abbiamo smobilitato: Riccardo doveva “passare” alla mamma, che si trovava dai nonni in montagna, in un paese vicino a quello in cui c’è la nostra casa. Allora siamo andati anche noi in montagna, mio figlio doveva portarci un materasso e dopo aver lasciato Riccardo ha proseguito fin da noi.

Pure lassù era una bella serata luminosa, molto fredda; il bosco dietro casa è ancora spoglio, ma per terra sono fioriti tantissimi anemoni e primule; c’è un grande silenzio, nessuno in giro, si sentono solo il vento e il fiume che scorre in basso. Ho pensato che è un peccato non avere il riscaldamento lassù, mi sarei fermata volentieri a dormire in quella pace, poi anche il giorno successivo, tanto sapevo già che il lunedì mio marito non si sarebbe voluto muovere da casa...

 

 
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IN ATTESA DELLA PASQUA

Post n°1871 pubblicato il 06 Aprile 2023 da atapo
 
Tag: cronaca

CHE PERIODO !



 

Finito bene il tempo della cataratta, si cominciava a pensare al tempo della Pasqua...

Qualche giorno prima del primo intervento di mio marito io ero andata in centro, in uno dei miei pomeriggi di "libera uscita", che però da mesi non mi riusciva più di fare. Anzi, il Covid aveva cancellato questa saggia e rilassante abitudine, anche dopo ritagliarmi una mezza giornata era stato quasi impossibile, c'era sempre da fare in fretta e da lottare coi ritardi degli autobus. Quel pomeriggio il mio giro in centro era dedicato a uova e colombe nei negozi equo-solidali e alla ricerca di libretti in stampatello facilissimi per Cesare. Tutto bene fino al momento del ritorno, quando una disparità nel marciapiede mi ha fatto prendere una storta alla caviglia destra. Non sono caduta, ma il male l'ho sentito forte: questa caviglia è già malandata, ho la sensibilità alterata, ho già subito tante distorsioni da quando ero ragazzina. Per fortuna dovevo solo prendere il bus e tornare a casa, nei giorni seguenti ho camminato il meno possibile, il podologo mi aveva prescritto un bendaggio al cloruro di zinco; lunedì scorso mi pareva che fosse abbastanza risolto e ho deciso di andare in piscina.

Non ci sono arrivata in piscina perchè lungo la strada (c'è una passeggiata di 10 minuti) ho preso di nuovo una storta e stavolta sono caduta male, appesantita dallo zaino con l'occorrente per nuotare. Ancora quella caviglia, più un ginocchio sbucciato con un grosso ematoma, i polsi acciaccati nella caduta. E' andata bene che non mi sia rotta nessun osso, alla mia età! Ma è stata dura lo stesso, perchè ora mi muovo male, anzi, non mi muovo quasi e ho male anche dopo un po' che sto in piedi. Ero così innervosita e scossa che nelle ore successive mi sarei messa a piangere...

Ora sono bloccata: benda allo zinco a tutto spiano e quando esco, sempre accompagnata dal marito, mi sento sicura solo con gli stivaletti alla caviglia, che così mi sorreggono, ma dopo qualche minuto sento dolore lo stesso. I miei preparativi per la Pasqua sono già finiti: non riesco a stare in piedi a cucinare a lungo, nè a impastare i famosi biscotti delle feste. Ho solo promesso la torta pasqualina per il pranzo di domenica insieme ai figli e ai nipoti. Farò la nonna proprio vecchierella...

Oggi pomeriggio il marito mi ha accompagnato a fare la spesa per l'occorrente e anche perchè avevamo finito pane e latte, che io di solito compero quasi ogni giorno nelle mie giratine nei dintorni, ora impedite. Credo seriamente che sia meglio parlarne col medico, queste distorsioni diventano sempre più frequenti e dolorose, forse dovrò fare un controllo... E' che io tremo al pensiero di visite, esami e quant'altro, vista la situazione della sanità pubblica, i tempi eterni, le incompetenze... io non ho l'assicurazione come il marito!

C'è altro che mi angoscia: mia figlia da un po' di tempo sta perdendo la forza in una gamba e si affatica tantissimo, ha cominciato una serie di controlli e di esami per cercare di capirci qualcosa, finora non si è trovato niente, le ipotesi sono tante, alcune non tranquillizzano...

Cercherò di passare la Pasqua senza pensarci troppo ...

E se vogliamo mettere qualche ciliegina su questa torta di negatività, ecco che da ieri si è rotto l'impianto che raccoglie l'acqua piovana per gli sciacquoni dei water, inoltre la lavatrice perde acqua. Ad una prima occhiata i marito ha trovato delle rotture nei tubi e ha cominciato a cambiarli: lavoro urgente, tanto che per questo ha rinunciato agli impegni pasquali in parrocchia!

Insomma, io che speravo di avere un po' di tranquillità dopo questa cataratta!

 
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PROBLEMI DI VISTA

Post n°1870 pubblicato il 29 Marzo 2023 da atapo
 

OCCHI NUOVI

 


 

Ora siamo alla fine dell’esperienza, pare che tutto sia andato bene. Mio marito è stato operato per la cataratta, prima ad un occhio, poi dopo un po’ di giorni a quell’altro. Aveva scoperto il problema circa due mesi fa al periodico controllo dall’oculista: ha un’assicurazione che gli ha consentito di fare la visita privatamente, dato che la sanità pubblica dava disponibilità solo dopo diversi mesi; l’intervento poi, sempre nel pubblico, aveva liste d’attesa come minimo di un anno. Così ha optato per fare le operazioni privatamente e, dopo aver visitato due cliniche, poi deciso, le date sono state fissate rapidamente.

-Almeno, ha detto, faccio fruttare tutti gli anni in cui ho pagato l’assicurazione! -

A quanto mi ha raccontato, gli interventi non sono stati molto traumatici, mi sono sembrate più cruente certe sedute dal dentista. Però un po’ d’ansia c’è sempre, viene in particolare quando si leggono i fogli del “consenso informato”, con gli elenchi e i particolari dettagliati di tutte le possibili complicazioni che potrebbero capitare.

Che poi uno pensa “ma vuoi che capiti proprio a me?” e cerca di tranquillizzarsi, ma io non mi tranquillizzo per niente, soprattutto dopo che, per la mia protesi, mi capitò una di quelle complicazioni e la storia andò diversamente da come l’avevo immaginata.

Mio marito sembrava tranquillo, io ero parecchio agitata anche se cercavo di non mostrarlo: sto diventando “allergica” agli ospedali e agli interventi chirurgici, ne ho già subiti tanti che mi viene paura solo a pensarne ad altri. Non vorrei più entrare in ospedali o simili per il resto della mia vita!

Comunque è andato tutto bene, ora ci vede molto meglio e non dovrà nemmeno più portare gli occhiali, se non per leggere da vicino. Si affatica ancora facilmente la vista e abbiamo già dovuto discutere perché domenica prossima vuole leggere alla messa, è proprio la domenica delle Palme e le letture sono lunghissime, la luce all’altare non è il massimo… ma possibile che non si trovino lettori a sufficienza, almeno adesso che lui ha queste difficoltà?

In questi giorni… un po’ così… ho sentito il peso del tempo che passa, l’ho visto sempre più curvo, impacciato a muoversi (ha anche altri problemi neurologici), con la memoria indebolita e la tendenza a perdere le cose, ho fatto più caso a certe sue difficoltà che ci sono da un pezzo e non sono più transitorie…

E con tanta malinconia ho rivisto il lungo cammino che è già stato percorso e ho pensato che non ce ne rimane da percorrere ancora molto, è bene che cerchiamo di viverlo il meglio possibile...

Credo che il suo non muoversi quasi mai di casa, il cercare così poche occasioni di socialità e di confronti, l’avere come riferimenti quasi esclusivi i telefilm in televisione, i servizi giornalistici su internet, le letture bibliche, tutto questo non lo aiuti a… combattere l’invecchiamento. Ma lui dice che sta bene così, io invece di tutto questo ne sono preoccupata e rattristata.

Per ora cerchiamo di essere contenti di questi occhi nuovi!

 
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IL GIORNO DOPO

Post n°1869 pubblicato il 19 Marzo 2023 da atapo
 
Tag: teatro

SUPPLENZA



I “vecchi” della compagnia IL CAMERINO VOLANTE continuano a perfezionare e a portare in vari teatri le commedie che hanno già in repertorio, noi “nuovi” restiamo in attesa per aprile del lavoro nuovo che il regista sta preparando, in cui verremo inseriti e che andrà per l’autunno.

Però… il primo febbraio il regista mi telefonò, raccontandomi di una attrice “vecchia” che ora ha un grosso esaurimento, questo lo sapevo anch’io, avevo visto i problemi sorti nello spettacolo “Bar Gemma”. Lui voleva quindi esonerarla per un periodo, finché si cura, ma dato che già c’era in cartellone la replica di uno spettacolo di qualche anno fa, ma ancora richiesto, aveva pensato a me come sostituta. La supplente! L’ho fatta pochissimo agli inizi del lavoro di insegnante, in tempi preistorici, ora mi chiedevano di farlo come attrice!

Gli diedi la disponibilità e aspettai… Questa commedia l’avevo vista appena era uscita, ricordavo vagamente la trama, non sapevo neppure quale personaggio avrei dovuto interpretare. Dovetti sollecitare il regista per avere il copione, lui credeva di avermelo mandato subito, invece se ne era dimenticato! Poi si ruppe la mia stampante, andai in cartoleria… Insomma iniziai a lavorarci ormai a metà febbraio, si andava in scena il 18 marzo.

La memorizzazione è molto aiutata dalle prove in presenza ed io contavo proprio su queste per facilitarmi il compito. Invece gli altri, che non avevano bisogno di prove perché ormai l’avevano messa in scena mi pare 15 volte, erano impegnatissimi in un nuovo spettacolo che debuttava l’11 marzo. Dall’11 al 18 restava solo una settimana, è andata a finire che le prove con me sono state soltanto due, mentre io studiavo come una matta per conto mio, escogitando mille strategie per ricordarmi tutto. Comunque devo dire che sono stati tutti molto carini, mi davano suggerimenti, si offrivano di “salvarmi” in certe battute che, se le avessi dimenticate, avrebbe potuto dirle qualcun altro. Io però restavo parecchio ansiosa e mi veniva così facilmente mal di pancia la settimana scorsa…

Gli ultimi giorni ho solo ripassato, ripetuto… in casa mia si è alzato il mucchio di biancheria da stirare e ho svuotato il congelatore da diversi piatti pronti…

Mi ero divertita alla scelta dell’abbigliamento: avevo parlato col regista, avevamo deciso di caratterizzare il personaggio (un’anziana bottegaia arricchita col marito preso da un po’ di demenza senile) attraverso uno sfoggio di anelli e collane vistose, mi sembrava di essere ben entrata nel personaggio, donna ruvida, attaccata al denaro, insofferente per la sua vita senza soddisfazioni, ma in fondo di buon cuore.

E ieri il debutto: ultimo colpo per me, il palcoscenico del teatro era piccolo, con l’arredamento lo spazio si restringeva tanto, così diverso dalla sala del circolo, vuota, in cui avevamo fatto le due prove. Per gli altri era abitudine, per me era riuscire a fare i miei spostamenti e intanto ricordarmi le battute giuste, al momento giusto e nel posto giusto.

E’ andata, mi sentivo signora Ginetta Cipollini abbastanza da superare le difficoltà, sono rimasta soddisfatta della mia “supplenza”, i colleghi si sono complimentati per come ho lavorato, il tecnico del suono di quel teatro ha voluto conoscermi, mi ha detto che l’aveva già vista quella commedia, che gli è piaciuta molto la mia interpretazione e questo, detto da uno sconosciuto, mi ha fatto sentire BRAVA.

Oggi ho dovuto scaricare la tensione che avevo dentro, non riesco ancora ad addormentarmi, sono ancora tesa, oggi pomeriggio sono andata a ridere e a mangiare frittelle ad uno spettacolo parrocchiale vicino casa mia: tutto riposo! Domani mi aspettano i vestiti da stirare e… un nuovo copione, stavolta del gruppo degli anziani, ma con calma, sarà per fine maggio.

Mi auguro comunque che l’attrice da me sostituita guarisca presto, non vorrei trovarmi fra capo e collo un’altra supplenza!

 
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IN BIBLIOTECA

Post n°1868 pubblicato il 13 Marzo 2023 da atapo
 
Tag: cronaca

LETTURE COME MEDICINA


Nel mio quartiere c'è una piccola biblioteca, gestita da un' associazione di volontariato, la stessa che permette, fornendo lo spazio e il supporto, di far esistere il gruppo teatrale "Ragazzi over 65", che ora sta diventando "I ragazzi del 334", dal numero civico in cui si trova il teatro.

Questa biblioteca è aperta due pomeriggi alla settimana e il sabato mattina, ha qualche stanza dove i ragazzi studiano, aiutati da educatori, spesso organizza presentazioni di libri, conferenze, cineforum.

Da poco sono arrivati ben 1800 euro, stanziati dal governo precedente (ci tengono a precisare), per rinnovare e implementare la dotazione libraria. Miracoli che raramente succedono!

Hanno fatto gli acquisti, poi hanno pensato di festeggiare l'avvenimento, anche per far conoscere ai cittadini il fatto miracoloso e i libri nuovi. Così sabato scorso c'è stato... come chiamarlo? Un evento? Una performance?

Insomma, alcuni di noi anziani, insieme a qualche ragazzo di altri gruppi teatrali seguiti dalla nostra regista giovane Valentina, quella mattina abbiamo indossato i camici, messo i badges col nostro nome sul taschino e siamo diventati ... medici e infermieri: chi entrava in biblioteca veniva guidato da Valentina a una "diagnosi", attraverso domande e scelte tra biglietti, poi affidato ad uno di noi medici che dovevamo "curarlo" in una delle salette diventate ambulatori, leggendogli alcune pagine da uno dei nuovi libri, quello più adatto alla sua "malattia". Finita la lettura, gli compilavamo la "ricetta": titolo e autore del libro, prescrizione e posologia (a fantasia del lettore), come promemoria se voleva prendere in prestito il libro per continuare a leggerlo.

La biblioteca si affaccia su una piazza dove al sabato c'è il mercato, quindi speravamo in un pubblico discreto, i più prestanti dei nostri infermieri giravano tra le bancarelle per spiegare l'iniziativa e invitare a entrare.

Era una proposta di... cura dell'anima, la lettura è proprio così, leggere fa bene alla mente, al cuore, fa viaggiare, riflettere, pensare... non ho bisogno di dilungarmi!

In effetti molti erano incuriositi, entravano, chi un po' diffidente, chi sorridendo, si sottoponevano al "triage", poi sparivano col medico dell'anima negli stanzini... e tutti ne uscivano con un bel sorriso!

Naturalmente, essendo nel nostro quartiere, c'erano amici e familiari tra i "pazienti", ma anche altre persone che non avrebbero solitamente messo piede in biblioteca, alla fine tutte le ricette preparate erano finite, abbiamo dovuto continuare a scriverle su fogli bianchi!

Hanno fatto una capatina anche il presidente del quartiere e la vicesindaco: per quest'ultima è stata una sorpresa, non conosceva nei dettagli l'iniziativa e ne è stata entusiasta.

- Da fare anche nelle biblioteche degli altri quartieri! - commentava.

Naturalmente entrambi hanno dovuto sottoporsi a diagnosi e terapia!

E tutto si è concluso, alle 13, con qualche teglia di pizza e un po' di bibite, offerte dall'associazione agli attori.

Tutti contenti dell'esperienza, mi sa che alla regista ne verranno altre di queste belle idee per animare il quartiere!

 

 
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