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IMPOSSIBILE

Post n°1538 pubblicato il 15 Giugno 2018 da atapo
 

UN  COUP  DE  FIL

 


 

Mi torna in mente ogni tanto in questi giorni quella strana sensazione che provai per qualche secondo domenica scorsa, quando uscii dalla zona che era stata il cimitero e la cappellina di Gorgognano.
Mi venne da pensare: -Appena a casa telefono alla mamma e le racconto tutto quanto e le dico che ce l'ho fatta, ci sono tornata finalmente!-
Così come facevo in quelle domeniche in cui ero stata fuori magari in gita, la mia mamma aveva provato a telefonarmi alle 17 come era sua abitudine ogni domenica, era il nostro appuntamento nella settimana, non mi aveva trovata, ma io l'avrei chiamata al ritorno, per raccontarle la mia avventura domenicale… Era tanto tempo fa, non posso più farlo da quasi dieci anni ormai…
Ma qualche volta, molto di rado, questa idea mi passa ancora per la mente alla domenica pomeriggio, era da tanto che non mi capitava ed è tornata all'improvviso, mi ha lasciato una punta di malinconia.
Ora il telefono non è più necessario, lei sa tutto, era con me senz'altro durante quella gita così densa di storia e di vita, eppure...

 
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ALLA RICERCA

Post n°1537 pubblicato il 11 Giugno 2018 da atapo
 

RADICI

Erano anni che aspettavo questa occasione, l'anno scorso pareva si concretizzasse, poi saltò tutto perché il raduno a cui avrei voluto partecipare nei giorni vicini al mio compleanno capitò nel periodo in cui eravamo senza patente.
Allora tenevo d'occhio su facebook un certo gruppo che organizza attività ed eventi su quel territorio e finalmente qualche settimana fa una nuova proposta…
Parlo della valle di Zena, sull'Appennino bolognese, vicino al luogo di origine della mia mamma: il paese di Gorgognano, annientato dai bombardamenti sulla linea gotica nel 1944, che porta nella mia storia familiare il peso di eventi tragici, che avevo raccontato qui.
Questo gruppo per ieri ha organizzato un'escursione alla balena di Gorgognano e al paese fantasma: giro abbastanza breve e senza difficoltà, adatto anche a me. Così io e mio marito ci siamo iscritti, l'unica incognita rimaneva il tempo, ma finalmente dopo tanti giorni temporaleschi ieri è stata, almeno lassù, una giornata splendida, calda e soleggiata, bellissima.
Da Firenze due ore di auto per arrivare alla partenza della camminata: il navigatore ci ha indicato una strada secondo me più lunga di quella suggerita da GoogleMaps, ma l'aveva trovata il marito, guai a fare obiezioni! Comunque molto affascinante: ultima parte di strada sterrata e tortuosa, fra boschi fitti.
Prima sosta alla balena: una balena tra i monti? Certo, e molto vecchia, perché viveva nel Pliocenico, quando lassù c'era un golfo. Lo scheletro molto ben conservato è stato ritrovato nel 1965 da un contadino ed ora sta nel museo Capellini di Bologna. Nel punto del ritrovamento però l'Accademia delle Belle Arti ha messo una suggestiva riproduzione di questa balena, fatta in resina a grandezza naturale. E poiché non si conoscono i colori delle balene così antiche, è stata dipinta di bianco, in omaggio a Moby Dick. Sul versante della collina, sul prato verde e pieno si fiori, spicca da lontanissimo questo colosso bianco, che si vede da tutti i punti intorno. Un esperto di geologia ci raccontava di quei tempi lontanissimi, di fossili, di un paesaggio locale ben diverso dall'attuale, di questi sedimenti di sabbie e pietre fossili che conservano le tracce di conchiglie e animali marini, io ricordavo la gita al monte Adone, dove ne avevamo visti tanti…
Io ho aggiunto che la mia mamma mi parlava, ben prima del 1965,  del ritrovamento di una balena quando lei era piccola, cioè prima del 1929. Lo studioso ha detto che è possibile, perché lì di balene ce n'erano, e in quegli anni lontani la divulgazione e la conservazione dei ritrovamenti non erano certo comuni.


Agli organizzatori della gita avevo spiegato il mio interesse particolare per quei luoghi, quindi mi hanno considerato e presentato un po' come … esperta, anche se in realtà le mie notizie sono frammentarie, comunque in alcuni momenti sono stata contenta di aggiungere notizie o confermarne.
Poi ci siamo avviati verso il monte di fronte, tutto boscoso, ma una volta su quella cima c'era il paese di Gorgognano. Man mano che mi avvicinavo l'emozione in me aumentava: sì, c'ero già stata col fidanzato, tanti anni fa, ma proprio quel bosco intricato ci aveva fatto fermare presto senza poter salire. Invece ieri… la strada in salita non più asfaltata si fa largo sentiero, si arriva in alto: siamo in mezzo al bosco, c'è una specie di radura con alcuni avanzi di muri bassi ricoperti di vegetazione: tutto quello che resta della chiesa del paese e delle case vicine, ciò che si vede nell'antichissima foto che mi aveva mostrato mia mamma e che io avevo ridisegnato una volta… Lì c'è un grande cartello esplicativo con la storia e la vita del paese che era abbastanza importante, alcune foto di feste e gruppi di persone: guardo con attenzione, ma sono posteriori al 1929, quando i miei parenti si allontanarono da lì. Non vedo nulla di così antico.
Negli ultimi anni dei cittadini “eredi” di chi abitava lì hanno fatto pressioni e ottenuto che il luogo fosse preso in considerazione e che il suo triste destino diventasse un esempio della tragicità della guerra. Ecco allora il riaprire quella strada-sentiero, mettere cartelli, esporre le formelle di ceramica fatte dai bambini di una scuola venuti in visita, come una novella Via Crucis laica. E ogni due anni viene organizzato un momento di raduno e ricordo nell'area del cimitero (quello che persi l'anno scorso).
Poi proseguiamo il cammino verso il cimitero, la strada è sempre nel bosco, chiedo alla guida se è il vero tracciato antico e mi dice di sì, penso con un brivido alla mia mamma che la percorse in quel freddo inverno per seppellire la sua mamma… Ora c'è tanto sole, è una piacevole passeggiata tra alberi, cespugli, fiori, farfalle di tanti tipi diversi, è difficile immaginare la storia lontana… Il cimitero ora è uno spiazzo con l'erba alta tagliata per poter accedere alla cappella, il muro è rimasto più o meno, ricoperto di vegetazione, c'è un'alta pianta di fiori rossi selvatici da una parte.


Le tombe non esistono più, furono fatte a pezzi dalle bombe. La cappellina è intatta, ora è sconsacrata, vi si può entrare. L'altare di pietra è disadorno, ci sono croci di ferro scuro e pezzi di lastre dalle tombe che sono stati tenuti a ricordo: dice la guida che sono i più belli rimasti, infatti alcuni hanno belle decorazioni, uno conserva tracce di una scritta, parole lasciate a metà dall'essere spezzato. Mi avvicino per decifrare quelle poche lettere e ho un tuffo al cuore: si intuiscono parole di commiserazione, tipo “i tuoi cari” “dolore senza fine” e una data.: “21 febbr”. Mi vien da pensare che potrebbe essere la lapide della mia nonna, quello doveva essere il periodo, mi cullo con quest'idea probabilmente impossibile, ma è come se mi desse una traccia e un ricordo concreto di quella nonna che non ho mai avuto… L'emozione mi toglie quasi il fiato, lì vicino c'è un vecchio quaderno dove, dice la guida, le persone che salivano quassù in visita, parenti degli abitanti, hanno scritto frasi di ricordo e suppliche che non si lasciasse cadere nell'oblio quel luogo e la sua storia. Sfoglio tutto il quaderno, la mano mi trema: la mia mamma era salita quassù a volte con suo fratello, o chissà se qualche altro mio parente… inutile! Non trovo nessuna firma conosciuta. Allora in un altro quaderno a disposizione, attuale, scrivo la mia dedica e il mio pensiero, un ringraziamento e un ricordo a nome della mia nonna, del nonno, della mia mamma e dei suoi fratelli, ormai tutti partiti per l'altra stanza…
Ecco, ora posso uscire, mi batte forte il cuore e sento di aver riannodato finalmente quel legame che mi mancava con le mie origini, penso alla mia mamma, credo che stavolta sia stata contenta della mia visita: ora non è vero che “non c'è più niente”, la memoria pian piano si sta ricostruendo, la gente sa, ricorda e trasmette alle nuove generazioni. Cercheremo di tornarci con i nipoti.

 

La discesa si fa per un altro sentiero, antica strada, ancora più impervio, boscoso e fitto di vegetazione: quando sbuchiamo sulla strada principale da un altro versante, le piante si richiudono dietro di noi, a custodire le memorie di un antico paese e dei suoi abitanti. Non è facile distinguere il punto di accesso…
Concludiamo la gita dal pastore lì vicino, con gli assaggi (e gli acquisti) dei suoi formaggi squisiti. E ci racconta del suo lavoro e dei lupi che girano lì intorno…

 
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LA TRIBU' A SCUOLA

Post n°1536 pubblicato il 07 Giugno 2018 da atapo
 

 

FINE SCUOLA

 


 

Domani sarà l'ultimo giorno di scuola.

E lo vivo da nonna, come ormai mi succede da diversi anni.

Ci sono state le feste di fine anno: nell'istituto frequentato da tre dei miei nipotini non c'è più la dirigente terribile che da due anni aveva proibito TUTTO e timidamente qualcosa è stato organizzato, niente a che vedere con le iniziative del passato che coinvolgevano tutti insieme in un bel pomeriggio in cui la scuola era veramente aperta, tra giochi, spettacoli, buffet, pesca di beneficenza...

Ora ogni classe o gruppo di classe che lavorano insieme ha organizzato per sè, ormai anche a causa del ricambio degli insegnanti certe tradizioni si sono perdute. I tempi cambiano...

I nonni hanno partecipato dove hanno potuto, cioè in certi casi gli spazi erano ristretti per cui erano invitati solo genitori e fratelli. Però possiamo rivedere i piccoli spettacoli attraverso i video girati dai genitori e complimentarci lo stesso coi protagonisti, i quali poi si esibiscono volentieri solo per i nonni nel loro repertorio di canti, mentre i genitori ormai li sanno a memoria perchè sono stati il tormentone a casa nelle settimane precedenti, per ripassarli...

Invece alla scuola materna di Diletta i canti e la consegna dei diplomi ai bimbi di cinque anni li hanno fatti nella palestra, con tanto spazio anche per i nonni! E' la palestra della scuola in cui ho insegnato per 25 anni. Mentre stavo lì davanti a Diletta e ai suoi piccoli compagni ripensavo con nostalgia a quei 25 anni, a quanti spettacoli lì dentro mi avevano vista organizzatrice e trepidante conduttrice e "domatrice" di tanti bambini... alle sudate incredibili e ai batticuori perchè tutto filasse liscio, davanti al pubblico di familiari o bambini anche delle scuole francesi che avevamo ospiti!

Sempre aperta a tutti è anche la festa all'asilo nido di Cesare, dove prima di lui sono passati i suoi tre fratelli maggiori: ormai questo nido lo conosciamo come le nostre tasche. Sempre brave sono le educatrici che ogni anno per divertire il pubblico diventano attrici di una fiaba, stavolta era "Il lupo e i sette capretti" e il lupo ha fatto piagnucolare qualche piccolino. Lì abbiamo scoperto che è nato un amore folle tra Cesare e una bimbetta tutta nera con tante treccioline e ricciolini sulla testa: stavano tutto il tempo ad abbracciarsi e sbaciucchiarsi...

Quest'anno è successa una cosa nuova per Martino: le maestre hanno cominciato a dare ogni tanto come compito nei fine settimana delle piccole ricerche su argomenti vari, nati dalle curiosità dei bambini oltre che dai programmi, per esempio ci sono stati Marco Polo, il caucciù, l'inquinamento ambientale, i delfini...

Allora Martino al venerdì pomeriggio o al sabato veniva a casa nostra a cercare notizie nei miei libri per ragazzi che ho conservato, se non trovava nulla al sabato faceva un salto in biblioteca. Pian piano è diventato sempre più autonomo ad organizzarsi il lavoro che all'inizio gli era molto difficile.

Talvolta gli argomenti riguardavano luoghi famosi di Firenze e so che successivamente andavano a vederli ed erano i bambini che facevano da ciceroni ai compagni: bella idea! Ultimamente Martino doveva cercare notizie su alcuni luoghi di Firenze meno famosi dei soliti: mi disse che li aveva scelti perchè gli piacevano i nomi: lungarni, piazza e ponte Santa Trinita.

-Mai sai dove sono? Li hai mai visti?- gli ho chiesto.

-No!-

Allora un pomeriggio, dopo che è uscito da scuola, sono andata in centro con lui e abbiamo fatto una bella passeggiata, con la carta turistica, per esplorare quella zona della città. Gli ho raccontato un po' di cose, ho risposto alle sue curiosità di bambino, sono andata al suo passo e al suo ritmo. Lui sulla mappa segnava il percorso e i punti importanti, con molto impegno. E' stata una bella esperienza, le ore sono volate e siamo ritornati parecchio tardi, tanto che è stato meglio concludere con una pizza al taglio prima di riprendere il bus.

Se lui era stanco, io ero stanchissima, però ero molto contenta di quel tempo sola con lui, cosa che non era mai accaduta.

Ho fatto con malinconia il confronto con i tempi in cui ero insegnante: allora due ore a passeggio per il centro, insieme alle spiegazioni, le facevo con almeno una ventina di bambini e alla fine... mi rimanevano ancora le forze!

 

 
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GITA VERDE

Post n°1535 pubblicato il 03 Giugno 2018 da atapo
 
Tag: viaggi

TANTO  VERDE

 


 

Avevamo appuntamento venerdì mattina in uno dei soliti paesi sui monti tra Toscana ed Emilia, per visitare l'ennesima casetta proposta da internet.
Erano già diversi giorni che dovevamo decidere un secondo passaggio, autonomo stavolta, dalle parti di un'altra casa già vista che ci era piaciuta parecchio, ma poichè si trova in una zona residenziale fuori paese io volevo capire bene, percorrendola, come era la stradina pedonale che "taglia" la provinciale e permette di scendere al centro senza usare l'auto.
I paesi delle due case sopra citate sono naturalmente parecchio lontani uno dall'altro, in due zone e in due province diverse. A me era venuta un'idea: perchè non approfittare della giornata prevista di bel tempo e fare un giro tra i monti? La prima casa al mattino poi con comodo si arriva alla seconda nel pomeriggio... ormai che siamo fuori, consideriamola una gita.
Mio marito è stato d'accordo. Con Google avevo guardato la sera prima il percorso possibile e panoramico, che toccasse anche luoghi piacevoli da vedere: più di 90 Km! Al marito avevo taciuto questo ultimo piccolo particolare...
La visita alla prima casa è andata bene, nel senso che ha parecchi aspetti positivi, diciamo che è tra le "papabili", anche se con qualche scalino di troppo. Il gatto che sonnecchiava sul piccolo prato davanti alla porta di ingresso e che ci ha scrutati incuriosito prima di allontanarsi con aria di sufficienza pensando senz'altro: "Chi sono questi che vengono a disturbarmi?"... ecco, questo gatto bianco e nero mi ha reso la casetta ancora più simpatica. Si trova in paese, ma su una piazzetta tranquilla, non molto lontano ci sono, oltre a ristorante e pizzeria, ben due negozi di alimentari e la ferramenta, importante, dice il marito perchè se si rompe qualcosa e servono chiodi con urgenza...
Salutata l'impiegata dell'agenzia e risaliti in auto iniziava la nostra gita fai-da-te sull'Appennino tosco emiliano. Sul navigatore il marito ha tentato di impostare l'itinerario che gli indicavo dall'atlante del Touring, ma il navigatore si rifiutava di accettarlo! Ci mandava ostinatamente da altre parti lungo autostrade e strade più "normali".
Allora sono cominciate le lamentele: -Ecco, una delle tue proposte di viaggi pazzi! Mai che tu scelga strade normali! Chissà come sono queste! E io che ti dò retta e mi ritrovo in posti impossibili...-

C'è un fondo di verità: io sono un tour operator avventuroso, mi piace andare per paesini e lande poco conosciute, è così che si scopre il meglio... Dopo i percorsi in Basilicata, i giri sulle Cevennes e il passo dell'Agnello mio marito è diventato molto diffidente alle mie proposte... però alla fine di ogni viaggio dice che abbiamo visto luoghi molto belli.
Niente navigatore dunque, saremmo andati all'antica: atlante aperto sulle ginocchia, il navigatore lo avrei fatto io. E subito l'incubo del passato, quando era così ad ogni viaggio con errori e confusioni nelle indicazioni, frequenti litigi e arrabbiature perchè chi guida non si rende conto che il navigatore dovrebbe avere quattro occhi, due sulla strada e due sulla carta e spesso le decisioni non si riescono a prendere abbastanza in fretta... Ecco, ho pensato, sai che bella giornata di stress è in arrivo!
Invece è andata bene, ho trovato subito le direzioni giuste.
Ed è stato un viaggio bellissimo, immersi nel verde, lungo tortuose strade provinciali a volte un po' dissestate, costeggiando fiumi appena usciti dalla sorgente, passando da un bosco all'altro: querce, castagni, faggi, robinie... Queste ultime ora sono in piena fioritura, sono boschi bianchi di grappoli, quasi una magia. Poi ancora prati dall'erba altissima e punteggiata di fiori colorati, iris selvatici sui toni dell'azzurro in folti gruppi o allineati lungo la strada, enormi cespugli di rose selvatiche fiorite e non sono mica dello stesso colore: vanno dal bianco a tutte le tonalità di rosa fino al rosso chiaro, non ne avevo mai viste tante varietà! Il giallo degli ultimi maggiociondoli in fiore si mescola al giallo delle prime ginestre...  Ogni tanto gruppi di case, piccole frazioncine con edifici rustici o villette graziose, dove ogni giardino ha un'esplosione di rose di ogni tipo e colore. Molti cartelli VENDESI su quelle case, una tentazione, ma sono così isolate ed obbligano all'auto per ogni necessità.
Verde, verde, tanto verde bellissimo e squillante. Mentre ci addentravamo scavalcando monti mi sentivo pian piano più leggera, come se respirassi meglio: avevo sentito dire che il verde rasserena, insieme all'aria pura della montagna poi... Ne avevo la conferma.
All'ora di pranzo (un po' attardato) sosta a Pavana, il paese di Guccini, ma la scelta è stata casuale, dovuta all'orario e all'ispirazione della trattoria.
Più tardi altra fermata vicino a un bosco per la pennichella, cullati dallo scroscio dell'acqua di una cascata nascosta tra le felci e i faggi.
Finalmente siamo arrivati al secondo paese in cui volevo controllare la strada: lasciata l'auto al parcheggio l'abbiamo affrontata dal paese, cioè salendo verso la zona residenziale in cui si trova la casetta ambita. E' una breve passeggiata quasi tutta nel bosco o costeggiando i giardini molto alberati di alcune villette: piacevole, ma soprattutto all'inizio in salita abbastanza ripida, noi non siamo abituati, ci è venuto subito il fiatone e questo rendeva molto perplesso il marito. Arrivati in cima abbiamo riguardato con calma la casa, che è veramente completa e interessante, della misura giusta, con gli spazi giusti interni ed esterni, poi siamo ridiscesi in paese... verso il piccolo supermercato che vende di tutto... ma che è l'unico negozio, oltre al tabaccaio, un albergo e un ristorante.
E qui mio marito ha detto che no, non ci siamo, troppo poco per la sopravvivenza. Ma io credo che anche la salitaccia abbia contribuito alla sua decisione... Così cassata anche questa proposta! Peccato...
A questo punto non ci testava che tornare a Firenze per la via più rapida: strada nazionale e autostrada.
Fine di una bella gita con negli occhi ancora tutto quel verde rilassante e il sole che ci ha accompagnato quasi sempre, il verde e la luce era come se li sentissi dentro di me e speravo che la loro serenità mi avrebbe accompagnato almeno per qualche giorno.

Però restava il dispiacere per l'ennesima casa quasi perfetta che dobbiamo cancellare.

 
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CHEZ L' ARTISTE

Post n°1534 pubblicato il 30 Maggio 2018 da atapo
 

EPPURE

 


 

Qualche giorno fa il mio amico pittore ed ex-collega di quando insegnavo ha inaugurato una mostra dei suoi ultimi quadri in una galleria nel centro di Firenze. L'avevo imparato dal solito Facebook-pettegolo e ho subito deciso di andare a questa apertura, sia per salutare l'amico, sia per la curiosità di vedere l'evoluzione della sua pittura, dopo le sue meditazioni e approfondimenti in questi ultimi anni sulle teorie alchemiche, astrologiche e simili.
Per fortuna la giornata era sul bello stabile, non come ultimamente che esci a 30 gradi e ti ritrovi poco dopo sotto un'alluvione. Proprio per questo tempaccio sempre incerto era da un bel po' che non uscivo così, per diverse ore, tra il passeggiare a piedi e il girare in autobus.
E' stato piacevole l'incontro con lui, sempre uguale nonostante gli anni che passano, un bell'uomo con lo sguardo penetrante e fascinoso degli artisti. Era sorpreso e contento di vedermi, poca conversazione sul comune lavoro scolastico da cui lui spera di uscire fra pochissimo, finalmente! E invece la soddisfazione dei recenti progetti e interessi che consentono a entrambi di sentirci quasi nuove persone, dopo i tanti anni passati, anche se con entusiasmo, dentro ad una scuola che ormai non riconosciamo più come quella in cui avevamo creduto. Anche le sue pitture, come lui, sono cambiate: non saprei dire se in meglio o in peggio, sono diverse, forse più complesse, più misteriose, meno “facili”.
Come ho detto prima, ho approfittato di questa occasione per farmi una passeggiata per il centro di Firenze in attesa dell'ora dell'inaugurazione, come non mi succedeva da tantissimo tempo: c'era da vedere un'esposizione di gioielli e altro a preparazione di un'asta (io non partecipo alle aste, ma vado alle loro esposizioni, è sempre bello ammirare quegli oggetti preziosi), c'era una strada pedonalizzata con installazioni di fiori, mimi, concerti medievali, canti popolari toscani… insomma, da passarsi il tempo.
Eppure…
Una volta questi giri solitari mi piacevano tanto, ora è stato diverso, non ho provato la soddisfazione di un tempo, avrei avuto voglia di essere in compagnia: un'amica, anche il marito, qualcuno con cui scambiare impressioni, chiacchiere, due risate. Ho sentito forte questo contrasto quando poi nella galleria d'arte ho chiacchierato con il mio amico e altri visitatori presenti e finalmente mi sentivo più a mio agio.
E al ritorno, aspettando gli autobus, ho meditato sui miei rapporti sociali, sulle mie amicizie, su come è venuta ad impostarsi la mia vita in generale… e c'è qualcosa che non mi va, dovrò rifletterci sopra...

 
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AMICIZIA FELINA

Post n°1533 pubblicato il 24 Maggio 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

LA  GATTA

 

Paul Klee, Il gatto e l'uccello

 

E' una bellissima gatta adulta, di taglia grande e di pelo corto, senz'altro meticcia di chissà quali incroci.
Sulla schiena e sulla testa è di un colore strano, nocciola tendente al rosato con una sfumatura di grigio, la coda lunga è dello stesso colore però con gli anelli più scuri dei gatti tigrati. Sulla pancia e sulle zampe quello strano colore pian piano schiarisce fino a diventare bianco.
Ancora più particolari sono gli occhi, gialli tendente al verde fosforescente, sembrano colorati con un evidenziatore, sono grandi e rivolti all'insù, veri occhi a mandorla.
Vive in una delle casette lungo la strada che percorro per arrivare alla fermata dell'autobus, ma il suo regno è tutta la strada, tutti i giardinetti che vi si affacciano, tutte le auto parcheggiate, dietro o sotto le quali si nasconde a sonnecchiare.

Io, molto amante dei gatti, tanto tempo fa le feci la prima carezza... ed è stato subito amore!
Se la incontro mi fermo, lei miagola, si fa accarezzare, si struscia attorno alle mie gambe, si sdraia pancia all'aria a richiedere grattini. Pian piano ha cominciato a seguirmi per un tratto di strada, mi invita con colpi di testa sulle gambe a fermarmi ancora un poco per accarezzarla. Poi, a un tratto, un piccolo e leggero morso per dirmi "basta": si ferma sulla strada o con un salto entra in uno dei giardini. A ognuno i suoi tempi e i suoi spazi, nella sua indipendenza di gatta.

Un giorno mentre passavo sovrappensiero mi sono sentita un miagolio accanto all'orecchio: era lei in mezzo a una siepe, da cui è uscita subito per i nostri coccoli rituali.

Ultimamente l'ho vista dentro un giardino, davanti alla porta di una casa, forse casa sua. L'ho salutata e lei è venuta subito verso di me.

Ieri, appena ho svoltato su quella stradina l'ho vista in fondo, tra le auto.Troppo lontana... ma ho voluto fare una prova: ho fatto sottovoce il richiamo che uso con lei, un leggero schiocco della lingua tra i denti... si è voltata immediatamente, mi ha guardata e trotterellando mi è corsa incontro.

Che bello! Ho sentito l'onore di essere entrata tra gli eletti del suo mondo felino... una nuova amicizia!

 
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AVEVAMO SPERATO

Post n°1532 pubblicato il 19 Maggio 2018 da atapo
 

L' ULTIMA  FREGATURA

 

Telemaco Signorini, Buoi in Pietramala

 

Come avevo deciso, ho smesso di passare ore su internet a setacciare i siti di vendita case in ogni zona dell'Appennino entro un'ora di viaggio da Firenze (condizione assoluta del marito).
Però, dopo mesi di ricerca, il "cervellone" on line non smette di mandarmi sullo schermo pubblicità di case in vendita. Allora se capita la foto di una casa non ancora vista con il prezzo abbordabile clicco sopra e vedo di che si tratta: che non mi lasci sfuggire la casa dei sogni!
E un giorno la trovo: in un paese ancora non visitato nelle esplorazioni, ma in una zona che conosciamo abbastanza dalle nostre gite di gioventù.
Guardo, riguardo le foto, leggo, rileggo la descrizione: c'è tutto! Tutto quello che vorrei io e, soprattutto, che vuole il mio pignolissimo marito che, anche lui, guarda e riguarda, legge e rilegge: non trova niente da criticare! E il prezzo... irrisorio!!! Abbordabilissimo!!!
Telefoniamo subito all'agenzia, fissiamo l'appuntamento il prima possibile e un sabato mattina eccoci lassù: il paese ci piace, la casa mantiene tutte le promesse della presentazione on-line, ci sono tutti gli spazi interni ed esterni desiderati, le condizioni dell'edificio sono più che buone, non ci saranno lavori di ristrutturazione, ai primi caldi potremmo già rifugiarci lassù. Il prezzo è così basso perchè vogliono liberarsene in fretta per comperare più vicino alla città. Il figlio dei padroni uscendo per andare al lavoro quel mattino ha tenuto con sè le chiavi di alcune stanze tipo tavernetta, magari potremmo salire un'altra volta a vederle.
Mentre rientriamo a Firenze in macchina io e mio marito ragioniamo su questa casa: la tavernetta, soprattutto se attualmente ci dorme questo figlio, non c'è ragione di ritenere che sia in condizioni disastrose... tutto il resto della casa è perfetto per noi... già vediamo come sistemarci nelle stanze e anche come sistemare i mobili dei miei suoceri che ci piacerebbe tenere, perchè c'è posto sufficiente per tutto! Insomma, è già nostra... nella nostra immaginazione!
Sappiamo dall'agenzia che noi siamo i primi a visitarla, altri hanno fissato per la settimana successiva: non c'è tempo da perdere e nel pomeriggio del sabato mandiamo subito una mail all'agenzia confermando il nostro interessamento.
Sabato pomeriggio e domenica naturalmente all'agenzia non si lavora, per stare sul sicuro il lunedì mattina alle 9 telefoniamo, chiediamo di fissare al più presto un altro appuntamento per vedere la tavernetta, ma ci raccomandiamo che venga detto ai padroni che, salvo qualche improbabile brutta sorpresa in questa tavernetta, la casa di certo la compreremo. Entro la mattinata la conferma: l'appuntamento è per il giorno dopo, perfetto! Ci siamo!
Verso l'ora di cena squilla il telefono, rispondo io: è l'impiegata dell'agenzia, ci avvisa sugli sviluppi della situazione.
Il vicino di casa dei padroni, che sale lassù solo ogni tanto perchè per lui è seconda casa, proprio quel lunedì nel primo pomeriggio ci ha fatto una capatina, ha visto il cartello "vendesi" e ha detto ai padroni di casa: -Se volete vendere la prendo io e vi dò 5000 euro in più del prezzo che chiedete.-
Naturalmente, sia per l'offerta sia per i buoni rapporti di vicinato, hanno deciso di venderla a lui, senza SE e senza MA.
Credete, a questa notizia mi stava venendo un colpo, mi sono sentita male... dopo tutto questo tempo, tutte le ricerche...mi sono sentita beffata, presa in giro... Ma proprio quel lunedì doveva passare quel vicino???!!!
Sfumato il sogno. E siamo da capo.
Poi nelle settimane successive abbiamo visto altre due o tre case, ma sempre la stessa storia: anche quelle che a me paiono adatte, per LUI hanno sempre qualcosina che non va.
E' sempre più impossibile... ormai mi arrivano meno pubblicità anche da internet, visto che io non mi "impegno" con le ricerche, e tra ciò che mi arriva non c'è quasi più niente di nuovo.
E io non ho più voglia di perderci del tempo.

 
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MALINCONIA

Post n°1531 pubblicato il 14 Maggio 2018 da atapo
 

FRA  DUE  DATE

In questi giorni, nella seconda domenica del mese di maggio, c'è la festa della mamma: quest'anno è stata ieri.
Il 16 maggio è l'anniversario della morte della mia mamma.
Ecco che come tutti gli anni questo periodo tra l'una e l'altra data per me è particolarmente malinconico: nella mia famiglia non si fa nulla di particolare per la festa della mamma, festa profana e consumistica sentenzia il marito e tutto scivola via nel silenzio e nell'indifferenza.
Così è nel silenzio del mio cuore che penso a lei, a come era, al nostro rapporto di madre e figlia, conflittuale in certi momenti, complice in altri… e arrivo all'ultimo sofferto periodo quando la lontananza fisica rendeva tutto molto più difficile e avrebbe lasciato, dopo, acuti rimpianti. Eravamo simili eppure tanto diverse… Chissà ora lei cosa ne pensa, come mi vede… Le ho chiesto scusa per tanti momenti che avrebbero potuto essere migliori, ma ci si rende conto quando ormai è tardi.
E allora in questi giorni la sento vicino a me più del solito e la festeggio nella mia personalissima e silenziosa “Festa della mamma”, le dico che sono ancora figlia e che averla lasciata andare non significa averla perduta, anche se la distanza tra noi in certi momenti si fa immensa e occorre ripensarla in una dimensione differente e faticosa da accogliere.
Così quando ieri Facebook in quelle sue proposte un po' scherzose e un po' meditative ha chiesto “Crea un post speciale per festeggiare una persona che porti nel cuore” ho subito pensato a lei e, per la prima volta in quel social, ho pubblicato una sua foto, ma di tanti, tanti anni fa, una di quelle in cui era giovane e bellissima, che ho ritagliato e ingrandito rendendola leggermente sfocata, nella luce soffusa del ricordo e del tempo che scorre via.

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REGALO DEL GIARDINO

Post n°1530 pubblicato il 08 Maggio 2018 da atapo
 

BLUE  IRIS 

 

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Accanto agli iris rosati è spuntato questo bellissimo iris che nella foto si vede leggermente viola, in realtà tende di più all'azzurro, ma è bellissimo, pare un danzatore in movimento.
Fa parte delle sette piantine di vari colori che portai dalla Francia l'autunno scorso, le trapiantai in terra poco più di un mese fa e avrebbero dovuto fiorire l'anno prossimo.
Ma questo mi ha preparato una meravigliosa sorpresa: un unico fiore che si apriva lentamente nei giorni scorsi fino alla bellezza di ora... proprio per il mio compleanno!
Un regalo, un regalo del mio giardino!
E mi ha emozionato, gli ho scattato subito tante foto...
Purtroppo la sua bellezza è stata effimera, perchè uno sciagurato acquazzone, di quelli che stanno passando a tradimento in questi giorni, ha già completamente stropicciato e maltrattato questo fiore... e domani non esisterà più!

Resteranno solo le foto... e la mia malinconia... come ho sentito malinconica questa giornata di compleanno, nonostante gli auguri di tante persone che mi vogliono bene.
Troppo in fretta, troppo in fretta sta passando tutto... ci sono rimpianti di cose perdute sempre più lontane, lievi ansie di non vivere appieno ciò che può arrivare ancora di positivo... il tempo è implacabile...

 
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AUGURI !

Post n°1529 pubblicato il 05 Maggio 2018 da atapo
 

IL  SUPEREROE  HA  7  ANNI

 

 

Quando telefono a casa di mia figlia se lei non può rispondere lo fa Martino, che mi “intrattiene” in attesa che la sua mamma prenda la comunicazione. Così è stato anche ieri sera, avevo chiamato per accordi sulla consegna del regalo a Damiano, che oggi compie gli anni.

Oggi pomeriggio ci sarebbe stata la festicciola, dalla quale per fortuna i nonni sono esentati: già basta qualche amichetto, insieme ai fratellini, a riempire la loro piccola casa! Noi nonni non ci offendiamo e li lasciamo volentieri a tutta la loro confusione festaiola…
In questa telefonata però al momento della solita frase: -Ti passo la mamma- c'è stata una variazione: -...anzi no, ti passo Damiano che ti vuole parlare.-
Damiano?! E quando mai Damiano è venuto spontaneamente a parlare al telefono? Mantiene il suo carattere chiuso e timido, osserva molto, parla poco e rimugina dentro di sé, però non gli sfugge niente e sa di tutto, quasi alla pari con suo fratello che ha tre anni di più. Per fortuna l'impatto con la prima classe della scuola primaria è stato molto positivo, al contrario di quando entrò alla scuola materna: il metodo tranquillo delle sue maestre lo rassicura, si impegna moltissimo, è uno dei più bravi ed abbiamo scoperto che è stato nominato capofila ufficiale quando vanno in gita o in passeggiata, un incarico di responsabilità e segnalato alla burocrazia scolastica. Addirittura quando ci sono scioperi è molto dispiaciuto di non poter andare a scuola, mentre alla materna era tutto contento di poter dormire di più.
Insomma ieri sera Damiano al telefono mi ha raccontato varie cose, della festa di oggi, delle sue aspettative riguardo i regali…
Quello che da piccolo correva per casa col mantello gridando “Io sono un supereroe” continua ad amare i supereroi che ora condividono questo amore con i dinosauri (e noi gli abbiamo regalato la tombola dei dinosauri).

Ma sta crescendo, ora si spinge anche a telefonare spontaneamente: il nostro supereroe Damiano ha già sette anni… AUGURI nipotino per il tuo futuro, il mondo ha bisogno di supereroi!

 
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QUASI LAVORO

Post n°1528 pubblicato il 01 Maggio 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

1°  MAGGIO  IN  COLLINA

 

il panorama era circa così...


Le società, le aziende di un certo livello fanno i pranzi di lavoro, oppure in via più informale e moderna, i brunch di lavoro.
La nostra compagnia teatrale "Gli Spostati", che ormai si sente importante (spettacolo retribuito in un vero teatro eh eh...), non ha voluto essere da meno.
-Ci troviamo tutti a casa mia il primo maggio- ha proposto una delle attrici, una new entry di quest'anno, - ognuno porta qualcosa, mangiamo nel mio giardino che è abbastanza grande, se piove nessun problema, anche in casa ho posto sufficiente.-

Ci ha dato l'indirizzo, una strada che si inerpica sulle prime colline fiorentine, ma a dieci minuti dal centro città, l'appuntamento era per oggi 1° maggio: avremmo pranzato insieme poi avremmo visionato  il video dello spettacolo per renderci conto di come era andato e degli errori di ognuno di noi. Incontro di lavoro quindi...

Arrivati in auto a quell'indirizzo tutti siamo rimasti a bocca aperta: un parco grandioso di lecci, cedri e altri alberi secolari, siepi, prati, aiuole all'italiana, perfino una grande vasca con le ninfee.
Al centro del parco la villa: una dimora di quelle che si facevano costruire i nobili già dal rinascimento, immensa, con cappella privata esterna e grande torre al centro.
Nessuno si aspettava una meraviglia del genere!
-Ma tu abiti qui??!!- chiedevamo strabiliati alla nostra amica.
E io ho aggiunto:- Dove si fa il biglietto d'ingresso? Ci sono sconti per gli anziani?-
Sì, lei col marito e con un grande cane affettuosissimo abita proprio in quel paradiso, senza avere un briciolo di nobiltà. Ma un grosso conto in banca credo proprio di sì...
Ci ha spiegato e raccontato: quella antica villa è stata ristrutturata e all'interno, alterando il meno possibile le strutture architettoniche, sono stati ricavati diversi appartamenti di varie grandezze. Il parco è stato suddiviso in modo che ogni appartamento ne avesse una zona "privata", che ognuno ha recintato con reti nascoste da siepi e cancelletti. Ora dunque è diventato un insieme di giardini che ogni proprietario sistema come crede. Solo i vialetti e la parte con la vasca restano condominiale.
Il giardino della mia amica sul perimetro oltre alla siepe ha una serie di enormi lecci e cedri che in alto quasi uniscono i rami offrendo una bella ombreggiatura, poi vari cespugli di alloro e lauroceraso, qualche vaso di stile toscano con margherite e fiori di stagione. E' bastato metterci due tavoli per le cibarie, qualche seggiola e il pic nic è riuscito benissimo.
Poi siamo saliti nel suo appartamento, e, dopo uno scalone imponente, la sorpresa è stata ancora maggiore: più di 200 metri quadrati, un salone enorme, un altro "medio", cucina, camere e ben tre bagni. I saloni hanno i soffitti affrescati, corridoi e disimpegno sono grandi come stanze.
E l'arredamento! In ogni stanza c'è un piacevolissimo misto di pezzi moderni ed essenziali con qualcosa di antico, anzi di antiquariato... perchè ci ha detto che suo marito ha la passione dell'antiquariato, un tempo ebbe anche il negozio e i pezzi che gli piacevano di più li ha messi in casa sua. Io ero estasiata: proprio il tipo di arredamento che preferisco, saper unire il moderno e l'antico con risultati gradevoli che facciano sentire a proprio agio. Lì è proprio così: seduta su un morbido divano moderno di fronte hai per esempio un tavolo intarsiato dell'ottocento, o una cassapanca del seicento... Mi sono sentita dentro alla storia.
Per non parlare del panorama che si vede dalle finestre: le colline piene di boschi e di uliveti che scendono a onde verso la città di Firenze laggiù in fondo...
Insomma, un luogo da sogno! Eravamo tutti a bocca aperta quando ci ha fatto fare il giro turistico della casa! Valutavo che dentro al salone principale ci sta tutto l'appartamento di mia figlia...
Ed è bello che nella ristrutturazione abbiano mantenuto l'ossatura originaria dell'architettura della villa, inserendo la modernità senza stravolgimenti. Ma quanto l'avrà pagata una casa così? Nessuno ha avuto il coraggio di chiederlo...
Fra tutte queste bellezze non abbiamo trascurato il lavoro e abbiamo visto il filmino del nostro spettacolo: beh, ne siamo rimasti molto soddisfatti. L'impressione di essere riusciti bene che avevamo avuto soprattutto dopo la seconda rappresentazione è stata confermata, di errori gravi rivedendoci non ne abbiamo trovati, abbiamo riso molto e ci siamo quasi commossi nei punti giusti: davvero un bello spettacolo, un applauso a noi tutti!
Per finire, una fetta di dolce e un brindisi alla compagnia, prima di lasciare quel paradiso e tornare alla realtà delle nostre case "normali".

 
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FINALMENTE

Post n°1527 pubblicato il 28 Aprile 2018 da atapo
 

BEI  GIORNI

 

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i  MIEI  iris

Dopo tanto sforzo per il teatro, ben venga un meritato riposo!
E sono giorni piacevoli quelli che stanno trascorrendo: finalmente il tempo si è rimesso al bello, c'è una primavera calda  ed è la stagione che mi piace di più. Le ore sembrano più lievi anche negli impegni ordinari e straordinari.

Ho fatto, il 25, un mercato in un posto nuovo con una nuova associazione: tutto è andato bene, l'organizzazione era efficiente, il luogo accogliente, lo spazio adeguato, tanto pubblico e… ho venduto tanto! Insomma una bella giornata all'aperto e un inizio di abbronzatura.

Un incontro in centro con i colleghi del CIDI, dopo il quale mi sono goduta un bel giro senza fretta fra strade e negozi, con qualche acquisto di libri: finalmente, era da tanto che non prendevo qualche ora solo per me!

Una bellissima giornata trascorsa a Bologna insieme alla coppia di amici che da tanti mesi non riuscivamo ad incontrare, tra malanni e imprevisti vari. La scusa è stata la visita alla mostra fotografica di Vivian Maier, poi il seguito di chiacchiere, tortellini e giro al mercato della Montagnola hanno completato magnificamente la giornata, insieme all'acquisto, fra altre prelibatezze, di un sacchetto di raviole alla mostarda e alchermes così buone da far resuscitare i morti!

E nel mio giardino che spettacolo! L'arancio e il limone sono sopravvissuti entrambi, con timidi getti nuovi, ma i padroni ora sono gli iris con una fioritura spettacolare. I rizomi che mi avevano regalato ora al secondo anno sono fioriti, tanti, tutti insieme! Sono di un unico colore, ma in Francia l'anno scorso ne comperai alcuni di colori diversi: piantati alla fine dell'inverno, bisogna attendere l'anno prossimo per vederne i fiori e se tutto andrà bene arricchiranno l'aiuola con altre tonalità.

E le case in montagna? Mio marito non ne parla più, dopo aver detto che sì, due erano belline, ma… deve pensarci…
Io non cerco più niente in internet, dopo l'ultima fregatura… che racconterò un'altra volta, per non guastare questi giorni deliziosi...

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IL GIORNO DOPO

Post n°1526 pubblicato il 23 Aprile 2018 da atapo
 
Tag: teatro

" E'  FATTA! "

 

 

"E' fatta!", dice una battuta del nostro spettacolo "Quello che prende gli schiaffi".
Ed è ciò che ci siamo detti noi attori, insieme alla regista, ieri sera, alla fine della seconda replica. Eravamo tutti stanchissimi, ma molto contenti.
Dopo la prima di sabato sera non ci eravamo sentiti completamente soddisfatti perchè nel secondo tempo avevamo un po' rallentato il ritmo della recitazione, rischiando di rendere la storia meno brillante, comunque il pubblico pare fosse rimasto appagato perchè gli applausi erano stati abbondanti. Invece ieri tutto è scivolato via perfetto, come voleva la regista e volevamo anche noi.
Mi pare che davvero lo spettacolo sia venuto più vivace di quando lo rappresentammo cinque anni fa, e questo ha dato una soddisfazione in più alla regista e a quegli attori che avevano preso parte anche allo spettacolo precedente.
Però è stata dura, durissima! Un impegno aumentato negli ultimi tempi, addirittura una prova al giorno in quest'ultima settimana e se questo è stato pesante per me, senz'altro lo è stato maggiormente per i più giovani che durante la giornata lavorano.
La mia parte lunghissima... da ripetere con cura quotidianamente: se saltavo lo studio per una giornata ecco che già avevo dimenticato qualcosa! Insomma, è stata una delle prove più difficili della mia "carriera" di attrice, ma ora finalmente posso guardare al mio lavoro (unito a quello di tutti gli altri, naturalmente) con soddisfazione e, lo confesso, anche con una punta di orgoglio!
Poichè eravamo inseriti nel programma di un teatro VERO, una parte degli incassi delle due serate è rimasta a noi: è la prima volta che "guadagniamo"!!!
Ma ne abbiamo subito spesi... perchè dopo lo spettacolo ci siamo offerti una serata in pizzeria. E, forse realmente o forse solo perchè ero così contenta, mi è sembrata una delle pizze più buone che io avessi mai mangiato!

 
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IN GIARDINO

Post n°1525 pubblicato il 17 Aprile 2018 da atapo
 

STRAGI e MIRACOLI

 


 

L'inverno è stato durissimo, le temperature troppo basse e le gelate hanno mietuto vittime tra le piante.
Ora, nelle giornate di sole tra un acquazzone e l'altro, ho esplorato il giardino per quantificare i danni e fare il conto dei superstiti.
L'oleandro, come altri oleandri del dintorni, ha molte foglie con macchie di secco e piegate verso il basso, penso a causa delle gelate: poverino, l'avevamo potato a inizio autunno e lui si era subito impegnato a ricrescere a cespuglio, come piace tanto a me. Ora chissà: fiorirà o dovrà ancora riprendersi?
La peggio l'hanno avuta gli alberini di arancio e di limone: li avevamo ricoperti coi sacchi come suggerito, ma tolti i sacchi tutte le foglie erano cadute, ammucchiate sul fondo dei sacchi! Saranno morti? Certo non sono piante da nevicate o da molti gradi sotto zero. L'arancio mi pare abbia ancora due puntini verdi sulla corteccia, ma nel limone non vedo segni di ripresa: era già un po' malandato, secondo me i vari cambi di posizione nel giardino lo avevano stressato e non andava messo così in mezzo, in balìa di pioggia e vento… ma tanto col marito è dura ragionare…
In alcuni vasi dove l'anno scorso c'erano fiorellini ora ci sono solo stecchi scuri, nessun segno di vita.
Invece un miracolo: tolto il telo con cui avevamo ricoperto negli ultimi mesi molti vasi di piante sistemati per l'inverno vicino al muro della casa, una sorpresa inaspettata! La peonia, fiore che  avevo comprato perché lo amo molto, in autunno pareva sofferente e rinsecchita, le erano rimaste poche foglie avvizzite su un breve gambo quasi legnoso, invece ora in cima si apre un bel ventaglio di una ventina di foglie grandi e belle. Spero che vengano anche i fiori!
Col passare di giorni aumentano le novità e la ripresa della vita, qualcosa che pareva morto invece si sta risvegliando.
Le calle erano bruciate dal gelo e ora hanno nuovi getti, la lavanda ingrigita e accartocciata da pochi giorni ha nuove foglie in cima ai rametti, l'esile e piccolo pero ha già messo tante foglie, ha aperto bellissimi fiori che dopo pochissimi giorni hanno perso i petali… avremo pere quest'anno? 
Anche nelle piante di fragole sono sbocciati i fiorellini rosa che promettono bene...
Gli iris per ora sono solo una selva di spade verdi, mi hanno detto che il secondo anno dalla piantagione cominciano a fare i fiori: ci siamo… io ci conto!
Tra i cespugli delle siepi la spirea ha già tanti fiorellini bianchi, il corbezzolo solo foglie, le nandine sono molto graziose: il freddo fa crescere foglie rosse o arancioni e col freddo che c'è stato sono diventate multicolori.
Ma ho scoperto una cosa che mi preoccupa un po': dove l'anno scorso c'era l'unica pianta di topinambur che era cresciuta fino a diventare alta più di due metri e strapiena di margherite gialle (il mostro lo chiamavo) ora su circa un metro quadrato di terra stanno spuntando tanti piccoli topinambur… si preannuncia una foresta… e un lavoro di disboscamento per noi, altrimenti soffocheranno gli altri cespugli vicini.
Poi bisognerà riseminare l'erba in certe zone brulle, ma non attorno ai lamponi: quest'anno vogliamo poterci avvicinare a prendere i frutti, non lasciarli tutti ai merli come l'anno scorso!
Insomma, la natura fa sempre come le pare, è indomabile. Ed è piena di sorprese.

 
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TEATRO, NUOVA PROVA

Post n°1524 pubblicato il 12 Aprile 2018 da atapo
 
Tag: teatro

L'ABITO NON FA IL MONACO,
MA FA L'ATTORE


G. Boldini, Donna Franca Florio

 

Passo poco da qui, scrivo poco, ancora per una decina di giorni: siamo allo sprint finale prima del debutto del nuovo spettacolo.
Cioè, non proprio nuovo, diciamo... una nuova edizione.

La regista di noi "Spostati" ha ripreso il nostro fortunato spettacolo di qualche anno fa "Quello che prende gli schiaffi" (marzo 2013), l'ha un po' rimaneggiato, ma soprattutto ha voluto caratterizzare i personaggi in modo diverso, così da farlo diventare più vivace e brillante, nonostante la tragicità della storia.
Nella compagnia ora ci sono attori diversi dai precedenti è ciò che è stato cambiato è anche in funzione delle nuove persone. Io... sono stata promossa di grado: allora facevo il pagliaccio, una parte molto simpatica e particolare, ora sono diventata CONTESSA, uno dei personaggi più importanti. E' una contessa "cattiva", senza morale, fa cose ripugnanti e, devo dire la verità, mi è stato faticoso entrare nel personaggio perchè lo sentivo così negativo e distante, ma pian piano sto arrivando ad una interpretazione che soddisfa la regista e... anche me, ho superato quelle sensazioni negative che la contessa mi dava e che ora però dovrò riuscire a suscitare nel pubblico. La parte è lunga e devo studiare molto, ancora non mi sento affatto sicura, ora negli ultimi giorni le prove sono quasi quotidiane, molto faticose, e il copione devo ripassarlo il più possibile anche per conto mio...
E poi c'è il vestito! L'altra volta mi dovetti preparare l'abito da pagliaccio: trasformare una gonna arlecchina in un paio di pantaloni, aggiungere fiocchi colorati alla casacca... Questo costume ora l'ho passato a chi farà il pagliaccio al posto mio, io avrò due "sontuosi" abiti da contessa... oltre ad ornamenti vari.

Questi abiti un po' particolari e spesso molto vistosi di solito li troviamo sulle bancarelle a pochi euro, molti vengono dall'America, fanno un figurone sul palcoscenico per le fogge e i colori, però spesso dobbiamo adattarceli... e uno dei miei, nero, scollato, lungo ... è troppo lungo per me così devo tirare su l'orlo anche della fodera e in questi giorni sto cucendo all'impazzata! Io non sono una sarta, mi ci vuole un sacco di tempo, insomma anche stavolta l'abito me lo dovrò sudare!
Però, quando poi l' indosso, con le scarpe dal tacco alto, collane e stole, cappellino con veletta e piume...mi sento davvero un' altra e mi è più facile anche la recitazione!
E speriamo di arrivare in fondo con successo... durante la preparazione abbiamo avuto un sacco di problemi, abbiamo dovuto sostituire attori... insomma, una gran fatica che vorrei ardentemente andasse a buon fine, perchè la sceneggiatura è molto bella e merita il successo!   

Glauco Mauri nella sua messa in scena di

"Quello che prende gli schiaffi"

 
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UFFA!!!

Post n°1523 pubblicato il 05 Aprile 2018 da atapo
 

NESSUNA  SORPRESA

 


 

E' passata la Pasqua e purtroppo la sorpresa in cui speravo non è arrivata:
la padrona della casa che avrebbe accontentato entrambi non recede di un passo dalla cifra proposta che per noi è irraggiungibile,
mio marito è sempre deciso a NON accontentarsi del terrazzo come spazio esterno per l'altra casa che pure all'inizio gli era piaciuta moltissimo, tanto che aveva preso le misure dettagliate delle stanze per vedere come sistemare i mobili vintage che vorremmo salvare.
Così siamo punto e a capo.
A me e a mia figlia è venuto il sospetto che lui in fondo non abbia nessuna voglia di questo acquisto, oppure che speri in un miracolo, che gli venga scodellata una casa con TUTTO quello che richiede: stanze, giardino, comodità, servizi, nessun restauro, nessun vicino né sopra né sotto… e a un costo irrisorio!
Abbiamo visitato in questi mesi abitazioni che sono gioiellini, dove io ho lasciato il cuore, qualcuna ha anche abbassato il prezzo in questo periodo in cui l'abbiamo tenuta d'occhio e ora potremmo prenderla di volata… Macchè! A volte dice NO storcendo la bocca senza neppure spiegare il  motivo.
Sabato abbiamo un altro appuntamento ad un'altra casa: visti i precedenti credo che non gli andrà bene neppure stavolta, però andremo, visto che è stato lui a dire che vorrebbe vederla.

Ma, per quanto mi riguarda, sarà L'ULTIMA!!!

Io mi sono decisamente stancata di questi tira e molla, anzi comincio ad esserne un po' esasperata: se all'inizio avevo condiviso certe sue richieste ora mi pare che ci avviamo alla paranoia, al maniacale… quindi che se la cerchi lui d'ora in avanti, che esplori lui tutti i siti e le agenzie in internet su e giù per l'Appennino. E se nel frattempo la casa dei suoi genitori sarà venduta, di quei famosi mobili vintage e ricordi affettivi ne verrà fatto un mucchio di legna da ardere! E lui, già lo so, si commuoverà e piangerà lacrime di coccodrillo...
Mi dispiace solo di averci perso sopra tante ore inutilmente, in pratica tutto l' inverno, ore che avrei potuto impiegare in ben altri modi per me più produttivi e soddisfacenti…

Per Pasqua ci siamo ritrovati tutti a casa da mio figlio, i bambini scorrazzavano nel suo giardino, io lo guardavo notando quanto sia grazioso: mio figlio lo cura, sistema le piante, risemina l'erba dove non ha attecchito, toglie i rami secchi…
Il nostro giardino è ben più trascurato: LUI ha sempre qualcosa di più urgente e importante da fare, il giardiniere aveva dato alcuni suggerimenti rimasti inascoltati, se gli dico che ci farò io qualcosa, tipo levare le coperture alle piante  o sistemare delle piantine che hanno già i vasi troppo piccoli ha da sollevare ugualmente delle obiezioni…
E vorrebbe un altro giardino in una eventuale casa in montagna???  Ma mi faccia il piacere!!!

 
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AUGURI

Post n°1522 pubblicato il 01 Aprile 2018 da atapo
 

UN CARO AUGURIO

agli amici

a chi sosta un attimo qui...

...per un tempo che sia

di pace

serenità

affetti

 
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DUE CASE

Post n°1521 pubblicato il 30 Marzo 2018 da atapo
 

LA  SORPRESA  CHE  VORREI

 

 

C'è un grazioso paese sull'Appennino tra Firenze e Bologna, piccolo il giusto, ma con tutti i servizi essenziali, dove si respira l'aria fina della montagna,

in questo paese ci sono due case:

la prima, in periferia, è piccola ma funzionale e perfetta, sembra appena costruita, ha un piccolo spazio davanti per accedere al portone e un bel terrazzo sul retro affacciato sul paese più in basso e sulla vallata;

la seconda, nel centro storico del paese, dall'esterno non sembra un granchè, ma dentro ha stanze antiche e ampie, un grande terrazzo, è ben tenuta e sul retro si accede a un giardino col garage, il prato, cespugli e qualche albero.

Ecco, appena l'abbiamo vista ci era subito piaciuta la prima, basterebbe riempire una valigia e andarci in villeggiatura, ma poi mio marito ha cominciato a dire che vuole uno spazio esterno più grande per mettersi con uno sdraio a leggere e a prendere il sole. Perchè, il terrazzo non gli basta? Gli ho ricordato che già a stento si prende cura del giardino nella casa di Firenze, io la vedo dura che si dia da fare per mantenere anche un giardino in montagna...

Poi abbiamo visitato la seconda... un colpo di fulmine! Oltre agli spazi più ampi questo giardino è effettivamente allettante e mio marito ha sentenziato: QUESTA!
Piace tanto anche a me...
Ma il prezzo!!!
Abbiamo preso i primi contatti... ma pare difficile che con l'attuale padrone riusciamo ad arrivare a un compromesso... però dobbiamo risentirci ancora... chissà... se la Pasqua ci portasse questa bellissima sorpresa...

Altrimenti, vorrei proprio riuscire il colpo con quell'altra, abbassando necessarimente anche qui il prezzo richiesto... se mio marito si convincesse che un terrazzo è sufficiente per la sua pigrizia!
Se saltano entrambe... io non so più cosa cercare e me è passata del tutto la voglia!
Rinuncerei a tutte le uova di Pasqua per il resto dei miei giorni se quest'anno la sorpresa fosse veramente UNA CASA!

 
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PICCOLI INCURSORI CRESCONO

Post n°1520 pubblicato il 24 Marzo 2018 da atapo
 

IL  PRIMO  DISASTRO

G.Cherici, I primi passi, 1871

Cesare comincia a camminare, ed era ora! Ogni bambino è differente, non ci siamo mai preoccupati se era ancora lento rispetto ai fratelli, ognuno ha i suoi tempi.

Camminare è ancora una parola grossa, per ora si alza in piedi e si sposta attaccandosi ad ogni appiglio. Se gli teniamo le braccia cammina, ma non vogliamo dargli questa abitudine che stroncherebbe la schiena a genitori e nonni. Che si muova da solo e scopra pian piano le sue potenzialità. Noi non abbiamo fretta.

Così il suo raggio di azione si allarga, nuovi spazi, ripiani, cassetti si offrono alla sua curiosità e alle sue esplorazioni. Così sono molto più numerosi gli oggetti da prendere, osservare, infine lasciar cadere a terra, o lanciare lontano se non sono di suo gradimento.

In questi momenti sembra un gattino, ricordo che dicevo che Beto nei suoi comportamenti esplorativi assomigliava ad un bambino di circa un anno e mezzo: è proprio vero! Cesare me lo conferma.

Deve essere sorvegliato a vista e ciò non è sempre facile quando ci sono anche gli altri fratelli, che lui segue ed imita. Insomma, la nonna nelle sue ore di baby sitter ha il suo daffare...

L'altro giorno ero da loro, ce l'avevo davanti in piedi appoggiato al mobiletto del televisore, un attimo l'ho perso di vista per parlare con uno dei fratellini, ecco un rumore sospetto... Dal ripiano aveva "spazzolato" via tutti i fogli insieme ad un piccolo vassoio di vetro, caduto a terra e scheggiato in un angolo: per fortuna nessun pezzo di vetro si è staccato! Ecco il suo primo disastro!

Più tardi ho informato la sua mamma del fattaccio, il vassoio l'avevo messo fuori portata sul tavolo; lei mi ha risposto :-Sarà ora che cominciamo a spostare in alto tutto ciò che è a rischio.-

Ecco, questa mi pare una idea saggia, buon lavoro!

 

 
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VERSO LA PRIMAVERA

Post n°1519 pubblicato il 20 Marzo 2018 da atapo
 

STANCA

 

Monet

 

All'improvviso mi sono accorta di essere terribilmente stanca.
Una stanchezza che di fisico ha poco, cioè diventa fisica perchè c'è tutto il resto.
I "doveri", chiamiamoli così, mi stanno soffocando, probabilmente l'ultimo viaggio alla vecchia casa di montagna ha aggravato non poco una situazione che cercavo di tenere sotto controllo e che ora sta straripando da tutte le parti. E tutto mi dà fastidio.

Sono stufa delle lungaggini, del tergiversare e delle chiacchiere di marito e cognati riguardo le due case in montagna (accanto a quella già nota ce n'è un'altra che è un rudere inabitabile e a rischio crollo).

Sono stufa di cercare una casetta nuova per noi in montagna, della pignoleria di mio marito che finora per ognuna ha scovato sempre il pelo nell'uovo, cioè un difetto che gli fa storcere il naso: ma cosa crede, di riuscire a trovare la casa perfetta e a poco prezzo? Ormai abbiamo scandagliato tutte le zone dell'Appennino tra Firenze-Pistoia-Bologna e siamo al punto di partenza.

Sono stufa dell'organizzazione delle giornate all'ultimo minuto e dei viaggi per queste casette che vengono fissati poi costretti al rinvio a causa delle nevicate e del maltempo che non accenna a dar tregua.

Sono stufa del maltempo, del freddo e dell'umidità: mi fa male dappertutto, è un'impresa uscire per fare la spesa minima.

Non riesco nemmeno ad uscire per qualche ora di passeggiata, un museo, una mostra, qualcosa di carino: o fa brutto tempo, o devo smaltire accumuli di faccende casalinghe dovute ai rinvii, alle visite alle case, agli imprevisti...

Ora mio marito si è ammalato di nuovo, una ricaduta del raffreddore potentissimo che ebbe in dicembre, stavolta anche con la febbre, e si sa che un marito ammalato è impegnativo... più del solito!

Quasi quasi sono stufa anche del teatro: tra un mese avremo lo spettacolo, la mia parte è interessante, ma difficile e studiare in questo periodo mi è molto faticoso. Anche quando ci troviamo per le prove è faticoso, perchè manca sempre qualcuno e non è mica facile parlare a un interlocutore assente, o al nulla, o a una sedia vuota...

A pensarci bene, mi diverto solo quando sto con i miei nipoti, ultimamente tra impegni dei genitori e scioperi a scuola è capitato più spesso del solito. E' vero, così ho ancora meno tempo per il resto, però sono divertenti, il piccolo ora incomincia a camminare, imita tutti e traffica dappertutto, è uno spasso. Almeno loro mi rendono allegra, anche se col mal di schiena quando li lascio.

Poi ci sono altre cose del futuro prossimo che se mi vengono in mente mi mettono un po' in ansia...
Speriamo che arrivi presto una primavera stabile, forse vedrò tutto più roseo...

 
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